Nike taglia 775 posti negli USA: l'automazione al centro del nuovo piano
Nuova riduzione dell'organico per Nike negli Stati Uniti: 775 dipendenti coinvolti, soprattutto nei centri di distribuzione. L'azienda accelera su automazione e riorganizzazione operativa mentre affronta vendite sotto tono, margini in calo e una fase complessa sui mercati chiave
di Rosario Grasso pubblicata il 30 Gennaio 2026, alle 14:54 nel canale WebNike
Nike ha avviato una nuova riduzione del personale negli Stati Uniti, con 775 posti di lavoro eliminati secondo quanto riferito da una fonte vicina all'azienda (fonte: Reuters). I tagli riguardano in larga parte ruoli nei centri di distribuzione situati in Tennessee e Mississippi, dove il gruppo gestisce alcuni dei suoi magazzini più estesi.
La decisione si inserisce nel percorso di razionalizzazione delle operazioni e di accelerazione dell'automazione, con l'obiettivo di recuperare marginalità e velocità esecutiva. In una dichiarazione ufficiale, Nike ha spiegato di stare adottando misure per semplificare la struttura operativa, aumentare la flessibilità e sostenere il ritorno a una crescita redditizia nel lungo periodo.
La nuova ondata di licenziamenti arriva dopo diversi interventi simili negli ultimi anni. Ad agosto, sotto la guida del CEO Elliott Hill, in carica dal 2024, Nike aveva ridotto di poco meno dell'1% la forza lavoro corporate. A febbraio 2024 era stato annunciato un taglio pari al 2% dei posti di lavoro, oltre 1.600 unità complessive. L'intervento più recente si concentra, invece, sulle operazioni logistiche negli Stati Uniti.
Secondo David Swarz, analista di Morningstar, l'andamento delle vendite negli ultimi due anni risulta inferiore alla norma. Questo fattore avrebbe portato a una capacità di magazzino eccessiva e a un numero di addetti superiore alle necessità. Dai dati ufficiali emerge che Nike contava 77.800 dipendenti a livello globale a maggio 2025, se si considerano personale retail e part-time, come indicato nell'ultimo bilancio annuale. Parallelamente, sotto la gestione Hill, l'azienda ha aumentato gli investimenti sulle linee di calzature, con un ritorno di attenzione verso sport chiave come running e calcio.
Il contesto resta complesso anche sul fronte finanziario. Nike ha registrato un calo dei margini lordi per il secondo trimestre consecutivo a dicembre, con vendite deboli in Cina e un processo di revisione del mix di prodotto ancora in corso. A questi elementi si aggiunge un recente data breach, che ha portato alla diffusione di dati aziendali sensibili.
La ristrutturazione annunciata mira quindi a ridurre la complessità operativa e migliorare la disciplina interna. Conferma, inoltre, come il rapido progresso delle tecnologie di intelligenza artificiale consenta alle aziende di ridurre il personale umano con pochi impatti sulla produzione e maggiore potenziale in termini di marginalità.










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5 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infonon credo, ma se vuoi le scarpe prodotte in europa da sindacalisti che si mettono in malattia per un mal di testa allora devi essere pronto a pagarle il 50% in piu'
con quello che le fanno pagare, dovrebbero essere prodotte a mano da artigiani in Italia (e non i cinesi nel sottoscala a Prato)
io mi stupisco che negli USA abbiano tanti dipendenti, pensavo ad una decina, poi tutto il resto che deve veramente lavorare nei paesi poveri
Quelli costano molto meno dei robots, la vedo difficile.
Soprattutto visto che quelli vengono impiegati per estrarre le materie prime e per una prima lavorazione.
Alcune di queste si trovano nel loro territorio nativo.
I soldi per pagare i cachet milionari dei sportivi (baseball, football, golf, ecc.) da qualche parte li devono pur prendere.
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