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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Empireo Metallico
Messaggi: 462
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La grande bugia del ritorno al nucleare
Un primo punto è la falsa convinzione sulla parte del nucleare nel mondo dell'energia. Il nucleare ha un ruolo molto inferiore di quanto non dica la pubblicità.
L'energia utilizzata nel pianeta è spesso disegnata sotto forma di torta. Essa presenta tre fette più grandi, petrolio, carbone, gas naturale. Poi vi sono le fette minori: nucleare, idroelettrico, rinnovabili. In termini di energia primaria totale la quota del nucleare è valutata in sede Ocse-Aie nel 6,3% contro il 2,2% dell'idroelettrico. Una classifica che fa testo. Però la produzione globale del nucleare è di 2,768 Twh mentre quella idroelettrica è stata di 2,994 Twh. (2005). Come si spiega che il nucleare pesi in termini di fetta-di-torta tre volte tanto? E che abbia perciò il triplo di importanza nei recenti discorsi dei decisori politici? Il fatto è che mentre la potenza idroelettrica diventa interamente elettricità, quella nucleare lo diventa solo per un terzo, mentre il resto è calore che si disperde quasi per intero, osserva Greenpeace. Non si usa cogenerazione a partire dal nucleare. Punto due. Le risorse di uranio note sono pari a 3,3 milioni di tonnellate, in particolare in Australia e Canada; considerando le risorse stimate si arriva a un ordine di grandezza di 5,5 milioni. Il consumo per i 439 reattori in esercizio nel mondo è di 70 mila tonnellate annue (2008). Ai livelli attuali di consumo, sono coperti 50 o 70 anni, comprendendo i ritrovamenti attesi. Se i reattori raddoppiano, il tempo per l'esaurimento dell'uranio si dimezza. Se triplicano, come suggerisce l'Aie, indicando in 32 centrali da 1.000 Mw ogni anno, il contributo che il nucleare potrebbe fornire alla riduzione globale del 50 per cento dei gas serra, finirebbe ben prima del fatidico 2050. Sarebbe esaurito, per quella data, anche l'uranio proveniente dagli arsenali atomici inutili, di cui oggi si fa largo uso. Quella delle «mille centrali» da costruire è anche l'idea suggerita da Silvio Berlusconi in sede G8, ma non figurò nel comunicato finale, anche per l'opposizione di Angela Merkel. La cancelliera tedesca ha ammesso di essere favorevole all'uso del nucleare, ma di dover sottostare alla volontà della sua coalizione che ha deciso la dismissione del nucleare civile in Germania. Berlusconi si è poi rifatto a Parigi alla conferenza sul Mediterraneo proponendo l'adunata dei consumatori di petrolio per ottenere dai produttori un prezzo più abbordabile, e minacciando l'uso massiccio del nucleare per ridurre l'Opec e gli altri a più miti consigli. Con che risultati, non si sa. Punto tre. La maggior parte degli impianti nucleari sono entrati in produzione elettrica (collegati alla rete) tra 1967 e 2006. C'è una fase di salita che culmina con il 1984 e poi comincia una netta discesa quasi senza ripensamenti. Il declino non è riferibile agli incidenti né di Tree Mile Island (1978) né di Cernobyl (1986), ma allo scarto tra costi e ricavi previsti. Il costo principale è quello della costruzione dell'impianto, dei macchinari, degli schermi protettivi. Per gli impianti nucleari servono aiuti di stato, garanzie sui prezzi, sicurezza di monopolio. Il vero nemico sono le liberalizzazioni. Esse sono in forte contrasto con la produzione elettronucleare che ha invece bisogno del dirigismo che offre risorse ed elimina gli ostacoli, legali e ambientali. Se manca qualcuno degli elementi elencati prima, la scelta nucleare si fa più aleatoria. Chi ama i paradossi può dire che è stata Margaret Thatcher, spalleggiata da Ronald Reagan, a sconfiggere il nucleare. Negli Usa, ripete Greenpeace, è stata la liberalizzazione a bloccare gli investimenti in nuovi impianti nucleari da 30 anni. Punto quattro. In queste condizioni è molto difficile che si lanci un programma nucleare in Italia. Quattrini pubblici non ce ne sono. Se ci fossero, partirebbe subito da Bruxelles una procedura d'infrazione nei confronti del governo italiano. Basta ricordare il caso dell'Alitalia. D'altro canto l'Enel, braccio pubblico del settore elettrico, ha creduto di aggirare difficoltà e controlli investendo nel nucleare in Francia e in altri paesi, come la Slovacchia, nella speranza di ritrovarvi appoggio pubblico, garanzia sui prezzi, monopolio sicuro. Punto cinque. Il costo principale di un chilowatt nucleare è dato dall'impianto che conta per oltre i due terzi. Ma quanto costa una centrale nucleare? Greenpeace risponde che le valutazioni sono molto discordi: per 1.000 Mw si va da 2 miliardi di euro secondo la valutazione dell'Enel ai 3,5 della E.On, sua grande concorrente tedesca, ai 4,6 miliardi indicati da Moody's che ha svolto uno studio in ambiente Usa, ai 5,2 miliardi di un altro conto di origine Usa, effettuato dalla compagnia elettrica Florida L&P. Quattrini che possono essere recuperati solo con lunghe dilazioni e quindi la remunerazione degli azionisti è il punto debole; diverso il caso di garanzie pubbliche, come per l'impianto di Olkiluoto, in Finlandia, per il quale la copertura è data dai francesi e dagli svedesi, gli uni essendo interessati all'impianto e gli altri alla produzione elettrica. L'impianto ha sfondato i tempi di costruzione e i costi sono più che raddoppiati. L'appaltatore Siemens ha incaricato un subappaltatore polacco, risultato inadatto. Conseguenza: ritardi ed extracosti. Punto sei. Avrebbe un senso ambientale l'introduzione di un massiccio numero di centrali? Raddoppiando i reattori entro il 2030 e attivando 500.000 Mw nuovi, i costi d'installazione ammonterebbero a 2.000 miliardi di euro. Si dovrebbe allacciare in rete un nuovo reattore ogni 2 settimane. E le emissioni di Co2 si ridurrebbero solo del 3%: risultati raggiungibili altrimenti, con minor spesa e più libertà. Fonte: www.ilmanifesto.it |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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chi ah investito nel know how delle centrali si aspetta ora un ritorno economico, AKA di riuscire a far costruire a stati-babbeo governati da amici lobbisti degli impianti solo per farsi pagare progetti e costruzione,
che poi detti impinati saranno delle cattedrali nel deserto frega poco, l'importante è avere l'appalto... vedi impregilo, vedi alta velocità, vedi ponte sullo stretto ... l'importante è l'appalto all'amico lobbista a spese do pantalone. poi, fra 15 anni ci venderanno il nuovo eolico, il nuovo foltovoltaico di 25° generazione che tengono chiusi nel cassetto da almeno 10 anni. del resto lo fanno per i motori a scoppio... se nelle auto avessero investitto metà di quello ceh hanno investito in 50 anni sull'elettronica, avreemmo auto che vanno consumando acqua o poco più... e intanto paga. se poi il tumore aumentta, meglio... c'è sempre l'amico lobbista farmaceutico da far ingrassare.
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2007
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2005
Città: Trentino
Messaggi: 1084
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Ma su, non preoccupiamoci nemmeno del ritorno del nucleare. Non ce la faranno mai in 5 anni, neanche a cominciare.
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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si, ma a firmare un contrattino capestro con la impregilo di turno stile quello del ponte sullo stretto ci mettono un mese...
poi si faccia o meno l'0pera noi paghiamo comunque, anzi per loro è meglio se non si fa, han preso 50% dei soldi tramite la penale facendo ZERO di lavoro, chiamali scemi.
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#6 | |
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#7 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Nessuno ha un fotovoltaico veramente competitivo nel cassetto.
La tesi sarebbe che sono persone avide di denaro. Se ci fosse un buon fotovoltaico e se fosse veramente competitivo, poiche' si tratterebbe di persone avide di denaro, sarebbero i primi a metterlo sul mercato "per primi", in modo da guadagnarci piu' possibile. Se non lo fanno e' perche' non conviene. E infatti non conviene ancora, rispetto al petrolio, ai prezzi che il petrolio ha oggi, nonostante possano sembrare alti. Fra 50 anni magari ci muoveremo tutti con energia pulita, ma a prezzi molto maggiori di quanto costi oggi muoverci con il petrolio, sempre se non trovano veramente l'idea che oggi nel cassetto non c'e'.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#8 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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#9 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Peccato che aziente private che stanno investendo sul fotovoltaico ce ne sono una miriade in tutto il moldo, mentre del nucleare se ne occupano solo gli stati centrali. Chissà come mai. |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Ho solo detto che oggi nel cassetto, relativamente ad un fotovoltaico "di 25a generazione" non c'e' nulla. Tanto meno nei cassetti delle aziende private, per le quali, avendoci eventualmente investito, sarebbe nel loro interesse guadagnarci e ritornare degli investimenti in quella direzione.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. Ultima modifica di gugoXX : 21-07-2008 alle 23:02. |
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#11 | |
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Iscritto dal: Mar 2003
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#12 |
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Iscritto dal: Jan 2006
Città: Vergate Sul Membro (MI)
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tra 50 anni sarà l'apoteosi dell'ambientalismo...
energia pulita! dieta equilibrata e tanto moto...
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
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Produrre = (Concimare, Piantare, arare, diserbare, tagliare, distillare, distribuire)
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Bisognerebbe un pò informarsi prima... no? |
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
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E' stato detto che ci sono aziende che hanno brevetti nel cassetto e non li tirerebbero fuori per chissa' quale teoria da Complotto Mondiale. Non ho detto che non ci sono aziende che non stiano investendo. Ho detto che nessuna di queste sta tenendo segreto alcunche' di rivoluzionario. E se qualcuna stesse studiando qualcosa di rivoluzionario non vedo alcun interesse a tenerlo segreto e inutilizzato. Sbaglio?
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#16 | |
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Iscritto dal: Jan 2004
Città: Firenze-Parigi
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Ultima modifica di John Cage : 21-07-2008 alle 23:53. |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Ad oggi resta ancora non concorrenziale confrontanto con le risorse classiche, ma speriamo in un buono sviluppo. Realtivamente pero' al confronto di investimenti privati tra nucleare e fotovoltaico non sarei cosi' talebano. Potrebbe essere (quasi sicuro) che un investimento sul nucleare costi davvero troppo prima di avere un ritorno, o addirittura che non sia possibile svilupparlo su una scala sufficientemente piccola da essere appetibile per un'azienda. D'altronde gia' oggi e' possibile avere un fotovoltaico in miniatura in casa, mentre un nucleare e' da escludersi.
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 4431
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Boscoreale (NA)
Messaggi: 421
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dubito che vedremo posare la prima pietra per la centrale nucleare entro 5 anni in italia....
Ma tanto fra un pò avremo centrali a fusione.. |
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#20 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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non sono tanto certo come te che il bilancio economico sia negativo sfruttando qualche coltivatore che fa la fame nel terzo mondo, i costi si possono abbassare notevolmente con lo schiavismo, si vede in tanti settori pure oggi (es. l'estrazione dei diamanti in costa d'avorio). |
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