XPC: intervista a Shuttle

XPC: intervista a Shuttle

In occasione del Computex di Taipei abbiamo avuto l'occasione di incontrare Ken Huang, uno dei padri degli XPC. Durante la chiacchierata sono emerse interesanti novità dal mondo dei mini PC barebone, riassunte in questa intervista

di pubblicato il nel canale Sistemi
Shuttle
 

Introduzione

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Tra gli appuntamenti più interessanti avuti durante il Computex di Taipei, la scorsa settimana, uno dei più ricchi di spunti di riflessione è stato sicuramente quello con Ken Huang, System Developer Drpt. Vice Presidet di Shuttle e vero e proprio padre dei Mini-PC Barebone.
Ken è, infatti, tra le varie cose uno dei progettisti della famiglia di Mini-PC Shuttle e a lui si devono, come ho approfondito nel corso del nostro meeting, molte delle innovazioni introdotte da Shuttle nei propri modelli. Che Shuttle possa essere considerata la pioniera nel settore dei Mini-PC è scontato: tutti i produttori di schede madri hanno seguito in questi ultimi 2 anni l'evoluzione di Shuttle e deciso di proporre propri modelli di Mini-PC quali alternative ai modelli Shuttle.

E' indubbio che alla base del successo di Shuttle con la famiglia di Mini-PC Barebone vi sia un progetto solido; secondo Kent la ricetta è fatta di continua ricerca verso l'innovazione che faciliti l'utilizzo di questi dispositivi da parte dell'utente, così che un Mini-PC sia sempre meno un'alternativa di ridotte dimensioni e d'inferiore potenza elaborativa a un PC Desktop ma sempre più un prodotto perfettamente comparabile ad un PC desktop, con il plus delle ridotte dimensioni.

L'elemento estetico gioca, nella strategia di Shuttle, una parte fondamentale: è indubbio che il layout degli ultimi prodotti Shuttle sia tale da permetterne l'utilizzo anche in un ambiente domestico quale un soggiorno, e in questo l'idea di Ken è molto chiara: un PC dev'essere sempre e comunque un computer e non un'alternativa a tradizionali dispositivi di elettronica di consumo.

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Un sorridente Ken Huang posa accanto ai propri Mini-PC

Shuttle, detto in altri termini, si pone in completa contrapposizione con approcci scelti da concorrenti, quali MSI con la gamma MegaPC, che premono per integrare nei propri mini barebone anche funzionalità tipiche di dispositivi di elettronica di consumo, quali sintonizzatore TV o la possibilità di operare come player CD anche senza avviare il sistema operativo. Che vi sia una progressiva convergenza tra PC e strumenti di elettronica di consumo tradizionali è ormai un trend scontato, ma secondo Shuttle la direzione da percorrere è quella di Microsoft con il Media Center Concept e non quella di soluzioni più o meno proprietarie.

Durante l'intervista Ken ha inoltre menzionato come sia tutt'altro che semplice, per un produttore di schede madri, produrre soluzioni dalle ridotte dimensioni come quelle richieste per un Mini-PC Barebone. Avvicinare tra di loro i componenti sulla scheda e procedere ad una progressiva miniaturizzazione, infatti, genera non pochi problemi in termini di stabilità operativa e solo accurati design possono portare ad un risultato positivo. Ken ha citato l'implementazione on board di TV out, scheda di rete, connettori SP-DIF e Firewire quali elementi che per prima Shuttle è riuscita ad integrare in schede madri per Mini-PC.

E' indubbio che Shuttle sia estremamente fiduciosa del continuo sviluppo di piattaforme Mini-PC sul mercato, senza preoccupazioni legate ai potenziali concorrenti che in gran numero hanno presentato nuovi prodotti al Computex. Del resto, il produttore taiwanese è reduce da 2 anni di continuo sviluppo di soluzioni Mini-PC ed è stato capace di guadagnare una reputazione sul mercato che difficilmente potrà essere spodestata da altri concorrenti, benché di dimensioni ben superiori.
Personalmente concordo con la visione di Ken: il mercato dei Mini-PC è indubbiamente più interessante per soluzioni che siano dei PC nel senso classico del termine, più che per centri multimediali che vogliano in qualche modo unire PC e apparecchi di elettronica di consumo tradizionale.

 
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