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Old 07-07-2009, 14:21   #621
Titanium555
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Bell articolo
un pò tirato in alcuni punti ma bello comunque
quoto....e con l'ultimo articolo visto, ci prenderanno per il culo anche per essere xenofobi nonche razzisti.......giustamente mancava all'appello non c'è fine al peggio.........
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Old 07-07-2009, 20:50   #622
atinvidia284
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Un cavaliere si prepara ad ospitare il mondo
Luglio http://italiadallestero.info/archives/6578 Gran Bretagna
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[The Economist]

Il padrone di casa del G8, Silvio Berlusconi, sta affrontando, in patria, una serie di scottanti scandali: il maggiore potrebbe essere il suo rifiuto di ammettere la portata dei problemi economici dell’Italia.


Quando i leader delle maggiori economie mondiali si incontreranno l’8 luglio nei pressi della città italiana de L’Aquila per il G8 di quest’anno, si ritroveranno in uno scenario appropriato. Tre mesi fa L’aquila è stata colpita da un terremoto che ha causato la morte di 300 persone e la distruzione di gran parte del centro città. La zona è ancora alle prese con forti scosse di assestamento: il 22 giugno ce n’è stata ancora un’altra.

Si potrebbe pensare che nessuno dei leader riuniti negherebbe che anche le proprie economie siano state colpite fino alle fondamenta. A parte uno: il padrone di casa. Il premier italiano Silvio Berlusconi ha, sin dal principio, insistito che in Italia la recessione non sarà né grave né prolungata come altrove. All’inizio, questa opinione aveva qualche credibilità. Con un sistema bancario diffidente verso i derivati e relativamente isolato dal resto del mondo, l’Italia non ha sofferto il disastro che ha invece portato istituzioni finanziarie alla bancarotta in America e in Gran Bretagna.

Ma gli analisti hanno, sin da allora, dato sempre più peso ad altre considerazioni. L’economia italiana è altamente dipendente dalle esportazioni (in parte a causa di una debole domanda interna) e pertanto è esposta a declino nel commercio mondiale. In più, il debito pubblico è enorme (oltre il 100% del PIL), pertanto il governo ha poche possibilità di copiare dagli altri l’indebitamento per costosi incentivi economici. Un pacchetto “anti-crisi” rivelato da Berlusconi il 26 giugno è stato di minimo aiuto: la sua disposizione principale consisteva in un’agevolazione fiscale del 50% sugli utili reinvestiti per 12 mesi.

Nelle ultime settimane, autorevoli organizzazioni italiane e straniere hanno ridimensionato le aspettative economiche, prevedendo non soltanto una feroce recessione, ma al più una flebile ripresa nel 2010. Sia la Commissione Europea sia il Fondo Monetario Internazionale sostengono che nel 2009 il PIL si ridurrà in Italia del 4%. La Banca d’Italia e la confederazione degli imprenditori, Confindustria, l’avevano arrotondato al 4.9%. E nelle ultime e più cupe analisi del 24 Giugno, l’OECD ha previsto una probabile perdita dell’economia di quest’anno pari al 5.5%. Certo, altri tre paesi del G8 stanno andando ancora peggio. Ma l’idea che l’Italia, che ha una storia ventennale di difficoltà, riuscirà ad evitare l’impatto forte con la recessione è stravagante.

L’indagine dell’OECD, in particolare, ha chiaramente messo in imbarazzo Berlusconi. Questa settimana ha risposto rabbiosamente che è tempo di “chiudere la bocca” a coloro che parlano di “crisi lì e crisi qui”. Ha anche suggerito che le imprese ritirino la pubblicità dai quotidiani che diffondono depressione (sebbene il suo stesso ministro dell’Economia avesse in maggio tacitamente modificato la propria stima sulla caduta del PIL al 4.2%).

In Italia raramente apparenza e realtà coincidono. Molti economisti e uomini d’affari ritengono che, come spesso accade, la retorica provocatoria di Berlusconi nasconda un subdolo scopo. “Penso che [Berlusconi e il suo Ministro delle Economia, Giulio Tremonti] temano soprattutto un crollo interno dei consumi e stiano provando a riportarlo su“ dice Michele Tronconi, presidente della federazione dell’industria della moda, Sistema Moda Italia. Berlusconi ha in effetti ammesso questa cosa. “Abbiamo bisogno si rivitalizzare i consumi. Le persone dovrebbero tornare ai loro vecchi stili di vita”, ha dichiarato recentemente.

Eppure, se il piano è appunto quello di compensare la perdita delle esportazioni cercando di convincere il consumatore italiano a spendere di più, è rischioso sia per il governo italiano sia per la nazione. Berlusconi ha già un problema di credibilità in patria che riguarda la sua vita privata, dopo essersi rifiutato di mantenere la promessa di spiegare al parlamento la sua relazione con una diciottenne aspirante modella. Ora gli tocca sopportare una raffica di storielle su ragazze squillo che sarebbero state intrattenute nella sua casa di Roma. Quindi non può permettersi che le sue dichiarazioni sulla salute dell’economia vengano contraddette dall’esperienza dei suoi stessi elettori.

Tronconi, che appoggia l’offensiva ottimistica del Governo, riconosce che “la mia esperienza è di una crisi che sta attaccando duro”. L’uomo è a capo di una piccola impresa di rifinitura tessile, a gestione familiare, e la produzione nel suo settore è sotto “quasi del 30%” rispetto a quello di 12 mesi fa.

Fabio Pammolli del CERM, una think-tank di economia, nota che “essendo un paese con un’economia moltro frammentaria, fatta di piccole imprese, il momento in cui la recessione diventa visibile viene ritardato. Il collasso di migliaia di micro-imprese non invade le prime pagine dei giornali quanto la bancarotta della Chrysler o della General Motors”. Ma viene fuori dalle cifre. L’Istat, l’ufficio statistico governativo, dichiara che si sono persi 204 mila posti di lavoro nel primo quadrimestre del 2009. Ad aprile la produzione industriale era scesa del 22% e gli ordini del 32% rispetto all’anno prima.

Insistendo sul fatto che nulla stia andando male, Berlusconi e Tremonti si stanno anche facendo sfuggire l’opportunità di attuare riforme che non solo velocizzerebbero la ripresa dell’economia, ma che effettivamente migliorerebbero la produttività e le finanze pubbliche italiane. La Confindustria sta facendo pressione sul governo per un’ulteriore riforma dell’insostenibile sistema pensionistico (l’Italia spende il 13% del PIL sugli anziani, quasi 4 punti percentuali in più della media delle 15 economie più ricche d’Europa). E vuole un programma di liberalizzazione e privatizzazione per promuovere la competizione, aumentare la produttività e tagliare l’inflazione dei prezzi al consumo. Uno studio recente della Banca d’Italia ha concluso che in 3 anni tale programma potrebbe aumentare il PIL italiano fino al 5%.

Invece, da quando è tornato al potere l’anno scorso, il governo Berlusconi è diventato cauto sulle questioni del libero mercato. Guidato da Tremonti, autore di un libro che prevedeva la crisi finanziaria, il governo ha fatto propria l’ambiguità tipica di Sarkozy. Non ha un piano per la deregolarizzazione o per la vendita di azioni. Non è pronto neppure ad aumentare l’età pensionabile delle donne. I ministri hanno fatto capire di temere la deriva dell’impopolarità in un già delicato frangente.

Potrebbe essere possibile iniziare la riforma delle pensioni e affrontrare gli interessi acquisiti contrari alla liberalizzazione e alla privatizzazione se ciò fosse fatto per stringere la cinghia a livello nazionale. Gli italiani risposero eroicamente a metà degli anni ‘90 quando, il primo ministro dell’epoca, Romano Prodi, chiese loro dei sacrifici per risanare i conti nazionali e prepararsi ad adottare l’Euro.

Eppure, sebbene Berlusconi possa sopravvivere agli scandali che lo hanno travolto, può a malapena chiedere ai suoi elettori sangue, sudore e lacrime, almeno finchè insiste che l’Italia sia venuta fuori quasi illesa dal crollo dell’economia mondiale - piuttosto come la caserma in cui si terrà il G8, scossa dal terremoto.

[Articolo originale "A cavalier preparing to host the world"]
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Old 07-07-2009, 22:27   #623
Titanium555
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e come detto in precedenza visto le condizioni in italia, non siamo più considerati tra i grandi del mondo........infatti c'è chi sta facendo una petizione per cacciarci dal g8.......giustamente........lentamente e nemmeno troppo crollano le illusioni........
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Old 08-07-2009, 01:31   #624
atinvidia284
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Crescono le voci sull’espulsione dell’Italia dai G8 mentre i piani del vertice sprofondano nel caos
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6592 Gran Bretagna
Quote:
[The Guardian]

Mentre gli Stati Uniti cercano di essere propositivi riguardo al vertice, l’Italia viene criticata per la mancanza di organizzazione e per aver disatteso gli impegni per gli aiuti ai paesi poveri.


Stando a quanto sostengono alti funzionari di Paesi occidentali, i preparativi per il G8 che si terrà nella città de l’Aquila mercoledì prossimo sono stati talmente caotici da far crescere le pressioni degli altri Stati membri per espellere l’Italia dal gruppo. Nelle ultime settimane precedenti al vertice, in mancanza di iniziative significative per definire l’ordine del giorno, gli Stati Uniti sono subentrati organizzando i cosiddetti sherpa calls (teleconferenze tra alti funzionari) in un estremo tentativo di dare un senso al vertice.

“L’organizzazione di sherpa calls da parte di un altro Paese è senza precedenti. È una sorta di ‘opzione nucleare’”, ha affermato un alto funzionario di uno stato membro dei G8. “Gli italiani sono stati semplicemente terribili. Non ci sono stati né programmi né piani”. “Il G8 è un club e i membri del club hanno precisi doveri, che l’Italia ha disatteso”, ha dichiarato un funzionario europeo coinvolto nell’organizzazione.

Voci di corridoio sembrano ventilare l’ipotesi di un’espulsione dell’Italia dal G8 o da qualsiasi altro gruppo che dovesse succedergli. Aleggia tra le capitali europee il nome della Spagna, che potrebbe sostituire l’Italia, un paese con un reddito pro-capite più elevato ed una maggiore percentuale del PIL destinata agli aiuti.

Ieri il Ministro degli Esteri italiano non ha replicato a chi chiedeva di commentare tali critiche. “I preparativi italiani per il vertice sono stati caotici dall’inizio alla fine” ha affermato Richard Gowan, analista presso il Centro per la Cooperazione Iinternazionale della New York University. “Gli italiani sin da gennaio andavano dicendo di non avere una visione chiara del vertice e che avrebbero volentieri accettato istruzioni dagli americani, qualora l’amministrazione Obama avesse avuto qualsiasi idea”.

Gli incontri guidati dagli Stati Uniti sono sfociati in un accordo su un’iniziativa relativa alla sicurezza alimentare alcuni giorni prima del vertice de L’Aquila, la cui portata deve essere ancora negoziata. Gordon Brown ha dichiarato che il Regno Unito contribuirà con 1.1 miliardi di sterline al progetto, finalizzato all’aiuto degli agricoltori nei paesi in via di sviluppo. Tuttavia, i funzionari che hanno visionato il resto della dichiarazione congiunta affermano che vi sono pochi elementi di novità. I critici sostengono che il governo Berlusconi ha compensato questa mancanza di sostanza allungando la lista degli invitati. Secondo alcune stime i Capi di Stato e di Governo che arriveranno a L’Aquila andranno dai 39 ai 44.

“Si tratta di una burla gigantesca”, ha sentenziato Gowan. “Gli italiani non hanno idee e hanno deciso che la cosa migliore da fare è quella di spalmare l’ordine del giorno in modo così sottile da nascondere il fatto di non averne alcuno”.

Silvio Berlusconi è stato pesantemente criticato per aver disatteso le promesse sugli aiuti allo sviluppo fatte quattro anni fa, stanziandone solo il 3%, e per aver pianificato tagli per oltre il 50% del budget riservato agli aiuti per l’estero.

Nel frattempo, le pagine dei giornali si sono riempite di notizie sulle feste di Berlusconi con giovani donne, seguite da lodi alla saggezza per aver deciso di organizzare il vertice in una regione sconvolta dalle scosse di assestamento tre mesi dopo un terremoto devastante, come gesto di solidarietà nei confronti della popolazione locale.

Le pesanti critiche rivolte all’Italia giungono in un momento in cui il futuro del G8 come forum destinato a fronteggiare i problemi del mondo è fortemente messo in discussione. All’inizio dell’anno il G20, che include anche le economie emergenti, era stato identificato come un possibile sostituto. Tuttavia durante il G20 di Londra, che si è tenuto ad aprile, il vertice è apparso come uno strumento troppo ingombrante per i funzionari statunitensi.

Il possibile sostituto per il G8 sembra essere con ogni probabilità tra i 13-16 paesi forti (inclusi quelli emergenti come la Cina, l’India, il Brasile, il Messico e il Sud Africa) che attualmente partecipano agli incontri come gli “outreach five” (“i cinque emergenti”). Ma qualsiasi transizione sarebbe dolorosa poiché i Paesi farebbero a gara per la poltrona.

L’espulsione dell’Italia è vista come possibile, ma l’entrata della Spagna al suo posto sembra alquanto improbabile. Gli Stati Uniti e le economie emergenti già considerano il gruppo esistente come troppo euro-centrico e preferirebbero una rappresentanza UE unificata. Molto improbabile, dato che nessuno Stato europeo vuole cedere il posto.

[Articolo originale " Calls grow within G8 to expel Italy as summit plans descend into chaos " di Julian Borger]
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Old 08-07-2009, 10:53   #625
atinvidia284
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L’Italia approva una controversa legge contro l’immigrazione clandestina
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6582 Canada
Quote:
[Agence France-Presse]

ROMA – Giovedì l’Italia ha adottato una severa legge contro l’immigrazione clandestina che, tra le altre cose, consente ai cittadini di creare proprie pattuglie, nonostante le feroci critiche dei gruppi per i diritti umani e del Vaticano.


La Commissione europea ha annunciato che esaminerà le nuove misure per determinare se siano conformi alle norme UE, avvertendo che “non sono accettabili norme di espulsione automatica per intere categorie”. Il Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha fatto dell’irrigidimento delle norme in materia di immigrazione una pietra miliare della campagna elettorale che lo vide tornare al potere nel maggio 2008.

Il Senato, che in Italia è la camera parlamentare superiore, ha confermato il voto della Camera dei Deputati del mese di maggio, convalidando il pacchetto di misure con 157 voti a favore, 124 contrari e tre astensioni. Con la nuova legge, l’immigrazione clandestina diventa un reato penale; rischia il carcere chiunque venga sorpreso ad ospitare un immigrato clandestino e per registrare la nascita di un bambino i genitori devono presentare documenti che dimostrino il loro essere residenti legali.

Durante il suo lento iter parlamentare, la legge è stata condannata dall’opposizione come reminiscenza del periodo fascista. Forse il provvedimento più controverso è quello che permette a “gruppi di cittadini” di dar vita a pattuglie per il controllo dell’ordine pubblico. Dopo che è stato obiettato che sarebbero poco più che gruppi di vigilantes, le autorità locali monitoreranno le loro attività.

Il provvedimento è stato fortemente voluto dalla Lega Nord che è ferocemente contraria all’immigrazione ed è parte dell’ala destra della coalizione di governo guidata da Berlusconi. La Lega Nord ha un largo consenso nel ricco nord del paese. In parlamento, l’opposizione ha messo in atto un’aspra lotta contro il disegno di legge. Dario Franceschini, leader del Partito Democratico, ha paragonato i provvedimenti alle leggi razziali introdotte dal regime fascista di Benito Mussolini negli anni Trenta. Il Ministro degli Interni Roberto Maroni, esponente di primo piano della Lega, ha respinto l’accusa come “ridicola”.

La nuova legge fa dell’immigrazione illegale un reato punibile con una multa tra 5.000 e 10.000 euro e l’espulsione immediata. Berlusconi aveva inizialmente pensato di farne un reato punibile con la detenzione, ma è stato costretto a riconsiderare la soluzione a causa del sovraffollamento del sistema carcerario, che ha raggiunto livelli record.

I genitori dovranno inoltre presentare il loro passaporto o permesso di soggiorno quando dichiareranno la nascita di un figlio, fatto contro il quale alcuni critici del provvedimento hanno messo in guardia perché potrebbe portare a una generazione di “bambini invisibili” che crescono al di fuori del sistema. La nuova legge “priva i bambini dei loro più elementari diritti”, ha dichiarato Raffaele Salinari, presidente della sede italiana di Terre des Hommes, associazione che si dedica alla tutela dei diritti dei bambini.

La legge estende anche il periodo di detenzione per immigrazione clandestina a sei mesi, rispetto agli attuali due, per concedere più tempo all’identificazione dei clandestini e quindi al loro rimpatrio.

Scrittori italiani tra cui Andrea Camilleri, Antonio Tabucchi e il vincitore del premio Nobel Dario Fo, hanno sottoscritto un appello per denunciare le “norme discriminatorie nei confronti degli immigrati, sconosciute in Europa dopo l’epoca delle leggi razziali”.

Una responsabile della Comunità cattolica Sant’Egidio ha stimato che il numero di immigrati clandestini in Italia sia compreso tra i 400.000 e i 500.000 di cui molti al servizio delle famiglie per assistere anziani o bambini. “Con questa legge, si introduce l’idea che essere immigrato e clandestino significa essere un delinquente”, ha affermato Daniela Pompei.

Mentre altri paesi europei non hanno effettivamente criminalizzato l’immigrazione clandestina, alcuni, tra cui Francia e Grecia, hanno adottato provvedimenti analoghi.

[Articolo originale "Italy adopts controversial law against illegal immigration" di Francoise Michel]
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Old 09-07-2009, 10:48   #626
atinvidia284
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Lo scandalo di Berlusconi, la tragedia dell’Italia
Giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6624 Austria
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[Australia.to News]

Il Presidente del Consiglio ha corroso così tanto la vita pubblica dell’Italia che nemmeno le sue dimissioni comporterebbero un chiaro rinnovamento del Paese, sostiene Geoff Andrews.


Silvio Berlusconi, il politico populista di maggior successo dei tempi moderni, esercita da lungo tempo l’arte del fascino, scavalcando politici di professione e mirando dritto alla “pancia” piuttosto che al “cervello” dell’italiano medio. Durante i tre mandati come Presidente del Consiglio (maggio 1994 - gennaio 1995, giugno 2001 - maggio 2006, e da maggio del 2008) ha visto cambiare sette leader del centro sinistra ed è rimasto il personaggio dominante del panorama politico italiano. L’abilità di Berlusconi nel controllare i media e nel volgere anche le critiche a proprio vantaggio sono state due risorse inestimabili.

È possibile che questo modello di dominio adesso stia cambiando? Ci stiamo forse avvicinando alla fine dell’egemonia berlusconiana? La recente ondata di storie e scandali - riguardanti i suoi rapporti con delle giovanni donne, a partire da Noemi Letizia, un’amica diciottenne di Napoli che lo chiama “Papi” - sono di certo tra i più dannosi che il premier si sia mai trovato ad affrontare; ed è molto significativo che non abbia più il controllo sugli eventi.

Ma perfino il destino di Silvio Berlusconi sembra già diventato un fattore secondario. La serie di eventi che ha travolto il Premier settantaduenne e che adesso occupa intere pagine della stampa italiana e straniera non può ridursi - se mai potesse - a una questione sul comportamento personale. Piuttosto, la crisi di Berlusconi è diventata la tipica tragedia dell’Italia moderna.

La tempesta politico-mediatica

Silvio Berlusconi in passato ha già attirato su di sé le critiche della stampa. Ciò che cambia, oggi, sono le rivelazioni quasi giornaliere da parte di giovani donne, che lo accusano di essere ricorso al sesso a pagamento, rivelando un groviglio di disonestà proprio al centro della politica italiana. Nella carriera del premier sfera pubblica e privata - il Presidente del Consiglio ribadisce il contrario - sono sempre andate di pari passo. Ciò che gli eventi recenti rivelano con forza è come i valori di Silvio Berlusconi si siano radicati nella vita pubblica italiana.

Il tono sprezzante con cui Berlusconi ha risposto alle affermazioni avanzate da diverse donne - di essere state pagate per fare sesso, oppure di aver ricevuto offerte di lavoro nella sua emittente televisiva o candidature nel suo partito - rivela una mancanza di trasparenza nel sistema politico italiano e minaccia al contempo la libertà di stampa in un modo che sarebbe inaccettabile in qualsiasi altra democrazia occidentale. Berlusconi ha ignorato queste affermazioni per diverse settimane, rifiutandosi di rispondere alle domande che gli sono state poste (comprese quelle di Open Democracy - cfr. “Silvio Berluconi: altre dieci domande” [5 giugno 2009] e “Silvio Berlusconi: rispondere prego” [9 giugno 2009]).

È tipico del Presidente del Consiglio ignorare i canali tradizionali della responsabilità democratica e rivolgersi a una rivista di gossip, Chi, di cui è proprietario, per smentire le accuse. Per quanto tempo ancora la decrepita cultura politica italiana e la sua classe dirigente corrotta potranno continuare ad affondare? Il comportamento del Premier suggerisce come in Italia la politica sia stata rimpiazzata da uno sfoggio di onnipotenza personale.

L’Italia ospiterà il G8 a L’Aquila dall’8 al 10 luglio 2009, e tutta l’attenzione si concentrerà sul comportamento del Presidente del Consiglio. Berlusconi è più isolato che mai in seno alla comunità internazionale. Tra i suoi alleati può contare soltanto il Presidente russo, Dmitry Medvedev. I segnali che l’indebolimento del suo status stiano danneggiando la reputazione dell’Italia sono diffusi: dalle risposte imbarazzate degli altri leader di fronte al suo comportamento, fino agli sforzi di un gruppo di accademiche di persuadere le “first lady” del G8 a boicottare il vertice de L’Aquila. Perfino i suoi rapporti con la Chiesa cattolica ne hanno sofferto: dopo un breve riavvicinamento quando aveva tentato di fare approvare un decreto per tenere Eluana Englaro in vita, le ultime indiscrezioni hanno provocato la reazione da parte di molti ecclesiastici di spicco (l’Arcivescovo Angelo Bagnasco di Genova ha condannato apertamente “quegli uomini ubriachi di un delirio di grandezza…”).

La crisi è più seria delle sue relazioni con delle giovani donne. Il 21 maggio 2009, Berlusconi ha definito inutile “il Parlamento italiano”, affermando che bastavano 100 parlamentari per svolgere le attività e paragonando, in negativo, i parlamentari agli imprenditori. Nel febbraio del 2009, un tribunale ha decretato che aveva pagato una bustarella all’avvocato britannico David Mills in cambio della sua falsa testimonianza, proprio mentre lui non poteva essere processato per la legge sull’immunità parlamentare approvata dal suo stesso governo. Berlusconi non ha dato alcuna spiegazione a riguardo. Questa sistematica assenza di qualsiasi responsabilità democratica da parte del capo eletto del Paese ha portato il quotidiano La Repubblica - che ha svolto un lavoro esemplare nel ricercare la verità dietro ai comportamenti di Berlusconi - a pubblicare ulteriori dieci domande (vedere “Le dieci domande mai poste al Cavaliere” [14 maggio 2009] e “Le dieci nuove domande al Cavaliere” [La Repubblica, 26 giugno 2009].

Al contempo, risulta problematico anche l’atteggiamento del governo nei confronti dei media non controllati direttamente . Berlusconi ha invitato le aziende a non acquistare pubblicità sul settimanale L’Espresso (una pubblicazione dello stesso gruppo editoriale de La Repubblica). Il suo ministro della cultura e stretto alleato, Sandro Bondi, ha definito La Repubblica una “minaccia per la democrazia” - un’affermazione incredibile per descrivere il normale ruolo di un quotidiano in una società libera. Inoltre, il direttore dell’emittente pubblica RAI - parte dell’impero mediatico di Berlusconi - si è rifiutato di mandare in onda i dettagli delle affermazioni contro Berlusconi (come se la BBC si fosse rifiutata di seguire lo scandalo delle spese dei parlamentari nel Regno Unito).

Il dopo Berlusconi

L’Italia è un Paese molto diviso, e la copertura mediatica negativa che ha ricevuto il suo leader - perfino oggi - influenza soltanto una parte della popolazione. Tuttavia, è riuscita a creare un clima di vergogna e imbarazzo tra gli italiani dentro e fuori i confini nazionali; la loro identità è ora legata al personaggio Silvio Berlusconi. Cresce sempre di più la consapevolezza che le cose non possano restare come sono. Mentre le critiche da parte della stampa estera aumentano, sempre più italiani sono spinti a manifestare la loro rabbia e a sollecitare gli alleati d’Occidente a continuare le loro inchieste.

In effetti, alcuni degli alleati più vicini a Silvio Berlusconi hanno dichiarato a Guy Dinmore, corrispondente da Roma per il Financial Times, di prepararsi a un futuro senza di lui (cfr. “Berlusconi whispers grow louder”, Financial Times, 25 giugno 2009). Sono chiaramente preoccupati dalle conseguenze che potrebbe comportare l’attuale intreccio di azioni dubbie e forse anche delittuose.

Giuliano Ferrara, editore de Il Foglio e uno dei più astuti alleati intellettuali di Berlusconi, ha avvertito l’Italia che si potrebbe verificare un altro “24 luglio”; un riferimento al 1943 quando Mussolini venne esautorato dal Re Vittorio Emanuele III e in seguito fondò la Repubblica di Salò. Ancora una volta, l’Italia si ritrova con un capo ossessionato dal potere che, posizionatosi al di sopra della legge e credendosi invincibile, sarebbe disposto a trascinare giù anche gli altri, in un ultimo gesto sprezzante.

Sono tempi preoccupanti per chiunque abbia a cuore l’Italia, a prescindere dal colore politico. Silvio Berlusconi non rassegnerà facimente le dimissioni. Se dovesse lasciare il potere volontariamente o come risultato di pressioni, perderebbe l’immunità parlamentare e potrebbe essere inquisito. Non c’è un chiaro successore all’interno del suo partito che possa vantare un ampio consenso. Tuttavia, l’opposizione rimane molto debole. Non ci sono prospettive di una necessaria riforma al sistema costituzionale italiano e, finora, non c’è segno di un’ondata popolare per il cambiamento.

Attualmente l’unico beneficiario politico dei problemi di Berlusconi è stata la xenofoba Lega Nord, che ha ottenuto un buon risultato alle elezioni per il Parlamento europeo del 6 e 7 giugno. La Lega può sempre rivelarsi un alleato di governo scomodo, come nel dicembre del ‘94, quando fece cadere il primo governo Berlusconi. La fine del regno di Silvio Berlusconi, premesso che stia per arrivare, potrebbe essere sempre lunga e dolorosa e potrebbe lasciare desolate le prospettive di lungo termine dell’Italia. Una vera e propria tragedia.

[Articolo originale "Berlusconi’s scandal, Italy’s tragedy " di Geoff Andrews]

Ultima modifica di atinvidia284 : 09-07-2009 alle 10:51.
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Old 09-07-2009, 11:14   #627
DonaldDuck
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Crescono le voci sull’espulsione dell’Italia dai G8 mentre i piani del vertice sprofondano nel caos
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6592 Gran Bretagna
Dato che si tratta di una balla...

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Es...3.0.3520475098
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G8, il Guardian corregge il tiro: sono i Paesi europei a rischio

Londra, 8 lug. - (Adnkronos) - Il Guardian corregge il tiro pur diffondendo un comunicato ufficiale in cui esclude l'ipotesi che l'articolo pubblicato ieri sulla possibile espulsione dell'Italia dal G8 sia privo di fondamento. In un nuovo articolo firmato, oltre che dal corrispondente diplomatico, Julian Borger, autore della contestata storia mandata in pagina ieri, anche dal corrispondente a Roma, John Hooper, si precisa che l'eventuale problema della rappresentatività riguarda diversi Paesi europei.
http://www.ansa.it/opencms/export/si...616597200.html
Quote:
G8: Barroso, Italia fuori? Assolutamente non credibile

L'AQUILA - L'Italia fuori dal G8 "é assolutamente non credibile". Così il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, risponde ad una domanda dei giornalisti su ipotesi di fuoriuscita dell'Italia dal club dei grandi. "L'Italia è un membro molto importante del G8", ha aggiunto Barroso.
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Ultima modifica di DonaldDuck : 09-07-2009 alle 13:48.
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Old 09-07-2009, 12:00   #628
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[El País]
[articolo originale qui]

Il parlamento italiano ha approvato una legge che rende reato l'immigrazione clandestina, punisce con la carcerazione l'avere determinati contatti con immigrati, autorizza le pattuglie urbane a collaborare con la polizia per la ricerca e la detenzione degli immigrati e, facendosi scudo delle direttive europee sul rimpatrio, porta l'arginamento dell'immigrazione fino al limite. Grazie alla reazione decisa dei medici italiani, l'obbligo di denunciare gli immigrati irregolari che si presentino negli ospedali per venire curati è rimasta fuori dal decreto legge.

La nuova legge risponde ad una promessa di Silvio Berlusconi, che ha già promosso altre misure incompatibili con lo Stato di diritto nei confronti delle minoranze, come il censimento dei cittadini zingari che ha provocato gli attacchi agli accampamenti nomadi a Napoli e in altre città. L'Unione Europea approvò questa misura, adottata nell'ambito della cosiddetta "emergenza zingara".

Lo scandalo sull'uso di mezzi dello Stato nelle feste private di Berlusconi, sempre piene di attraenti signorine (le cosiddette veline), insieme a leggi come quella che il Parlamento ha appena approvato, permette di tracciare il quadro generale del modo in cui si sta governando l'Italia: lo stimolo delle basse passioni dei cittadini attraverso misure di uno sfacciato populismo sta facendo da esca per rinforzare un potere guidato dall'arbitrio e dai capricci di un'unica persona. L'aspetto più grave di quello che sta succedendo è che, anche se Berlusconi dovesse perdere alle elezioni, il sistema legale e istituzionale italiano è già stato gravemente alterato.

L'instaurazione di pattuglie urbane contro l'immigrazione illegale significa che, sotto Berlusconi, lo Stato italiano ha rinunciato ad una delle sue funzioni principali. L'idea è già di per sé inquietante, ma la sua applicazione pratica offre ulteriori motivi di allarme: la polizia italiana ha arrestato recentemente gruppi di estrema destra che pensavano di intrufolarsi nelle pattuglie urbane e sfogare cosí la loro xenofobia in un ambito legale.

Quello che sta succedendo in Italia è un problema europeo. Non solo perché Berlusconi si avvale di strumenti come la direttiva sul rimpatrio, ma soprattutto perché, nella crescente onda populista che sta vivendo l'Europa, fissa dei modelli di comportamento che altri potrebbero seguire. Specialmente se l'UE si mostra così accondiscendente come è stata finora.
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Old 09-07-2009, 13:51   #629
DonaldDuck
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Lo "sherpa" Froman smentisce il Guardian: «Tutti noi abbiamo apprezzato l'organizzazione italiana»

di Mario Platero

Lo sherpa americano Mike Froman, chiamato in causa dal Guardian per aver condotto riunioni preparatorie del G8 in sostituzione dello sherpa italiano Giampiero Massolo, il segretario Generale della Farnesia, ha smentito con fermezza di aver mai organizzato delle «conference call in modo autonomo» per sostituirsi alle inadeguatezze italiane, come sosteneva il Guardian.

«Francamente non capisco da cosa nascano voci di questo genere» ha detto Froman. «Giampiero Massolo ha fatto un ottimo lavoro ed ha sempre tenuto saldamente in mano il timone del coordinamento... ripeto, per me questo resta un mistero».

Froman ha detto di avere in effetti organizzato una conference call «ma è stata per la preparazione del prossimo G20 che si terrà a Pittsburgh sotto la presidenza americana –ha aggiunto– forse qualcuno ha fatto confusione... è un peccato perché gli italiani hanno organizzato in pochissimo tempo una struttura logistica imponente partendo da zero, e noi tutti abbiamo apprezzato quel che hanno fatto».

Lo sherpa americano ha anche spiegato che nel corso della preparazione dei lavori ciascuno dei partecipanti cerca di spingere per inserire o togliere qualcosa dai documenti che saranno portati all'attenzione dei leader. Sono gli sherpa a doversi occupare dei dettagli e a negoziare direttamente il linguaggio preciso. Ma ci sono delle istanze in cui, su questioni particolarmente delicate, il lavoro viene delegato ai leader, come nel caso della dichiarazione sull'Iran: «per quella dovremo aspettare questa sera e l'esito della cena», ha detto Froman.

8 LUGLIO 2009
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Old 09-07-2009, 14:03   #630
litocat
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Nel febbraio del 2009, un tribunale ha decretato che aveva pagato una bustarella all’avvocato britannico David Mills in cambio della sua falsa testimonianza, proprio mentre lui non poteva essere processato per la legge sull’immunità parlamentare approvata dal suo stesso governo. Berlusconi non ha dato alcuna spiegazione a riguardo.
Vero, in effetti aveva detto che avrebbe riferito in parlamento dopo le europee.
Non mi risulta ciò sia avvenuto, come gli australiani ci hanno ricordato.
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Old 09-07-2009, 15:14   #631
atinvidia284
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L’Italia di Berlusconi mostra una strana forma di femminismo
Giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6597 Gran Bretagna
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[The Times]

Lo scandalo Berlusconi rivela che l’Italia, lungi dall’essere una terra dimenticata dal femminismo, è ancora una società matriarcale.


Chi ha seguito la saga di Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio italiano, con i racconti di yacht siciliani, ville romane, squillo e contratti edilizi, potrebbe concludere che l’Italia è una terra dimenticata dal femminismo.

Sicuramente solo la più irriducibile della società scioviniste potrebbe eleggere e tollerare, come capo dello Stato, un uomo di questo tipo, che sembra trattare le donne come merci da acquistare e vendere per compiacere il proprio ego.

Ecco l’uomo che riveste la seconda più alta carica in Italia (non dimentichiamo il Papa), che ha vinto le elezioni tre volte e che ogni volta ha sollevato seri interrogativi sulle sue capacità. Finora sembra aver interpretato il ruolo di Presidente del Consiglio come una via di mezzo tra un imprenditore di night-club e uno spettacolo di cabaret (molti degli aneddoti più divertenti sulle sue feste includono dettagli sulle sue esibizioni canore e la sua propensione per il trucco).

Il Cavaliere è una versione esagerata, da cartone animato, dello stereotipo dell’italiano medio: vanitoso, pomposo, pallone gonfiato, condiscendente e sessualmente insicuro. Certamente pensa di far colpo sulle donne, ma tutto dimostra il contrario.

In effetti, molti italiani considerano questo suo flirtare non come un’espressione della sua insaziabile virilità bensì, come mi ha detto un’amica nel week-end, come una chiara dimostrazione della sua impotenza. “Poveretto” ha detto. “Non gli tira più, quindi deve farsi portare vagonate di prostitute per sentirsi di nuovo un uomo.” Anche se la mia amica è furiosa per questo comportamento, la sua esasperazione nasconde una stanca accettazione. Dopotutto, è un uomo italiano. Cos’altro ci si può aspettare?

Come molti suoi connazionali, Berlusconi crede di essere davvero speciale e quindi invincibile. È uno schema che si ripete in tutto il paese. Fin da giovani, uomini e ragazzi sono agevolati in tutto. Ma, anche se crescono credendosi esseri supremi, la realtà non è poi così semplice.

Un neonato maschio è ancora motivo di grande festa in Italia e, da bambini, i maschietti possono giocare, mentre le loro sorelle riordinano la camera. Così i maschi crescono come affascinanti fannulloni, sprecando tempo agli angoli delle strade, nei bar e nei ristoranti, mettendosi in mostra e fischiando quando passa una bella ragazza. I lavori di casa non li riguardano. Statisticamente, gli italiani fanno meno in casa di quasi tutti gli altri uomini in Europa – con l’eccezione dei léttoni. Come una Ferrrari, il maschio italiano è allevato per la velocità anziché per l’efficienza.

E il ruolo delle donne italiane? In fondo, l’Italia è una delle poche società matriarcali rimaste in occidente, dove le donne, ben lungi dall’essere vittime impotenti e sfruttate di una supremazia maschile sessualmente rapace, sono al centro del processo decisionale quotidiano.

Dalle piccole aziende a conduzione familiare agli imperi internazionali della moda, le donne in Italia sono altrettanto potenti e di successo quanto in qualsiasi altro luogo, se non di più. Hanno solo un diverso modo di affrontarlo.

Il femminismo in Italia è un silenzioso esercizio del potere. Non è femminismo nel senso tradizionale del termine bensì il trionfo del femminile.

Al contrario della Gran Bretagna, che tradizionalmente è una società veramente patriarcale, l’Italia è sempre stata a proprio agio con l’idea di una donna forte. Non necessariamente in pubblico, ma in privato sicuramente. Nelle piccole aziende a conduzione familiare sono spesso le madri e le figlie a prendere le decisioni importanti, mentre i figli guidano automobili veloci e si pavoneggiano in completi eleganti. Dietro ogni imprenditore italiano di successo c’è una madre, una sorella o una moglie scaltra, che controlla i conti e monitora costantemente i problemi.

Pensate a queste donne come a delle leonesse: ferocemente protettive, estremamente capaci, che incutono timore se provocate ma, per qualche antichissima ragione, abbastanza appagate da lasciare gli inetti maschi sdraiati al sole tutto il giorno, a scondizolare quando vedono passare una donna, e mostrando tutta la loro bellezza.

Spesso sento commentare: “Come mai tante donne italiane si vestono come conigliette di Playboy fuori servizio? Dov’è il potere in un paio di traballanti tacchi da 15 cm?” Di nuovo, è un fatto culturale. Non lo nego: l’eleganza italiana è essenzialmente un’eleganza da squillo.

Guardate Gina Lollobrigida, Sophia Loren o Nancy Dell’Olio. Tutte donne importanti, di successo, potenti, note per essersi vestite di tanto in tanto come se applicassero tariffe orarie. Strano? Per nulla: molte donne italiane sono semplicemente così (in questo senso è molto più facile vivere in Gran Bretagna: puoi indossare scarpe basse al lavoro). Ma posso assicurarvi che non lo fanno per i loro uomini. Lo fanno per se stesse.

Forse la maggiore esponente del femminismo all’italiana è Donatella Versace. Non solo è un’acclamata imprenditrice al timone di un impero della moda, ma veste nella sua personale e sgargiante maniera. Da un punto di vista stilistico, c’è una differenza minima tra lei e le donne le cui accuse Berlusconi sta così vigorosamente respingendo. Eppure non c’è nulla di indifeso o di oppresso nella Versace. A lei piace vestire così – e perché no?

Ma torniamo a Berlusconi. Un vecchio ridicolo, viziato da una nazione di uomini viziati come lui e di donne inclini a viziarli. In un paese in cui la politica è spesso un affare oscuro e mortale (vedi al riguardo il film di Paolo Sorrentino “Il Divo”, sui legami con la mafia di uno dei predecessori di Berlusconi, Giulio Andreotti), qualche patetica mossa maldestra potrebbe essere facilmente ignorata.

Credo, tuttavia, che l’Italia non lascerà correre questa volta. Perché c’è una cosa che gli italiani non possono sopportare. Tutti i giornali italiani ne parlano già e ne parleranno sempre di più con l’avvicinarsi del G8 a L’Aquila il prossimo mese: l’umiliazione da parte dei mezzi di comunicazione stranieri.

Uno scandalo di mafia ha un certo fascino cinematografico; ma essere sorpresi con i pantaloni abbassati davanti al resto del mondo è davvero una brutta figura. E, in Italia, questo è davvero imperdonabile.

Così, persino con tutto il potere e la ricchezza di Berlusconi, chi tiene in mano le redini di questa storia, e quindi il futuro della sua carriera politica, sono donne. Le donne – Patrizia D’Addario e Lucia Rossini, per nominarne solo due, che il premier ha tentato così grossolanamente di sfruttare. Possono essere escort o modelle, ma non vanno sottovalutate.
Qualunque sia la verità sui rapporti commerciali che possono essere intercorsi tra di loro, il più grande errore di Berlusconi è stato quello di valutarle male.

È un numero da cabaret…
Lina Sotis, giornalista del Il Corriere della Sera


Il caso di Berlusconi e delle sue “bambole” sarebbe stato impensabile nell’Italia degli anni ’50 e ’60. Ma da allora l’Italia ha perso la sua grande borghesia, la sua classe medio-alta, che non avrebbe mai permesso a una persona come Berlusconi di diventare Presidente del Consiglio.

Se l’Italia avesse ancora una forte classe media, Berlusconi non sarebbe nessuno. Berlusconi, con i suoi media e la manipolazione del sistema politico, è in parte responsabile per l’erosione di questi valori “vecchio stile” e “per bene”.

La classe media e bassa in Italia nutre una considerevole ammirazione per Berlusconi. Lo trovano simpatico, furbo, figo, ed è spesso paragonato ad Alberto Sordi (il popolare attore romano) che ha impersonato al meglio i vizi degli italiani: la volgare ammirazione per i soldi, la ricchezza, l’eccesso, le donne facili e così via.

Cosa pensano le donne italiane di Berlusconi? Si deve distinguere tra donne orizzontali e verticali. Le orizzontali, la larga maggioranza, lo ammirano e sono divertite dalle sue buffonerie perché sognano solo di andare in televisione, avere foto pubblicate su riviste patinate e avere gioielli e vestiti. Le verticali, quelle che lavorano, si prendono cura della famiglia e gesticono la loro vita in modo consapevole, lo considerano un istrione da cabaret.

Lucia Annunziata, giornalista de La Stampa

Nella generazione di mia nonna le donne non andavano in spiaggia, e le donne della generazione di mia madre tendevano a stare a casa. Persino dopo la guerra l’Italia non era così diversa da un paese islamico in termini di relazioni tra i sessi. Quando ero giovane, per esempio, ci si aspettava ancora che le donne stuprate sposassero i loro stupratori. La svolta arrivò negli anni ’60 quando una donna che era stata rapita e stuprata rifiutò di sposare il suo assalitore.

Può sembrare che le cose siano cambiate, ma il rispetto nei confronti delle donne è ancora molto limitato. Sono sotto-rappresentate in parlamento e nel mondo del lavoro, specialmente nei consigli di amministrazione delle aziende.

Una parte del talento di Berlusconi è che rappresenta perfettamente quello che gli italiani sono nel profondo, indipendentemente da come vogliano apparire in superficie. Riassume lo spirito nascosto del paese. Due giorni fa, per esempio, un importante giornalista ha detto pubblicamente a una cerimonia di premiazione che “Berlusconi rappresenta la speranza per tutti gli uomini che potranno ancora scopare a 70 anni”.

È rispettato perché attrae una parte dell’anima italiana. Anche se questo può scioccare gli inglesi e gli americani, la maggior parte degli italiani pensa solo “Che figo!”. Chiunque pensi di poter trasformare Berlusconi in una barzelletta si sbaglia.

Molte donne non hanno la fiducia necessaria per farsi strada. Nelle donne italiane non c’è mai stato lo stesso desiderio di creare equità sul lavoro come nelle donne americane o inglesi. Il numero di donne italiane che sono madri casalinghe è enorme. Lo stato non ha fornito asili adeguati, servizi per i bambini e così via.

Non penso al comportamento di Berlusconi come a un problema morale. Penso che sia semplicemente inappropriato per un capo di stato. L’ex presidente della Repubblica Ceca, Mirek Topolanek, per esempio, è stato fotografato nella villa di Berlusconi, nudo ed eccitato, circondato da donne in topless. Questo danneggia l’immagine del paese.

Le osservazioni inopportune e il comportamento di Berlusconi verso le donne costituiscono solo un aspetto del problema poiché un gran numero di uomini di potere si comportano allo stesso modo. Ma Berlusconi si è fatto i suoi soldi e si sente autorizzato a comportarsi come vuole. Un uomo come Agnelli non si sarebbe mai comportato così.

Natalia Aspesi, giornalista de La Repubblica

L’Italia è stata rovinata dalla televisione, un mondo affascinante e frivolo, e Berlusconi proviene proprio da quel mondo. Gli italiani sono impressionati dalla sua ricchezza e dicono: “È così ricco che non ha bisogno di rubare”, ma non si accorgono che sono state le sue modifiche alla legge che l’hanno reso ricco. Quando lo vedono con queste ragazze, la maggior parte degli italiani vorrebbe emularlo.

L’Italia è colpita dalla crisi economica e le prime a pagare spesso sono le donne, accusate di rubare il lavoro. Questo modo di pensare rende le donne nuovamente merci. Per entrare in parlamento, per diventare un ministro, per andare in Europa, devi essere sotto i 30 anni e molto carina e magari essere andata a letto con qualcuno. Questa recessione nel valore della donna corrisponde esattamente alla recessione economica.

In televisione ci sono molti programmi presentati da uomini circondati da ragazze graziose e vestite in modo succinto, meglio conosciute come “showgirls” o veline. Tutto questo risale alla comparsa dei canali della TV privata (controllata da Mediaset, di proprietà di Berlusconi).

Nessuno in Italia si è preoccupato che Noemi Letizia fosse solo quindicenne (quando Berlusconi l’ha incontrata). Sulle strade italiane le prostitute più popolari hanno 14 e 15 anni.

Il nostro paese è cambiato molto in fretta. Non eravamo così dieci anni fa. Eravamo un paese normale. Esisteva la moralità.

[Articolo originale "Berlusconi's Italy shows a strange type of feminism"]
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Old 09-07-2009, 15:26   #632
Titanium555
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e fù così che iniziò il regno del caos....
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Old 09-07-2009, 23:03   #633
atinvidia284
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Italia: Bruxelles si occupa alla legge che istituisce il reato d’immigrazione clandestina
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6631 Francia
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[Le Monde]

La Commissione europea ha annunciato l’intenzione di esaminare le misure del “pacchetto sicurezza”, approvato giovedì 2 luglio dal Senato italiano. Jacques Barrot, commissario alla giustizia, vuole verificarne la “compatibilità” con il diritto comunitario, avvertendo che “regole di espulsione automatica per intere categorie non sono accettabili”.
La legge istituisce il reato d’immigrazione clandestina punito con una multa da 5.000 a 10.000 euro, accompagnata dall’espulsione immediata. Rende obbligatoria la presentazione del permesso di soggiorno o del passaporto per dichiarare la nascita di un bambino. Il soggiorno dei clandestini nei centri di ritenzione potrà essere prolungato fino a sei mesi (due mesi attualmente), al fine di permetterne l’identificazione in vista della loro espulsione. Il progetto rendelegalizza inoltre le ronde cittadine volute dal partito anti-immigrati della Lega Nord, principale alleato di Berlusconi. Secondo la comunità di Sant’Egidio, vivono in Italia da 400.000 a 500.000 clandestini.

[Articolo originale "Italie : Bruxelles se penche sur la loi créant un délit d'immigration clandestine" di Philippe Ridet]
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Old 09-07-2009, 23:51   #634
marchigiano
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chi è il times che ha detto che lo staff italiano spiava gli altri con dei microfoni o intercettazioni sulle linee non ricordo...
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Old 10-07-2009, 01:52   #635
atinvidia284
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La strada giudica Berlusconi
Giugno 2009 http://italiadallestero.info/archives/6633 Spagna
Quote:
[El Periódico]

La questione salta sempre fuori. A volte se ne parla volentieri, altre volte è una seccatura. In città come nell’intera nazione. Sui treni che portano fin qui, nei bar, nei gruppetti che se ne stanno sotto i portici di queste città del nord ancora latine. «Sono invenzioni della stampa», «con tutto ’sto casino qualcosa di vero ci sarà». «Che vergogna!», «Che schifo!».

Fabio, cameriere in un bar nei pressi della stazione, ha una sua teoria: «Berlusconi lavora tanto, non ha tempo per nulla e concentra durante la notte tutto quello che non è riuscito a fare di giorno, che c’è di male?». Una cliente sulla trentina lo sostiene da un’altra ottica. «Quale ventenne va con un settantenne senza farsi pagare?». Forse Bologna “la rossa”, è più critica di altre città.

Antonio, un amico, vive con moglie e due figlie sulla trentina, disoccupate. Prima di cena, seguono il notiziario sul primo canale Rai (diretto da un ex dipendente di Berlusconi) che non fa altro che tasmettere smentite a una notizia che non ha mai dato, di modo che, se fosse per questa emittente, i telespettatori avrebbero una confusione in testa. «Questo tizio mi era simpatico, adesso no» afferma la più giovane. «Chi svolge un’attività pubblica non si comporta così», commenta la maggiore. «Che modello posso dar loro?», chiede il padre.

I parrucchieri sono un buon indicatore. «Per me può fare quello che vuole, l’importante è che non si ripercuota sul suo ruolo pubblico», afferma decisa Elvira, forbici alla mano. «Per carità! Venti ragazze che potrebbero essere figlie sue..», dice Maria tirando fuori la testa dall’asciugacapelli. «Aah, come ti sarebbe piaciuto!» la punzecchia sarcastica un’altra. Guardano il giornalista costernate: «Se lo avesse fatto in silenzio…questa ostentazione non mi è piaciuta». Autobus numero 23, due giovani con un quotidiano gratuito in mano: «È un maiale», «Ti sbagli, è furbo, quelle potrebbero essere figlie sue», «Ma non lo sono», «È il capo del Governo», «È solo invidia marcia, per caso si spettegolava su quelli che c’erano prima?»

Alzano la voce : «Hai visto l’immagine che stiamo dando dell’Italia all’estero?», «Non è quella dell’Italia, è la sua, qualcuno può sostituirlo?». Interviene una passaggera anziana. «Ha oltrepassato il limite, ragazzi, troppo…». Scende. Un prete in abito esce dalla chiesa di San Petronio: «Non mi faccia parlare». Va via.

Fermata d’autobus alla stazione ferroviaria, una quindicina di persone che aspettano. «Questa storia ha stancato», dice la più giovane. «L’hanno incastrato» spiegano due ragazzi. «Se gli piace divertirsi…. be’ sono affari suoi, che lo faccia», dice il ragazzo con la valigetta. «Che se ne vada una volta per tutte!», risponde il tassista con un adesivo comunista sulla macchina.

Un noto intellettuale accetta di fare due chiacchiere per qualche minuto. «Probabilmente ci sono svariati protagonisti in questa faccenda, ma la ragione di fondo è che l’Europa è preoccupata per il debito pubblico italiano che continua a salire, con il rischio di mandare in rovina il paese e, detto tra noi, gli industriali sono esasperati perché non cambia niente. In più c’è la mafia, vedrà come salterà fuori nei prossimi giorni». La prospettiva finale? «Nessuna. Nessuna riflessione, nessuna critica. Nemmeno alternative: se si andasse a votare vincerebbe ancora. L’Italia diventerebbe l’Argentina di Perón, è questa la sua vera forza».

Il giornalista va via portando con sé la complessità dell’Italia.

[Articolo originale "La calle evalúa a Berlusconi" di ROSSEND Domènech]
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Old 10-07-2009, 16:20   #636
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Le scosse finanziarie dell’Italia incombono su Berlusconi
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6629 Gran Bretagna
Quote:
[The Guardian]

In occasione del G8, Silvio Berlusconi accoglierà questa settimana i leader mondiali a L’Aquila, città colpita dal terremoto. Generalmente eventi di questo tipo consentono al paese ospitante di sfoggiare la propria economia, ma la stretta creditizia ha lasciato all’Italia ben poche ragioni per vantarsi.

Già intrappolata nella morsa del consistente debito pubblico – pari a oltre il 100% del PIL – e con un settore dell’export non competitivo, il paese è sprofondato in una recessione profonda a seguito del crollo degli scambi commerciali a livello mondiale. Secondo gli analisti ci vorranno anni per uscire da questa crisi. La produzione industriale ha subito un calo così vertiginoso nel primo trimestre dell’anno che al momento si attesta sui livelli di venti anni fa.

“L’Italia dipende molto dalle esportazioni del settore manifatturiero, che sono state colpite molto duramente dalla crisi”, afferma Zach Witton del sito economy.com di Moody’s. L’analista prospetta per quest’anno una brusca diminuzione del PIL di oltre il 4% ed il persistere del rallentamento dell’economia nel 2010, mentre i tassi di crescita dovrebbero tornare ai livelli precedenti alla crisi non prima del 2012.

Altri governi hanno aumentato la spesa pubblica per sostenere l’economia nel bel mezzo della turbolenza dei mercati, tra cui quello tedesco, il cui ministro delle finanze, Peer Steinbrück, inizialmente parlava con sarcasmo di “rozzo keynesianesimo”. Ma le casse di Roma erano già vuote prima che iniziasse la crisi. “L’Italia ha un debito pubblico tra i più alti in Europa, e questo sta limitando l’opportunità di attivare incentivi fiscali”, dichiara Witton.

Le bravate di Berlusconi con un gruppetto di giovani ragazze hanno riempito i titoli dei giornali, ma per molti elettori vi sono preoccupazioni molto meno avvincenti. “L’economia italiana, come il suo Primo Ministro, sembra sempre più debilitata: potrebbe anche farcela, ma a un costo notevole e crescente” dichiara Maya Bhandari del Lombard Street Research, secondo cui una “decade persa” con crescita contenuta e indebolimento della quota di mercato può sfociare in altri 10 anni di stagnazione.

Quando all’inizio dell’anno l’FMI ha condotto la sua consueta valutazione dell’economia italiana, ha reso noto senza mezzi termini che “lo scenario nel breve periodo è tetro”. Il tasso di disoccupazione al 7,4% è inferiore alla media europea, mentre la produttività, ovvero la quantità prodotta per lavoratore, un fattore chiave del successo economico, è scesa di circa un 2% annuo dal 2000. Le banche italiane hanno evitato i peggiori eccessi che hanno portato alla stretta del credito, ma Intesa e Unicredito, due delle maggiori banche, sono notevolmente esposte nella vulnerabile Europa dell’Est. Unicredito ha già ricevuto il sostegno finanziario della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, per evitare di interrompere i prestiti alle economie in difficoltà come l’Ungheria.

Anche prima della stretta creditizia, l’Italia era entrata a far parte del cosiddetto gruppo dei “Pigs” (Portogallo, Italia, Grecia e Spagna) ovvero quei paesi fanalino di coda rispetto ai cugini del Nord, che rendono quasi impossibile alla BCE di fissare tassi di interesse appropriati per tutti. Quando è entrato in vigore l’euro, uno dei benefici era quello di forzare i paesi a rispettare le regole del patto di stabilità e di crescita, senza ricorrere alla valvola di sicurezza della svalutazione, e questo avrebbe dovuto spingere i governi a intraprendere le riforme. In realtà, molti osservatori argomentano oggi che il rifugio in una moneta unica – che impedisce ai mercati finanziari di sganciare le monete dei paesi più deboli lanciandoli in caduta libera – ha nascosto le debolezze dei Pigs.

L’Italia conta ancora migliaia di piccole aziende a conduzione familiare, che si battono con coraggio contro i costi più bassi dei concorrenti asiatici in settori industriali a basso valore, mentre una giungla di regole rende difficoltoso l’accesso alle nuove imprese. Per anni l’Italia ha costantemente perso quote del mercato alle esportazioni rispetto ad altri paesi.

Serve un governo coraggioso per fronteggiare molte di queste sfide. Jonathan Ashworth, economista del Barclays Wealth, ha dichiarato: “Ho sempre pensato che l’Italia sia il miglior esempio del fallimento di una buona gestione”. Quando il governo di Romano Prodi, predecessore di Berlusconi, cercò nel 2006 di riformare la normativa che regolava i taxi, allo scopo di ridurre i prezzi e consentire a più operatori di entrare nel mercato, migliaia di tassisti protestarono per le strade di Roma creando disagi per mesi. Berlusconi non si è mostrato molto incline a promuovere riforme impopolari. Questa settimana intende concentrarsi con i partner internazionali sulla ripresa dopo i disastri naturali e sulla ri-regolamentazione del settore finanziario, ma la sfida più ardua è rimuovere le macerie dalla malconcia economia italiana.

[Articolo originale "Italy's financial tremors rumble on for Berlusconi "]
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Old 10-07-2009, 22:32   #637
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Berlusconi, principe del G8, attaccato per mezzo della stampa
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6654 Francia
Quote:
[Le Monde]

Silvio Berlusconi ha voluto fare un colpo di scena organizzando il G8 nella città dell’Aquila, distrutta da un sisma lo scorso aprile. Ma con la mancanza di preparazione del vertice, la sua agenda priva di progetti ambiziosi e il malcontento della popolazione, il presidente del Consiglio viene attaccato da tutte le parti. Così, l’uomo politico ed ex magistrato Antonio di Pietro ha acquistato un’intera pagina nell’International Herald Tribune del 9 luglio. In questo “appello alla comunità internazionale “, l’ex magistrato allerta l’opinione pubblica sullo stato della democrazia in Italia. ” Il governo Berlusconi ha proposto un nuovo progetto di legge, la legge 128 o legge Alfano dal nome del ministro della giustizia Angelino Alfano, che renderebbe impossibile processare il presidente del Consiglio, il presidente della Repubblica, il presidente della Camera dei deputati e del Senato.” Secondo l’ex giudice, Silvio Berlusconi insiste sull’introduzione di questa legge per evitare di essere processato in due casi in cui avrebbe corrotto un testimone, ” Mi appello alla comunità internazionale per far circolare questa informazione […] per evitare che la nostra democrazia si trasformi in dittatura.” E’ ugualmente quello che desidera un gruppo di internauti che hanno pagato di tasca propria una pubblicità stampata a tutta pagina nel giornale italiano La Repubblica dell’8 luglio. Un gruppo di Facebook che conta più di 3800 membri e un blog sostengono la loro azione: “Silvio Berlusconi ha invitato i giovani imprenditori italiani a boicottare i giornali che dicono la verità sulla crisi economica interrompendo i loro investimenti pubblicitari […]. E’ la prima volta in Occidente che un capo del governo minaccia la libera concorrenza invitando a boicottare i giornali che non gli piacciono!” “FORSE NON E’ IL LUOGO MIGLIORE PER ORGANIZZARE DEI VERTICI SERI” Il Corriere dell sera rivela che il dossier consegnato ai giornalisti dalla Casa Bianca contiene una biografia completa di ogni capo di Stato.. trannedi Silvio Berlusconi, che ha diritto solamente alla ” sua data e luogo di nascita, nazionalità, professione, ultima vittoria elettorale, data di inizio del nuovo mandato. Fine.” Bisogna dire che al G8 tenutosi in Giappone a luglio 2008, il servizio stampa della Casa Bianca aveva pensato bene di indicare che Berlusconi è ” uno dei capi di Stato più controversi della storia del paese”, accusato di corruzione e di estorsione. Silvio Berlusconi è inoltre il bersaglio della stampa estera, ed è impegnato da due giorni in un duello a distanza con il quotidiano britannico The Guardian. Quest’ultimo aveva rivelato lunedì, ossia due giorni prima dell’apertura del vertice, che i preparativi erano cosi caotici e disordinati che gli altri Stati del gruppo avrebbero ipotizzato di eliminare l’Italia dalla lista dei membri e di farci entrare la Spagna. L’articolo cita Richard Gowan, specialista di relazioni internazionali alla New York University : ” Già a partire da gennaio, gli italiani ripetevano di non avere nessuna visione a lungo termine per il vertice e che se l’amministrazione Obamaavesso avuto delle idee, sarebbebro stati entusiasti di ricevere le sue istruzioni.” Berlusconi non ha mancato di qualificare le accuse del Guardian come “colossali errori da parte di un piccolo giornale” . Nel suo editoriale del giorno dopo, dal titolo ” L’Italia: inadatta all’organizzazione di vertici”, il giornale replica: “Se gli italiani non inizieranno ad esigere serie regole di condotta per i propri dirigenti, il paese forse non è il luogo migliore per organizzare dei vertici seri.” Dal canto suo, la popolazione dell’Aquila non dimentica di protestare a suo modo: lettere giganti formanti la frase: “Yes, we camp” sono disposte nei campi per ricordare che 24 000 sfollati vivono ancora nelle tende, in attesa dei lavori di ricostruzione che non sono ancora cominciati.

[Articolo originale "Berlusconi, prince du G8, attaqué dans la presse" di Hélène Franchineau]
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Old 11-07-2009, 02:13   #638
atinvidia284
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L’Ecuador attribuisce all’Italia la responsabilità nei confronti dei suoi emigranti
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6645 Ecuador
Quote:
[El Universo]

Secondo quanto riferito oggi in un comunicato della Segreteria Nazionale del Migrante (Senami), il governo ecuadoriano ha attribuito al governo italiano la responsabilità su eventuali conseguenze nei confronti degli emigranti andini in Italia dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza.

In Italia l’immigrazione clandestina diventata un reato dopo che il Senato ha approvato un disegno di legge sulla sicurezza che include l’istituzione di ronde cittadine e prolunga il periodo di detenzione per chi è privo di permesso di soggiorno.

Nella nota il governo dell’Ecuador ha espresso “il più assoluto rifiuto” nei confronti dell’adozione definitiva di tale legge “in quanto la nuova normativa presuppone un chiaro e drammatico avanzamento della politica migratoria dell’Italia verso pratiche che violano in generale i diritti umani e in particolare quelli delle persone migranti”.

L’amministrazione ecuadoriana rileva che le misure legali adottate “stabiliscono come reato il diritto al libero movimento delle persone, induriscono paradossalmente le condizioni per facilitare un’immigrazione regolarizzata e aumentano gravemente le pene contro le persone prive di documenti”.

Il governo considera tra gli aspetti “più preoccupanti” della legge il fatto che, per le persone prive di documenti, siano state stabilite multe che vanno dai 5.000 e 10.000 euro e il fatto che il periodo di detenzione per i clandestini, fino ad ora di sessanta giorni, si prolunga fino a sei mesi.

Si istituisce, inoltre, una tassa che va dagli 80 ai 200 euro per chi richiede il permesso di lavoro così come il pagamento di 200 euro per gli emigranti che ottengono la cittadinanza italiana.

Ancora, “si legalizzano le cosiddette ronde cittadine che potranno segnalare alle forze dell’ordine situazioni relative agli immigrati che rappresentano un presunto rischio per la pubblica sicurezza ”, afferma la Senami.

Il testo adottato “è particolarmente perverso nella misura in cui alimenta la spirale di violenza xenofoba di cui soffre l’Italia negli ultimi mesi”, afferma. Il comunicato del governo aggiunge inoltre che “favorisce allo stesso tempo il sorgere di pratiche totalitarie di controllo e di repressione sociale che, senza dubbio, intaccano sia i diritti delle persone migranti che i diritti fondamentali dei cittadini italiani”.

Per queste ragioni il governo ecuadoriano condanna l’adozione di questa legge “che consacra definitivamente la politica reazionaria del governo italiano in materia di rispetto dei diritti umani”, afferma la nota.

Inoltre è allo studio l’immediata adozione di misure atte a rafforzare il rispetto dei diritti dei propri connazionali in territorio italiano ed esprime solidarietà alle persone immigrate in Italia indipendentemente dalla loro origine e situazione amministrativa.

[Articolo originale "Ecuador responsabiliza a Italia por sus emigrantes" di AFP]
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Old 11-07-2009, 17:39   #639
atinvidia284
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G8: Pensa prima a riformare l’Italia, Berlusconi
Luglio 2009 http://italiadallestero.info/archives/6649 Svezia
Quote:
[Dagens Nyheter]

I leader dei paesi più ricchi del mondo che compongono il gruppo del G8 hanno molte crisi da affrontare nell’incontro di oggi a L’Aquila, in Italia. Sul posto, tra i pezzi grossi, c’è anche il premier Fredrik Reinfeldt, nel suo ruolo di presidente dell’UE. Reinfeldt spera che vengano prese misure concrete per il clima e, visto l’impegno mostrato dal presidente Obama in materia, l’obiettivo non è irraggiungibile.

All’ordine del giorno ci sono anche la crisi finanziaria, la minaccia nucleare, il commercio internazionale e l’aiuto per lo sviluppo dell’Africa. Il gruppo ha in precedenza promesso di raddoppiare il suo sostegno all’Africa, ma tra gli altri l’Italia non ha mantenuto l’impegno preso.

Negli ultimi anni il G8, che cominciò come club a inviti nel 1975, è stato messo in ombra dal G20, in cui oggi sono incluse superpotenze economiche come Cina e India.

Per un Berlusconi sotto pressione, l’incontro è un’ottima occasione per spostare i riflettori dai propri scandali. Tra gli ultimi un divorzio e giovani donne seminude. In aprile L’Aquila è stata duramente colpita da un terremoto in cui sono morte 300 persone. Anche questa settimana sono state avvertite diverse scosse.

Eppure questa città traumatizzata deve ospitare il G8. Berlusconi vuole evitare che le proteste antiglobalizzazione rubino la scena come successe a Genova nel 2001. Lanciare pietre e azzuffarsi con la polizia tra i senzatetto delle tendopoli de L’Aquila sarà piuttosto difficile.

L’Italia ha giganteschi problemi strutturali, che l’imbellettato premier non sta fronteggiando. Oltre alle difficoltà con la mafia, c’è un’economia marcia. Il debito pubblico supera ampiamente le regole dell’UE e ora ammonta al 106 percento del PIL.

La produttività è scesa costantemente dal 2000. Nel suo insieme, il paese continua cioè a peggiorare ogni anno per quanto riguarda la produzione di beni e servizi. Contemporaneamente, i salari aumentano. In questo modo, la competitività globale dell’Italia è fortemente minata.

Per un paese industrializzato si tratta di una catastrofe. Dato che le riforme di economia e mercato del lavoro, così eccessivamente regolati, tardano ad arrivare, l’Italia rischia di mettere a repentaglio l’intera cooperazione europea.

Per ora gli italiani dovranno però accontentarsi del clown Berlusconi. L’Italia, così come l’Europa, si merita di meglio.

[Articolo originale "G8: Reformera Italien först, Berlusconi" di Rikard Westerberg]
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Old 15-07-2009, 20:35   #640
Abbo88
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