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Buona lettura Aborto, l'Esperto: ''Un Prematuro Su Due a Rischio Disabilità'' Adnkronos - Dom 3 Feb - 22.16 Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) - “Se il feto è vitale va rianimato, anche contro il consenso della madre”. A pensarla così sono i direttori delle cliniche ginecologiche delle facoltà di Medicina delle università romane che, a conclusione del convegno al Fatebenefratelli sui risvolti medici ed etici della nascita prematura, hanno sottoscritto un documento. Ma quali sono i problemi a cui va incontro un bimbo prematuro fin dalle sue prime ore di vita? Partendo dal fatto che al di sotto delle 23 settimane di età gestazionale la sopravvivenza del nato prematuro rappresenta un fatto eccezionale, ''i problemi sono di diversa natura e legati al grado di immaturità che il feto presenta al momento della nascita'', afferma a IGN - testata on line del gruppo Adnkronos - il professor Pietro Bagolan, Coordinatore del Dipartimento di Neonatologia Medica e Chirurgica dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. ''I più importanti - spiega Bagolan - sono legati all'immaturità polmonare che può essere alla base di gravi episodi di “di stress” respiratorio e conseguente asfissia del neonato e alla neurologica, cioè di tutto il sistema nervoso e circolatorio che riguarda l'encefalo. Quindi sono bambini a rischio di danni neurologici se non correttamente assistiti e, anche quando lo sono, possono avere 'incidenti cerebrali' importanti come “emorragie cerebrali''. ''Altri problemi riguardano la termoregolazione, in quanto i neonati pretermine non posseggono la capacità di mantenere una adeguata temperatura corporea, le difficoltà nutrizionali, visto che il loro intestino molto immaturo non consente con facilità l'alimentazione, ma anche oculari come nel caso della retinopatia che, anche in conseguenza della necessità di somministrare ossigeno al bimbo prematuro, può indurre danni anche molto gravi al “visus”. Tacitato infine l’elevato rischio di contrarre infezioni''. Ma se negli ultimi 20 anni i miglioramenti dell’assistenza e della tecnologia medica hanno permesso un enorme e progressivo aumento della sopravvivenza dei nati prematuri, purtroppo un alta percentuale di 'sopravissuti' va incontro ad una serie di patologie. Secondo Pietro Bagolan ''il 50%-60% dei bambini che nascono prima della 28esima settimana possono avere disabilità di tipo neurosensoriale come paralisi cerebrale, epilessia, danni oculari o uditivi. Il che comporta decifit motori, ritardi cognitivi e di apprendimento. Percentuale che sale quando si parla di bambini sotto il chilo di peso. Difficile fare tuttavia previsioni sul singolo paziente che va sempre assistito con il massimo delle possibilità tecnologiche e professionali. Ogni caso va valutato singolarmente in uno stretto rapporto di comunicazione e condivisione con i genitori''. Infine per quanto riguarda il documento sottoscritto dai direttori delle cliniche ginecologiche delle facoltà di Medicina delle università romane, secondo il professore Bagolan ''ci sono due aspetti da considerare: uno è quello strettamente laico-sociale-legale in cui c'è un discorso di legge dove è chiaramente indicato che un feto che nasca ed esprima una vitalità spontanea, deve essere assistito. L'altro è un aspetto strettamente etico, ed in quanto tale personale. Richiede discussione e riflessione e per cui non mi permetterei mai di prendere in solitudine decisioni di tale delicatezza e portata. In fase acuta è sempre opportuno assistere e rianimare (è il caso della sala parto); altro è discutere del successivo percorso terapeutico. Questo non può che essere il risultato di una alleanza terapeutica con i genitori. La Professionalità del medico richiede attenzione, comprensione, rispetto e condivisone. Tutti aspetti che richiedono il recupero di un rapporto personalizzato con il bambino e la sua famiglia, in un ambiente dove la discrezione, il dolore, la tensione emotiva, la paura e la speranza possono trovare un comune chiarimento ed obbiettivo solo lontano dal chiasso mediatico e nella più rispettosa discrezione e rispetto del prossimo che si ha di fronte. Non è possibile stabilire genericamente cosa è giusto e cosa no. Giusto è rispettare e salvaguardare la vita umana come bene prezioso. Come questo possa tradursi nel concreto delle dolorose realtà di cui parliamo è cosa diversa e che richiede riflessione personalizzata e condivisa per ogni singolo bambino di cui ci prendiamo cura”. Di altro tono le dichiarazioni di Claudio Giorlandino, presidente della Sidip (Società italiana di diagnosi prenatale e Medicina materno fetale) e presidente del Forum delle Associazioni di diagnosi, genetica e riproduzione, che parla di "un esercizio di forza contro il disegno naturale che si conclude con l'inganno per i genitori". "Rianimare un prematuro estremo alla ventiduesima settimana, già malato e malformato, significa voler vincere a tutti i costi sulla natura - spiega Giorlandino - Uno studio del 2005 pubblicato sul 'British Medical Journal' ha dimostrato che l'intervento di rianimazione su feti al di sotto della ventottesima settimana provoca cecità, sordità, emorragie cerebrale e ritardo mentale. Un altro studio - sottolinea - pubblicato su 'Pediatrics', che ha preso in considerazione feti al di sotto di 25 settimane, non ha registrato sopravvivenze quando i feti stessi non sono stati rianimati contro ogni legge naturale. Quando c'è stato l'intervento di rianimazione i danni sono stati elevatissimi. Moltissimi bambini sono deceduti in seguito, altri hanno presentato gravi sequele a distanza". "Inoltre, nel caso dell'aborto terapeutico - continua - voler rianimare un feto anche contro la volontà della madre significa ingannare i genitori i quali avranno tutti i diritti di rivalersi civilmente per i danni conseguenti a una vita miserevole alla quale le manipolazioni e gli esercizi di accanimento terapeutico li avranno condannati a vivere".
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EeePC 900 HD Ciao ~ZeRO sTrEsS~ http://img252.imageshack.us/my.php?i...67large8cq.jpg Ultima modifica di Senza Fili : 04-02-2008 alle 12:58. |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 3809
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Ma cosa pensi che se avessero potuto scegliere si sarebbero accollati questo fardello? E' una sofferenza sia per l'individuo che per la famiglia. E poi il bello è che ci sono associazioni criminali tipo Scienza e Vita che si scagliano contro la diagnosi preimpianto perchè la considerano eugenetica... |
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#203 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 3809
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#204 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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E dove sono di grazia le MALFORMAZIONI post aborto?
Non prendiamoci in giro, certo che ci sono problemi (ma dai? Che scoperta!), ma cosa c'entrano le malformazioni? Ultima modifica di lowenz : 04-02-2008 alle 13:02. |
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#205 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
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EeePC 900 HD Ciao ~ZeRO sTrEsS~ http://img252.imageshack.us/my.php?i...67large8cq.jpg |
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#206 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#207 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
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#208 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
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io pur nato in 9 mesi son stato in incubatrice per 40gg , tra la vita e la morte ( peccato che non sei schiattato , qualcuno penserà )![]() coapzpa
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#209 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: Lodi
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La vita non è facile, a volte basta un complice e tutto è già più semplice La follia della donna: quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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#211 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2002
Città: Singularity
Messaggi: 894
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Comunque, i genitori non sono obbligati a tenere il figlio. Quote:
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echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry |
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#212 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
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#213 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
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beh se è per quello la birra l'ho cominciata a bere solo dai 18 anni..
Clmamlzlma
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#214 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
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Cò,aò,zò,a
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#215 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
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#216 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
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#217 | |
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Bannato
Iscritto dal: Apr 2002
Messaggi: 3809
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io infatti non ho detto che a 24 settimane a priori non si debba rianimare... quello che dico è che se a 24 settimane i medici si accorgono che vi sono gravi malformazioni non è giusto obbligare i genitori a tenere in vita il feto. |
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#218 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
Città: Milano
Messaggi: 2032
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Poi se il feto è in ottima salute, o ha problemi comunque risolvibili...ben vengano tutti gli aiuti di sto mondo. |
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#219 | |
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#220 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Forlì
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Non è che prima della 194 l'aborto non ci fosse, anzi. Solo che era clandestino (in parte eseguito da medici, alcuni obiettori!, in parte da mammane) e spesso le donne finivano in ospedale per le lesioni interne e le infezioni. Alcune anche all'obitorio. La legge, che prevede anche percorsi di sostegno e guida per chi pensa di scegliere la via dell'aborto, non ha fatto altro che prendere atto senza ipocrisia (in cui la chiesa e i moralisti sguazzano spandendo disinformazione) che il problema esiste e che piuttosto che un aborto clandestino con gravi rischi per la salute della donna è meglio un aborto in una struttura sanitaria. Perchè comunque il percorso per una madre che non voglia il figlio ma che non voglia abortire c'è. Non lo riconosce e viene affidato a terzi. Questa pressione rischia di rimettere in moto comunque il meccanismo delgi aborti clandestini, piaga che la 194 aveva fatto sparire. E non è affatto vero che un feto di 23 settimane abbia molte possibilità di vita , tra l'altro in forma accettabile. In più sono diverse le condizioni di una nascita a 23 settimane e di una aborto a 23 settimane. La chiesa è bene si occupi con maggiore assiduità dei morti sul lavoro, ad esempio.... Loro sì che vorrebbero vivere, anzi lavorano per vivere e non per morire. |
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