La Corte Costituzionale albanese: 'Il ban di TikTok è incostituzionale'
La Corte Costituzionale albanese ha dichiarato incostituzionale il blocco di un anno imposto dal governo su TikTok. Il provvedimento, infatti, violerebbe la libertà di espressione e di stampa. La sentenza, emessa l'11 marzo 2026, arriva dopo il ricorso presentato da due associazioni di giornalisti e a poche settimane dalla scadenza naturale del ban, già revocato a febbraio
di Rosario Grasso pubblicata il 12 Marzo 2026, alle 16:01 nel canale WebTikTok
La Corte Costituzionale albanese ha stabilito che il divieto di un anno imposto dal governo su TikTok è incostituzionale e viola la libertà di espressione e di stampa. La sentenza è stata emessa a poche settimane dalla scadenza naturale del ban, avvenuta il 5 febbraio.
Il ban e le sue origini
Il blocco era stato introdotto dal governo albanese nel dicembre 2024, ufficialmente in seguito alla morte di un adolescente vittima di bullismo online. Come avevamo riportato all'epoca, il provvedimento aveva scatenato immediatamente le critiche dell'opposizione, che accusava il governo di voler silenziare il dissenso politico a poche settimane dalle elezioni parlamentari. TikTok, da parte sua, aveva sempre precisato che l'episodio scatenante non era avvenuto sulla propria piattaforma.
I giudici costituzionali ora dichiarano che il governo albanese non ha sufficientemente valutato le conseguenze del blocco totale e non ha "dimostrato in modo convincente che il blocco generale della piattaforma costituisce l'unico mezzo efficace e necessario per raggiungere l'obiettivo prefissato". La Corte ha inoltre sottolineato che il ban viola sia la libertà di stampa che la libertà di espressione.
La sentenza è arrivata in risposta a un ricorso presentato nel marzo 2025 dall'Associazione dei Giornalisti Albanesi (AGSH) e dalla Balkan Investigative Reporting Network (BIRN). Entrambe le organizzazioni denunciano l'impatto del blocco sulla libertà di informazione nel paese.
Il ban è comunque già scaduto il 5 febbraio 2026, con il governo albanese che ha citato i nuovi "meccanismi di sicurezza" implementati da TikTok come motivazione per non rinnovare il provvedimento. La sentenza della Corte Costituzionale arriva quindi come una dichiarazione di principio retroattiva, ma con potenziale impatto su eventuali futuri provvedimenti simili, anche in altre nazioni.
Fonte: Reuters










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