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Old 28-07-2005, 08:16   #1
Alessandro Bordin
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Testi scolastici a rate e per posta.. ma...

A patto che siano di un solo fornitore, Mondadori.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...8/stella.shtml

I libri scolastici in conflitto d’interessi

Non è solo Berlusconi, il quale pattuglia appena può antiquari e gioiellerie, a fare regalini agli amici, come il prezioso orologio Longines impacchettato per tutti i deputati l’ultimo Natale. Càpita a volte che siano gli amici a fare regalini a lui. Letizia Moratti e le Poste Italiane, ad esempio, per il prossimo compleanno che il Cavaliere festeggia in coincidenza con l’apertura delle scuole, hanno deciso di donargli la possibilità di sbaragliare anche il mercato dei libri scolastici. Uno dei pochi settori, col commercio dei coleotteri o la produzione di mostarda mantovana, nel quale non si era ancora cimentato.

Cosa rappresentino i libri scolastici è presto detto: con 400 milioni di euro l’anno di fatturato, sono una fetta di un terzo circa dell’intero mercato del libro. Ma, ciò che più conta, sono la boccata di ossigeno che una volta l’anno permette alle piccole librerie sparse per la provincia italiana, dove si vende il 28% scarso di tutti i volumi, di tirare il fiato e non abbassare le saracinesche vinte dalla sciatta indifferenza di un paese che legge poco come il nostro. Tanto per capirci: in molti casi, nelle cittadine del Nord come del Mezzogiorno, l’incasso per i testi adottati dalle elementari alle medie superiori può superare il 60% degli introiti annuali.

Il costo di questi libri imposti agli studenti, del resto, è spesso elevato se non, in certi casi, stratosferico. Basti dire che la «dote» di un ragazzino di prima media può costare oltre 300 euro, quella di un ragazzo delle commerciali intorno ai 350, di un liceale anche 500. Un peso che in questi anni di vacche magre può essere, per molte famiglie, esorbitante. Al punto di incidere, nei casi più gravosi, perfino sulla scelta di molti studenti di abbandonare la scuola. Per non dire delle code interminabili che ogni genitore si deve sobbarcare ogni anno per rastrellare tutto il bagaglio editoriale necessario ai figli.

Va da sé che ogni iniziativa per alleviare questa soma sulle spalle delle famiglie, magari tenendo conto anche delle esigenze delle piccole librerie locali che sono un patrimonio preziosissimo (si pensi alla Calabria, alla Basilicata o al Molise dove sono meno di una ogni 100 mila abitanti) è la benvenuta. E così è andata, infatti, con l’iniziativa delle Poste Italiane che, tra cori di consensi, hanno distribuito 5 milioni di locandine e avvisi vari per segnalare agli istituti scolastici e alle famiglie italiane la possibilità di ordinare i testi, via internet o via telefono, per poi comodamente riceverli a casa portati dal postino.
Con l’optional di poter rateizzare il pagamento in 12 mesi al tasso del 7.5%. Che non sarà basso, visto che il tetto massimo sarebbe il 7,77%, ma potrebbe aiutare molte famiglie a sopportare meglio l’impatto della spesa supplementare autunnale. Fin qui, tutto ok.

Ma il bello deve ancora arrivare. A chi hanno deciso di affidare l’operazione, infatti, il ministero della Pubblica Istruzione e le Poste Italiane? Voi direte: avranno fatto una gara d’appalto. Macché.
Avranno sentito gli editori? No, tranne uno: indovinate quale. Avranno consultato i librai? Neppure: «Manco una telefonata», spiega furente Rodrigo Diaz, presidente dell’Ali, l’Associazione librai italiani, «abbiamo saputo tutto a cose fatte e tutti i telegrammi mandati alla Moratti o a Letta non hanno avuto risposta. E’ stata una cosa sporca». Avranno sondato il mercato per vedere chi è il più forte nel commercio di libri on-line? «Assolutamente no», risponde Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs, gruppo Longanesi, «il nostro è il sito di questo tipo più visitato d’Italia, a giugno abbiamo avuto 991 mila contatti e nel 2004 abbiamo fatturato 13,2 milioni di euro. Ma non abbiamo avuto dal ministero o dalle poste neppure una telefonata. Neppure una. Abbiamo saputo tutto a cose fatte».
Ma allora, come è stato scelto il fornitore di tutto quel bendidio di libri? E’ quello che chiede in una interrogazione, tra gli altri, il senatore Stefano Passigli. Il quale, oltre ad accusare la Moratti poiché «il suddetto servizio postula che Poste Italiane abbiano ottenuto dal ministero la lista delle adozioni dei testi con largo anticipo su tutte le librerie», ha anche presentato un esposto ad Antonio Catricalà, l’ex segretario generale di Palazzo Chigi nominato presidente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato. Il fortunato fornitore prescelto per il businness è infatti «Bol». Una società di vendita di libri on-line che fattura meno della metà di Ibs (5,5 milioni contro 13,2), ha meno della metà dei contatti internet (a giugno 434 mila contro 991 mila) ma, per pura coincidenza, appartiene alla Mondadori. Cioè alla casa editrice di proprietà del «principale» di Letizia Moratti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Che le Poste Italiane vogliano bene al capo del governo non è un mistero. Prima di questo piacerino, per dire, avevano già fatto un accordo per mettere a disposizione di Mediolanum, la banca del premier, i loro 14 mila sportelli col risultato di trasformare una banca virtuale, quale era fino ad allora quella presieduta da Ennio Doris, nell’istituto di credito con la maggiore copertura territoriale. Non bastasse, Massimo Sarmi, l’amministratore delegato etichettato come vicino ad An e in particolare a Gianfranco Fini, era arrivato al punto di invitare a Roma il capo del governo, poco prima di Natale, all’inaugurazione del più bello e avveniristico ufficio postale d’Italia. Un gioiello che ruotava intorno al Sistema Informatico Livelli Virtuali di Integrazione Operativa. Ma che meraviglia di acronimo: S.i.l.v.i.o.!

Gian Antonio Stella
28 luglio 2005

- - - - - - - - - - - - - - - -

Gli estemi difensori diranno che ci si lamenta sempre, per una volta che qualcuno fa qualcosa per aiutare le famiglie ( ) . . .

Poi tutto il mondo ci guarda schifato.. francamente comincio a capirli.
Alessandro Bordin è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 08:17   #2
prio
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Originariamente inviato da Alessandro Bordin
Gli estemi difensori diranno che ci si lamenta sempre, per una volta che qualcuno fa qualcosa per aiutare le famiglie ( ) . . .
Sara' forse che c'e' sempre qualcosa di nuovo di cui lamentarsi?
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Tutto rigorosamente IMHO
Per i messaggi contrassegnati da *: IMHO un par di balle!
Salva un albero, uccidi un castoro.
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Old 28-07-2005, 08:28   #3
ALBIZZIE
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ma quella proposta nella finanziaria che prevedeva l'uso di scaricarsi i libri scolastici da internet pagandone solo i diritti, dov'è finita?

peccato mi piaceva un sacco, un sacco, un sacco.
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Old 28-07-2005, 09:05   #4
Adric
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Originariamente inviato da Alessandro Bordin
Massimo Sarmi, l’amministratore delegato etichettato come vicino ad An e in particolare a Gianfranco Fini, era arrivato al punto di invitare a Roma il capo del governo, poco prima di Natale, all’inaugurazione del più bello e avveniristico ufficio postale d’Italia.
a quale ufficio postale si riferisce, alla Posta centrale di San Silvestro o ad altro ?

In ogni caso sarebbe il caso che abbassassero l'IVA sui libri, scolastici e non.
Non ritengo possibile i libri scolastici nelle edicole.....
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Old 28-07-2005, 09:13   #5
Alessandro Bordin
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Originariamente inviato da Adric
In ogni caso sarebbe il caso che abbassassero l'IVA sui libri, scolastici e non.
Quello senza dubbio
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Old 28-07-2005, 09:17   #6
Radical
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Originariamente inviato da Adric

In ogni caso sarebbe il caso che abbassassero l'IVA sui libri, scolastici e non.


Bisognerebbe svegliarsi in questi termini! Paesi come la Spagna hanno tasse differenziate per prodotti diversi.. Ad esempio le tasse sono minime per la "cultura personale" (libri, musica, cinema e teatri)...
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Old 28-07-2005, 09:21   #7
Adric
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Mi risulta che non è possibile questo; provvedimenti del genere vanno concertati con i partner europei, riduzioni unilaterali dell'IVA porterebbero all'apertura di procedure d'infrazione verso l'Italia da parte dell'UE.

Con dischi e video c'è lo stesso problema; il boom dei cd e dei dvd nelle edicole è dovuto anche all'IVA più bassa.
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Ultima modifica di Adric : 28-07-2005 alle 09:36.
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Old 28-07-2005, 09:24   #8
Nicky
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Son d'accordo con Adric per quanto riguarda l'IVA.
Poi ricordo che uno dei problemi più grossi quando andavo io, era che ogni anno cambiavano i libri di testo in adozione così che uno non poteva nemmeno comprarli usati.
Quando ho ripetuto la prima superiore ho dovuto cambiare almeno il 50% dei testi scolastici [e la maggior parte erano edizioni nuove di pacca]
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Guarda....una medusa!!!
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Old 28-07-2005, 09:28   #9
SkunkWorks 68
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...Molti,molti,molti anni fa ricordo che esisteva anche il prestito d'uso..le condizioni dei testi erano a volte quelle che erano...Qualcuno comunque utilizzava questa possibilità(figli di persone con problemi economici...).E' anche vero che il mercato del testo scolastico non era così "Inflazionato" come lo è adesso...volevo solo portare un paragone...Ciao..
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Old 28-07-2005, 09:30   #10
SkunkWorks 68
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Originariamente inviato da Nicky
Quando ho ripetuto la prima superiore ho dovuto cambiare almeno il 50% dei testi scolastici [e la maggior parte erano edizioni nuove di pacca]
..Esattamente..se ci pensiamo è assurdo..
SkunkWorks 68 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 09:46   #11
dupa
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Originariamente inviato da Adric
In ogni caso sarebbe il caso che abbassassero l'IVA sui libri, scolastici e non.
Idea sbagliata.

Se abbassi l'IVA, i prezzi vengono rialzati e quei soldi (che sarebbero finiti allo Stato) se li mangiano i venditori/editori.

La mia opinione è che l'idea peggiore per abbassare il prezzo di qualcosa.. (che sia benzina o libri scolastici) è quella di abbassare la relativa tassazione.
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Old 28-07-2005, 11:18   #12
Onisem
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Originariamente inviato da Alessandro Bordin
A patto che siano di un solo fornitore, Mondadori.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...8/stella.shtml

I libri scolastici in conflitto d’interessi

Non è solo Berlusconi, il quale pattuglia appena può antiquari e gioiellerie, a fare regalini agli amici, come il prezioso orologio Longines impacchettato per tutti i deputati l’ultimo Natale. Càpita a volte che siano gli amici a fare regalini a lui. Letizia Moratti e le Poste Italiane [...]
Trovo tutto questo penoso. E pensare che c'è gente che tira la carretta per al massimo 1500-2000€ al mese, che ancora trova fiato per giustificazioni o bizzarre teorie economico-anarco-liberiste-populiste. E poi gli inglesi rompono le balle alla moglie di Blair perchè ha sfruttato le sue conoscenze per acquistare casa a prezzo vantaggioso, o chiedono conto al marito di cosa faccia dei regali (cioccolatini, orologi, libri etc.), ricevuti da altri capi di Stato; in USA un alto funzionario viene costretto a dimettersi per aver sfruttato la propria influenza per regolarizzare la posizione della colf immigrata. Non dico che altrove sia tutto perfettamente limpido, ma la sfacciataggine e disinvoltura nostrana è davvero roba da repubblichetta africana o sud-americana, senza offesa per nessuno.
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 11:22   #13
Red_Star
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ma a quando in formato digitale ? e possibile che bisogna ancora andare a scuola con cartelle che pesano più dei ragazzi e con libri che per comprarli bisogna impotecare la casa ?
__________________
Do ut des
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Old 28-07-2005, 11:49   #14
Marlex
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Città: Torino
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noto con dispiacere che si sta andando fuori topic...

l'argomento sarebbe questo:

Quote:
Originariamente inviato da Alessandro Bordin
A patto che siano di un solo fornitore, Mondadori.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...8/stella.shtml

I libri scolastici in conflitto d’interessi

....

Gli estemi difensori diranno che ci si lamenta sempre, per una volta che qualcuno fa qualcosa per aiutare le famiglie ( ) . . .

Poi tutto il mondo ci guarda schifato.. francamente comincio a capirli.
per quanto mi riguarda sono SCHIFATO da circa 11 anni, ma MAI COME IN QUESTI ULTIMI 4 !!!

__________________
“Oggi ci vogliono due qualità: l’onestà e il coraggio. Quindi l’appello che faccio ai giovani è questo: cercate di essere onesti prima di tutto. La politica dev’essere fatta con le mani pulite! Se c’è qualche scandalo, se c’è qualcuno che dà scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato” ... Sandro Pertini.
Marlex è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 12:00   #15
LightIntoDarkness
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L'Avatar di LightIntoDarkness
 
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Quote:
Originariamente inviato da Marlex


noto con dispiacere che si sta andando fuori topic...

l'argomento sarebbe questo:



per quanto mi riguarda sono SCHIFATO da circa 11 anni, ma MAI COME IN QUESTI ULTIMI 4 !!!

Sottoscrivo lo schifo, con l'aggravante e la preoccupazione che ci stiamo abituando...
__________________
...Grazie caro Lolek!
LightIntoDarkness è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 12:17   #16
Adric
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Quote:
Originariamente inviato da Marlex


noto con dispiacere che si sta andando fuori topic...
Hai ragione, del resto i mali dell'editoria italiana sono antichi e non attribuibili solo a questo governo, anche se questo è l'ennesimo immorale conflitto d'interessi

Mondadori, non va dimenticato, è anche il maggiore editore cartaceo italiano d'informatica.
Chissà se c'è il conflitto d'interessi anche lì......
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Old 28-07-2005, 18:33   #17
Lucio Virzì
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Che schifo.
Le poste stanno diventando una emanazione di B.
E questa dei libri di testo mi sa tanto di trovata per poter plasmare meglio i ragazzi di domani.
Non voglio neppure approfondire.
Aberrante.

LuVi
Lucio Virzì è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 19:01   #18
Onisem
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Quote:
Originariamente inviato da Lucio Virzì
Che schifo.
Le poste stanno diventando una emanazione di B.
E questa dei libri di testo mi sa tanto di trovata per poter plasmare meglio i ragazzi di domani.
Non voglio neppure approfondire.
Aberrante.

LuVi
Dopo presunti 50 anni di libri di testo presunti comunisti, faziosi e di propaganda, si prospetta un ventennio di "liberi" testi massoni e catto-commerciali? Piuttosto "allettante"...
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 19:10   #19
Grande blu
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Originariamente inviato da Alessandro Bordin
A patto che siano di un solo fornitore, Mondadori.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...8/stella.shtml

I libri scolastici in conflitto d’interessi

Non è solo Berlusconi, il quale pattuglia appena può antiquari e gioiellerie, a fare regalini agli amici, come il prezioso orologio Longines impacchettato per tutti i deputati l’ultimo Natale. Càpita a volte che siano gli amici a fare regalini a lui. Letizia Moratti e le Poste Italiane, ad esempio, per il prossimo compleanno che il Cavaliere festeggia in coincidenza con l’apertura delle scuole, hanno deciso di donargli la possibilità di sbaragliare anche il mercato dei libri scolastici. Uno dei pochi settori, col commercio dei coleotteri o la produzione di mostarda mantovana, nel quale non si era ancora cimentato.

Cosa rappresentino i libri scolastici è presto detto: con 400 milioni di euro l’anno di fatturato, sono una fetta di un terzo circa dell’intero mercato del libro. Ma, ciò che più conta, sono la boccata di ossigeno che una volta l’anno permette alle piccole librerie sparse per la provincia italiana, dove si vende il 28% scarso di tutti i volumi, di tirare il fiato e non abbassare le saracinesche vinte dalla sciatta indifferenza di un paese che legge poco come il nostro. Tanto per capirci: in molti casi, nelle cittadine del Nord come del Mezzogiorno, l’incasso per i testi adottati dalle elementari alle medie superiori può superare il 60% degli introiti annuali.

Il costo di questi libri imposti agli studenti, del resto, è spesso elevato se non, in certi casi, stratosferico. Basti dire che la «dote» di un ragazzino di prima media può costare oltre 300 euro, quella di un ragazzo delle commerciali intorno ai 350, di un liceale anche 500. Un peso che in questi anni di vacche magre può essere, per molte famiglie, esorbitante. Al punto di incidere, nei casi più gravosi, perfino sulla scelta di molti studenti di abbandonare la scuola. Per non dire delle code interminabili che ogni genitore si deve sobbarcare ogni anno per rastrellare tutto il bagaglio editoriale necessario ai figli.

Va da sé che ogni iniziativa per alleviare questa soma sulle spalle delle famiglie, magari tenendo conto anche delle esigenze delle piccole librerie locali che sono un patrimonio preziosissimo (si pensi alla Calabria, alla Basilicata o al Molise dove sono meno di una ogni 100 mila abitanti) è la benvenuta. E così è andata, infatti, con l’iniziativa delle Poste Italiane che, tra cori di consensi, hanno distribuito 5 milioni di locandine e avvisi vari per segnalare agli istituti scolastici e alle famiglie italiane la possibilità di ordinare i testi, via internet o via telefono, per poi comodamente riceverli a casa portati dal postino.
Con l’optional di poter rateizzare il pagamento in 12 mesi al tasso del 7.5%. Che non sarà basso, visto che il tetto massimo sarebbe il 7,77%, ma potrebbe aiutare molte famiglie a sopportare meglio l’impatto della spesa supplementare autunnale. Fin qui, tutto ok.

Ma il bello deve ancora arrivare. A chi hanno deciso di affidare l’operazione, infatti, il ministero della Pubblica Istruzione e le Poste Italiane? Voi direte: avranno fatto una gara d’appalto. Macché.
Avranno sentito gli editori? No, tranne uno: indovinate quale. Avranno consultato i librai? Neppure: «Manco una telefonata», spiega furente Rodrigo Diaz, presidente dell’Ali, l’Associazione librai italiani, «abbiamo saputo tutto a cose fatte e tutti i telegrammi mandati alla Moratti o a Letta non hanno avuto risposta. E’ stata una cosa sporca». Avranno sondato il mercato per vedere chi è il più forte nel commercio di libri on-line? «Assolutamente no», risponde Mauro Zerbini, amministratore delegato di Ibs, gruppo Longanesi, «il nostro è il sito di questo tipo più visitato d’Italia, a giugno abbiamo avuto 991 mila contatti e nel 2004 abbiamo fatturato 13,2 milioni di euro. Ma non abbiamo avuto dal ministero o dalle poste neppure una telefonata. Neppure una. Abbiamo saputo tutto a cose fatte».
Ma allora, come è stato scelto il fornitore di tutto quel bendidio di libri? E’ quello che chiede in una interrogazione, tra gli altri, il senatore Stefano Passigli. Il quale, oltre ad accusare la Moratti poiché «il suddetto servizio postula che Poste Italiane abbiano ottenuto dal ministero la lista delle adozioni dei testi con largo anticipo su tutte le librerie», ha anche presentato un esposto ad Antonio Catricalà, l’ex segretario generale di Palazzo Chigi nominato presidente dell’Autorità per la concorrenza e il mercato. Il fortunato fornitore prescelto per il businness è infatti «Bol». Una società di vendita di libri on-line che fattura meno della metà di Ibs (5,5 milioni contro 13,2), ha meno della metà dei contatti internet (a giugno 434 mila contro 991 mila) ma, per pura coincidenza, appartiene alla Mondadori. Cioè alla casa editrice di proprietà del «principale» di Letizia Moratti, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Che le Poste Italiane vogliano bene al capo del governo non è un mistero. Prima di questo piacerino, per dire, avevano già fatto un accordo per mettere a disposizione di Mediolanum, la banca del premier, i loro 14 mila sportelli col risultato di trasformare una banca virtuale, quale era fino ad allora quella presieduta da Ennio Doris, nell’istituto di credito con la maggiore copertura territoriale. Non bastasse, Massimo Sarmi, l’amministratore delegato etichettato come vicino ad An e in particolare a Gianfranco Fini, era arrivato al punto di invitare a Roma il capo del governo, poco prima di Natale, all’inaugurazione del più bello e avveniristico ufficio postale d’Italia. Un gioiello che ruotava intorno al Sistema Informatico Livelli Virtuali di Integrazione Operativa. Ma che meraviglia di acronimo: S.i.l.v.i.o.!

Gian Antonio Stella
28 luglio 2005

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Gli estemi difensori diranno che ci si lamenta sempre, per una volta che qualcuno fa qualcosa per aiutare le famiglie ( ) . . .

Poi tutto il mondo ci guarda schifato.. francamente comincio a capirli.
Ma allora i quotidiani non sono tutti del cavaliere
Grande blu è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 28-07-2005, 19:14   #20
Onisem
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Originariamente inviato da Grande blu
Ma allora i quotidiani non sono tutti del cavaliere
No, solo le televisioni e qualche testata e casa editrice, insomma "robetta". I quotidiani invece sono notoriamente roba per Comunisti, passa giusto la Gazzetta...
Onisem è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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