X fa causa ai colossi della musica: Elon Musk contro Sony, Universal e NMPA
X Corp. ha citato in giudizio la NMPA e grandi editori musicali accusandoli di aver usato il DMCA come strumento di pressione economica. Secondo la piattaforma, migliaia di takedown e sospensioni sarebbero servite a imporre accordi di licenza anticoncorrenziali
di Francesco Messina pubblicata il 13 Gennaio 2026, alle 10:11 nel canale WebX
X Corp., la società guidata da Elon Musk, ha portato il suo scontro con l'industria musicale a un livello senza precedenti, trasformando una disputa sul copyright in una vera e propria battaglia antitrust. In una denuncia di 53 pagine, depositata presso il tribunale federale del Northern District of Texas, X accusa la National Music Publishers Association (NMPA) e alcuni dei maggiori editori musicali al mondo di aver orchestrato una campagna coordinata per "strumentalizzare" il DMCA al fine di costringerla a firmare accordi di licenza a condizioni sfavorevoli.
Secondo X, le migliaia di richieste di rimozione inviate negli ultimi anni non avevano come reale obiettivo la tutela dei diritti d'autore, ma rappresentavano piuttosto una strategia di pressione economica.

La piattaforma sostiene che, a partire dal dicembre 2021, la NMPA abbia avviato un flusso settimanale di segnalazioni che ha colpito oltre 200.000 post e portato alla sospensione di più di 50.000 account, spesso appartenenti a utenti molto seguiti. L'impatto, secondo X, sarebbe stato deliberatamente mirato a danneggiare il valore e l'attrattiva del servizio.
Qual è il cuore dell'accusa di X?
Il cuore dell'accusa è la presunta collusione tra gli editori, che avrebbero rifiutato di negoziare accordi individuali con X, scegliendo invece di muoversi come un blocco unico per imporre tariffe di licenza "sovracompensative". La causa cita anche una email del presidente della NMPA, David Israelite, che già nel 2021 avrebbe minacciato una campagna di takedown su scala senza precedenti se la piattaforma non avesse accettato un'intesa globale.
La denuncia non risparmia dettagli controversi, sottolineando episodi definiti "ipocriti". X afferma, ad esempio, che dirigenti della NMPA avrebbero condiviso contenuti simili a quelli segnalati come illeciti, inclusi remix e video con musica protetta, senza denunciarli. Viene citato anche il caso di un video di una cerimonia sportiva scolastica rimosso per pochi secondi di musica di sottofondo, considerati un uso minimo e non commerciale.
Secondo X, anche i grandi editori come Sony, Universal e Warner Chappell si sarebbero uniti alla presunta cospirazione in un secondo momento, dopo il fallimento delle trattative dirette. Con questa azione legale, X chiede danni economici e un'ingiunzione permanente.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoesempio video di fine anno dei bambini di una asili dove loro ballavano e il video bannato perche violava "la legge" parliamo di video amatoriali per uso interno della famiglia della classe
veder scannarsi due pesi massimi dell' ipocrisia rallegra la mia giornata
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