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#1 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: Roma
Messaggi: 1383
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P != NP
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http://www.hpl.hp.com/personal/Vinay...reliminary.pdf ebbene... potremmo essere ad una svolta storica per il mondo dell'informatica. non oso pensare i risvolti nel settore della crittografia: il minicrypt esisterebbe e molti algoritmi diverrebbero inutili poiché per avere uno schema crittografico forte basterebbe usare il one-time pad (cioé lo XOR) generando la chiave con un PRG crittografico. aw my gawd. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2002
Città: Dublin
Messaggi: 5989
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Sono molto curioso di sentire i pareri di qualcuno ferrato in materia... purtroppo le mie conoscenze (in particolare matematiche) sono troppo scarse per poter giudicare la dimostrazione come veritiera o no... Aspettiamo il Clay Institute of Mathematics.
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C'ho certi cazzi Mafa' che manco tu che sei pratica li hai visti mai! |
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 1304
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Il mio cervello è esploso alla 10a riga
![]() Ma come mai sta cosa proverebbe che non si può simulare il cervello umano? Perchè noi siamo intuitivamente in grado di risolvere problemi NP? Misteroh (cit.) |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2002
Città: Dublin
Messaggi: 5989
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Boh, forse perché il cervello umano non è deterministico?
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C'ho certi cazzi Mafa' che manco tu che sei pratica li hai visti mai! |
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2007
Città: Padova
Messaggi: 4131
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![]() (ovviamente sto scherzando, dato che non ho la più pallida idea di cosa si parli nel documento citato, e visto che ho provato a leggerlo mi sono reso conto che la sua comprensione è ben oltre le me attuali conoscenze)
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As long as you are basically literate in programming, you should be able to express any logical relationship you understand. If you don’t understand a logical relationship, you can use the attempt to program it as a means to learn about it. (Chris Crawford) |
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Bologna
Messaggi: 1130
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Per gli interessati, i commenti sul paper postati su reddit e hacker news:
http://www.reddit.com/r/programming/...lly_posted_in/ http://www.reddit.com/r/math/comments/cyt73/p_np/ http://news.ycombinator.com/item?id=1585850
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-> The Motherfucking Manifesto For Programming, Motherfuckers |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 1304
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![]() Comunque mi sembra strano intuitivamente: secondo me gli uomini non "risolvono un problema NP", ma più che altro sono capaci di dire "intutivamente" se una data soluzione è una soluzione del dato problema, e quindi trovarne di altre "simili". "intuitivamente" significa che non applichiamo davvero un algoritmo da cima a fondo, ma una serie di passi di "pattern matching" inverso, cioè risaliamo per sostituzione da una soluzione trovata faticosamente ad una nuova "simile". Anche se dopo parecchio training l'operazione di trovare una nuova soluzione diventa naturale e quasi immediata, tra dimostrare l'appartenenza al contrario e trovare tutte le possibili soluzioni passa parecchio Specie quando sono infinite ![]() D'altra parte una macchina NP risolve tutti i possibili rami insieme, e non conosco gente che lo sappia fare Quindi IMHO l'AI rimane possibile. |
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Messaggi: 7359
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2010
Città: Frosinone
Messaggi: 416
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infatti, molti degli algoritmi di cifratura che si usano anche su internet basano la propria sicurezza sulla complessità di problemi NP come la fattorizzazione in primi
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Verona
Messaggi: 1060
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Mi iscrivo... Mizzeca son un centinaio di pagine però...
L'intro è per me incomprensibile, capisco solo che la dimostrazione userà come strumento k-SAT. L'inizio del primo capitolo sembra promettente. 7 pagine di bibliografia
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Ultima modifica di malocchio : 09-08-2010 alle 23:54. |
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#11 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2007
Città: Padova
Messaggi: 4131
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Ad un certo punto però ho cominciato ad interrogarmi sulla sanità mentale dei ricercatori quando ho cominciato, a metà pagina, a leggere scambi di commenti del tipo: Quote:
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Messaggi: 11471
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Per la fattorizzazione esiste già l'algoritmo di Shor che da soluzioni in tempo polinomiale. Certo ci mancano i computer quantistici su cui lanciarlo ma si sa che è corretto.
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2002
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#14 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Bologna
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Sono un branco di simpatici (a volte) nerd
Un altro paio di commenti sul paper da parte di uno dei ricercatori più riconosciuti nel campo, sempre per gli interessati: http://rjlipton.wordpress.com/2010/0...t-equal-to-np/ http://rjlipton.wordpress.com/2010/0...-p%E2%89%A0np/
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 753
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però sul tentativo di rappresentare il cervello attraverso un fedele modello ci si lavora e i risultati ci sono: "progetto blue brain". non so se io sia andato OT.... (probabilmente si) ma io credo che comunque interessarà a molti d'altronde si tratta di informatica unita alla psicologia, ovvero intelligienza artificiale. non credo che l'obiettivo del progetto sia fuori portata: http://www.ted.com/talks/henry_markr...s_secrets.html guardatelo, io l'americano così non riesco a capirlo bene se non qualche frase. Però ho la traduzione fornita da un'amico "La nostra missione è quella di costruire un modello computerizzato del cervello umano dettagliato e realistico. Nel corso degli ultimi quattro anni abbiamo dimostrato la fattibiltà del concetto simulando una piccola parte del cervello di un topolino, e adesso stiamo sviluppando ed ingrandendo il progetto per arrivare a simulare il cervello umano. Perche stiamo facendo tutto ciò? Ci sono tre ragioni principali. La prima, è l'importanza di capire il funzionamento del cervello per progredire nella comprensione della società, ed penso che questo sia un passo fondamentale nell'evoluzione. La seconda ragione è che non possiamo continuare all'infinito a fare esperimenti sugli animali, e dobbiamo integrare tutti i dati e la conoscenza in un modello funzionale. E' come l'arca di Noè o un archivio. La terza ragione è che ci sono due miliardi di persone che soffrono di patologie mentali, ed i farmaci disponibili ad oggi funzionano prevalentemente in modo empirico. Penso che possiamo arrivare ad una soluzione concreta su come trattare patologie mentali. Già allo stadio in cui siamo possiamo usare il modello computerizzato del cervello per esplorare alcuni aspetti fondamentali del suo funzionamento. Qui a TED, in anteprima, voglio illustrarvi il modo in cui stiamo verificando una delle molte teorie sul funzionamento del cervello. Questa teoria postula che il cervello crei, costruisca una propria versione dell'universo. E proietta questa versione dell'universo, come una bolla, tutt'intorno a noi. Questo è stato argomento di dispute filosofiche per secoli. Ma, per la prima volta, possiamo veramente studiarlo per mezzo di una simulazione del cervello ponendo domande in maniera sistematica e rigorosa per verificare questa teoria. La ragione per cui la luna appare più grande all'orizzonte è semplicemente che la nostra bolla percettiva non si estende per 380.000 chilometri. Non è abbatanza grande. E così quello che facciamo è paragonare gli edifici all'interno della nostra bolla percettiva, e traiamo conclusioni. Decidiamo che uno è grande, anche se magari non è così grande, e questo significa è che le decisioni sono ciò che sostiene la nostra bolla percettiva. La tiene in vita. Senza decisioni non ci è possibile vedere, pensare, o provare emozioni. Può essere che crediate che l'anestesia funzioni immergendovi in un sonno profondo, oppure bloccando i recettori in modo da non far sentire dolore, ma in realtà non funziona così. L'anaestesia crea un'interferenza nel cervello, in modo che i neuroni non possano capirsi l'un l'altro. Sono confusi e non ci consentono di prendere decisioni. Così, mentre cercate di decidere su cosa stia facendo il chirurgo mentre vi opera, il chirurgo se ne è già andato. E' a casa a bere il té. (Risate) Quindi, quando trovate una porta e la aprite, quello che dovete obbligatoriamente fare per percepire, è prendere delle decisioni. Migliaia di decisioni circa le dimensioni della stanza, le pareti, l'altezza, gli oggetti presenti. Il 99 percento di quello che vedete non è quello che entra dagli occhi. E' quello che inferite della stanza. Ecco che si può dire, con certezza, "Penso, dunque sono". Ma non posso dire "tu pensi, quindi sei" perchè tu sei nella mia bolla percettiva. Possiamo speculare e filosofare a questo proposito, ma non è necessario farlo per i prossimi cento anni. Possiamo porci una domanda molto concreta. "Può il cervello creare una tale percezione?" Ha la capacità di farlo? Ha il materiale per farlo? Ecco quello che vi voglio presentare oggi. L'universo ha impiegato 11 miliardi di anni per costruire il cervello. Ha dovuto migliorarlo a poco a poco. Ha dovuto aggiungere i lobi frontali, in modo che si possano avere istinti, perchè questi erano necessari per sopravvivere. Ma il progresso più importante è stata la neo-corteccia cerebrale. E' il nuovo cervello che ci serviva. Era necessario ai mammiferi perchè dovevano far fronte all'allevamento della prole, alle interazioni sociali, a funzioni cognitive sofisticate. Si può pensare che la neo-corteccia sia la soluzione definitiva prodotta dall'universo, per quel che ne sappiamo. E' il pinnacolo, il prodotto finale che l'universo ha prodotto. Ha avuto un tale successo evolutivo che, dal topo fino all'uomo, è cresciuta di un migliaio di volte in termini di numero di neuroni, per arrivare a questo quasi terrificante organo, a questa struttura. E non ha terminato il proprio percorso evolutivo. A tutti gli effetti, la neo-corteccia del cervello umano si sta evolvendo ad un'enorme velocità. Se fate uno zoom sulla superficie della neo-corteccia scoprirete che è costituita da piccoli moduli processori G5, come in un computer Ma ce ne sono circa un milione Hanno avuto un tale successo nell'evoluzione che quello che abbiamo fatto è stato di moltiplicarli via via, aggiungendone sempre più al cervello fino a non trovare più spazio dentro al cranio Così, il cervello ha cominciato a ripegarsi su se stesso e questa è la ragione per cui la neo-corteccia è così convoluta. Non si sta facendo altro che stipare colonne per poter avere ulteriori colonne neo-corticali per eseguire funzioni sempre più complesse Dunque potete pensare alla neo-corteccia come ad un enorme pianoforte un pianoforte con un milione di tasti. Ognuna di queste colonne corticali può produrre una nota. La stimolate e produce una sinfonia. Ma non è semplicemente una sinfonia di percezioni. E' una sinfonia del vostro universo, la vostra realtà. Ci vogliono anni per imparare a padroneggiare un pianoforte con un milione di tasti. Ecco perchè bisogna mandare i bambini a buone scuole, sperabilmente fino ad Oxford. Ma non è solo questione di educazione ma anche di genetica. Se siete fortunati, o sapete padroneggiare le vostre colonne corticali potete suonare una sinfonia fantastica. C'è una nuova teoria sull'autismo chiamata teoria del "modo intenso", che postula che le colonne corticali siano "super colonne" altamente reattive ed super plastiche e così chi è autistico è in grado di creare ed imparare una sinfonia che per noi altri è inpensabile. Ma capirete anche che se c'è qualche disfunzione in una di queste colonne la nota può risultare stonata. La percezione, la sinfonia prodotta, sarà rovinata, e si mostreranno i sintomi della malattia. Quindi, il Santo Graal per le neuroscienze è capire la struttura delle colonne corticali e non solo nell'interesse delle neuroscienze, ma forse anche per capire la percezione, la realtà, e perfino la realtà del mondo fisico. Quello che abbiamo fatto negli ultimi 15 anni è stato sezionare la neo-corteccia, in modo sistematico. E' un po' come andare a catalogare un pezzo di foresta. Quanti alberi ci sono? Di che forma sono gli alberi? Quanti ce ne sono per ogni tipo? come sono posizionati? E' qualcosa di più di un catalogare perchè bisogna scoprire e descrivere le regole della comunicazione e le regole della connettività perche ai neuroni non piace connettersi con qualunque altro neurone. Scelgone con attenzione a chi si connettono. Si tratta di qualcosa di più che catalogare anche perchè bisogna costruire dei modelli digitali tridimensionali delle colonne. E noi l'abbiamo fatto per decine di migliaia di neuroni avbbiamo costruito dei modelli digitali di vari tipi dei neuroni che abbiamo trovato. Una volta fatto questo, si può realmente cominciare a costruire la colonna neocorticale. Ecco, qui stiamo arrotolandone una sull'altra. Ma mentre lo fate, quello che scoprite è che i rami si intersecano in milioni di punti e ad ognuna di queste intersezioni si forma una sinapsi. La sinapsi è il luogo chimico in cui le colonne comunicano tra di loro. E queste sinapsi tutte insieme formano la rete o il circuito del cervello. Il circuito si può considerare come il tessuto del cervello. E quando si pensa al tessuto del cervello, come è fatta la struttura? Qual'è il disegno del tappeto? Potete capire che questo rappresenta una sfida fondamentale per qualsiasi teoria del cervello, ed in particolare per una teoria che dice che c'è una realtà che emerge da questo tappeto, da questo tipo di tappeto con un proprio disegno particolare. Questo accade perchè il più importante segreto del disegno del cervello è la diversità. Ogni neurone è differente. E' lo stesso in una foresta. Ogni pino è diverso. Ci possono essere molti tipi diversi di alberi ma ogni pino è diverso. E nel cervello è lo stesso. non c'è un neurone nel mio cevello che sia uguale ad un altro, e non c'è un neurone nel mio cevello che sia uguale a uno dei vostri. E i vostri neuroni non saranno posizionati ed orientati esattamente allo stesso modo. Si possono avere più o meno neuroni. Così è molto improbabile che voi abbiate lo stesso tessuto, gli stessi circuiti. Allora, come è possibile che creiamo una realtà tale che possiamo comprenderci vicendevolmente? Non serve fare speculazioni, Possiamo guardare alle dieci milioni di sinapsi. Possiamo prendere in esame il tessuto e cambiare i neuroni. Possiamo usare neuroni differenti, con differenti variazioni. Possiamo posizionarli in luogi differenti, e orientarli in diversi modi. Possiamo usarne di più o di meno, E quando facciamo tutto ciò scopriamo è che i circuiti in effetti cambiano Ma lo schema di come i circuiti sono disegnati non cambia. Così, il tessuto del cervello, benchè il vostro proprio cervello può essere più piccolo o più grande, può avere svariati tipi di neuroni, svariate morfologie. Abbiamo in comune lo stesso tessuto. Riteniamo che questo fatto sia specifico per ogni specie, il che potrebbe spiegare perchè non possiamo comunicare tra speci diverse. Allora, facciamolo funzionare. Ma per fare ciò occorre dargli vita. Gli si dà vita con equazioni e formule. Le equazioni che descrivono i neuroni come dei generatori di elettricità furono scoperte da due premi Nobel di Cambridge. Abbiamo le formule che animano i neuroni. Abbiamo anche le formule che descrivono il modo in cui i neuroni raccolgono informazioni, e il modo in cui creano una piccola scarica elettrica per comunicare tra di loro. E quando si arriva alla sinapsi, quello che fanno in realtà, è di causare, letteralmente, uno shock alla sinapsi. E' come uno shock elettrico che libera dei composti chimici. Abbiamo le equazioni che descrivono anche questo processo. Così possiomo descrivere la comunicazione tra i neuroni. E' solo una manciata di equazioni quella che serve per simulare l'attività della neo-corteccia. Però serve un computer molto potente. In realtà serve un computer portatile per eseguire i calcoli per un solo neurone. Allora servono 10.000 portatili. Bisogna andare all'IBM, e usare un supercomputer, perchè loro sanno come prendere 10.000 laptop e concentrarli nelle dimensioni di un frigorifero. Con questo computer Blue Gene. Possiamo caricare tutti i neuroni, ciascuno sul suo processore, dare l'avvio, e stare a vedere cosa succede. Portare il tappeto magico a fare un giro. Qui lo attiviamo. E questo ci dà un'idea di ciò che succede nel vostro cervello quando c'é uno stimolo. E' una prima prospettiva. Quando guardate per la prima volta, vi viene da pensare: "Dio mio. Com'è che la realtà viene fuori da lì?" Però in effetti è possibile constuire una realtà particolare anche se non abbiamo istruito questa collona neo-corticale, Ma possiamo chiedere: "dov'è la rosa?" Possiamo chiedere "dove si trova nella corteccia, se la stimoliamo con una foto?" Dove è collocata nella neo-corteccia? Se abbiamo creato questo stimolo, deve trovarsi all'interno. Possiamo ignorare i neuroni e le sinapsi, e concentrarci solo sull'attività elettrica. Perchè questo è ciò che viene creato. Si generano modelli di attività elettrica. Quando facciamo così per la prima volta vediamo queste strutture fantasmatiche: oggetti fatti di elettricità che compaiono dentro la colonna neo corticale. Sono proprio questi oggetti che contengono tutte le informazioni relative a qualsiasi cosa le abbia stimolate. E quando abbiamo fatto uno zoom su questa realtà, è come un universo vero e proprio. Il prossimo passo è prendere queste coordiante cerebrali e proiettarle nello spazio percettivo. E facendo ciò si può entrare nella realtà che si è creata da questo pezzo di cervello per mezzo di questa macchina. Quindi, in sintesi, Penso che l'universo possa - possibilmente - aver evoluto un cervello per guardare a se stesso. che può essere un primo passo verso l'auto-coscienza. C'è ancora un sacco di cose da fare per verificare queste teorie, o qualsiasi altra teoria. Ma spero che voi siate almeno parzialmente convinti che non è impossibile costruire un cervello. Possiamo arrivarci in 10 anni, e se ce la facciamo, spediremo a TED, tra 10 anni, un ologramma per tenere la conferenza. Grazie. (Applausi)" |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 1304
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Bellissimo wall of text
E' proprio come la penso io. Con la differenza che secondo me, come per emulare un programma non serve emulare i transistor che lo fanno girare, per emulare la mente non serve emulare il cervello. E' solo che capire in astratto il modello che fa funzionare la mente potrebbe essere un compito troppo difficile per la mente stessa Magari dopo che brute-forzano il problema si riesce a trovare un modo più economico di risolverlo... certo che trovare l'equivalente di miliardi di processori per i soli neuroni (e ci sono 4 volte tante cellule della glia (che non si sa a che servano)) mi sembra un tantino lontano nel tempo
Ultima modifica di Tommo : 10-08-2010 alle 15:37. |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Bologna
Messaggi: 1130
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Quote:
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-> The Motherfucking Manifesto For Programming, Motherfuckers |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 753
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Molti non credono affatto che fra 10 anni saremo in grado di costruire una mente artificiale.
Ma non vedo il perchè, dato che sappiamo oramai tutto sul neurone. Che è l'elemento fondamentale e chiave del cervello. E' nato un progetto al CERN (CERN Blue Brain Project 2010) Certo rimangono ancora da capire molte interazioni tra questi, ma come hai letto nel testo, molte spiegazioni avverrano durante le simulazioni. Inoltre il numero dei neuroni non sembra nemmeno contare più di tanto. Guarda questo video, dove hanno usato una parte di un cervello di un topo, inoltre fa vedere una stanza per la simulazione detta prima con l'uso di 10.000 uP uno per neurone. http://www.youtube.com/watch?v=RLCT3wU4fek oppure questa ragazzina sta recuperando tutte le funzioni svolte da un emisfero, il quale è stato asportato. http://www.facebook.com/l.php?u=http...elated&h=dedd8 tutto questo per dire quanto il numero dei neuroni non sembra contare come sembrava fino a qualche anno fa. Ora sono oltre modo OT. |
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 13043
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La chiave sta nel fatto che non sappiamo come siamo stati creati noi e non conosciamo pienamente il nostro funzionamento... ammesso che di "creazione" si possa parlare.
Noi abbiamo inventato le macchine, noi c'abbiamo fatto una teoria sopra e sempre noi le abbiamo programmate. Tuttavia c'è qualcosa che evidentemente sfugge, il reverse-engineering del mondo nel suo complesso non è detto che porti a capire come funzioni in realtà (anche se è notevole il fatto che ci siamo creati un modello e siamo riusciti più o meno a far tornare molte cose all'interno di questo modello). Ho una teoria riguardo al "creazionismo", ma è solo una mia congettura. [FANTASIA MODE ON] Per come la vedo io è una gerarchia, in cui un essere a livello X può creare esseri a livello X-1 ma non al suo stesso livello, dove per livello intendiamo livello di intelligenza (per intelligenza prendiamo l'ampia definizione di Hofstadter). Lo stesso essere umano quando concepisce una creatura non concepisce una creatura della sua stessa età e con il suo stesso progresso mentale (qui entra in gioco l'evoluzione). Può essere vista come una forzatura ma a conti fatti è molto simile a ciò che dice Goedel con il suo teorema di incompletezza. [FANTASIA MODE OFF] Inoltre c'è da considerare una cosa... bene o male gli esseri umani sono strutturati nello stesso modo, per cui di fatto non basta creare una architettura simile a quella nostra per ottenere una macchina che si comporti nel nostro stesso modo. In particolare mi viene da pensare che ogni essere umano ha dentro di se un "programma" che lo porta a comportarsi in una maniera piuttosto che in un'altra a prescindere dal suo essere fisico. Chiamatela "mente" o "anima" ma di fatto è un qualcosa non dipendente strettamente dal corpo. Roger Penrose ha teorizzato che in realtà il funzionamento del cervello, in particolare la coscienza di se, abbia a che fare molto con la meccanica quantistica. Tornando sulla Terra bisogna anche tenere conto che la matematica non perdona, e la teoria della computabilità rimane sempre lì dov'è... esistono funzioni non calcolabili, ovvero la nostra potenza di calcolo (non velocità attenzione) è limitata (e questo varrà anche quando avremo a disposizione computer quantistici e/o biologici). Ultima modifica di WarDuck : 10-08-2010 alle 16:49. |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2007
Città: Padova
Messaggi: 4131
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Intanto credo sia importante distinguere il fatto che, un conto è tentare di modellare il cervello, che è un oggetto fisico, e misurabile, e un conto è modellare la mente, che, parrebbe, non è qualcosa di *strettamente* fisico, materiale, ma si può immagina come uno o più processi di "alto livello" (ma anche questo è discutibile, ho trovato fonti che sostengono che il processo/processi più che altro sono la riflessione costante nella mente del vissuto, dell'esperito, ovvero la manifestazione di ciò che chiamiamo io; mentre la mente di per se è solo un contenitore). Sta di fatto però, che la mente umana non è solo dotata di razionalità, ma comprende anche l'emozione, che da sempre ha un ruolo importantissimo nello sviluppo dell'intelligenza. Il "circuito" dell'emozione non è confinato al solo cervello, ma dipende strettamente da tutto il corpo (e dunque il corpo umano è importantissimo per permettere lo sviluppo di una mente umana). Questo lo dice la teoria del cervello emotivo (LeDoux, Jhosep). Se lasciamo fuori questa "fetta" enorme, non stiamo modellando la mente umana, ma qualcos'altro. E il corpo umano, anche questo, non lo puoi modellare come un unico oggetto: proprio come ci sono tante menti, una diversa dall'altra, ci sono tanti corpi, uno diverso dall'altro, anche se meccanismi e struttura tendono a un qualcosa di comune, facente parte della nostra specie. Certo, l'argomento è affascinante, ma dannatamente spinoso. @Tommo: hai letto il post di warduck? vedi che alla fine Godel c'entra :P
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As long as you are basically literate in programming, you should be able to express any logical relationship you understand. If you don’t understand a logical relationship, you can use the attempt to program it as a means to learn about it. (Chris Crawford) Ultima modifica di banryu79 : 10-08-2010 alle 17:25. |
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