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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Ecco le verità di Turigliatto
Il Movimento in cui milito ( non è un partito, ma un'associazione culturale) ha ricevuto una lettera personale di Turigliatto, il deputato che ha causato la caduta del Prodi I.
Turigliatto è stato allontanato dal Partito PRC. Pubblico qui nel forum di Hardware Upagrade la sua lettera e le sue motivazioni, ovvero la sua verità dopo aver subito molte criminalizzazioni: da: http://www.radicalsocialismo.it/inde...id=90&Itemid=1 Cari compagni e compagne, amici e amiche, Sono in attesa che il Senato accetti le mie dimissioni, che comunque non ho ritirato e non ritirerò. Nel frattempo, nei prossimi giorni sono chiamato a esprimere il mio voto sulla fiducia al governo Prodi. Vorrei dunque spiegare le ragioni della mia scelta di dare un voto a favore, che definerei tecnico, pur respingendo tutti i dodici punti del governo Prodi nel loro complesso. Nel mio intervento al Senato, infatti, spiegherò con molta nettezza che non si potrà contare su di me per approvare la missione in Afghanistan, né per realizzare la TAV o la controriforma delle pensioni. Non lo si potrà fare perché io non voterò queste misure, anche se su di esse si rischiasse una nuova crisi di governo. E, va da sé che continuerò con voi la battaglia contro la base di Vicenza. Con il mio rifiuto di votare a favore della politica estera del governo, non ho mai avuto intenzione di compiere un gesto politicista per provocare una crisi di governo. Il mio è stato un gesto di responsabilità nei confronti delle mie convinzioni e di quelle di chi, come me, si sente distante da una politica estera che continua a fare la guerra, sia pure multilaterale; che sostiene una concezione liberista dell’Europa; che pensa che inviare soldati in giro per il mondo sia un modo per “contare” nei luoghi della politica internazionale. Un gesto animato dal rifiuto di lasciarmi convincere a considerare come una missione di civiltà e di pace quella che non è altro che un’occupazione militare. Un piccolo gesto a sostegno di quella straordinaria lotta di Vicenza contro la costruzione di una base che distrugge il territorio e che sarà uno strumento fondamentale del dispositivo USA di intervento nella guerra globale e permanente. Un gesto di cui non mi pento e che ripeterei in ogni momento. Il mio dissenso con la politica estera del governo muove da qui e non può che essere ricollegato alla mia irriducibile opposizione alla guerra in Afghanistan e alla decisione del governo di autorizzare il raddoppio della base di Vicenza. Il senso del mio voto, in dissenso dal mio partito, ma in dissenso su un punto che considero fondativo e fondante per chiunque faccia politica, il no alla guerra, è tutto qui. Non credo di essere stato io il responsabile della crisi di governo, della quale i primi responsabili sono il governo stesso e le politiche che ha adottato in tutti questi mesi, e che lo hanno sempre più allontanato da chi lo aveva votato. Una crisi nata per ragioni in parte oscure, in parte dovute alla volontà dell’ala riformista dell’Unione di drammatizzare la situazione, per intimare alla sinistra alternativa il silenzio sulle questioni più scottanti. Una crisi che è servita a stoppare qualsiasi rivendicazione e a sancire il corso “liberale” dell’attività di governo. In questo senso il dibattito al Senato è stato un ricatto, in particolar modo su Vicenza. Anche per questo ho detto no. L’uscita dalla crisi mi sembra che confermi questo giudizio. I dodici punti presentati da Prodi sono la sanzione di una svolta liberista e di una decisa volontà di affermare una politica di sacrifici e di guerra multilaterale. Gli attacchi di cui sono stato fatto oggetto, lo spauracchio del ritorno di Berlusconi al governo, nuovamente agitato dai miei accusatori, erano finalizzati proprio a nascondere questa realtà: il fatto che il bilancio di questi mesi di governo Prodi è fortemente negativo e che ciò che si profila è un’azione di governo ancora peggiore della precedente. Questo giudizio, ovviamente, non è condiviso dal mio partito, che invece sostiene fortemente il nuovo governo. Èd è stato accolto in vario modo dalla società civile, dai movimenti, da quadri sindacali, da esponenti del pacifismo radicale, dagli stessi che il 17 febbraio sono scesi in piazza a Vicenza. La paura di un ritorno delle destre al governo, infatti, è molto forte. C’è chi pensa, inoltre, che la partita con il governo Prodi non sia chiusa e che la sua sopravvivenza costituisca il quadro in cui ottenere risultati più avanzati o comunque una dialettica democratica. Non avendo deciso io di provocare la caduta del governo Prodi penso che sia giusto verificare queste intenzioni, dialogare con tanta parte del movimento e del “popolo della sinistra” che la pensa così, permettendo al governo Prodi di rimanere in piedi. Ma penso che questo si possa fare solo nella estrema chiarezza delle posizioni. Non sarò mai disponibile a votare la guerra in Afghanistan né a rendermi complice delle politiche antipopolari di questo governo. Ovviamente, non prevedo un futuro agevole. I 12 punti presentati dal governo sono un arretramento e uno schiaffo ai movimenti e agli stessi partiti della sinistra alternativa. Prevedo dunque una fase in cui andrà sviluppata un’opposizione sociale alle misure del governo Prodi, opposizione che dovrà avere anche ricadute parlamentari. Questa è la mia intenzione. Per dirla con una battuta, è possibile scegliersi il governo a cui fare opposizione, rendendo incomprimibili alcuni principi e alcuni vincoli per me essenziali: quelli con il movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, quelli con le comunità popolari in lotta contro la TAV, i rigassificatori, per la difesa dell’ambiente, quelli con il movimento pacifista che si è visto recentemente a Vicenza. Sono questi i vincoli che regolano la mia attività politica, non un’astratta coerenza ideale, ma un progetto politico che mi ha accompagnato per tutta la vita. Negli ultimi quindici anni questi vincoli, questi convincimenti hanno coinciso perfettamente con quelli di Rifondazione comunista. Qualche giorno fa, però, il mio partito mi ha dichiarato “incompatibile” semplicemente perché sono rimasto fedele al programma storico del Prc. Non voglio discutere di una scelta che mi riguarda, ma posso dire una cosa. Ho costruito Rifondazione fin dalle fondamenta, l’ho difesa quando era sotto attacco, ho passato centinaia di ore davanti alle fabbriche torinesi e in giro per l’Italia a parlare con gli operai e le operaie. La minaccia di espulsione dal partito mi amareggia e mi delude allo stesso tempo. Ma è il frutto di un cambiamento di fondo delle priorità del Prc e della sua azione: alcune idealità superiori sono messe al servizio di un progetto politico contingente, compiendo un processo di snaturamento della sinistra che mi lascia interdetto. E soprattutto mettendo alla berlina una qualità fondante della politica – la coerenza tra coscienza e azione - la cui assenza è oggi alla base di quella “crisi” di cui si discute da oltre un decennio. Non è la prima volta nella storia che chi da sinistra si oppone alla guerra, chi dice no in Parlamento, contro tutto e tutti, sia accusato di essere affetto da uno “splendido isolamento”, di essere “un’anima bella”, “incapace di realismo”, “irresponsabile” o “idealista”: queste accuse non fanno male a me, ma a un’esperienza in cui ho creduto e riposto tutto il mio impegno e che oggi viene meno per responsabilità di chi ha deciso di piegarsi all’esistente. Per tenere fede alle mie convinzioni e ai miei vincoli è stato messo in discussione il vincolo che mi legava al partito e addirittura un governo ha dovuto dimettersi. Non mi ritengo così importante e così essenziale. Forse tutto questo rappresenta la spia di molteplici contraddizioni che riguardano la sinistra nel suo insieme e il rapporto tra il governo e la sua gente. Un rapporto logorato come dimostrano tutti i sondaggi e gli episodi di malcontento. Per parte mia non posso che continuare a ribadire quanto detto e fatto negli ultimi giorni. Se l’aula respingerà le mie dimissioni, e dunque finché sarò al Senato, io voterò ancora contro la guerra, perché il no alla guerra e il rapporto con il movimento operaio costituiscono la bussola del mio agire politico: esse sono da sempre l’alfa e l’omega di una prospettiva di classe ed anticapitalista. Permettetemi dunque di ringraziarvi per le parole che avete utilizzato nei miei confronti, spesso commoventi. Onestamente non credo nemmeno di meritarle, semplicemente perché in questo mondo sembra anormale quello che alle persone serie dovrebbe sembrare normale: agire secondo le proprie convinzioni. Se questo piccolo gesto sarà servito a riabilitare questa logica che ad alcuni sembra, con giudizio sprezzante, troppo “idealista”, allora sarà stato utile. La mia strada è comunque questa e spero di continuare a percorrerla insieme a voi. Ancora grazie. Roma, 28.02.2007 Franco Turigliatto |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Torino
Messaggi: 349
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Vada a zappare.
In politica serve il buon senso. E a lui manca. Sono perfettamente d'accordo con quanto affermato dalla Litizzetto. |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2003
Città: latina
Messaggi: 2363
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coerente con i suoi ideali,cosa che a molti politici e sconosciuta(la coerenza)una cosa non capisco,perche dimettersi?
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 1999
Messaggi: 31891
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ok... fosse stato coerente fino in fondo non avrebbe mai dovuto candidarsi al senato, allora, visto che i punti di disaccordo erano contenuti nel programma politico dell'unione...
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Epilogo... Se non ti rispondo... potresti essere tra quelli che ho messo in ignore list! Thread ufficiale Asus ZenWiFi AX - XT8 |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: messaggi precedenti 4955
Messaggi: 1282
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Ma dopo 6 mesi già non sopporta più il Gov attuale, in verità poco di CSX, ma non così fuori di senno?
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«Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia sentirmi re dell’infinito spazio». Insp9400 Ipod Touch & Classic Milestone |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli@Roma
Messaggi: 4554
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Resta il problema di uno scostamento programmatico ed operativo tra il Governo Prodi e gli elettori che lo hanno votato. Se non possiamo consegnare il Governo al Cdx è vero che Governare solo qualche anno o anche a fine legislatura con questo scostamento con la volontà di chi ha dato mandato politico al Governo impedirà la rielezione dello stesso! Speriamo si cambi rotta, in fondo il quadro macroeconomico è notevolmetne migliorato le misure di sinistra per migliorare la condizione economica e sociale delle famiglie, dei lavoratori, il superamento del precariato, la riduzione della pressione fiscale ora ci sono, non ci sono scuse!
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#7 | |
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Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 287
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dunque pare che il sen. turigliatto sia stato "abbastanza" incoerente |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: messaggi precedenti 4955
Messaggi: 1282
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Ma in realtà quanta è la percentuale in VOTI di sinistra nel Centro Sinistra? Nel centro destra la vera DX moderata (AN) è al 12%, quindi sensibile ma non preponderante. Nel CSX come è la situazione? Quanti son veramente delusi dalla scarsa SINISTROSITA' di questo governo? 1 anno, traballante, e con la consapevolezza che non è realmente Sinistra e neanche Sinistra Centro ma centro e poco sinistra (a differenza di quel che dicono i propagandisti del CDX). E questo comporta? Che in Italia non c'è la vera SX? Che non può governare la vera SX? Bohohoh
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#9 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
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#10 |
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Iscritto dal: Feb 2007
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli@Roma
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Sondaggi sul calo del consenso del Governo sono stati divulgati da molti in questi giorni (testate giornalistiche varie) ma basta guardare acnhe a quelli su questo forum, rispetto a quelli di un tempo
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli@Roma
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Questi i dati di uno recente:
Sondaggio: Governo rimonta, Prodi no Febbraio 14th, 2007 Cresce di 2 punti la fiducia nel governo (al 44%) mentre il gradimento di Prodi cala dal 38 al 36%, secondo un sondaggio di Repubblica. I dati si confrontano con il sondaggio di 30 giorni fa. Passando ai ministri: D’Alema si conferma al primo posto (62%), ma con un calo del 4%. Al secondo posto Bersani che guadagna 4 punti. Sull’onda dei Dico, Barbara Pollastrini si colloca al terzo posto (59% e +3%). In coda alla classifica, Mastella, Padoa Schioppa e Bianchi. fonte: ansa
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#13 | |
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Iscritto dal: Aug 2006
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Città: Looking for a place to call home
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Mi sa proprio che il panettone 2007 questi non lo mangiano... ![]() A prescindere da questo, credo che le polemiche che molti muovono a Turigliatto & Co. contengano un vizio di fondo. Questa crisi ha scoperto i limiti di questa coalizione. a) Non è un progetto politico, è un movimento anti-berlusconiano: l'unico punto su cui sono davvero tutti d'accordo è il no-Silvio. Se uscisse lui dalla politica perderebbero voti ed unità. Questo è probabilmente il motivo per cui continuano a non affrontare nemmeno il problema del conflitto di interessi. b) La coalizione di csx cerca di nascondere la verità nel momento in cui attribuisce le colpe a Turigliatto/Rossi/Senatori a vita "dissidenti" della caduta del governo. Il problema è che tanti elettori di Rifondazione o del PdCI non vogliono la guerra, non vogliono le riforme del sistema pensionistico prospettate, vogliono i PACS e vari non vogliono la TAV. Ignorarli significa tradire i propri elettori.
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Busto Arsizio (Va)
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aggiungo che il governo prodi a dispetto di tutte le dichiarazioni in campagna elettorale DEVE mantenere le truppe in afghanistan (ne va del ruolo dell'italia nel mondo), DEVE costruire la linea ad alta velocità e DEVE mettere mano alle pensioni. o rossi e verdi si mettono a 90 e accettano tutto pur di non avere ancora la dx altrimenti ne vedremmo delle belle |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: messaggi precedenti 4955
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli@Roma
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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E non poteva dirlo prima?
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Città: Imola
Messaggi: 1126
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In ogni caso il suo voto di 10gg fa è stato ininfluente: il governo sarebbe andato sotto anche con il voto suo e di Rossi.
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G.G. "Il tutto è falso" In letargo intermittente... Comunque vi si legge, ogni tanto ci si desta |
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#20 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: 100% caciocavallo pride
Messaggi: 146
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Spiace dirlo, ma l'espulsione di Turigliatto ci sta tutta, sia da un punto di vista statutario che consuetudinario. E probabilmente lo sapeva benissimo lui stesso, quindi gli eventi sono stati una sorta di imbuto che lo hanno portato ad una conclusione obbligata. Non mi spingo oltre, nelle ipotesi.
Invece mi sembra chiaro quello che sta di contorno ai fatti. Turigliatto ha fatto esplodere una contraddizione che era nei fatti ma che nessuno intendeva portare alla ribalta; il concetto molto semplice che non si può stare contemporaneamente in piaza a dire una cosa, e al governo a dirne un'altra. Per (credere di) salvare la forma, si è escogitato di tutto; "adesioni ideali al corteo, ma responsabilità istituzionali da rispettare"; non-presenze di piazza; adesioni "a titolo personale, ma senza valenza politica", etc. etc. ogni sorta di sofismi, propri e degni di ben altra classe politica, che si sperava di aver consegnato all'armadio della Storia. E invece questa politica è ancora viva e presente tra noi, in gran forma. Che cosa si rimprovera, in definitiva, a Turigliatto, anche in queste pagine? Non, di aver compiuto un atto coerente con le sue idee personali e con quello che Rifondazione ha sempre detto e su cui è andata a chiedere i voti; no, non c'è dolo in questo. Quello che gli si rimprovera, è di aver compiuto un atto che avrebbe potuto far cadere il governo e quindi riportare al potere Berlusconi! Come se la debolezza del governo Prodi, potesse andare sul conto della coscienza di un Turigliatto, o sulle debolezze renali di un senatore a vita... e così, dovendo trovare un capro espiatorio, sulla base di una catena sillogistica machiavellica lo si ritrova nel peones di turno. Mah, a questo punto sono contento che Turigliatto ne sia fuori. Da avversario politico (anche se lo stesso Turigliatto definirebbe uno come me non avversario, ma nemico), sono contento che esistano ancora persone così. Persone capaci di agire al di là di ogni calcolo e beneficio personale. Mi dispiace solo che ce ne siano così poche. Sono contento che queste persone stiano al di fuori dei palazzi della politica, che si conservino pulite nella ipotesi improbabile ma pur sempre possibile di un domani diverso. Mi piace pensare, per amore anche dell'estetica, che il Palazzo rappresenti il Male Assoluto, e la sostituzione scelta per il voto di Turigliatto soddisfa in pieno questa mia esigenza formale. In una legislatura in cui persino quella forza politica, il cui unico fondamento ideologico e programmatico è quello della moralizzazione della politica, ha imbarcato a tutti i livelli, locali e nazionali, ogni sorta di elementi pur di completare le liste, sono contento e rassicurato dal fatto che esistano dei cani sciolti; che forse non hanno nessun programma, ma almeno non hanno la disinvoltura di passare in meno di un anno da un programma di duecento pagine ad uno di dodici punti, di cui dieci sono fumo negli occhi e in realtà contano solo due, l'Afghanistan e la TAV, il primo per avere la legittimazione a governare pena fare la fine del Cile, il secondo per garantire la panza piena a chi ci dovrà mangiare sopra e a tutta la sua progenie.
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Se c'è rimedio, perché ti disperi? Se non c'è rimedio, perché ti disperi? Ultima modifica di Feric Jaggar : 04-03-2007 alle 14:18. |
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