Apple di nuovo sotto accusa: nuova causa sui minerali da conflitto in Congo e Ruanda
IRAdvocates ha avviato una nuova causa contro Apple, accusando la società di utilizzare minerali provenienti da operazioni illegali in Congo e Ruanda, legati a lavoro minorile e gruppi armati. L'organizzazione cita un rapporto dell'Università di Nottingham e chiede alla corte di fermare pratiche ritenute ingannevoli. Apple non ha ancora commentato
di Francesco Messina pubblicata il 27 Novembre 2025, alle 13:01 nel canale AppleApple
Apple si trova nuovamente al centro di accuse legate all'utilizzo di minerali provenienti da zone di conflitto nella Repubblica Democratica del Congo (DRC) e in Ruanda. L'organizzazione International Rights Advocates (IRAdvocates), già protagonista di precedenti azioni legali contro l'azienda, ha presentato una nuova denuncia presso l'Alta Corte del Distretto di Columbia, sostenendo che la catena di approvvigionamento di Apple includa ancora minerali come cobalto, stagno, tantalio e tungsteno legati a lavoro minorile, lavoro forzato e gruppi armati attivi nella regione.
Queste accuse non sono una novità per Apple. Nel 2024, IRAdvocates aveva già avviato un'azione legale non solo contro Apple, ma anche contro altre quattro aziende del settore tecnologico, sostenendo che avessero fatto ricorso a fonti illegali di cobalto. Quel procedimento fu successivamente archiviato, ma il tema della provenienza etica dei materiali critici necessari alla produzione di dispositivi elettronici rimane centrale nel dibattito pubblico.

Apple non è nuova ad accuse dal governo della Repubblica Democratica del Congo
Sempre nel 2024, il governo della Repubblica Democratica del Congo aveva accusato le sussidiarie di Apple in Francia e Belgio di utilizzare minerali estratti da operazioni non conformi agli standard internazionali sui diritti umani. Apple, all'epoca, rispose sostenendo di aver chiesto ai propri fornitori di sospendere l'approvvigionamento da Congo e Ruanda a causa dell'impossibilità, secondo l'azienda, di condurre verifiche indipendenti e affidabili. Le autorità francesi hanno poi respinto quella causa, mentre la procedura in Belgio rimane ancora aperta.
Nel nuovo procedimento, IRAdvocates fa riferimento anche a un rapporto dell'Università di Nottingham, pubblicato nel 2025, che collegherebbe alcuni fornitori di Apple a pratiche di lavoro illegale. L'organizzazione richiede alla corte di dichiarare che la condotta dell'azienda viola le norme a tutela dei consumatori, di imporre ad Apple lo stop a pratiche ritenute fuorvianti per il pubblico e di farsi carico dei costi legali sostenuti.
Apple, al momento, non ha commentato formalmente le nuove accuse. Tuttavia, l'azienda continua a pubblicare rapporti sulla responsabilità sociale, sui diritti umani e sulla condotta dei fornitori, sottolineando un impegno costante verso la trasparenza e il miglioramento delle condizioni nella propria catena produttiva.









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