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Old 09-12-2009, 22:57   #1
Dream_River
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Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
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Brunetta funziona!

Analizzando un modello sulla base dei dati raccolti presso una pubblica amministrazione del Sud i due autori concludono che l’introduzione della legge ha ridotto le assenze di circa il 45-50%
Oggi la Cgil organizza una manifestazione contro la riforma Brunetta, intitolata “Brunetta non funziona”. I dati dicono il contrario: lo dimostrano Maria De Paola e Vincenzo Scoppa, economisti presso l’Università della Calabria, nel Focus dell’Istituto Bruno Leoni, “Gli effetti della legge 133/2008 sull’assenteismo dei dipendenti pubblici: un caso studio” (PDF).

De Paola e Scoppa hanno costruito un modello sulla base dei dati raccolti presso una pubblica amministrazione del Sud. Scrivono: “Dall’analisi emerge che l’introduzione della legge ha ridotto le assenze di circa il 45-50% (a seconda della specificazione adottata) rispetto all’anno 2007. L’impatto è stato fin dal primo trimestre molto forte e non sembra si sia verificata una riduzione dell’effetto nei trimestri successivi”.

Il Focus di Maria De Paola e Vincenzo Scoppa, “Gli effetti della legge 133/2008 sull’assenteismo dei dipendenti pubblici: un caso studio”, è liberamente scaricabile qui: (PDF).


http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8616

I miei complimenti al ministro
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier)
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Old 09-12-2009, 22:58   #2
tdi150cv
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fonte
nazifascicattocomunista
impossibile
il rotolo !
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Old 09-12-2009, 23:20   #3
first register
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Eh?? vi accontentate di poco...

Quote:
in un recente lavoro1 siamo stati in grado di effettuare un’analisi accurata dell’impatto prodotto dalla legge 133/2008 sulle assenze per malattia. Poiché si tratta di dati relativi ad una sola amministrazione pubblica (non compresa tra quelle che stanno fornendo informazioni per il monitoraggio del Ministero) intendiamo avvertire che i nostri risultati sono difficilmente generalizzabili all’intero settore pubblico.
Il nostro campione comprende circa 860 dipendenti di cui conosciamo i giorni di assenza per ogni trimestre e alcune caratteristiche individuali
va bene ok, lo studio si focalizza sulla riduzione delle assenze di 860 dipendenti pubblici di un amministrazione del sud Italia.


Quote:
Dalla nostra analisi emerge, pertanto, che la Legge 133/2008 è stata efficace nel ridurre il numero di assenze dei dipendenti pubblici. Anche se non è possibile con i dati a disposizione stabilire se questo effetto si è tradotto in un incremento di produttività, la riduzione dell’assenteismo rappresenta comunque un punto di partenza per il miglioramento dei servizi offerti della Pubblica Amministrazione.
(epic.... )

Quote:
l’IBL mira ad orientare il processo decisionale, ad informare al meglio la pubblica opinione, a crescere una nuova generazione di intellettuali e studiosi sensibili alle ragioni della libertà.
Non sono comunisti...

Complimenti al ministro Brunetta. Dico sul serio.
Speriamo che il governo berlusconi sparisca e che in italia ci sia finalmente spazio per le riforme importanti.






http://brunoleonimedia.servingfreedo...pa-DePaola.pdf
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Old 09-12-2009, 23:34   #4
afterburner
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Quote:
Analizzando un modello sulla base dei dati raccolti presso una pubblica amministrazione del Sud i due autori concludono che l’introduzione della legge ha ridotto le assenze di circa il 45-50%
Se lo studio si basa sulle strisciate di badge dei dipendenti, ho visto un servizio di striscia la notizia proprio stasera a riguardo.
Credo non si sia ridotto il numero di assenze ma e' aumentato il numero medio di badge strisciati dal singolo dipendente
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Old 10-12-2009, 00:50   #5
dantes76
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al sud??? devo prendere i dati della sicilia?
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Old 10-12-2009, 00:54   #6
Xspazz
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Se lo studio si basa sulle strisciate di badge dei dipendenti, ho visto un servizio di striscia la notizia proprio stasera a riguardo.
Credo non si sia ridotto il numero di assenze ma e' aumentato il numero medio di badge strisciati dal singolo dipendente
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Old 10-12-2009, 01:01   #7
aeterna
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al sud??? devo prendere i dati della sicilia?

oh ce ne fosse una che mai te andasse bene.
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Old 10-12-2009, 01:06   #8
dantes76
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oh ce ne fosse una che mai te andasse bene.
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Pa siciliana bocciata in trasparenza
di Pierangelo Bonanno

I risultati del monitoraggio a campione del ministero per la Pubblica amministrazione. Dalla Regione solo il dato sulle assenze. Ieri è scaduto il termine ultimo per adempiere alle previsioni dell’art.21 della legge n. 69 del 2009

Tags: Pa, Trasparenza

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PALERMO - Nel giugno scorso, grazie alla legge n. 69/2009, si è raggiunta una tappa ulteriore nel percorso avviato della Pubblica amministrazione verso il raggiungimento di una concreta trasparenza.
In particolare, l’art. 21 al primo comma, della stessa legge, pone l’obbligo per tutte le Pubbliche Amministrazioni di pubblicare sui propri siti Internet i curricula vitae, recapiti e retribuzioni annuali dei dirigenti, nonché i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.
A distanza di tre mesi il ministero della Pubblica amministrazione e l’innovazione ha effettuato un primo monitoraggio su tutti i Ministeri e tutte le Regioni nonché su un campione di Enti locali ed altre Pubbliche Amministrazioni.
Questa prima verifica ritrae un quadro regionale con poca “sensibilità” verso il Cittadino ed il Suo bisogno di partecipazione alla vita delle istituzioni.

La Regione Siciliana non è annoverabile tra gli esempi virtuosi.
In particolare, al due settembre, data del rilevamento effettuato dal ministero della Pubblica amministrazione, la Sicilia ha adempiuto al solo impegno relativo alle assenze, tralasciando di comunicare i dati della dirigenza regionale riferiti alle retribuzioni ed ai curricula.
La stessa legge pone come obbligo la necessità di dare evidenza dei dati rilevati periodicamente sui siti web delle Regioni, ma tale strumento, ad oggi, in Sicilia non è stato realizzato.

Tra le città analizzate sono presenti Palermo e Catania, che risultano tra le più scrupolose nell’applicazione delle disposizioni sulla trasparenza della legge voluta dal ministro Brunetta, anche se Catania, non ha ancora riportato il dato delle assenze.
Lo stesso ministro con una sua Circolare ha precisato che il termine ultimo per adempiere alle previsioni dell’art.21 della legge 69 del 18 giugno 2009 era ieri giorno 15 Settembre.

La Sicilia nei mesi passati ha avviato delle iniziative, che appaiono distanti da tale “superficialità”, grazie alle quali il sito istituzionale della regione, www.regione.sicilia.it, è stato posto al centro nel rapporto tra istituzioni e cittadini.
È utile ricordare che dal 1° gennaio 2009 è stata istituita, all’interno del sito web istituzionale della Regione siciliana, un area dedicata al sistema di pubblicità unificata degli incarichi di collaborazione e di consulenza.

In particolare, la legittimazione giuridica di tale iniziativa è legata alla direttiva regionale, del 27 Novembre 2008, emanata dall’allora assessore regionale alla Presidenza, Giovanni Ilarda, con oggetto la necessità di sottoporre a pubblicità gli incarichi di collaborazione e di consulenza assegnati dall’Amministrazione regionale, anche se la stessa circolare non pone alcun obbligo circa la pubblicità dei curricula dei consulenti.

Analizzando, invece, la sezione dedicata al monitoraggio delle assenze, presente sul sito regionale è rilevabile il suo mancato aggiornamento in modo costante, tanto che i dati sono relativi ad Aprile 2009.
In particolare, i grafici riportati sulla sezione del sito evidenziano diversi dati elaborati con criteri differenti.
Nel dettaglio il primo confronta, a distanza di un anno, i dati, per ciascun mese, evidenziando un trend virtuoso indicante una costante diminuzione delle assenze, confermato dalla scheda relativa alla comparazione dei dati tra Maggio 2008 e ciascuno dei mesi successivi.
Certamente il rilevamento, oltre ad essere datato, quindi poco attendibile sull’evoluzione delle assenze all’interno dell’amministrazione regionale, non distingue i dati relativi al sistema dirigenziale da quelli degli impiegati.

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Cosa recita l’articolo 21 della legge “Brunetta” legge 18 giugno 2009 n. 69

Trasparenza sulle retribuzioni dei dirigenti e sui tassi di assenza e di maggiore presenza del personale
1. Ciascuna delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ha l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet le retribuzioni annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, con lo stesso mezzo, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2009

Quote:
Trasparenza, Sicilia pecora nera
di Maria Francesca Fisichella

Consulenze. Obbligo di pubblicazione (D. lgs. 165/01).

Anagrafe prestazioni. Il ministero Pubblica Amministrazione rende consultabili, per la prima volta, gli elenchi delle amministrazioni del comparto Sanità inadempienti.

Corte dei Conti Sicilia. I magistrati contabili lamentano in Sanità l’assenza di adeguati strumenti di rilevazione dei dati, e la necessità di prestar fede alla buona regola dell’evidenza pubblica.

Tags: Pa, Trasparenza

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PALERMO - Le amministrazioni pubbliche sono tenute a comunicare semestralmente al Dipartimento della Funzione pubblica, per via telematica, l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza, con l’indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare dei compensi corrisposti (c.14 dell’art. 53 Dlgs. 165/01).

Il ministero per Pubblica Amministrazione e l’Innovazione lo ricorda rendendo consultabili, per la prima volta, gli elenchi delle amministrazioni del comparto Sanità inadempienti rispetto alla comunicazione dovuta all’Anagrafe delle Prestazioni dal responsabile del procedimento di ciascun amministrazione, tramite il sito www.anagrafeprestazioni.it, circa gli incarichi di consulenza e collaborazione esterna conferiti nel 2008.
La documentazione, aggiornata ai dati in possesso dell’Anagrafe al 7 settembre 2009, si trova nella sezione “Operazione trasparenza” del sito del Ministero.

Emerge, così, dall’analisi dei dati 2008 che solo il 65,41 per cento delle amministrazioni del Ssn (il cui elenco completo è presente sul sito del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali) ha fatto fronte agli obblighi dettati dalla legge e, inoltre una su quattro è siciliana. Manca all’appello il 34,59 per cento delle amministrazioni con la mancata comunicazione dei dati.
Se qualche fraintendimento ci può essere nel termine “incarichi” la legge lo chiarisce: Gli incarichi che debbono essere comunicati all’Anagrafe delle prestazioni sono (circolare Dfp n. 5/2006): Tutti gli incarichi di collaborazione affidati ai sensi dell’art.7, comma 6, del Dlgs. 165/2001 sia occasionali che coordinate e continuative, a prescindere dal contenuto della prestazione; tutti gli incarichi di collaborazione conferiti a persone fisiche essendo la norma inserita nell’ambito dell’art. 53 del Dlgs. 165/2001”.




La Corte dei conti Sicilia (nel Rendiconto generale della Regione siciliana sul Dpef 2010-2013) accenna alle difficoltà incontrate nell’attività di controllo sulla sanità regionale per via dell’assenza di adeguati strumenti di rilevazione dei dati, ed ancora alla necessità di prestar fede alla buona regola dell’evidenza pubblica. Ebbene, le osservazioni della Corte dei conti, espresse in quella sede, trovano conferma nei dati pubblicati dal ministero della Pa, perché la Sicilia in materia di trasparenza è tra le più inadempienti, nonostante la norma al comma 15 dell’art. 53 Dlgs. 165/01 prevede che le amministrazioni che omettono gli adempimenti di comunicazione, non possano conferire nuovi incarichi fino a quando non abbiano adempiut . I dati pubblicati sugli elenchi raccontano la situazione sul nostro territorio. Nell’elencazione delle strutture del Ssn ci sono anche le Agenzie regionali di protezione dell’Ambiente. Solo quelle di quattro regioni non hanno comunicato le consulenze e tra queste c’è la Sicilia. Sul territorio nazionale, però, non mancano dati apprezzabili, come quelli riconducibili alla Regione Sardegna, al Friuli Venezia Giulia, al Molise, al Piemonte, alle Province autonome di Trento e Bolzano, al Veneto, all’Umbria.

Il documento analizza due aspetti: la sintesi sui dati aggiornati per l’anno 2008 e l’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale, per gli anni 2006 e 2007. L’analisi, inoltre, è rivolta tanto al Servizio sanitario nazionale che alle Aziende sanitarie locali.
La mancata comunicazione dei dati, in questa sede riferita alla Sicilia, può essere dovuta, dunque, a tre eventualità: non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione; omessa dichiarazione; trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare n.198 del 31 maggio 2001. La circolare prevede, infatti, come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati. L’obiettivo di “Uniformare i dati” riporta ancora una volta ad una recente osservazione della Corte dei conti all’interno della relazione del Dpef 2010-2013 e cioè che le informazioni raccolte - sul settore sanità - “hanno scontato la disomogeneità nella costruzione degli aggregati”.

Articolo pubblicato il 23 ottobre 2009


Quote:
Capoluoghi campioni d’inefficienza
di Francesco Torre

Enti locali. Macchina amministrativa la gestione e i risultati.

Paragone. Le tre aree metropolitane siciliane comparate con città del Nord simili per numero di abitanti: Genova, Venezia e Verona. Due modi assai diversi di spendere le risorse pubbliche.

Dipendenti. I Comuni siciliani presi in esame hanno in organico circa 3000 dipendenti in più rispetto ai centri del Settentrione, dove i servizi resi ai cittadini sono di gran lunga migliori.

Tags: Enti Locali

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PALERMO - Competitivi? Tutt’altro. Efficienti? Per niente. Spendaccioni? Pure troppo.
Una conclusione amara, quella che emerge dal confronto fra i bilanci dei tre Comuni metropolitani della Sicilia (Palermo, Catania e Messina) e quelli di città settentrionali con lo stesso numero di abitanti (Genova, Venezia e Verona).
La prossima volta che sentirete un sindaco lamentarsi per il pessimo stato di salute delle casse comunali, non credetegli. Come dimostrano i dati, le risorse ci sono, ma vengono amministrate male: troppo personale, investimenti con il contagocce e scarsa capacità di riscuotere i tributi sono i tre mali che attanagliano i nostri Comuni.

Si ricorre a mutui e prestiti perché incapaci di introitare in altro modo risorse, e si finisce per indebitare gli enti pubblici e garantire servizi di serie B. Questa l’analisi impietosa, atto d’accusa nei confronti della classe politica e dirigenziale isolana, che deriva dall’osservazione dei rendiconti 2008 dei tre maggiori comuni capoluogo siciliani (Messina, Catania e Palermo) messi a confronto con gli omologhi conti consuntivi delle cosiddette “Tre gemelle del Nord” (Verona, Venezia e Genova). E i numeri non sbagliano.

Due milioni e 346 mila euro, questo è quanto costa in totale far funzionare la complessa macchina dei tre enti pubblici siciliani. Una cifra troppo alta? No, perché i Comuni del Nord che per estensione ed esigenze del territorio, densità e numero di abitanti sono assimilabili a quelli nostrani spendono quasi 400 milioni in più. Si potrebbe obiettare: ma almeno offrono ai cittadini servizi di serie A, per esempio nel settore dei trasporti, così come in quello della raccolta dei rifiuti e della manutenzione degli spazi verdi, come dimostrano tutte le classifiche sulla qualità della vita, tra cui Ecosistema 2009, graduatoria recentemente apparsa sul Sole 24 Ore che piazza i nostri comuni agli ultimi posti in Italia per la quasi totalità dei servizi offerti dai comuni. Obiezione accettata, dunque. Ma c’è di più. Perché pressoché tutta la cifra che Verona, Venezia e Genova spendono in più rispetto alle tre “big cities” siciliane, la investono in opere pubbliche e infrastrutture, laddove nei nostri comuni le cosiddette “spese per investimenti” sono una delle ultime voci di bilancio.



Le differenze? Abissali. Mentre Messina spende per gli investimenti 19 milioni di euro l’anno, Verona ne spende 58, mentre Catania investe addirittura meno di 19 milioni, Venezia mette sul tavolo per l’ammodernamento della città quasi sette volte tanto, 133 milioni. Pure Palermo, che è pure l’unica delle siciliane ad investire più denari, 98 milioni di euro, nel confronto con Genova viene stracciata: quest’ultima si lancia direttamente nella competizione nazionale ed internazionale con 247 milioni di investimenti, pari a circa il 22% del proprio bilancio totale, laddove le percentuali di investimento delle siciliane sono 4% (Messina), 2% (Catania) e 10% (Palermo). Morale della favola? I Comuni del Nord si proiettano nel futuro, cercando di risolvere i problemi e creando le condizioni economiche e sociali per essere competitivi con le altre realtà locali del paese e dell’Europa. I nostri Comuni, al contrario, sono bloccati, ingolfati, non riescono a guardare avanti, ad avere un’idea di sviluppo.

I motivi? I politologi qui potrebbero sbizzarrirsi, e non solo loro. Si potrebbe evocare un certo “gattopardismo”, la tentazione a non cambiare mai nulla, ad essere conservatori fino alla morte, ma allo stesso tempo appare evidente la mancanza di preparazione specifica della nostra classe politica, per non dire di quella dirigenziale, e ricordare – per esempio – come in tutte le classifiche sulle università italiane i nostri atenei risultino sempre tra i peggiori. Ma noi abbiamo osservato solo i rendiconti, e certe considerazioni le lasciamo al lettore. D’altra parte, i numeri ci raccontano una realtà ben interpretabile. Ci dicono, come primo fattore, che i nostri Comuni hanno troppi dipendenti, circa 3.000 in più dei comuni del Nord. Che costano, e sottraggono risorse.

Ci dicono, poi, e ce lo ricordano da 15 anni tutti gli esponenti della Lega Nord, che gli enti pubblici meridionali sono per certi versi dei “parassiti” nei confronti degli enti sovracomunali (principalmente Stato e Regioni), abituati a logiche assistenziali che vedono il totale dei trasferimenti dei tre comuni siciliani arrivare a 962 milioni di euro, ovvero superare di 269 milioni il totale dei trasferimenti delle tre “gemelle del Nord”. Con quali conseguenze? Una, principalmente.
L’adozione della solita logica del “paga pantalone”, e pressoché nessun impegno nel recupero “in house” delle risorse necessarie al mantenimento dello status quo e allo sviluppo del territorio.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2009

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Quote:
Se le casse sono disastrate la colpa è di chi le gestisce
di Francesco Torre

Tags: Enti Locali

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Palermo - Lo Stato dimentica le nostre città? La Regione non le sostiene? Tutte bufale. Almeno per quanto riguarda i fondi ordinari. Perché dal confronto tra le 3 “big cities” siciliane e le “gemelle” del Nord emerge tutt’altro scenario. Al Comune di Palermo, ad esempio, Stato, Regione e Provincia trasferiscono in un anno 490 milioni di euro e passa, ovvero il 50% esatto di tutti gli incassi municipali. Il Comune di Genova, al contrario, di trasferimenti ne vede arrivare molti di meno 388 milioni, ed essi costituiscono solo 1/3 delle entrate generali dell’ente pubblico. E lo stesso succede per Catania e Messina, con l’unica differenza che il dato 2008 del comune etneo è “drogato” da un trasferimento statale di oltre 100 milioni di euro (legati alla concessione dei noti 140 mln € da parte del Governo nazionale con fondi Cipe), trasferimento peraltro ancora non arrivato e il cui inserimento in bilancio ha provocato un attivo (presunto) di 125 milioni. Misteri contabili. Ma non si dica che le nostre città siano abbandonate da tutti. Perché se lo sono, abbandonate, lo sono soltanto da chi le amministra.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2009


Quote:
Assenteismo in Comune, un'ora su tre pagata a vuoto

Assenteisti irriducibili. È il verdetto dei dati raccolti dal Comune su un nutrito gruppo di suoi dipendenti. Qualche esempio: i 15 dipendenti dell'ufficio Fitti passivi, negli ultimi quattro mesi 2008, si sono assentati per il 32 per cento delle ore lavorative. Mentre le insegnanti delle materne e degli asili nido comunali sono delle vere stakanoviste, con una percentuale d'assenza di appena il 7 per cento

di Antonio Fraschilla



L'assessore al bilancio Sebastiano Bavetta e il sindaco Diego Cammarata
I 15 dipendenti che lavorano nell´ufficio dei Fitti passivi, negli ultimi quattro mesi del 2008, si sono assentati per il 32 per cento delle ore lavorative. Un record di poco superiore a quello dei 32 dipendenti dell´ufficio di Staff della ragioneria generale, che si sono assentati per il 30,8 per cento delle ore di lavoro che sulla carta dovevano fare. Mentre le insegnanti delle scuole materne e degli asili nido comunali sono delle vere e proprio stakanoviste, con una percentuale d´assenza, sulle ore da contratto, di appena il 7 per cento. Il Comune di Palermo ha pubblicato ieri i dati sulle presenze nell´ultimo quadrimestre dello scorso anno, come prevede la legge Brunetta sulla trasparenza, ed ecco la classifica degli uffici che lavorano meno. Nei primi posti tra i settori con il maggiore tasso d´assenza per ore lavorate, dopo il servizio Fitti passivi e lo staff della ragioneria generale, si piazzano i 26 dipendenti dello Sportello unico delle Attività produttive, che se in quattro mesi avrebbero dovuto lavorare per 16.500 ore, in realtà sono stati dietro la loro scrivania per 11.500 ore, registrando un tasso d´assenza del 29,2 per cento. Al quarto posto nella classifica dei dipendenti che hanno lavorato meno, secondo i dati pubblicati dal Comune, ci sono i 35 dipendenti dell´ufficio della Protezione civile, seguiti dai colleghi dell´ufficio Sanatorie e contenzioso del settore Interventi abitativi che in quattro mesi, su 7 mila ore di lavoro, ne hanno saltate quasi 2 mila: il che significa che hanno registrato un tasso d´assenza del 27,4 per cento.

Che il Comune non s´impegni molto nella lotta all´evasione, lo dimostra anche il fatto che i dipendenti del settore Tarsu, ad esempio, sono quelli che hanno percentuali di ore non lavorate del 26,9 per cento, piazzandosi nella top ten degli uffici con meno presenze, come i compagni di stanza dello staff del settore tributi che hanno passato a casa, in quattro mesi, il 25 per cento delle ore che invece doveva trascorrere sulla sedia da lavoro. Non va meglio inoltre tra i comunali distaccati nei Consigli di quartiere, che da anni aspettano di ottenere dalle deleghe operative da parte dell´amministrazione centrale e ad oggi non hanno di fatto alcun potere: tassi record d´assenza hanno raggiunto la terza, quarta e ottava circoscrizione, tutte con il 25 e il 24 per cento di ore non lavorate su quelle che invece i dipendenti dovevano fare. E i vigili urbani? Non sono tra i maggiori assenteisti del Comune. I 464 caschi bianchi hanno raggiunto il 20,7 per cento di ore d´assenze: per la precisione hanno saltato 58.900 ore di lavoro, e sono rimasti in servizio per 223 mila ore. Anche se, di queste ore, la gran parte le hanno passate dietro una scrivania e non in strada, visto che per le vie della città sono assegnati appena 98 caschi bianchi.




Intorno al 20 per cento delle ore passate fuori dall´ufficio si segnalano anche i dipendenti degli uffici Ambiente e i 29 comunali dello staff risorse umane, cioè quelli che hanno elaborato proprio questi dati sull´assenteismo. Ma le vere stakanoviste del Comune, quasi sempre presenti al lavoro, sono le insegnanti e assistenti delle scuole materne e degli asili nido: i 603 dipendenti del servizio Attività educative per l´infanzia hanno lavorato per ben 351 mila ore sulle 342 mila previste dal contratto, il che significa che si sono assentati per appena il 7,7 per cento. Sempre al lavoro, o quasi, anche i 35 dipendenti del servizio Beni artistici dell´assessorato al Centro storico (che hanno tassi d´assenza del 14 per cento), e quelli del settore manutenzione (16 per cento). Sempre nel comparto manutenzioni, lo stesso non si può dire per i comunali del Coime (consorzio che si occupa di manutenzioni), che invece si piazzano nella top ten degli assenteisti, con il 26,9 delle ore non lavorate rispetto a quelle previste.

Conti alla mano gli oltre 6 mila dipendenti di Palazzo delle Aquile si sono assentati più che i loro colleghi statali, con una media annua di 57 giornate contro le 50 degli impiegati in ministeri e prefetture. La cura Brunetta, poi, non sembra aver sortito alcun effetto al Comune di Palermo, che all´inizio del 2009, rispetto allo scorso anno, ha registrato una diminuzione delle assenze dell´11 per cento, ben poco rispetto alla media nazionale del 30 per cento sbandierata dal ministro della Funzione pubblica.
(02 agosto 2009)

Source: palermo.repubblica.it (04/08/2009)
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dantes76
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Quote:
Alla Regione i dipendenti più assenteisti
di Lucia Russo

Le assenze per malattia nel pubblico risalgono negli ultimi due mesi: dopo lo spauracchio iniziale, torna di nuovo l’opportunismo. Negli uffici dell’amministrazione regionale aumento rispetto a settembre del 2008 pari al 28,3%

Tags: Assenteismo, Renato Brunetta, Sicilia

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ROMA - Crescono del 24,2% le assenze per malattia rispetto allo stesso mese del 2008 nelle pubbliche amministrazioni. La stima presentata in questi giorni dal ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, Renato Brunetta, è riferita al complesso delle amministrazioni pubbliche ad esclusione dei comparti scuola, università e sicurezza. La Regione siciliana non si smentisce, nel senso che rispetto alla media nazionale del 24,2 per cento in più di assenze per malattia, alla Regione la media si supera, con un incremento del 28,3 per cento, a differenza di altre Regioni che invece continuano a mantenere una riduzione del numero dei giorni di assenza per malattia, come la Lombardia al -5,1%, ancora meglio la Sardegna al -17,6% , al top la Basilicata al -89,1 %.

Poiché non c’è evidenza che nei mesi di agosto e di settembre si sia registrato un aumento significativo del rischio malattia causato da eventi epidemiologici, secondo gli analisti del Ministero l’andamento di questi due mesi ha quindi due possibili spiegazioni:
- è la conseguenza dell’aggiustamento dei comportamenti individuali che segue una fase iniziale di iper reazione determinata dall’effetto annuncio, che potrebbe aver spinto le assenze sotto il livello fisiologico. Rispetto alla situazione previgente, i giorni di assenza per malattia, infatti, rimangono su livelli significativamente più bassi;
- è il segnale di una ripresa dei comportamenti opportunistici.


Le due variazioni fortemente positive si sono verificate in concomitanza della modifica delle fasce di reperibilità avvenuta nel mese di luglio 2009 (DL n.78/2009, convertito nella legge 102 del 3/9/2009). Un cambiamento nella normativa che può aver agito sulla probabilità di un uso distorto della malattia.

Con il decreto legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009 n. 15 si è costruito un quadro di regole, articolato e flessibile, che consente di proseguire efficacemente nell’azione di contrasto all’assenteismo. L’obiettivo è allineare l’incidenza delle assenze per malattia del settore pubblico a quella del privato.

Quote:
Uffici pubblici: dipendenti fantasma
di Riccardo Bedogni

Efficienza. Pubblica amministrazione e assenze troppo facili

Internet. I dati sono pubblicati sui siti web istituzionali: è l’operazione trasparenza voluta dal ministro Brunetta e inserita all’interno dell’art. 21 della legge 69 del 2009

Esperimento fallito. Dopo una prima fase che ha fatto pensare al cambiamento, le cifre continuano a preoccupare: la “cura” voluta dal Governo non ha ancora dato i frutti sperati

Tags: Assenteismo, Internet, P.A.

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PALERMO - Lavorare stanca. Specialmente nella Pubblica Amministrazione, i cui dipendenti per recuperare cadono spesso e volentieri nell’assenteismo. Lo sa bene il ministro Brunetta, che con il comma 1 all’art. 21 della legge n. 69 del 2009, della comunicazione dei tassi di presenza e assenza del personale, negli uffici in cui è preposto un dirigente, ne ha fatto un preciso obbligo per gli Enti pubblici. L’obiettivo dichiarato della norma, che impone di pubblicare nel sito internet istituzionale le informazioni, è il contrasto all’assenteismo e l’incentivazione della produttività.

Ma non tutte le Amministrazioni siciliane - i Capoluoghi e le Province - sembrano disposte a farsi monitorare. L’operazione trasparenza nelle Pa dell’Isola, che già di recente abbiamo osservato per quanto riguardava le retribuzioni e i curriculum vitae dei dirigenti (altre disposizioni della Legge), continua ad essere poco cristallina, se non addirittura latitante.

Perdura, infatti, la totale inadempienza alla 69/2009 delle Amministrazioni, comunale e provinciale, di Messina, nonché della Provincia di Palermo, che avevamo già rilevato, appunto, nelle precedenti inchieste sull’argomento. A questo si aggiunge la situazione non esaltante, da questo punto di vista, delle altre Pa nostrane, rendendo così difficile una chiara e complessiva visione del funzionamento e dell’operato della macchina amministrativa degli Enti siciliani.

In netto ritardo sulla pubblicazione dei dati è anche la Provincia di Siracusa, nel cui sito istituzionale dei tassi di assenza e presenza c’è traccia solo nel nome di un link. All’Ente siracusano adducono, ormai, ogni mancanza alla deficienza di un assetto organico dirigenziale ben definito da oltre un anno e mezzo. Ciò non toglie, tuttavia, che anche se vacanti di Responsabili, i Settori sono coordinati ad interim ed hanno del personale attivo.

Non è da meno il Comune di Catania, che ha inserito l’elenco di ben sessanta uffici retti da un dirigente, con tanto di nome del responsabile, ma solo per cinque di questi sono stati caricati alcuni dati sui tassi di assenza e presenza del personale, per giunta incompleti.

E pure negli stessi siti internet di quelle Amministrazioni che hanno ottemperato alle diversi disposizioni dell’Operazione Trasparenza di Brunetta, le informazioni su giorni lavorativi e giorni lavorati dal personale non sono sempre aggiornate. La norma dice, infatti, che deve essere cura dell’Amministrazione pubblicare questi dati con cadenza mensile. Nel sito del Comune di Palermo, ad esempio, i dati si riferiscono all’ultimo quadrimestre del 2008. Così come le informazioni sui tassi in questione relativi al personale del Comune di Enna sono fermi allo scorso luglio e quelli del Comune di Ragusa ad agosto.

Ad aver pubblicato i dati più recenti, riferiti però al mese di settembre 2009, sono le Province di Agrigento, Trapani, Ragusa, Enna, Caltanissetta e Catania, e i Comuni di Siracusa, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. A quest’ultimo Ente va la palma d’oro della trasparenza. Nel suo sito internet, l’Amministrazione comunale nissena ha addirittura pubblicato i dati relativi al reddito individuale - cioè quello che hanno dichiarato al Fisco e non quello che deriva solo dalla loro posizione in seno all’Amministrazione - di Sindaco, Giunta e Consiglieri, indicando persino quanto hanno speso per la loro ultima campagna elettorale. Fin troppo ligio nell’inserire ugualmente i dati di due Servizi comunali in cui il personale è il solo dirigente. Sono il Servizio Politiche sociali e l’Urp, che hanno fatto registrare tra l’altro un tasso di presenza, nel mese di settembre, rispettivamente del 100 e 88%. E questo, nonostante la norma indichi alle Amministrazioni di non pubblicare i dati individuali per il rispetto della riservatezza. Dati complessivi li ha pubblicati, invece, la Provincia di Catania. Su 18.194 giorni lavorati dal totale degli 827 dipendenti catanesi dei vari servizi, le assenze del mese di settembre sono state 3.856, con un tasso generale dell’Ente, quindi, di poco superiore al 20%.

Articolo pubblicato il 06 novembre 2009




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Efficienza. Pubblica amministrazione e assenze troppo facili

Internet. I dati sono pubblicati sui siti web istituzionali: è l’operazione trasparenza voluta dal ministro Brunetta e inserita all’interno dell’art. 21 della legge 69 del 2009

Esperimento fallito. Dopo una prima fase che ha fatto pensare al cambiamento, le cifre continuano a preoccupare: la “cura” voluta dal Governo non ha ancora dato i frutti sperati
(06 novembre 2009)[*]Maglia nera ad Agrigento ma ricchi premi ai dirigenti -
Virtuoso il Comune di Siracusa con livelli che non superano il 15% - Provincia, nei 16 uffici registrato un tasso medio del 32%
(06 novembre 2009)[*]Il “fanalino di coda” in tema di trasparenza -
Il ministero ha dato indicazioni chiare: ma sono state spesso ignorate - Amministrazioni poco diligenti: dati in gran parte confusi
(06 novembre 2009)

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Old 10-12-2009, 08:10   #10
LUVІ
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Ma che stai a dì? Se ne parla da mesi, è una bufala totale. Non ti fermare al primo articoletto che trovi, durante la tua conversione al berlusconismo!
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Old 10-12-2009, 10:23   #11
Dream_River
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Eh?? vi accontentate di poco...
Passare dal nulla assoluto al poco in certi casi è già qualcosa di molto apprezzabile
Purtroppo il convento non è che da questo lato passi di meglio

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Ma che stai a dì? Se ne parla da mesi, è una bufala totale. Non ti fermare al primo articoletto che trovi, durante la tua conversione al berlusconismo!
A me non mi sembra che nessuno abbia smentito questo paper, se hai delle fonti postale

Poi comprendo che per te "berlusconiano" è diventato come "comunista" per Berlusconi
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Old 10-12-2009, 10:35   #12
Fratello Cadfael
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Dream, posso risponderti anch'io: dell'inutilità (se non del fallimento) della cura Brunetta già se n'è parlato più volte qui, basta fare una ricerca; io stesso come dipendente pubblico (anche se comunale) posso testimoniare che nella mia struttura (diverse centinaia di dipendenti) non ci sono state variazioni per quanto riguarda le assenze.
Per quanto riguarda "berlusconiano"... boh, io personalmente mi offenderei di più ad essere appellato berlusconiano che fascista. Dietro al fascismo almeno c'era un'ideologia (che nella sua applicazione ha causato gravi danni, al pari o peggio del comunismo), dietro al berlusconismo non c'è nulla...
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La mia firma aveva un senso quando la maggior parte dei miei post erano nelle sezioni OT. Ora ne dovrei pensare un'altra. Comunque me la sono messa da una parte con la speranza di poterla ripristinare...
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Old 10-12-2009, 10:42   #13
Mythical Ork
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Poi comprendo che per te "berlusconiano" è diventato come "comunista" per Berlusconi
Dream non ti riconosco più... dove sono finiti gli ideali di destra progressista e liberale...

Ammesso e non concesso (ripeto: NON CONCESSO) che la riforma Brunetta abbia davvero risolto o solo a malapena migliorato il sistema della PA in Italia, possibile che in due anni di governo di destra (o presunta tale) dobbiamo lollarci di solo questa cosa...


Ciao
Orlando
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Old 10-12-2009, 10:51   #14
Marco!
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il rotolo !
dopo anni di continui epic fail, chissà che soddisfazione prendersi una, seppur piccola, rivincita
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Old 10-12-2009, 10:58   #15
scorpionkkk
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schematicamente: la riforma Brunetta mirava ad aumentare la produttività della PA.

1) la ricerca oggetto del thread non solo non è generalizzabile ma è anche stata smentita in altri contesti organizzativo-geografici da altre fonti di dati.

2) Non si tiene conto delle circolari attuative (di cui non ricordo più gli estremi) della norma che ripristinavano le normali fasce orarie di reperibilità e la situazione precedente intervenute subito dopo la riforma, dimostrando quindi che il calo registrato non è a livello strutturale ma deve rilevarsi al netto dell'effetto "annuncio" dato dai media nazionali che, ahimè, impattano sul dipendente pubblico come e più le normative nazionali.

3) ragionando per assurdo, anche se ci fosse una diminuzione delle assenze nella PA questa non aumenterebbe automaticamente la produttività della PA.
A dimostrazione di ciò un altro insensato intervento normativo appena approvato.
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Old 10-12-2009, 10:59   #16
scorpionkkk
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dopo anni di continui epic fail, chissà che soddisfazione prendersi una, seppur piccola, rivincita
che tra l'altro non c'è.
Direi che oramai la serie storica si aggira su un 100% di fallimenti.
Ci si stava salvando con lo stralcio dei fondi pubblici alle riviste di partito..ma poi si è deciso di tornare verso il 100%.
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Old 10-12-2009, 11:06   #17
Dream_River
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Dream non ti riconosco più... dove sono finiti gli ideali di destra progressista e liberale...

Ammesso e non concesso (ripeto: NON CONCESSO) che la riforma Brunetta abbia davvero risolto o solo a malapena migliorato il sistema della PA in Italia, possibile che in due anni di governo di destra (o presunta tale) dobbiamo lollarci di solo questa cosa...


Ciao
Orlando
Ma non mi sembra di aver fatto elogi del governo Berlusconi, ho solo voluto evidenziare che almeno qualcosina di buono in questo governo c'è
Poco tempo fa o anche aperto un thread intitolato "un bilancio liberal del attività di governo" in cui ho espresso forte critiche a questo governo ma dove la maggior parte degli utenti l'unica cosa che ha saputo vedere è che l'articolo come il sottoscritto è a favore della liberalizzazione dei servizi idrici

Ora, non mi sembra di dover essere io a rendere conto del clima inquisitorio di questa sezione, ne di dovermi vergognare se per colpa delle ossessioni altrui vengo bollato come "berlusconiano"
Bollato come "berlusconiano" posso anche farmene una ragione, ma dovermi prendere anche al responsabilità di tale bollo, proprio no
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Old 10-12-2009, 11:21   #18
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Ma non mi sembra di aver fatto elogi del governo Berlusconi, ho solo voluto evidenziare che almeno qualcosina di buono in questo governo c'è
Poco tempo fa o anche aperto un thread intitolato "un bilancio liberal del attività di governo" in cui ho espresso forte critiche a questo governo ma dove la maggior parte degli utenti l'unica cosa che ha saputo vedere è che l'articolo come il sottoscritto è a favore della liberalizzazione dei servizi idrici

Ora, non mi sembra di dover essere io a rendere conto del clima inquisitorio di questa sezione, ne di dovermi vergognare se per colpa delle ossessioni altrui vengo bollato come "berlusconiano"
Bollato come "berlusconiano" posso anche farmene una ragione, ma dovermi prendere anche al responsabilità di tale bollo, proprio no
Questo ci mancherebbe... so bene il clima di questa sezione che infatto frequenti a tratti quando ci sono notizie che catturano la mia attenzione... a volte sembra una gara qui dentro a chi vuole avere più ragione, rispetto ad un semplice confronto di idee...

Fai bene tu se, non essendo simpatizzante per il governo, a riportare articoli che evidenziano ciò che di buono ha fatto o sta provando a fare.

Ma, in questo caso, tutta la storia di Brunetta mi pare una bufala e comunque con risultati di sicuro inferiori oltre al previsto (oltre ad essere l'unica risorsa di sollevamento del paese in questi due anni , visto che solo i dipendenti pubblici sono l'unico male in Italia).

La discussioni che hai citato tu riguardo le mosse "liberal" in Italia, l'ho letto ma, non l'ho commentato perchè mi sembrava troppo una forzatura del concetto liberale/libertario


Ciao
Orlando
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Ultima modifica di Mythical Ork : 10-12-2009 alle 11:47. Motivo: Problemi con il browser
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Old 10-12-2009, 11:26   #19
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Il problema è che si valuta solo la presenza in ufficio o meno e non la qualità, la velocità, la coordialità del servizio...
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Old 10-12-2009, 11:39   #20
luckyluke5
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ma in questa sezione non si imputano spesso (o quasi sempre) tutti i mali a quella manica di ladroni che sono gli imprenditori?

i dipendenti (pubblici e privati) sono a posto, tengono in piedi il paese, basta che ci vadano in ufficio, mica serve anche vedere cosa cazzo combinano tutto il giorno
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Vuoi capire qualcosa? Bene, chiudi la bocca ed apri le orecchie (luckyluke5)
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