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Old 08-02-2006, 21:47   #1
Amilcare Barnabeo Salami
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Sostanze organiche in un meteorite, forse è la prova della vita su Marte

Un gruppo di ricercatori ha potuto esaminare una pietra marziana
caduta in Egitto nel 1911 e, al suo interno, ha trovato tracce di carbonio
Sostanze organiche in un meteorite
Forse è la prova della vita su Marte
Dai primi esami l'elemento non sarebbe di origine terrestre
e, quindi, si sarebbe formato sul Pianeta. Si riapre un antico dibattito
di LUIGI BIGNAMI

Il meteorite "Nakhla"

UNA sottilissima pellicola ricca di sostanze organiche scoperta all'interno di alcune fratture di un meteorite marziano, rilancia l'idea che sul Pianeta rosso un tempo vi sia stata la vita. Il materiale assomiglia enormemente a quello che si trova nelle fratture di rocce vulcaniche che si formano sui fondali marini terrestri e che probabilmente vengono aperte dall'attività di particolari microbi.

Il meteorite oggetto della scoperta che potrebbe rivelarsi straordinaria, stava alloggiato da tempo nel Museo di Storia Naturale di Londra.

Tutti i processi che coinvolgono la vita sono basati sull'elemento carbonio. Riuscire a dimostrare che il carbonio presente nel meteorite marziano si è originato sul Pianeta rosso e non è un prodotto di contaminazione terrestre, sarebbe una scoperta fondamentale per dimostrare che anche su Marte vi fu vita. Secondo i ricercatori che hanno analizzato il meteorite il materiale carbonaceo trovato all'interno della roccia marizana non è di derivazione terrestre.

Le meteoriti marziane sono rocce estremamente rare. Si pensa che abbiano lasciato Marte in seguito all'impatto con un gigantesco asteroide in grado di sollevare rocce oltre l'atmosfera del Pianeta rosso. Poi, dopo un lungo viaggio interplanetario sono cadute sulla Terra. Le rocce possono essere rimaste nello spazio per milioni di anni prima di giungere sul nostro pianeta. Il meteorite, all'interno del quale sembrerebbero esserci testimonianze di una vita che fu, è piuttosto famoso. Si chiama "meteorite Nakhla".

Era il 28 giugno 1911, quando alle 10:00 più di quaranta pietre caddero a terra ad Abu Hommos, presso Alessandria d'Egitto: la caduta era stata preceduta dall'apparizione di una nube e da parecchie detonazioni. Vennero avanzate tante ipotesi, poi si scoprì che il fenomeno era legato all'arrivo sulla Terra di un meteorite. Furono raccolti numerosi frammenti per un totale di circa 40 chilogrammi. Si disse che il meteorite colpì un cane e lo uccise, tuttavia nessuno è riuscito a dimostrare la notizia.

Si ritiene che sia di origine marziana perché la composizione dei gas presenti nei minerali è simile a quella dell'atmosfera marziana studiata dalle sonde che sono atterrate sul Marte. La maggior parte dei frammenti del meteorite è conservata presso il Museo del Cairo. Una parte minore è giunta al museo londinese. Recentemente i responsabili inglesi hanno permesso ad un gruppo di ricercatori di tagliarne un pezzetto per eseguire accurate indagini.

Spiega Colin Pillinger, della Open University che ha partecipato alle ricerche: "Abbiamo voluto prendere un pezzetto di roccia del tutto nuovo su cui concentrare le ricerche per essere certi di eseguirle su una parte incontaminata del materiale e non inquinata da elementi terrestri".

Al momento i ricercatori dicono di essere certissimi che il carbonio non è penetrato tra le fratture qui sulla Terra, ma su Marte. Vari elementi sostengono tale ipotesi. Il rapporto carbonio-azoto presente nel campione di roccia e la percentuale di "carbonio-14" rispetto alle altre molecole di carbonio è molto diversa rispetto a quella delle sostanze organiche terrestri.

Le analisi al microscopio mostrano canali e pori riempiti con diverse molecole che sembrano proprio di tipo organico. "E materiale estremamente interessante anche se non sappiamo esattamente come si sia formato", ha detto Kathie Thomas Keptra, della Lockheed Martin Corporation di Houston (Usa), che ha partecipato alle ricerche.

Il fatto, tuttavia, che il materiale assomigli molto a quello che si trova nelle rocce vulcaniche dei fondali oceanici terrestri supporta fortemente l'idea che esso possa essere di origine biologica, sostengono i ricercatori. In tal caso ciò che si può osservare nelle vene del meteorite è ciò che rimane dell'attività di possibili microrganismi.

I dettagli verranno presentati al Lunar and Planetary Science Conference di Houston (Usa) che si terrà il prossimo mese di marzo. Nel team di ricercatori fanno parte anche coloro che alla fine degli anni Novanta dimostrarono evidenze di formi microbiche all'interno di un altro meteorite marziano, l'ALH84001 che venne scoperto in Antartide.

(8 febbraio 2006)
http://www.repubblica.it/2005/b/sezi...eoritmars.html


Il solito scoop fasullo per ottenere finanziamenti?
Amilcare Barnabeo Salami è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 08-02-2006, 22:57   #2
Python
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mi sa tanto di "la verità del ghiaccio" di dan brown....
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Ho concluso recentemente con: aleph0 - ayyyoooo
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Old 08-02-2006, 23:03   #3
jumpermax
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però statisticamente parlando... i due robot su marte stanno trapanando rocce da un anno e non hanno trovato niente di eclatante, e si trovano tracce organiche su un meteorite da Marte, che magari è stato nello spazio per milioni di anni, e si è schiantato al suolo a 20'000 km orari.... boh!
jumpermax è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 09-02-2006, 12:44   #4
duchetto
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Originariamente inviato da jumpermax
però statisticamente parlando... i due robot su marte stanno trapanando rocce da un anno e non hanno trovato niente di eclatante, e si trovano tracce organiche su un meteorite da Marte, che magari è stato nello spazio per milioni di anni, e si è schiantato al suolo a 20'000 km orari.... boh!

il fatto è che i robottini di marte sono più geologi che biologi
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Old 09-02-2006, 13:06   #5
gpc
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Non è che sia impossibile, eh... C'era giusto un articolo su Le Scienze di gennaio che spiegava come fosse possibile il viaggio di sostanze organiche da un pianeta all'altro attraverso i meteoriti, evitando la distruzione a causa del calore dell'origine, delle radiazioni del viaggio e dell'impatto... Tuttavia è estremamente improbabile che ciò che è stato trovato -sempre che sia stato effettivamente trovato- non sia riconducibile ad un "inquinamento" della pietra durante la sua permanenza sulla terra. Per altro, proprio la scoperta citata dei resti fossili in un altro meteorite si è poi rivelata un nulla di concreto.
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Old 09-02-2006, 23:30   #6
razziadacqua
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Città: Pesaro - Distretto dei Colli e dei Castelli
Messaggi: 301
....precipitate a minimo 25Km/s...
...mln e mln di anni sulla terra,sotto agenti atmosferici,astronomici,tettonici...
...sicuramente entrate a conttato più volte con forme biologiche od organiche...
...senza contare tutto il viaggio che si è fatto

fà un pò rida :/

Eh cmq il trovare molecole organiche non deve far subito gridare alla VITA!...l esperimento di miller dimostra bene che tempo,energia,radiazioni e sostanze inorganiche...fanno miracoli amminici

Io continuo ad aspettare la sonda su Io

AH!i Robottini geologi cmq hanno fatto un lavoro coi coglioni,ormai è evidente la passata presenza di LIQUIDI su marte e vista la presenza di ghiaccio secco e brina si pensa fosse acqua....
__________________
razziadacqua è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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