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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Travaglio: Caro Beppe sei rimasto indietro...
I Magnifici Ottantadue
Marco Travaglio mi ha inviato una lettera di aggiornamento sulla contabilità dei condannati in Parlamento. " Caro Beppe, sei rimasto indietro. Nella campagna “Parlamento pulito”, intendo. Dopo tre mesi passati insieme a Peter Gomez ad analizzare i precedenti penali dei 900 e passa dipendenti appena eletti nel nuovo Parlamento per il nostro nuovo libro appena pubblicato da Editori Riuniti, “Onorevoli Wanted”, sono lieto di comunicarti che i pregiudicati hanno di nuovo raggiunto quota 25, eguagliando il record della passata legislatura. Considerando poi le altre categorie dei “diversamente onesti”, e cioè quelle degli indagati, degli imputati, dei condannati in primo o secondo grado, dei miracolati dalla prescrizione o dalle varie leggi-canaglia, siamo arrivati a 82: quasi il 10 per cento dell’intero Parlamento, una percentuale che nemmeno nei quartieri dello Zen di Palermo o di Scampia e Secondigliano a Napoli. Per l’esattezza: 25 condannati definitivi (compresi quelli che hanno patteggiato la pena), 10 prescritti, 8 condannati in primo grado, 17 imputati in primo grado, 19 indagati, 1 imputato in udienza preliminare, 1 prosciolto per immunità parlamentare, 1 colpevole assolto per legge. L’hit parade dei partiti vede al primo posto Forza Italia (con 29 diversamente onesti), seguita da Alleanza nazionale (14), Udc (10), Lega Nord (8), Movimento per l’autonomia (1), Dc (1), Psi (1), Gruppo Misto (1: Andreotti). In tutto, il centrodestra è a quota 65. Il centrosinistra insegue a quota 17, ma ce la sta mettendo tutta: Margherita (6), Ds (6), Udeur (2), Rifondazione comunista (2), Rosa nel pugno (1). Interessante anche la classifica dei reati preferiti dai nostri dipendenti in Parlamento: 18 casi di corruzione; 16 di finanziamento illecito; 10 di truffa; 9 di abuso d’ufficio e di falso; 8 di associazione mafiosa; 7 di bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta; 6 di associazione per delinquere, resistenza a pubblico ufficiale e falso in bilancio; 5 di attentato alla Costituzione, attentato all’unità dello Stato e formazione di struttura paramilitare fuorilegge; 4 di favoreggiamento, concussione e frode fiscale; 3 di diffamazione, abuso edilizio e lesioni personali; 2 di banda armata, corruzione giudiziaria, peculato, estorsione, rivelazione di segreti; 1 di omicidio, associazione sovversiva, istigazione a delinquere, favoreggiamento mafioso, aggiotaggio, percosse, violenza a corpo politico, incendio aggravato, calunnia, falsa testimonianza, voto di scambio, appropriazione indebita, violazione della privacy, oltraggio, fabbricazione di esplosivi, violazione diritti d’autore, frode in pubblico concorso e adulterazione di vini. Le storie e le sentenze dei nostri Magnifici Ottantadue (più i miracolati dal caso Parmalat: vedrai quante sorprese, di destra ma soprattutto di sinistra!) le trovi nel libro. Concludo con l’elenco dei 25 condannati definitivi, perché tu possa aggiornare la contabilità: 1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento. 2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato). 3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione. 4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato. 5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere. 6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta. 7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza. 8. Cirino Pomicino Paolo (Dc): corruzione e finanziamento illecito. 9. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva. 10. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio. 11. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale. 12. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito. 13. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito. 14. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità. 15. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata. 16. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito. 17. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale. 18. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata. 19. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali. 20. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito. 21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria. 22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito. 23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico. 24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio. 25. Vito Alfredo (FI): corruzione”. Marco Travaglio Però, la destra ha una buona media........ fg |
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#2 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Menzoberranzan(ovvero Italia..)
Messaggi: 486
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Finchè non penseremo in modo diverso non cambierà nulla.
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"L'immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata, l'immaginazione abbraccia il mondo." Albert Einstein |
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Adesso controllo se la voce in wikipedia è aggiornata. http://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_pulito L'articolo è recente vero? |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Città: Este (PD)
Messaggi: 2973
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<<La Verità non richiede fede.>> |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Forse Sergio D'elia (RNP): banda armata e concorso morale in omicidio?
Condannato a 25 anni di prigione per banda armata e concorso morale nell'omicidio dell'agente Fausto Dionisi, rimasto ucciso durante l'assalto al carcere di Firenze, ne ha effettivamente scontati solo 12 grazie alle riduzioni di pena per l’applicazione della legge sulla dissociazione dal terrorismo e di altri benefici di legge. Ultima modifica di GianoM : 28-08-2007 alle 09:12. |
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#6 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2005
Città: 100% caciocavallo pride
Messaggi: 146
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Con un curriculum simile, si direbbe Alfredo Vito.
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Se c'è rimedio, perché ti disperi? Se non c'è rimedio, perché ti disperi? |
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#7 |
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Member
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Ankon : "In quel loco fu' io Pier Damiano, e Pietro Peccator fu' nella casa, di Nostra Donna in sul lito adriano" D.Alighieri-Divina Commedia
Messaggi: 287
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.......Ma del resto si sà che Travaglio è Comunista !!!!!!!
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- - - Sony VAIO FW21M - - -== == Ankon Dorika Civitas Fidei== == Nick PS3 : Marco83_an
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Monza
Messaggi: 2791
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Siccome non siamo ne in Iran ne in URSS io toglierei gli indagati da questa lista.
complimenti a chi, con ovvia malafede, mi paragona un omicida con altri reati minori.
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Mathusalem Member - Intollerante con gli intolleranti Devo lavorare, non ho tempo per fare carriera |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Torino
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Roma
Messaggi: 400
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sono imputazioni che si sono verificate una sola volta, ma non tutte a carico della stessa persona...
l'articolo non è molto recente, dovrebbe risalire all'estate del 2006
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MacbookPro 13'' Mid 2010 iPod Touch 4g 64gb Whatever you do, take care of your shoes |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2004
Città: Nella bassa: BO - FE
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Io se solo prendo una multa per divieto di sosta vengo cazziato all'eterno...
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Concluso con: Boso - Fallen Angel - tcianca - sycret_area - carver - serbring - emax81 - Cluk Si chiude una porta.. si apre un portone |
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#12 | |
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Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Milano
Messaggi: 60
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in attesa di nuova firma.... |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 1458
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Non so perchè, ma in un'Italia in cui un furbetto del quartierino sta in galera preventiva dei mesi e un fotografo un po' coatto fa quasi altrettanto, mentre un presunto omicida gira beatamente a piede libero così da poter sgozzare un'altra fidanzata in pieno centro cittadino, la cosa non mi stupisce più di tanto. Paghiamo le tasse, va |
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#14 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Quote:
B- I reati non si suddividono in minori o maggiori. Per la legge reato è quando un cittadino vìola la legge. Per questo è quanto meno indicato all'amministrazione pubblica. Faccia altro. Magari venda quaglie arrosto al mercato rionale, ma non amministrare: per amministrare occorre essere esempi di legalità, proprio come diventare carabinieri o bidelli. Se così fosse Forza Italia dovrebbe subire un salasso. Ma quelli che votano FI dove sono, nessun commento? fg |
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#15 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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Quote:
Roma, 3 giugno 2006 Signor Presidente della Camera, colleghe e colleghi deputati, a seguito delle dichiarazioni rese il 1° giugno 2006 dall’onorevole Giovanardi su di me e sulla mia storia personale e politica, desidero offrire questo mio contributo di conoscenza, che ritengo utile anche al fine di un più generale dibattito sulla giustizia, la civiltà del diritto e il senso della pena nel nostro ordinamento. Sono stato uno di Prima Linea, trenta anni fa. Accetto che si dica ancora oggi di me: un “terrorista di Prima Linea”, mi rifiuto però di credere che qualcuno pensi davvero che sia il termine giusto, vero o esatto per dire, non solo quello che sono io oggi, ma anche quello che sono stato ieri. La mia identità politica e la mia lotta degli anni Settanta possono forse essere approssimate alle idee “libertarie” (il che non vuol dire: nonviolente) di un anarchico dell’Ottocento, non certo assimilate al terrorista suicida e omicida degli anni Duemila. Insieme ai miei compagni, ero cresciuto con l’idea che fosse possibile cambiare il mondo, tutto e subito. Subivamo l’effetto di una sorte di frenesia: dopo i volantinaggi alle 6 di mattina davanti alle fabbriche, le proteste organizzate nella mensa degli studenti, i comitati di lotta nei quartieri popolari, pensavamo che fosse a portata di mano la realizzazione del paradiso in terra. Ritenemmo la lotta armata come mezzo necessario per accelerarne l’avvento o, comunque, verificarne la probabilità. Una sorta di “demone della verifica” ci ha spinto all’azione estrema e irreparabile. Il fine che giustifica i mezzi a cui molti aderivano culturalmente e filosoficamente, per noi è stata linea di condotta coerente e pratica. Che fosse vero il contrario, cioè che i mezzi prefigurano i fini, per me c’è voluta l’esperienza della lotta armata e del carcere e poi, quand’ero ormai pronto, l’incontro con Marco Pannella. Voglio dire che Marco Pannella c’era già, e da una vita, su quella semplice verità; lui era pronto, non ero pronto io e come me, quelli che lui chiamava i “compagni assassini”, che lo avrebbero ri-conosciuto dieci anni dopo. In quegli anni, i radicali erano gli unici a non considerarci dei mostri e quando Marco Pannella diceva “violenti e nonviolenti sono fratelli” capivamo il senso di quelle parole: violenti e nonviolenti avevano in comune la voglia di cambiare l’esistente, senza cedere all’indifferenza e alla rassegnazione. Noi, violenti, con la forza dell’odio; loro, nonviolenti, con la forza del dialogo e dell’amore. Nel momento della rinuncia alla violenza come forma di lotta politica era quindi naturale – volendo mantenere il nostro impegno politico e sociale dalla parte dei più deboli e indifesi – che incontrassimo e ri-conoscessimo il partito del diritto e della nonviolenza. I due anni di lotta armata mi avevano ampiamente dimostrato che la nostra lotta era vana rispetto agli obiettivi che ci eravamo dati e che le ragioni e le speranze di quella lotta erano andate distrutte dai mezzi usati per affermarle. Avevo accettato interiormente la verità della sconfitta, ancor prima della sua evidenza storica e politica. E quindi aspettavo il momento dell’arresto come un epilogo necessario. Giunse in una bella giornata di maggio del ’78, e fu una liberazione. Personalmente non ho mai sparato a nessuno, anche se è stato solo un caso. Sarebbe potuto accadere a me, esattamente, come è successo a molti miei compagni, con cui ho condiviso tutto, di uccidere e/o essere uccisi. In quegli anni, solo una serie di – posso dire col senno di poi – fortunate circostanze mi hanno impedito di diventare un assassino. Sono stato condannato in base a uno dei postulati della dottrina emergenzialista dell’epoca, per cui il responsabile di un’organizzazione terroristica andava considerato responsabile dei crimini commessi nel territorio in cui operava. Agli occhi dei giudici non valeva il principio costituzionale della responsabilità penale personale ma quello ben più politico del concorso morale. E’ agli atti del processo che ero lontano da Firenze al momento del fatto, che non ero stato tra gli ideatori e gli esecutori materiali della tentata evasione dal carcere delle Murate. Ciò nonostante, ero da considerare a tutti gli effetti responsabile dell’omicidio; per l’esattezza, di essere stato a conoscenza del piano di evasione e di non aver fatto nulla per impedirla, l’evasione evidentemente, non l’omicidio, che non era certo l’obiettivo di quell’azione, ma l’esito tragico di un fatto imprevisto. Una logica perversa che in futuro non sarebbe più stata applicata. Peraltro, durante il dibattimento in aula, avevo sorpreso i miei stessi giudici rivendicando la giustezza del principio del concorso morale come il metodo più adeguato a descrivere le mie responsabilità di dirigente di Prima Linea, le cui azioni mi sono assunto in toto, che le avessi decise o meno, eseguite o meno, sapute o meno. Senza alcun spirito di autodifesa, intendevo evidenziare la contraddizione nella quale poteva cadere - e secondo molti cadde - un tribunale che applicasse in chiave giuridica il principio della responsabilità morale, per non dire chiaramente politica. Sono stato condannato in primo grado a trenta anni di carcere, poi ridotti in appello a venticinque, infine dimezzati con l’applicazione della legge sulla dissociazione dal terrorismo e altri benefici di legge. Sono uscito dopo aver scontato dodici anni di carcere e, nel 2000, sono stato completamente riabilitato con sentenza del Tribunale di Roma, riabilitazione richiesta dallo stesso procuratore generale e sostenuta anche da decine di lettere di vittime dei miei reati, tra cui quella che mi ha fatto più piacere del capo della Digos di Firenze. Avevamo sciolto Prima Linea nei primi anni Ottanta e, nell’86, insieme a moltissimi miei compagni di detenzione, mi ero iscritto al Partito radicale e, dopo poche settimane, il giudice di sorveglianza mi aveva concesso il permesso di uscire dal carcere per recarmi al congresso del partito, dove mi accolsero tra gli altri Enzo Tortora e Mimmo Modugno, parlamentari e presidenti del partito stesso. Era gennaio del 1987 e, davanti ai congressisti riuniti all’Ergife, consegnai simbolicamente Prima Linea, me stesso e la mia storia violenta, al partito della nonviolenza. Non si trattò di un bagno purificatore, di una catarsi nella folla del popolo radicale. Fu un vero e proprio evento politico: l’approdo definitivo alla democrazia e alle sue regole di chi la democrazia e le sue regole le aveva così tragicamente violate. Difficilmente un altro partito avrebbe avuto il coraggio di compiere un fatto al tempo stesso così concreto e simbolico. Nel 1993, con la mia compagna Mariateresa Di Lascia, già deputata radicale e poi autrice del romanzo “Passaggio in ombra”, Premio Strega postumo del ’95, fondammo Nessuno tocchi Caino, l’associazione radicale che in questi anni ha contribuito a 42 tra abolizioni e moratorie della pena di morte che hanno salvato la vita a migliaia di condannati in varie parti del mondo. Ora, sono stato eletto deputato della Rosa nel Pugno al Parlamento italiano assumendo un ruolo anche di responsabilità: credo che sia questo un altro fatto politico che può essere letto, non come la vergogna che denuncia il collega Giovanardi, ma – forse, anche – come la parabola felice di una storia, che è storia di cittadinanza democratica e di accoglienza umana e civile di cui, non solo Marco Pannella, ma anche lo Stato italiano può andare fiero... se ha senso l’articolo 27 della nostra Costituzione, se hanno senso le parole lì scritte sulla rieducazione e il reinserimento sociale del condannato. Se qualcuno, ancora oggi, dopo trenta anni, vuole cristallizzare la mia vita nell’atto criminale di allora (che non ho materialmente commesso) e non tener conto della semplice verità che l’uomo della pena può divenire un uomo diverso da quello del delitto, rischia di non cogliere il senso profondo della giustizia, del carcere e della pena descritto dalla nostra Costituzione. In uno Stato di diritto, è bene che il luogo del giudizio sia innanzitutto quello dei tribunali e che il tempo della pena sia stabilito secondo legge e Costituzione. Ho pagato con 12 anni di carcere il conto che lo Stato e la legge italiana mi hanno presentato per ciò che ho fatto o non fatto. Non sono il solo a ritenere di aver compiutamente e consapevolmente pagato – in quel periodo per più versi “emergenziale” - anche l’altrimenti non necessario, il “sovrapprezzo” dovuto a leggi, tribunali, procedure e regole, opzioni politiche che si imposero come necessarie, carceri e detenzione speciali. Da libero, mi è accaduto anche di scontare la pena extra-giudiziale e per me pesantissima che il tribunale della vita, il destino, mi ha voluto riservare con la morte di Mariateresa, uccisa a quaranta anni da un male improvviso e incurabile, sicché ho dovuto far fronte al mio impegno morale, civile e umano inizialmente più solo e poi, grazie a tanti anche di voi, colleghe e colleghi, a portarlo avanti fino al punto in cui siamo di una decisione - ormai prossima, credo - della Assemblea Generale delle Nazioni Unite a favore di una moratoria universale delle esecuzioni capitali . Ora, sono disposto ad accettare anche il giudizio inappellabile di quel severissimo tribunale della storia che è l’opinione pubblica. Quel che non accetto è di rimanere ostaggio perpetuo della memoria, del mio passato e di ciò che ho fatto trenta anni fa. Signor Presidente della Camera, colleghe e colleghi deputati,grazie per la attenzione e – ne sono certo - le riflessioni che vorrete dedicare a queste mie considerazioni. Sergio D’Elia, Deputato della Rosa nel Pugno Ultima modifica di FabioGreggio : 28-08-2007 alle 10:01. |
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#16 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2005
Città: Calabria - Emilia Romagna
Messaggi: 2554
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questo messaggio di D'Elia non cambia assolutamente nulla...anzi denota la stupidità e la superficialità del tribunale che "riammette" tale tizio con tutti i diritti del caso per essere nuovamente una persona "normale"...brrrrrrr
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Messaggi: 1458
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Quote:
Ma va bene così, paghiamo le tasse, va |
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Sant'Angeles-Lodi
Messaggi: 3692
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E poi non ho mai creduto nel pentimento.
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"E' un lodo che potrebbe essere chiamato lodo Orwell; lodo “Fattoria degli animali”. Ricordate forse che nella “Fattoria degli animali” c’era una specie di animali più uguali degli altri. Erano i maiali." cit.:Marco Travaglio Questa non è la destra, questo è il manganello. Gli italiani non sanno andare a destra senza finire nel manganello - Montanelli |
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#19 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Per il caso dei reati, anche dopo lettere come quella di Elia, e anche dopo giustificazioni di Caruso nel pdf di Beppe Grillo (leggetelo, è interessante), io sono ancora meno d'accordo con Grillo. Già non ero d'accordo sul divieto di ricandidatura per varie legislature, adesso lo sono ancora meno per il divieto di candidatura per gente che ha commesso reati non gravi. Anche dopo aver letto l'articolo 21 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo "ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio Paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti". |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2003
Messaggi: 1372
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In base allo stato di diritto chi è stato ritenuto colpevole ed ha scontato la propria pena non può e non deve subire ulterirori ripercussioni per quanto ha commesso, altrimenti sarebbe reato di persecuzione contro un cittadino che ha pagato il proprio debito verso la società e lo stato. Il problema non è del cittadino reintegrato nei suoi diritti e doveri, ma piuttosto del sistema giudiziario che, pur avendone la capacità, non lo ha escluso dai pubblici uffici nel caso di sospetta recidiva o di connessioni dimostrate del cittadino con elementi sovversivi verso lo stato. Quanto agli altri tra deputati e senatori condannati in via definitiva che continuano ad occupare lo scranno ... la colpa è solo dei cittadini che continuano a votarli. Andala
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Trabant Meglio comprare un litro di latte quando serve, piuttosto che mantenere una vacca per tutta la vita ... P54C 133Mhz Icomp Index 1110 Matrox Millenniun HD SCSI Seagate + IBM Creative Awe 32 DXR2 Win95C Mozilla Firebird 0.7 (Dec/1995-13/Apr/2009 )
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