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Old 13-07-2008, 18:09   #1
teogros
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Tour de France 2008

E bravo Riccò! Non mi è mai stato particolarmente simpatico, come modi di fare, ma c'è poco da dire: è l'unico capace di infiammare gli animi! Oggi ha provato un attacco "senza senso", vista la distanza che separava il traguardo dall'arrivo, e ha racimolato più di un minuto dalla MG. Già due successi di tappa quando ancora il bello ha da venire. Se gli reggono le gambe (e già domani avremo la prova del 9) potrebbe davvero ambire a centrare il bersaglio grosso.

Mi ha ricordato Pantani!

Quote:
Originariamente inviato da Gazzetta.it
Riccò, un giorno da Pirata: il modenese stacca tutti sul Col d'Aspin con un'azione alla Pantani e arriva solo al traguardo. Kirchen chiude a 1'17". E' il secondo successo in quattro giorni, che lo rilancia in classifica generale!

BAGNERES DE BIGORRE (Francia), 13 luglio 2008 - Un'altra giornata indimenticabile per Riccardo Riccò sulle strade del Tour de France. Dopo il successo di Super Besse, il primo in carriera alla Grande Boucle, il modenese della Saunier Duval-Scott si ripete nella nona tappa,la prima sui Pirenei, da Tolosa a Bagneres de Bigorre di 224 km, con un attacco irresistibile sul Col d'Aspin. Vladimir Efimkin è secondo, Cunego nono. Valverde e gli altri big perdono 1'17" dal modenese, 21° a 2'35" dal leader della corsa.
L'INIZIO - Kim Kirchen riparte da Tolosa al quarto giorno in maglia gialla. Riccò è invece alle prese con le conseguenze della caduta di ieri. Il modenese non ha l'umore dei giorni migliori, eppure non rinuncia all'idea di combinare qualcosa anche in una tappa di avvicinamento a Tourmalet e Hautacam. Finirà per dare spettacolo.
EVANS AMMACCATO - Pronti via e partono in tre: Lang (Gerolsteiner), Jalabert (Agritubel) e Kuschynski (Liquigas). Quaranta secondi ai 25, 9'50" ai 42, 13"30" sul Cole de St. Quitterie, la prima côte di una giornata lunghissima. A metà corsa Evans finisce a terra con il compagno di squadra Brandt. Lo scivolone in discesa dopo il Col de Buret (escorizioni al gomito, alla spalla e al ginocchio sinistro) non impedisce all'australiano di rientrare, ma la maschera di sofferenza di Cadel non promette niente di buono per le prossime battaglie.
PIEPOLI TIRA - Lang saluta la compagnia sul Peyresourde, anche se gli occhi restano incollati sul plotoncino composto dagli uomini di classifica. I fuochi d'artificio esplodono sul Col d'Aspin, 12,3 km al 6,5% di pendenza media. Schumacher si sgancia al secondo chilometro d'ascesa, portandosi dietro Piepoli. Riccò affonda il pugnale sul gruppo dei migliori allungando le posizioni con un primo scatto. In fila indiana inseguono Valverde, Kirchen e Pereiro. Ed è proprio il vincitore a tavolino del Tour 2007 a fare ulteriore selezione.
E PARTE RICCO' - Il secondo affondo di Piepoli cade ai - 30. Dietro lo scalatore pugliese c'è sempre Riccò, riproponendo la solita "tenaglia" della Saunier Duval, quella che abbiamo visto trionfare sulle Tre Cime di Lavaredo al Giro 2007 e che in salita ha pochi rivali. Preparato il terreno al compagno di squadra, Pipeoli si fa da parte. E qui succede qualcosa che ricorda terribilmente le imprese del Pirata. Mani basse sul manubrio, sguardo fisso davanti alla strada, avversari saltati uno dopo l'altro. Riccò sale il Col d'Aspin con un'altra marcia e inghiotte anche Lang, ritrovandosi sulla vetta con 1'11" di vantaggio sugli inseguitori.
E' FATTA - La lunga discesa verso Bagneres de Bigorre esalta le doti di Nibali, che si porta dietro Lang e insegue il Cobra, che non perde un secondo, anzi, addirittura guadagna qualcosa (1'23" ai - 15). Dietro non c'è accordo. E' il segnale della resa: Riccò può chiude la sua splendida cavalcata. Il secondo trionfo in quattro giorni al Tour lo rimette in gioco per il podio, considerato il menu di salite che divide i corridori da Parigi.
CHE CLASSE - "Oggi sono rimasto impressionato da me stesso. Ho fatto una grande tappa", ha detto Riccò alla Rai subito dopo l'arrivo. "Piepoli ha fatto una grande andatura, poi ad un certo punto sono partito a tutta anche se non credevo di guadagnare così tanto". Un vero e proprio trionfo che Riccò dedica alla fidanzata. "Oggi avevo tanta rabbia. Vorrei far vincere Leonardo, per questo domani mi metterò a far l'andatura per lui. La classifica? Non mi arrendo, le gambe girano bene".
E DOMANI... - Domani una delle tappe più attese, con partenza da Pau: 156 km di alta montagna con il Tourmalet (quota 2115) e l'ascesa finale a Hautacam.
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Old 13-07-2008, 18:29   #2
Mixmar
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E bravo Riccò! Non mi è mai stato particolarmente simpatico, come modi di fare, ma c'è poco da dire: è l'unico capace di infiammare gli animi! Oggi ha provato un attacco "senza senso", vista la distanza che separava il traguardo dall'arrivo, e ha racimolato più di un minuto dalla MG. Già due successi di tappa quando ancora il bello ha da venire. Se gli reggono le gambe (e già domani avremo la prova del 9) potrebbe davvero ambire a centrare il bersaglio grosso.

Mi ha ricordato Pantani!
Concordo al 90%, soprattutto sulla "simpatia" del protagonista, ma anche sulla sua bravura (oggi è stato l'unico a fare qualcosa degli uomini di classifica, e dietro non sono stati neanche capaci di organizzarsi per tirare e ridurre il distacco nell'ultimo tratto).

Sul discorso "bersaglio grosso": il suo problema è che per tanto che faccia in montagna, perde ancora troppo nelle crono.
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Old 13-07-2008, 18:38   #3
teogros
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Sul discorso "bersaglio grosso": il suo problema è che per tanto che faccia in montagna, perde ancora troppo nelle crono.
Esattamente come l'ultimo italiano in giallo a parigi!
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Old 13-07-2008, 21:18   #4
redegaet
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Ha un carattere mica male Riccò. Il ragazzo è pepato, e nella noia totale sia sulla bici che giù dalla bici in cui è sprofondato il ciclismo, mi può stare pure bene.
Peccato che al Giro dopo tanti proclami di superiorità non sia mai riuscito a fare la differenza, perchè parliamoci chiaramente, il Giro di quest'anno è stato di una mediocrità sconcertante, vinto da un corridore che non ha vinto manco una tappa se non ricordo male.
Riccò in effetti ricorda un po' Pantani, ma ogni paragone per me è blasfemo.
Pantani era un tutt'uno con la bici, ha fatto imprese leggendarie, pur vincendo relativamente poco. Io sto ancora aspettando il giorno in cui ci spiegheranno cos'è successo a Madonna di Campiglio e poi a Rimini, perchè mi spiace dirlo, qualcuno ci ha voluti privare di anni e anni di spettacolo in salita. Doping o non doping si è visto nei 10 anni successivi cos'è diventato il ciclismo.
Non c'è più spettacolo, non c'è più l'impresa, non c'è più nessuno disposto a mettersi in gioco. L'unico che un po' ha fatto così all'ultimo Giro d'Italia è stato Sella, che infatti ha raccolto moltissimo, pur non essendo un fenomeno.
Spero che Riccò possa confermarsi in questo Tour, riuscendo a staccare tutti in salita altre volte, cosa che non gli è riuscita al Giro.
Purtroppo uno come Pantani ho paura che nasca una volta ogni 30 anni, un po' come uno come Valentino Rossi e il rimpianto è grandissimo, soprattutto nel decennale della mitica doppietta.
Ciao, Alex

P.S. Uno che proprio non sopporto per il suo leccaculismo è Cunego. Mister ematocrito al 56%.
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Old 13-07-2008, 21:26   #5
manurosso87
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Concordo..non è mai stato troppo simpatico neanche a me, però se impara a dosare un po' la lingua..sicuramente fa incendiare la gara!

Bisogna vedere come va domani, se regge bene, altrimenti sarà stato solo un fuoco di paglia. Certo, deve arrivare con almeno sei minuti alla crono finale
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Old 13-07-2008, 21:42   #6
carter100
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Sono d'accordo sulla sua poca simpatia (), ma in effetti almeno mi ha fatto divertire alla tappa, gli altri dormivano. Spero non se ne esca ora con altre interviste in cui fa incazzare + o - tutti gli altri ciclisti (come quella su Sella al giro ), certo è che se non li stacca tutti di parecchio, il tour non sarà mai suo data la cronometro che fa...
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Old 13-07-2008, 22:21   #7
Super Vegetto
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Ha un carattere mica male Riccò. Il ragazzo è pepato, e nella noia totale sia sulla bici che giù dalla bici in cui è sprofondato il ciclismo, mi può stare pure bene.
Peccato che al Giro dopo tanti proclami di superiorità non sia mai riuscito a fare la differenza, perchè parliamoci chiaramente, il Giro di quest'anno è stato di una mediocrità sconcertante, vinto da un corridore che non ha vinto manco una tappa se non ricordo male.
Riccò in effetti ricorda un po' Pantani, ma ogni paragone per me è blasfemo.
Pantani era un tutt'uno con la bici, ha fatto imprese leggendarie, pur vincendo relativamente poco. Io sto ancora aspettando il giorno in cui ci spiegheranno cos'è successo a Madonna di Campiglio e poi a Rimini, perchè mi spiace dirlo, qualcuno ci ha voluti privare di anni e anni di spettacolo in salita. Doping o non doping si è visto nei 10 anni successivi cos'è diventato il ciclismo.
Non c'è più spettacolo, non c'è più l'impresa, non c'è più nessuno disposto a mettersi in gioco. L'unico che un po' ha fatto così all'ultimo Giro d'Italia è stato Sella, che infatti ha raccolto moltissimo, pur non essendo un fenomeno.
Spero che Riccò possa confermarsi in questo Tour, riuscendo a staccare tutti in salita altre volte, cosa che non gli è riuscita al Giro.
Purtroppo uno come Pantani ho paura che nasca una volta ogni 30 anni, un po' come uno come Valentino Rossi e il rimpianto è grandissimo, soprattutto nel decennale della mitica doppietta.
Ciao, Alex

P.S. Uno che proprio non sopporto per il suo leccaculismo è Cunego. Mister ematocrito al 56%.
Parto dalla fine: mister ematocrito "alto naturalmente" è proprio Riccò, con tanto di certificato (come Cunego), certificato che gli è stato fatto dopo che lo avevano beccato più volte già da dilettante; poi voi potete pur credere a questi certificati (curioso quanti siano i ciclisti colpiti da asme o valori di testosterone ed ematocrito sballati "naturalmente" ) ma toglietevi dalla testa che Cunego è dopato e Riccò no (e Cunego mi sta antipatico).
Il Giro di quest' anno è stato uno dei giri a più alto livello degli ultimi anni ed ha avuto un parco di "big" superiori anche al Tour e Vuelta; le ultime vicende di doping hanno falcidiato molti dei presunti fenomeni passati, ma dei migliori specialisti del momento mancavano veramente un paio di corridori (Valverde ed Evans, forse Cunego).
E poi ancora con 'sta storia di Pantani: andava dallo stesso dottore di Armstrong, ma mentre Armstrong è un bastardo dopato Pantani è un agnellino, un verginello, suvvia...Poi io sono il primo a dire che Pantani si è voluto beccarlo e altri no, ed il motivo è che Pantani stava uscendo dagli schemi, inflazionava il ciclismo e si prendeva una fetta troppo grossa tutta per sé lasciando le briciole agli altri (dal punto di vista mediatico, intendo), quindi era dannoso e fu fermato; però bastava guardarlo per capire che non era tutta roba sua, non siamo ingenui...
Dici "...Doping o non doping si è visto nei 10 anni successivi cos'è diventato il ciclismo...": e tu pensi che nei 10 anni successivi il ciclismo sia peggiorato? Senza offesa, ma probabilmente hai un' idea confusa di cosa sia il ciclismo degli ultimi 30 anni (e sto stretto...); forse (forse...) è addirittura migliorato...
Su Sella al Giro non mi pronuncio per il semplice fatto che non ho prove per sostenere la mia tesi, ma francamente mi son messo a ridere...
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Old 14-07-2008, 00:30   #8
redegaet
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Parto dalla fine: mister ematocrito "alto naturalmente" è proprio Riccò, con tanto di certificato (come Cunego), certificato che gli è stato fatto dopo che lo avevano beccato più volte già da dilettante; poi voi potete pur credere a questi certificati (curioso quanti siano i ciclisti colpiti da asme o valori di testosterone ed ematocrito sballati "naturalmente" ) ma toglietevi dalla testa che Cunego è dopato e Riccò no (e Cunego mi sta antipatico).
Il Giro di quest' anno è stato uno dei giri a più alto livello degli ultimi anni ed ha avuto un parco di "big" superiori anche al Tour e Vuelta; le ultime vicende di doping hanno falcidiato molti dei presunti fenomeni passati, ma dei migliori specialisti del momento mancavano veramente un paio di corridori (Valverde ed Evans, forse Cunego).
E poi ancora con 'sta storia di Pantani: andava dallo stesso dottore di Armstrong, ma mentre Armstrong è un bastardo dopato Pantani è un agnellino, un verginello, suvvia...Poi io sono il primo a dire che Pantani si è voluto beccarlo e altri no, ed il motivo è che Pantani stava uscendo dagli schemi, inflazionava il ciclismo e si prendeva una fetta troppo grossa tutta per sé lasciando le briciole agli altri (dal punto di vista mediatico, intendo), quindi era dannoso e fu fermato; però bastava guardarlo per capire che non era tutta roba sua, non siamo ingenui...
Dici "...Doping o non doping si è visto nei 10 anni successivi cos'è diventato il ciclismo...": e tu pensi che nei 10 anni successivi il ciclismo sia peggiorato? Senza offesa, ma probabilmente hai un' idea confusa di cosa sia il ciclismo degli ultimi 30 anni (e sto stretto...); forse (forse...) è addirittura migliorato...
Su Sella al Giro non mi pronuncio per il semplice fatto che non ho prove per sostenere la mia tesi, ma francamente mi son messo a ridere...
Mi spiace che tutte le volte che si parla di ciclismo bisogna per forza addentrarsi in polemiche, per non parlare di quando si cita Pantani.
Partendo dall'inizio, lo so che anche Riccò ha i valori alti certificati, infatti oggi ha vinto anche perchè era incazzato che ieri all'antidoping l'hanno trattato malissimo i francesi. Qui bisognerebbe chiarire che se i certificati sono falsi tutto il discorso doping-antidoping si risolve in una pagliacciata. E se è una pagliacciata diventa ben difficile capire cos'è vero e cosa non lo è. Insomma diventa tutto molto contraddittorio e si può dire tutto e il contrario di tutto. Il Giro di quest'anno a mio avviso ha fatto pena, come il mondiale di motociclismo vinto da Hayden. A parte le imprese di Sella non c'è null'altro da ricordare, e ha vinto un corridore che non ha fatto vedere assolutamente niente. Non ha staccato nessuno in salita , non ha vinto nessuna tappa (sarebbe bastato il Simoni di qualche anno fa per asfaltarlo...). Tu la vedi nel senso che è livellato verso l'alto, io la vedo esattamente al contrario, dicendo che è livellato verso il basso.
Su Pantani condivido il discorso che s'è voluto beccarlo e perchè s'è voluto beccarlo. Poi resta da capire se han voluto beccare uno che faceva quello che facevano tutti gli altri, uno che era il più dopato degli altri, o uno che invece era completamente pulito. Ognuno può vederla come vuole, magari anche alla luce dell'esame autoptico sul midollo di Pantani.
Non capisco il discorso del: "bastava guardarlo per capire che non era tutta roba sua". Cosa vuol dire? Perchè queste affermazioni gratuite. Perchè invece non diciamo che sono 10 anni che non si vede nessuno pedalare con la stessa classe? Al di là della pura prestazione, non c'è nessuno con la stessa eleganza, con lo stesso stile, con una pedalata che elevava il ciclismo ad arte.
Il ciclismo del dopo Pantani è come lo sci del dopo Tomba e come sarà il motociclismo del dopo Valentino, non lo si può negare. Non capisco in cosa è migliorato. Nell'ipocrisia di certificare gente con 56 di ematocrito solo perchè è funzionale al sistema? Nell'ipocrisia di dire che questa nuova generazione è pulita a differenza di quella vecchia? Nella prestazione, quando oggi siamo qui a esaltarci per un distacco di poco più di 1 minuto? Se questo è il meglio, rivoglio Indurain, Ullrich, quel simpaticone dell'"americano" e soprattutto il pirata.
Ciao, Alex

Ultima modifica di redegaet : 14-07-2008 alle 00:33.
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Old 14-07-2008, 12:21   #9
Zero'CooL123
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Qualcuno sa come vedere la tappa odierna #10 in diretta da 12:30 e 12:10 su Eurosport?

Grazie
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Old 14-07-2008, 12:42   #10
manurosso87
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Qualcuno sa come vedere la tappa odierna #10 in diretta da 12:30 e 12:10 su Eurosport?

Grazie
ti ho mandato un pm
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Old 14-07-2008, 12:54   #11
redegaet
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Mini4wdking mi fa piacere il confronto non è un problema.
Sul discorso che non vado in bici e non posso capire, in parte forse è vero, in parte forse no. Non penso di dover correre in F.1. per poter dire che un pilota ha talento o meno.
Io la vedo diametralmente all'opposto di te, e credo che molti la vedano come me. Mi spiego meglio: sono d'accordo che uno sport è pur sempre uno sport, e chi arriva prima in fondo a una tappa è il più forte. Non discuto ciò. E non discuto che Contador si sia meritato il Giro più degli altri, è arrivato prima degli altri e questo conta.
Dico che a fianco alla prestazione sportiva, per me ci sta anche qualcos'altro. Ci sta il senso dell'impresa, ci sta l'essenza dell'uomo che si mette in gioco, che è pronto a saltare pur di far saltare gli altri, pur di averla vinta sulla salita, sulla vita. Il mio modo di vedere il ciclismo e il motivo per cui mi piace è per queste metafore.
Per me il modo di correre di Pantani incarnava questo, così come il modo di correre di Villeneuve padre. Per te Villeneuve padre era un fallito sportivamente? Può darsi. Però se chiedi in giro a 100 persone se preferiscono il padre o il figlio, in molti ti risponderanno il padre, anche se il figlio ha vinto un titolo mondiale! Secondo te tutto questo non ha un senso? Ha senso solo il risultato finale? Dall'andare in bici si evince questo?
E' un po' il modo di confrontare campioni come Armstrong o Pantani, uno attaccato al cardiofrequenzimetro, un altro che ascoltava sè stesso, che andava ad orecchio, perchè era un "artista" e non un robot (tralasciamo il discorso doping per un attimo).
L'impresa sportiva a Le deux Alpes del 1998 non avrebbe mai potuto essere fatta con il modo di correre di molti corridori di oggi. E' un caso in cui quel modo di intendere il ciclismo, coniugava anche il risultato. Lo stesso per il mitico duello con Tonkov, in cui a vincere fu la testa prima delle gambe. Quell'ascesa quasi catartica in cui lanciò via pure l'orecchino per alleggerirsi, anche metaforicamente, per salire più in fretta.
Alla fine perchè guardiamo una partita o un Gran Premio? Anche per vedere le azioni e i sorpassi, o conta solo il risultato finale che poytremmo tranquillamente eggere a fine gara o partita.
Io ho questo modo di concepire lo sport: deve esserci la prestazione agonistica, ma anche lo spettacolo, altrimenti non ha senso. Non ha senso un ciclismo in cui non c'è nessuno in vetta alle montagne al passaggio dei corridori, e chissà come mai Pantani portava decine se non centinaia di migliaia di persone ad aspettare il suo passaggio. Oggi non è più così, e infatti tutti i giornalisti, da infami, cercano di tirare in ballo il suo nome, di trovarne un erede, per riavere un pubblico che hanno perso.
Tu mi dici che ad andare in bici ad assaporare la fatica si cambia il modo di vedere? Di vedere il ciclismo o lo sport in generale? Per me lo sport è inscindibile dallo spettacolo.
Comunque il fatto che un gregario da una vita come Bruseghin stesse con i migliori quest'anno, dimostra la mediocrità sportiva (lo dico senza cattiveria) degli altri pretendenti al Giro d'Italia. Lo stesso Simoni non sarà più quello di una volta e se continua ad essere lì......
Ciao, Alex

P.S. Comunque sul fatto che Riccò sbaglia ad insultare gli altri, condivido al 200%! Al Giro ha sbagliato, e non ha dimostrato niente. Era meglio se pedalava di più e parlava di meno.
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Old 14-07-2008, 13:28   #12
Blindman
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Mini4wdking mi fa piacere il confronto non è un problema.
Sul discorso che non vado in bici e non posso capire, in parte forse è vero, in parte forse no. Non penso di dover correre in F.1. per poter dire che un pilota ha talento o meno.
Io la vedo diametralmente all'opposto di te, e credo che molti la vedano come me. Mi spiego meglio: sono d'accordo che uno sport è pur sempre uno sport, e chi arriva prima in fondo a una tappa è il più forte. Non discuto ciò. E non discuto che Contador si sia meritato il Giro più degli altri, è arrivato prima degli altri e questo conta.
Dico che a fianco alla prestazione sportiva, per me ci sta anche qualcos'altro. Ci sta il senso dell'impresa, ci sta l'essenza dell'uomo che si mette in gioco, che è pronto a saltare pur di far saltare gli altri, pur di averla vinta sulla salita, sulla vita. Il mio modo di vedere il ciclismo e il motivo per cui mi piace è per queste metafore.
Per me il modo di correre di Pantani incarnava questo, così come il modo di correre di Villeneuve padre. Per te Villeneuve padre era un fallito sportivamente? Può darsi. Però se chiedi in giro a 100 persone se preferiscono il padre o il figlio, in molti ti risponderanno il padre, anche se il figlio ha vinto un titolo mondiale! Secondo te tutto questo non ha un senso? Ha senso solo il risultato finale? Dall'andare in bici si evince questo?
E' un po' il modo di confrontare campioni come Armstrong o Pantani, uno attaccato al cardiofrequenzimetro, un altro che ascoltava sè stesso, che andava ad orecchio, perchè era un "artista" e non un robot (tralasciamo il discorso doping per un attimo).
L'impresa sportiva a Le deux Alpes del 1998 non avrebbe mai potuto essere fatta con il modo di correre di molti corridori di oggi. E' un caso in cui quel modo di intendere il ciclismo, coniugava anche il risultato. Lo stesso per il mitico duello con Tonkov, in cui a vincere fu la testa prima delle gambe. Quell'ascesa quasi catartica in cui lanciò via pure l'orecchino per alleggerirsi, anche metaforicamente, per salire più in fretta.
Alla fine perchè guardiamo una partita o un Gran Premio? Anche per vedere le azioni e i sorpassi, o conta solo il risultato finale che poytremmo tranquillamente eggere a fine gara o partita.
Io ho questo modo di concepire lo sport: deve esserci la prestazione agonistica, ma anche lo spettacolo, altrimenti non ha senso. Non ha senso un ciclismo in cui non c'è nessuno in vetta alle montagne al passaggio dei corridori, e chissà come mai Pantani portava decine se non centinaia di migliaia di persone ad aspettare il suo passaggio. Oggi non è più così, e infatti tutti i giornalisti, da infami, cercano di tirare in ballo il suo nome, di trovarne un erede, per riavere un pubblico che hanno perso.
Tu mi dici che ad andare in bici ad assaporare la fatica si cambia il modo di vedere? Di vedere il ciclismo o lo sport in generale? Per me lo sport è inscindibile dallo spettacolo.
Comunque il fatto che un gregario da una vita come Bruseghin stesse con i migliori quest'anno, dimostra la mediocrità sportiva (lo dico senza cattiveria) degli altri pretendenti al Giro d'Italia. Lo stesso Simoni non sarà più quello di una volta e se continua ad essere lì......
Ciao, Alex

P.S. Comunque sul fatto che Riccò sbaglia ad insultare gli altri, condivido al 200%! Al Giro ha sbagliato, e non ha dimostrato niente. Era meglio se pedalava di più e parlava di meno.
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Old 14-07-2008, 13:40   #13
teogros
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Sul discorso che non vado in bici e non posso capire, in parte forse è vero, in parte forse no. Non penso di dover correre in F.1. per poter dire che un pilota ha talento o meno.
Io la vedo diametralmente all'opposto di te, e credo che molti la vedano come me. Mi spiego meglio: sono d'accordo che uno sport è pur sempre uno sport, e chi arriva prima in fondo a una tappa è il più forte. Non discuto ciò. E non discuto che Contador si sia meritato il Giro più degli altri, è arrivato prima degli altri e questo conta.
Dico che a fianco alla prestazione sportiva, per me ci sta anche qualcos'altro. Ci sta il senso dell'impresa, ci sta l'essenza dell'uomo che si mette in gioco, che è pronto a saltare pur di far saltare gli altri, pur di averla vinta sulla salita, sulla vita. Il mio modo di vedere il ciclismo e il motivo per cui mi piace è per queste metafore.
Per me il modo di correre di Pantani incarnava questo, così come il modo di correre di Villeneuve padre. Per te Villeneuve padre era un fallito sportivamente? Può darsi. Però se chiedi in giro a 100 persone se preferiscono il padre o il figlio, in molti ti risponderanno il padre, anche se il figlio ha vinto un titolo mondiale! Secondo te tutto questo non ha un senso? Ha senso solo il risultato finale? Dall'andare in bici si evince questo?
E' un po' il modo di confrontare campioni come Armstrong o Pantani, uno attaccato al cardiofrequenzimetro, un altro che ascoltava sè stesso, che andava ad orecchio, perchè era un "artista" e non un robot (tralasciamo il discorso doping per un attimo).
L'impresa sportiva a Le deux Alpes del 1998 non avrebbe mai potuto essere fatta con il modo di correre di molti corridori di oggi. E' un caso in cui quel modo di intendere il ciclismo, coniugava anche il risultato. Lo stesso per il mitico duello con Tonkov, in cui a vincere fu la testa prima delle gambe. Quell'ascesa quasi catartica in cui lanciò via pure l'orecchino per alleggerirsi, anche metaforicamente, per salire più in fretta.
Alla fine perchè guardiamo una partita o un Gran Premio? Anche per vedere le azioni e i sorpassi, o conta solo il risultato finale che poytremmo tranquillamente eggere a fine gara o partita.
Io ho questo modo di concepire lo sport: deve esserci la prestazione agonistica, ma anche lo spettacolo, altrimenti non ha senso. Non ha senso un ciclismo in cui non c'è nessuno in vetta alle montagne al passaggio dei corridori, e chissà come mai Pantani portava decine se non centinaia di migliaia di persone ad aspettare il suo passaggio. Oggi non è più così, e infatti tutti i giornalisti, da infami, cercano di tirare in ballo il suo nome, di trovarne un erede, per riavere un pubblico che hanno perso.
Tu mi dici che ad andare in bici ad assaporare la fatica si cambia il modo di vedere? Di vedere il ciclismo o lo sport in generale? Per me lo sport è inscindibile dallo spettacolo.
Comunque il fatto che un gregario da una vita come Bruseghin stesse con i migliori quest'anno, dimostra la mediocrità sportiva (lo dico senza cattiveria) degli altri pretendenti al Giro d'Italia. Lo stesso Simoni non sarà più quello di una volta e se continua ad essere lì......
Ciao, Alex

P.S. Comunque sul fatto che Riccò sbaglia ad insultare gli altri, condivido al 200%! Al Giro ha sbagliato, e non ha dimostrato niente. Era meglio se pedalava di più e parlava di meno.
Quoto, straquoto e riquoto! Ogni singola parola!

Ah, vado in bicletta... sono solo un cicloamatore ma so cosa sia la fatica in sella!
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Old 14-07-2008, 13:41   #14
teogros
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Qualcuno sa come vedere la tappa odierna #10 in diretta da 12:30 e 12:10 su Eurosport?

Grazie
http://www.rai.tv/mplive/0,,LiveTv%5E4,00.html
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Old 14-07-2008, 14:35   #15
redegaet
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Se ora quella gente è sparita così velocemente dalle strade del ciclismo vuol dire che non erano sportivi, non erano appassionati di sport, erano solo lì per vedersi uno spettacolo esaltante.
Chi ama uno sport lo segue e basta, e non richiede che lo sport lo appaghi per forza con qualcosa di esaltante, vuole solo che tante persone che praticano questo sport si misurino lealmente ognuno secondo le sue caratteristiche e possibilità.

Il rischio dell'estrema spettacolarizzazione degli sport (dovuto anche ai mass media, che ora infatti pompano all'inverosimile Riccò, ma come avrebbero potuto fare con altri) serve solo ad un mero ritorno economico di breve periodo, del quale giovano oltre che i citati mass media, anche gli sponsor e tutti i personaggi mangiasoldi che vivono alle spalle del fenomeno sportivo.

Così secondo me lo sport si snatura, si cerca sempre il nuovo spettacolo... ad esempio, che senso aveva secondo voi fare la cronoscalata su sterrato a plan de corones, pur con le immense difficoltà logistiche? A niente, i corridori stessi hanno detto che su pendenze simili non è bello nè utile correre (intendendo per "utile" correre in un percorso dove è possibile dare distacchi). Se le pendenze sono così estreme, anche i migliori non riescono a fare la differenza, ma tutto dipende più dal caso, dalla giornata storta...
Ah, ma ok, se dipende più dal caso vuol dire che aumenta lo spettacolo, quindi è un bene... Sono contrario quindi anche a percorsi tipo zoncolan...

Bruseghin poi è da anni che cresce, e che è sempre nelle prime posizioni del giro d'Italia facendo da gregario. Quest'anno ha fatto sempre la solita corsa, con le solite energie e con la solita forma, ma non avendo caposquadra (essendolo lui) e quindi non avendo altri "servizi da sbrigare" non ha perso tempo ed energie per il capitano ed è arrivato più avanti del solito. E' arrivato per merito suo quindi, e non per peggiore livello degli altri.
Vedi, sono queste sottigliezze che uno che pratica ciclismo capisce, mentre il tifoso della domenica che si avvicina allo sport in modo effimero attratto dalle prodezze sbandierate in tv non capisce.

E questo mi dispiace in quanto va a peggiorare qualitativamente il pubblico e lo sport stesso (anche se lo aumenta quantitativamente ed in termini di affari economici...)
Mi fa piacere confrontarmi, perchè forse non la pensiamo neanche così diversamente, mi piacerebbe poter scambiare qualche chiacchiera dal vivo.
In parte sono d'accordo. Però c'è una differenza sostanziale nel mio modo di vedere le cose. Condivido che la ricerca della spettacolarizzazione è negativa.
Il problema è quando la si cerca artificialmente dall'esterno. Il problema è che questo Giro d'Italia come spettacolo ha fatto pena, nonostante si sia rasentato il ridicolo per cercare un po' di spettacolo, proprio come dici tu. Quello che dico io è che lo spettacolo viene con i grandi interpreti, con i campioni. Pantani era spettacolare (non volermene se cito lui) per il suo modo di correre, che vincesse o perdesse. Era spettacolare anche quando al Tour del 2000 scattò in faccia ad Armstrong e si prese 5 minuti. Era spettacolare come arrancasse verso il Mount Ventoux, con quella maglia gialla davanti di 100 metri, che non riusciva a raggiungere, ma non mollava, era la testa, orgoglio, prima che gambe. Era spettacolare che raggiunta la maglia gialla, dopo km e km di agonia, fosse lui a provare a fare selezione, per istinto, perchè questo era il suo modo di correre, anche al costo di saltare di nuovo. Io ad esempio di Ullrich mi ricordo sempre e solamente che nei momenti chiave di tutte le tappe di tutti i suoi Tour, quando qualcuno attaccava, lui si girava dietro per vedere se aveva ancora gregari, con lo sguardo da bambino spaurito.
Lo spettacolo viene dai grandi interpreti, anche a farli correre in pianura, non serve lo sterrato, o una rampa al 20%, in questo ti do perfettamente ragione.

E condivido che un vero appassionato segue uno sport a prescindere dagli interpreti del momento. Però non posso esimermi dal dire la mia sugli interpreti, ed inoltre spesso non si nasce conoscendo e praticando uno sport. Per esempio io son sempre stato appassionato di F.1, al ciclismo mi sono avvicinato solo con Marco Pantani, non è colpa mia se prima non lo conoscevo. Però adesso che lo conosco lo seguo, perchè è uno sport bellissimo, forse il più bello, il più faticoso.
Mi piace proprio perchè come dicevo prima, spesso è una metafora della vita, lo trovo immenso proprio in questo. E non mi vergogno che mi piace osservare e apprezzare la condotta di gara di un corridore, e non solo il tempo che ci mette ad arrivare al traguardo.
A me piacerebbe anche andare in bici, proprio per capirlo di più il ciclismo, ma purtroppo ho dei problemi di salute che al momento me lo impediscono. Per questo devo rinunciare a vedere le tappe in tv? Per questo sono solo un tifoso della domenica che non capisce niente di questo sport? Forse, mi rendo conto anch'io che praticandolo sarebbe un'altra cosa. Però mi sembra riduttivo che una disciplina possa essere seguita ed apprezzata solo se la si pratica. Forse chi la pratica la capisce di più, non lo metto in dubbio, ma non per questo spegnerò il mio televisore, e mi asterrò dal dire la mia.
Forse non sono un tifoso così effimero, se nonostante Bulbarelli siano anni che sbandieri come imprese degli scattini in volata agli ultimi 300 metri di salita, a me non sembrino affatto così.
Per Bruseghin massimo rispetto, a me piace il ciclismo anche perchè ci sono i gregari, che sono fondamentali e che meritano lo stesso rispetto dei capitani, perchè fanno la stessa incredibile fatica per arrivare in fondo, e si sacrificano per loro. Cosa c'è di più immenso moralmente, di sacrificarsi per qualcuno in cui credi, in cui riponi la tua fiducia? Lo fanno solo per contratto, per soldi? Non è sempre così, basta sentire alcune interviste di Roberto Conti su Pantani.
Ciao, Alex
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Old 14-07-2008, 14:41   #16
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Alcune considerazioni aggiuntive sui personaggi attorno al ciclismo (ma credo che ce ne siano in tutti gli sport professionistici).

Avete visto come il patron del giro d'Italia Zomegnan commentava le tappe al processo alla tappa?
Non gliene fregava niente di commentare le fatiche ed i risultati sportivi (alterni in certi casi) degli atleti, era solo interessato a rimarcare continuamente come quest'anno il Giro riesce ad annoverare fra i suoi partecipanti più campioni, i vincitori del giro, del tour e della vuelta 2007, che il percorso è migliore e più duro di quello del tour, che hanno la salita con pendenza più elevata, che loro hanno preso l'astana ma il tour (sbagliando) no...

Questo non è sport.
Su questo concordo al 100%. Ma nel momento in cui manca la prestazione sportiva in sé, l'impresa, il campione vero, quello amato dalla gente, organizzatori e giornalisti per vendere il loro prodotto son costretti a pompare, pompare e ancora pompare, andando a citare palmares e quant'altro.
Ma questo non vuol dire che lo spettacolo in sé sia negativo per lo sport, è negativo ricercarlo in questo modo e a prescindere dalla prestazione sportiva e dagli interpreti che questo sport annovera al momento.
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Old 14-07-2008, 16:03   #17
teogros
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Old 14-07-2008, 16:11   #18
ciuketto
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Che tristezza Cunego.
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Old 14-07-2008, 16:12   #19
redegaet
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Bulbarelli: "In questo Pantani non era così, mai visto Pantani scattare per un G.P.M.".
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Old 14-07-2008, 16:14   #20
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Bulbarelli: "In questo Pantani non era così, mai visto Pantani scattare per un G.P.M.".
Mai visto Pantani ( per quanto non mi fosse simpatico) dire:" Io sono un Dio in terra, adoratemi."
Anche in questo sono diversi.
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