Svizzera, l’e-ID torna al voto: referendum sull'identità digitale elettronica

Svizzera, l’e-ID torna al voto: referendum sull'identità digitale elettronica

La Svizzera si prepara a un nuovo referendum sull’identità digitale: la legge e-ID, dopo la bocciatura del 2021, torna al centro del dibattito tra promesse di innovazione, timori per la privacy e divisioni politiche.

di pubblicata il , alle 17:05 nel canale Web
 
La Svizzera si trova nuovamente al centro di un acceso dibattito sull’introduzione di un sistema di identità digitale, l’e-ID. Un tema che, più di altri, mette alla prova la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella gestione della tecnologia, in un Paese dove la democrazia diretta e la tutela della privacy sono pilastri fondamentali della società.

Identità digitale in Svizzera: tra innovazione, privacy e democrazia diretta

Il percorso dell’e-ID in Svizzera è stato tutt’altro che lineare. Nel marzo 2021, il 64,4% degli elettori respinse con decisione la prima proposta di legge sull’identità digitale. Il motivo principale? La gestione affidata in larga parte a soggetti privati: il governo avrebbe certificato le identità, ma l’infrastruttura sarebbe stata realizzata e gestita da aziende commerciali. Un modello che non convinse gli svizzeri, storicamente attenti a chi detiene e controlla i dati personali.

La nuova proposta: gestione pubblica, ma i dubbi restano

Dopo la bocciatura, il Parlamento ha approvato nel dicembre 2024 una nuova versione della legge. Questa volta, il sistema e-ID sarebbe completamente gestito dal settore pubblico, gratuito e facoltativo per tutti i cittadini. L’obiettivo dichiarato è semplificare la vita quotidiana: con l’e-ID si potrebbe richiedere un estratto del casellario giudiziale, una patente di guida o dimostrare la maggiore età per l’acquisto di alcol, tutto online e senza recarsi fisicamente agli sportelli.

La nuova legge non è passata inosservata. Un ampio fronte di oppositori, composto da partiti politici, associazioni per i diritti digitali e movimenti civici, ha raccolto oltre 55.000 firme valide, ben oltre la soglia necessaria per indire un referendum. È la conferma di quanto il tema sia sentito e divisivo.

Il referendum si terrà nei prossimi mesi, dove i cittadini saranno chiamati a decidere se fidarsi della gestione pubblica dell’identità digitale o se mantenere un approccio più cauto e conservatore in materia di privacy. Se la legge verrà approvata, il nuovo sistema e-ID potrebbe entrare in funzione già dal 2026.

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