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Old 03-08-2005, 19:36   #1
Grande blu
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I buchi neri della strage di Bologna

Ho pensato bene di aprire un'altro 3D sulla strage di Bologna visto che qualcuno continua a chiederlo, per mantenere l'altro solo commemorativo.

[b]I buchi neri della strage di Bologna[/B

Esattamente due anni or sono, Paolo Bolognesi,
presidente della Associazione tra i
familiari delle vittime della strage di Bologna
del 2 agosto 1980, pronunciò queste
parole: «In una recente intervista televisiva
a proposito di quegli anni il Senatore Francesco
Cossiga ha detto: «Vi sono sempre delle
delle
cose, delle verità, che è meglio che in
certi momenti non si sappiano. (…) Al Senatore
Cossiga rivolgiamo un appello: riveli
finalmente quelle cose e verità di cui finora
non ha voluto parlare». Ora che verità e
cose sono rivelate, Bolognesi risponde:
«Quella di Cossiga è
un’enorme panzana».
Il drastico giudizio
vuol significare semplicemente
questo: la
verità sulla strage è tale
solo se coincide con
la verità di Bolognesi.
Il quale, evidentemente,
ne è il depositario:
sono stati i «fascisti»,
punto e basta. La sinistra
ci ha talmente abituato ai suoi dogmi
sublimati nella pratica della togliattiana
«doppia verità» d’averci fatto il callo. Si dirà
che quello sugli autori della strage di Bologna
è un dogma avvalorato da una sentenza
del Tribunale e dalla condanna di Mambro
e Fioravanti. Giusto. Ma con tutto il rispetto,
non sarebbe certo la prima volta che
la revisione d’un processo si conclude con
altra sentenza e quindi altra verità.
La ricostruzione dei fatti rivelata da Francesco
Cossiga potrà magari essere davvero
una panzana, tuttavia varrebbe la pena sottoporla
a verifica. Ciò che la rende interessante
è il contesto, torbido sì, ma con un
poco di buona volontà non indecifrabile. Un
contesto dove si muovono il compagno Daniele
Epifanio; un camion che trasportava
due missili terra-aria di provenienza mediorientale;
il colonnello Giovannone, l’uomo
che teneva per Aldo Moro i (buoni) rapporti
coi palestinesi; la distruzione, da parte dei
servizi israeliani, dell’aereo Argo 16 in dotazione
al Sid, Servizio informazione della Difesa;
la «fuga agevolata» di cinque terroristi
palestinesi arrestati mentre tentavano
di abbattere con un missile un jumbo israeliano
in partenza da Fiumicino; l’attività e
le dichiarazioni di Carlos, il superterrorista
ricercato dalle polizie di mezzo mondo; un
misterioso bombarolo diciamo così extracomunitario
che quel 2 agosto dell’80 era in
fuga sul treno che poi verrà sventrato dalle
bombe. Tutte cose, e altre ancora coperte
dal segreto di Stato, che inducono a concludere
che sulla strage di Bologna altre possono
essere le verità: o un atto di terrorismo
arabo o l’accidentale deflagrazione di una
o più valigie di esplosivo trasportate da palestinesi
che si muovevano liberamente sentendosi
garantiti dal così detto «accordo Moro
» stipulato tra il braccio armato dell’Olp e
il governo italiano al fine di tenere al riparo
l’Italia dagli atti terroristici. Ma poiché se
emergesse una di queste verità andrebbero
rimosse dalla lapide posta sul muro della
stazione di Bologna le parole «strage fascista
», l’Associazione dei familiari delle vittime
non vuole correr rischi. Per cui niente
revisione, niente processi che non concludano
che son stati loro, i «fascisti». Perché
come ebbe a dire (a urlare) in Parlamento il
Ragazzo rosso, Giancarlo Pajetta: «Fra la
verità e la rivoluzione, scelgo la rivoluzione
». Basta saperlo.

Paolo Granzotto http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=5630

Ultima modifica di Grande blu : 03-08-2005 alle 19:38.
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Old 03-08-2005, 20:29   #2
jumbo81
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vabbeh
a parte il tono necessariamente polemico

cossiga dice che FORSE è stato terrorismo arabo
e prima diceva di sapere la verità

o la sa o non la sa
e se qualcosa vuol dire, dica tutto quello che sa, magari provandolo
non sparando ipotesi a caso

a parte questo credo che difficilmente i familiari delle vittime preferiscano credere a un palla piuttosto che sapere la verità, anche perchè tra loro ci sarà pure qualcuno di destra...o il treno lo prendon solo i comunisti???
__________________
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Old 03-08-2005, 21:08   #3
Grande blu
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Originariamente inviato da jumbo81
vabbeh
a parte il tono necessariamente polemico

cossiga dice che FORSE è stato terrorismo arabo
e prima diceva di sapere la verità

o la sa o non la sa
e se qualcosa vuol dire, dica tutto quello che sa, magari provandolo
non sparando ipotesi a caso

a parte questo credo che difficilmente i familiari delle vittime preferiscano credere a un palla piuttosto che sapere la verità, anche perchè tra loro ci sarà pure qualcuno di destra...o il treno lo prendon solo i comunisti???
Certo che il treno lo prendono anche quelli di destra, e non solo.
Il problema è spiegarlo a qualcuno di sinistra.
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Old 03-08-2005, 21:10   #4
jumbo81
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Originariamente inviato da Grande blu
Certo che il treno lo prendono anche quelli di destra, e non solo.
Il problema è spiegarlo a qualcuno di sinistra.
ok
se uno è di sinistra posso essere d'accordo con te che gli fa più comodo che siano stati i fascisti (ma neanche troppo d'accordo)

ma tra i parenti delle vittime ci sarà anche qualcuno che è di destra o a cui non gliene frega niente della politica, e in questo caso penso voglia sapere la verità e non gliene frega niente di una soluzione di "comodo"
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Old 03-08-2005, 21:16   #5
IpseDixit
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Originariamente inviato da jumbo81
ok
se uno è di sinistra posso essere d'accordo con te che gli fa più comodo che siano stati i fascisti (ma neanche troppo d'accordo)
Non è un opinione, c'è una sentenza definitiva.
IpseDixit è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 03-08-2005, 21:36   #6
-kurgan-
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Originariamente inviato da IpseDixit
Non è un opinione, c'è una sentenza definitiva.
già.
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Old 04-08-2005, 00:07   #7
FabioGreggio
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Originariamente inviato da IpseDixit
Non è un opinione, c'è una sentenza definitiva.
Le sentenze si definiscono definitive quando vi sono persone colpevoli passate in giudicato, prove, testi, testimonianze.
Ricordo le implicazioni su questa strage di Licio Gelli per depistamento e Pazienza per falsa testimonianza.
Riaprire un processo si può. Ma allora perchè non rifare anche Norimberga?
Mi sembra un eccesso di revisionismo in un momento in cui le vittime non sono ancora state riscattate dai pagamenti dei danni promessi dallo stato che si reca ogni anno a piangere e a spergiurare sul palco.
I soldi per finanziare i film della compagna di Urbani, Ida Benedetto ( 8 miliardini fino ad ora) ci sono.
Per i parenti delle vittime no.

Per produrre le fictions su Edda Ciano figlia del Duce si.
Anche per le foibe, per le vittime della giustizia, per i premi Almirante, per i Premi Tremaglia e perfino l'abominevole Masotti, il Santoro fratto 20 di destra.
Per i parenti delle vittime della strage fascista ( provati anche i maneggi tramite Licio Gelli dei servizi segreti) non ci sono.....

Licio Gelli è colui sul quale qualche 3d fa si disquisiva sul fatto che tutto sommato quello che aveva predicato con il progetto P2 non era malaccio.
Vomitevole.
Vomitevoli le ilazioni e il pseudorevisionismo tirato per i capelli.
Vomitevole che i colpevoli siano già in libertà.
Vomitevole tutto quel sangue, quella bolgia di carni irriconoscibili.
Vomitevole una certa Italia che non ha il senso dell'indecenza.
Finiremo per riabilitare anche Girolimoni.

Fabio Greggio

Ultima modifica di FabioGreggio : 04-08-2005 alle 00:12.
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Old 04-08-2005, 00:13   #8
rap
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Spunto interessante
Direi che perlomeno qualcosa in questa direzione si potrebbe tentare.
Certo Cossiga dovrebbe dire tutto, e anche gli altri che sanno.
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Old 04-08-2005, 00:30   #9
FabioGreggio
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Originariamente inviato da Grande blu
Ho pensato bene di aprire un'altro 3D sulla strage di Bologna visto che qualcuno continua a chiederlo, per mantenere l'altro solo commemorativo.

[b]I buchi neri della strage di Bologna[/B

Esattamente due anni or sono, Paolo Bolognesi,
presidente della Associazione tra i
familiari delle vittime della strage di Bologna
del 2 agosto 1980, pronunciò queste
parole: «In una recente intervista televisiva
a proposito di quegli anni il Senatore Francesco
Cossiga ha detto: «Vi sono sempre delle
delle
cose, delle verità, che è meglio che in
certi momenti non si sappiano. (…) Al Senatore
Cossiga rivolgiamo un appello: riveli
finalmente quelle cose e verità di cui finora
non ha voluto parlare». Ora che verità e
cose sono rivelate, Bolognesi risponde:
«Quella di Cossiga è
un’enorme panzana».
Il drastico giudizio
vuol significare semplicemente
questo: la
verità sulla strage è tale
solo se coincide con
la verità di Bolognesi.
Il quale, evidentemente,
ne è il depositario:
sono stati i «fascisti»,
punto e basta. La sinistra
ci ha talmente abituato ai suoi dogmi
sublimati nella pratica della togliattiana
«doppia verità» d’averci fatto il callo. Si dirà
che quello sugli autori della strage di Bologna
è un dogma avvalorato da una sentenza
del Tribunale e dalla condanna di Mambro
e Fioravanti. Giusto. Ma con tutto il rispetto,
non sarebbe certo la prima volta che
la revisione d’un processo si conclude con
altra sentenza e quindi altra verità.
La ricostruzione dei fatti rivelata da Francesco
Cossiga potrà magari essere davvero
una panzana, tuttavia varrebbe la pena sottoporla
a verifica. Ciò che la rende interessante
è il contesto, torbido sì, ma con un
poco di buona volontà non indecifrabile. Un
contesto dove si muovono il compagno Daniele
Epifanio; un camion che trasportava
due missili terra-aria di provenienza mediorientale;
il colonnello Giovannone, l’uomo
che teneva per Aldo Moro i (buoni) rapporti
coi palestinesi; la distruzione, da parte dei
servizi israeliani, dell’aereo Argo 16 in dotazione
al Sid, Servizio informazione della Difesa;
la «fuga agevolata» di cinque terroristi
palestinesi arrestati mentre tentavano
di abbattere con un missile un jumbo israeliano
in partenza da Fiumicino; l’attività e
le dichiarazioni di Carlos, il superterrorista
ricercato dalle polizie di mezzo mondo; un
misterioso bombarolo diciamo così extracomunitario
che quel 2 agosto dell’80 era in
fuga sul treno che poi verrà sventrato dalle
bombe. Tutte cose, e altre ancora coperte
dal segreto di Stato, che inducono a concludere
che sulla strage di Bologna altre possono
essere le verità: o un atto di terrorismo
arabo o l’accidentale deflagrazione di una
o più valigie di esplosivo trasportate da palestinesi
che si muovevano liberamente sentendosi
garantiti dal così detto «accordo Moro
» stipulato tra il braccio armato dell’Olp e
il governo italiano al fine di tenere al riparo
l’Italia dagli atti terroristici. Ma poiché se
emergesse una di queste verità andrebbero
rimosse dalla lapide posta sul muro della
stazione di Bologna le parole «strage fascista
», l’Associazione dei familiari delle vittime
non vuole correr rischi. Per cui niente
revisione, niente processi che non concludano
che son stati loro, i «fascisti». Perché
come ebbe a dire (a urlare) in Parlamento il
Ragazzo rosso, Giancarlo Pajetta: «Fra la
verità e la rivoluzione, scelgo la rivoluzione
». Basta saperlo.

Paolo Granzotto http://www.ilgiornale.it/lp_n.pic1?PAGE=5630

Ricordo a Paolo Granzotto che chiunque abbia prove sostenibili le può portare alla più vicina procura.
Se tali prove sono invece un'accozzaglia di ilazioni cucite insieme e mai provate, c'è la querela, cosa a cui il Giornale è abituato e che paaga ogni anno miliardate di querele: cosa irrilevante tanto paga pantalone.

Il Processo si riapre, per legge, solo alla luce di nuove prove conprovate e non sulle sparate del primo vip che sia laza al mattino sparando cazzate ad intermittenza e spandendo cacca sul ventilatore per intorbidire una situazione di per se già torbida.
Vile fino all'urlo colpevolizzare i parenti delle vitime. Al danno pure la beffa. Ma il Giornale ci ha abituati a questi bassi tentativi revisionisti, sapendo che le calunnie si pagano a suon di miolioni. Ma sapendo che nel baget del quotidiano, da Montanelli in poi, un tot è dedicato alle querele per diffamazione che vengono pagate con obbligo di scuse pubblicate sul giornale.
In quarta pagina in fondo a destra, in un angolo sperduto, come quelle a Di Pietro ( 400 mil) dopo la campagna linciaggio sulla mercedes bianca inventata di sana pianta da Ferrara e a causa della quale ancora oggi il magistrato oggi politico viene sbeffeggiato come "scroccone".
pagata la querela e pubblicate le scuse, ancora oggi incurante di ciò, Ferrara insiste e poi paga.
paga....paga l'altro.

E' un'infamia sciacallare sul dolore delle vittime. Lo è anche pubblicare queste basse ilazioni non supportate da prove.
ma ripeto: chi le ha le porti in Procura.
Sennò la pianti di fare l'untore.

fg
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Old 04-08-2005, 10:26   #10
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Originariamente inviato da FabioGreggio
Le sentenze si definiscono definitive quando vi sono persone colpevoli passate in giudicato, prove, testi, testimonianze.
Manbro e Fioravanti non sono stati condannati con sentenza definitiva ?
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Old 04-08-2005, 10:42   #11
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Originariamente inviato da IpseDixit
Non è un opinione, c'è una sentenza definitiva.
infatti...ma mettiamo pure che i giudici si siano sbagliati e abbiano preso un granchio colossale (ci può anche stare, tutti sbagliamo)

non vedo comunque come sia possibile da parte dei familiari delle vittime un'oscurantismo totale verso qualunque prova, indizio, aiuto che possa portare a far maggior chiarezza sugli eventi di quel giorno

ma tant'è.....

sul fatto che abbiano fischiato tremonti:
penso che la rabbia e il dolore che da 25 anni ancora lacerano queste persone, si trasformi in un senso di disapprovazione verso le istituzioni, tutte!
a maggior ragione se vengono a dire che la verità è un altra, salvo poi non dire questa fantomatica verità
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Old 04-08-2005, 11:39   #12
Grande blu
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Strage di Bologna, le verità di Cossiga

L'ex presidente della Repubblica parla della rete Separat di Carlos

BOLOGNA (21 lug. 2005) - Le carte raccolte dalla commissione Mitrokhin che ipotizzano un ruolo per la rete Separat di Carlos in alcuni attentati in Europa, compresa l'attentato alla stazione di Bologna e la strage del treno di Natale, del 1984, "potrebbero costituire valida base per la revisione del processo che portò alla condanna della Mambro e di Fioravanti, difesi presso di me da esponenti importanti delle Br che teorizzarono il perché i due non potessero essere che innocenti".

E' quanto scrive Francesco Cossiga in una lettera inviata all'onorevole Enzo Fragalà in occasione della presentazione dell'interrogazione riguardante la Strage di Bologna che fa il punto sulle carte raccolte dalla Commissione d'inchiesta, su un lungo dossier pubblicato dal mensile "Area", e su alcuni atti ispettivi del deputato di An, presidente del gruppo in Commissione.

Cossiga porta una testimonianza diretta facendo una premessa: "Non ho mai ritenuto Mambro e Fioravanti responsabili dell'eccidio di Bologna. L'ultima assai debole sentenza di condanna è da ascriversi alle condizioni ambientali politiche ed emotive della città in cui è stata pronunziata, nonché alle teorie allora largamente imperanti nella sinistra e nella collegata 'magistratura militante'".

Cossiga ricorda allora di essere stato all'epoca presidente del Consiglio quando la polizia stradale intercettò un camion con due missili, camion scortato da Daniele Epifano.

"Il Sismi mi passò un'informativa che si affermava originata dalla 'stazione' del servizio a Beirut, alias dal colonnello Giovannone, "l'uomo" di Aldo Moro, secondo la quale una determinata organizzazione della resistenza palestinese, l'Fplp, rivendicava la proprietà dei due missili, non destinati all'Italia".

Vi fu un burrascoso incontro notturno a Palazzo Chigi tra Cossiga e Giovannone, e Fragalà nel corso della conferenza stampa nella quale ha dato lettura della lettera di Cossiga ha detto di aver saputo dall'ex presidente della Repubblica che il capo dei servizi, con le sue reticenze stava in quella notte per giocarsi il posto.

"Alla fine - scrive Cossiga - mi fu detta la verità e mi fu esibito un documento trasmesso dalla nostra 'stazione': un telegramma del capo dell'Fplp a me indirizzato in cui, con il tono di chi si sente offeso per l'atto che ritiene compiuto in violazione di precedenti accordi, mi contestava il sequestro dei due missili e ne richiedeva la restituzione insieme alla liberazione del 'compagno' Epifano".

Cossiga nella lettera parla di un tema più volte affrontato e cioé quello dell'accordo segreto tra Italia ed Olp. "Stipulato sulla parola tra la resistenza e il terrorismo palestinese da una parte e dal governo italiano dall'altro quando era per la prima volta presidente del consiglio dei ministri l'onorevole Aldo Moro al fine di tenere al riparo l'Italia dagli atti terroristici di quelle organizzazioni.

La totale fedeltà e conseguente riservatezza che i collaboratori sia del ministero degli Esteri, sia del Sid, poi Sismi, di Aldo Moro, nutrivano per lui, impedì sempre a me, benché 'autoritariamente curioso', di sapere alcunché di più preciso sia da ministro del'Interno, sia da presidente del consiglio, che da presidente della Repubblica". Un altro degli episodi legati all'accordo è la "distruzione da parte dei servizi segreti israeliani dell'aereo militare Argo 16, in dotazione al Sid, come ritorsione alla 'effiltrazione' di cinque terroristi palestinesi arrestati mentre tentavano di abbattere con missili terra aria un aereo civile israeliano in partenza da Fiumicino".

"'Fuga agevolata' operata da agenti del nostro servizio, naturalmente d'accordo con la magistratura che giustamente talvolta fa eccezioni al principio dell'esercizio dell'azione penale". "Rimane il dubbio grave, e fu la prima ipotesi investigativa presa inizialmente in seria considerazione anche dalla Procura di Bologna, che si sia trattato - scrive ancora Cossiga - o di un atto di terrorismo arabo o della fortuita deflagrazione di una o più valigie di esplosivo trasportati da palestinesi che si credevano garantiti dal cosiddetto 'accordo Moro'.

Questo spiega perché ufficiali del Sismi, ente sempre fedele all'accordo e leale perfino verso la memoria di Aldo Moro, tentarono il depistaggio verso esponenti credo neonazisti del terrorismo tedesco, e per questo furono condannati". E' da notare che anche Carlos in una delle poche interviste concesse dal carcere, del primo marzo 2000 a "Il Messaggero", parlò dell'episodio: "A Bologna un compagno, probabilmente sotto sorveglianza, viaggiava senza bagaglio cercando di fuggire dopo l'identificazione. E' sceso alla stazione mentre il treno era ancora in corsa e si è trovato nel piazzale della stazione poco prima che esplodesse una bomba. Noi ci chiedemmo, in quel momento, se non fosse lui che doveva morire in quell'esplosione".

http://www.emilianet.it/database/emi...9?OpenDocument
Grande blu è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 04-08-2005, 11:45   #13
prio
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Originariamente inviato da Grande blu
Strage di Bologna, le verità di Cossiga

L'ex presidente della Repubblica parla della rete Separat di Carlos

BOLOGNA (21 lug. 2005) - Le carte raccolte dalla commissione Mitrokhin che ipotizzano un ruolo per la rete Separat di Carlos in alcuni attentati in Europa, compresa l'attentato alla stazione di Bologna e la strage del treno di Natale, del 1984, "potrebbero costituire valida base per la revisione del processo che portò alla condanna della Mambro e di Fioravanti, difesi presso di me da esponenti importanti delle Br che teorizzarono il perché i due non potessero essere che innocenti".

E' quanto scrive Francesco Cossiga in una lettera inviata all'onorevole Enzo Fragalà in occasione della presentazione dell'interrogazione riguardante la Strage di Bologna che fa il punto sulle carte raccolte dalla Commissione d'inchiesta, su un lungo dossier pubblicato dal mensile "Area", e su alcuni atti ispettivi del deputato di An, presidente del gruppo in Commissione.

Cossiga porta una testimonianza diretta facendo una premessa: "Non ho mai ritenuto Mambro e Fioravanti responsabili dell'eccidio di Bologna. L'ultima assai debole sentenza di condanna è da ascriversi alle condizioni ambientali politiche ed emotive della città in cui è stata pronunziata, nonché alle teorie allora largamente imperanti nella sinistra e nella collegata 'magistratura militante'".

Cossiga ricorda allora di essere stato all'epoca presidente del Consiglio quando la polizia stradale intercettò un camion con due missili, camion scortato da Daniele Epifano.

"Il Sismi mi passò un'informativa che si affermava originata dalla 'stazione' del servizio a Beirut, alias dal colonnello Giovannone, "l'uomo" di Aldo Moro, secondo la quale una determinata organizzazione della resistenza palestinese, l'Fplp, rivendicava la proprietà dei due missili, non destinati all'Italia".

Vi fu un burrascoso incontro notturno a Palazzo Chigi tra Cossiga e Giovannone, e Fragalà nel corso della conferenza stampa nella quale ha dato lettura della lettera di Cossiga ha detto di aver saputo dall'ex presidente della Repubblica che il capo dei servizi, con le sue reticenze stava in quella notte per giocarsi il posto.

"Alla fine - scrive Cossiga - mi fu detta la verità e mi fu esibito un documento trasmesso dalla nostra 'stazione': un telegramma del capo dell'Fplp a me indirizzato in cui, con il tono di chi si sente offeso per l'atto che ritiene compiuto in violazione di precedenti accordi, mi contestava il sequestro dei due missili e ne richiedeva la restituzione insieme alla liberazione del 'compagno' Epifano".

Cossiga nella lettera parla di un tema più volte affrontato e cioé quello dell'accordo segreto tra Italia ed Olp. "Stipulato sulla parola tra la resistenza e il terrorismo palestinese da una parte e dal governo italiano dall'altro quando era per la prima volta presidente del consiglio dei ministri l'onorevole Aldo Moro al fine di tenere al riparo l'Italia dagli atti terroristici di quelle organizzazioni.

La totale fedeltà e conseguente riservatezza che i collaboratori sia del ministero degli Esteri, sia del Sid, poi Sismi, di Aldo Moro, nutrivano per lui, impedì sempre a me, benché 'autoritariamente curioso', di sapere alcunché di più preciso sia da ministro del'Interno, sia da presidente del consiglio, che da presidente della Repubblica". Un altro degli episodi legati all'accordo è la "distruzione da parte dei servizi segreti israeliani dell'aereo militare Argo 16, in dotazione al Sid, come ritorsione alla 'effiltrazione' di cinque terroristi palestinesi arrestati mentre tentavano di abbattere con missili terra aria un aereo civile israeliano in partenza da Fiumicino".

"'Fuga agevolata' operata da agenti del nostro servizio, naturalmente d'accordo con la magistratura che giustamente talvolta fa eccezioni al principio dell'esercizio dell'azione penale". "Rimane il dubbio grave, e fu la prima ipotesi investigativa presa inizialmente in seria considerazione anche dalla Procura di Bologna, che si sia trattato - scrive ancora Cossiga - o di un atto di terrorismo arabo o della fortuita deflagrazione di una o più valigie di esplosivo trasportati da palestinesi che si credevano garantiti dal cosiddetto 'accordo Moro'.

Questo spiega perché ufficiali del Sismi, ente sempre fedele all'accordo e leale perfino verso la memoria di Aldo Moro, tentarono il depistaggio verso esponenti credo neonazisti del terrorismo tedesco, e per questo furono condannati". E' da notare che anche Carlos in una delle poche interviste concesse dal carcere, del primo marzo 2000 a "Il Messaggero", parlò dell'episodio: "A Bologna un compagno, probabilmente sotto sorveglianza, viaggiava senza bagaglio cercando di fuggire dopo l'identificazione. E' sceso alla stazione mentre il treno era ancora in corsa e si è trovato nel piazzale della stazione poco prima che esplodesse una bomba. Noi ci chiedemmo, in quel momento, se non fosse lui che doveva morire in quell'esplosione".

http://www.emilianet.it/database/emi...9?OpenDocument
Non dice nulla.. dice che rimane il dubbio, ma non spiega perche'.
E l'ultima frase dall'intervista di Carlos non suggerisce proprio Separat c'entri qualcosa.
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Tutto rigorosamente IMHO
Per i messaggi contrassegnati da *: IMHO un par di balle!
Salva un albero, uccidi un castoro.
prio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 04-08-2005, 12:05   #14
FabioGreggio
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Non dice nulla.. dice che rimane il dubbio, ma non spiega perche'.
E l'ultima frase dall'intervista di Carlos non suggerisce proprio Separat c'entri qualcosa.

Infatti.
Quello che pensa Cossiga non corrisponde necessariamente ad una cosa vera se non è supportata da prove. quindi rimane una considerazione.
Considerazione tra l'altro fatta da un tipo che era Presidente della Repubblica e quindi garante della Costituzione e nel pieno di questo esercizio venne definito " picconatore": garantiva le istituzioni e contemporaneamente le demoliva.....mah...
E' colui che era a capo di una organizzazione quasi paramilitare definita Gladio e che collaborava con la CIA per monitorare il pericolo PCI, ma al di fuori delle istituzioni, mentre però era ministro della Repubblica...mah...
E' colui che era Ministro degli interni quando venne ucciso Moro, suo amico personale, ma che stava formando il primo governo con il PCI: lui a capo della Gladio ma ministro dell'Interno, si oppose tenacemente alle trattative con le Brigate Rosse, provocando il ben noto triste epilogo di Moro ( mentre il laico Craxi caldeggiava la trattativa per salvare Moro....)....mah....

Infine è vero che i giudici possono sbagliare. ma oer dirlo, lo ripeto, non basta metetre cacca ul ventilatore, fare ilazioni, porre dubbi.
l'iter giuridico prevede prove, testimonianze, atti.
Di tutto il resto noi possiamo dire di tutto, su tutto, a tutto.
Sempre di frescacce trattasi.
Fino alla produzione di prove concrete.
Fatti, non pugnette.
Se qualcuno può avvalorare le cazzate di Cossiga e di carlos con prove concrete, date, fatti, si rechi alla prima Procura, altrimenti chiunque può dire la prima cazzata che pensa, chessò...che Prodi ha ucciso Che Guevara perchè Gentilini una volta ha visto che.....
siamo seri.
Ma soprattutto consideriamo chi è stato Cossiga ( di cui sopra) figuro simpatico, allegro, ma oscuro, contradditorio e soprattutto democristiano quindi bizzantino, macchiavellico, inconcludente e legggermente falso.

Dispiace cmq il cinismo di chi disquisisce per trovare una possibilità di depistaggio molto colorito di politica incurante del dolore di chi ha avuto figli mogli o genitori squartati dalla bomba su cui Gelli forse potrebbe dire qualcosa in più davvero.
Ma siamo in Italia e i processi si fanno nelle procure e si disfano sui giornali e con leggine in parlamento.
Che skifo.

fg
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Old 04-08-2005, 12:11   #15
Grande blu
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Originariamente inviato da prio
Non dice nulla.. dice che rimane il dubbio, ma non spiega perche'.
E l'ultima frase dall'intervista di Carlos non suggerisce proprio Separat c'entri qualcosa.
Secondo te è niente che dei palestinesi se ne vadano in giro tranquillamente con missili ed esplosivi per le nostre strade?
Quello che emerge da queste dichiarazioni, è che a tutt'oggi su questa strage purtroppo non si abbia la certezza degli esecutori e dei mandanti.
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Old 04-08-2005, 12:17   #16
rap
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Originariamente inviato da Grande blu
Secondo te è niente che dei palestinesi se ne vadano in giro tranquillamente con missili ed esplosivi per le nostre strade?
Quello che emerge da queste dichiarazioni, è che a tutt'oggi su questa strage purtroppo non si abbia la certezza degli esecutori e dei mandanti.
hai ragione, mi pare evidente che ci siano perlomeno delle stranezze inquietanti.
ma per demolire certi teoremi ci vuole bel altro
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Old 04-08-2005, 12:17   #17
Grande blu
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Originariamente inviato da FabioGreggio
Infatti.
Quello che pensa Cossiga non corrisponde necessariamente ad una cosa vera se non è supportata da prove. quindi rimane una considerazione.
Considerazione tra l'altro fatta da un tipo che era Presidente della Repubblica e quindi garante della Costituzione e nel pieno di questo esercizio venne definito " picconatore": garantiva le istituzioni e contemporaneamente le demoliva.....mah...
E' colui che era a capo di una organizzazione quasi paramilitare definita Gladio e che collaborava con la CIA per monitorare il pericolo PCI, ma al di fuori delle istituzioni, mentre però era ministro della Repubblica...mah...
E' colui che era Ministro degli interni quando venne ucciso Moro, suo amico personale, ma che stava formando il primo governo con il PCI: lui a capo della Gladio ma ministro dell'Interno, si oppose tenacemente alle trattative con le Brigate Rosse, provocando il ben noto triste epilogo di Moro ( mentre il laico Craxi caldeggiava la trattativa per salvare Moro....)....mah....

Infine è vero che i giudici possono sbagliare. ma oer dirlo, lo ripeto, non basta metetre cacca ul ventilatore, fare ilazioni, porre dubbi.
l'iter giuridico prevede prove, testimonianze, atti.
Di tutto il resto noi possiamo dire di tutto, su tutto, a tutto.
Sempre di frescacce trattasi.
Fino alla produzione di prove concrete.
Fatti, non pugnette.
Se qualcuno può avvalorare le cazzate di Cossiga e di carlos con prove concrete, date, fatti, si rechi alla prima Procura, altrimenti chiunque può dire la prima cazzata che pensa, chessò...che Prodi ha ucciso Che Guevara perchè Gentilini una volta ha visto che.....
siamo seri.
Ma soprattutto consideriamo chi è stato Cossiga ( di cui sopra) figuro simpatico, allegro, ma oscuro, contradditorio e soprattutto democristiano quindi bizzantino, macchiavellico, inconcludente e legggermente falso.

Dispiace cmq il cinismo di chi disquisisce per trovare una possibilità di depistaggio molto colorito di politica incurante del dolore di chi ha avuto figli mogli o genitori squartati dalla bomba su cui Gelli forse potrebbe dire qualcosa in più davvero.
Ma siamo in Italia e i processi si fanno nelle procure e si disfano sui giornali e con leggine in parlamento.
Che skifo.

fg
già che ci sei perchè non chiedi la pena di morte per Cossiga.
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Old 04-08-2005, 12:27   #18
jumpermax
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Originariamente inviato da Grande blu
Secondo te è niente che dei palestinesi se ne vadano in giro tranquillamente con missili ed esplosivi per le nostre strade?
Quello che emerge da queste dichiarazioni, è che a tutt'oggi su questa strage purtroppo non si abbia la certezza degli esecutori e dei mandanti.
A me quello che mi ha sempre dato da pensare è che la strage è avvenuta meno di 40 giorni dopo Ustica, più che questione palestinese ho sempre pensato a quella libica...
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Old 04-08-2005, 13:08   #19
Topomoto
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Originariamente inviato da FabioGreggio
I soldi per finanziare i film della compagna di Urbani, Ida Benedetto ( 8 miliardini fino ad ora) ci sono.
Per i parenti delle vittime no.

Per produrre le fictions su Edda Ciano figlia del Duce si.
Anche per le foibe, per le vittime della giustizia, per i premi Almirante, per i Premi Tremaglia e perfino l'abominevole Masotti, il Santoro fratto 20 di destra.
Per i parenti delle vittime della strage fascista ( provati anche i maneggi tramite Licio Gelli dei servizi segreti) non ci sono.....
Riesci sempre ad essere imparziale, complimenti. Ha elencato tutti i finanziamenti "alla destra" che hai trovato?
Credo si possa stilare un elenco infinito per finanziamenti dell'altra parte, accuratamente omessi, quindi il vomito e l'indecenza credo siano unilaterali.
Non si è fatto un c@zzo in 25 anni.
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Old 04-08-2005, 13:12   #20
Grande blu
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Iscritto dal: Jun 2005
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Originariamente inviato da jumpermax
A me quello che mi ha sempre dato da pensare è che la strage è avvenuta meno di 40 giorni dopo Ustica, più che questione palestinese ho sempre pensato a quella libica...
Mi ricordo che lo avevi accennato anche in un'altra discussione.
Ma qui pare che ci siano stati rapporti diretti con esponenti del fplp, e che ci fossero degli accordi col governo italiano.
Invece la cosa che sto notando io, è che anche noti esponenti di sinistra cominciano a porsi delle domande.
Sul Manifesto Andrea Colombo rivendica i propri dubbi sull’impianto accusatorio delle sentenze che inchiodarono definitivamente Francesca Mambro e Valerio Fioravanti.
Credo che su un fatto così importante non debba aleggire l'ombra del dubbio.
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