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Nucleare Usa, anche gli ecologisti dicono sì
Intesa tra democratici e repubblicani: reattori in cambio di piani anti-smog
Nucleare Usa, anche gli ecologisti dicono sì Un gruppo di leader storici dell’ambientalismo rivaluta le centrali atomiche. I sindaci: introduciamo nei comuni il protocollo di Kyoto ![]() La «sorella orribile» della famiglia energetica torna a piacere a destra e sinistra. Prima in Europa, come si è visto nelle settimane scorse, e ora negli Stati Uniti, l’ipotesi di rilanciare la produzione di energia nucleare sta prendendo il centro non solo del dibattito ma anche delle iniziative politiche e d’affari. A muoversi negli Usa sono, tra le accuse di tradimento, alcuni ambientalisti storici. Il bello è che il versante opposto - conservatori e mondo del business - sta andando loro incontro e il terreno di compromesso è lo sfruttamento dell’energia dell’atomo. Intorno alla questione, infatti, è in corso un radicale riallineamento di posizioni. IL RIPENSAMENTO - Lo smottamento della diga anti-nucleare è stato segnalato da Stewart Brand, ambientalista con credenziali inattaccabili, nella rivista Technology Review dell’Mit di Boston. Brand nota che l’effetto serra è palesemente sempre più legato all’uso di combustibili fossili e che gli ambientalisti più consapevoli sono ormai così preoccupati da ritenere che solo il ricorso all’energia nucleare (senza emissioni di anidride carbonica) possa cambiare la situazione: le altre tecnologie alternative, dal solare all’eolico, e il risparmio energetico sono insufficienti. «Non è che qualcosa di nuovo, di importante e di buono è successo con il nucleare - ha detto al New York Times -. E’ che qualcosa di nuovo, di importante e di cattivo è successo al cambiamento climatico». Le previsioni pubblicate la settimana scorsa di una modifica sostanziale della Corrente del Golfo che riscalda l’Europa hanno scioccato molti. Brand non è il solo «verde a dovere arrossire di vergogna», secondo i militanti ortodossi che all’improvviso vedono aprirsi crepe nella muraglia anti-nucleare che ha tenuto per almeno 25 anni, dall’incidente di Three Mile Island, in Pennsylvania, nel 1979. Altri ambientalisti di prima fila - il New York Times cita per esempio Fredd Krupp di Environmental Defense, Jonathan Lash del World Resources Institute e James Gustave Speth, rettore della Scuola di Studi Ambientali di Yale - hanno aperto una porta, se non all’accettazione immediata delle centrali nucleari, almeno alla ricerca di soluzioni economiche e tecniche per superarne i limiti. E il numero di febbraio del mensile Wired , dove Peter Schwartz e Spencer Reiss hanno suggerito di riconsiderare la questione, ha provocato «la fusione del nocciolo» tra i lettori, dicono in redazione: il dibattito imperversa. ACCORDO BIPARTISAN - Negli Stati Uniti, l’ultimo reattore nucleare è stato ordinato 32 anni fa: da allora, nessuno si è più azzardato a toccare l’atomo. Due senatori di primissimo piano, il repubblicano John McCain e il democratico Joseph Lieberman, starebbero però per introdurre una proposta di legge che, in cambio di un maggiore controllo delle emissioni, darebbe il via libera a incentivi per la costruzione di una nuova generazione di impianti nucleari. Il fatto è che le preoccupazioni per l’innalzamento della temperatura media crescono e anche i conservatori, tendenzialmente scettici sugli allarmi dei Verdi, sono ora preoccupati. Non solo. Il prezzo del petrolio, sopra i 50 dollari al barile e che ormai quasi tutti danno per strutturalmente rincarato rispetto agli scorsi 15-20 anni, spinge alla ricerca di nuove fonti energetiche. E, sul piano geopolitico, la dipendenza occidentale dal petrolio del Medio Oriente continua a rivelarsi un fattore di instabilità. Succede così, dunque, che 131 sindaci americani si allineino dietro la proposta del primo cittadino di Seattle, il democratico Greg Nickels, di applicare a livello locale il Protocollo di Kyoto sulla riduzione delle emissioni non sottoscritto da George Bush. Una coalizione bipartisan che vede sindaci liberal al fianco di repubblicani come Michael Bloomberg di New York. Altri repubblicani in posizioni chiave, come i governatori della California Arnold Schwarzenegger e dello Stato di New York George Pataki stanno mobilitandosi per ridurre le emissioni di biossido di carbonio. Di più: anche il Big Business e Wall Street hanno ripreso in mano il dossier. LA MOBILITAZIONE - Jeff Immelt, il boss della General Electric, costruttore storico di centrali nucleari, ha tenuto una settimana fa un discorso a Washington per denunciare la politica americana del «far niente» rispetto ai cambiamenti climatici. E ha deciso di tornare a puntare sul nucleare. Una coalizione di Verdi e di investitori, Ceres, si è invece data l’obiettivo di sensibilizzare Wall Street sull’effetto serra. E il successo promette di essere straordinario: vi aderiscono già fondi pensione che rappresentano tremila miliardi di dollari di investimenti e orientano sempre più i loro capitali verso imprese attente a limitare le emissioni. Pezzi non da poco della destra e della sinistra politica, parti del mondo degli affari e movimenti della società civile stanno insomma tornando a convergere sulle tecnologie nucleari. Vanno a scontrarsi con opposizioni trentennali, le quali sostengono che la tecnologia è costosa; che ha bisogno di sussidi pubblici perché i privati, da soli, non si avventurano su una strada così accidentata; che il problema dello smaltimento delle scorie non è ancora stato risolto in modo soddisfacente. E che un maggior numero di centrali favorirebbe la proliferazione delle armi nucleari, con vantaggio dell’«asse del male» Iran-Corea del Nord. Il dato di fatto, comunque, è che il nucleare sta tornando tra le scelte possibili. Pochi anni fa, il ministro del petrolio saudita, Ali al-Naimi, sosteneva che «gli idrocarburi rimarranno il combustibile principale del Ventunesimo secolo». Qualche mese fa, ha ridimensionato le sue aspettative e ha detto che «il petrolio dominerà per i prossimi 30-50 anni». Segno che la mappa dell’energia è in pieno cambiamento. Danilo Taino 17 maggio 2005
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Iscritto dal: Oct 2003
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Speriamo che l'onda di buon senso arrivi anche da noi...
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mah, io non ci spererei, purtroppo.
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Non ho niente altro da offrire alle altre persone, se non la mia stessa confusione something cold is creepin' around, blue ghost is got me, I feel myself sinkin' down L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita |
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Iscritto dal: Jan 2005
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese) "Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?" Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia. |
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Iscritto dal: Jan 2003
Città: Roma Status:Coglione
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Ieri sul Neue Zurcher Zeitung am Sonntag il direttore dell’ufficio federale per l’energia della Svizzera consigliava al governo di chiudere gradualmente le sue 4 centrali atomiche, che danno il 40% dell’elettricità, e di sostituirle con centrali a gas.
Allora?
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La mia firma aveva un senso quando la maggior parte dei miei post erano nelle sezioni OT. Ora ne dovrei pensare un'altra. Comunque me la sono messa da una parte con la speranza di poterla ripristinare... |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
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![]() P.s. Le esigenze energetiche di Usa e Svizzera sono ben diverse...
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31 Ultima modifica di FastFreddy : 17-05-2005 alle 15:36. |
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Iscritto dal: Jan 2003
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Iscritto dal: Mar 2004
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Certo se passi al nucleare devi dedicare le tue attenzioni alla salvaguardia delle cnetrali. In usa le centrali nucleari sono aree off-limits, se ti avvicini rischi grosso. Tempo fà arrestarono una troupe televisiva che si era avvicinata troppo a bordo di un gommone. P.S Non penso che si riesca a soddisfare al bisogno energetico degli usa col gas naturale, l'alternativa più economica che hanno è il petrolio, che non è una fonte energetica pulitissima. Che devono fare? Nucleare no? Petrolio no? Date una soluzione voi..
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ Ultima modifica di beppegrillo : 17-05-2005 alle 17:15. |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Roma
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bah..
Largomento su questo forum è trito e ritrito quindi non credo di sia molto da aggiungere sul piano tecnico-scientifico. Sottolineo, come al solito, che i combustibili fossili liquidi-gassosi usati nelle centrali e nelle installazioni fisse sono un vero e proprio "spreco".... Le loro caratteristiche chimico-fisiche li rendono ideali per le applicazioni mobili (auto, aerei, moto...) dove ancora non hanno sostituti possibili. Il nucleare come scelta per questo tipo di installazioni è ottimo specialmente se (come è auspicabile) si prevede un ciclo di riprocessamento del combustibile per il suo massimo sfruttamento.
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I cattivi a volte si riposano, gli imbecilli mai |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 1999
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bisogna vedere le motivazioni della Svizzera.
ad ogni modo c'è anche da dire che sono 7 milioni di persone in un francobollo..il che non è ideale per un sicuro stoccaggio delle scorie. anche se non capisco comunque.
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"Primo Ministro Ombra della Setta dei Logorroici - Quotatore Atipico - Cavaliere della Replica Instancabile" |
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#12 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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Iscritto dal: Jan 2003
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#14 | |
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Iscritto dal: Jan 2003
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
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Però il problema è sempre lo stesso. Il resto del fabbisogno energetico come lo copri? La tentazione di usare il petrolio è fortissima
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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#16 | |
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#17 | |
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Senior Member
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se parliamo di inquinamento non c'è paragone..il nucleare inquina molto meno. se parliamo di morti, i numeri dicono che sono molto più rischiose centrali di altro tipo. è un po come l'aereo, la gente ha più paura perchè in caso di disastro si muore in 300, però è ben più sicuro della macchina.
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#18 | |
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Senior Member
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A breve potrebbe essere il nucleare ma, sopratutto al sud il solare potrebbe essere una buona soluzione, probabilmente sono ignorante in materia ma secondo me si è fatto troppo poco Personalmente sono anche favorevole al nucleare, il problema e capire quanto sarà afidabile il monitoraggio delle centrali, è questo che mi spaventa (in Italia si valuta spesso solo l'aspetto economico) |
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#19 | |
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In condizioni ideali l'inquinamento delle sentrali nucleari è nullo....
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