Processo a Meta, Zuckerberg difende Instagram dalle accuse: non vogliamo creare dipendenza nei minori
Mark Zuckerberg ha testimoniato a Los Angeles nel processo che accusa Meta e altre piattaforme di aver progettato social capaci di creare dipendenza nei minori. Il CEO ha respinto le accuse su Instagram, asserendo che l'obiettivo non è aumentare il tempo d'uso ma rendere l'app sempre più utile.
di Francesco Messina pubblicata il 19 Febbraio 2026, alle 11:11 nel canale WebInstagramMeta
Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, ha testimoniato in un tribunale di Los Angeles nell'ambito di un processo molto seguito che mira a stabilire se alcune grandi piattaforme social siano state progettate deliberatamente per creare dipendenza nei minori.
Durante la sua deposizione, descritta da alcuni osservatori come combattiva, Zuckerberg ha ribadito che l'obiettivo dell'azienda non è aumentare il tempo trascorso dagli utenti su Instagram, ma rendere l'app "utile". Nel corso dell'interrogatorio, gli avvocati hanno fatto riferimento a documenti aziendali in cui l'aumento dell'engagement veniva indicato tra gli obiettivi societari.
Zuckerberg ha però sostenuto che Meta avrebbe successivamente scelto di allontanarsi da quel tipo di metriche, privilegiando l'utilità del servizio. Secondo la sua posizione, se un prodotto è realmente utile, le persone lo utilizzano di più in modo naturale, non perché siano manipolate da meccanismi studiati per trattenerle.

Come nasce il processo a Zuckerberg relativo ad Instagram?
Il processo nasce da una causa intentata da una giovane donna californiana, identificata negli atti come "KGM", che sostiene di aver subito danni da bambina a causa di funzionalità che creerebbero dipendenza di diverse piattaforme, tra cui Instagram, YouTube, Snapchat e TikTok. Alcune società coinvolte, come TikTok e Snap, hanno scelto di raggiungere un accordo prima dell'inizio del dibattimento, mentre Meta ha deciso di difendersi in aula.
Durante la testimonianza sono stati richiamati anche precedenti interventi pubblici di Zuckerberg, inclusi commenti rilasciati in un podcast in cui aveva affermato di non poter essere rimosso dal consiglio di amministrazione grazie al controllo della maggioranza dei diritti di voto. In aula, il CEO ha accusato più volte l'avvocato della controparte di travisare le sue dichiarazioni passate.
L'udienza ha attirato ulteriore attenzione quando il giudice ha avvertito i presenti di non registrare il procedimento con occhiali intelligenti dotati di funzionalità AI. Alcuni membri dell'entourage di Zuckerberg indossavano dispositivi prodotti da Meta, sollevando timori sulla possibile registrazione dei giurati o sull'uso di tecnologie di riconoscimento facciale.










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