Foto intime sottratte dai telefoni in riparazione e finite su Telegram: a Rovigo nuovo caso dopo 'Mia Moglie'
Una maxi inchiesta a Rovigo punta su una chat Telegram dove sarebbero circolate immagini intime senza consenso. Tra le ipotesi anche un canale di acquisizione legato a interventi su smartphone e PC, mentre torna alla memoria il precedente del gruppo Facebook "Mia moglie", chiuso da Meta e finito all'attenzione della magistratura
di Rosario Grasso pubblicata il 16 Gennaio 2026, alle 16:31 nel canale WebTelegram
Rovigo finisce al centro di un'inchiesta che intreccia privacy digitale, dispositivi personali e canali social: secondo quanto ricostruito dalla cronaca locale, foto intime di donne sarebbero state diffuse senza consenso all'interno di una chat Telegram denominata Suine Polesane, con commenti sessisti e offensivi. L'indagine, coordinata dalla Procura e condotta dalla polizia postale, nasce dalle denunce e punta a chiarire i punti oscuri di una storia dai risvolti inquietanti.
Un passaggio delicato riguarda la possibile provenienza di parte del materiale: oltre a immagini scattate di nascosto da persone vicine alle vittime, gli investigatori valutano anche l'ipotesi di foto prelevate dalle gallerie di telefoni e computer, quindi da archivi privati che non risultano destinati alla condivisione. Nella ricostruzione riportata, compare pure il sospetto di un collegamento con un negozio di riparazioni, perché più vittime avrebbero in comune l'assistenza tecnica sullo stesso canale, elemento che gli inquirenti considerano utile per mappare la filiera.
Il caso richiama un precedente che aveva già acceso il dibattito nazionale inerente il gruppo Facebook Mia moglie, dove venivano pubblicate immagini di consorti, compagne e fidanzate senza consenso, accompagnate da commenti degradanti, prima della chiusura della pagina da parte di Meta e dell'attenzione della magistratura romana. L'elemento in comune è la logica della diffusione non autorizzata, con vittime che scoprono l'accaduto solo dopo la circolazione del materiale su canali pubblici o semi-chiusi.
Sul piano tecnico-giuridico, la vicenda di Rovigo mette in fila profili che vanno dall'accesso abusivo a dispositivi o account fino al trattamento illecito dei dati, con l'ulteriore aggravante sociale della propagazione su piattaforme che rendono rapida la replica dei contenuti e difficile la rimozione totale. Anche per questo l'indagine punta a ricostruire non solo chi pubblica, ma anche come avviene l'acquisizione del materiale e quali strumenti digitali supportano la distribuzione.










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15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMi sembra di essere ritornato ai tempi in cui "i tecnici guardoni" facevano la stessa identica cosa con i computer e notebook in assistenza, con tanto di inchiesta e servizi de "le Iene".
Facilissimo che possa essere accaduto altrettanto con gli smartphone.
Basta abilitare la modalità manutenzione
Pure a me, dicevano fosse perché il display integra il lettore di impronte che per questioni di sicurezza non può essere sostituito su un telefono bloccato, io gliel'ho pure dato perché era un centro di assistenza ufficiale Huawei e mi fido ciecamente
Non tutti i telefoni ce l'hanno in primis e comunque se accidentalmente si spacca lo schermo o il cellulare non si avvia piu', come fai ad inserirla?
In ogni caso poi un prodotto che finisce in assistenza prima di essere riconsegnato deve essere verificato e per farlo il tecnico deve avere la possibilità di accedere a tutte le sue funzioni. Poi stà alla professionalità del tecnico non andare a curiosare tra i dati del cliente. C'è da dire che un centro riparazioni che lavora, non ha il tempo materiale di cazzeggiare sui device dei clienti.
A scanso di equivoci no, non ho foto intime di chicchessia sul telefono/PC/nas/altro.
A scanso di equivoci no, non ho foto intime di chicchessia sul telefono/PC/nas/altro.
il bello è che ci son cmq molti telefoni senza possibilità di inserire SD, come già da tempo è impossibile toglierci le batterie.
Non credo che devi chissà creare quali equivoci, semplicemente molta gente ha foto normalissime (come anche io) ma cmq private sul proprio telefono e non vuole ovviamente che le altre le vedano.
Almeno per i PC, puoi invece sempre staccare HD/SSD
MAI mi sarei sognato di caricare qualche foto di clienti su internet però.
certo, non faccio il finto moralista
se poi la cliente era una bella donna andare in "Galleria" era la prima cosa tra i colleghi.
purtroppo però non si trovava MAI nulla dalle clienti fighe
qualcosa in tutti gli anni di lavoro è stato trovato, soprattutto nella cartella Inviate di whatsapp.
ma la cosa finiva li, non venivano nemmeno passate sui pc del lavoro, figuriamoci a pubblicarle su internet
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