Il tuo lavoro è a rischio? La classifica definitiva dei mestieri che l'IA sta già trasformando
Una ricerca di Anthropic introduce l'esposizione osservata per misurare l'impatto reale dell'IA sul lavoro. Sebbene il potenziale teorico resti elevato (specie nel coding al 75%), l'adozione effettiva è ancora parziale. I lavoratori più istruiti e pagati risultano i più esposti, con segnali di rallentamento nelle assunzioni per i profili junior (22-25 anni).
di Francesco Messina pubblicata il 09 Marzo 2026, alle 09:51 nel canale WebAnthropic
La diffusione dell'intelligenza artificiale sta sollevando interrogativi profondi sugli effetti che questa tecnologia avrà sul mercato del lavoro. Molti studi hanno cercato di prevedere quali occupazioni potrebbero essere più vulnerabili all'automazione, ma tali previsioni non sono sempre apparse accurate o, per meglio dire, hanno prestato il fianco a dubbi e contestazioni.
Per affrontare questo problema, una recente ricerca condotta da Anthropic propone un nuovo metodo per misurare l'impatto potenziale dell'intelligenza artificiale sui lavori. Questo approccio introduce il concetto di "esposizione osservata", che combina due elementi: le capacità teoriche dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) e i dati reali sul loro utilizzo nelle attività professionali. L'obiettivo è capire non solo cosa l'IA potrebbe fare in teoria, ma anche cosa sta effettivamente facendo oggi nel mondo del lavoro.
La misura si basa su tre fonti principali di dati: il database O*NET che descrive le attività associate a circa 800 professioni negli Stati Uniti, i dati di utilizzo dell'IA nelle attività lavorative e una stima teorica della capacità dei modelli linguistici di accelerare determinate attività. In particolare, le attività vengono classificate in base alla possibilità che un LLM riesca a svolgerle o a renderle almeno due volte più veloci.

Ulteriori dettagli sulla ricerca di Anthropic sull'impatto dell'IA nel mercato del lavoro
I risultati mostrano che l'IA è ancora lontana dal raggiungere tutto il suo potenziale teorico. Sebbene molti compiti possano teoricamente essere svolti con l'IA, solo una parte limitata di essi è attualmente coperta dall'uso reale. Ad esempio, nel settore informatico e matematico i modelli linguistici potrebbero teoricamente intervenire nella maggior parte delle attività, ma oggi coprono solo circa un terzo dei compiti effettivi.
Tra le professioni più esposte all'IA figurano programmatori informatici (75% di copertura), operatori del servizio clienti e addetti all'inserimento dati (67%). Al contrario, lavori manuali o fisici, come cuochi, meccanici o bagnini, risultano molto meno esposti all'automazione tramite modelli linguistici - circa il 30% dei lavoratori ha esposizione zero.
L'analisi evidenzia inoltre alcune caratteristiche dei lavoratori più esposti. Questi tendono ad avere livelli di istruzione più elevati, salari medi più alti e sono più frequentemente donne rispetto ai lavoratori in occupazioni meno esposte. Nonostante queste differenze, i dati non mostrano finora un aumento significativo della disoccupazione tra le professioni più esposte all'IA.
Esistono però alcuni segnali preliminari di cambiamento. In particolare, sembra esserci un leggero rallentamento nelle assunzioni dei lavoratori più giovani (tra i 22 e i 25 anni) nelle occupazioni maggiormente esposte all'IA. Questo fenomeno potrebbe indicare che le imprese stanno riducendo l'ingresso di nuovi lavoratori in alcune professioni.










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8 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl senior lo farà la IA,che sarà anche il futuro CEO,AD etc etc
Sarà interessante quando i senior se ne andranno in pensione oppure si saranno licenziati prima perché stufi di dover fare da soli con l'IA, quello che prima facevano con 2-3 junior.
Ed avremo quindi gli junior con l'IA a fare il lavoro dei senior
Ed avremo quindi gli junior con l'IA a fare il lavoro dei senior
Hai centrato perfettamente il problema.. se problema si puo chiamare, il tempo ci dirà, lo status quo per ora è questo.
Ho molti ma molti dubbi sul fatto che sia definitiva
.
Mi fá specie la diminuzione di assunzione dei giovani, purtroppo a discapito degli over 50 con esperienza e magari in naspi o bisognosi di lavorare che accettano stipendi non adeguati .
Certo la vita per fortuna si è allungata e così i nostri geni al governo mirano a farci lavorare sempre più in là nell'età, però qui si aprono mille e più discorsi e mi fermo
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