Jon Prosser nei guai con Apple! L'azienda di Cupertino gli fa causa per le fughe di notizie su iOS 26
Uno dei leak più discussi del 2025 scuote il mondo della tecnologia: Apple porta Jon Prosser in tribunale per la fuga di notizie su iOS 26, dopo una serie di video che hanno anticipato il design rivoluzionario del sistema operativo. Ecco tutti i retroscena, le accuse e le reazioni dei protagonisti.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 18 Luglio 2025, alle 10:00 nel canale AppleAppleiOS
Il 2025 si preannunciava già come un anno ricco di novità per Apple, ma nessuno avrebbe previsto che il vero protagonista sarebbe stato un caso giudiziario internazionale. Tutto ha inizio a gennaio, quando Jon Prosser, popolare youtuber e insider tecnologico, pubblica un video in cui mostra una versione ricreata di quella che allora veniva chiamata iOS 19. Le immagini anticipavano un’importante rivoluzione estetica per la futura release di iOS, che sarebbe poi stata svelata come iOS 26 durante il WWDC di giugno.
La prima grande novità mostrata da Prosser riguardava l’app Fotocamera: un design più pulito e minimale, con controlli essenziali per passare rapidamente tra modalità foto e video, eliminando la confusione dovuta ai numerosi pulsanti delle versioni precedenti. A distanza di poche settimane, nel podcast Genius Bar di marzo, tocca all’app Messaggi: interfaccia fresca, tasti di navigazione circolari sulla barra superiore e una tastiera con angoli arrotondati.
In aprile, la conferma che qualcosa di grosso bolliva in pentola: Prosser pubblica un video che analizza in dettaglio quello che lui chiama “Liquid Glass design”. Parliamo di una UI con elementi vetrosi e traslucidi, tabbar a pillola e un’estetica tutta nuova, che effettivamente – almeno a livello concettuale – coincide con ciò che Apple ha poi presentato ufficialmente all’evento estivo.

L’inchiesta di Apple: come sono trapelate le informazioni su iOS 26
Secondo la denuncia depositata presso la Corte Distrettuale della California, tutto sarebbe partito da un prototipo di iPhone in dotazione a Ethan Lipnik, ingegnere Apple, e amico di Michael Ramacciotti, collaboratore di Prosser. Ramacciotti, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto il codice di sblocco e utilizzato sistemi di tracking per capire quando Lipnik sarebbe rimasto a lungo fuori casa. Così Ramacciotti avrebbe avuto il tempo di accedere al dispositivo, avviando una chiamata FaceTime con Prosser e mostrandogli in anteprima l'interfaccia e le nuove funzionalità del sistema operativo non ancora annunciato.
Prosser, dal canto suo, avrebbe registrato la chiamata con strumenti di screen recording e successivamente conservato quei video, utilizzandoli come base per ricreare rendering dettagliati che sono stati poi pubblicati e condivisi con altri utenti e all’interno della sua community online. Gli stessi video, stando alla versione di Apple, sarebbero anche stati mostrati a terzi, tanto che qualcuno avrebbe riconosciuto l’appartamento di Lipnik dallo sfondo della chiamata.
Il punto centrale: secondo Apple, l’iPhone utilizzato da Ramacciotti custodiva molteplici segreti industriali e informazioni riservate che rischiano di essere ancora nelle mani degli imputati. Per questo, l’azienda di Cupertino ha chiesto un’ingiunzione per vietare qualsiasi ulteriore divulgazione di materiale confidenziale e il risarcimento dei danni subiti dall’uso improprio delle informazioni trafugate.
Per Lipnik, la storia è finita con il licenziamento per violazione delle rigide policy aziendali sulla gestione dei prototipi e dei software riservati. L’ingegnere non avrebbe nemmeno segnalato immediatamente la violazione, venendo a conoscenza della fuga di notizie solo tramite conoscenti che avevano riconosciuto la sua casa nel materiale divulgato.
Da parte sua, Apple avrebbe ricevuto una soffiata tramite email anonima, facendo partire un’indagine interna a tutto campo che ha portato al coinvolgimento delle autorità e a pontenziali ripercussioni legali pesantissime per tutti i protagonisti della vicenda.
Apple v. Ramacciotti and Prosser by MacRumors
Le reazioni di Prosser e la difesa pubblica
Di fronte all’ondata mediatica e all’imminente contenzioso legale, Jon Prosser dichiara pubblicamente di non aver avuto completa consapevolezza di quanto stava accadendo dietro le quinte. Su X (ex-Twitter), Prosser afferma di essere ansioso di poter chiarire la propria posizione direttamente con Apple e di avere “le prove” per difendersi in giudizio, definendo la narrazione della casa di Cupertino poco fedele ai fatti vissuti personalmente.
Interesting. This is not how things went down on my end. Looking forward to being able to speak to Apple about it.
— jon prosser (@jon_prosser) July 18, 2025
Diversi aspetti delle anticipazioni di Prosser sono poi effettivamente confluiti nella release pubblica, anche se il design definitivo della Fotocamera differisce leggermente rispetto ai rendering pubblicati nei primi mesi dell’anno. Ecco le principali novità che effettivamente rispecchiano quanto anticipato dal noto youtuber:
- Design minimalista per la schermata principale della Fotocamera, con scelta immediata tra modalità Foto e Video.
- Navigazione semplificata a gesture per l’accesso alle modalità avanzate (Cinematografica, Ritratto, Slo-mo) tramite swipe laterali.
- Nuovo look Liquid Glass: elementi trasparenti e reattivi che sfumano con il contenuto.
- Barra delle impostazioni avanzate (esposizione, timer, apertura) nascosta e accessibile con swipe verso l’alto.
- Controlli risoluzione e frame rate ora posizionati sulla barra superiore, con menu espansi attivabili da tap prolungato.
Apple dichiara guerra ai leak: cosa succederà ora?
L’attacco legale di Apple segna probabilmente uno spartiacque nella lotta alle fughe di notizie dal quartier generale di Cupertino. L’azione contro Prosser e Ramacciotti si traduce nella richiesta di fermare qualsiasi ulteriore divulgazione di segreti industriali e nell’immediata restituzione o distruzione di ogni materiale riservato ancora in loro possesso.
Il caso sarà destinato a fare scuola e ad alimentare il dibattito sul confine – sempre più labile – fra giornalismo tecnologico, diritto alla riservatezza aziendale e curiosità degli appassionati. Nel frattempo, il futuro degli autori dei leak è più incerto che mai.










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