Guerra Russia-Ucraina: per la prima volta i soldati si sono arresi a robot e droni
Per la prima volta nella storia, un gruppo di soldati russi si è arreso a robot e droni ucraini, senza che un solo combattente di Kiev fosse presente fisicamente. L'episodio segna un nuovo capitolo nell’evoluzione della guerra tecnologica.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 17 Luglio 2025, alle 11:01 nel canale Scienza e tecnologiaLa guerra tra Russia e Ucraina ha riscritto ancora una volta le regole del conflitto moderno, mostrando al mondo come la tecnologia – anche quella più accessibile e apparentemente innocua – possa cambiare completamente il volto della battaglia. Un evento, destinato a diventare storico, ha visto un’intera postazione fortificata russa arrendersi incondizionatamente a un esercito di droni e robot terrestri.
La missione: uno scenario che sembra fantascienza (ma è tutto vero)
Tutto è accaduto nei dintorni di Kharkiv tra l’8 e il 9 luglio. Protagonista è la 3ª Brigata d’Assalto ucraina, o meglio il suo reparto “Deus ex machina”, unità d’élite specializzata nella guerra robotica. La scena, documentata da video e immagini diventate subito virali, si apre con l’assalto a una trincea russa: nessun ucraino in carne e ossa coinvolto direttamente in prima linea, solo macchine teleguidate da remoto.

In campo scendono droni FPV (First Person View), robot terrestri kamikaze – niente cyborg stile Terminator, ma piccoli veicoli cingolati carichi di esplosivo, adattati dagli stessi civili e riutilizzati in chiave distruttiva. Uno di questi robot, equipaggiato con oltre 20 kg di TNT, viene lanciato contro l’ingresso della trincea, creando il panico tra le fila russe. La situazione precipita in pochi secondi: un secondo robot si avvicina e i superstiti, esausti e terrorizzati, improvvisano un cartello con la scritta “Vogliamo arrenderci”, mostrandolo alle videocamere dei droni che trasmettono in diretta agli operatori ucraini.
I droni “pastore” e la resa guidata
La vera svolta arriva subito dopo. Riconosciuta la richiesta di resa, i droni Mavic cinesi (nati per il mercato consumer ma ormai largamente impiegati su entrambi i fronti) assumono un ruolo inedito: invece di colpire, guidano letteralmente i prigionieri russi verso le linee ucraine. I soldati russi, ormai disarmati, seguono il drone come “pecore digitali”, rispondendo ai segnali luminosi e visivi nei corridoi minati del campo.
Arrivati all’obiettivo, gli uomini vengono invitati a sdraiarsi a terra – “in posa del delfino”, come narrano i militari di Kiev nei video – e solo allora la fanteria ucraina interviene per prendere il controllo e mettere in sicurezza l’area neutralizzati.

Tutta l’operazione si è conclusa in meno di quindici minuti e senza sparare un solo colpo. Un risultato straordinario, sottolineano fonti militari ucraine, reso possibile solo grazie all’approccio tecnologico e all’integrazione di sistemi robotici avanzati. Il confronto con i tentativi precedenti – tutti falliti, nonostante il dispiegamento di soldati veri – non potrebbe essere più netto: la superiorità tecnologica vale più della forza bruta.
Impatti sulla dottrina militare e nuovi scenari
Questo episodio va ben oltre la cronaca, stabilendo una serie di “prime volte” nella storia della guerra:
- Primi prigionieri catturati solo da sistemi robotici e droni, senza contatto umano diretto;
- Largo impiego di droni consumer Mavic trasformati in strumenti di gestione del campo di battaglia;
- Efficienza inedita nello spingere il nemico alla resa senza perdite tra le truppe proprie;
- Dimostrazione pratica che la supremazia tecnica può ribaltare anche le situazioni più logorate dalla guerra di logoramento.

Non a caso, il reparto “Deus ex machina” della 3ª Brigata d’Assalto ucraina sta rapidamente guadagnando notorietà internazionale tra gli analisti militari per aver alzato l’asticella della cosiddetta “guerra senza uomini”, aprendo nuove prospettive sulle strategie da adottare nei teatri di conflitto futuri. La vicenda non è solo una curiosità da raccontare, ma segnala l’inizio di una fase in cui la tecnologia user-friendly, frutto spesso del mercato civile, diventa la protagonista dei conflitti globali. Oggi i droni guidano colonne di prigionieri; domani, chissà quali nuove “sorprese” ci attendono dai laboratori della guerra intelligente. Resta chiaro che la sfida non è più tra uomini e uomini, ma tra chi adatta meglio la tecnologia ai terreni di battaglia. E questa volta, sono stati i droni e i robot a vincere su tutta la linea










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67 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoIl primo caso documentato è del 2023, ma è ormai una procedura assodata.
Indecente che un sito di tecnologia tratti la guerra, una manifestazione umana in cui le persone vengono uccise per vincere, alla stregua di un videogioco.
Io ormai non riesco più a capire quale sia la reale situazione. Mi pare che a seconda di dove uno legge trova tutto e il contrario di tutto.
Io ormai non riesco più a capire quale sia la reale situazione. Mi pare che a seconda di dove uno legge trova tutto e il contrario di tutto.
E' vero, ma questo perchè troppe testate tirano solo a fare dei click e fanno sparatone.
Il dato più certo che possiamo usare è quello delle mappe e delle zone occupate (anche se ci sono aree "contestate"
Tutto qui, poi leggi Ansa o Il Tempo o quei cazzari lì e vedi titoli di "strage", "sfondamento", "crollo"...
Il dato più certo che possiamo usare è quello delle mappe e delle zone occupate (anche se ci sono aree "contestate"
Tutto qui, poi leggi Ansa o Il Tempo o quei cazzari lì e vedi titoli di "strage", "sfondamento", "crollo"...
Quello che è quasi certo è che la "grande armata russa" a fatica avanza contro una nazione che pur motivata e armata, è solo una nazione e qua vogliono farci armare per contrastare questa "grande armata russa" che vorrebbe avanzare fino a Lisbona contro l'intera NATO...
Io ormai non riesco più a capire quale sia la reale situazione. Mi pare che a seconda di dove uno legge trova tutto e il contrario di tutto.
La Russia di Schrodinger. Allo stesso tempo:
-sta collassando sotto il peso delle sanzioni e non è in grado di portare a termine l'invasione di alcune regioni di una nazione con meno pil e meno abitanti
-è una minaccia militare per il resto dell'Europa
Però qui entriamo in un terreno minatissimo, poi partono "i laboratori sotterraneih", "la cocaina di Zelensky", "l'espansione Natoh", "i Russi si mangiano tra loroh", poi mando affanculo qualche coglionazzo che dice stronzate e sospendono me e dato che sto tenendo sotto controllo il mercatino per roba che mi serve...ne resto fuori.
Indecente che un sito di tecnologia tratti la guerra, una manifestazione umana in cui le persone vengono uccise per vincere, alla stregua di un videogioco.
Anche secondo me si poteva tranquillamente tralasciare la pubblicazione di questa notizia, nonostante venga tirata in ballo la tecnologia.
Muore tanta gente, da una parte e dall'altra.
La specie umana non è poi così evoluta se nel 2025, ancora ci ammazziamo tra popoli e certo non mi tira su il morale scoprire quanto robot e droni alzano il livello di un atto (la guerra) che in se è abominevole.
Concordo.
E' per questo che la tecnologia deve progredire. Proprio grazie a questo tante guerre non si combattono piu' e comunque non ci sono piu' i fiumi di sangue di un tempo.
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