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#101 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2012
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prova a spiegarlo al tuo socio a 5 stelle
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Promemoria: nel 2023 rottamare brum brum e comprare EV perchè i prezzi continueranno a scendere Promemoria 2: I camion elettrici fra pochi anni saranno migliori di quelli tradizionali, e nel 2030 saranno il 99,5% delle vendite Tesla Model Y auto del passato a 90kmh in prima corsia. Dacia Sandero auto dell'anno 2024.™ Le ormai leggendarie balle sugli incendi. E la SveziaH. |
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 2984
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![]() Gli accumulatori al manganese sono un progetto ITALIANO già in vendita e funzionante, come al solito ti dimentichi che la tecnologia con le rinnovabili fa passi da gigante di anno in anno mentre il nucleare è fermo da decenni. La Cina se ne frega delle politiche ambientali e delle problematiche legate alla gestione delle scorie. In Europa moltissime persone hanno idee un po' differenti per fortuna. L'attuale limite delle rinnovabili è, ancora per poco, l'accumulo. Se una tecnologia ITALIANA è la più moderna, ecologica, efficiente ed economica del momento bisogna utilizzarla subito investendo denaro che darà lavoro ad imprese italiane che impiegano italiani, altro che le tue risatine da salumiere da 4 soldi ![]() Il problema è che in Italia ci sono italiani come te, notturno e zeroargomenti: grazie a gente come voi il vero progresso è sempre ostacolato.
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AMD 9800X3D -MSI B650 EDGE - MSI 4090 GAMING X - 2X16GB GSKILL 6000MHZ CAS 30- SAMSUNG 980 PRO 2TB - Seasonic Prime Titanium 850W |
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#103 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Messaggi: 2984
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Si può aumentare la produzione, anche quella invernale e, con tecnolgia ITALIANA, si possono produrre in ITALIA con manodopera ITALIANA sistemi di accumulo come si deve (vedi i miei post sopra).
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#104 | |
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Member
Iscritto dal: Jan 2025
Messaggi: 60
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Però, non capisco questa fissa che vi è presa su un mio nuovo nik, come fossi un utente riciclato. Ma è tutto lì il tuo argomentare? Non credo sia un pelo scarso? Poi mi dovrai anche spiegare cosa c'entra la Germania, con le loro scelte, con noi. 2 realtà completamente diverse, per morfologia del paesaggio, per la struttura industriale, per la struttura elettrica, per la politica energetica, per la storia ecc... Fai un parallelo privo di senso. Comunque dai: Se devi intervenire scrivendo qualcosa, fallo correttamente. Hai dimenticato l'eolico eh, anche quello era fermo. Però: Sono rimasti al buio? Si sono fermate le fabbriche? Riassumendo: È notoria l'altalena produttiva di eolico e fotovoltaico, la quale viene compensata in parte, o totalmente, dalle Bess/pompaggi in scala di ore/giorno, trovami dove ho scritto che servono per l'inverno. Durante i picchi, le Bess, ma anche i bacini di pompaggio, vengono riempiti, ma forse lo sai già. Nei momenti di crisi, il gestore della rete, sfrutta le centrali a gas, a ciclo combinato, nel caso tedesco ha ancora quelle a lignite, per supportare la rete, con l'integrazione dell'importazione transfrontaliera. In quei giorni, la Germania non ha subito black out, come non hanno subito black out le nazioni confinanti, vittime del medesimo fenomeno. L'ingegneria e la fisica della rete fa questo: sposta la produzione in base alla necessità. Nessuna nazione, razionalmente, va a smantellare completamente le fonti storiche (termoelettriche) anche con alta penetrazione delle Fer. La riserva strategica rimane, e fa parte dell'ingegneria della rete. Per adesso è il gas a tenerle accese, in futuro sarà l'elettrometano ed il biogas a contribuire alla loro alimentazione. Risolto il problema dei 10 giorni di bonaccia, senza traumi, che mi dici dell'attuale situazione climatica applicata al raffreddamento del termoelettrico e del nucleare? E mi sembrano molto più di 10 giorni. Adesso, da chi è tenuta in piedi la rete elettrica delle nazioni europee? Ah, tieni conto che ora il nucleare Francese, ha delle deroghe sul riscaldamento delle acque, altrimenti sarebbe in crisi proprio. Ampliando ulteriormente il discorso, è in corso lo sviluppo delle linee HVDC. Alcune già funzionanti alcune in realizzazione. Questo serve per spostare l'energia tra le nazioni, per superare i problemi tipo quello tedesco. L'ingegneria e la fisica della rete fa questo, a livello europeo. Se ti ricordi era successo anche alla Francia, tra caldo e manutenzioni aveva buona parte del nuculare spento, è stata tenuta in piedi da tutti gli altri eh! Però mi sto ripetendo, in diversi concetti. Ma perché prima non cerchi di comprendere il mio astratto, anche se suddiviso nelle varie discussioni, invece vieni a scrivere 2 vacc ate tanto per. Bravo. |
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#105 | |
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Iscritto dal: Jan 2025
Messaggi: 60
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Peccato per l'approccio poco simpatico di alcuni utenti. |
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Messaggi: 12310
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Il pragmatismo vero non dovrebbe scegliere un vincitore per simpatia, ma dire chiaramente quale combinazione tecnologica è migliore per quel paese per raggiungere gli obiettivi climatici, ridurre le dipendenze, contenere i costi in bolletta e stabilire chi paga, quando e per cosa. I dati su Olkiluoto, Flamanville e Hinkley mostrano davvero che il nucleare europeo recente ha avuto tempi e costi pessimi. Però da lì a dire che il nucleare non sia “utilizzabile” in assoluto ce ne passa: il problema è industriale, finanziario e politico, non una legge della fisica. Sono progetti FOAK: nei posti dove il nucleare non è stato fermato per motivi politici, tempi e costi sono di tutt’altro tipo. Allo stesso tempo, però, non si può fare finta che le rinnovabili siano gratis: incentivi, rete, accumuli e backup sono parte del conto di sistema. In Italia abbiamo già speso circa 200 miliardi in incentivi alle rinnovabili, e il solo costo degli incentivi FER nel 2024 è stato di circa 8,9 miliardi. In più c’è il conto della rete e della flessibilità, che è spesso occulto ma pesantissimo. Anche il Superbonus, giustificato in parte con logiche di efficienza energetica e fotovoltaico, ha assorbito centinaia di miliardi di spesa pubblica e fiscale ottenendo risultati molto discutibili. Qui sta il punto: si parla sempre del CAPEX pesantissimo del nucleare, ma quello delle rinnovabili spesso non viene nemmeno considerato, perché il sole e il vento sono “gratis”. In realtà il CAPEX esiste eccome, solo che viene distribuito su voci diverse, reso meno visibile e politicamente più digeribile. Inoltre viene ammortizzato su capacity factor molto bassi, mentre per renderlo davvero utile servono rete ipertrofica, accumuli e generazione di riserva. Quindi il vero confronto non è tra “impianto nucleare” e “pannello FV”, ma tra due sistemi completi, entrambi con costi e vincoli. Il nucleare concentra il CAPEX sul cantiere e pretende alti capacity factor; le rinnovabili sparpagliano il conto tra impianti, rete, accumuli e backup. In entrambi i casi qualcuno paga, e il punto serio è dire chi, quando, per cosa e con quali risultati. Un piano elettrico basato su sole/vento + batterie, senza dire esplicitamente chi chiude le ore critiche, è di fatto un piano gas. Magari bruci meno metri cubi in media annua, ma i GW di backup restano a gas: prezzo, CO2, import. Non è un insulto alle rinnovabili, è semplice contabilità di sistema. È una scelta legittima, basta esserne consci e non venderla come soluzione green che abbassa le bollette e garantisce indipendenza energetica completa: quella, oggi, è impossibile.
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Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui [cit.] Ultima modifica di azi_muth : 05-08-2026 alle 23:43. |
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#107 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2008
Messaggi: 2009
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L'altro giorno mi è capitato di leggere un blog, e in poche parole diceva, che se anche noi europei/americani smettessimo si produrre CO2. Nell'aria per almeno altri 2 decenni, la maggiorparte della CO2 nell'aria ci apparterrà.
Anche la spesa per la transizione, non deve essere visto come un costo, ma come un investimento per il futuro. Ultima modifica di fabius21 : Ieri alle 03:29. |
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2012
Messaggi: 5767
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E infatti sarà proprio questo ciò a cui puntano i venditori di batterie. Pile cinesi e gas americano.
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#109 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Città: Falconara Marittima
Messaggi: 28176
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![]() PS: Specifico, visto che qui oramai è la prassi l'incapacità di leggere: non sto parlando di queste batterie di cui non mi sono informato, sto solo dicendo che non si capisce perchè dovrei fidarmi della bontà del progetto solo sul fatto che un ministro l'ha lodato. Soprattutto considerando che non vedo un politico degno in Italia da 40 anni.
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ARCANA TALES (Ruleset GdR) - Thread ufficiali ● Profilo Steam ● Fate/Stay Night ● Foto Astronomia
PC: CPU (Artoria): AMD 9800X3D MB (Jeanne): Gigabyte AORUS Elite B850 WiFi7 ICE GPU (Nero): MSI Ventus 3X RTX 5080 RAM: Kingston FURY Renegade 2x16GB DDR5 6000MHz - M.2: Samsung 990 PRO 2TB SCHERMO: LG UltraGear OLED 39GS95QE Ultima modifica di cronos1990 : Ieri alle 07:33. |
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#110 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2007
Città: Padova - Latina - Gorizia
Messaggi: 664
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non iniziare a parlare dei miliardi spesi per le rinnovabili (dimenticando quelli spesi e da spendere per chi il nucleare cel'ha) ed in generale non divagare, dimostra pragmatismo e riparti dalla mia osservazione: vogliamo tutti decarbonizzare giusto? Io ho fatto una semplice constatazione relativa agli ultimi 25 anni in Europa occidentale: spiegami come si fa ad installare quelle 5-10 centrali da noi per decarbonizzare ..perché se DAVVERO vuoi decarbonizzare non devi buttarti in voli pindarici perché la co2 non la abbatti con i buoni propositi o sbaglio? Mentre aspetto che tu mi spieghi come costruire da noi quelle 5-10 centrali, ti ricordo l'importanza di contestualizzare, di non guardare al singolo aspetto ma di sforzarti di conservare una visione d'insieme: che senso ha che mi parli dei problemi delle rinnovabili oggi, quando è chiaro che non si tratta di limiti tecnici ma di limiti burocratici e di incoerenza nell'implementazione? La differenza con il nucleare oggi è che con le rinnovabili quello che ti serve cel'hai già, con il nucleare no ..e te lo dimostra proprio la Francia che OGGI, impiega 15 anni a costruire un solo impianto e che per il futuro ha dovuto prendere atto del vicolo cieco sviluppato da Nuward ed ha incassato delle fortissime perplessità dalla corte dei conti francese a proposito dello sviluppo del programma epr2. Quindi gli screenshot di energy map che oggi pubblicate sono completamente fuori contesto perché sono figli di un'epoca completamente diversa e irrealizzabile nel presente: il presente con il quale fare i conti sono le difficoltà che ha incontrato la stessa Francia nel costruire un solo reattore da 15 anni a questa parte. Concludo per specificare che io non sono affatto contro il nucleare, secondo me la Germania ha sbagliato a chiuderlo, la Spagna NON dovrebbe chiuderlo e chi cel'ha se lo deve tenere stretto; non solo, ma secondo me se allarghiamo i nostri orizzonti al 2050 spero si riesca ad ottenere quel nucleare modulabile e finanziariamente sostenibile che garantirà quell'ultimo 20% di energia pulita per arrivare finalmente ad un 100% completamente decarbonizzato. Detto questo, se l'obiettivo di oggi è VERAMENTE quello di decarbonizzare, devi puntare su rinnovabili (spingendo in proporzione molto di più sull'eolico da noi in Italia in particolare), interconnessioni, smart grid, v2g fino al 70-80% coprendo il fabbisogno restante con le centrali a turbogas ed agendo sulla burocrazie per rendere il costo della loro attivazione meno determinante in % rispetto al costo finale dell'energia che grava sugli utenti. Investire sul nucleare da noi oggi invece avrebbe 2 risultati assicurati: 0 kwh prodotti ..e soprattutto il prolungamento dei contratti fossili per almeno altri 10 anni, che poi vista la presenza fissa di Descalzi nel nostro governo che di fatto è il principale regista delle politiche energetiche, penso in effetti che sia l'obiettivo principale
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CPU Intel Q6600 stepping G0 @ 3.2 - MOBO Gigabyte GA-P35C.DS3R rev 2.1 - RAM Corsair C5 XMS2 4X2GB DDR2 PC6400 - VGA Ati Radeon HD 6870 - DISSIPATORE Zalman CNPS 9700 LED - 3 x HD: 1x [storage] Matrox DIAMONDMAX22 500GB SATA 3.5 720 + 2x raid0 [gaming] Barracuda 7200.10 160GB SATA-II 3.5IN - ALI Corsair HX MODULAR PSU 620W CMPSU-620HXEU |
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#111 | |
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Iscritto dal: Jan 2025
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Questa è la fisica atmosferica, legata alla stagionalità. Sei anche tu talmente fissato a dare contro al fotovoltaico, e ti "dimentichi" sempre delle altre Fer nel mix, strana sta cosa, hai la "dimenticanza" selettiva. Se vuoi basta guardare i grafici pubblici, disponibili dal sito di Terna per vedere come funziona la complementarietà fotovoltaico/eolico. |
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#112 | |
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Iscritto dal: Jan 2005
Città: Roma
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#113 | |||||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Messaggi: 12310
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Tecnicamente biosognerebbe rivolgersi a chi ha già dimostrato di poter costruire reattori in 5-7 anni in ambiti dove non c'era alcuna cultura nucleare, che da noi comunque esiste. La parola d'ordine è serializzazione. I progetti europei sono stati trattati come fossero pezzi d'artigianato, non macchine industriali prodotte in serie. Per questo hanno senso gli SMR. Quote:
Ma evidentemente è un problema burocratico. E' questo il pragmatismo di cui parli? Parlare di rinnovabili e pile e poi fare un piano gas? Quote:
I rilievi della corte dei conti sul programma francese EPR2 non sono una bocciatura tecnica del nucleare, ma un audit di gestione: la Corte ha chiesto allo Stato di chiarire il modello di finanziamento e la copertura della supply chain prima di impegnare risorse pubbliche. Tra l'altro nessuno obbliga l'Italia ad acquistare progetti francesi ci sono SMR e reattori più maturi in giro per il mondo senza finire in Russia o Cina. Quote:
Quote:
In realtà così si sta costruendo la dipendenza dal gas per i prossimi 30 anni... Senza una fonte pulita programmabile, la capacità a turbogas non può essere smantellata. gli obiettivi climatici non possono essere raggiunti, le dipendenze geopolitiche restano e costi delle bollette saranno alti perchè è l'ultimo che immette energia in rete che stabilisce il prezzo. Si ridurrà forse la quantità di gas bruciato all'anno, ma si rende il gas un'infrastruttura critica a tempo indeterminato garantendo la continuità dei contratti di capacità per mantenere le centrali pronte all'uso. Tutto questo spendendo un fottio di soldi per una rete ipertrofica di cui non avremmo bisogno se fossimo stati più pragmatici continuando sul nucleare.
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Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui [cit.] |
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#114 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
Messaggi: 12310
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Ma non ci sono. A batterie non li puoi costruire e non hai bacini sufficienti. Infatti si va a gas.
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#115 | |
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Iscritto dal: Jan 2025
Messaggi: 60
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Il correttivo è I'accumulo ed è già previsto nei piani di Terna, del Pniec, del Mase. Non ho voglia di ricominciare dall'inizio questa discussione. |
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#116 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2008
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Tutto il resto è gas almeno fino al 2050 Quote:
Peccato.
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#117 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2012
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il solare fa 5 volte meno eolico dal 17% al 30% è nemmeno il doppio https://www.sciencedirect.com/scienc...60544216311811 The seasonal profile of Europe's wind output is shown in Fig. 12. Based on the ENTSO-E data, the EU-wide average capacity factor ranges from 30.3± 5.2% in winter down to 17.0± 2.4% in summer (simple averages), or from 28.6% in winter down to 16.0% in summer (capacity-weighted averages). At the extremes, Britain ranges from 39.2% to 19.1%, and Germany from 26.0% to 12.3% across the seasons. Dai confessa: vendi batterie o vendi gas ?
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#118 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2023
Messaggi: 1410
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Io, tra le altre cose, tutta questa capacità eolica installabile in Italia la devo vedere, visto che ha ventosità mediocre e difficilmente sfruttabile. Ma forse si pensa che l'Italia sia la California o l'Australia che hanno ben altre ventosità e insolazioni molto meno impattati dalla stagionalità. Oltre che avere deserti e territori pianeggianti liberi dove installare REN e accumuli a basso costo. E che, nonostante questo e aver speso centinaia di miliardi in tecnologie green, non riescono ad avere prezzi bassi e sistemi a basse emissioni di CO2
Ultima modifica di ZeroSievert : Ieri alle 11:53. |
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#119 | |
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Iscritto dal: Jul 2007
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Si tratta di costruire 5-10 impianti, come fai? Dammi la soluzione per avere nei 5-7 anni di cui parli il baseload nucleare italiano pronto, spiegami: giuro che sono interessato. Inoltre.. Ti ho già fatto notare che è completamente inutile uscire dal contesto europeo perché quei reattori li dovrai costruire nell'Europa occidentale di questi anni, quindi la soluzione me la devi trovare nel nostro contesto economico non dall'altra parte del mondo ..e per questo le difficoltà di Nuward sono emblematiche se vuoi usare gli SMR ..e se invece vuoi usare gli EPR2 la corte dei conti francese in quel rapporto commentava la cifra di 4-500 miliardi (non ricordo il numero preciso) stimati da EDF stessa per il programma epr2, per prolungare la vita utile al parco attualmente in servizio oltre ovviamente alle manutenzioni, quindi auguri.. Aggiungo poi.. ti ho invitato ad astenerti dalle supercazzole sul consumo del gas oggi per presunti limiti delle rinnovabili, perché la risposta l'hai già avuta: abbiamo gw di impianti fermi per la burocrazia, le interconnessioni e le smart grid vanno ultimate, il v2g si deve diffondere ma è già funzionante in diversi ambienti di test con ottimi risultati: pensi che qualsiasi tipo di nucleare sarebbe pronto prima di queste tecnologie? Quindi come vi è stato ampiamente riportato i problemi che hai elencato, non sono limiti intrinsechi della tecnologia rinnovabile che ne rendono inapplicabile l'implementazione (quelli si riferiscono al solo nucleare), ma sono legati a problemi burocratici ed al fatto che il nuovo paradigma energetico basato sulle rinnovabili è in divenire, non è una tecnologia all'apice della sua maturità tecnica ormai da decenni. Attendo la soluzione al problema
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#120 | |
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La geografia non è un elemento considerato da chi parla di rinnovabili in Italia.
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, investono in centrali, mah... 








