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Terremoto di 7,5 gradi di scala richter in Africa orientalke
AFRICA 5/12/2005 14.49
SCOSSA DI TERREMOTO IN AFRICA ORIENTALE (PIME) Una scossa di terremoto di 7,5 gradi della scala Richter è stata registrata in Africa orientale alle 13:19 (ora italiana) dall’osservatorio di Strasburgo. L’epicentro sarebbe vicino alla riva orientale del Lago Tanganiyka, non lontano dalla frontiera tra Kenya e Tanzania. Il quotidiano keniano ‘The Nation’ riferisce che nella capitale Nairobi è stato avvertito “un lieve tremore” e alcun edifici sono stati evacuati. Fonti della MISNA contattate sul posto confermano che al nono piano dell’"International House", uno dei grattacieli nel centro della capitale, si è percepito un movimento oscillatorio abbastanza intenso di una quindicina di secondi; le persone sono uscite dall’edificio, ma non si sono verificate scene di panico. Per il momento non ci sono notizie di feriti. In altre zone della città, invece, il sisma non sarebbe stato percepito. Secondo alcuni media, il terremoto si sarebbe avvertito anche nella capitale ugandese Kampala - dove fonti della MISNA hanno riferito che la scossa non è stata percepita - e in quella ruandese Kigali. Altre fonti contattate a Bujumbura hanno invece riferito di aver avvertito una forte vibrazione del terreno, ma anche nella capitale del Burundi non vi è al momento indicazione di vittime o gravi danni.
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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 5/12/2005 17.48
TERREMOTO: BILANCIO INCERTO SU VITTIME C’è ancora confusione sul bilancio del forte sisma di magnitudo intorno al 7° grado della Scala Richter che nel pomeriggio ha colpito la zona del lago Tanganyika, al confine tra la Repubblica democratica del Congo e la Tanzania: secondo Michel Bonnardeaux, portavoce dell'Ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu a Kinshasa – citato dall’agenzia Reuters – nella cittadina lacustre di Kalemie “ci sono abbastanza danni alle case. Gli abitanti ci hanno detto che alcune persone sono morte e altre sono rimaste ferite ma non hanno ancora dei dati precisi”. Secondo la stessa fonte, Fidel Muteba - un leader della comunità locale – ha detto di aver avuto notizia di vittime. Fonti della MISNA da Bukavu confermerebbero alcuni morti, tra cui non è escluso che vi siano dei bambini. Contattato dalla MISNA poco fa, Kemal Saiki, direttore dell’Ufficio informazioni della Monuc – la missione di pace dell’Onu in ex-Zaire – ha detto che i funzionari della sede di Kalemie sono in contatto con le autorità locali, le quali non hanno ancora confermato alcun bilancio ufficiale. In precedenza un dipendente della Monuc aveva detto alla MISNA che la scossa ha provocato l’interruzione dell’energia elettrica a Kalemie, cittadina di circa 200.000 abitanti affacciata sul lago, collegata al resto del Paese con un servizio di traghetti che fanno scalo sulla costa in Tanzania.
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TANZANIA 5/12/2005 18.06
TERREMOTO: TANTA PAURA MA NON DANNI SULL’ALTRA RIVA DEL LAGO “Le pareti della casa hanno tremato per una ventina di secondi, ma per fortuna a parte tanta paura non ci sono stati gravi danni almeno in apparenza: ci sono state scene di panico, la gente si è buttata per le strade terrorizzata, ma nel centro città non ho visto edifici distrutti o danneggiati”: lo ha detto alla MISNA monsignor Paul Ruzoka, vescovo di Kigoma, il principale porto della Tanzania sul lago Tanganyika, nelle cui acque si troverebbe l’epicentro del forte terremoto che oggi ha colpito l’Africa Orientale, in particolare la sponde che segna il confine della Repubblica democratica del Congo. “Abbiamo avuto notizia di almeno un paio di case danneggiate nella zona vicino al lago” ha aggiunto un altro testimone contattato poco fa per telefono nella cittadina lacustre, che costituisce il principale scalo sulla rotta tra Uvira (sul lato congolese del lago) e Bujubmura (Burundi) e la cittadina di Kalemie, in ex-Zaire, conta oltre un milione e mezzo di abitanti. Le radio nazionali hanno diffuso notizie sul sisma, percepito in tutta la regione e in particolare in molte città della Tanzania, che si affaccia sul Tanganyika per alcune centinaia di chilometri. Ad Arusha è stato evacuata la sede del Tribunale penale internazionale (Tpir), dove si svolgono i processi per il genocidio del 1994 in Rwanda e dove sono detenute alcune decine di imputati. Secondo il ‘Geological survey’ degli Stati Uniti, l’intensità della scossa è stata di magnitudo 6,8 della scala Richter, con epicentro a una cinquantina di chilometri da Kalemie, cittadina di circa 200.000 abitanti, da dove per ora stanno arrivando notizie di alcune vittime, anche se il bilancio è incerto e non ancora confermato. REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 5/12/2005 19.17 TERREMOTO: UN MORTO E DUE FERITI, SECONDO FONTI GOVERNATIVE Un bambino morto e due feriti: è questo il primo bilancio avanzato dalle autorità governative della provincia del Katanga (est della Repubblica democratica del Congo) su alcune radio private della capitale Kinshasa. La MISNA lo ha appreso da fonti locali, le quali precisano che il primo bilancio è stato fornito dal vice-governatore della provincia (la zona più vicina all’epicentro del terremoto) parlando ai microfoni di Radio Top Congo. Le autorità locali hanno fatto sapere che sono quasi terminati i preparativi dei primi soccorritori ormai sul punto di partire per Kalemie e le zone limitrofe.
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Arusha è molto lontana da Kigoma, se hanno evacuato l'edificio che ospita il Tpir (che oltretutto è molto moderno) l'intensità del terremoto deve essere stata notevole
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frequenti il pime?
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu |
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REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO 9/12/2005 2.19
SISMA: VERA EMERGENZA O CONFUSIONE NELLE RILEVAZIONI? Il terremoto di lunedì scorso in Africa centro-orientale avrebbe raggiunto, secondo il dipartimento geologico statunitense che per primo ha lanciato l’allarme, i 6,8 gradi della scala Richter, eppure, nonostante l’intensità, ha per fortuna causato pochissime vittime, scarsi danni e soltanto un po’ di panico. Com’è possibile? La povertà in cui vivono gli abitanti locali, alloggiati in casupole o baracche a un piano, li ha ‘salvati’ dal sisma? Oppure l’epicentro era localizzato in zone distanti dai centri abitati? O ancora c’è stato qualche errore nella rilevazione della sua entità? La MISNA lo ha chiesto a Salvatore Mazza, sismologo del ‘Centro nazionale terremoti’. “Innanzitutto va chiarito che di stime di magnitudo dei terremoti non ce n’è una sola, ma ne esistono parecchie; quella, per così dire, da manuale – spiega l’esperto – è la magnitudo di Gutenberg-Richter, che deve essere effettuata da uno strumento collocato a meno di 600 chilometri di distanza dall’epicentro del sisma. Se non è possibile, ovviamente si fanno altri tipi di rilevazioni: non è che siano sbagliati, ma certo non hanno la precisione della prima”. Riferendosi al recente sisma, il cui epicentro è stato individuato sul Lago Tanganyka, Salvatore Mazza esprime dubbi che in quella zona esista una buona osservazione sismografica, a differenza dell’Italia o altri paesi occidentali in cui la rete sismica è fitta e attrezzata. “Nel continente africano i migliori rilevatori di terremoti sono in Sudafrica – prosegue – mentre è chiaro che in altre zone dove si lotta quotidianamente contro fame, malattie e sottosviluppo ci sono meno risorse da investire in strutture come queste”. Un istituto geologico nella regione però c’è ed è quello dello Zambia, uno dei paesi che affaccia sul Lago Tanganyka, il quale due giorni fa ha clamorosamente smentito i geologi statunitensi, sostenendo che la magnitudo del sisma non era di 6,8 ma di 5,4 gradi della scala Richter: questo, in effetti, spiegherebbe l’impatto fortemente contenuto sul territorio. “Di stime sul recente terremoto ce ne sono tante in giro, a seconda dei diversi osservatori: si va da 5,4 a 5,9, per passare a 6,9 – la magnitudo rilevata dal nostro Istituto – fino ad arrivare a 7,2”. Insomma, è possibile che l’allarme-terremoto sia partito da una rilevazione sbagliata iniziale. Oppure la distribuzione dei centri abitati nelle zone colpite, in particolare la città congolese di Kalemie, è riuscita a evitare gravi danni. “Sembra ovvio dirlo, ma non è il terremoto che uccide: sono piuttosto le strutture che crollano o si rompono quando la terra comincia a tremare a causare la morte delle persone presenti all’interno o nelle vicinanze; non conosco molto bene la realtà africana – ammette Mazza – ma è ipotizzabile che in quelle zone, popolate di case basse e costruite con materiali ‘leggeri’, gli eventuali crolli siano stati estremamente ridotti”. In effetti, anche in base a fonti raccolte dalla MISNA, i movimenti sismici sono stati avvertiti con più intensità, e hanno scatenato anche maggior panico, ai piani alti dei grattacieli di città come Nairobi, molto distante dall’epicentro, piuttosto che nelle località intorno a Kalemie. Nonostante l’impatto fortunatamente contenuto di questo sisma sulla vita degli africani, almeno inizialmente la maggior parte dei media nazionali e internazionali si è scatenata alla ricerca della notizia a tutti i costi, dimenticando ancora una volta le emergenze di sempre in questi paesi: i conflitti, la povertà, il problema di rifugiati e sfollati, le esigenze alimentari e sanitarie. “Questo terremoto può essere stato d’interesse per noi sismologi – conclude l’intervistato – ma non certo per i media; se lo hanno ‘rincorso’ per un po’ può darsi che, quel giorno, fossero a corto di notizie ‘vere’”.
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