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Old 10-07-2009, 01:57   #421
Amodio
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come già detto altre volte mi trovo in australia
e cmi chiedono in molti di voler visitare napoli e di domandano alcuni posti interessanti da vedere

ma cosa gli devo dire?
qui non esiste tutta questa delinqueenza, ad un tipo che gli ho appena "accennato" la situazione si è credeva che andavamo in giro con il carro armato in centro
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Amodio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 10-07-2009, 10:58   #422
Ciccio17
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come già detto altre volte mi trovo in australia
e cmi chiedono in molti di voler visitare napoli e di domandano alcuni posti interessanti da vedere

ma cosa gli devo dire?
qui non esiste tutta questa delinqueenza, ad un tipo che gli ho appena "accennato" la situazione si è credeva che andavamo in giro con il carro armato in centro
Di dedicarsi a qualche altra attività
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Parco giochi per bambini a Roma
Ciccio17 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-07-2009, 17:21   #423
Mordicchio83
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Continuano controlli e polemiche su mare e depuratori:

Quote:
Mare, bandiera nera dell'ARPAC: da Licola fino al lago Patria
Bacoli, mare pulito, ma resta il ticket del fine settimana

Niente bandiera blu. Prima c’era stato lo scandalo della chiusura dei lidi per gli abusi edilizi, ora arrivano i dati diffusi dall’Arpac che inseriscono i duemila 456 metri di Giugliano tra i tratti di costa non idonei alla balneazione. Una situazione diffusa in quasi tutto il napoletano, ma che qui disegna una prospettiva triste per l’economia del litorale. Una volta riaperti cinque dei sette lidi sotto sequestro, la situazione non è migliorata. A dare l’affondo era già stata l’enorme quantità di liquami scaricati in mare a fine giugno, in seguito allo sciopero degli addetti del depuratore di Cuma: pestilenza e colore scuro avevano già dirottato altrove i pendolari del mare. Ora, la mazzata dei dati sull’inquinamento. Disagi su disagi, che mettono in ginocchio gli imprenditori turistici di Giugliano. «Siamo al tracollo - dice Adolfo Masullo, operatore Fiba – Questa stagione è cominciata male e va avanti così nonostante il nostro tratto di costa sia quello meno inquinato. Non ci aiutano nemmeno le condizioni atmosferiche». I dati diffusi dalla Regione, basati sulle analisi svolte dall’Arpac, fanno emergere una situazione allarmante. Denunciano ritardi e mancanza di controlli dal cartello di associazioni «Costa dei sogni», nato per riportare la bandierina blu sul litorale. «Si tratta di un disastro annunciato: chi doveva ascoltare non ha ascoltato – dice il legale Gaetano Montefusco - La Regione è intervenuta solo dopo il disastro ed ha aspettato la Procura, mentre bastava essere più attenti prima e prevenire l’emergenza». Non sorprende, quindi, che il Comune di Giugliano abbia scelto Ischia come meta della colonia estiva per 105 bimbi, tra luglio e agosto.

Tonia Limatola
Il Mattino il 10/07/09
Quote:
Bacoli, mare pulito ma resta il ticket nel fine settimana

Mare balneabile con sedimenti privi di agenti batterici lungo la costa, pedaggio d’accesso al lungomare nei weekend e in agosto per un periodo continuato dal 10 al 23. Il commissario prefettizio Umberto Cimmino, su proposta del comandante della polizia municipale, Marialba Leone, ha adottato una delibera che ribadisce l’applicazione del ticket nella Ztl di Miseno e Miliscola. I non residenti che raggiungono con l’auto il lungomare pagano 5 euro il sabato e la domenica (fino al primo weekend di settembre) e nei giorni di maggiore afflusso a cavallo del Ferragosto. Per i contravventori multa da 78 euro. Ciclomotori e motorini saranno invece bloccati ai due check-point, presidiati non più da guardie giurate ma da vigili urbani. La decisione segue una valutazione dei dati statistici raccolti dalla polizia municipale: dal 2003, l’anno in cui l’ex sindaco Antonio Coppola ha introdotto il provvedimento, si è registrata una diminuzione della microcriminalità del 70 per cento. L’obiettivo perseguito «regolamentare l’afflusso dei veicoli che nei fine settimana superano le 7mila unità e ridurre l’inquinamento atmosferico grazie ad una tassa prevista dalla legge». E sono potenziati anche i controlli di sera per impedire i rave party sulle spiagge di Miseno e Miliscola: una task force di polizia municipale, carabinieri e polizia accerterà la guida in stato di ebbrezza e l’utilizzo di stupefacenti. Intanto resta alta l’attenzione anche per lo stato di salute di mare e litorale. Il monitoraggio dell’Arpac del 2 luglio - in 7 punti della costa tra Bacoli e Monte di Procida - ha riconfermato l’assenza di colibatteri ed agenti chimici inquinanti: gli esiti analitici rientrano nei parametri previsti. Resta come sempre il divieto sui tratti di costa Spiaggia Romana-Colonia Vescovile e Spiaggia Romana-Lido Fusaro. E Assobalneari Campania aderente al sistema Federturismo Confindustria «chiede la divulgazione della balneabilità a Bacoli, Monte di Procida, Lucrino, Arco Felice e Pozzuoli». «Le spiagge sono vuote con una ripercussione sul comparto turistico ed il suo indotto, messo già a dura prova dalla crisi economica», afferma Emiliano Esposito di Assobalneari. Contro l’ultimo scempio un presidio permanente all’esterno del depuratore di Cuma nel prossimo weekend: dalle 8 di sabato alle 23 di domenica associazioni e cittadini si raduneranno all’esterno dell’impianto di Licola. Si reclama alla Regione «la chiusura del sito per disastro ambientale, procedure penali per i responsabili e l’avvio di lavori di ammodernamento dell’impianto». «In attesa di un generale riassetto funzionale dell’impianto di depurazione di Cuma, la Provincia di Napoli ha presentato, in una riunione tenutasi in prefettura, le proprie proposte per migliorare, da subito, le condizioni del mare dell’area domizio-flegrea». È quanto affermato dal presidente della Provincia Luigi Cesaro. È inoltre stato auspicato il ripristino della fase di stabilizzazione dei fanghi prodotti a valle del trattamento dei reflui.

Patrizia Capuano
Il Mattino il 10/07/09
Quote:
Spiagge e mare inquinati: è scoppiata la psicosi

Il sindaco Pianese: <<Attendiamo nuovi dati>>. Sit-in davanti al depuratore.

di Matteo Giuliani


Giugliano. E’ scoppiata la psicosi per il “mare inquinato”.
I dati diffusi dall’Arpac nei giorni scorsi e i casi denunciati sulla presenza di “vermi ed altri insetti” sulle spiagge adiacenti al canale di scarico del depuratore di Cuma hanno innescato una vera e propria mania nei confronti delle spiagge di Licola e Varcaturo. In effetti i dati pubblicati sul sito ufficiale dell’Arpac indicano uno “sforamento” del 100% del massimo previsto dalla legge per la presenza di “coliformi”, residui organici derivanti dai liquami. Si tratta di cifre che destano notevole preoccupazione. La legge infatti ammette la presenza di un massimo di 2mila coliformi per ogni 100 milliltri di acqua. Nei campioni prelevati dalle acque di Licola e Varcaturo, si contavano 200mila coliformi per ogni 100 millilitri di acqua, dati che inequivocabilmente evidenziano un elevato tasso d'inquinamento.
Il sindaco di Giugliano Giovanni Pianese invita alla calma: «Ho chiesto all’Arpac di effettuare tutti i controlli di rito. Per adesso ne sono stati effettuati circa la metà, da dove si evince la non balneabilità delle nostre acque, se non per un tratto, dove non risulta la presenza di colibatteri. Attendiamo i risultati».

Intanto ieri si è svolto un sit-in di protesta davanti al depuratore di Cuma. Un nutrito gruppo di manifestanti hanno esposto striscioni e cartelli contro l'immissione nelle acque flegree di liquidi delle fogne non trattati in seguito ad una protesta dei lavoratori della Hydrogest, società che gestisce per nome e conto della Regione Campania l'impianto di depurazione.
Nel corso della manifestazione è emersa la necessità di chiarire le responsabilità politiche della gestione dell'impianto chiedendo l'intervento della Regione, della Provincia e dei Comuni interessati, accertare le responsabilità giudiziarie e quindi perseguire legalmente chi ha provocato il disastro ambientale. Questo aspetto è seguito già da alcuni studi legali di Pozzuoli e di Bacoli e da alcune associazioni, come "Costa dei sogni", che da anni si occupa del ripristino delle ottimali condizioni ambientali del litorale domitio-flegeo - e infine - trovare un soluzione tecnica definitiva.
I comitati convocheranno tecnici che chiariranno qual è la situazione dell'impianto e si proverà a trovare una soluzione: ammodernamento o sostituzione e quindi non la chiusura.

Hanno partecipato all'iniziativa spontanea nata attraverso il social network Facebook, dal gruppo: "Chiudere il finto depuratore di Cuma", molte associazioni, comitati e cittadini dei comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli, Monte di Procida, Napoli e Giugliano.
Presenti anche i consiglieri provinciali Tommaso Sodano e Carlo Morra, l'ex assessore all'ambiente della provincia di Napoli Francesco Emilio Borrelli ed altri esponenti politici locali.
Il prossimo appuntamento che si sono dati i comitati è per mercoledì prossimo alle 18 al Nazca Caffè ad Arco Felice insieme al Comitato Civico Flegreo.
http://www.internapoli.it/articolo.asp?id=15810


Forza colera!!!
Mordicchio83 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-07-2009, 20:33   #424
entanglement
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Carina anche questa..

http://www.corriere.it/cronache/08_a...4f02aabc.shtml

A quanto ho sentito al tg1 tra i "manifestanti" c'era pure il padre del ragazzo multato...
soluzione: uzi e pallottole di gomma. poi identificazioni e lavori forzati

manco in africa
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And did you exchange a walk on part in the war for a lead role in a cage?
nerdtest: 36% - http://www.nerdtests.com
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Old 16-07-2009, 12:31   #425
Mordicchio83
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Città: provincia di Napoli
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"Buone nuove"

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Fuga dall´estate nera del mare
In viaggio sulla costa flegrea: schiuma, acqua sporca e lidi deserti. Boom di chiamate alla Guardia costiera. Sono due le indagini sul depuratore di Cuma

di Dario Del Porto


MONTE DI PROCIDA - La schiuma è biancastra. Nel punto più denso appare come ricoperta di bolle. Forma come una lunga scia, proprio davanti al Porticciolo di Acquamorta a Monte di Procida. Al di là di quella striscia, il mare non è più azzurro. Smette di essere blu e assume una tonalità che si fa via via sempre più scura fino a diventare in qualche tratto addirittura marrone.

Questo mare che non ha più colore bagna una costa fantasma: dieci chilometri di spiaggia e gli ombrelloni sono quasi tutti chiusi. Qualcuno passeggia, nessuno fa il bagno. La prima estate dopo la grande emergenza rifiuti deve fronteggiare il nuovo allarme legato al depuratore di Cuma. E se fosse possibile tracciare una ideale linea di confine, sarebbe delimitata da quella schiuma bianca e sudicia in cui il motoscafo della Guardia Costiera, pochi minuti dopo aver oltrepassato Nisida, si imbatte proprio a ridosso del porticciolo di Monte di Procida. Da qui, comincia il viaggio di "Repubblica" lungo l´area interessata dall´impianto dove si teme un nuovo allarme ambientale.

«Sicuramente influisce anche il gioco delle correnti - spiega il comandante Luciano Del Prete, responsabile della sala operativa della capitaneria di porto - ma è molto probabile che anche la schiuma sia una conseguenza di quanto accaduto nei giorni scorsi». Ai centralini della Guardia Costiera arrivano ogni giorno settanta, anche ottanta telefonate al giorno di bagnanti che segnalano mare sporco prevalentemente lungo la costa flegrea e nella zona a ridosso dei collettori del depuratore. In media, negli anni scorsi, le chiamate giornaliere non erano più di una decina. «Il numero di segnalazioni è aumentato notevolmente - sottolinea Del Prete - a causa del macro inquinamento che si è registrato in questi giorni. Una situazione anomala, che allarma i cittadini e di conseguenza preoccupa anche noi. Anche se devo dire che in questo momento la situazione appare già sensibilmente migliorata».

Infatti le testimonianze di chi aveva attraversato in gommone questo stesso tratto di mare appena sabato scorso raccontano di acqua tanto sporca da spingere i passeggeri a coprirsi con asciugamani per evitare anche solo di essere sfiorati da qualche goccia. Ma anche oggi, vista da bordo della motovedetta, appare oleosa, in alcuni frangenti macchiata come a chiazze. Da Monte di Procida fino a Licola, passando per Fusaro, Miliscola, Torregaveta, si naviga un mare che non è più azzurro e si può osservare una distesa di spiagge vuote: uno spettacolo che fa male, ma che in fondo non sorprende. I nodi del depuratore di Cuma, venuti clamorosamente al pettine dopo lo sciopero dei lavoratori di metà giugno e finiti ora sotto la lente della magistratura, rappresentano oggi l´ombra più pesante che si allunga sulla stagione turistica già messa a dura prova dalla crisi economica.

Accanto al rischio inquinamento, c´è da fronteggiare anche un altro nemico: la psicosi, che può assestare colpi tremendi a tutto il settore. Ne sono consapevoli gli addetti ai lavori che si fanno scudo con i dati rassicuranti diffusi dall´Arpac. Altre analisi vengono completate in queste ore e gli esiti dovranno essere trasmessi tempestivamente all´autorità giudiziaria, entrata in azione dinanzi alle ripetute segnalazioni dell´ultima settimana. L´ammiraglio Domenico Picone, direttore marittimo della Campania e comandante del porto di Napoli, invita a ragionare con lucidità: «Gli sversamenti ci sono, è inutile nasconderlo. Però c´è anche un po´ di psicosi. La situazione attuale mi sembra sostanzialmente non troppo diversa da quella dell´anno scorso. E credo che il calo delle presenze nei lidi sia determinato anche da altre ragioni, d´altra parte la stagione è appena agli inizi. In ogni caso, stiamo svolgendo gli accertamenti che ci sono stati delegati da due Procure: quella di Napoli e quella di Santa Maria Capua Vetere. Le nostre verifiche si estendono a tutto il litorale di competenza. Naturalmente - ricorda l´ammiraglio - noi non siamo politici. A noi spetta vigilare, compiere le verifiche e segnalarle agli organi deputati. Ed è ciò che facciamo. Tutto il resto, compete ad altri uffici»

Due inchieste, dunque. E due Procure al lavoro. Il coordinatore del pool Ecologia di Napoli, il procuratore aggiunto Aldo De Chiara, e il pm Antonio D´Alessio hanno intenzione di esaminare tutti gli aspetti che ruotano attorno al depuratore di Cuma. Si parte dallo stop di due giorni determinato dalla protesta dei lavoratori contro il mancato pagamento degli stipendi, e dall´ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio, al momento formulata contro ignoti. Ma si guarderà anche al funzionamento dell´impianto, alla sua manutenzione e ai rapporti fra la società che lo gestisce, la Hidrogest, e la Regione Campania. I magistrati hanno acquisito quattro sentenze emesse fra il 2000 e il 2003 a conclusione dei processi di primo grado celebrati nei confronti delle precedenti gestioni del depuratore. Si aspetta soprattutto la relazione con i rilievi effettuati dall´Arpac, che da ieri ha nel docente universitario Gennaro Volpicelli il suo nuovo direttore generale. Ma mentre la giustizia ha i suoi tempi, la stagione turistica sta per entrare nel vivo. Così non resta che sperare che le correnti portino via la schiuma. E che il mare ritorni azzurro, al di là del Porticciolo di Acquamorta.


(16 luglio 2009)
http://napoli.repubblica.it/dettagli...mare/1675239/1

Quote:
Depuratore di Cuma: scatta l’inchiesta

La Procura indaga sul depuratore di Cuma. Le notizie di stampa e gli allarmi dei giorni scorsi hanno fatto scattare gli accertamenti che il procuratore aggiunto Aldo De Chiara e il pm Antonio D´Alessio, titolari del fascicolo, hanno delegato ai carabinieri. Per ora non ci sono indagati, le ipotesi di reato saranno formulate dopo i primi approfondimenti. Ma l´ufficio diretto dal procuratore Giandomenico Lepore è determinato a fare piena luce sul caso esploso anche a seguito dello sciopero dei lavoratori del depuratore, che il 17 e il 18 giugno hanno incrociato le braccia per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi. Le verifiche riguarderanno tutti gli aspetti della questione, dal funzionamento dell´impianto ai rapporti tra la società Hidrogest, che gestisce il depuratore, e la Regione Campania. Dunque nei prossimi giorni potrebbe essere acquisita la prima documentazione utile a circoscrivere lo spettro delle investigazioni. Ma intanto la vicenda ha già segnato questo primo scorcio d´estate punteggiato quotidianamente da segnalazioni di mare sporco provenienti dal litorale flegreo, dall´isola d´Ischia e ora anche da zone ben più distanti come Capri. Esperti e addetti ai lavori parlano di psicosi. E i risultati delle analisi effettuate negli ultimi giorni sembrano rassicuranti: il direttore dell´Arpac, Luciano Capobianco, ricorda che i dati aggiornati al 7 luglio sono disponibili on line: «Per la balneabilità del mare flegreo non è cambiato niente, anche se il blocco del depuratore è stato un gesto delinquenziale». Il presidente dei balneatori della Confesercenti di Ischia, Giuseppe La Franca, dice che «i problemi del depuratore di Cuma stanno danneggiando la nostra immagine, ma è un controsenso perché da anni non avevamo acqua così pulita». E c´è anche chi, come il titolare di un lido di Miliscola, Luciano Santini, assicura di aver bevuto l´acqua «davanti alle telecamere di una televisione privata». Ma la percezione dei bagnanti è molto diversa. Racconta ad esempio Francesca Ruggiero: «Sabato mattina ero con amici in gommone. Siamo partiti da Monte di Procida: l´acqua era marrone, non ho mai visto una cosa simile. Saliti sul gommone ci siamo coperti per evitare schizzi. C´erano schiuma e liquami dappertutto. E domenica, al rientro, sempre nei pressi del molo di Monte di Procida, un topo mi è passato fin quasi tra le gambe. Perché, mi chiedo, non viene messo il divieto di balneazione?», sottolinea Francesca, che ha anche promosso un´iniziativa in rete: «Ho costituito un gruppo su Facebook - dice - per una gara di nuoto in queste acque». Segnalazioni di mare sporco arrivano anche da Capri (quindi in un´area non interessata dal depuratore) dove alcuni vacanzieri parlano di tratti di acqua solcata da scie di schiuma bianca e coperta da resti di rifiuti. Ma l´episodio forse più insolito, e preoccupante, viene raccontato da un cittadino, Raffaele Aiello, non riguarda il mare ma potrebbe ricondurre all´impianto di Cuma: «Vivo al parco Verde di via Madonna del Pantano a Licola: negli ultimi giorni in tutto il parco le auto erano macchiate: pensavamo fossero gli uccelli, ma ci siamo resi conto che erano escrementi umani. A questo punto - conclude Aiello - siamo pronti a rivolgerci all´Asl perché riteniamo che si tratti di una conseguenza dei problemi del depuratore». (LaRepubblica.it)

Quote:
Ganapini, attacco all’Arpac: «Inefficiente, via il direttore»
Bufera per il mare sporco. Depuratore, indagati i 340 scioperanti l'attenzione dei pm anche su Hydrogest


NAPOLI - «Nell’Arpac è urgente ripristinare criteri minimi di competenze, merito e trasparenza, a partire dalla dirigenza. Per*ché, si sa, il pesce puzza dalla testa». Hotel Vesuvio, convegno sulle bonifiche promosso dalla Coldiretti di Vito Amendolara: Walter Ganapini, assessore all’Ambiente della Regione, annuncia così l’avvicendamento alla direzione dell’Agenzia per la prote*zione ambientale in Campania. «Siamo lontani anni luce dall’effi*cienza di altre Arpa, per esempio quella piemontese». Eppure, ricorda, «l’Arpac è fondamentale per la conoscenza dei fenomeni di inquinamento del territorio». Che sono gravissimi. «A settembre renderemo pubblici i dati sulla contami nazione dei corsi d’acqua interni all’area domizia. Sono stati riscontrati in un’area di 22 chilometri quadrati valori che, da chimico, avrei ritenuto impossibili. Per al cuni composti cancerogeni siamo migliaia di volte oltre i limiti di legge».

Le bonifiche restano in gran parte inattuate. L’assessore garantisce la svolta: «Dal primo luglio è diventata una nostra competenza, non più del commissariato. I primi interventi a settembre, attingendo ai 550 milioni di euro disponibili. Per le spiagge del vesuviano siamo già partiti con la ri mozione di sabbia talmente velenosa da essere a tutti gli effetti un rifiuto tossico e nocivo». E proprio all’Arpac, oltre che ai carabinieri del Noe e a quelli di Licola, la Procura ha chiesto verifi che sulle acque immesse in mare dal depuratore di Cuma. Alla fine della scorsa settimana sono stati compiuti prelievi per testare i valori di contaminazione; gli esiti non sono ancora noti. I controlli rientrano in una delle inchieste aperte sull’impianto, quella delegata dall’aggiunto Aldo De Chiara al pm Antonio D’Alessio (gli scarichi in mare non sono considerati rifiuti e dunque non rientrano tra le competenze della «superprocura» istituita un anno fa dal decre*to Berlusconi).

Un’inchiesta in cui risultano indagati i 340 dipendenti che nelle scorse settimane scio*perarono per i ritardi nel pagamento degli stipendi facendo in modo che i liquami, non trattati, finissero direttamente in mare. Al cune strade dei Comuni di Giugliano e Pozzuoli furono invase da una melma maleodorante fuoriuscita dai tombini. Il mare si colorò di marrone. L’ipotesi di reato, al momento, è interruzione di pubblico servizio, ma non è escluso che, dati alla mano, De Chiara e D’Alessio possano formulare anche l’accusa di disastro colposo. Nelle prossime ore, intanto, i cara*binieri acquisiranno le ordinanze con cui i sindaci del litorale han no vietato la balneazione: i magi*strati intendono capire su quali basi sia stato disposto il divieto e se ci siano dati sulla qualità delle acque. L’inchiesta verte però anche su Hydrogest, la società che gestisce il depuratore, e i suoi rapporti con la Regione Campania.

Il sospetto è che ci siano anomalie an che di tipo amministrativo. Per la precedente gestione dell’impian to, affidata alla Pianese, sono quattro le sentenze di condanna emes se dai giudici di Napoli e Pozzuoli; la tesi della Procura è che le irregolarità riscontrate dai giudici non si siano interrotte con il cambio di gestione. I pm vogliono anche chiarire per quale motivo i di pendenti non siano pagati regolar mente. La società non commenta. Si limita a ribadire che è creditrice di circa 60 milioni di euro nei confronti della pubblica amministrazione, per il mancato incasso dei canoni della depurazione, ne gli anni in cui la convenzione era in capo al Commissariato alle Acque.

Titti Beneduce
Fabrizio Geremicca
16 luglio 2009
E intanto con lo schifo delle coste che abbiamo si pensa a costruire in mezzo al nulla e alla monnezza un porto turistico a Castel Volturno, così che le imbarcazioni degli sceicchi possano anche loro godere dello splendido paesaggio (monnezza e carcasse d'auto) e dell'unico mare al mondo nel quale non nuotano i bagnanti, ma le zoccole.... morte.

Quote:
Ecomafia: 60 comuni commissariati in Campania

Sono 60 i comuni della Campania già diffidati dalla struttura del sottosegretario Guido Bertolaso perchè inadempienti rispetto alle normative contro le ecomafie. Il dato è stato reso noto oggi nel corso di una conferenza stampa, al termine della prima mattinata di audizioni in Campania, della commissione bicamerale sulle ecomafie presieduta da Gaetano Pecorella. La commissione ha ascoltato i rappresentanti della regione, del presidente Antonio Bassolino e del vicario della struttura per la gestione dell’emergenza rifiuti in Campania Mario Morelli. I 60 comuni della Campania indicati non hanno raggiunto neanche la quota minima di raccolta differenziata, che è fissata al 33%. Alcuni di essi, anzi, sono addirittura sotto la soglia del 20%.
Nella conferenza stampa Pecorella, citando l’audizione del prefetto Alessandro Pansa, ha detto che “il numero delle aziende inquinate dalla criminalità è molto rilevante”, senza però fornire dati precisi.

La commissione ha detto, dopo le audizioni di oggi, di non essere certa che per fine anno la Campania riesca a uscire dall’emergenza-rifiuti.
“Si sta cercando di arrivare a fine anno per uscire dall’emergenza, ma tutto sta a vedere se si sarà in grado di creare le strutture provinciali per sostituire i commissari”, ha detto Pecorella.

Il senatore Gerardo D’Ambrosio, uno dei componenti della commissione bicamerale sulle ecomafie, a margine della conferenza stampa ha fatto notare che è “impressionante il fatto che non sia stato pensato nulla per ridurre la produzione di rifiuti agendo sulla grande distribuzione. Una produzione che ci dicono essere passata da 7000 a 7200 tonnellate al giorno”. D’Ambrosio ha anche detto che una delle persone ascoltate questa mattina -che secondo una fonte sarebbe uno dei responsabili della struttura commissariale - ha parlato di 5 milioni di tonnellate di ecoballe da smaltire stoccate sul territorio campano.
La quantità sarebbe stata accumulata negli ultimi 15 anni di emergenza, comportando un grado di umidità delle ecoballe del 40%, quindi nettamente superiore al 20-25% consentito dalla legge per lo smaltimento regolare e non inquinante negli impianti di termovalorizzazione. Il rappresentante ha anche parlato di difficoltà nel reperire strutture dove smaltire queste ecoballe. Pecorella è poi intervenuto anche sul problema dello smaltimento dei copertoni, sottolineando come solo il 20% venga smaltito in modo legale, mentre l’80% viene bruciato, in larga parte con il contributo della criminalità. (Reuters)

Ultima modifica di Mordicchio83 : 16-07-2009 alle 12:47.
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Old 16-07-2009, 12:37   #426
Mordicchio83
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Arrestato il sovrintendente Guglielmo: a Palazzo Reale appalti alle «solite» ditte
Altri tre funzionari ai domiciliari. Spunta una telefonata di raccomandazione a Luca Cordero di Montezemolo


NAPOLI - I lavori a Palazzo reale, e non solo quelli, venivano aggiudicati sempre allo stesso cartello di ditte. E una telefonata di raccomandazione - intercettata - all'ex presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. Una raccomandazione per favorire, sembra, un importante politico di centrosinistra.

Lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Napoli in un'indagine che ha portato a quattro arresti eseguiti stamattina e a sette provvedimenti interdittivi dell’esercizio della libera professione. Li ha disposti il gip nei confronti di funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici di Napoli, nonché imprenditori e liberi professionisti coinvolti in un vasto giro di corruzione per l’aggiudicazione di appalti pubblici.

Ai domiciliari è finito il sovrintendente ai Beni architettonici di Caserta, Enrico Guglielmo, che nel periodo relativo all'inchiesta ricopriva lo stesso incarico a Napoli. L'accusa è di turbativa d'asta. Agli arresti anche il nipote di Guglielmo. Glugliemo, per anni alla guida della sovrintentenza di Palazzo reale è stato arrestato anche per i lavori alla stessa dimora storica di piazza del Plebiscito.

In particolare, gli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Napoli hanno accertato che numerosi appalti, indetti dalla Soprintendenza nel periodo 2003-2007, venivano irregolarmente aggiudicati sempre ad un medesimo cartello di imprese o professionisti a fronte del versamento di somme di denaro.


16 luglio 2009
http://corrieredelmezzogiorno.corrie...73821272.shtml

Ecco... sovrintendente ai beni architettonici di Caserta.... gigiooooo!! ci sei?
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Old 16-07-2009, 12:45   #427
Mordicchio83
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La provocazione

di Mario Caruso


Non bisogna esultare né elogiare Bassolino per la provocatoria richiesta di due miliardi di euro fatta al governo centrale, soldi che servirebbero per sanare gli sprechi della sanità. Perché se è questo l’obiettivo allora ne servirebbero almeno quattro o cinque di miliardi.

Intanto, questa somma di proporzioni gigantesche non riguarda nuovi progetti per l’assistenza ma serve ad allontanare il commissariamento e certamente è utile agli attori e agli spettatori del disastro-salute per alimentare la malasanità.

È bene che si sappia che con la somma richiesta, se dovesse essere riconosciuta dal governo, si riuscirebbe solo in parte a pagare i debiti dei fornitori dell’assistenza. E, poi, i napoletani e i campani non dimentichino che attualmente già pagano tasse alte per mutui aperti dalla “catena di santantonio”, sempre per apparare i furti commessi nelle strutture pubbliche e private accreditate, in danno dei cittadini.

Una richiesta provocatoria, ideata dal cieco illuminismo di un personaggio che con il passare dei giorni dimostra sempre di più un profondo odio verso i napoletani. Perché i napoletani gli hanno rotto le uova nel paniere, votando per un presidente di centrodestra alla Provincia, ed anche per avergli tolto i voti promessi prima a D’Alema, poi a Veltroni e infine al “simpatico del Pd”, cosi definito dalla pulzella Serracchiani, e cioè quel Franceschini che venne fuori da una placenta, avvolto nei fogli della Carta Costituzionale.

E poi, se la si vuole dire tutta, il Pd ha perso le elezioni quando Bassolino ha dichiarato: “il professore Nicolais è il mio candidato alla Provincia”.

L’uomo venuto dalle Frattocchie non si è era mai sbilanciato alla vigilia di competizioni elettorali…! Ora sorge un dubbio: voleva, forse, che il Pd perdesse l’opportunità di entrare nel suo dominio e così, sotto molti aspetti, subire un declassamento ad personam?

Signori, il bluff ora sta nei numeri. Bassolino chiede due miliardi di euro al governo entro il 20 luglio prossimo, data della riunione del tavolo tecnico a Roma dove si deciderà per il commissariamento della sanità in Campania, una condanna evidentemente non condivisa da Bassolino ed ecco perché il prezzo della provocazione tocca le stelle: più è alta la richiesta più fa rumore alle orecchie del popolino… e, alla fine, secondo le regole della sottile propaganda di Bassolino, il “cattivo” sarà Berlusconi.

“Puntare i piedi quando serve, i cittadini vanno rispettati - dice Bassolino - se uno mi rinfaccia i debiti io esigo i crediti”. Un inganno che si rinnova, una mossa per elemosinare un po’ di benevolenza da parte dei cittadini, perché il governatore sa bene che nelle casse del governo ci ha messo più volte le mani.

I due miliardi servono per tentare di sanare i debiti accumulati nei quindici anni di sciacallaggio politico, non per creare nuovi posti di lavoro in ambito sanitario, non per la ristrutturazione degli ospedali, e non per fermare la clientela politica che ha devastato le professionalità che dovrebbero regolare l’assistenza alla salute.

Oggi, a conti fatti, Bassolino può contare su pochi voti, anche meno del numero dei tesserati del Pd, come si è verificato. Per il resto è il bancarottiere della politica di centrosinistra in Campania: disse a Veltroni e a Franceschini “non mi cacciate, perchè io devo rimanere su piazza per mettere in sicurezza il partito”.
Cioè il Pd. Che brutta fine…!

Nell’arena di Bassolino sono aumentati i gladiatori, lui combatte sempre di fioretto, grazie ai napoletani “brava gente” ha costruito indisturbato un impero, tira pochi consensi nelle istituzioni della Campania, ma ne ha molti nelle decine e decine di società private accreditate con la Regione. I “capi” sono sottoposti ai “capibastone”, indispensabili e irremovibili. La fiducia corre su binari.

Dopo varie mischiate di carte Bassolino si ritrova con un paio di assessori che lo seguono anche nella diffida fatta al governo centrale. Certo, più soldi arrivano più si potenziano i “valori personali”.
Il professore Mario Santangelo è oggi il ragioniere dell’azienda sanitaria bassoliniana: ridurre e trasformare i posti letto, tagliare o mettere i catenacci alle strutture pubbliche, rivedere i protocolli che riguardano le aziende private, chiudere il vecchio Policlinico per regalare lo spazio (Piazza Miraglia, la porta del Centro Storico di Napoli) ai missionari della “nuova architettura”.

Da anni sono pronti i progetti del “cambiamento” alle spalle di Piazza Dante, ma solo oggi sono in arrivo dall’UE oltre cinquecento milioni di euro. Oggi se po ffà…!

Piazza Miraglia era in coda alla sistemazione di Bagnoli, al tram veloce, al riempimento dei fossi nelle strade, al sistema fognario, ai depuratori, alla chiusura del cantieri-trappola disseminati in tutta la città, a rischio le passeggiate in villa, sul lungomare, pericolosi i passaggi sulla tangenziale.

Napoli sprofonda… ecco perché Bersani ha iniziato la sua campagna elettorale a Pozzuoli, nello spazio della ex Olivetti. Chilometri di distanza da Via Santa Lucia, sede della Regione. Dove Bassolino sta “costruendo” il vero SUDD, due “di”.
Vietato sbagliare!


14/7/2009
http://www.napoli.com/viewarticolo.php?articolo=29157


Quote:
L'ira della Regione: «Commissariare la sanità? Assurdo». Ma Sacconi tira dritto
Bassolino: il governo deve darci il miliardo che ci spetta
Taglialatela: «Il governatore abile mentitore»



NAPOLI - Il commissariamento della Campania in materia sanitaria è «assurdo». Parola del governatore Bassolino che, nel corso di una tavola rotonda sulla nuova legge regionale per le acque minerali e termali nella sede dell’Unione industriali, ha detto:«Dentro il Governo ci sono forze che da mesi spingono per un ingiusto e assurdo commissariamento in materia sanitaria della Regione».

«Siamo pienamente in condizione entro fine anno di rispettare gli impegni previsti dal piano di rientro - ha aggiunto Bassolino - è lo Stato che deve darci quello che ci spetta». A detta del governatore della Campania, si tratta di due questioni diverse, in quanto le risorse aggiuntive dipendono dall’accordo sul piano di rientro. «Lo Stato - ha poi spiegato - indipendentemente da tutto ciò, deve alla Regione Campania 2 miliardi e mezzo di euro. Con assoluta certezza ci deve 1 miliardo e 777 milioni di euro che, appena versati, devono essere immediatamente girati alla sanità pubblica e privata e ai creditori che attendono da tempo».

Secondo il governatore «queste risorse ci spettano perché sono venute da qui e ora sono bloccate a Roma. Più il pagamento viene rinviato più aumentano gli interessi sulle nostre spalle». Bassolino ha quindi delineato uno scenario in cui lo Stato risulta essere, come ha detto lui stesso «ultradebitore» nei confronti della Regione e si è augurato che «un parlamentare del Pd e uno del Pdl si muovano per spingere affinchè la situazione si risolva». «Dobbiamo abituarci - ha concluso Bassolino - a difendere di più i nostri interessi di cittadini, lavoratori e imprenditori meridionali come sanno fare in altre aree del Paese, al di là di molte distinzioni ingiuste e contrapposizioni sbagliate».

Ma il ministro Sacconi sembra voler procedere con la scure. La sanità meridionale «deve decidersi a rientrare nei criteri di buona gestione che sono già praticati in altre parti del Paese», dice. Se la buona gestione, aggiunge «la si fa in Emilia, Toscana, Lombardia e Veneto, allora la si può fare anche altrove. Non c’è più ragione - ammonisce il ministro - per chiedere ai cittadini delle regioni efficienti non di essere solidali con i cittadini di Calabria o Campania ma di essere solidali con i cattivi amministratori. Questo non è possibile chiederlo».

Marcello Taglialatela, deputato e coordinatore del Pdl di Napoli sulla vicenda lascia un commento sferzante: «Bassolino è un abile mentitore ed un pessimo amministratore. È un abile mentitore perché dovrebbe spiegare per quale ragione solo pochi mesi fa ha sostituito l’ex assessore Angelo Montemarano ed ha commissariato le Asl campane se la sanità regionale va così bene e funziona. È poi un pessimo amministratore perché tenta di attribuire allo Stato centrale responsabilità che sono le sue vista la mancata attuazione del Piano ospedaliero regionale ed il tentativo di varare leggi e provvedimenti palesemente contrari all’ordinamento giuridico. Personalmente io sono tra coloro che hanno sostenuto, sostengono e continueranno a sostenere con forza l’assoluta necessità di commissariare la sanità campana».

r. w.
15 luglio 2009(ultima modifica: 16 luglio 2009)
http://corrieredelmezzogiorno.corrie...71501772.shtml
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Old 16-07-2009, 15:02   #428
Mordicchio83
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Questa è da ridere

Quote:
In arresto il presidente dell'associazione di ex reclusi che scortava i turisti al porto
Domenico Ioia dovrà scontare quattro anni e sette mesi, coordinava il progetto regionale di «Esco dentro»


NAPOLI - È stato raggiunto e tratto in arresto questa mattina nella Galleria Principe Umberto, nella sede dell'associazione «Esco Dentro» di cui è presidente Domenico Ioia. Il cinquantenne, coordinatore del progetto finanziato dalla Regione Campania per il recupero e la riabilitazione degli ex detenuti finito al centro delle polemiche in giugno, tra i detrattori e i sostenitori dell'impiego al porto di Napoli degli ex galeotti dell'associazione in qualità di tutori dei turisti stranieri appena sbarcati alla Stazione Marittima.

UN'ALTRA VITA ALLE SPALLE - Del resto Ioia è finito in manette oggi, giovedì, su ordinanza della corte di Appello di Napoli per i suoi trascorsi e non certo per il suo presente. Associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti il reato accertato per fatti risalenti a prima e fino al 1993. «Esco dentro» dovrà ora aspettare, Ioia è stato condannato a quattro anni e sette mesi di reclusione, all'interdizione dai pubblici uffici con divieto di espatrio per tre anni. Ancora ieri, in un intervista a un quotidiano napoletano dichiarava: «Solo con il lavoro il detenuto si può salvare».

R.W.
16 luglio 2009
http://corrieredelmezzogiorno.corrie...74484557.shtml
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Old 24-07-2009, 20:35   #429
gigio2005
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Sanità Campania, sì al commissario
Sarà Bassolino affiancato da due tecnici
boh....io non so piu' che dire
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Old 24-07-2009, 22:46   #430
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Che tristezza,

mi dispiace molto per le tante brave persone
che popolano napoli e zone limitrofe..

che vergogna per ogni italiano.

ah gia, ma gli italiani non esistono.
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Old 24-07-2009, 23:02   #431
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boh....io non so piu' che dire
Anche per il Molise è successa la stessa cosa.
Ho letto che più avanti ci saranno sub commissari tecnici di governo ad affiancarli.
In ogni caso, se non è una regola, potevano, anzi dovevano evitare
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Old 31-07-2009, 12:29   #432
gigio2005
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http://www.ilmattino.it/articolo.php...785&sez=NAPOLI
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Old 31-07-2009, 13:17   #433
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beh un momento, ci si meraviglia sempre di questi comportamenti, ma comunque mi sembra nrmale
anche io se fosse successo qualcosa di brutto, ok, per i primi minuti sto zitto, forze una mezz'ora, ma poi (forse un'ora) riprendo a fare quello che volevo.se fosse stato un parente, penso che sarei andato via.

poi ci sono le persone arrivate dopo il fatto, che ovviamente non sanno niente! naturalmenete loro fanno il bagno senza timore di niente!
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Old 31-07-2009, 20:01   #434
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beh un momento, ci si meraviglia sempre di questi comportamenti, ma comunque mi sembra nrmale
anche io se fosse successo qualcosa di brutto, ok, per i primi minuti sto zitto, forze una mezz'ora, ma poi (forse un'ora) riprendo a fare quello che volevo.se fosse stato un parente, penso che sarei andato via.

poi ci sono le persone arrivate dopo il fatto, che ovviamente non sanno niente! naturalmenete loro fanno il bagno senza timore di niente!
con il morto sotto l'ombrellone? e i bimbi che giocano contenti e felici?
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Old 31-07-2009, 21:02   #435
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Giustifico la curiosità ma essere indifferenti e continuare a fare le cose sopratutto vicino al morto la trovo un po' macabro


Byezzzzzzzzzzzzzzzzzz
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Old 01-08-2009, 01:21   #436
Amodio
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con il morto sotto l'ombrellone? e i bimbi che giocano contenti e felici?
ti sembrerà strano il mio modo di pensare
purtroppo i bimbi non li puoi fermare, e perfino a spiegarglielo non capirebbero

poi come detto prima ci sono le persone ce appena arrivate non sanno cosa è successo

e poi OK mi spiace, me ne rammarico, ma mi allontano un po e continuo a farmi i fatti miei, mica si ferma una città per un morto
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Old 01-08-2009, 01:58   #437
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se ci sta un morto in spiaggia me ne vado specie se sono con dei bambini ...
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Old 01-08-2009, 08:37   #438
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se ci sta un morto in spiaggia me ne vado specie se sono con dei bambini ...
E' quello che farei anche io a dire il vero, ma tutta questa indignazione mi sembra decisamente ipocrita.

Solito discorso... urliamo per la pagliuzza nell'occhio e non sentiamo nemmeno più la trave che ci trapassa l'altro.
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Old 01-08-2009, 09:35   #439
gigio2005
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E' quello che farei anche io a dire il vero, ma tutta questa indignazione mi sembra decisamente ipocrita.

Solito discorso... urliamo per la pagliuzza nell'occhio e non sentiamo nemmeno più la trave che ci trapassa l'altro.
vorrei capire perche' devo sentirmi dare dall'ipocrita da uno sconosciuto con cui non ho mai condiviso il piatto a tavola...

grazie
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Old 01-08-2009, 10:27   #440
Lilunyel
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vorrei capire perche' devo sentirmi dare dall'ipocrita da uno sconosciuto con cui non ho mai condiviso il piatto a tavola...

grazie
Prego (ironico eh, non offenderti )!

Scherzi a parte il mio intervento non era rivolto a nessuno in particolare, quindi mi spiace tu ti sia risentito. Quel che voglio dire è che le reazioni della gente sono spesso incoerenti (da qui la mia scelta del termine "ipocrisia") rispetto a quello che accade nel mondo e alle reazioni quotidiane.

Ormai se durante il pranzo ci domandano il sale e nel mentre annunciano al TG che sono morte 100 persone dentro ad una moschea, manco ci giriamo a vedere dov'è successo, mentre per qualcosa di meno grave (ammesso che in questi casi si possa davvero fare una triste scala delle sfighe) ci indignamo in questo modo.

Sorry cmq, non avevo certo intenzione di "offenderti", visto che appunto (come non hai mancato di sottolineare) manco ci conosciamo. Buona giornata!
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