Intervista ad AMD, parte 1: la tecnologia futura
In questa prima parte di una serie di interviste analizziamo assieme a Giuseppe Amato, Technical Director di Sales & Marketing EMEA, l'evoluzione tecnologia di AMD, soffermandoci sui progetti futuri di interrelazione tra CPU e GPU e scoprendo in che modo AMD voglia entrare nel settore delle elaborazioni GPGPU
di Paolo Corsini pubblicato il 09 Luglio 2007 nel canale ProcessoriAMD
Fab di Dresda vs produzione all'esterno
Hardware
Upgrade: buongiorno Giuseppe: puoi spiegarci qual è la tua posizione in AMD?
Giuseppe Amato: sono Technical Director di Sales & Marketing EMEA di AMD; nella mia posizione supervisiono tutte le caratteristiche tecniche dei prodotti AMD della famiglia x86, oltre alle soluzioni embedded, che commercializziamo tra Europa, Medio Oriente e Africa. Sono ovviamente coinvolto anche nella parte tecnologica legata ai prodotti GPU e chipset.
Hardware Upgrade: nelle scorse settimane sono emerse varie indiscrezioni che indicavano uno scenario futuro di AMD, a partire dal prossimo anno, per la quale la produzione sarebbe stata delegata completamente a partner esterni. Abbiamo espresso i nostri dubbi a riguardo in alcuni pezzi (riferimenti a questo indirizzo), puoi darci un tuo punto di vista a riguardo?
Giuseppe Amato: quelle indiscrezioni sono emerse a partire da una errata interpretazione di un annuncio fatto dal nostro CEO Hector Ruiz, che ha segnalato la volontà di dare in produzione all'esterno presso fonderie partner quello che non sia di fatto una intellectual property, IP. Questo non implica quindi che tutta la produzione di AMD verrà delegata all'esterno, ma che con alcuni prodotti sviluppati con tecnologie non spinte ha senso dal punto di vista economico spostare la produzione all'esterno presso fonderie di partner.
Hardware Upgrade: in effetti quelle speculazioni sono apparse subito strane, alla luce degli investimenti fatti in passato nelle due fabbriche di Dresda e nei risultati ottenuti da AMD in termini di rese produttive all'interno di queste strutture.
Giuseppe Amato: Dresda riveste un ruolo fondamentale per il nostro sviluppo, in quanto in queste fabbriche produttive abbiamo raggiunto un livello di evoluzione tecnologica necessario per produrre le nostre architetture più complesse. Basti pensare ad esempio alla tecnologia SOI, Silicon On Insulator, come uno degli esempi che giustificano la presenza di fabbriche produttive di nostra proprietà.
Hardware Upgrade: d'altro canto l'acquisizione di ATI ha implicato per AMD l'inglobare un'azienda che aveva del modello fabless il proprio modo di operare da lungo tempo.
Giuseppe Amato: infatti questo è il modello che seguiremo per la produzione dei nostri prodotti appartenenti alle famiglie GPU e chipset. Del resto il modello Fabless è molto diffuso; basti pensare ad un'azienda come Nokia, che delega la produzione delle proprie architetture all'esterno in quanto non è dotata di fonderie. Il modello Fabless, comunque, non è semplice da gestire: è indispensabile capire quali elementi possano essere dati esternamente in produzione a partner e per quali, viceversa, sia preferibile mantenere all'interno la capacità produttiva.
Hardware Upgrade: quale ritieni sia la più importante conseguenza, su AMD, data dall'acquisizione di ATI?
Giuseppe Amato: i benefici dell'acquisizione di ATI per AMD sono numerosi, ma il più importante di tutti penso possa essere sintetizzato nella trasformazione di AMD, da processor company a platform company. Ora possiamo infatti proporre ai nostri clienti soluzioni complete, bilanciando la parte CPU con quella GPU e di logica di gestione della scheda madre, lasciando tuttavia piena flessibilità ai nostri partner, qualora lo vogliano, di utilizzare prodotti di altre aziende partner da abbinare ai nostri prodotti CPU o GPU. AMD è un'azienda aperta, che crede nello sviluppo di piattaforme ma che non vede queste come un settore chiuso ai soli propri prodotti.







Giuseppe Amato: Dresda riveste un
ruolo fondamentale per il nostro sviluppo, in quanto in queste fabbriche produttive
abbiamo raggiunto un livello di evoluzione tecnologica necessario per produrre le nostre
architetture più complesse. Basti pensare ad esempio alla tecnologia SOI, Silicon On
Insulator, come uno degli esempi che giustificano la presenza di fabbriche produttive di
nostra proprietà.
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