Blue Origin sta costruendo diversi lander lunari Blue Moon per Artemis, proseguono le riparazioni del pad LC-36A
Negli scorsi giorni Blue Origin ha annunciato alcune novità relative alla ricostruzione del pad LC-36A danneggiato dall'esplosione di New Glenn mentre sono in fase di costruzione diversi lander lunari Blue Moon per Artemis.
di Mattia Speroni pubblicata il 07 Luglio 2026, alle 15:08 nel canale Scienza e tecnologiaBlue OriginNASAArtemis
Alla fine di maggio un'enorme esplosione ha coinvolto il sito di lancio LC-36A dove opera Blue Origin. La causa precisa non è ancora stata resa nota ma l'evento catastrofico è avvenuto durante lo static fire del grande razzo spaziale New Glenn che avrebbe dovuto lanciare la missione NG-4 (la prima per Amazon Leo). L'onda d'urto ha danneggiato seriamente moltissime strutture limitrofe bloccando i lanci della società di Jeff Bezos per mesi.

Secondo quanto riportato da Dave Limp (CEO di Blue Origin), la società statunitense intende tornare a lanciare New Glenn entro la fine dell'anno. Una sfida molto complessa e una vera "corsa contro il tempo". Blue Origin intende apportare alcune modifiche ai sistemi di terra per consentire, in futuro, di aumentare la cadenza di lancio. Le operazioni di ripristino sembrano svolgersi molto rapidamente e gli ultimi aggiornamenti sono incoraggianti.
Blue Origin, le novità per New Glenn e Blue Moon
Sempre stando alle informazioni disponibili, le fasi iniziali di ripristino del pad LC-36A (come la messa in sicurezza del sito e la pulizia dai detriti) sono state completate anche in anticipo rispetto a quanto preventivato. Blue Origin aveva stimato di impiegarci 29 giorni, mentre ce ne sono voluti solo 21 giorni, permettendo così di passare alla fase successiva.

Stando a quanto riportato da Space News, la società ha recuperato componenti da tutti e 7 i motori BE-4 del primo stadio e parti anche dei 2 motori BE-3U del secondo stadio. Questo consentirà di chiarire cosa sia accaduto durante il test. Come annunciato da Limp, la società sta smontando la torre di supporto laterale così da ripararla e apportare le modifiche previste (come l'integrazione con il sistema di trasporto dei propellenti, che prima era sul trasportatore-erettore).
La NASA sta aiutando Blue Origin grazie all'esperienza accumulata con il pad LC-39B (da dove viene lanciato lo Space Launch System, danneggiato durante il primo lancio di SLS). Questo supporto servirà sia per LC-36A che per la costruzione delle nuove strutture nel secondo pad di lancio, LC-36B, dedicato sia a New Glenn 7x2 che alla versione più potente, New Glenn 9x4. Il secondo pad di lancio dovrebbe essere pronto entro la fine del 2027 mentre sarebbe previsto un terzo pad in California, nella Vandenberg Space Force Base (Space Launch Complex 14).
Blue Origin è anche impegnata nello sviluppo dei lander lunari Blue Moon per le missioni del programma Artemis. Secondo quanto riportato da John Couluris (SVP per le operazioni lunari di Blue Origin), ci sono quattro lander lunari Blue Moon MK1 in diverse fasi di produzione. Il primo, chiamato Endurance, avrebbe dovuto essere lanciato per la fine del 2026, ma l'esplosione di New Glenn ha fatto posticipare il lancio nel Q1 2027. Attualmente i test sono nella fase conclusiva, dopodiché verrà messo in standby fino alla prima possibilità di lancio.

Un'immagine di Blue Moon MK2 Alpha (fonte Space News)
Il secondo Blue Moon MK1, che trasporterà sulla luna il rover NASA VIPER, è in fase di costruzione avanzata e sarà lanciato più avanti nel 2027. Ci sono poi due lander MK1 che sono nelle fasi iniziali di assemblaggio e che porteranno sulla Luna i Lunar Terrain Vehicle costruiti da Astrolab e Lunar Outpost, il lancio è previsto non prima del 2028.
Ovviamente non si possono tralasciare i lander lunari Blue Moon MK2, destinati a ospitare gli equipaggi di Artemis. Il primo sarà un prototipo che verrà impiegato durante Artemis III, con lancio previsto nella seconda metà del 2027. Gli astronauti potranno entrare nella sezione destinata all'equipaggio ma non ci sarà un sistema di propulsione completo.

Come veniva mostrato Blue Moon MK2 in precedenza
Sono poi in fase di assemblaggio altri due lander lunari Blue Moon MK2, soprannominati Alpha. Uno sarà impiegato per una missione dimostrativa sulla Luna, senza equipaggio, nel 2028. Un requisito che la NASA ha richiesto a entrambi i partner per dimostrare l'affidabilità dell'architettura. A causa della dismissione di Lunar Gateway, l'agenzia spaziale e Blue Origin, stanno lavorando per ottimizzare la sua struttura per le nuove traiettorie orbitali, considerato che non sarà più richiesta di raggiungere la Near-Rectilinear Halo Orbit (NRHO).










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