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Old 23-03-2004, 15:07   #1
shambler1
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A lezione con il telecomando
ALESSANDRO ROBECCHI
Ma tu guarda come va il mondo. Qui finisce che Silvio ce lo faremo spiegare da una adolescente dell'Ohio, Crudelia Moratti da un teenager della Georgia. Dopo il tam-tam mediatico e l'overdose tele-radiofonica del premier e il monologo-vespasiano in seconda serata, la riforma della scuola finisce che ce la spiegano le cronache Usa - avamposto del liberismo - più che l'accalorato eloquio del liftato. Già, perché Silvio l'ha buttata lì senza parere, quasi en passant: Nelle ore di refezione, a scuola, si potrà guardare alla tivù un divertente programma televisivo per imparare l'inglese. Ecco sdoganata la tivù anche nelle scuole, la tivù come educatore, la tivù-supplente. La tivù. Per informazioni si può chiedere a Carlotta Maurer, 14 anni (nel 2001), studentessa di una scuola dell'Ohio, che per il rifiuto di guardare la tivù a scuola, nelle ore di lezione, è finita addirittura in galera. Storia poco edificante, ma vera. Perché negli Usa - come vanta il sito di Channel One -12mila scuole pubbliche (350mila classi, un totale di 8 milioni di alunni dai 6 ai 14 anni) si «formano» assistendo nelle ore di lezione al telegiornale per ragazzi prodotto dal Network «educativo» privato. Ogni dieci minuti di «lezione», due minuti di pubblicità, un affarone per le scuole (un telecomando costa pur sempre meno di un docente) e per il Network (otto milioni di spettatori obbligati sono un bel pacco di dollari di spot); un furto di sapere e dignità per i bimbi ipnotizzati dalla tivù. Fu così che Carlotta Maurer, 14 anni, fece il suo gesto di ribellione, uscendo dall'aula una bella mattina, dicendo che a vedere la tivù e a chiamare tutto questo scuola non ci stava. Grande preoccupazione delle gerarchie dell'istituto, allarme per il ribellismo adolescente e misure drastiche: un po' per ammonimento e un po' per punizione, Carlotta passò la giornata al Wood County Juvenile Detention Center, riformatorio della contea, insomma in galera.
Inutile dire che Carlotta è diventata una specie di simbolo, la punta di lancia della protesta, un «caso clamoroso». Per quanto, a dirla tutta, sembra un «caso» ancor più clamoroso e terrificante che otto milioni di marmocchi americani della scuola pubblica (quel che ne resta) siano educati dalla tivù. Tornando a casa nostra, non si fatica a capire che il maggior beneficiario del mercato pubblicitario - incidentalmente anche capo del governo - sia favorevole alla televisione che insegna l'inglese (e l'impresa? E l'informatica? Si torna sempre alle tre I di Berlusconi: I soldi, I soldi, I soldi).

Ma il problema liberista con la scuola pubblica è proprio questo: è una cosa che deve dare, e non prende niente. Eppure la scuola di cose da vendere ne ha. Per esempio - come spiegano i pubblicitari americani - ha un bene inestimabile: l'accesso agli studenti. Un mercato interessante, immenso, un prorompente serbatoio di consumi. Diciamo la verità: nel clima attuale di smantellamento generalizzato del pubblico, qualcuno si scandalizzerebbe se una grande impresa donasse computer a una scuola? Se sul tappetino del mouse ci fosse il nome del gentile sponsor? Se il libro di testo te lo regalano, puoi sopportare che in copertina ci sia la pubblicità dei fiocchi d'avena, o le facce delle star di Fox tv? Se con i tuoi ditini incerti impari a contare due più due, ti secca proprio farlo con le caramelle Tootsie Roll? Esilarante il caso di bibite e merendine: piani decennali consentono alle scuole di incassare milioni di dollari assicurando la distribuzione di coca-cola. Contratti che contemplano anche sostanziosi bonus in caso di incremento delle vendite, per cui si assiste allo spettacolo di presidi e professori che caldeggiano l'uso di bibite gassate, anche in classe, che piazzano meglio i distributori, che ammaestrano gli alunni a un filo-aziendalismo sospeso tra il ridicolo e il talebano. Anche questa piaga ha il suo piccolo eroe, ovvio. Mike Cameron, 17 anni (nel `9 decise che non era per niente contento di celebrare al suo liceo - la Greenbrier High School di Evans, in Georgia - il coke-day, la giornata dedicata allo sponsor, in cui tutti, studenti e insegnanti, cantano le lodi delle bollicine che cacciano i soldi per la scuola. E' una cosa che fa un po' Corea del Nord, se ci pensate, e Mike non ci sta, va a scuola con una maglietta della Pepsi e viene espulso. Un caso da manuale su come rendere privata la scuola pubblica. Un manuale che forse Silvio & Crudelia hanno studiato per bene.
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Old 23-03-2004, 15:13   #2
kaioh
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ma è vero?fonti plz

Mi ricordo una puntata dei simpson in cui lisa si rifiutò di mangiare la carne della mensa perché vegetariana ed il preside obbligò tutti ad un lavaggio mentale ........... non credevo che la realtà fosse peggiore .......
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I love FireFox 0.8 ......bye bye Internet Explorer. Since Nov-2003
Lo so bene che è uscita l'ultima versione ! Ricordatevi di fare il backup della cartella di configurazione dopo ogni modifica, o almeno una volta al mese, sia di Firefox che Thunderbird.
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Old 23-03-2004, 15:28   #3
shambler1
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http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...004/art11.html

Samu avrebbe fatto condannare al carcere a vita l'orrendo criminale bolscevico che ha fatto dispiacere la cocacola.
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Old 23-03-2004, 15:37   #4
kaioh
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manifesto...., pensavo all'espresso

http://www.google.com/search?hl=en&l...=Google+Search
http://www.theroc.org/updates/pepsi.htm

questo criminale ha osato mettersi vicino al logo della coca cola indossando la maglietta della pepsi nel momento in cui facevano la foto per il coca cola day. Sospeso per un giorno. ,anche io preferiso la pespsi.
__________________
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Lo so bene che è uscita l'ultima versione ! Ricordatevi di fare il backup della cartella di configurazione dopo ogni modifica, o almeno una volta al mese, sia di Firefox che Thunderbird.
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Old 23-03-2004, 15:51   #5
shambler1
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Ahò, te lo rispiego: noi volemo magnà e i reghezzini se devono da sentì li spot pubblicitari pure a skola.
E mica potemo morì de fame!
E se nu se li vonno sentì je aprimo rculo!
Tiè, guarda che scarpe che me sò comprato, l'ho pagate quattro mila euri. Le tengo pe dù giorni poi le butto. Namo a magnà che ciò naltra idea...
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Old 23-03-2004, 16:46   #6
LightIntoDarkness
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... vi consiglio "No Logo" di Naomi Klein, che contiene queste 2 più migliaia di altri riferimenti.
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Old 23-03-2004, 16:52   #7
SaMu
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Originariamente inviato da shambler1
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...004/art11.html

Samu avrebbe fatto condannare al carcere a vita l'orrendo criminale bolscevico che ha fatto dispiacere la cocacola.
Vuoi anche un mio pupazzetto da appendere allo specchietto in macchina?
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Old 23-03-2004, 16:53   #8
Nicky
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Originariamente inviato da SaMu
Vuoi anche un mio pupazzetto da appendere allo specchietto in macchina?
Uhm con degli spilloni per i riti wodoo non sarebbe male
__________________
Guarda....una medusa!!!
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Old 23-03-2004, 16:54   #9
shambler1
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Originariamente inviato da SaMu
Vuoi anche un mio pupazzetto da appendere allo specchietto in macchina?
Facciamo cosi: io bacio il pupazzetto per un'ora al giorno e tu mi corrispondi un corrispettivo mensile di 5000 euro.
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Old 23-03-2004, 16:55   #10
SaMu
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Re: Pubblicità non occulta e obbligatoria

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Originariamente inviato da shambler1
E' una cosa che fa un po' Corea del Nord, se ci pensate, e Mike non ci sta.
Shambler hai visto al TG le immagini degli americani sui gommoni che tentano di attraversare il Pacifico per scappare in Corea del Nord?

Impressionanti!
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Old 23-03-2004, 16:57   #11
SaMu
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Originariamente inviato da shambler1
Facciamo cosi: io bacio il pupazzetto per un'ora al giorno e tu mi corrispondi un corrispettivo mensile di 5000 euro.
Bravo finalmente hai capito la dura logica del profitto.

Però se lo fai baciare da qualche ragazza è più contento (il pupazzetto).
SaMu è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-03-2004, 16:58   #12
shambler1
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Facciamo 6000 euro. I prezzi sono aumentati.
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Old 23-03-2004, 17:00   #13
Nicky
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Originariamente inviato da shambler1
Facciamo 6000 euro. I prezzi sono aumentati.
Fai pure 10.000, se no a che serve il libero mercato?
__________________
Guarda....una medusa!!!
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Old 23-03-2004, 17:01   #14
shambler1
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Posso subappaltare lo sbaciucchio a qualcuno ,magari un polacco, per 100 euro al mese.
Costui deve gridare ( tra un bacio e l'altro) "viva il mio padrone vestito bene eccellenza,morte a chi scarica gli mp3".
Altrimenti gli facciamo l'embargo.
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Old 23-03-2004, 17:05   #15
shambler1
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Ahò e damme 15 mila euro ,sennò come faccio a magnà? Mo se vennemo li reni del polacco, cosi quarcosa arzamo ,finchè sto boiaccia se decide a pagacce.
Ahò, er polacco stà a scappà! Piatelo mortacci sua, che se crede che ce stà ancora er communismo? Io me vojo venne li reni sua e me li venno!
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Old 23-03-2004, 17:06   #16
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Re: Pubblicità non occulta e obbligatoria

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A lezione con il telecomando
ALESSANDRO ROBECCHI
Ma tu guarda come va il mondo. Qui finisce che Silvio ce lo faremo spiegare da una adolescente dell'Ohio, Crudelia Moratti da un teenager della Georgia. Dopo il tam-tam mediatico e l'overdose tele-radiofonica del premier e il monologo-vespasiano in seconda serata, la riforma della scuola finisce che ce la spiegano le cronache Usa - avamposto del liberismo - più che l'accalorato eloquio del liftato. Già, perché Silvio l'ha buttata lì senza parere, quasi en passant: Nelle ore di refezione, a scuola, si potrà guardare alla tivù un divertente programma televisivo per imparare l'inglese. Ecco sdoganata la tivù anche nelle scuole, la tivù come educatore, la tivù-supplente. La tivù. Per informazioni si può chiedere a Carlotta Maurer, 14 anni (nel 2001), studentessa di una scuola dell'Ohio, che per il rifiuto di guardare la tivù a scuola, nelle ore di lezione, è finita addirittura in galera. Storia poco edificante, ma vera. Perché negli Usa - come vanta il sito di Channel One -12mila scuole pubbliche (350mila classi, un totale di 8 milioni di alunni dai 6 ai 14 anni) si «formano» assistendo nelle ore di lezione al telegiornale per ragazzi prodotto dal Network «educativo» privato. Ogni dieci minuti di «lezione», due minuti di pubblicità, un affarone per le scuole (un telecomando costa pur sempre meno di un docente) e per il Network (otto milioni di spettatori obbligati sono un bel pacco di dollari di spot); un furto di sapere e dignità per i bimbi ipnotizzati dalla tivù. Fu così che Carlotta Maurer, 14 anni, fece il suo gesto di ribellione, uscendo dall'aula una bella mattina, dicendo che a vedere la tivù e a chiamare tutto questo scuola non ci stava. Grande preoccupazione delle gerarchie dell'istituto, allarme per il ribellismo adolescente e misure drastiche: un po' per ammonimento e un po' per punizione, Carlotta passò la giornata al Wood County Juvenile Detention Center, riformatorio della contea, insomma in galera.
Inutile dire che Carlotta è diventata una specie di simbolo, la punta di lancia della protesta, un «caso clamoroso». Per quanto, a dirla tutta, sembra un «caso» ancor più clamoroso e terrificante che otto milioni di marmocchi americani della scuola pubblica (quel che ne resta) siano educati dalla tivù. Tornando a casa nostra, non si fatica a capire che il maggior beneficiario del mercato pubblicitario - incidentalmente anche capo del governo - sia favorevole alla televisione che insegna l'inglese (e l'impresa? E l'informatica? Si torna sempre alle tre I di Berlusconi: I soldi, I soldi, I soldi).

Ma il problema liberista con la scuola pubblica è proprio questo: è una cosa che deve dare, e non prende niente. Eppure la scuola di cose da vendere ne ha. Per esempio - come spiegano i pubblicitari americani - ha un bene inestimabile: l'accesso agli studenti. Un mercato interessante, immenso, un prorompente serbatoio di consumi. Diciamo la verità: nel clima attuale di smantellamento generalizzato del pubblico, qualcuno si scandalizzerebbe se una grande impresa donasse computer a una scuola? Se sul tappetino del mouse ci fosse il nome del gentile sponsor? Se il libro di testo te lo regalano, puoi sopportare che in copertina ci sia la pubblicità dei fiocchi d'avena, o le facce delle star di Fox tv? Se con i tuoi ditini incerti impari a contare due più due, ti secca proprio farlo con le caramelle Tootsie Roll? Esilarante il caso di bibite e merendine: piani decennali consentono alle scuole di incassare milioni di dollari assicurando la distribuzione di coca-cola. Contratti che contemplano anche sostanziosi bonus in caso di incremento delle vendite, per cui si assiste allo spettacolo di presidi e professori che caldeggiano l'uso di bibite gassate, anche in classe, che piazzano meglio i distributori, che ammaestrano gli alunni a un filo-aziendalismo sospeso tra il ridicolo e il talebano. Anche questa piaga ha il suo piccolo eroe, ovvio. Mike Cameron, 17 anni (nel `9 decise che non era per niente contento di celebrare al suo liceo - la Greenbrier High School di Evans, in Georgia - il coke-day, la giornata dedicata allo sponsor, in cui tutti, studenti e insegnanti, cantano le lodi delle bollicine che cacciano i soldi per la scuola. E' una cosa che fa un po' Corea del Nord, se ci pensate, e Mike non ci sta, va a scuola con una maglietta della Pepsi e viene espulso. Un caso da manuale su come rendere privata la scuola pubblica. Un manuale che forse Silvio & Crudelia hanno studiato per bene.
uhmmm
ed io che alle superiori ogni tanto vedevo i documentari di scienze o le videocassette in inglese devo considerarmi infetto ?
/\/\@®¢Ø è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-03-2004, 17:07   #17
flisi71
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Se la notizia fosse vera, allora siamo davvero raschiando il fondo del barile.


Ciao

Federico
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Old 23-03-2004, 17:17   #18
cerbert
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Re: Re: Pubblicità non occulta e obbligatoria

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Originariamente inviato da /\/\@®¢Ø
uhmmm
ed io che alle superiori ogni tanto vedevo i documentari di scienze o le videocassette in inglese devo considerarmi infetto ?
Marco è "l'ogni tanto" (quasi sempre depurato della pubblicità, per di più) che fa la differenza.

Abbiamo delle crisi di nervi collettive quando "si suppone" che a causa di un videogame un ragazzo sia uscito di boccino e "con l'altra mano", sottoponiamo i ragazzi a massicce dosi di "realtà mediata".

La psicologia cognitiva avrebbe un paio di cose da dire sui rischi ENORMI che questo comporta nella formazione della persona.

P.S.: LO VOGLIO ANCH'IO IL PUPAZZETTO DI SAMUUUUUUUU!!!!!!!
__________________
Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e Bradley Manning.
Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia...
cerbert è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-03-2004, 17:20   #19
Nicky
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Originariamente inviato da /\/\@®¢Ø
uhmmm
ed io che alle superiori ogni tanto vedevo i documentari di scienze o le videocassette in inglese devo considerarmi infetto ?
A noi a scuola raramente facevano vedere la tv e comunque mai in "tempo reale".
I professori registravano un programma interessante in modo che la pubblicità potesse essere tagliata preventivamente o per poter mandare avanti.
Comunque la cosa grave è una bambina che viene arrestata perchè si rifiuta di vedere la tv
Al massimo una bella nota ai genitori...
__________________
Guarda....una medusa!!!
Nicky è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 23-03-2004, 17:25   #20
shambler1
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Una bella nota ai genitori? E perchè? Sarebbe come se si fosse rifiutata di ingurgitare una moderata dose di stricnina . Sempre di abuso si tratta anche se abuso legalizzato.
shambler1 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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