Torna indietro   Hardware Upgrade Forum > Off Topic > Discussioni Off Topic > Storia, politica e attualità (forum chiuso)

Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo
Qrevo Curv 2 Flow è l'ultima novità di casa Roborock per la pulizia di casa: un robot completo, forte di un sistema di lavaggio dei pavimenti basato su rullo che si estende a seguire il profilo delle pareti abbinato ad un potente motore di aspirazione con doppia spazzola laterale
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite
Abbiamo guidato per diversi giorni la Alpine A290, la prima elettrica del nuovo corso della marca. Non è solo una Renault 5 sotto steroidi, ha una sua identità e vuole farsi guidare
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile
Abbiamo provato a fondo il nuovo Magic 8 Lite di HONOR, e per farlo siamo volati fino a Marrakech , dove abbiamo testato la resistenza di questo smartphone in ogni condizione possibile ed immaginabile. Il risultato? Uno smartphone praticamente indistruttibile e con un'autonomia davvero ottima. Ma c'è molto altro da sapere su Magic 8 Lite, ve lo raccontiamo in questa recensione completa.
Tutti gli articoli Tutte le news

Vai al Forum
Rispondi
 
Strumenti
Old 28-12-2007, 14:20   #81
Ser21
Bannato
 
L'Avatar di Ser21
 
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
Quote:
Originariamente inviato da Jackari Guarda i messaggi
secondo me ci sono alcune imprecisioni nelle tue affermazioni. In primis il potere di grazia è previsto a livello costituzionale e, non vi sono esplicitati i casi in cui può essere utilizzato. V'è di più, sembrerebbe un potere di spettanza esclusiva del Presidente della Repubblica, ma con il potere di controfirma del Ministro della Giustizia. Quest'ultima sembrerebbe solo un atto di controllo sulla legittimità (in senso formale) del provvedimento e il ministro non sembrerebbe avere alcun potere di decidere nel merito. Alcuni Guardasigilli si sono opposti a ciò considerando il potere di controfirma quale potere comportante assunzione di responsabilità del Ministro sottoscrivente ed in quanto tale legittimante anche un controllo nel merito del provvedimento.
Il fatto che una persona sia ammalata in carcere non giustifica l'esercizio del potere di grazia, ma consente semmai l'applicazione delle norme proprie dell'rodinamento penitenziario e della fase di esecuzione dellapena che consentono la liberazione del condannato se in questo si trova in un pessimo stato di salute. Decisione che è di competenza del Tribunale di Sorveglianza e non certo del Capo dello Stato.
Storicamente il potere della grazia sembrerebbe da ricondursi alle monarchie assolutistiche nelle quali il sovrano aveva il diritto di vita o di morte sui cittadini e come tale poteva, volendo, risparmiarli.
A mio parere è un istituto del tutto anacronistico, per non dire medievale e che, non si pone come valvola di sfogo del sistema penale, ma piuttosto si pone in contraddizione con il medesimo oltre che con il principio di separazione dei poteri (e con svariate altre norme costituzionali). è il magistrato a dover giudicare sui fatti aventi rilievo penale sulla base di quanto previsto dalla legge. Il potere di grazia, invece, per come configurato è del tutto svincolato da qualsiasi legale. VIene riconosciuto di fatto in capo a PdR la possibilità di decidere della libertà personale delle persone.

Sembrerà strano,ma questa volta non posso che non fare a meno di quotarti.
Ser21 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 14:24   #82
Jackari
Senior Member
 
L'Avatar di Jackari
 
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Reggio Emilia
Messaggi: 8210
Quote:
Originariamente inviato da Ser21 Guarda i messaggi
Sembrerà strano,ma questa volta non posso che non fare a meno di quotarti.
Jackari è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 15:16   #83
Korn
Senior Member
 
L'Avatar di Korn
 
Iscritto dal: Jul 2000
Città: La città più brutta della Toscana: Prato
Messaggi: 6714
si ma il pdr presiede il csm
Korn è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 15:32   #84
onesky
Senior Member
 
L'Avatar di onesky
 
Iscritto dal: May 2004
Città: Roma
Messaggi: 7268
Quote:
Originariamente inviato da Ser21 Guarda i messaggi
"Patologie non gravi e compatibili con la detenzione".

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Soffre di ischemia e di patologie broncopolmonari, oltre che di diabete, eczema, depressione. E tuttavia "le patologie da cui è affetto il detenuto Bruno Contrada non sono gravi", scrive il giudice. E soprattutto: "Esse non appaiono, allo stato, non trattabili in carcere".

Sull'istanza si pronuncerà in via definitiva il Tribunale di sorveglianza di Napoli nell'udienza già fissata dal presidente Angelica Di Giovanni per il 24 gennaio: data peraltro definita "troppo lontana" dal legale Giuseppe Lipera che, insieme con il collega Enrico Tuccillo, ha avanzato una richiesta di anticipazione. Sull'ipotesi della grazia invece, la presidente Di Giovanni si limita a precisare: "A questo Tribunale non è giunta alcuna richiesta dal Guardasigilli. Quindi, per noi non c'è ancora alcuna istruttoria in corso".
(28 dicembre 2007)

soffre pure di eczema, poverino. Grazia subito!!
__________________
Ryzen9 [email protected]|Rog Striz X570 Gaming F|Gigabyte RTX4090 OC |Crucial Ballistix 32GB DDR4-3600| Kingston NVMe M.2 SSD 2TB |Agon AG271QG 165Hz IPS | Cooler Master MWE Gold 1050W | MasterCase H500M | HP Reverb G2 VR|Unidata 1000/300 FTTH
onesky è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 16:03   #85
Onisem
Senior Member
 
L'Avatar di Onisem
 
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
Scommettiamo che se esce si ringalluzzisce all'istante e campa fino a 100 anni facendo sci nautico? Altro che moribondo...
__________________
Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 16:24   #86
Igor
Senior Member
 
L'Avatar di Igor
 
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
Clemente Mastella:

Mi sembrava un atto dovuto, visto anche l’allarme destato dalle condizioni di salute. (dall'intervista al Gr Rai del 25 dicembre 2007)
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8732girata.asp

Non ho mai definito la concessione della grazia a Bruno Contrada un atto dovuto.(Adnkronos, 27 dicembre 2007)
http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.1710376312)
Igor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 16:34   #87
Ser21
Bannato
 
L'Avatar di Ser21
 
Iscritto dal: Sep 2002
Città: LA CITTA' PLURI-CAMPIONE D'ITALIA!
Messaggi: 5903
Quote:
Originariamente inviato da Igor Guarda i messaggi
Clemente Mastella:

Mi sembrava un atto dovuto, visto anche l’allarme destato dalle condizioni di salute. (dall'intervista al Gr Rai del 25 dicembre 2007)
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8732girata.asp

Non ho mai definito la concessione della grazia a Bruno Contrada un atto dovuto.(Adnkronos, 27 dicembre 2007)
http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.1710376312)
Segnala a Carta Canta di travaglio,secondo me la pubblica
Ser21 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-12-2007, 16:41   #88
Onisem
Senior Member
 
L'Avatar di Onisem
 
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
Quote:
Originariamente inviato da Igor Guarda i messaggi
Clemente Mastella:

Mi sembrava un atto dovuto, visto anche l’allarme destato dalle condizioni di salute. (dall'intervista al Gr Rai del 25 dicembre 2007)
http://www.lastampa.it/redazione/cms...8732girata.asp

Non ho mai definito la concessione della grazia a Bruno Contrada un atto dovuto.(Adnkronos, 27 dicembre 2007)
http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.1710376312)
Senza faccia. Anzi ce l'ha, ma non si può dire come.
__________________
Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 01:10   #89
Igor
Senior Member
 
L'Avatar di Igor
 
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
Quote:
Originariamente inviato da Ser21 Guarda i messaggi
Segnala a Carta Canta di travaglio,secondo me la pubblica
Non ce n'è bisogno, lui è sicuramente più attento di me alle dichiarazioni del ceppalonico
Igor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 01:36   #90
Igor
Senior Member
 
L'Avatar di Igor
 
Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
Quote:
Originariamente inviato da Jackari Guarda i messaggi
secondo me ci sono alcune imprecisioni nelle tue affermazioni. In primis il potere di grazia è previsto a livello costituzionale e, non vi sono esplicitati i casi in cui può essere utilizzato. V'è di più, sembrerebbe un potere di spettanza esclusiva del Presidente della Repubblica, ma con il potere di controfirma del Ministro della Giustizia. Quest'ultima sembrerebbe solo un atto di controllo sulla legittimità (in senso formale) del provvedimento e il ministro non sembrerebbe avere alcun potere di decidere nel merito. Alcuni Guardasigilli si sono opposti a ciò considerando il potere di controfirma quale potere comportante assunzione di responsabilità del Ministro sottoscrivente ed in quanto tale legittimante anche un controllo nel merito del provvedimento.
...
Sulla questione si è già pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 200 del 2006 nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in seguito al ricorso dell'allora Presidente Ciampi dopo il rifiuto dell'ex Guardasigilli Castelli di dare corso alla concessione della grazia ad Ovidio Bompressi.

Il potere di grazia è di esclusiva spettanza presidenziale e il Ministro della Giustizia ha soltanto delle competenze istruttorie e non un potere di codecisione sostanziale. Nell'ambito del procedimento che conduce all'atto di clemenza le competenze del Guardasigilli sono dunque strumentali alla determinazione del Capo dello Stato e non possono tradursi in "un inammissibile potere inibitorio, una sorta di potere di veto". La grazia, infatti, non è un "atto complesso" alla cui formazione concorrerebbero, in modo paritario, le due volontà del Presidente della Repubblica e del Ministro della Giustizia, ma è un "atto formalmente e sostanzialmente presidenziale" e pertanto la controfirma ministeriale ha una funzione di mera attestazione della provenienza dell'atto da parte del Presidente della Repubblica, oltre che di controllo della sua regolarità formale.

In base alla stessa giurisprudenza costituzionale è poi esclusa qualsiasi competenza del Guardasigilli circa l'esecuzione delle sentenze penali, per il principio della separazione di poteri.

Quote:
L’esame della giurisprudenza della Corte (sentenze n. 274 del 1990, n. 114 del 1979, n. 192 del 1976, n. 204 e n. 110 del 1974) induce a ritenere ormai consolidato l’orientamento che, con implicito riferimento al principio di separazione dei poteri, esclude ogni coinvolgimento di esponenti del Governo nella fase dell’esecuzione delle sentenze penali di condanna, in ragione della sua giurisdizionalizzazione ed in ossequio al principio secondo il quale solo l’autorità giudiziaria può interloquire in materia di esecuzione penale.
http://www.cortecostituzionale.it/it...0&AnnoDec=2006
La concessione della grazia avviene al termine di un procedimento in cui la volontà del Presidente della Repubblica prevale sempre anche in seguito ad una eventuale archiviazione del Guardasigilli.

Quote:
7.2.— Detto ciò, rimane da chiarire – ai fini della risoluzione del presente conflitto – quali siano i compiti spettanti al Guardasigilli nell'ambito dell'attività finalizzata all'adozione del provvedimento di clemenza.
In via preliminare, occorre puntualizzare che il decreto di grazia è la risultante di un vero e proprio procedimento – così è qualificato nella stessa rubrica dell'abrogato art. 595 del codice di procedura penale del 1930 – che si snoda attraverso una pluralità di atti e di fasi. […]

7.2.1.— L'analisi di tale complessa procedura deve muovere dalla lettura dell'art. 681 cod. proc. pen., il quale prevede, innanzitutto, che l'"iniziativa" – salva l'ipotesi della «proposta» proveniente dal presidente del consiglio di disciplina (comma 3) – possa essere assunta dal condannato ovvero da un suo prossimo congiunto, dal convivente, dal tutore, dal curatore, da un avvocato, che sottoscrivono la «domanda» di grazia, «diretta al Presidente della Repubblica» e «presentata» al Ministro della giustizia (comma 1).
La medesima disposizione – con un'innovazione significativa rispetto alle previgenti discipline contenute nei codici di rito penale del 1865 (artt. da 826 a 829), del 1913 (art. 592), ed infine del 1930 (art. 595) – ha, peraltro, riconosciuto espressamente la possibilità che la grazia sia «concessa anche in assenza di domanda o proposta» (art. 681, comma 4, cod. proc. pen.). In ogni caso l'iniziativa potrà essere assunta direttamente dal Presidente della Repubblica al quale da tempo si è riconosciuto tale potere.
[…]

7.2.2.— Instaurato, dunque, il procedimento, la prima fase è quella dell'"istruttoria", che ai sensi dell'art. 681, comma 2, cod. proc. pen. prevede uno svolgimento differenziato a seconda che il condannato risulti, o meno, detenuto o internato.

Nel primo caso è il magistrato di sorveglianza che, acquisiti tutti gli elementi di giudizio utili e le osservazioni del Procuratore generale presso la competente Corte di appello, provvede alla loro trasmissione al Ministro della giustizia, unitamente ad un motivato parere.
Nella seconda ipotesi è, invece, direttamente il Procuratore generale a trasmettere al Guardasigilli le opportune informazioni con le proprie osservazioni.

La prassi delle relazioni tra il Ministro e gli organi giurisdizionali ha poi portato a meglio precisare quali siano le «informazioni» e gli «elementi di giudizio» da utilizzare ai fini della determinazione circa la concessione, o meno, della clemenza nei singoli casi.

Tra tali elementi vanno ricompresi – oltre ovviamente quelli desumibili dalla sentenza di condanna, dai precedenti dell'interessato e dai procedimenti in corso a suo carico – anche le dichiarazioni delle parti lese o dei prossimi congiunti della vittima, circa il risarcimento del danno e la concessione del perdono, nonché, in relazione alla valutazione della personalità del soggetto, le informazioni inerenti alle condizioni familiari e a quelle economiche, alla condotta dell'interessato, richiedendosi, infine, per i detenuti anche l'estratto della cartella personale ed il c.d. rapporto di condotta.

7.2.3.— La valutazione di suddetti elementi, ed in particolare dei pareri espressi dagli organi giurisdizionali, è effettuata in sede ministeriale. A conclusione della istruttoria il Ministro decide se formulare motivatamente la "proposta" di grazia al Presidente della Repubblica ovvero se adottare un provvedimento di archiviazione. E delle avvenute archiviazioni è da qualche tempo data notizia periodicamente al Capo dello Stato.

7.2.4.— Se il Guardasigilli formula la "proposta" motivata di grazia e predispone lo schema del provvedimento mostra ovviamente con ciò di ritenere sussistenti i presupposti, sia di legittimità che di merito, per la concessione dell'atto di clemenza.

Spetterà, poi, al Presidente della Repubblica valutare autonomamente la ricorrenza, sulla base dell'insieme degli elementi trasmessi dal Guardasigilli, di quelle ragioni essenzialmente umanitarie che giustificano l'esercizio del potere in esame. In caso di valutazione positiva del Capo dello Stato seguirà la controfirma del decreto di grazia da parte del Ministro, che provvederà a curare anche gli adempimenti esecutivi.
[…]

7.2.5.— Qualora, invece, il Ministro valuti negativamente i risultati della istruttoria effettuata e ritenga non sussistenti i necessari requisiti di legittimità e/o di merito per la concessione della grazia, l'esito della procedura può conoscere talune varianti, dipendenti dalle peculiarità delle circostanze concrete.

Innanzitutto, come si è detto, può essere disposta l'archiviazione. Ma se il Capo dello Stato abbia, a seguito della comunicazione e/o conoscenza della decisione di archiviazione, sollecitato, previa eventuale acquisizione di una apposita informativa orale o scritta (c.d. "relazione obiettiva"), il compimento dell'attività istruttoria, il Ministro non ha il potere di impedire la prosecuzione del procedimento.

Qualora, invece, l'iniziativa sia direttamente presidenziale, il Capo dello Stato può chiedere al Ministro l'apertura della procedura di concessione della grazia; anche in questo caso il Guardasigilli ha l'obbligo di iniziare e concludere la richiesta attività istruttoria, formulando la relativa proposta.

Nelle suddette ipotesi, un eventuale rifiuto da parte del Ministro precluderebbe, sostanzialmente, l'esercizio del potere di grazia, con conseguente menomazione di una attribuzione che la Costituzione conferisce – quanto alla determinazione finale – al Capo dello Stato.

In definitiva, qualora il Presidente della Repubblica abbia sollecitato il compimento dell'attività istruttoria ovvero abbia assunto direttamente l'iniziativa di concedere la grazia, il Guardasigilli, non potendo rifiutarsi di dare corso all'istruttoria e di concluderla, determinando così un arresto procedimentale, può soltanto rendere note al Capo dello Stato le ragioni di legittimità o di merito che, a suo parere, si oppongono alla concessione del provvedimento.

Ammettere che il Ministro possa o rifiutarsi di compiere la necessaria istruttoria o tenere comunque un comportamento inerte, equivarrebbe ad affermare che egli disponga di un inammissibile potere inibitorio, una sorta di potere di veto, in ordine alla conclusione del procedimento volto all'adozione del decreto di concessione della grazia voluto dal Capo dello Stato.

Il Presidente della Repubblica, dal canto suo, nella delineata ipotesi in cui il Ministro Guardasigilli gli abbia fatto pervenire le sue motivate valutazioni contrarie all'adozione dell'atto di clemenza, ove non le condivida, adotta direttamente il decreto concessorio, esternando nell'atto le ragioni per le quali ritiene di dovere concedere ugualmente la grazia, malgrado il dissenso espresso dal Ministro.

Ciò significa che, a fronte della determinazione presidenziale favorevole alla adozione dell'atto di clemenza, la controfirma del decreto concessorio, da parte del Ministro della giustizia, costituisce l'atto con il quale il Ministro si limita ad attestare la completezza e la regolarità dell'istruttoria e del procedimento seguito.

Da ciò consegue anche che l'assunzione della responsabilità politica e giuridica del Ministro controfirmante, a norma dell'art. 89 della Costituzione, trova il suo naturale limite nel livello di partecipazione del medesimo al procedimento di concessione dell'atto di clemenza.
Igor è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 12:42   #91
marlin
Senior Member
 
Iscritto dal: May 2002
Messaggi: 4001
che commozione

la moglie si sta girando i tg.... a compiangere il marito
marlin è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 13:13   #92
giannola
Senior Member
 
L'Avatar di giannola
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
Quote:
Originariamente inviato da Onisem Guarda i messaggi
E' un condannato per reati di mafia. Ed IN ITALIA graziare un condannato per reati di mafia dovrebbe essere impensabile. Secondo me è molto semplice. Che poi Mastella (una garanzia) sia così frettoloso ed entusiasta mi fa dubitare ancora di più.
la questione in realtà è molto controversa.

Anche perchè la prima volta è stato assolto in appello e la cassazione ha poi fatto rifare il processo.

Cmq sono sempre stato contro l'indulto però credo che prima di giudicare bisogna anche un minimo leggere come sono andate le vicende invece di accusare subito contro le persone, almeno io penso da quello che ho letto che le cose non siano proprio così nero su bianco.

Cmq posto "la difesa" a beneficio del dubbio

Quote:

Il 24 dicembre 1992 Bruno Contrada, stimatissimo funzionario del Ministero dell’Interno prima e del SISDE poi, sulla scorta delle accuse infamanti di quattro “pentiti”, viene arrestato a seguito di un ordinanza di custodia cautelare emessa il giorno prima dal Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura della Repubblica, e viene condotto a Roma nel Carcere Militare di Forte Boccea.

I quattro “pentiti”, più correttamente definiti collaboratori di giustizia, sono: Gaspare Mutolo, Tommaso Buscetta, Giuseppe Marchese e Rosario Spatola.

Gaspare Mutolo – pregiudicato di mafia, già imputato per omicidio, estorsioni, associazione a delinquere di tipo mafioso, traffico di stupefacenti ed altro, accusa Contrada di :

frequentare un appartamentino sito in via Jung 12, al 16° piano, che gli sarebbe stato messo a disposizione dal costruttore mafioso Angelo Graziano.

Questo appartamentino, a seguito di indagini condotte dalla stessa Dia, è risultato essere di proprietà dell’ingegnere Gualberto Artemisio Carducci, costruttore dello stabile, e ceduto in locazione al Magistrato Domenico Signorino.

In sede di interrogatorio in udienza Mutolo ha rettificato il tiro, dicendo che Graziano si era interessato affinché Contrada avesse la disponibilità del citato appartamentino tra la fine del 1975 ed l’inizio del 1977.

Evidentemente Mutolo non sapeva che il dott. Contrada nel luglio del 1975 aveva arrestato e denunziato Graziano Angelo ed un altro costruttore mafioso per estorsioni e tentativi di estorsioni compiuti a mezzo di esplosivo.

Ed il Mutolo non sapeva nemmeno che il successivo 23 agosto 1975, su rapporto del dott. Contrada, il Graziano ed il Cocuzza, che già erano in carcere, venivano ulteriormente denunciati per altre estorsioni con materiale esplosivo.

Nel mese di novembre del 1975 la Squadra Mobile diretta da Contrada compì un’operazione di notevolissima importanza, sgominando un’organizzazione criminale mafiosa pericolosissima, indicata successivamente come “Mafia della Costa, di cui facevano parte tutti e sei i fratelli Graziano.

Nel dicembre dello stesso anno, nella prospettiva che Angelo Graziano potesse essere scarcerato per decorrenza dei termini, Contrada propose alla Questura la misura di prevenzione del soggiorno obbligato per cinque anni.

Comunque il Graziano venne condannato e rimase in carcere fino al maggio del 1977.

Pochi giorni dopo essere stato scarcerato si seppe attraverso segnalazioni anonime che era rimasto vittima della “lupara bianca”.

Mutolo poi racconta :

che il capo della famiglia mafiosa di Partanna-Mondello, Rosario Riccobono, deceduto, gli aveva rivelato che il dott.Contrada era a disposizione dei capi più importanti di Cosa Nostra (tra i quali Inzerillo, Scaglione, Riina,Greco Michele), che incontrava personalmente ed ai quali aveva reso numerosi ”favori”, non specificati;

Mutolo sostiene, cioè, che quando i boss mafiosi si ammazzavano tra loro nella più impressionante guerra per bande che abbia mai insanguinato Palermo, il poliziotto più in vista della Città, Bruno Contrada, avrebbe incontrato ora l’uno, ora l’altro capo-mafia in luoghi pubblici o privati.

La non attendibilità di questa affermazione risulta evidente.

Nessun poliziotto in quegli anni in cui imperversava a Palermo una delle più tremende, se non la più tremenda e sanguinosa guerra di mafia avrebbe potuto essere amico e rendere “favori” contemporaneamente a diversi capi-mafia, perché un tale comportamento avrebbe significato sicuramente farsi ammazzare, in quanto le famiglie di mafia in lotta tra loro si cercavano l’un l’altra per attirarsi in tranelli ed agguati e per uccidersi.

Sarebbe stato impossibile non rimanerne coinvolti.

Altra accusa di Mutolo è :

che il capo-mafia Rosario Riccobono gli avrebbe riferito che la mafia aveva speso quindicimilioni per acquistare una macchina “Alfa Romeo” che il dott. Contrada doveva destinare ad una persona amica durante le festività natalizie del 1981.

Sono state svolte ricerche a tappeto su decine e decine di donne palermitane acquirenti o intestatarie di un’Alfa Romeo tra il 1980 ed il 1982. Nessuna donna portava a Contrada!

La verità è che Gaspare Mutolo è stato uno dei criminali mafiosi più perseguitati da Contrada, perché nel 1975, nel corso di un’operazione di polizia tesa a sventare un tentativo di estorsione ai danni dell’industriale Angelo Randazzo, il Mutolo aveva ucciso a sangue freddo il giovane agente di polizia Gaetano Cappiello, al quale Contrada voleva bene come ad un figlio.

E’ utile ricordare che Gaspare Mutolo ha accusato di collusione con la mafia il giudice Domenico Signorino, che esercitava le funzioni di P.M. sia nel processo del 1976 contro Mutolo sia nel maxi-processo, ed ha accusato inoltre i giudici Aiello, D’Antone, Barreca e Mollica, giudici che lo condannarono in Corte di Assise ed in Corte di Assise di Appello, nonché l’ex presidente della Corte di Appello di Palermo Carmelo Conti, che è stato prosciolto dal G.I.P. di Caltanisetta.

Tutto questo fa riflettere : almeno in un caso, quello di Carmelo Conti, Mutolo HA MENTITO!!



Tommaso Buscetta – Il 25 novembre 1992 il Buscetta conferma quanto detto in passato (aggiungendo tuttavia che egli non aveva una conoscenza diretta dei fatti raccontati) e cioè che Rosario Riccobono gli aveva suggerito di tornare a Palermo, assicurandogli che non sarebbe stato cercato dalla Polizia. Egli poi aveva chiesto ad un altro mafioso, Stefano Bontate, perché Riccobono facesse simili affermazioni ed aveva saputo che il Riccobono era amico di Contrada della Polizia di Palermo.

Su tali circostanze era stata aperta un’inchiesta, che si era conclusa con l’archiviazione e con un biglietto di auguri e di compiacimento inviato a Contrada a firma di Caponnetto. Il biglietto è agli atti del processo.

Nel novembre del 1992, però, Buscetta nel confermare le accuse del 1984 aveva detto che il rapporto tra Contrada e Riccobono era mal visto dagli altri mafiosi palermitani, contraddicendo in tal modo quanto avevano sostenuto Mutolo e Marchese .

Giuseppe Marchese il 4 novembre del 1992 dichiara: - che nel 1981, ritornando da una riunione di importanti capi mafia, suo zio Filippo l’aveva incaricato di avvisare Totò Riina che il dott. Contrada l’aveva informato che la Polizia si apprestava a perquisire la casa di borgo Molara, dove era nascosto il Riina. Il Marchese aveva avvisato quest’ultimo, che aveva lasciato tale abitazione per rifugiarsi a S. Giuseppe Iato.

Ma in un interrogatorio precedente, precisamente del 2 ottobre 1992, lo stesso Marchese aveva dichiarato che il Riina per motivi di sicurezza legati ai conflitti tra clan mafiosi, si era trasferito dalla villa di borgo Molara a S.Giuseppe Iato.

Per sfuggire ai mafiosi, dunque, e non alla Polizia.

In proposito occorre rilevare anche che la Polizia di Palermo venne a sapere che la casa di borgo Molara era stata rifugio di Riina soltanto nel 1984, allorchè il pentito Salvatore Anselmo rivelò che suo fratello, legato a Riina, era rifugiato nella villa di borgo Molara.
Rosario Spatola , personaggio che notoriamente era dedito all’uso di cocaina, il 16 dicembre 1992 - quindi soltanto sette giorni prima dell’arresto del dott.Contrada - lo accusa:

* di essere un massone e di mantenere rapporti con i boss mafiosi attraverso la sua loggia.Nulla è emerso in proposito dalle accurate indagini effettuate dal Capitano della Direzione investigativa Antimafia Luigi Bruno.
* di aver agevolato nella primavera del 1984 la fuga di Totò Riina, uno dei capi più spietati della mafia, e di altri capi mafia, che partecipavano ad una festa di matrimonio in un albergo di Cefalù, l’Hotel Costa Verde, avvisando il Riina stesso di un’operazione predisposta dalla polizia.



Nella primavera del 1984 Contrada da più di due anni aveva lasciato gli uffici della Polizia ed era Capo di Gabinetto dell’Alto Commissario De Francesco.
Come avrebbe potuto conoscere i tempi ed i luoghi di un’azione di polizia, se da due anni non ne faceva più parte?!

Il 23 marzo del 1993 Rosario Spatola, interrogato negli uffici della Criminalpol a Roma, riferisce di un episodio svoltosi nel ristorante “Il Delfino” a Sferracavallo, una località vicino Palermo. Riferisce cioè di aver visto il dott. Contrada mangiare in compagnia del capomafia Riccobono in una saletta riservata del ristorante. Però, poiché egli non conosceva il dott.Contrada, dice di essere andato a mangiare al menzionato ristorante insieme ai fratelli Di Caro, massoni, suoi amici, che glielo avrebbero indicato come “fratello”.

Non solo i fratelli Di Caro al processo hanno smentito quanto affermato dallo Spatola, ma la saletta riservata del ristorante è risultata non essere mai esistita.

Interrogato di nuovo, questa volta negli Uffici della Procura della Repubblica a Palermo dai Magistrati della Procura di Palermo, lo Spatola non parla più di saletta riservata, ma di luogo appartato, indicando come tale una parte della sala non solo sopraelevata rispetto alla rimanente parte della sala medesima, ma ubicata in prossimità dei W.C.

Il dott. Contrada, conosciutissimo nella zona, ed il capomafia Riccobono sarebbero stati seduti, quindi, su un specie di palcoscenico e per giunta tra le due porte di accesso ai servizi igienici, con buona pace per la riservatezza!

Perché non è stato sentito nel corso delle indagini il proprietario del ristorante, che avrebbe così potuto subito smentire Spatola, come ha fatto poi al processo?
Prima, durante e dopo l’arresto del dott. Contrada occorreva valutare le propalazioni dei ”pentiti” alla luce di accurati riscontri che andavano effettuati con sollecitudine e con molta ponderazione, e ciò vale non solo per il dott. Bruno Contrada, ma per ogni cittadino! In particolare poi per Il dott. Contrada, perchè ciò andava fatto non nell’ interesse del dott. Contrada stesso, ma nell’interesse dello Stato, essendo le accuse rivolte contro un uomo delle Istituzioni che fino ad allora e per trent’anni il dr.Contrada aveva degnamente rappresentato.

Era in gioco, infatti, la credibilità delle Istituzioni stesse, specialmente se si tiene conto della strenua difesa operata nei confronti di Bruno Contrada da parte dell’allora Capo della Polizia, Prefetto Vincenzo Parisi, sia al momento dell’arresto sia al processo, dove era stato chiamato a testimoniare in qualità di teste dell’accusa.

A questo punto è di obbligo fare un’importante riflessione:

Mutolo, Buscetta e Marchese accusano il dott. Contrada di fatti commessi prima del 28 settembre del 1982, giorno in cui entra in vigore la legge n. 646 del 13/9/82, che inserisce nel c.p. l’art. 416 bis, che prevede il reato di associazione di tipo mafioso. Se non fosse intervenuta la dichiarazione di Spatola, dalla quale risultava che il dott. Contrada aveva agito di concerto con i boss mafiosi anche dopo tale data, al Contrada non avrebbe potuto essere contestato il grave reato previsto dal menzionato articolo 416 bis poichè, come è noto, nessuno può essere punito per un fatto se non è previsto espressamente dalla legge come reato. Occorreva dimostrare, quindi, per poter contestare a Contrada quel reato, che egli aveva agito di concerto con i boss anche dopo il 28 settembre 1982.

Sulla base di queste dichiarazioni il 24 dicembre del 1992 il dott.Contrada, funzionario che godeva di tutta la stima dei suoi superiori, viene accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di tipo mafioso, arrestato e su ordine della Procura di Palermo sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere .

Alle propalazioni dei primi quattro “pentiti”, dopo l’arresto del dott. Contrada e fino alla data di inizio del processo, si aggiungono quelle di altri collaboranti.

A parlare sono altri “pentiti” e precisamente: Francesco Marino Mannoia,Salvatore Cancemi e Pietro Scavuzzo.

Franceso Marino Mannoia conferma le accuse di Mutolo. Egli sostiene genericamente:

- che il dott. Contrada era amico di Riccobono;

- che aveva rapporti con Bontate;

- che Angelo Graziano gli aveva messo a disposizione un appartamentino.

In proposito occorre evidenziare che il Mannoia, pentitosi nel 1989, inizia a parlare del dott. Contrada soltanto il 24 gennaio del 1994.

Successivamente, però, è emerso che questo “pentito” era già stato sentito sul dott. Contrada nel corso di interrogatori condotti separatamente il 2 e 3 aprile 1993 a New York dalle Procure di Caltanissetta e di Palermo, che indagavano su omicidi eccellenti avvenuti in Sicilia, e che a tutti i Magistrati in quelle due circostanze il Mannoia aveva dichiarato di non sapere nulla su Contrada.

Solo al terzo interrogatorio, condotto nove mesi dopo dai procuratori di Palermo, il “pentito” ha improvvisamente “ricordato”.

Ebbene dei due primi verbali non è stata fatta parola al processo.

Hanno dimenticato evidentemente i Pubblici Ministeri che il Codice prescrive che le procure raccolgano anche le prove che possano scagionare gli imputati.

Salvatore Cancemi dichiara:

- che il dott.Contrada era “nelle mani” di Stefano Bontate;

- che nel 1959 aveva favorito la pratica per il porto d’armi di Stefano Bontate;

- che si era prodigato per fargli riavere la patente.

Non era materialmente possibile che il dott. Contrada favorisse la pratica per il rilascio del porto d’armi (pistola per difesa personale e fucile per uso caccia) a Stefano Bontate, perché questi aveva ottenuto il porto d’armi nel 1960, cioè prima che il dott.Contrada prendesse servizio a Palermo, dove arrivò soltanto alla fine del 1962.

Nel marzo del 1963, invece, il dott. Contrada aveva scritto alla Questura proponendo la revoca immediata del porto d’armi al Bontate, o comunque il non rinnovo, dal momento che il documento scadeva tre mesi dopo. Da quel momento Bontate entrò nel mirino della Polizia e non potè mai più ottenere un porto d’armi. Il fascicolo della questura relativa a questa pratica è andata al macero, ma la Procura avrebbe potuto avere notizie precise effettuando accurati accertamenti anche presso altri enti (archivio del Registro, archivio della Federazione della caccia ecc.)

Per quanto attiene la restituzione della patente, che era stata ritirata al Bontate allorchè venne sottoposto alla sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno, gli artefici di tale restituzione furono, come poi è risultato anche dalle testimonianze degli interessati, il dott. Francesco Faranda, dirigente all’epoca dei fatti, del Commissariato di Polizia che raccolse le informazioni sul fatto che realmente il Bontate per lavoro avesse bisogno della patente, il Questore Giovanni Epifanio ed il Prefetto Girolamo di Giovanni .

Le indagini, come sempre nel caso Contrada o sono inesistenti o estremamente lacunose.

Inoltre il Cancemi sostiene che il Contrada è un giocatore, ma Contrada ribatte di non aver mai amato le carte e di aver imparato a giocare a scopone nel Carcere Militare di Forte Boccea.

Pietro Scavuzzo , “pentito” della mafia trapanese, un anno dopo l’arresto del dott. Contrada ha rivelato ai Magistrati uno strano episodio circa la stima di un anfora antica; egli racconta che:

- nel gennaio del 1991 avrebbe portato un’anfora antica di notevoli dimensioni insieme a due mafiosi, Calogero Musso e Pietro Mazzara, in un appartamento di via Roma a Palermo.

Quest’anfora sarebbe stata stimata, alla presenza del dott. Contrada, da un esperto svizzero (contattato a sua volta tramite un non meglio identificato Ludwig) per essere poi donata dalla mafia al Vicequestore di Trapani Michele Messineo.

Scavuzzo avrebbe riconosciuto lo stabile e l’appartamento dove avvenne la stima, in via Roma n.459. Egli parla di un appartamento con videocitofono e di una donna sui cinquant’anni che avrebbe aperto la porta, inoltre descrive l’interno della casa. Scavuzzo in un primo momento parla di un appartamento sito “al secondo o al terzo piano”, mentre successivamente dice trattarsi di quello all’ottavo piano, cioè la sede degli uffici del Sisde.

Con indagini rapide ed accurate si sarebbe potuto accertare facilmente che al Sisde non c’era alcuna dipendente di età superiore ai trent’anni, che la descrizione dell’arredamento fatta dal pentito non coincideva per niente con quella dell’Ufficio del Sisde, che in quell’ufficio era impossibile per chiunque entrare senza il permesso del capo-centro e che infine all’interno di quegli uffici esisteva una vigilanza armata24 ore su 24, con un piantone che aveva un mitra carico appoggiato sulla scrivania. Agevolmente si sarebbe potuto rilevare anche che la descrizione della porta fatta da Scavuzzo non corrispondeva: lo Scavuzzo aveva parlato di una porta semplice, mentre la porta degli Uffici del Sisde era una porta particolare del tipo di quella delle banche, con una camera di decantazione, che non permetteva che si aprisse la porta interna se prima non si chiudeva alle spalle del visitatore la porta esterna.

In conclusione il dott. Contrada si sarebbe incontrato negli uffici del Sisde con tre delinquenti mafiosi di Trapani (per giunta ricercati), che trasportavano un’anfora di notevoli dimensioni, per consentire ad un esperto svizzero di stimarne il valore in sua presenza.

In proposito il Capitano della DIA, Luigi Bruno, ha detto di non aver trovato alcun appartamento, rispondente alla descrizione fatta dal pentito trapanese Scavuzzo, nel quale avrebbe conosciuto Contrada, presentatogli dai boss della sua stessa provincia. Il capitano ha riferito infatti che sono stati visitati, senza esito, più di cento appartamenti della zona. Nessuno rispondeva alle caratteristiche riferite dal pentito.

Altri pentiti hanno poi testimoniato contro Contrada nel corso del processo, ma sono stati tutti puntualmente smentiti da quelli che avevano citato nelle accuse rivolte a Contrada.
Da tutto quanto sopra descritto emerge chiaramente che le indagini sono state svolte con una trascuratezza e una superficialità tali da far sorgere il fondato dubbio che esse siano state condotte intenzionalmente in tal modo.
http://www.brunocontrada.info/
__________________
Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
giannola è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 14:50   #93
onesky
Senior Member
 
L'Avatar di onesky
 
Iscritto dal: May 2004
Città: Roma
Messaggi: 7268
Ha firmato per tornare in carcere.

E' evidente la strategia di farlo apparire il piu' pietoso possibile, in carcere piuttosto che in un letto di ospedale sotto le cure dei medici. Napolitano avrebbe potuto ripensarci, visto che ormai era sotto cure mediche e fuori prigione..

Invece cosi' Mastella potrà ripetere che è un atto dovuto, l'ha detto anche il santo padre..
__________________
Ryzen9 [email protected]|Rog Striz X570 Gaming F|Gigabyte RTX4090 OC |Crucial Ballistix 32GB DDR4-3600| Kingston NVMe M.2 SSD 2TB |Agon AG271QG 165Hz IPS | Cooler Master MWE Gold 1050W | MasterCase H500M | HP Reverb G2 VR|Unidata 1000/300 FTTH
onesky è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 15:21   #94
fabio80
Senior Member
 
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
Quote:
Originariamente inviato da onesky Guarda i messaggi
Ha firmato per tornare in carcere.

E' evidente la strategia di farlo apparire il piu' pietoso possibile, in carcere piuttosto che in un letto di ospedale sotto le cure dei medici. Napolitano avrebbe potuto ripensarci, visto che ormai era sotto cure mediche e fuori prigione..

Invece cosi' Mastella potrà ripetere che è un atto dovuto, l'ha detto anche il santo padre..
certo, mancava pure lui in questo bel quadretto... ora ci sono tutti gli elementi
__________________
IN ANUBIS WE TRUST
fabio80 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 15:35   #95
drakend
Senior Member
 
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
Quote:
Originariamente inviato da onesky Guarda i messaggi
Invece cosi' Mastella potrà ripetere che è un atto dovuto, l'ha detto anche il santo padre..
Che c'entra il Papa? Si è impicciato?
drakend è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 15:42   #96
Jackari
Senior Member
 
L'Avatar di Jackari
 
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Reggio Emilia
Messaggi: 8210
Quote:
Originariamente inviato da Igor Guarda i messaggi
Sulla questione si è già pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 200 del 2006 nel giudizio per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, in seguito al ricorso dell'allora Presidente Ciampi dopo il rifiuto dell'ex Guardasigilli Castelli di dare corso alla concessione della grazia ad Ovidio Bompressi.

Il potere di grazia è di esclusiva spettanza presidenziale e il Ministro della Giustizia ha soltanto delle competenze istruttorie e non un potere di codecisione sostanziale. Nell'ambito del procedimento che conduce all'atto di clemenza le competenze del Guardasigilli sono dunque strumentali alla determinazione del Capo dello Stato e non possono tradursi in "un inammissibile potere inibitorio, una sorta di potere di veto". La grazia, infatti, non è un "atto complesso" alla cui formazione concorrerebbero, in modo paritario, le due volontà del Presidente della Repubblica e del Ministro della Giustizia, ma è un "atto formalmente e sostanzialmente presidenziale" e pertanto la controfirma ministeriale ha una funzione di mera attestazione della provenienza dell'atto da parte del Presidente della Repubblica, oltre che di controllo della sua regolarità formale.

In base alla stessa giurisprudenza costituzionale è poi esclusa qualsiasi competenza del Guardasigilli circa l'esecuzione delle sentenze penali, per il principio della separazione di poteri.



La concessione della grazia avviene al termine di un procedimento in cui la volontà del Presidente della Repubblica prevale sempre anche in seguito ad una eventuale archiviazione del Guardasigilli.
ho impostato la discussione in termini ipotetici perchè il realtà il dibattito è ancora aperto. Oltre a leggere la sentenza invito a leggere qualche commento dottrinale in materia.
ed inoltre aggiungerei questo: http://archivio.corriere.it/archiveD..._071220003.xml
Jackari è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 17:28   #97
Onisem
Senior Member
 
L'Avatar di Onisem
 
Iscritto dal: Jan 2005
Messaggi: 821
Quote:
Originariamente inviato da giannola Guarda i messaggi
la questione in realtà è molto controversa.

Anche perchè la prima volta è stato assolto in appello e la cassazione ha poi fatto rifare il processo.

Cmq sono sempre stato contro l'indulto però credo che prima di giudicare bisogna anche un minimo leggere come sono andate le vicende invece di accusare subito contro le persone, almeno io penso da quello che ho letto che le cose non siano proprio così nero su bianco.

Cmq posto "la difesa" a beneficio del dubbio



http://www.brunocontrada.info/
Comunque la giri la grazia non ci sta. Credi che sia stato condannato ingiustamente? Si riveda il processo.
__________________
Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 29-12-2007, 17:33   #98
giannola
Senior Member
 
L'Avatar di giannola
 
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Palermo
Messaggi: 2579
Quote:
Originariamente inviato da Onisem Guarda i messaggi
Comunque la giri la grazia non ci sta. Credi che sia stato condannato ingiustamente? Si riveda il processo.
1.Presupposto della grazia è il passaggio in giudicato della sentenza di condanna

e questo ce l'abbiamo.

2. La grazia può essere concessa su domanda del condannato, di un suo prossimo congiunto o dal convivente o del tutore o curatore ovvero da un avvocato, su proposta del Presidente del consiglio di disciplina o anche, in assenza di domanda o proposta, d’ufficio, cioè d’iniziativa dello stesso ministro della giustizia. Essa prescinde dal consenso dell’interessato.

e abbiamo anche questo.
__________________
Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
giannola è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-01-2008, 18:24   #99
gretas
Member
 
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
No alla "grazia" per Bruno Contrada

http://www.genovaweb.org/nograzia_contrada.htm
gretas è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 02-01-2008, 18:27   #100
gretas
Member
 
Iscritto dal: Jan 2007
Messaggi: 41
Contrada, il dottor morte



Sulle “ragioni umanitarie di eccezionale urgenza” che hanno indotto il cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella a istruire immediatamente la pratica per la grazia a Bruno Contrada, condannato definitivamente sette mesi fa a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, bastano le considerazioni di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo: “Il giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere si è pronunciato il 12 dicembre contro il differimento della pena del Contrada poichè le patologie dello stesso potrebbero essere curate in carcere o in apposite strutture esterne. Se peraltro tutti gli affetti di patologie come il diabete dovessero avanzare domanda di grazia e ottenerla in tempi così rapidi, il sovraffolamento delle carceri sarebbe rapidamente risolto”. Se poi Contrada non avesse avviato lo sciopero della fame, ma avesse continuato a nutrirsi, le sue condizioni di salute sarebbero senz’altro migliori. Il detenuto malato dev’essere curato, nell’infermeria del carcere o in ospedale, secondo le leggi vigenti, non essendo la grazia una terapia anti-diabete.

Quanto alle ragioni giuridiche di un’eventuale clemenza, sono ancor più deboli di quelle umanitarie. Mai è stato graziato un personaggio di quel calibro condannato per mafia. E mai è stato graziato un condannato a distanza così ravvicinata dalla sua condanna (Contrada ha scontato 7 mesi dei 10 anni previsti). Si è molto discusso, a proposito di Adriano Sofri, se il candidato alla grazia debba almeno chiederla o possa riceverla d’ufficio, se debba accettare la sentenza o la possa rifiutare: ma, se anche prevalesse la seconda tesi, sarebbe ben strano graziare un signore, stipendiato per una vita dallo Stato, che ha dipinto i suoi giudici come strumenti in mano alla mafia per condannare un nemico della mafia, giudici al servizio di “un manipolo di manigoldi, di criminali, di pendagli da forca che hanno inventato le cose più assurde mettendosi d’accordo”. E tuttora chiede la revisione del processo. Graziarlo addirittura prima dell’eventuale revisione significherebbe usare impropriamente la clemenza per ribaltare il verdetto della Cassazione: un’invasione di campo del potere politico in quello giudiziario.

Ultimo punto: sollecitata per un parere dal giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, la Procura di Palermo ha risposto che Contrada non risulta aver mai interrotto i suoi rapporti con Cosa Nostra, ragion per cui si ritiene che potrebbe –una volta libero– riallacciarli.

Restano da esaminare le possibili ragioni ”politiche” di tanta fretta. Ragioni che risalgono alle sua lunga e controversa carriera di poliziotto e agente segreto alle dipendenze dello Stato, ma al servizio dell’Antistato.

Già capo della squadra mobile e della Criminalpol di Palermo, già numero tre del Sisde (alla guida del dipartimento Criminalità organizzata) fino al Natale del 1992, quando fu arrestato, Contrada è indicato come trait d’union fra Stato e mafia non solo da una ventina di mafiosi pentiti, ma pure da una gran quantità di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di Giovanni Falcone, che raccontano al diffidenza che il giudice nutriva nei confronti di “’u Dutturi”: i giudici Del Ponte, Caponnetto, Almerighi, Vito D’Ambrosio, Ayala. E poi Laura Cassarà, vedova di Ninni (uno dei colleghi di Contrada alla Questura di Palermo assassinati dalla mafia mentre lui colludeva con la mafia). Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, come Rosario Riccobono e Calogero Musso. Nelle sentenze succedutesi in 15 anni, si legge che Contrada concesse la patente ai boss Stefano Bontate e Giuseppe Greco; che agevolò la latitanza di Riina e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; che intratteneva rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; che spifferava segreti d’indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra, nel Natale del 1981, per acquistare un’auto a un’amante del superpoliziotto); che ha portato al processo falsi testimoni a sua difesa.

Decisivo il caso di Oliviero Tognoli, l’imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 come riciclatore della mafia. Secondo Carla Del Ponte, che lo interrogò a Lugano insieme a Falcone, Tognoli ammise che a farlo fuggire dall’Italia era stato Contrada, anche se, terrorizzato da quel nome, rifiutò di metterlo a verbale. Poi, in un successivo interrogatorio, ritrattò. Quattro mesi dopo, Cosa Nostra tentò di assassinare Falcone e la Del Ponte con la bomba all’Addaura. Nemmeno Borslelino si fidava di Contrada. E nemmeno Boris Giuliano: finì anche lui morto ammazzato. Il che spiega, forse, lo sconcerto dei familiari delle vittime della mafia all’idea che lo Stato, dopo aver speso 15 anni per condannare Contrada, impieghi 7 mesi per liberarlo.

Ma c’è un ultimo capitolo, che sfugge alle sentenze: uno dei tanti tasselli che compongono il mosaico del “non detto”, o dell’ ”indicibile” sulla strage di via d’Amelio, dove morì Borsellino con gli uomini della sua scorta (ancora oggetto di indagini della Procura di Caltanissetta, che pure ha archiviato la posizione di Contrada). Quel pomeriggio del 19 luglio ‘92 Contrada è in gita in barca al largo di Palermo con gli amici Gianni Valentino (un commerciante in contatto col boss Raffaele Ganci) e Lorenzo Narracci (funzionario del Sisde). Racconterà Contrada che, dopo pranzo, Valentino riceve una telefonata della figlia “che lo avvertiva del fatto che a Palermo era scoppiata una bomba e comunque c’era stato un attentato. Subito dopo il Narracci, credo con il suo cellulare, ma non escludo che possa anche aver usato il mio, ha chiamato il centro Sisde di Palermo per informazioni più precise”. Appreso che la bomba è esplosa in via d’Amelio, dove abita la madre di Borsellino, Contrada si fa accompagnare a riva, passa da casa e, in serata, giunge in via d’Amelio. Ma gli orari - ricostruiti dal consulente tecnico dei magistrati, Gioacchino Genchi - non tornano. L’ora esatta della strage è stata fissata dall’Osservatorio geosismico alle 16, 58 minuti e 20 secondi. Alle 17 in punto, cioè 100 secondi dopo l’esplosione, Contrada chiama dal suo cellulare il centro Sisde di via Roma. Ma, fra lo scoppio e la chiamata, c’è almeno un’altra telefonata: quella che ha avvertito Valentino dell’esplosione. Dunque, in 100 secondi, accadono le seguenti cose: la bomba sventra via d’Amelio; un misterioso informatore (Contrada dice la figlia dell’amico) afferra la cornetta di un telefono fisso (dunque non identificabile dai tabulati), forma il numero di Valentino e l’avverte dell’accaduto; Valentino informa Contrada e gli altri sulla barca; Contrada afferra a sua volta il cellulare, compone il numero del Sisde e ottiene la risposta dagli efficientissimi agenti presenti negli uffici solitamente chiusi di domenica, ma tutti presenti proprio quella domenica. Tutto in un minuto e 40 secondi. Misteri su misteri. Come poteva la figlia di Valentino sapere, a pochi secondi dal botto, che – parola di Contrada – “c’era stato un attentato”? Le prime volanti della polizia giunsero sul posto 10-15 minuti dopo lo scoppio. E come potevano, al centro operativo Sisde, sapere che era esplosa una bomba in via D’Amelio già un istante dopo lo scoppio? Le prime notizie confuse sull’attentato sono delle 17.30. Escludendo che la figlia di Valentino e gli uomini del Sisde siano dei veggenti, e ricordando i rapporti del commerciante con i Ganci, viene il dubbio che l’informazione in tempo reale l'abbia data chi per motivi – diciamo così – professionali, ne sapeva molto di più. Qualcuno che magari si trovava appostato in via D’Amelio, o nelle vicinanze, in un ottimo punto di osservazione (magari il Monte Pellegrino, dove sorge il castello Utveggio, sede di misteriosi uffici del Sisde in contatto con un mafioso coinvolto nella strage e poi frettolosamente chiusi). E attendeva il buon esito dell’attentato per poi comunicarlo in tempo reale a chi di dovere.

Forse, prima di parlare di grazia a Contrada, si dovrebbe almeno pretendere che dica la verità su quel giorno. Altrimenti qualcuno potrebbe sospettare – con i parenti delle vittime – che lo si voglia liberare prima che dica la verità.


http://voglioscendere.ilcannocchiale...t/1732273.html
gretas è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
 Rispondi


Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rullo Roborock Qrevo Curv 2 Flow: ora lava con un rull...
Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa innamorare, con qualche limite Alpine A290 alla prova: un'auto bella che ti fa ...
Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone indistruttibile e instancabile Recensione HONOR Magic 8 Lite: lo smartphone ind...
Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferimento migliorano ancora Sony WF-1000X M6: le cuffie in-ear di riferiment...
Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche grazie a un accordo con OpenAI Snowflake porta l'IA dove sono i dati, anche gra...
Addio ricerca della parcheggio con colon...
La nuova CEO di Microsoft Gaming è...
Amazon chiude King of Meat sei mesi dopo...
DXRACER Tank XXL, la sedia gaming per ch...
Acer svela il vero costo dell'IA: i note...
Piccolo ma da 100W: questo caricatore US...
Nothing anticipa tutti e mostra il Phone...
Volvo richiama 40.000 EX30: rischio surr...
Ubisoft affida il futuro di Assassin's C...
Le offerte Amazon di oggi: 7 novit&agrav...
Scope elettriche in offerta su Amazon: 4...
Asha Sharma, la nuova guida di Xbox, tra...
Apple avvia l'assemblaggio del Mac mini ...
Bungie dichiara guerra ai cheater d...
Donut svela davvero i risultati dei test...
Chromium
GPU-Z
OCCT
LibreOffice Portable
Opera One Portable
Opera One 106
CCleaner Portable
CCleaner Standard
Cpu-Z
Driver NVIDIA GeForce 546.65 WHQL
SmartFTP
Trillian
Google Chrome Portable
Google Chrome 120
VirtualBox
Tutti gli articoli Tutte le news Tutti i download

Strumenti

Regole
Non Puoi aprire nuove discussioni
Non Puoi rispondere ai messaggi
Non Puoi allegare file
Non Puoi modificare i tuoi messaggi

Il codice vB è On
Le Faccine sono On
Il codice [IMG] è On
Il codice HTML è Off
Vai al Forum


Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 13:08.


Powered by vBulletin® Version 3.6.4
Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Served by www3v