Genitori troppo connessi: uno studio rivela le conseguenze sui figli

Genitori troppo connessi: uno studio rivela le conseguenze sui figli

Una ricerca ha evidenziato come l'eccessivo attaccamento dei genitori agli smartphone abbia conseguenze negative e durature sullo sviluppo psicologico ed emotivo dei figli.

di pubblicata il , alle 11:01 nel canale Telefonia
 

La ricerca di settore ha evidenziato come l'attaccamento eccessivo di genitori e tutori ai propri smartphone possa generare effetti negativi e a lungo termine sullo sviluppo psicologico ed emotivo dei figli. Secondo i dati pubblicati sulla rivista Frontiers in Psychology, i caregiver che non gestiscono adeguatamente i propri dispositivi rischiano di esacerbare l'«attaccamento insicuro» nei bambini.

Questo, a sua volta, può rendere le relazioni interpersonali più ansiose e sfuggenti, compromettendo la capacità dei più giovani di costruire legami sani e stabili. Un fenomeno che, purtroppo, tende a essere sottovalutato, ma le sue implicazioni possono essere profonde per la crescita e la stabilità emotiva dei bambini.

Lo studio ha coinvolto un campione significativo di 600 minori statunitensi, di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Dalle testimonianze dirette raccolte, è emerso un quadro preoccupante: molti ragazzi hanno riferito di sentirsi palesemente emarginati o trascurati dai genitori, spesso assorbiti dall'uso compulsivo dei loro schermi. Questa percezione di non essere al centro dell'attenzione genitoriale può avere un impatto diretto sulla loro autostima e sul senso di valore personale.

La percezione distorta dei genitori e la normalizzazione di un comportamento rischioso

Un ricercatore della sperimentazione ha descritto in dettaglio le conseguenze di questo "attaccamento insicuro" sui giovani. Tali condizioni possono manifestarsi con una marcata mancanza di fiducia in sé stessi, una scarsa autostima e difficoltà significative nello stabilire relazioni interpersonali e nell'esplorare l'intimità emotiva. Non solo: i bambini possono sviluppare una generale riluttanza ad affrontare i rischi necessari per il successo personale e accademico, limitando così il loro potenziale di crescita, autonomia e realizzazione futura. La costante distrazione del genitore, infatti, può privare il figlio di una figura di riferimento stabile e rassicurante.

Questo comportamento, purtroppo, è ormai una consuetudine diffusa, con un'incidenza che preoccupa gli specialisti del settore. Un'indagine del 2024 condotta da Pew ha evidenziato che quasi la metà degli adolescenti statunitensi percepisce i propri genitori come distratti dal telefono durante le interazioni, anche se solo occasionalmente. Si tratta di una percentuale elevata, che alimenta seri interrogativi sulla qualità del tempo trascorso in famiglia e sulla profondità dei legami affettivi. Particolarmente interessante e, per certi versi, allarmante è notare come, quando i genitori sono stati interpellati sul loro stesso comportamento, un numero inferiore di essi abbia ammesso che l'uso dello smartphone costituisse un problema concreto. Questa discrepanza tra la percezione dei figli e quella dei genitori evidenzia una potenziale inconsapevolezza del problema, rendendo più difficile l'adozione di soluzioni.

Già nel 2020, precedenti dati sempre di Pew avevano mostrato come la maggior parte dei genitori sentisse che i propri dispositivi potessero interferire con il tempo di qualità in famiglia. In quell'occasione, il 68% degli intervistati aveva dichiarato di essere "almeno occasionalmente" distratto dal telefono, confermando una tendenza già in atto. Questo dato suggerisce che la questione non è nuova, ma si è progressivamente radicata nel tessuto sociale, diventando parte integrante delle dinamiche familiari moderne. L'uso indiscriminato degli smartphone, quindi, non solo sottrae attenzione e presenza emotiva, ma crea un divario percettivo tra generazioni. I figli sentono la distanza emotiva, mentre i genitori, spesso, non ne comprendono appieno la portata, trasformando la tecnologia, che dovrebbe unire, in una barriera invisibile all'interno del nucleo familiare.

6 Commenti
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Axios200612 Luglio 2026, 16:23 #1
30 anni fa, c'era il cliche' del genitore che leggeva il giornale, guardava la tv, stava a farsi i cavoli suoi... Epoca che vai, distrazione che trovi... Poi, se si deve sempre dare la colpa agli oggetti e non alle persone... La tv, il pc, lo smartphone, bisogna accenderli e guardarli consapevolmente, mica inseguono loro le persone...

Ricordo di persone che si definivano "vittime del televisore"... E grazie, se lo tieni in cucina, acceso 15 ore al giorno, ci credo che sei vittima. Lo si spegne e lo si mette in salotto. Ma piu' comodo essere "vittime"...
DelusoDaTiscali12 Luglio 2026, 16:32 #2
Oggi ci si rincocomerisce con i telefonini, ieri con la TV, l'altro ieri con la radio, ancor prima con i libri e qualche cento anni fa (detto senza offesa) con le letture del prete ...

... a monte c'é un bisogno atavico di fuga dalla realtà che, paradossalmente, ci ha portato a distorcere l' uso di quei mezzi (dai libri in poi) nati per migliorare il nostro rapporto con essa.
Ripper8912 Luglio 2026, 18:38 #3
Ecco l'ennesimo caso di soldi e tempo buttati e che potevano essere investiti in altri tipi di ricerche ben più utili.
UtenteHD13 Luglio 2026, 10:13 #4
Originariamente inviato da: Ripper89
Ecco l'ennesimo caso di soldi e tempo buttati e che potevano essere investiti in altri tipi di ricerche ben più utili.


Putroppo certi studi e certe spese sono obbligatorie, perchè la maggioranza della Gente, anche se ovvio non ci crede, a meno che non sia sancito da uno studio, quindi spesso per dire una cosa ovvia bisogna dimostrarlo altrimenti la maggioranza della Gente non ci creade.
Esempio, se Ti dicessi che il 70% degli Italiani è considerato analfabeta funzionale (che legge o gli parli e non comprende pienamente quanto letto o sentito) ci crederesti? (non voglio risposta è per dire) Nel caso non ci credessi c'e' uno studio che lo dimostra, poi uno può dire che studio è sbagliato per un motivo o per l'altro, ma comunque c'e'.
Unrue13 Luglio 2026, 13:37 #5
Originariamente inviato da: Axios2006
30 anni fa, c'era il cliche' del genitore che leggeva il giornale, guardava la tv, stava a farsi i cavoli suoi... Epoca che vai, distrazione che trovi... Poi, se si deve sempre dare la colpa agli oggetti e non alle persone... La tv, il pc, lo smartphone, bisogna accenderli e guardarli consapevolmente, mica inseguono loro le persone...

Ricordo di persone che si definivano "vittime del televisore"... E grazie, se lo tieni in cucina, acceso 15 ore al giorno, ci credo che sei vittima. Lo si spegne e lo si mette in salotto. Ma piu' comodo essere "vittime"...


Però smartphone e social sono tecnologie molto, ma molto più invasive. Per il televisore basta uscire di casa, e non ti mette il like
Ripper8913 Luglio 2026, 13:44 #6
Originariamente inviato da: UtenteHD
Putroppo certi studi e certe spese sono obbligatorie, perchè la maggioranza della Gente, anche se ovvio non ci crede, a meno che non sia sancito da uno studio, quindi spesso per dire una cosa ovvia bisogna dimostrarlo altrimenti la maggioranza della Gente non ci creade.
Esempio, se Ti dicessi che il 70% degli Italiani è considerato analfabeta funzionale (che legge o gli parli e non comprende pienamente quanto letto o sentito) ci crederesti? (non voglio risposta è per dire) Nel caso non ci credessi c'e' uno studio che lo dimostra, poi uno può dire che studio è sbagliato per un motivo o per l'altro, ma comunque c'e'.


Il punto non è quello, il punto è ......"E QUINDI" ?
Cioè una ricerca fatta tanto per.

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