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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Roma
Messaggi: 2822
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Un lavoro IT? In Irlanda si può
Dublino - Da circa tre mesi vivo in Irlanda, ormai patria del supporto tecnico IT EMEA e di buona parte del software europeo. Quando ho preso la decisione di trasferirmi per lavoro, devo dire che i dubbi erano parecchi. Analizzando la mia situazione finanziaria, avevo notato che il mio stipendio in Italia era vergognosamente basso per le qualifiche richieste nel mio lavoro e il passo di trasferimento lavorativo/ambientale andava preso in serissima considerazione. Ignorando i meccanismi del mercato IT irlandese, mi stavo assumendo un grosso rischio, anche in considerazione del fatto che ho la veneranda età di 35 anni.
Sono partito inizialmente con molte perplessità e soprattutto con quel senso morale di "lack of confidence" (come dicono qua) di come funzionava la struttura di lavoro/assunzione in Irlanda. L'unica cosa di cui ero sicuro è che le più grosse aziende informatiche americane avevano deciso di stabilirsi nella verde nazione di Yeats e Wilde. Ormai gli immigrati italiani fortunatamente hanno cambiato volto e invece che con la notoria valigia di cartone alla Sacco e Vanzetti si presentano in aeroporto con iPod e portatile a tracolla, e io facevo parte di loro. Con una buona esperienza lavorativa alle spalle, ma con la stessa paura dei nostri antenati italiani che si trasferivano in America. Appena arrivato ho cominciato a cercare lavoro, anche se per la verità senza particolare fretta. Sono stato assunto dopo circa 15 giorni. Molti colleghi e amici hanno trovato lavoro anche in 5 giorni. Le assunzioni sono sia dirette che tramite agenzie, comunque è giusto far notare che qui le agenzie fanno le agenzie, e non esistono società di intermediazione "presso prestigioso cliente". Qui molte aziende IT fanno pubblicità per gli openday: gli openday sono i giorni in cui le grosse aziende organizzano nei grossi alberghi colloqui dove ognuno porta il proprio curriculum vitae e la propria esperienza, e la possibilità di venire assunti è molto alta. In Italia non ho mai visto una cosa simile, eppure le filiali di queste aziende le abbiamo anche in Italia, come mai? In Irlanda se si invia il curriculum direttamente, invece che per "interposta persona", viene preso in considerazione, diversamente da quanto ho purtroppo constatato in Italia. Io ho mandato il mio curriculum ad una azienda americana che si trova in East Point Bussiness Park: ho fatto un colloquio molto specialistico, ed è risultato positivo. Lo stipendio offerto (contratto di tipo indeterminato, qui detto "permanent") varia dai 40mila ai 50mila euro annui e le tasse sono circa il 20% per circa i primi 32-34mila euro annui e il 42-45% per la restante parte, a seconda del tipo di lavoro. Questo significa che se qui un lavoratore guadagna 45mila euro annui, i primi 32-34mila euro vengono tassati al 20% e il resto dei 45mila euro è tassato al 42-45%. I benefits sono parecchi: molte aziende IT qui offrono la copertura assicurativa/medica e pensionistica (differentemente dall'Italia che è di tipo pubblico) tutto è pagato e coperto dall'azienda. Sono rimasto colpito quando la società in cui sono stato assunto mi ha offerto la quota-employee delle azioni aziendali. In Italia nella mia esperienza non ho mai visto questo tipo di offerta da parte di un'azienda, ed invece la ritengo davvero molto gratificante per il dipendente. Lo stipendio è alto come lo sono i benefit, ma ovviamente è richiesto un livello di qualità lavorativa e di impegno più alto del nostro livello medio standard nel nostro paese (ovviamente parlo in generale). Tutte le persone sono altamente qualificate e il concetto di nepotismo all'italiana qui è completamente inesistente. Tutte le persone che ricoprono un ruolo, lo ricoprono per i loro meriti. Da sottolineare che qui i contratti di consulenza partono da 400 euro al giorno per il nostro settore. Si richiede un eccellente background, ma se conosci l'inglese e sei una persona preparata trovi un eccellente stipendio e un eccellente lavoro, ma devi anche saper lavorare bene, per poterlo mantenere. Qui se non vuoi lavorare ti mandano a casa e basta. Non esistono le lettere di richiamo. La cosa che più mi ha fatto riflettere è che in Irlanda il numero di abitanti si aggira intorno ai 5-6 milioni (pari alla sola popolazione di Roma) eppure questo paese ha un prodotto interno lordo che aumenta ogni anno del 5-6%. La cosa che davvero non riesco a spiegarmi è il gap tra lo stipendio italiano e il loro. Siamo noi a non avere abbastanza voglia o coraggio di chiedere e di applicare un equo salario. È davvero triste pensare che in un paese come il nostro non siamo capaci di chiedere uno stipendio decente. Ma la colpa è anche la nostra. Dovremmo imporre i nostri diritti e chiedere che un professionista venga pagato da professionista, invece di accontentarci. E perché accontentarsi? Perché un ingegnere informatico o un neolaureato dopo 18 anni di studi si dovrebbe accontentare di 800 euro a progetto? Perché uno specialista con 10 anni di esperienza non dovrebbe pretendere un contratto a tempo indeterminato? Credo che noi italiani abbiamo tante virtù ma un grosso difetto: non siamo lungimiranti. Prima di partire sentivo colleghi dire: "Sì, hai ragione, sono a progetto, prendo 1.000 euro al mese, ma che ci si può fare?" E io chiedo a tutte queste persone: "Quando a 50 anni sarà difficile trovare un lavoro anche a progetto, perché sarai scavalcato da giovani che la pensano come la pensavi te alla loro età, e non avrai una pensione, che farai?". Imporre le cose più "elementari", come una pensione e uno stipendio, è un diritto di tutti, compresi quelli che ritengono che sia un problema degli altri. Forse davvero è bene che molti tecnici qualificati comincino a farsi i propri conti in tasca e a rispondere alle 800 euro al mese "no mi dispiace ma i professionisti si pagano" oppure prendano il proprio portatile il proprio iPod e facciano come ho fatto io. Lettera firmata Fonte http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2018963 è bello sapere che da qualche parte nel mondo c'e' qualcuno che ti paga il giusto, mi sa' che alle brutte |
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#2 |
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Junior Member
Iscritto dal: May 2007
Messaggi: 8
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2000
Città: The city of wasting disease
Messaggi: 7392
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sono sempre più deciso a partire...
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2000
Città: Cuneese D.O.C.G. - Luxembourg
Messaggi: 631
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2198
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e io che pensavo fosse una lettera in prima persona
ad ogni modo, come fa un singolo ad imporre qualcosa a un'azienda? fosse possibile, ancora prima che fattibile, lo si sarebbe già fatto. o no? pare esserci una sorta di patto segreto tra le aziende, un cartello per tenere i salari a livello basso, specialmente all'inizio ma anche dopo (a meno di diventare dirigente, quelli sono i più pagati d'europa, ma forse son tutti i classici cumenda padroni der ca**o quindi questo spiega l'anomalia)
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IN ANUBIS WE TRUST
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#6 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2000
Città: The city of wasting disease
Messaggi: 7392
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: terra di nessuno
Messaggi: 2339
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l'assistenza tecnica è così sviluppata lì, e pagata così bene che quasi quasi quando avrò finito i miei 4 anni in DELL faccio un pensierino a partire lì, avrei anche buone possibilità, visto che l'assistenza DELL italiana è considerata la migliore in europa
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Senza cuore saremo solo macchine |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2002
Città: Piacenza - Bergamo
Messaggi: 1688
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Quote:
Adesso probabilmente verrò sospeso ma la mia idea è che molte aziende italiane si approfittino della nostra scarsa propensione ad andare all'estero e finché potranno attingere dal meridione d'Italia lavoratori e laureati qualificati a costo pressoche' nullo, le cose non cambieranno mai. D'altronde io capisco anche l'altra faccia della medaglia: meglio un cocopro a 1000 euro al mese che la disoccupazione (o peggio) ma cosi' facendo lo prendiamo nel "poster" tutti. Cambiando invece discorso ci sono dirigenti e dirigenti: alcuni guadagnano effettivamente cifre vergognose ma mi sono capitati in mano anche contratti da 60.000 EUR a Milano (e parliamo di persone che magari hanno 30 anni di esperienza nel ruolo)... ognuno tragga le proprie conclusioni...
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Good Kitty: "Jo'z heer!" Ultima modifica di MrAsd : 17-06-2007 alle 15:08. |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Bisogna abituarsi, siamo un paese povero e le paghe sono da poveri. Chi ha voglia è giusto che vada a prendere ciò che merita all'estero, gli altri presto prenderanno meno dei cinesi, visto che tra qualche anno saremo una nazione di poveri (non che non lo siamo già, ma almeno chi ha i soldi del papi sopravvive ancora per un po'). Aggiungo che il fatto che le paghe siano basse dipende in larga parte dall'inesistenza dei sindacati e dalla cattiva gestione delle aziende che hanno spese folli per cose inutili mentre "giustamente" risparmiano sulla gestione del personale
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Il sole è giallo |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2198
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
Messaggi: 649
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Roma
Messaggi: 2822
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io sto preparando delle certificazioni, spero in massimo di 3 anni di partire
MENEVOJOANNA!!! |
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#13 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Roma
Messaggi: 1997
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Io voglio che la situazione in Italia migliori, non mi va per niente di andare all'estero.
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That was a love song. This is a love song too. It's called: Rocking Hole - Yeah, yeah, yeah. [Last.fm] ~ [Okiwii.net] ~ [Anobii] ~ [Facebook] |
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2198
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credo lo vorrebbero tutti, ma non vedo segni di inversione di rotta e mi sono rassegnato. nemmeno io voglio andarmene, come extrema ratio però non lo escludo.
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IN ANUBIS WE TRUST
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Quoto. Il problema è che fino a quando il paese sarà in mano ad industriali direttamente collegati con la politica ci sarà ben poco da fare. Non credo che in altre realtà, come quella irlandese, gli industriali possano dettar legge
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Il sole è giallo |
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#16 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Johannesburg
Messaggi: 27
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Gli industriali si devono adattare al sistema italiano, che è quello che tutti ben sanno, per il semplice fatto che altrimenti, chiudono baracca. Prova ad informarti di quante sono le persone con la fedina sporca che hanno ruoli in politica o in genere nelle varie "stanze dei bottoni" statali o private che siano. La percentuale è da spavento. Viva l'Italia! Viva gli Italiani!!! |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Ovvio che poi sarebbe la politica a dover mettere un freno alle scorribande di codesti soggetti, ma lì vale il tuo discorso. Ormai se passo col rosso mi becco l'ergastolo, mentre se evado e rubo soldi dalle aziende mettendo per strada migliaia di lavoratori, assumendo persone a 4 lire e tenendomi il ben di dio che risparmio (cosa totalmente legale in Italia) mi becco al massimo un paio d'anni con la condizionale, i domiciliari e magari pure una bella prostituta per i momenti di relax (pagata con i soldi dei contribuenti naturalmente, quelli veri intendo). La storia insegna che, senza una legislazione adeguata, in qualsiasi società i poveri diventano sempre più poveri mentre i ricchi continuano ad arricchirsi.
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2198
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io sinceramente però non capisco
da una parte leggo questo genere di commenti sul forum, dall'altra vedo un fiorire di soc operanti nell'IT che cercano personale rastrellando a piene mani eppure un mercato saturo dovrebbe essere stagnante |
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2006
Città: Tristram
Messaggi: 517
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Te lo spiego io: tutte le aziende (escluse forse le tue fonderie Fumagalli - a proposito, manderò un curriculum a breve) utilizzano sistemi informatici, ma la tendenza generale è quella di non assumere più personale IT direttamente. Indi per cui c'è forte dirchiesta di consulenza IT e tutte le aziende che operano in questo settore (e non solo ACN) hanno bisogno di personale. Altrove ho già detto la mia su questa tendenza nefasta (per le aziende clienti e per chi lavora nell'IT, non certo per le aziende di consulenza), ma tant'è. Il mercato IT non è assolutamente saturo, perlomeno nelle regioni industrializzate; semplicemente non si assume più personale IT direttamente
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
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