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MANIFESTAZIONI E SCIOPERI. Due ore di incontro tra i rappresentanti delle Ftv, Comune, Provincia e presidi
Scuola e nodo trasporti Adesso c’è un accordo I dirigenti scolastici: «Nessuna riduzione ad ore di cinquanta minuti ma siamo disposti ad aggiustare gli orari con un piano di ristrutturazione» Anna Madron Sono le aziende di trasporto che devono adattarsi alle esigenze delle scuole, non viceversa. Questo il succo dell'incontro di ieri mattina che ha visto riunirsi i presidi delle scuole superiori della città, coordinati dalla dirigente Vanna Santi, per discutere sulla questione bollente degli orari e individuare una soluzione che metta fine a scioperi e manifestazioni studentesche. Una cosa, comunque, è certa: i dirigenti non intendono piegare la scuola a servizio di bus e corriere, riducendo a 50 minuti la durata delle ore di lezione come accade a Padova, Treviso, Venezia. Un tasto, questo, più volte battuto dal presidente di Ftv, Valter Baruchello, che ha gettato il classico sasso nello stagno. «Perché - chiede Baruchello - a Schio, Thiene, Bassano e in tante altre realtà scolastiche del Vicentino sono state introdotte le ore da cinquanta minuti? Non spetta a me entrare nel merito della didattica, ma vorrei almeno porre l'interrogativo e capire perché a Vicenza da questo punto di vista le cose funzionano diversamente». E aggiunge: «Non credo sia giusto imputare tutti i disagi al servizio trasporti, penso che anche il mondo della scuola abbia qualche responsabilità», alludendo evidentemente ai curricola e alle ore piene. Sulla riduzione a 50 minuti, però, i presidi non ci sentono. E ne fanno una questione di principio. «Sarebbe una soluzione unilaterale e riduttiva», interviene Giorgio Corà, dirigente del Pigafetta, spiegando che alla fine del precedente anno scolastico ad Aim e Ftv erano stati comunicati tutti gli orari di entrata e uscita sui quali le aziende avrebbero dovuto registrare le corse. Il condizionale però è d’obbligo, perché in realtà le tessere del puzzle non si sono incastrate. «Ci sono studenti che frequentano scuole situate a nord che devono prendere la corriera dalla parte opposta della città. Così chiedono un permesso di uscita anticipata, altrimenti perdono la corsa e devono aspettare anche un'ora per quella successiva», fa notare Corà che sottolinea come «non sia serio andare avanti così». Per questo, dice, «siamo disponibili agli aggiustamenti orari necessari che ci verranno chiesti dalle aziende, a patto però che da parte loro ci venga proposto un piano di ristrutturazione del servizio trasporti». Una sorta di “do ut des”, condiviso anche da Vanna Santi, preside del Montagna che ieri ha preso parte a due incontri: la mattina con i capi d’istituto, il pomeriggio con i politici: Morena Martini, assessore provinciale all'istruzione, Claudio Cicero, assessore alla mobilità, Valter Baruchello, presidente Ftv, Nicolò Franzoia, dirigente Aim. «Nell'immediato - spiega Vanna Santi - raccogliere e risolvere tutte le incongruenze registrate e segnalate dagli studenti. Dopodichè istituire un tavolo di lavoro che affronti il problema da un’angolatura più ampia, ripensando alle fasce di ingresso, alla diversa collocazione delle scuole, alle zone di raccolta degli alunni, tenendo presente che ci sono le situazioni più diverse, a cominciare dal monte orario che oscilla da 27 a 40 ore». «Anche per questo è necessario un ripensamento globale del servizio trasporti - conclude Morena Martini - tra aprile e maggio bisogna conoscere il numero di alunni iscritti nelle classi prime per l'anno successivo».. GdV di ieri. Cpapzpapza
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