Hard Disk IBM IC35L040AVER07 41 GB
Analisi prestazionale dell'hard disk IBM IC35L040 appartenente alla nuova serie Deskstar 60GXP, dalla capacità di 41GB, dotato di interfaccia EIDE ATA100, velocità di rotazione di 7200 giri al minuto e 2 MB di memoria buffer.
di Alessandro Bordin pubblicato il 09 Maggio 2001 nel canale StorageIBM
Introduzione

La recente tendenza del mercato degli hard disks EIDE vede il delinearsi di due linee di prodotti, destinati a fasce di pubblico differenti. Da una parte stanno facendo la comparsa serie economiche di dischi dalla discreta capienza, pur non essendo evoluti dal punto di vista tecnologico (un esempio su tutti la serie Fireball LCT20 della Maxtor/Quantum, dotata di piatti da 10 GB e rotazione di 4400 giri al minuto, ma dal prezzo estremamente interessante), dall'altra si assiste all'ingresso nel mercato di prodotti estremamente evoluti tecnologicamente, rivolti ad un pubblico più esigente.
Se i primi possono accontentare la maggior parte degli utenti e le grandi catene, visti anche i prezzi decisamente concorrenziali, i secondi si rivolgono a coloro i quali esigono dal proprio sistema prima di tutto alte prestazioni. Ecco quindi che lo standard di questa fascia di mercato sale a 7200 giri al minuto per la velocità di rotazione, 20GB per piatto per quanto riguarda la densità di dati, cache di 2 MB, il tutto rivolto al raggiungimento di valori elevati di transfer rate e velocità di utilizzo in genere. Il disco oggetto della nostra prova è un rappresentante della nuova serie produttiva di IBM denominata Deskstar 60GXP, che sostituirà la pur ottima serie Deskstar 75GXP, quella dei dischi DTLA. Rivolto all'utente esigente in fatto di prestazioni, presenta rispetto alla serie precedente piatti da 20 GB.
Caratteristiche tecniche
Nella seguente tabella sono riportate le principali caratteristiche tecniche dichiarate da IBM relative alle due serie Destar 60GXP e 75GXP, al fine di metterne in rilievo le principali differenze.
DTLA 307030 |
IC35L040 |
|
| capacità (Gb) | 30.7 | 41 |
| data buffer size (Kb) | 2,048 | 2,048 |
| Read average seek time * (msec) | 8.2 | 8.5 |
| Interfaccia | ATA 100 | ATA 100 |
| Velocità di rotazione (giri/min) | 7200 | 7200 |
| Average latency * (msec) | 4.17 | 4.17 |
| Recording density * (Kbpi) | 415 | 449 |
| Track density * (Ktpi) | 28.35 | 34 |
| Areal density * (Gbits/in2) | 11 |
15.3 |
* Un piccolo cenno a proposito di queste caratteristiche:
- Read average seek time: solitamente chiamato tempo di accesso o access time, misurato in millisecondi, indica il tempo necessario alla testina (in fase di lettura) per passare da un settore all'altro (si poterebbero spendere molte parole su questo concetto, poichè questo dato è per definizione un tempo medio su un numero x di letture di dati presi in maniera casuale, di conseguenza non da prendere come oro colato, spesso approssimativo e inferiore a quelli reali).
- Average latency: con questo parametro si
indica, in millisecondi, il tempo che impiega la testina a coprire metà della
circonferenza del disco. Ovviamente, essendo la velocità di rotazione praticamente
costante, a parità di velocità di rotazione corrisponde un uguale valore di average
latency.
- Recording density: con questo parametro, espresso in Kilobits per pollice per traccia, si indica quanti dati è possibile disporre linearmente su una singola traccia. Poiché le tracce si accorciano man mano che ci si avvicina all'interno del disco (immaginiamo i raggi di una ruota, la distanza fra i raggi diminuisce avvicinandosi al mozzo), le case indicano ovviamente quello massimo.
- Track density: questo parametro, espresso
in migliaia di tracce per pollice, indica quante tracce è possibile disporre lungo un
raggio di un pollice. Le tracce sono concentriche, quindi, per maggiore chiarezza,
immaginiamo di contare gli anelli di un tronco tagliato. La "track density" del
tronco indicherebbe, tracciando un raggio, quanti anelli è possibile trovare in un
pollice misurato lungo il raggio.
- Areal density: strettamente collegato ai precedenti (recording e track density), indica, in Gigabits per pollice quadrato, quanti dati è possibile immagazzinare in una prefissata superficie (il pollice quadro). Ovviamente più alti saranno i valori di average density e track density (che forniscono le due dimensioni dell'area), maggiore sarà la possibilità di immagazzinamento dati in unità di riferimento.
Esteriormente l'hard
disk IBM si presenta come le serie precedenti, senza nessun segno distintivo se non le
scritte sull'etichetta. Nella parte posteriore sono presenti due jumpers per la corretta
configurazione di master, slave e cable select. E' inoltre possibile forzare la capacità
del disco fino al massimo di 2 Gb, funzione attivabile per sistemi molto vecchi che
necessitano però di un nuovo hard disk, che potrebbe creare problemi se impostato
diversamente. |
La sostanziale differenza fra le due serie risulta essere l'adozione da parte della linea Deskstar 60GXP di piatti da 20 GB (in vetro, come nella serie GXP75), che permettono di raggiungere valori maggiori di areal density, a tutto vantaggio del transfer rate. Aumentato leggermente il tempo di accesso ai dati, sicuramente dovuto alla maggiore precisione necessaria al posizionamento delle testine.
![]() |
La serie Deskstar 60GXP, presentata ufficialmente in data 14 novembre 2000, è costituita da 5 tagli diversi, come riportato nella seguente tabella:
Modello |
Interfaccia |
Capacità | rpm |
| IC35L060AVER07 | Ultra ATA/100 | 61.49 | 7200 |
| IC35L040AVER07 | Ultra ATA/100 | 41.17 | 7200 |
| IC35L030AVER07* | Ultra ATA/100 | 30.73 | 7200 |
| IC35L020AVER07 | Ultra ATA/100 | 20.57 | 7200 |
| IC35L010AVER07* | Ultra ATA/100 | 10.27 | 7200 |
* Questi modelli, rispettivamente da 30 GB e 10 GB sono
destinati esclusivamente al circuito OEM.







Esteriormente l'hard
disk IBM si presenta come le serie precedenti, senza nessun segno distintivo se non le
scritte sull'etichetta. Nella parte posteriore sono presenti due jumpers per la corretta
configurazione di master, slave e cable select. E' inoltre possibile forzare la capacità
del disco fino al massimo di 2 Gb, funzione attivabile per sistemi molto vecchi che
necessitano però di un nuovo hard disk, che potrebbe creare problemi se impostato
diversamente. 
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