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ah si ho visto anche il tg2 della notte si apre con la stessa cosa, berlusconi che dice che non è un santo ecc
solo che il tg2 e gli altri tg non hanno MAI spiegato cosa è successo..e quindi dal nulla salta fuori ovviamente, come prima notizia, di berlusconi che " risponde a repubblica" ma per cosa ripeto controllate se non ci credete i tg ultimamente fanno paura e il pd non dice niente...chisà anche li perchè
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#62 |
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toh anche repubblica si accorge di come danno le notizie alla rai....cioè solo la risposta del premier senza sapere per cosa
http://www.repubblica.it/2009/04/sez...elevisiva.html IL COMMENTO "Disinformatia" televisiva di GIOVANNI VALENTINI Una tv alla maniera della Ddr - paragonabile cioè a quella della Repubblica democratica tedesca, la famigerata Germania dell'Est - non è una televisione di Stato, bensì di regime. Una tv che nasconde, occulta e censura le notizie sgradite al governo, o più in generale ai poteri dominanti. E dunque, l'opposto di un servizio pubblico, finanziato dai cittadini attraverso il canone d'abbonamento, tenuto a fornire invece un'informazione corretta e completa all'intera collettività nazionale. Il giudizio severo espresso dal quotidiano inglese The Guardian sulla televisione italiana piomba con il fragore di un macigno sul tavolo del Consiglio di amministrazione della Rai, convocato oggi per procedere con le nomine al vertice dei telegiornali e delle reti, come hanno autorevolmente sollecitato il Capo dello Stato e il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza. Ma risulta tanto più grave per il fatto - del tutto anomalo nel panorama internazionale - che la nostra tv pubblica è controllata indirettamente da quello stesso governo che già controlla direttamente la tv privata di proprietà del presidente del Consiglio. Siamo, perciò, al doppio regime televisivo; al duopolio di regime; al regime assoluto dell'etere. Ne abbiamo avuto l'ennesima riprova ieri, dai tg del pomeriggio e della sera, quando il titolo di testa è diventato il rassicurante "Non sono un santo", pronunciato da Silvio Berlusconi con una formula autoassolutoria che rivela in realtà tutta la spregiudicatezza e l'arroganza di chi si considera un impunito o un impunibile. Finora, però, i telegiornali domestici o compiacenti hanno accuratamente evitato di riferire agli italiani che cos'è accaduto in quei set a luci rosse, a Roma o in Sardegna, dove il presidente del Consiglio ha consumato le sue notti hard in compagnia di belle ragazze più che disponibili, ruffiani, traffichini e faccendieri, protetto dagli agenti dei servizi segreti, della Polizia di Stato o dai carabinieri. È come mandare in onda il finale di un film, senza aver trasmesso il primo e il secondo tempo: nel caso specifico, significa dare solo le notizie favorevoli e gradite al premier, dopo aver tentato di liquidare la vicenda con la giustificazione che si trattava di gossip o di questioni private. Un'informazione parziale, incompleta, a senso unico; subalterna al potere politico; suddita del governo. A Berlusconi, insomma, viene concesso di replicare e difendersi da accuse che i telespettatori non conoscono bene o non conoscono affatto, se non leggono abitualmente i giornali italiani e quelli stranieri. Così la sua autocertificazione di empietà rischia perfino di apparire incomprensibile alle orecchie di tanti cittadini ignari e teledipendenti che non hanno assistito alle puntate precedenti o ne sono stati informati in modo parziale e distorto dai tg di regime. E pensare che otto elettori su dieci si formano un'opinione proprio attraverso la "disinformatia" a reti unificate. È troppo pretendere che almeno i telegiornali del servizio pubblico rispettino più rigorosamente la propria funzione istituzionale? Lo "spoil system" al vertice delle reti e delle testate giornalistiche della Rai, vagheggiato dal vice-ministro delle Comunicazioni Paolo Romani e avallato entro certi limiti anche dal presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, non può degenerare evidentemente in un'occupazione "manu militari" della tv pubblica. Per ora non si vedono carri armati intorno al palazzo a vetri di viale Mazzini, ma già si percepiscono i segnali inquietanti di un'offensiva mediatica che minaccia di compromettere definitivamente la legittimità del servizio pubblico e soprattutto la stabilità della vita democratica.
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intanto al tg2 va orfeo direttore del mattino di napoli un altra voce fidata alla minzolini
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da questo topic
JarreFan ha scritto Non vedo nessun topic in proposito... o non l'ha visto nessuno o è una cosa normale. Stasera al TG5, intorno alle 20:05, c'è stato un lungo servizio dedicato all'Unto del Signore, in cui si lodavano, dopo un sondaggio su ben MILLE persone, le sue doti umane e politiche, di uomo capace di resistere "anche agli attacchi personali", che gode di enorme apprezzamento presso la popolazione, il tutto contornato da primi piani di Lui sorridente in mezzo agli anziani, che dava carezze ai bambini etc.. Ma è normale una cosa simile? da notare che nello stesso tg prima si dice chiusa la polemica nella maggioranza sui militasri in afghanistan, ma come quale polemica ultima cosa da notare è...questa volta viene l'acquila si scopre che ....anche li incredibilmente c'erano state polemiche per le tasse ecc...
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allora come ben tutti sapete ieri sera silvio si è scagliato contro il tg3
se ne è parlato vagamente sulle tv come un attacco al tg3 ma quello che nessun tg ha segnalato il perchè dell attacco del tg3 dall unità: «Lei appartiene a una testata, il tg3 che che ieri è uscita con quattro titoli contro l'attività del governo. Noi non possiamo più sopportare che la Rai, pagata con i soldi di tutti, attacchi il governo». Così il premier in conferenza stampa, a Palazzo Chigi, replica alla cronista del tg3. Intimando alla Rai di non disturbarlo. E, addirittura, contestando al Tg3 di aver dato notizia dei dati negativi sull'economia diffusi dall'Istat. Per rafforzare il concetto chiede in modo beffardo ai giornalisti Rai: «State bene? Che aria si respira in Rai con i direttori che ho fatto io....?». La domanda che ha fatto infuriare il premier? Riguarda l'accordo appena stretto tra Russia e Turchia per il passaggio del gasodotto sotto le acque territoriali turche. Una intesa che Berlusconi ha rivendicato come un suo personale successo. Ma la cronsita lo fa infuriare citandogli il retroscena dell'agenzia di stampa Reuters che smentisce il ruolo centrale del premier e rivela anzi come - secondo un'anziana fonte governativa - lo stesso premier si sia infilato all'ultimo alla cerimonia per la firma dell'accordo. ehm qualcuno dirà che è questa storia della turkia? ma si della figura da imbucato di silvio in turkia ma come non lo avete sentito in tv delle polemiche? ....no
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#70 |
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il tg5 innesta nei suoi tg qualche servizio di propaganda governativa
sta sera ma non è la prima volta si è parlato di paradisi fiscali ecc via il servizio confezionato benissimo che annuncia pene più dure per chi mette i soldi all estero poi annuncia una task force speciale per i furbi snocciali dati di cifre di persone beccate e dice che sarebbe usare lo scudo fiscale di tremonti...eh che si ci sono state delle critiche politiche ma suvvia è una legge che usano anche all estero ..in inghilterra per esempio non ci sono maggiorazioni...qui in italia siamo anche cosi cattivi di maggiorare del 5 %....e giù di li....ecco a voi come il tg5 confeziona ultimamente servizi del genere progovernativi utilizzando mezze verità chapeu
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#71 |
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Ci vuole stomaco a vedere i TG, francamente mi viene voglia di spaccare il televisore dopo solo due minuti di becera propaganda di governo tramite telegiornale.
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#72 |
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Iscritto dal: Nov 2004
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meraviglioso il tg2 sta sera ripeto meraviglioso:
primo servizio sullo scontro tra giornale e avvenire...accusando feltri di aver fatto saltare l'incontro....ma la meraviglia è arrivato nel secondo servizio con la cronaca ..chiamala cronaca con il racconto simil ventennio sui pensieri e riflessioni del santo premier....il 3 servizio la ciliegina sulla torta...insomma tutti servizi per dire che la privacy non va toccata ( la loro of course ) quindi cattivo feltri ma cattivi tutti sopratutto repubblica......vedete che anche noi accusiamo noi stessi sinistra?
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#73 |
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in questi giorni di latitanza non è che non sia successo niente ma ogni giorni...in ogni tg era il solito let motiv
un esempio il tg1 su supersilvio tanto che smetto di guardarlo per guardare il più imparziale tg5 ...ah ah ah solo che anche li scappano servizi come quello di questa sera sulla riforma gelmini.....solito servizio che dice che va tutto bene dati del ministero bla bla bla e attacco del ministro ai comunisti che raccontano palle...ecco finito li poi ieri è successo una cosa...strana...servizio sull arrivo di zapatero e poi ....la cronista racconta che con berlusconi han parlato dell acquila di come sta rispettando i tempi ecc ...cioè anche ad una visita con un altro capo di stato il tg (non mi ricordo quale) ci infila questa propaganda, sono rimasto così ah un ultima cosa l'opposizione nei tg non esiste, sparita salta fuori solo per diventare l'insalata nel panino... noto però che tra i mie conoscenti e anche nel forum in ambienti di destra lungi da impensierire questi soliloqui vengon visti positivamente, danno fiducia perchè levarli con inutili critiche, finalmente fanno, finalmente sono daccordo, finalmente c'è un idea
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) Ultima modifica di indelebile : 11-09-2009 alle 00:35. |
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#74 |
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Solo un flash al segretario della Cei che denuncia il "libertinaggio" del premier
E quando salta l'incontro premier-Bertone, è un "cambio di programma" non spiegato Omissioni, ritardi e mezze frasi la realtà falsa raccontata dal Tg1 Da Noemi alle escort fino all'arresto di Tarantini radiografia di 150 edizioni del telegionale di Minzolini di CARMELO LOPAPA Omissioni, ritardi e mezze frasi la realtà falsa raccontata dal Tg1 Augusto Minzolini ROMA - "È un complotto", "una trama eversiva", "una manovra indegna". Il refrain è quotidiano, il tam tam martellante. Giorno dopo giorno diventa il mantra scaccia-guai che, servizio dopo servizio, le telecamere del Tg1 affidano ora allo sfogo estemporaneo del presidente del Consiglio, ora alla diligente voce del coro di onorevoli e portavoce. L'informazione passa attraverso parole sguainate come spade, confusi botta e risposta tra politici, passa attraverso il silenzio sui fatti, sui nomi. Patrizia D'Addario non esiste, ignorati gli affondo dei vescovi. Inchieste, scandali, festini, escort, manganellate a mezzo stampa mai realmente raccontati al grande pubblico. E' così da Noemi a Veronica, dalle veline al caso Boffo. Cinque mesi di Tg1 - fonte primaria di informazione per il 70% degli italiani, come ha sottolineato il Censis - dalla festa di Casoria ai nostri giorni. Centocinquanta edizioni delle ore 20 visionate da "Repubblica" per scoprire come è cambiata la comunicazione ai tempi di Augusto Minzolini. Perché se fino a quel momento, da Veronica al caso "veline alle Europee", qualcosa filtra agli spettatori, dal 9 giugno la macchina si ferma, qualcosa si inceppa, comunque si cambia registro. Il diario di questi cinque mesi di Tg1 inizia con l'edizione delle 20 di martedì 28 aprile, in cui non vi è traccia della polemica sulle veline alle Europee, tantomeno della festa di Noemi raccontata quella mattina da "Repubblica". L'indomani però, 29 aprile, le prime pagine dei giornali sono tutte per il "ciarpame" denunciato la sera prima da Veronica Lario attraverso l'Ansa, la sua sorpresa per il marito alla festa di una diciottenne. Il Tg1 allora con quella notizia apre l'edizione delle 20. O meglio, con lo sfogo di Berlusconi da Varsavia. Per bocca dell'inviata Sonia Sarno: "Una montatura, una bufala, il premier non usa mezzi termini per commentare le polemiche, la festa a Casoria non era una cosa piccante: sono stato invitato dal padre della festeggiata, un vecchio socialista, autista di Craxi". Quale festa? Perché la moglie lo attacca? Chiuso il servizio, in studio Maria Luisa Busi leggerà poche righe di Veronica: "Ciarpame senza pudore". Domenica 3 maggio il Tg1 delle 20 dà come terzo titolo la notizia del divorzio chiesto dalla Lario e anticipato da "Repubblica" per far dire a Berlusconi: "È una vicenda personale che mi addolora e della quale preferisco non parlare". Due giorni dopo torna a parlarne, eccome. Va in onda il famoso "Ora parlo io" da Porta a Porta, col quale il Tg1 delle 20 apre. Servizio di un minuto 57 secondi, quasi tutti per il premier: "Una montatura dei giornali. Falsità. Mia moglie è caduta in trappola, riconosca il suo errore". Rush finale della campagna elettorale, poi le Europee del 6-7 giugno, e il 9 si insedia il nuovo direttore, Augusto Minzolini. L'editoriale di 1 minuto e 21 secondi non lascia dubbi su come volterà pagina il Tg1. "L'ultima campagna elettorale ha dimostrato come i media si siano occupati per settimane di gossip. Noi avvicineremo la realtà dell'informazione a quella che voi vivete ogni giorno". Avrà modo di dimostrarlo a partire da mercoledì 17 giugno. Il "Corriere della sera" dà notizia dell'inchiesta di Bari, pubblica l'intervista a Patrizia D'Addario che racconta di essere stata pagata per trascorrere la notte a Palazzo Grazioli. Al Tg delle 20 dopo 9 minuti va un servizio, ruota quasi tutto attorno a una sorta di caso D'Alema per via del "scosse" annunciate. Si accenna all'inchiesta pugliese, ma il giornalista tiene a precisare che il pm "appartiene a Magistratura democratica". L'indomani, i magistrati di Bari interrogano cinque ragazze, i giornali europei titolano sulle "donne pagate alle feste di Berlusconi", Ghedini lo difende definendolo "al massimo utilizzatore finale", scoppia il caos. Altro servizio a metà Tg1 delle 20: "Sulle indiscrezioni legate all'inchiesta della procura di Bari e sul presunto ingaggio di ragazze per avvicinare potenti è scontro". Potenti. Sembra un paradosso ma sarà il Tg5 delle 20 di quello stesso 18 giugno a fare per primo il nome della D'Addario. Venerdì 19 giugno il quotidiano dei vescovi "Avvenire" invita il premier a discolparsi: "Occorre un chiarimento". L'imprenditore Gianpaolo Tarantini parla per la prima volta, il centrosinistra chiede al premier di riferire in aula, ma il Tg1 si limita a riprendere un Berlusconi assai nervoso da Bruxelles: "Le trame giudiziarie e gli attacchi mediatici non mi butteranno giù", quindi l'audio, contro i giornalisti: "Siete spioni, vi dovete vergognare". La storia si ripete nei giorni successivi. Il Tg1 tace. I silenzi diventano un caso politico, Minzolini è convocato dal presidente Rai Paolo Garimberti. A quel punto, sono le 20 di lunedì 22 giugno, il direttore passa al contrattacco con un nuovo editoriale. "Voglio spiegarvi perché il Tg1 ha assunto una posizione prudente sull'ultimo gossip, pettegolezzo. Dentro questa storia piena di allusioni, rancori personali, non c'è una notizia certa. Solo processi mediatici che nulla hanno a che vedere col servizio pubblico. Questa è la linea che vi ho promesso e che continuerò a garantirvi". Il flusso delle notizie da Bari diventerà incontenibile. Bisognerà attendere otto giorni dopo l'esplosione del caso perché al tg di giovedì 25 giugno, in una corrispondenza da Bari, il cronista (Pino Scaccia) riveli che "è venuto alla luce un giro vorticoso di telefonate su feste e ragazze, un vero sistema". Il servizio si conclude col pm che convoca il governatore Nichi Vendola. Sarà lui all'apice dello scandalo? Ai primi di luglio il Tg1 diventa quasi monotematico "verso il G8", come avverte il bollino che compare per giorni sullo schermo. Così, la reprimenda del 6 luglio del segretario Cei monsignor Mariano Crociata contro il libertinaggio, "atto grave e non riducibile ad atto privato", alle 20 merita la lettura di due righe tra le brevi da parte della conduttrice Tiziana Ferrario. Il 10 luglio è l'apoteosi della chiusura del G8 dell'Aquila celebrata con l'edizione monstre delle 13.30 di un'ora e 40 minuti. Cadono nell'oblio catodico, il 20 luglio, la pubblicazione sul sito dell'"Espresso" delle registrazioni della D'Addario e perfino, il 5 agosto, l'intervista di Barbara Berlusconi a "Vanity Fair" ("Un politico non può distinguere tra pubblico e privato"). Il 28 agosto il premier querela "Repubblica" per le 10 domande, il "Giornale" attacca il direttore dell'"Avvenire" Dino Boffo, la Santa Sede cancella l'incontro del segretario di Stato Bertone col premier all'Aquila. Il Tg1 apre con Tremonti al Meeting di Rimini. Il secondo servizio è di Sonia Sarno dal capoluogo abruzzese per la festa della "Perdonanza": "Incontro sotto la tenda della protezione civile per il sottosegretario Gianni Letta e il segretario di Stato Tarcisio Bertone. Avrebbe dovuto esserci Berlusconi - racconta - ma c'è stato un cambio di programma all'ultimo momento". Gli spettatori non sentiranno mai parlare della campagna appena avviata da Vittorio Feltri, neodirettore del quotidiano di Berlusconi. Tantomeno del fatto che l'attacco a Boffo - affrontato coi soliti botta e risposta nel servizio successivo - parte non da un "atto del casellario" ma da una velina anonima su presunte abitudini sessuali. Il 3 settembre il direttore dell'"Avvenire" si dimette e Aldo Maria Valle ricostruisce l'accaduto per concludere che, a parte Bagnasco, "non si registrano altre reazioni dal Vaticano e dalla Cei". Il copione si ripete per l'affondo di Feltri a Fini a suon di presunti dossier a luci rosse, il 14 settembre: nessun cenno dal Tg1 delle 13.30, telecamere per la Gelmini che inaugura l'anno scolastico. Il 18 settembre l'imprenditore che procacciava ragazze al premier, Gianpaolo Tarantini, viene arrestato. Per il tg della sera è una storia di "droga e tangenti"
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
Messaggi: 803
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io non capisco perchè continuate a vedere il tg di fede per poi criticarlo. Se non vi sta bene non vedetelo come faccio io. Inutile parlarne e vederlo. D'altra parte, lui non sbaglia, è una tv privata e possono dire ciò che vogliono.
Ma intanto il suo intento e fare odience, quindi o per "fede politica" o per far ridere la gente, il tg viene visto. Dissociatevi altrimenti state al suo gioco (e gioGo) |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
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In cerca di una firma |
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#77 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Inoltre si tratta di concessioni pubbliche. Non dimenticarlo. E' esattamente come una parte di suolo pubblico dato in concessione ad un ristorante. I ristoratori non possono utilizzare la loro parte di piazza come un bene personale, ma devono rispettare alcune regole di pulizia, decoro, limiti di utilizzo (unicamente per la ristorazione) ecc ecc. Oppure credi che tutta l'italia sia il popolo delle libertà del genere "facciamo un po il cazzo che ci pare"?
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Desktop: Intel® Core i7 920, 9gb DDR3, HD 1TB Dual HDD Raid 0, ATI® Radeon® 4850 512 MB. Notebook: Sony Vaio VNG-FE11H, Dell M60. |
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#78 |
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Iscritto dal: Nov 2004
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meraviglioso il tg2 di oggi alle 13..quando si è parlato di politica
tanto che spero causa di cambio di canale anche se veloce di sbagliarmi... ecco oggi c'è la manifesatazione sulla libertà di informazione? il tg2 lancia il servizio parlando del convegno dei democratici uniti (a proposito gustosisima questa polemica) dicendo che i politici rispondono alla manifestazione che ci sarà oggi dicendo che in verità per loro non c'è liberta e spazi in tv....il servizio è gagliardo e agressivo e prosegue quel filone con rotondi e gasparri che una faccia tosta incredibile si lamentano... tutto qua finito il servizio si passa ad altro geniale, meraviglioso il tg2 basterebbe questa esilarante edizione per dimostrare che non c'è libertà di informazione
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#79 |
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Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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Il direttore del telegiornale nell'edizione delle 20 in diretta ha dato un giudizio negativo
della protesta a Roma della Fnsi. "Nessun problema per solo due querele di Berlusconi" Tg1, Minzolini attacca la manifestazione "Libertà di stampa in pericolo? Assurdo" Gentiloni (Pd): "Non ci sono precedenti di un simile stravolgimento di un tg del servizio pubblico" Rizzo Nervo (Rai): "Non mi meraviglia, essendo abituato soltanto alla libertà di nascondere le notizie" Tg1, Minzolini attacca la manifestazione "Libertà di stampa in pericolo? Assurdo" Augusto Minzolini ROMA - "Lo dico senza spirito polemico: la manifestazione di oggi per la libertà di stampa per me è incomprensibile". In un editoriale, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini in diretta nell'edizione delle ore 20 dà un giudizio negativo della protesta organizzata oggi a Roma, in piazza del Popolo, dalla Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti italiani, sulla libertà di stampa. Spiega Minzolini: "Manifestare è sempre legittimo e salutare per la democrazia, ma in un Paese dove negli ultimi tre mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, l'avvocato Agnelli, l'ingegner De Benedetti, l'ex direttore di Avvenire, il direttore di Repubblica e tanti altri, denunciare che la libertà di stampa è in pericolo è un assurdo". Secondo Minzolini "è in atto uno scontro di poteri nell'informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all'Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E' possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?". Per il direttore del Tg1, "la manifestazione di oggi è un episodio di questo scontro perché fotografa una disparità. E' stata convocata contro la decisione del premier di querelare due giornali, Repubblica e Unità. Si confessano due sole querele ma non quelle che colpiscono gli altri giornali, magari di diverso orientamento". "Vediamo poi quello che succede all'estero - Prosegue il direttore del Tg1 - Nel 2004, Tony Blair dopo un lungo braccio di ferro che arrivò quasi in tribunale costrinse alle dimissioni i vertici della Bbc, che lo accusavano di aver falsificato i dossier sulla guerra in Iraq. Non si può pensare che i giornali abbiano sempre ragione", sostiene Minzolini. La vicenda del 2004 ricordata da Minzolini in realtà non arrivò mai in tribunale e Tony Blair non querelò mai la Bbc. La commissione d'inchiesta indipendente di Lord Hutton fu creata per investigare sulla morte di un consulente del governo, David Kelly, che nel 2002 aveva scritto un rapporto sulle armi di distruzione di massa in Iraq. Dopo il servizio della Bbc in cui Kelly veniva individuato come la fonte in grado di sostenere che il rapporto era stato manipolato per agevolare l'intervento britannico in Iraq, Kelly si suicidò. In seguito all'inchiesta, che individuò l'errore della Bbc sulle accuse di manipolazione e scagionò il premier, il presidente e il direttore generale della rete pubblica si dimisero, ammettendo l'errore. Ma non c'era stata alcuna querela da parte del premier o di membri del governo. Minzolini continua così il suo editoriale. "La difesa corporativa non fa bene all'autorevolezza dei media; specie in Italia, dove si ha una strana concezione del pluralismo dell'informazione. Ci sono giornali che si considerano depositari della verità e che giudicano gli altri che la pensano in modo diverso come nemici o servi: chi ha questa concezione, manifesta contro un ipotetico regime politico, per insediare un inaccettabile regime mediatico", è il giudizio finale del direttore del Tg1. Reazioni. "L'editoriale di Minzolini è una svolta per il Tg1 - commenta Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Pd - Il principale tg italiano abbandona, anche formalmente, ogni profilo istituzionale e scende in campo con una polemica contro una manifestazione di forze sindacali e di opposizione cui hanno partecipato centinaia di migliaia di persone. Non ci sono precedenti di un simile stravolgimento di un telegiornale del servizio pubblico", dice l'esponente del Pd. "Chiedo che la Commissione di vigilanza sulla Rai accerti se il direttore del Tg1 può darsi ad una militanza degna del miglior Fede", conclude Gentiloni. Durissimo anche il commento del consigliere di amministrazione della Rai Nino Rizzo Nervo: "Che il direttore del Tg1 si esibisse in un editoriale contro la libertà di stampa non mi meraviglia, essendo abituato soltanto alla libertà di nascondere le notizie. Il suo è stato un vero e proprio comizio contro la manifestazione di oggi, in verità meno efficace di quanto poco prima aveva detto il portavoce del Pdl Daniele Capezzone". "Poiché sono comunque convinto che il direttore del Tg1 è uno strenuo difensore del contraddittorio nel suo telegiornale - continua Rizzo Nervo - non ho dubbi che domani il Tg1 ospiterà sul tema della libertà di stampa un editoriale del direttore di Repubblica. Se non lo farà, sarà anche questa la testimonianza che dirige ormai un telegiornale di parte - conclude il consigliere - e questo non è compatibile con il servizio pubblico radiotelevisivo". "Il direttore Minzolini può avere idee diverse da noi e ha tutto il diritto di esporle ma il principale tg del servizio pubblico non può negare la completezza e la correttezza dell'informazione - commenta il segretario generale della Fnsi Franco Siddi. Ignorare l'organizzazione della Federazione della stampa - prosegue Siddi - ignorare e cancellare le relazioni che spiegavano cosa fosse la manifestazione per dare l'idea che anziché una giornata di libera informazione e di espressione della coscienza civile sia stata una passerella di politici dell'opposizione, che invece hanno partecipato con rispetto dell'autonomia dei giornalisti e di tutti gli organizzatori, è un'operazione miserabile, una manipolazione imperdonabile". Per Siddi "il Tg2, dichiaratamente affidato alla destra, ha prima di tutto dato conto delle notizie come stanno. Il Tg1 invece non ha rispettato neppure la minima par condicio. Al direttore generale Masi - conclude Siddi - l'invito a fare anche su queste cose le sue indagini". "Vogliamo ringraziare il direttore del Tg1 perché con il suo editoriale ha confermato come la libertà di informazione sia davvero a rischio", commenta Giuseppe Giulietti di Articolo 21. "Nei paesi normali il coraggio si esprime nella capacità di criticare il potere. In Italia invece si misura nella capacità di inchinarsi di fronte al conflitto di interessi", aggiunge Giulietti. ma si era mai visto nel primo tg italiano fare una difesa di ufficio del genere? come con il tg2 più parlano più dimostrano l'incontrario
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#80 | |
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FUORI MINZOLINI DALLA RAI!!! |
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) quindi cattivo feltri ma cattivi tutti sopratutto repubblica......vedete che anche noi accusiamo noi stessi sinistra?








