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Old 15-06-2009, 23:13   #141
yossarian
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Il problema che tu hai una concezione della storia eccessivamente deterministica ed economicistica (paneconomica, direi quasi marxista), quindi hai delle granitiche certezze da cui non ti distacchi.
Va bene, amen..pazienza.

Edit: Sei anche sicuro che la Cina sconfiggerebbe gli Usa e Taiwan in mare e in cielo..quindi che dovrei dire? Dico solo questo-> e un pò questo va ..il sempiterno fagiano.
tu hai una concezione della storia troppo poco deterministica e questo ti dà altri tipi di certezze.

No, sono convinto che in una guerra per il petrolio iraniano, con usa e israele da una parte e iran, cina, india e russia dall'altra, i primi ne uscirebbero con le ossa rotte e questo darebbe il via libera all'occupazione militare di taiwan
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Old 15-06-2009, 23:22   #142
zerothehero
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Onvece vedo che tu sembri veramente convinto che istraele o gli usa attaccheranno l'iran. E perchè finora avrebbero blaterato e non agito come in iraq? La scusa ci sarebbe: wdm inesistenti da una parte e programma nucleare conclamato dall'altra: eppure continuano ad abbaiare . Chissà che non abbiano la forza di agire.
Se hai seguito il thread (immagino di sì) mi sono corretto quando ho detto che un attacco da parte israeliana o americana sarebbe matematico qualora l'Iran dovesse continuare a perseguire il progetto atomico..io cmq non lo escludo..e non lo escludono neanche gli iraniani, visto che si stanno riempendo di sistemi antimissili russi.

Quote:
Per la cronaca, la cina ha, comunque, intenzione di annettere taiwan, con le buone (e col tempo) o meno (vuoi che le forniscano una scusa?). Ti invito a leggere qualcosa sui rapporti tra usa cina e taiwan e sull'ipotesi di "unico stato".
L'elite del partito com. cin. persegue da sempre una politica di una sola cina (quella continentale), ma devi distinguere tra le dichiarazioni di principio e la realtà. E la realtà è che di fatto la situazione odierna va benissimo ad entrambi..con i taiwanesi che votano per dei moderati (che evitano di lanciare provocazioni inutili) e con i cinesi che pur ribadendo il principio, di fatto non hanno alcuna intenzione di usare la forza per riprendersi l'isola. Fanno un pò come Togliatti con la formulletta della democrazia progressiva, per posporre all'infinito la rivoluzione socialista. (la politica dell'unica cina è per evitare il cancro del separatismo in Cina, che è lo spauracchio di ogni nazionalista cinese, visto la loro storia)
Mica perchè sono pacifisti..ci sono giganteschi interessi e c'è una robusta flotta americana a presidio. In futuro vi potrebbe essere un'unificazione (pacifica) e concordata, come avvenne con Honk Kong o Macao.
La Cina avrebbe serie difficoltà a sbarcare nell'isola anche se non ci fossero gli americani..con la flotta americana poi è impossibile.
Ecco perchè io escludo una cosa del genere: è folle...e i cinesi non sono folli, sono pragmatici.
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Old 15-06-2009, 23:24   #143
zerothehero
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tu hai una concezione della storia troppo poco deterministica e questo ti dà altri tipi di certezze.

No, sono convinto che in una guerra per il petrolio iraniano, con usa e israele da una parte e iran, cina, india e russia dall'altra, i primi ne uscirebbero con le ossa rotte e questo darebbe il via libera all'occupazione militare di taiwan
Si vabbè..hai messo pure nel calderone l'India..siamo ai videogheims.
Per favore.
Parliamo dell'Iran che è meglio...tanto potremmo andare avanti fino a settembre senza venirne a capo.
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Old 15-06-2009, 23:46   #144
yossarian
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Si vabbè..hai messo pure nel calderone l'India..siamo ai videogheims.
Per favore.
Parliamo dell'Iran che è meglio...tanto potremmo andare avanti fino a settembre senza venirne a capo.

già combat fly simulator


http://www.payvand.com/news/05/apr/1096.html

http://www.iags.org/n0115042.htm

http://www.eai.in/blog/2009/05/india...n-us-iran.html

http://www.indianexpress.com/oldStory/65043/

bye

Ultima modifica di yossarian : 16-06-2009 alle 00:04.
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Old 16-06-2009, 00:05   #145
zerothehero
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Ho letto in 3 sec. i tuoi link (è tardi) ..a parte una serie di contratti non vedo indizi per una guerra tra Usa-Israele Vs India, Cina, Russia e-tra-poco-ce-ne-metterai-un altro-così-sicuramente-vincono, qualora gli Usa o Israele attaccassero l'Iran bombardandone gli impianti nucleari.
Ti suggerisco i Romulani.

Di contratti e di interessi reciproci ce ne sono quante ne vuoi. poi tra India e Usa il rapporto è strettissimo.

Uno a caso.
http://en.wikinews.org/wiki/India_an...fuel_agreement

Tu prendi gli accordi petroliferi e su quelli ci imbastisci degli scenari, a mio avviso leggermente forzati., diciamo così.
Certo che il petrolio è importante, ma non è la causa di tutte le guerre e di tutti i conflitti.
__________________
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Old 16-06-2009, 00:24   #146
yossarian
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Ho letto in 3 sec. i tuoi link (è tardi) ..a parte una serie di contratti non vedo indizi per una guerra tra Usa-Israele Vs India, Cina, Russia e-tra-poco-ce-ne-metterai-un altro-così-sicuramente-vincono, qualora gli Usa o Israele attaccassero l'Iran bombardandone gli impianti nucleari.
Ti suggerisco i Romulani.

Di contratti e di interessi reciproci ce ne sono quante ne vuoi. poi tra India e Usa il rapporto è strettissimo.

Uno a caso.
http://en.wikinews.org/wiki/India_an...fuel_agreement

Tu prendi gli accordi petroliferi e su quelli ci imbastisci degli scenari, a mio avviso leggermente forzati., diciamo così.
Certo che il petrolio è importante, ma non è la causa di tutte le guerre e di tutti i conflitti.
uno a caso di quelli che dicono di come questo rapporto strettissimo potrebbe deterirarsi per motivi, diciamo, di approvvigionamento energetico
http://www.payvand.com/news/05/mar/1150.html

di tutti no; di quelli dove c'è si (tipo iraq, ad esempio)

Ultima modifica di yossarian : 16-06-2009 alle 00:40.
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Old 16-06-2009, 00:28   #147
Rand
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Messaggi: 1464
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Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
E se invece fossero vere, come sembra?
Grafici come questo non promettono bene in proposito:



Quote:
The first vote counts were announced today at about 12:20AM, with Ahmadinejad having about 69% of the votes. That was surprising, but considering the fact that the votes from rural places are counted first, and he has a better reputation in those areas, the news wasn't alarming. The later results however started to get us worried. In fact, I couldn't get much sleep last night. One important point was that as more votes were counted, the ratio between the votes for major candidates didn't change much, and things were moving on in a linear fashion. That simply cannot happen in a real society, because the people in cities and villages, and even in different cities do not think like each other. After some time, we figured that we can actually predict the results by simply extrapolating the linear graphs given the number of votes counted at any given time! Let me share the graph of the changes of the number of votes for three pairs of candidates.
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Old 16-06-2009, 06:15   #148
cdimauro
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Messaggi: 26110
Quote:
Originariamente inviato da MesserWolf Guarda i messaggi
si vabbè, se una democrazia elegge un leader che mi vuole fare la guerra , la guerra gliela faccio lo stesso anche se è una democrazia ....

anche perchè è una democrazia in mano a fanatici in ogni caso ...
Minacciare e far la guerra sono due cose diverse.

Tradotto: "can che abbaia non morde".
Quote:
Originariamente inviato da yossarian Guarda i messaggi
hai rovinato la festa a più di qualcuno
Tanto non si rassegnano, come avevo pronosticato (visto, lowenz? ).

Comunque son d'accordo con te su tutta la linea.
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Veramente io finora non mi sono espresso sulla questione della correttezza delle presidenziali iraniane.
OK
Quote:
Il rovesciamento del regime teocratico iraniano è a prescindere da ogni considerazione sulla correttezza o meno delle elezioni.
Prima portate la democrazia in Cina e in Russia, e poi avrete quanto meno la faccia pulita per fare lo stesso con Iran e Corea del Nord.

Sempre per una questione di coerenza, eh! Io non chiedo null'altro che coerenza in primis.
Quote:
Questione Hamas: a me cosa vuoi che me ne frega se i palestinesi della striscia hanno dato il potere ad Hamas?
contenti loro..in 3 anni hanno raccolto grandi frutti da questa loro scelta suicida.
E lasciali suicidarsi. Li hanno eletti loro? Se li tengano, e amen (in tutti i sensi ).
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Il voto nella scala della gerarchia di una liberaldemocrazia è L'ultima cosa che conta.
Parlare poi di democrazia in uno scenario di anarchia e di partiti milizia (Gaza), mi fa un pò sorridere.
Abbiamo un Mussawi praticamente agli arresti domiciliari e un consiglio dei guardiani che decide chi ammettere e chi cassare alle elezioni, censura di internet, chiusura di giornali scomodi, blocco degli sms e tu stai a parlarmi di democrazia..comico
Non parliamo poi dei golpisti di Hamas, meglio stendere un velo pietoso.
Sbaglio o sono stati ammessi dei moderati a concorrere alle elezioni? Avrebbero potuto permettere la candidatura esclusivamente agli ultraconservatori se fosse come dici tu.

Poi è una situazione che in parte mi fa venire in mente lo status di un certo paese "democratico"...

Su Hamas t'ho risposto sopra.
Quote:
Originariamente inviato da jpjcssource Guarda i messaggi
Se non rompessero gli zebedei a livello internazionale perseguendo l'obbiettivo di diventare una potenza nucleare con guerre indirette tramite organizzazzioni terroristiche e paramilitari o programmi nucleari che rischiano di peggiorare la situazione in una regione che è in fiamme da mezzo secolo non gliene fregherebbe nessuno se anche Ahmadinejad prendesse un 100% pulito di preferenze.
Sull'atomica ne abbiamo già discusso: ne hanno tutto il diritto. Come Israele, Corea del Nord, Pakistan e India.

E hanno il diritto di autogovernarsi finché non mettono il becco fuori dal loro paese.
Quote:
I discorsi sulla democrazia lasciano il tempo che trovano, anche i Hitler ha goduto dell'appoggio quasi fanatico di buona parte della popolazione tedesca anche con i russi alle porte di Berlino. Peccato che andava fermato.
Da quando l'impunità di un regime è dato dal livello di democrazia alle elezioni?
Hitler è andato a pisciare fuori dal vaso. Ahmadinejad no.
Quote:
Sentire certa gente che conta le guerre scatenate da israele/USA e dall'Iran mi fa pensare che molti non riescano a vedere oltre al loro naso visto che buona parte di quelle migliai di morti irakeni che si vogliono addossare agli americani sono ste provocate da organizzazzioni terroristiche foraggiate da Teheran.
Vietnam, Afghanistan (non quella recente, ma quella precedente in cui gli USA formarono... un certo Bin Laden) e Iraq sono esempi di guerre che non c'entrano nulla con ciò che dici.

Per non parlare poi dei numerosi golpe che hanno preparato i democraticissimi USA.
Quote:
Poi quando il medio oriente sarà cosparso di armi nucleari vedremo a quali risultati porterà il loro programma nucleare.
Vedremo, appunto. Al momento c'è il nulla.
Quote:
Dove sono le bandiere della pace quando feccia pagata ed armata da Theran fà le sue porcate?
Cioé?
Quote:
Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Ma insomma..se vuoi ti elenco tutte le guerre (oddio una parte) in cui l'Onu non ha autorizzato una mazza, causa veti incrociati in sede di consiglio di sicurezza.
Sono gli stessi veti che gli USA hanno posto alle risoluzioni contro il loro paese amico, Israele. Ma scometto che in questo caso l'uso del veto non ti sia andato di traverso, vero?

Se il veto non ti piace, dovresti auspicarne l'abolizione in seno all'ONU. Diamo il potere decisionale alla maggioranza delle nazioni e delle popolazioni (doppia maggioranza): mi sembra di gran lunga più democratico di una decisione lasciata in mano a 5 paesi.

O la "troppa democrazia" ti fa venire anche il mal di pancia?
Quote:
Edit: e allora di ad Ahamadì di non rompere i coglioni ad Israele tu che sai il farsi.
E tu dì a Israele di rispettare tutte le risoluzioni dell'ONU dal 1946 in poi.
Quote:
Come ho già fatto presente a Cdmauro io non mi sono sbilanciato sulla materia elezioni corrette/non corrette..non mi sono sbilanciato non perchè sono reticente (figurarsi), non mi sono sbilanciato perchè francamente non lo so..potrebbe anche essere che nelle città Moussawi abbia avuto una buona affermazione, mentre nelle campagne e nei quartieri popolari Ahmadinejad (ex sindaco di Teheran) abbia avuto un buon riscontro.
E quindi? Ce l'ha questo diritto di governare, sì o no? Se sì, chiudiamo il thread e andiamo a berci sù qualcosa, festeggiando la democrazia.
Quote:
Originariamente inviato da Rand Guarda i messaggi
Grafici come questo non promettono bene in proposito:

Sono dello stesso tipo delle elezioni in cui vinse Prodi per 24mila voti circa.

Vuoi forse dirmi che Berlusconi tentò un golpe allora?
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
@LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro
Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys

Ultima modifica di cdimauro : 16-06-2009 alle 06:17.
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Old 16-06-2009, 07:53   #149
Killer Application
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tu hai una concezione della storia troppo poco deterministica e questo ti dà altri tipi di certezze.

No, sono convinto che in una guerra per il petrolio iraniano, con usa e israele da una parte e iran, cina, india e russia dall'altra, i primi ne uscirebbero con le ossa rotte e questo darebbe il via libera all'occupazione militare di taiwan
giusto per mettere i puntini sulle i, non esiste proprio che l'iran venga invaso ora come ora, parliamo di strike su impianti di arricchimento o laboratori, e conoscendo la storia "tocca e fuggi" israeliana non è minimamente un ipotesi escludibile.
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Old 16-06-2009, 07:58   #150
lowenz
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giusto per mettere i puntini sulle i, non esiste proprio che l'iran venga invaso ora come ora, parliamo di strike su impianti di arricchimento o laboratori, e conoscendo la storia "tocca e fuggi" israeliana non è minimamente un ipotesi escludibile.
Così però si rinvii solo il problema, dato che finchè non viene delegittimata la Rivoluzione si andrà avanti, fino al suo esaurimento fisiologico (chissà quando sarà ).

Un po' come l'impero giapponese.....si è inceppato tutto quando il divino imperatore è stato così divino che non ha bloccato 2 bombe atomiche.
Misteri delle divinità
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Old 16-06-2009, 08:10   #151
jpjcssource
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tu hai una concezione della storia troppo poco deterministica e questo ti dà altri tipi di certezze.

No, sono convinto che in una guerra per il petrolio iraniano, con usa e israele da una parte e iran, cina, india e russia dall'altra, i primi ne uscirebbero con le ossa rotte e questo darebbe il via libera all'occupazione militare di taiwan
Poi mi spieghi cosa ci fà l'India in quella coalizione, non ha il minimo interesse a rafforzare due rivali continentali (soprattutto la Cina che sostiene il Pakistan ed ha una regione contesa con lei) ed a vedere un'altro stato islamico dopo i vicini di Islamabad ad avere l'atomica.
Direi che in uno scenario del genere si schiererebbe a fianco degli USA senza manco pensarci due volte.
__________________
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Old 16-06-2009, 08:28   #152
Gio22
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.

Non sto scherzando e non mi fido di una banda di petrolieri che si inventa un'organizzazione terroristica inesistente (al qaeda) per giustificare due guerre per l'accaparramento e il controllo delle risorse energetiche in M.O.
EDIT

quindi quei 7 uccisi in Yemen, e affettati, sono vittima di chi ?

per me va bene dire che Al-quaeda nn esiste.

Se nn esiste,a questo punto dovresti anche fornire i nomi dei mandanti di tali omicidi. (e non solo di quelli. . .)
O devo forse dedurre,che la gente comune da quelle parti,si diverte a uccidere "gli infedeli" cosi,giusto per il gusto sadico di farlo.
__________________
ho condotto diverse trattive ma sono troppo pigro per segnarmele.
CMR 2.0 tornante - AMIGA 600

Ultima modifica di Gio22 : 16-06-2009 alle 08:41.
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Old 16-06-2009, 10:08   #153
Rand
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Quote:
Originariamente inviato da cdimauro Guarda i messaggi
Sono dello stesso tipo delle elezioni in cui vinse Prodi per 24mila voti circa.

Vuoi forse dirmi che Berlusconi tentò un golpe allora?
Non si può mai dire

(comunque ho controllato e hai ragione tu: si possono ottenere andamenti di quel tipo anche accorpando dati legittimi).
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Old 16-06-2009, 11:18   #154
Fritz!
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ohhh
finally

qualcuno che lo dice.


e cosa sarebbe successo se in iran nn fossero intervenuti gli usa?
credete che il popolo si sarebbe ribellato? of course.....rivolgendosi magari a qualche autorità religiosa....cosi adesso avremmo un'altra teocrazia.

lungi da me difendere 1 intervento che nn ho mai approvato,ma devo ammettere che se in iraq nn sorgera' una teocrazia,la politica estera dei falchi avrà avuto una lungimiranza che nessuno di noi può vantare -
Eh si una grandissima lungimiranza davvero

Per evitare la teocrazia, Saddam era più che sufficiente... Anzi, gli islamisti, soprattutto sciiti, li teneva a bada molto meglio degli americani.
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 16-06-2009, 11:21   #155
Fritz!
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Veramente io finora non mi sono espresso sulla questione della correttezza delle presidenziali iraniane.
Il rovesciamento del regime teocratico iraniano è a prescindere da ogni considerazione sulla correttezza o meno delle elezioni.
Ma moussavi non vuol certo rovesciare il sistema teocratico. Di quel sistema é parte integrante.

Leggere la crisi iraniana come una "rivoluzione" dei filo occidentali liberali e democratici per rovesciare la teocrazia mi pare assai miope.
Fritz! è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 16-06-2009, 11:33   #156
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La sconfitta dei riformatori (e del clero)
Iran: il trionfo di Ahmadinejad e la militarizzazione del regime
di Bijan Zarmandili


Mahmud Ahmadinejad trionfa con il 63 per cento dei consensi che sostiene di aver ricevuto dall'elettorato della Repubblica islamica e si prepara a governare il paese per altri quattro anni. Il suo rivale, il riformista Mir Hussein Moussavi, lo ha accusato di falsificazione del responso delle urne, i suoi sostenitori sono scesi in piazza e non si può escludere che la tragedia post-elettorale in Iran non abbia altro seguito doloroso, anche perché, secondo alcuni osservatori, il movimento dei contestatori di Ahmadinejad è destinato a crescere.

Si prospetta quindi in Iran uno scenario apocalittico, un paese lacerato dai conflitti tra le diverse anime del suo regime e dal divario incolmabile tra una minoranza agguerrita nella parte avanzata della società civile e una maggioranza che gode dell'appoggio di vasti settori degli apparati paramilitari (i volontari Basiji e i Pasdaran).

Quali conseguenze riserva agli iraniani questa ingarbugliata situazione?

Innanzitutto va sottolineato che la manipolazione dei voti, i brogli che certamente ci sono stati, non spiegano tuttavia per intero il successo elettorale di Ahmadinejad. La chiave del suo trionfo elettorale è stato il lavoro capillare che il partito invisibile e ufficialmente inesistente dei Pasdaran ha svolto nel corso dell'ultimo anno per garantire a Ahmadinejad un secondo mandato.

Noto in Iran come "Partito Padegani", la vasta organizzazione degli apparati politici dei volontari Basiji e dei Pasdaran, ha svolto un lavoro straordinario per mobilitare la base elettorale di Ahmadinejad. Il presidente uscente ha potuto contare su oltre 15 mila basiji effettivi e sui simpatizzanti che ciascun basiji si è procurato nella cerchia familiare, tra i colleghi di lavoro, nelle moschee e nei quartieri: un esercito di alcuni milioni di persone legato direttamente o indirettamente al corpo dei volontari Basiji e centinaia di corporazioni dei Basiji nelle università, negli uffici, tra diverse categorie professionali, un po' ovunque, che avevano di fatto ipotecato il risultato delle operazioni.

La presenza del virtuale "Partito Padegai" e il lavoro illegale che i suoi militanti svolgevano in Iran erano stati denunciati nei mesi scorsi da Moussavi, da Hashemi Rafsangiani, da Khatami, da Karrubi (gli avversari riformisti e conservatori di Ahmadinejad) senza però fermare la sua lunga e tremenda onda. Erano i militanti Basiji che impedivano agli studenti di manifestare a favore di Moussavi, erano loro che occupavano le sedi del premio Nobel Shirin Ebadi e erano loro che reprimevano qualsiasi attività politica all'interno degli apparati dello Stato e nelle amministrazioni locali a favore di Moussavi.

Ecco una prima conseguenza del trionfo elettorale di Ahmadinejad: la militarizzazione del regime fin qui prevalentemente teocratico e tutto ciò che tale trasformazione comporta all'interno e per la politica estera del paese.

Se a prevalere sul destino futuro del paese è il peso dei militari, dunque, è lecito riflettere su cosa sarà della teocrazia, il padrone assoluto della politica e delle istituzioni della Repubblica islamica sin dal febbraio del 1979, quando l'Ayatollah Ruhollah Khomeini prese il potere e sconfisse la monarchia.

Il potere assoluto della teocrazia sciita, in realtà, risultò già meno esclusivo nell'agosto del 2005, quando Ahmadinejad vinse le presidenziali nel corso di un ballottaggio contro Ali Akbar Hashemi Rafsangiani, uno degli esponenti della vecchia guardia del clero sciita e da sempre considerato l'uomo forte e l'eminenza grigia del regime. E' stato detto allora che Ahmadinejad è l'espressione politica di una nuova casta emergente, quella dei Pasdaran, che pur professando la versione "dura e pura" dell'ideologia khomeinista, non potrà far coincidere tutti i suoi piani e tutta la sua politica con le volontà del clero sciita. Non a caso, nel corso dei quattro anni della presidenza di Ahmadinejad lo schieramento conservatore vicino al clero tradizionale si è spaccato in almeno tre fazioni, due di loro decisamente critiche nei confronti del presidente della Repubblica.

La schiacciante vittoria (stando alle dichiarazioni ufficiali) di Ahmadinejad alle odierne elezioni è senz'altro il segnale di un rafforzamento ulteriore delle posizione di quella casta emergente (Pasdaran e Basiji) in seno del regime, inevitabilmente a scapito della teocrazia. E ciò potrebbe rappresentare una seconda conseguenza della disavventura elettorale che la Repubblica islamica sta vivendo in queste ore, perché potrà sfociare in una più profonda lacerazione della classe dirigenti del paese.

Una ulteriore conseguenza riguarda poi la seconda e cocente sconfitta politica che i riformisti iraniani subiscono dopo l'uscita di scena del loro ispiratore maggiore, l'ex presidente Mohammad Khatami. Il nuovo insuccesso elettorale dei riformisti mette infatti in rilievo l'inconsistenza del progetto politico, anche se una diversa idea della società islamica, la capacità culturale e sociale e gli stimoli che hanno prodotto nell'Iran contemporaneo hanno radicalmente mutato il volto della Repubblica islamica.

Tutto questo però, fin qui, non si è trasformato in una strategia politica in grado di battere i piani della destra islamica emergente che trova nei militari e nei volontari paramilitari la sua linfa. Le maggiori preoccupazioni per la sorte del movimento di protesta che sfida Ahmaedinejad riguarda infatti la debolezza politica del riformismo, che, dopo Khatami, non ha prodotto alcuna personalità capace di guidare la protesta e individuare degli sbocchi politici realistici.

L'ultima considerazione non può che riguardare la Guida della rivoluzione, l'ayatollah Ali Khamenei. Il leader supremo della Repubblica islamica è comparso a fianco di Ahmadinejad all'annuncio della sua vittoria elettorale per dire che "è una festa", che lui è "il presidente di tutta la nazione iraniana". Forse non poteva fare altrimenti, non avrebbe potuto dire diversamente, mentre Teheran e le altre città principali iraniane in quelle stesse ore bruciavano dell'ira dei dimostranti e dal fuoco delle armi dei Guardiani della rivoluzione.

Da qui, però, a considerare che Khamenei potrà tener testa a lungo alla casta in ascesa dei militari e della nuova destra oltranzista la strada è lunga ed è assai tortuosa. Anche perché, Khamenei, pur godendo dei privilegi che gli derivano dalla sua carica e dall'articolo della costituzione (Velayat-e-Faghih) non può non tener conto dei rapporti di forza all'interno del regime e non può ignorare che la maggioranza del clero sciita, a cui egli stesso appartiene, soffre ed è turbata dello strapotere dei militari e dei Pasdaran..


Limes
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Old 16-06-2009, 12:03   #157
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Un po' come l'impero giapponese.....si è inceppato tutto quando il divino imperatore è stato così divino che non ha bloccato 2 bombe atomiche.
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Beh, insomma.. Tu pensa che dopo le 2 bombe atomiche ci fu uno pseudo-colpo di stato da parte di alcuni che ancora non volevano arrendersi, tanto erano convinti di non poter essere sconfitti

Ma sono OT, mi scuso :P
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Old 16-06-2009, 12:23   #158
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Beh, insomma.. Tu pensa che dopo le 2 bombe atomiche ci fu uno pseudo-colpo di stato da parte di alcuni che ancora non volevano arrendersi, tanto erano convinti di non poter essere sconfitti

Ma sono OT, mi scuso :P
più che altro non volevano arrendersi agli americani, trovavano la resa disonorevole
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Old 16-06-2009, 15:45   #159
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Ma moussavi non vuol certo rovesciare il sistema teocratico. Di quel sistema é parte integrante.

Leggere la crisi iraniana come una "rivoluzione" dei filo occidentali liberali e democratici per rovesciare la teocrazia mi pare assai miope.
E chi l'ha detto?
Ho anche detto che tra Ahmadì e Moussawi non cambierebbe nulla in campo nucleare.
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Old 16-06-2009, 15:45   #160
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Teheran, un milione in piazza
Spari sulla folla: ucciso manifestante

Imponente corteo pro-Mousavi, malgrado i divieti governativi. Il leader riformista: pronto a nuove elezioni
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Teheran, 170 riformisti arrestati. Mousavi: annullare i risultati del voto (14 giugno 2009)
Ahmadinejad: «Il popolo ha scelto». Mousavi: «Brogli». Scontri, tre morti (13 giugno 2009) TEHERAN - Precipita la situazione post-elettorale a Teheran: nella capitale iraniana, una sparatoria durante l'imponente manifestazione pro-Mousavi ha fatto un morto e diversi feriti, provocando il panico tra le centinaia di migliaia di sostenitori del leader riformista (c'è chi parla di due milioni) che sono scese in piazza, sfidando i divieti governativi, per denunciare il presidente Ahmadinejad di brogli e chiedere nuove elezioni presidenziali. Momenti di tensione si sono registrati durante il corteo quando sono stati uditi alcuni spari, di cui ha parlato anche la tv di stato, mostrando le immagini di gente in fuga. La Bbc, citando un fotografo della Ap presente sul posto, sostiene che uno dei dimostranti è stato ucciso nel corso di scontri scoppiati a margine della manifestazione. Il fotografo ha riferito che ad aprire il fuoco sarebbe stata una milizia filo-governativa, dopo l'assalto di un gruppo di manifestanti, spiega un testimone, ad un edificio che ospita i membri della milizia Basij. Dopo la sparatoria nella centrale piazza Azadi, altri spari sono stati avvertiti in tre quartieri nella zona settentrionale della capitale.

AUDIO - «Un milione in silenzio, poi il boato» dall'inviato A. Nicastro

«PRONTO A NUOVE ELEZIONI» - In piazza è sceso lo stesso candidato riformista alle presidenziali, sconfitto ufficialmente il 12 giugno da Ahmadinejad. Mousavi si è detto pronto a partecipare a «nuove elezioni», aggiungendo che «il voto del popolo è più importante della persona di Mousavi o di chiunque altro». Il lunghissimo viale su cui hanno marciato i sostenitori di Mousavi è lo stesso su cui si svolsero tra il 1978 e il 1979 alcune delle più imponenti manifestazioni durante la rivoluzione contro la monarchia Pahlavi.


CHI CONTESTA I RISULTATI - Nel Paese cresce il fronte dei contestatori dei risultati delle presidenziali. L'ayatollah Khamenei, massima autorità religiosa del paese, ha ordinato un'inchiesta sull'accusa di brogli avanzata dall'opposizione (una prima risposta dovrebbe arrivare dal Consiglio dei guardiani entro una decina di giorni). Khamenei, che ha ricevuto Mousavi, lo ha invitato ad «agire con calma e seguendo le vie legali» e ha assicurato che sarà avviata un'indagine sui presunti brogli, sottolineando però che i disordini a Teheran sono il risultato di «provocazioni dei nemici che agiscono da dietro le quinte». L'opposizione iraniana «andrà avanti fino in fondo» per contestare l'elezione di Mahmud Ahmadinejad, ha dichiarato Zahra Rahnavard, la moglie di Mousavi. Anche l'ex presidente riformista e predecessore di Ahmadinejad, Mohammad Khatami, annunciando la sua partecipazione alla manifestazione ha chiesto l'annullamento dei risultati e un nuovo voto.


USA, UE E ONU -«La genuina volontà del popolo iraniano deve essere pienamente rispettata» è l'appello del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, il quale ha spiegato che le Nazioni Unite stanno seguendo da vicino la situazione del dopo-elezioni. Barack Obama si è detto «profondamente turbato» dalle violenze. Ma in ogni caso, ha aggiunto, gli Stati Uniti rispetteranno la sovranità della Repubblica islamica e continueranno a cercare il dialogo diretto con Teheran. Dall'Italia, il ministro degli Esteri Franco Frattini fa sapere che il nostro Paese «mantiene l'invito all'Iran» al G8 esteri di Trieste su Afghanistan e Pakistan, nonostante ciò che sta succedendo nel Paese dopo le elezioni presidenziali. I ministri degli esteri della Ue hanno chiesto congiuntamente a Teheran di avviare un'indagine sullo svolgimento delle elezioni e di rispettare il diritto degli oppositori a manifestare in modo pacifico. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha chiesto spiegazioni all'Iran sulle elezioni presidenziali e ha dichiarato che l'ambasciatore iraniano a Berlino è stato convocato per riferire della situazione.


ARRESTI - Scontri si erano già registrati in mattinata tra i sostenitori del vincitore delle ultime elezioni presidenziali Ahmadinejad e quelli di Mousavi, dopo quelli del weekend che hanno portato all'arresto di 170 persone.

MEDIA IMBAVAGLIATI - Il presidente Ahmadinejad ha deciso di rinviare a martedì la partenza per una visita in Russia. Il governo agisce intanto sul fronte dell'informazione. Il giornale di Mousavi, Kalameh Sabz, è stato messo al bando. Domenica la polizia, scrive il quotidiano riformista Sarmayeh, ha fatto irruzione nella sede del giornale, ha effettuato una perquisizione e sigillato l'edificio. Anche il giornale Velayat è stato costretto a sospendere la pubblicazione, sempre secondo Sarmayeh. In questo caso il provvedimento sarebbe legato alla pubblicazione di una caricatura non meglio precisata e a un reclamo per oltraggio ad Ahmadinejad. Il giornale Asr Eghtesad era stato censurato già sabato mattina poiché prevedeva di titolare «Il verde della primavera prosegue», con riferimento al colore del partito di Mousavi. Da domenica inoltre è vietato l'accesso a YouTube, dove erano stati pubblicati filmati degli scontri a Teheran ripresi con i telefoni cellulari. Presi di mira anche i media stranieri. Una troupe della tv pubblica spagnola Tve è stata costretta a lasciare il Paese dopo la copertura delle manifestazioni di protesta.


15 giugno 2009(ultima modifica: 16 giugno 2009)
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