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Old 20-10-2007, 09:54   #81
Black Dawn
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Città: Non riesco a trovare il giusto aggettivo dispregiativo per descriverla... STATUS: In stand-by, aspettando il peggio. AUTO: Fiat Grande Punto 1.4 T-Jet. MOTO: Honda cbr600rr 2003. MUSICA PREFERITA: In Trance I Trust!
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all'italiano basta che non gli tocchi pasta calcio e tette , e per il resto gli puoi fare quel che vuoi...




cpoapzpa
Io, ovunque vado, mi circondo sempre di persone con la mia mentalità
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Old 20-10-2007, 10:43   #82
GianoM
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http://www.antoniodipietro.com/index.html

meno male che c'e' Di Pietro. Altroche' emendamenti, sta legge non deve proprio arrivare in parlamento.
Ah ma allora il thread qualcuno lo legge!
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Old 20-10-2007, 10:51   #83
fluke81
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Old 20-10-2007, 11:06   #84
elmoro
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non so chi mi fa più ridere, i politici che dopo aver approvato una cosa fanno sì che i loro compagni di partito si oppongano (in modo da accontentare tutti, facendo maggioranza & opposizione), oppure i finti rivoluzionari della domenica da linguaggio sovversivo....

mah, mi sa che ci riabitueremo facilmente ad un nuovo ventennio fascista (chiamatelo pure stalinista se volete neh)
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Old 20-10-2007, 11:30   #85
groot
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«Registro per blog e siti internet»
http://www.corriere.it/politica/07_o...internet.shtml


Palazzo Chigi: niente censura, regole uguali per stampa e giornali online
«Registro per blog e siti internet»
Spunta un ddl con i limiti. Prc, Rnp e Verdi contro, rivolta nel web. Grillo: no al bavaglio governativo

MILANO — «Non finiscono mai di provarci — scrive Valentino Spataro, su civile.it —. Potessero, chiederebbero la carta d'identità a chiunque parli in pubblico». E Paolo De Andreis, su «Punto informatico»: «Questo disegno di legge è un errore macroscopico, frutto di ostinata ignoranza. Ma nessuno glielo contesterà». Sbagliava, almeno su questo punto, perché a difendere i diritti di Internet è scesa in campo la corazzata dei blog, Beppe Grillo. Con un post dei suoi, lapidario e apocalittico, che denuncia «il bavaglio dell'informazione» e annuncia «la fine della rete», nonché un suo eventuale trasloco «in uno Stato democratico».

A difendere il provvedimento sull'editoria licenziato in sordina il 12 ottobre dal Consiglio dei ministri, è dovuto intervenire Ricardo Franco Levi. Che ha scritto a Grillo: «Non vogliamo tappare la bocca di nessuno». Ma, viste le reazioni, difficilmente il Parlamento varerà la legge così com'è. La temuta museruola sarebbe occultata nell'articolo 7 del ddl, che prevede l'iscrizione al Roc, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali... anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». Quanto basta per infiammare la blogosfera. Si potrebbe obiettare che la registrazione è una formalità burocratica — fastidiosa quanto si vuole — ma ininfluente. Se non fosse che l'iscrizione «rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa». Nel senso che blog e siti dovrebbero avere un editore e un direttore responsabile che risponderebbero di diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata). Di qui, secondo Grillo, «il rischio galera», perché i blogger risponderebbero per «omesso controllo» anche dei commenti. Franco Levi prova a rassicurare: «Vogliamo solo regolamentare il settore».

Quanto all'obbligo di registrazione, «non pensiamo al ragazzo che fa un proprio sito o blog», ma a «un vero e proprio prodotto editoriale ». Levi ammette che «la distinzione è sottile», ma appunto per questo sarà affidata al Garante per le comunicazioni. Il quale però, nella persona di Nicola D'Angelo, gela tutti: «Attenti o finirà che i blog si faranno dall'estero». Quanto alla responsabilità, spiega Levi, «le stesse regole che valgono per i giornali stampati devono valere per quelli online». Replica di Grillo: «È un perfetto paraculo prodiano». Antonio Di Pietro, fiutato il rischio impopolarità, si è precipitato a seguire le orme di Grillo. Scusandosi dal suo blog per non aver «intercettato» il disegno di legge, che pure ha firmato, e annunciando la sua contrarietà allo stesso, «a costo di mettere in discussione l'appoggio al governo». Altri stop arrivano da Verdi, Rifondazione e Rosa nel Pugno. Tra i blogger lo sconcerto e la rabbia montano e scatta perfino una petizione con 600 firme in un giorno. Massimo Mantellini ( Manteblog) parla dell'Italia come di «una landa tecnologicamente depressa». E Giuseppe Granieri, autore del libro «Blog generation » di «una norma inapplicabile e pericolosa che va contro la grammatica della rete, aperta alla libera interazione». Roberto D'Agostino ( Dagospia) è indignato: «Neanche in Cina c'è una legge così. Questo è un Paese dove i giornalisti possono finire ancora in galera per diffamazione. Io ho ricevuto decine di querele per diffamazione e vengo già equiparato a un editore». Luca Sofri ( Wittgenstein): «Diffido dagli eccessivi allarmismi di chi vede i blogger in galera, ma queste regole rigide sono una sciocchezza. I reati devono essere puniti ovunque siano commessi, in strada, sui giornali o sui blog. Detto questo, già ora non c'è affatto licenza di diffamazione in rete».

Alessandro Trocino
20 ottobre 2007
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Tornerò indietro.
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Old 20-10-2007, 11:49   #86
GianoM
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Hanno dimenticato Italia dei Valori.

Mezza maggioranza contro, l'opposizione anche per principio... direi che è una legge che possiamo anche dimenticare.

E ci è voluto un giorno di protesta.
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Old 20-10-2007, 11:58   #87
k|o
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come che ha fatto? ha messo la firmetta sotto sta cazzo di proposta di legge!

ma nn te ne accorgi?
me ne accorgo certo! ma nn pensare che in precedenza chi al posto suo abbia agito meglio! per il precedente governo, avevo votato ilviuccio, a questo prodi, e nn noto la benchè minima differenza!
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Un centinaio di trattative sempre ok sul mercatino
Aoi Aoi A no sorA!
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Old 20-10-2007, 12:05   #88
fabius00
 
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me ne accorgo certo! ma nn pensare che in precedenza chi al posto suo abbia agito meglio! per il precedente governo, avevo votato ilviuccio, a questo prodi, e nn noto la benchè minima differenza!
infatti anche la legge urbani fu scandalosa
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Old 20-10-2007, 12:17   #89
deggungombo
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«Registro per blog e siti internet»
http://www.corriere.it/politica/07_o...internet.shtml


Palazzo Chigi: niente censura, regole uguali per stampa e giornali online
«Registro per blog e siti internet»
Spunta un ddl con i limiti. Prc, Rnp e Verdi contro, rivolta nel web. Grillo: no al bavaglio governativo

MILANO — «Non finiscono mai di provarci — scrive Valentino Spataro, su civile.it —. Potessero, chiederebbero la carta d'identità a chiunque parli in pubblico». E Paolo De Andreis, su «Punto informatico»: «Questo disegno di legge è un errore macroscopico, frutto di ostinata ignoranza. Ma nessuno glielo contesterà». Sbagliava, almeno su questo punto, perché a difendere i diritti di Internet è scesa in campo la corazzata dei blog, Beppe Grillo. Con un post dei suoi, lapidario e apocalittico, che denuncia «il bavaglio dell'informazione» e annuncia «la fine della rete», nonché un suo eventuale trasloco «in uno Stato democratico».

A difendere il provvedimento sull'editoria licenziato in sordina il 12 ottobre dal Consiglio dei ministri, è dovuto intervenire Ricardo Franco Levi. Che ha scritto a Grillo: «Non vogliamo tappare la bocca di nessuno». Ma, viste le reazioni, difficilmente il Parlamento varerà la legge così com'è. La temuta museruola sarebbe occultata nell'articolo 7 del ddl, che prevede l'iscrizione al Roc, registro degli operatori di comunicazione, per chi svolge «attività editoriale su Internet ». Cioè (art. 5) ogni attività di «realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali... anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative». Quanto basta per infiammare la blogosfera. Si potrebbe obiettare che la registrazione è una formalità burocratica — fastidiosa quanto si vuole — ma ininfluente. Se non fosse che l'iscrizione «rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa». Nel senso che blog e siti dovrebbero avere un editore e un direttore responsabile che risponderebbero di diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata). Di qui, secondo Grillo, «il rischio galera», perché i blogger risponderebbero per «omesso controllo» anche dei commenti. Franco Levi prova a rassicurare: «Vogliamo solo regolamentare il settore».

Quanto all'obbligo di registrazione, «non pensiamo al ragazzo che fa un proprio sito o blog», ma a «un vero e proprio prodotto editoriale ». Levi ammette che «la distinzione è sottile», ma appunto per questo sarà affidata al Garante per le comunicazioni. Il quale però, nella persona di Nicola D'Angelo, gela tutti: «Attenti o finirà che i blog si faranno dall'estero». Quanto alla responsabilità, spiega Levi, «le stesse regole che valgono per i giornali stampati devono valere per quelli online». Replica di Grillo: «È un perfetto paraculo prodiano». Antonio Di Pietro, fiutato il rischio impopolarità, si è precipitato a seguire le orme di Grillo. Scusandosi dal suo blog per non aver «intercettato» il disegno di legge, che pure ha firmato, e annunciando la sua contrarietà allo stesso, «a costo di mettere in discussione l'appoggio al governo». Altri stop arrivano da Verdi, Rifondazione e Rosa nel Pugno. Tra i blogger lo sconcerto e la rabbia montano e scatta perfino una petizione con 600 firme in un giorno. Massimo Mantellini ( Manteblog) parla dell'Italia come di «una landa tecnologicamente depressa». E Giuseppe Granieri, autore del libro «Blog generation » di «una norma inapplicabile e pericolosa che va contro la grammatica della rete, aperta alla libera interazione». Roberto D'Agostino ( Dagospia) è indignato: «Neanche in Cina c'è una legge così. Questo è un Paese dove i giornalisti possono finire ancora in galera per diffamazione. Io ho ricevuto decine di querele per diffamazione e vengo già equiparato a un editore». Luca Sofri ( Wittgenstein): «Diffido dagli eccessivi allarmismi di chi vede i blogger in galera, ma queste regole rigide sono una sciocchezza. I reati devono essere puniti ovunque siano commessi, in strada, sui giornali o sui blog. Detto questo, già ora non c'è affatto licenza di diffamazione in rete».

Alessandro Trocino
20 ottobre 2007
il link ha i puntini...
aggiorno con il link corretto QUI (corriere.it)
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Now that you've found it, it's gone. Now that you feel it, you don't. You've gone off the rails.
deggungombo è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 20-10-2007, 12:26   #90
IlCarletto
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Città: Amsterdam
Messaggi: 2885
inziamo la trafila burocratica...

http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html
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Old 20-10-2007, 12:35   #91
fabius00
 
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c'è anche


http://firmiamo.it/salviamointernet
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Old 20-10-2007, 12:54   #92
de generato
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forse hanno preso ad esempio questi paesi

Countries in alphabetical order :

- Belarus

The government has a monopoly of telecommunications and does not hesitate to block access to opposition websites if it feels the need, especially at election time. Independent online publications are also often hacked. In March 2006, for example, several websites critical of President Alexandre Lukashenko mysteriously disappeared from the Internet for several days.


Burma

The Burmese government’s Internet policies are even more repressive than those of its Chinese and Vietnamese neighbours. The military junta clearly filters opposition websites. It keeps a very close eye on Internet cafes, in which the computers automatically execute screen captures every five minutes, in order to monitor user activity. The authorities targeted Internet telephony and chat services in June, blocking Google’s Gtalk, for example. The aim was two-fold: to defend the profitable long-distance telecommunications market, which is controlled by state companies, as well as to stop cyber-dissidents from using a means of communication that is hard to monitor.


China

China unquestionably continues to be the world’s most advanced country in Internet filtering. The authorities carefully monitor technological progress to ensure that no new window of free expression opens up, After initially targeting websites and chat forums, they nowadays concentrate on blogs and video exchange sites. China now has nearly 17 million bloggers. This is an enormous number, but very few of them dare to tackle sensitive issues, still less criticise government policy. Firstly, because China’s blog tools all include filters that block “subversive” word strings. Secondly, because the companies operating these services, both Chinese and foreign, are pressured by the authorities to control content. They employ armies of moderators to clean up the content produced by the bloggers. Finally, in a country in which 52 people are currently in prison for expressing themselves too freely online, self-censorship is obviously in full force. Just five years ago, many people thought Chinese society and politics would be revolutionised by the Internet, a supposedly uncontrollable medium. Now, with China enjoying increasing geopolitical influence, people are wondering the opposite, whether perhaps China’s Internet model, based on censorship and surveillance, may one day be imposed on the rest of the world.


Cuba

With less than 2 per cent of its population online, Cuba is one of the most backward Internet countries. An investigation carried out by Reporters Without Borders in October revealed that the Cuban government uses several levers to ensure that this medium is not used in a “counter-revolutionary” way. Firstly, it has more or less banned private Internet connections. To surf the Internet or check their e-mail, Cubans have to go to public access points such as Internet cafes, universities and “youth computer clubs” where their activity is more easily monitored. Secondly, the computers in all the Internet cafes and leading hotels contain software installed by the Cuban police that triggers an alert message whenever “subversive” key-words are spotted. The regime also ensures that there is no Internet access for dissidents and independent journalists, for whom communicating with people abroad is an ordeal. Finally, the government also relies on self-censorship. You can get 20 years in prison for writing “counter-revolutionary” articles for foreign websites. You can even get five years just for connecting to the Internet illegally. Few Internet users dare to run the risk of defying the regime’s censorship.

- Egypt

Aside from a few sites linked to the Muslim Brotherhood’s religious movements, Egypt does little online filtering. But President Hosni Mubarak, who has been in power since 1981, displays an extremely disturbing authoritarianism as regards the Internet. Three bloggers were arrested in June 2006 and were held for two to three months for calling for democratic reforms. Others have been harassed, such as Coptic blogger Hela Hemi Botros, who was forced to close down her blog in August under pressure from the police. Finally, a Council of State administrative court recently ruled that the authorities could block, suspend of close down any website likely to pose a threat to “national security.” This could open the way to extensive online censorship.

- Iran

Repression of bloggers seems to have declined in 2006. Whereas around 20 were imprisoned in 2005, only Arash Sigarchi is in jail at the moment. But Internet filtering has stepped up and Iran today boasts of filtering 10 million “immoral” websites. Pornographic sites, political sites and those dealing with religion are usually the ones most targeted. But since the summer of 2006, the censors have concentrated on online publications dealing with women’s rights. The authorities also recently decided to ban broadband connections. This could be explained by a concern not to overload the very poor-quality Iranian network, but it could also be motivated by a desire to prevent the downloading of Western cultural products such as films and songs.


North Korea

Like last year, North Korea continues to be the world’s worst Internet black hole. Only a few officials are able to access the web, using connections rented from China. The country’s domain name - .nk - has still not been launched and the few websites created by the North Korean government are hosted on servers in Japan or South Korea. It is hard to believe this is simply the result of economic difficulties in a country which today is capable of manufacturing nuclear warheads. The North Korean journalists who have found refuge in South Korea are very active on the Internet, especially on the www.dailynk.com website.

- Saudi Arabia

Saudi Arabia does not hide its online censorship. Unlike China, where website blocking is disguised as technical problems, Saudi Arabia’s filters clearly tell Internet users that certain websites are banned. Censorship concentrates on pornographic content, but it also targets opposition websites, Israeli publications, or sites dealing with homosexuality. Blogs also pose a problem to the Saudi censors. Last year they tried to completely block access to the country’s biggest blog tool, blogger.com. But they backed off a few days later and now they just block the blogs that are deemed unacceptable. In June of this year, for example, the intimate diary of “Saudi Eve,” a young woman who dared to talk about her love life and criticise government censorship, was added to the blacklist.

- Syria

Syria is the Middle East’s biggest prison for cyber-dissidents, with three people currently detained for criticising the authorities online. They are systematically tortured and subjected to inhumane conditions. The government bans access to Arabic-language opposition sites and sites dealing with Syria’s Kurdish minority.

- Tunisia

In 2005, Tunisia had the honour of hosting the World Summit on the Information Society (WSIS), a big UN event about the Internet’s future. Yet President Zine el Abidine Ben Ali’s Internet policies are among the most repressive in the world. All the Internet cafes are state-controlled. They filter web content and are under close police surveillance. It is, for example, impossible to access the Reporters Without Borders website from inside Tunisia. The security services also constantly harass independent bloggers and opposition website editors to ensure that self-censorship prevails. One cyber-dissident, Mohammed Abbou, has been imprisoned since March 2005 for criticising the president in an online newsletter.


Turkmenistan

With less than 1 per cent of the population online, this is one of the world’s least connected countries. President Separmurad Nyazov is a central Asian Kim Jong-Il, wielding total control over the media. Not only is the Turkmen Internet censored, it is also forbidden territory for the vast majority of the population.

- Uzbekistan

Official censorship seems to have become even tougher since the bloody crackdown on the pro-democracy protests in Andidjan in May 2005. The iron-fisted government led by President Islam Karimov blocks access to most independent websites dealing with Uzbekistan, which are usually hosted on servers in Russia, and to NGO websites that criticise its human rights violations.

- Vietnam

The Vietnamese government is negotiating its admission to the World Trade Organisation and is in the uncomfortable position of being squeezed by the international community. Unlike neighbouring China, it is unable to completely ignore the demands of foreign diplomats. It therefore seems to be tending to soften its control over news and information, and hesitates to crack down on dissidents. Several cyber-dissidents, the most famous of whom was Pham Hong Son, were released in 2005 and 2006. This relative forbearance seems to have breathed new life into Vietnam’s pro-democracy movement, which is making admirable use of the Internet to organise and circulate independently-sourced news domestically. A group calling itself “8406" even launched an online petition in the summer of 2006, signed by hundreds of people using their real names, calling on the government to begin political reforms. This use of the Internet by young democrats alarms the authorities, who are still often ready to use force to silence these cyber-dissidents. Ten people have been arrested this year for what they said on the Internet. Four of them are still detained.

Countries removed from the list

- Libya

Reporters Without Borders confirmed, during a fact-finding visit, that the Internet is no longer censored in Libya. Furthermore, no cyber-dissident has been detained since Abdel Razak Al Mansuri’s release in March 2006. Reporters Without Borders nonetheless still regards President Muammar Gaddafi as a press freedom predator.


Maldives

No cyber-dissident has been imprisoned in the Maldives since Fathimath Nisreen, Mohamed Zaki and Ahmad Didi were released between May 2005 and February 2006. President Maumoon Abdul Gayoom is still viewed by Reporters Without Borders as a press freedom predator but his policies towards the Internet no longer justify keeping his country on the list of Internet enemies.

- Nepal

Reporters Without Borders has observed a marked improvement in freedom of expression since King Gyanendra backed down and democratic rule was restored in May 2006. The Internet is no longer censored and no harassment or arbitrary detention of any blogger has been reported.


fonte:
http://www.rsf.org/article.php3?id_article=19603
de generato è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 20-10-2007, 12:56   #93
Fil9998
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L'Avatar di Fil9998
 
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spero che i politici rinsaviscano...

se giocano la mano pesante anche i "moderati" scenderanno in piazza ... e sempre meno moderatamente ...

il rischio di ritornare agli anni 70 imho è MOLTO MOLTO grosso ... e non mi pare che il paese possa permetterselo, anche economicamente, la UE ci butterebbe fuori dell'EUR e questo ci permetterebbe di salvare l'economia italiana ascapito di quella EUR e quindi la UE sarebbe PEGGIOR cosa costretta a sbaraccare l'EUR in favore di monete locali...


le previsioini a tal riguardo fatte da alcuni economisti a scadenza 2010 si stanno sempre più velocemente avverando.

e del resto basta non essere un burocrate italiota per rendersene conto ...

dal di dentro l'italia i cittadini han bene in vista di in quanta medda siamo messi,

dal di fuori il puzzo è nauseabondo ....


solo i nostri politici non se ne accorgono.









MALE, la vedo MOLTO MALE.
__________________
mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare
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Old 20-10-2007, 12:58   #94
Black Dawn
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Originariamente inviato da Fil9998 Guarda i messaggi
spero che i politici rinsaviscano...

se giocano la mano pesante anche i "moderati" scenderanno in piazza ... e sempre meno moderatamente ...

il rischio di ritornare agli anni 70 imho è MOLTO MOLTO grosso... e non mi pare che il paese possa permetterselo, anche economicamente, la UE ci butterebbe fuori dell'EUR e questo ci permetterebbe di salvare l'economia italiana ascapito di quella EUR e quindi la UE sarebbe PEGGIOR cosa costretta a sbaraccare l'EUR in favore di monete locali...


le previsioini a tal riguardo fatte da alcuni economisti a scadenza 2010 si stanno sempre più velocemente avverando.

e del resto basta non essere un burocrate italiota per rendersene conto ...

dal di dentro l'italia i cittadini han bene in vista di in quanta medda siamo messi,

dal di fuori il puzzo è nauseabondo ....


solo i nostri politici non se ne accorgono.









MALE, la vedo MOLTO MALE.
Scolta ma tu mi leggi nel pensiero come il protagonista di HEROES?

Stavo per scrivere le stesse identiche parole...
Black Dawn è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 20-10-2007, 13:11   #95
Fil9998
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Scolta ma tu mi leggi nel pensiero come il protagonista di HEROES?

Stavo per scrivere le stesse identiche parole...
mhà... semplicemete credo che come molti altri leggiamo molto e siamo un tantinello disillusi.

Il che permette di avere come un piccolo periscopio virtuale che esce dallo "scatolotto chiuso-Itagglia" , guardare sul mondo e dalla prospettiva del "da di fuori" guardare con preoccupazione allo "scatolotto-Itaggglia".

...


non noto pari lucidità in praticamete tutti i nostri politici, uomini d'affari e potentai vari.

noto questa lucidità in molta, MOLTA gente che frequenta la rete.

Molti son ragazzi di 20 anni .
E' sia consolante sia deprimente vedere che gente così giovane ha idee precise, mmetre "le migliori teste" della nazione dall'alto di una vita di esperienza non san
più manco "perchè" si alzano alla mattina e "a fare cosa".



e non credo che una rivoluzione risolverà alcunchè se non regalarci un altro ventennio di regime totalitario, se basta ... perchè oggidì i regimi hanno in mano strumenti tecnologici di controllo che permette loro se si instaurano di campare ben più a lungo dei regimi del passato...


spero - VOGLIO SPERARE - che tutti classe dirigente e cittadini comuni si diano una sana auto-regolata, che prendano coscienza che l'unic aalternativa al darsi una sana regolata è in ogni caso IL DISASTRO SOCIALE ED ECONOMICO più totale.


vedremo...

imho i nostri nipoti avran di che studiare sui libri di storia in merito al periodo 2005 -2020.

speriamo con finale positivo.
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Ultima modifica di Fil9998 : 20-10-2007 alle 13:14.
Fil9998 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 20-10-2007, 13:34   #96
Black Dawn
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Originariamente inviato da Fil9998 Guarda i messaggi

imho i nostri nipoti avran di che studiare sui libri di storia in merito al periodo 2005 -2020.

speriamo con finale positivo.
V per Vendetta potrebbe essere "profetico"...il problema è che, come hai giustamente sottolineato, non tutti gli italiani ragionano allo stesso modo...
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Old 20-10-2007, 13:48   #97
songoge
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Cose come queste non devono accadere. Si rischia la nascita di una nuova dittatura. Prendete un qualsiasi libro si storia e andate a vedere cosa successe in italia con il fascismo.
Le libertà dei cittadini vengono meno un giorno dopo l'altro senza nemmeno rendercene conto.
La storia si sta ripetendo.
L'unico vero mezzo di informazione libero è internet. Se viene meno siamo fritti!!!!!!!!!
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Old 20-10-2007, 14:00   #98
Giovannino
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Prendete un qualsiasi libro si storia e andate a vedere cosa successe in italia con il fascismo.
Le libertà dei cittadini vengono meno un giorno dopo l'altro senza nemmeno rendercene conto.
La storia si sta ripetendo.
Son tornati pure i futuristi
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Old 20-10-2007, 14:04   #99
fracarro
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...

il rischio di ritornare agli anni 70 imho è MOLTO MOLTO grosso ...
Lo chiedo a te e anche a Black Dawn. Quali sono i segnali che cogliete oggi riguardo una eventuale rivoluzione o come dici tu un ritorno agli anni 70 (presumo ti riferisci agli anni di piombo)?

Spero che non vi basate SOLO sul malumore generale degli italiani perchè quello è CRONICO. Inoltre se il V-day è stata una scintilla per quello che voi profetizzate, le successive manifestazioni politiche (referendum dei lavoratori, elezioni del PD, la manifestazione di AN e dei comunisti) IMHO rappresentano l'annullamento di ogni speranza di cambiamento.

Con queste manifestazioni i politici hanno testato i loro consensi in vista delle prossime elezioni e soprattutto si sono convinti che nonostante tutto la gente sta ancora ad ascoltarti ( ). E per quanto riguarda il futuro ogni volta che gli animi si scalderanno un po troppo basterà dare la colpa all'altro schieramento per dar in pasto alla folla un responsabile delle loro disgrazie.
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Old 20-10-2007, 14:37   #100
Black Dawn
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Lo chiedo a te e anche a Black Dawn. Quali sono i segnali che cogliete oggi riguardo una eventuale rivoluzione o come dici tu un ritorno agli anni 70 (presumo ti riferisci agli anni di piombo)?

Dagli oggi, dagli domani...prima o poi arriva la goccia che farà traboccare il vaso.
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