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Espulsi 58 immigrati africani in Senegal
CAPO VERDE 23/5/2006 11.21
IMMIGRAZIONE: ESPULSI IN SENEGAL 58 AFRICANI [PIME] Cinquantotto migranti africani, bloccati da oltre due settimane nel porto di Praia dopo un guasto al motore della loro imbarcazione, la ‘Awaid 2’, sono stati espulsi verso il Senegal: lo ha detto il ministro capoverdiano dell’Interno, Julio Correa, assicurando che le autorità di Dakar avrebbero accettato di prendere in consegna i clandestini di origine senegalese, rimpatriando nei rispettivi paesi quelli di altre nazionalità, prevalentemente guineani, mauritani e maliani. Nel viaggio di ritorno, a bordo di una nave della Marina capoverdiana, gli africani sono scortati da una trentina di poliziotti per evitare qualsiasi tentativo di fuga, almeno fino a Dakar dove l’imbarcazione dovrebbe arrivare tra oggi e domani. Le autorità di Praia, che avevano intavolato un negoziato con la Mauritania per decidere la sorte dei migranti, non hanno spiegato perché questi siano infine stati inviati in Senegal. Il 6 maggio scorso, la marina capoverdiana aveva impedito alla barca dei clandestini di attraccare nell’isola di Brava, sudovest dell’arcipelago, nonostante fosse in ‘panne’: il battello era stato rimorchiato al largo di Praia per le riparazioni con i passeggeri costretti a restare a bordo; l’opposizione capoverdiana aveva protestato definendo “inaccettabili” le misure prese nei loro confronti. Destinazione finale dell’ennesimo ‘viaggio della speranza’ erano le isole Canarie, in territorio spagnolo, che solo negli ultimi quattro giorni hanno registrato lo sbarco di quasi 700 africani. Le Canarie sono uno degli approdi più usati soprattutto per i migranti provenienti dalla Mauritania; il percorso alternativo passa per il deserto fino alle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, in territorio marocchino, dove spesso le forze dell’ordine locali sono state accusate di violazioni nei confronti dei clandestini.
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SENEGAL 27/5/2006 0.43
IN CORSO GRANDE OPERAZIONE CONTRO CLANDESTINI Le autorità senegalesi hanno dato il via negli ultimi tre giorni a operazioni combinate tra l’esercito, la polizia e la marina per scoprire i luoghi d’imbarco dei migranti clandestini che si dirigono verso le Canarie spagnole e arrestare i trafficanti di esseri umani. Aerei, elicotteri e navi stanno pattugliando i circa 700 chilometri di costa senegalese, compiendo al contempo un’opera di informazione lungo le principali spiagge per mettere al corrente chi volesse partire illegalmente dei rischi cui va incontro. Già circa 1.500 migranti irregolari e una sessantina di trafficanti di persone sarebbero stati fermati nelle ultime 72 ore dalle forze dell’ordine di Dakar, con soddisfazione del governo spagnolo. La conclusione di importanti accordi in materia di migrazione clandestina tra la Spagna, la Mauritania e il Marocco ha reso il Senegal il principale Paese di partenza dei disperati verso l’arcipelago delle Canarie, il punto d’approdo più vicino all’Europa. Almeno 7.500 migranti clandestini sono già stati fermati dalla polizia spagnola al largo delle Canarie dall’inizio dell’anno, mentre Madrid sta tentando di espandere la sua rete preventiva anche ad altri Paesi dell’Africa occidentale.[
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SENEGAL 1/6/2006 6.47
MIGRANTI IRREGOLARI, ANNUNCIATO PIANO AGRICOLO PER CREARE LAVORO “In un prossimo futuro a nessuno servirà più emigrare, dato che in Senegal potrà trovare quello che ora va a cercare fuori dal suo Paese”: lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura senegalese, Farba Senghor, assicurando la “creazione di posti di lavoro che garantiranno introiti decenti” ai cittadini ora motivati all’emigrazione all’estero, anche clandestinamente. Per raggiungere quest’ambizioso obiettivo, ha spiegato Senghor, l’esecutivo di Dakar sta lavorando a un progetto denominato “Ritorno dei migranti verso l’agricoltura” o “Reva”, che consiste nella destinazione di circa 100.000 ettari di terreni a favore degli aspiranti migranti per rendere possibile lo sviluppo di coltivazioni di ortaggi e altri prodotti agricoli destinati all’esportazione, soprattutto verso il mercato europeo. Parlando alla televisione, Sebghor ha invitato i giovani ad avere fiducia nel futuro del Senegal e dell’Africa e soprattutto ad avere un po’ di pazienza per consentire al governo di creare alternative valide per restare a vivere e lavorare in patria. In attesa della realizzazione del “Reva”, il governo sta intensificando, d’accordo con la Spagna, il pattugliamento navale ed aereo delle coste per ridurre il più possibile il numero di viaggi della disperazione.
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SENEGAL 1/6/2006 15.21
MIGRANTI IRREGOLARI, SOSPESI RIMPATRI DA SPAGNA PER PRESUNTI MALTRATTAMENTI “Il Senegal sospende la sua cooperazione con la Spagna nelle operazioni di rimpatrio dei suoi cittadini dalle Isole Canarie”: con queste parole il governo di Dakar ha annunciato il suo rifiuto di riaprire le porte ai suoi connazionali a causa di presunti maltrattamenti loro imposti dalle autorità di Madrid. La crisi tra Spagna e Senegal giunge all’inizio della seconda giornata di rimpatri di quasi 700 migranti clandestini, 100 dei quali sono già tornati ieri in aereo a Dakar. Proprio dalle testimonianze di costoro nasce la polemica tra i due governi. Secondo l’esecutivo senegalese, i migranti tornati a casa ieri sarebbero stati ammanettati e sarebbe stato loro mentito, poiché le autorità di Madrid avrebbero promesso di trasportarli in aereo dalle Canarie in Spagna, mentre invece venivano deportati verso il Paese di provenienza. “Se avessero detto a quella gente che veniva rimandata a casa, si sarebbe rifiutata di salire sull’aereo” ha commentato un diplomatico senegalese a Madrid, rimasto anonimo. Il governo spagnolo per ora ha deciso di non commentare il fatto, mentre quello senegalese ha fatto sapere di sperare che “il rimpatrio possa procedere in modo degno”. Da alcune settimane, su pressione spagnola, si stanno intensificando le relazioni tra i due Paesi sia per il rimpatrio delle migliaia di migranti clandestini sbarcati alle Canarie sia per l’adozione di misure preventive che impediscano agli emigranti di lasciare il Senegal.
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SENEGAL 21/6/2006 6.33
UN UFFICIO NAZIONALE PER GESTIRE LE MIGRAZIONI Si chiamerà Direzione nazionale per l’emigrazione (Onem) l’ufficio che dovrà occuparsi della gestione degli spostamenti dei migranti senegalesi: lo ha annunciato con una nota firmata di suo pugno il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, spiegando che uno degli obiettivi principali dell’Onem sarà entrare in contatto con paesi disposti ad accogliere migranti senegalesi per garantire loro “un’accoglienza e una permanenza in condizioni normali”. L’organo, la cui creazione è stata decisa per decreto presidenziale, lavorerà sotto il controllo del ministero degli Esteri. Il Senegal è uno dei paesi maggiormente coinvolti nei fenomeni di migrazione clandestina, sia a causa della forte emigrazione interna sia perché recentemente è divenuto una delle principali basi di partenza dei cittadini di altri paesi dell’Africa subsahariana diretti in Europa e in particolare in Spagna. A proposito della misure in campo migratorio adottate da Madrid, in un’intervista rilasciata al quotidiano francese ‘Le Monde’ il presidente Wade ha espresso apprezzamento per la politica spagnola di cooperazione e di concertazione, che ha confrontato con quella della Francia, definita “più propensa alle soluzioni unilaterali”. Dallo scorso maggio la Spagna sta lavorando con molti governi dell’Africa occidentale per gestire l’ondata migratoria, favorire il rimpatrio degli espulsi e convincere i migranti a restare a casa con l’adozione di progetti di cooperazione volti a creare lavoro nel continente africano. All’inizio di giugno il governo senegalese ha annunciato la prossima creazione di un piano agricolo per la destinazione di circa 100.000 ettari di terreni a favore di potenziali migranti per rendere possibile lo sviluppo di coltivazioni di ortaggi e altri prodotti agricoli destinati all’esportazione, soprattutto verso il mercato europeo.
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SENEGAL 28/6/2006 3.39
MIGRANTI IRREGOLARI, RIMPATRI SEGRETI DALLA SPAGNA La settimana scorsa il governo spagnolo ha rimpatriato segretamente in Senegal 189 immigrati illegali di cittadinanza senegalese giunti in precedenza alle Canarie a bordo dei barconi della disperazione; i trasferimenti sarebbero stati effettuati con sette voli notturni, atterrati all’aeroporto di Dakar tra lunedì 19 e sabato 24 giugno. Lo hanno confermato fonti del ministero dell’Interno spagnolo al quotidiano ‘El País’, precisando che i voli sono avvenuti d’accordo con il governo senegalese e che i poliziotti di scorta sugli aerei hanno consegnato a ciascuno dei migranti rimpatriati una busta con 300 euro, “per cominciare a rifarsi una vita”. I rimpatri collettivi sarebbero avvenuti tre giorni dopo l’approvazione da parte del consiglio dei ministri spagnolo di un credito di 20 milioni di euro a favore di Dakar ma, soprattutto, dopo un lungo lavoro diplomatico per ‘ricucire’ i rapporti tra i due governi. Lo scorso 1° giugno infatti il Senegal aveva interrotto i rimpatri di migranti irregolari accusando la Spagna di avere costretto con l’inganno i cittadini senegalesi a rientrare in patria. La chiusura dell’aeroporto di Dakar ai voli spagnoli aveva creato imbarazzo nel governo spagnolo, che appena il giorno prima si era impegnato formalmente davanti al Parlamento ad avviare i rimpatri. Solo una serie d’incontri diplomatici, culminati in una visita privata del ministro dell’Interno del Senegal, Ousmane Ngom, insieme alla promessa di creare un fondo ad hoc di 20 milioni di euro, hanno sbloccato la situazione.
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SENEGAL 19/7/2006 7.43
MIGRANTI, PROGETTO AGRICOLO DEL GOVERNO PER FRENARE “FUGA” VERSO EUROPA Un piano pluriennale del valore di 45 milioni di euro potrebbe non solo offrire opportunità di lavoro fino a 300.000 senegalesi nei prossimi anni ma anche garantire una valida alternativa all’emigrazione verso l’Europa: lo ha detto il ministro dell’agricoltura e della sicurezza alimentare Farba Senghor, presentando il progetto ‘Ritorno all’agricoltura’. L’intervento, ha spiegato, “mira non soltanto al raggiungimento degli obiettivi per la riduzione della povertà, ma può combattere l’emigrazione illegale e l’esodo dalle campagne creando le condizioni per il ritorno volontario alla coltivazione”. Il piano di azione, che dovrebbe coprire l’intero paese, prevede nella sua fase-pilota la creazione di 550 centri integrati per l’agricoltura, il mercato floro-vivaicolo e la promozione di aziende agricole nei villaggi. I beneficiari del progetto verranno selezionati da apposite commissioni locali create nelle comunità rurali, convalidate poi a livello regionale e nazionale. Al termine della stagione dei raccolti, i contadini dovranno versare un contributo per ripagare i servizi ottenuti dai ‘centri integrati’ o per gli eventuali prestiti ottenuti. Secondo il ministro, l’India avrebbe già avanzato la propria disponibilità a sostenere il progetto, per il quale il Senegal cercherà ora altri finanziatori. Da tempo, la ‘fuga’ di migliaia di cittadini dell’Africa sub-sahariana in cerca di condizioni di vita più dignitose in Europa coinvolge anche il Senegal – oltre ad altri paesi della regione più poveri, come Niger, Mali e Guinea – da dove partono le ‘carrette del mare’ con i loro carichi di migranti diretti verso l’arcipelago spagnolo delle Canarie.
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