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Old 31-08-2005, 17:32   #1
Adric
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Bangladesh e bombe: governo in difficoltà

Le difficoltà del Governo di Dacca

Inviato da Paolo Tosatti
mercoledì, 31 agosto 2005 13:21

Il recente attacco terroristico che ha colpito il Bangladesh ha messo in guardia il Governo di Dacca, che tenta ora di fornire una risposta concreta e coordinata al problema del terrorismo. Trecentocinquanta piccole bombe sono esplose lo scorso 17 agosto in 58 dei 64 distretti del Paese, causando due morti e circa 140 feriti.

L’attacco non era stato formalmente rivendicato, ma nei luoghi delle esplosioni erano stati rinvenuti numerosi volantini firmati dal gruppo islamico integralista conosciuto come Jamatul Mujahedin, il cui obiettivo dichiarato sarebbe quello di trasformare la Repubblica del Bangladesh in uno Stato islamico disciplinato dalla legge coranica.

Adesso il Governo è confuso riguardo alla posizione da assumere: per anni infatti, nonostante una serie di attacchi, di morti e di esplosioni, le autorità e le istituzioni hanno sempre negato la presenza di gruppi militanti di opposizione nel Paese. Lo scorso febbraio il Governo ha però mutato la propria posizione, mettendo al bando due organizzazione integraliste islamiche: il Jamatul Mujahedin e il Jagrata Muslim Janata. Dopo una serie di arresti, perquisizioni e caccia all’uomo in tutto il Paese, il Governo era arrivato a dichiarare che la situazione era sotto controllo. Fino all’attacco di due settimane fa.

Mohammed Jehangir, analista politico del Centro per lo Sviluppo delle Comunicazioni del Bangladesh ha commentato: “Il Governo è molto confuso riguardo alla posizione da assumere. Il nostro è un Governo di coalizione: è quindi particolarmente complicato scagliarsi contro estremisti e fondamentalisti, perché questi sono membri della compagine governativa. Dire che sono gli estremisti i responsabili dell’attacco significherebbe creare una grave spaccatura in seno al Governo”. Il disagio e lo spaesamento delle autorità sono resi evidenti anche dalle difficoltà incontrate dai giornalisti e dai media per ottenere informazioni da ministri e membri del Governo, e dalla mancanza di accordo tra gli stessi.

Il ministro dell’Industria Moulana Motiur Rahman Nizami, leader del partito Jamaat-e-Islami aveva dichiarato nei giorni scorsi, secondo fonti BBC, che i servizi segreti indiani potrebbero avere una qualche responsabilità nell’accaduto. Il ministro degli Esteri Morshed Khan aveva in seguito precisato che quanto riferito dal collega era una posizione del suo partito, e non del Governo. Sempre nei giorni scorsi, il ministro degli Interni Lutfozzaman Babar era stato aspramente criticato per le dichiarazioni rilasciate subito dopo l’attentato, secondo le quali le forze di sicurezza sarebbero state a conoscenza della possibilità di un attentato il 14, 15 o 16 agosto. Passate le date in questione, la sorveglianza si sarebbe attenuata, consentendo così l’attacco del giorno successivo.

Babar non ha voluto però fornire chiarimenti in merito, neppure quando il 20 agosto il Paese è stato paralizzato da uno sciopero generale, indetto dall’opposizione in segno di protesta contro l’ondata di esplosioni. L’astensione dalle attività, che aveva registrato una forte adesione soprattutto nella capitale, è stata la quindicesima decretata da gennaio dalla Lega Awami per fare pressione sul governo del primo ministro Khaleda Zia. Hasina Wajed, capo della “Lega”, ha accusato espressamente le autorità di non essere riuscite a controllare i gruppi estremisti islamici e ad evitare gli ultimi attentati dinamitardi.

Paolo Tosatti (WarNews.it)
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Old 31-08-2005, 23:33   #2
[A+R]MaVro
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Preoccupante come nei paesi dell'area asiatica l'islamismo radicale stia carcando in tutti i modi di installare teocrazie; ancora più preoccupante è che in occidente nessuno se ne preoccupi se non quando il Bangladesh diverrà un nuovo Afghanistan.
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"Non importa quanto numerose sono le anse di un fiume, al termine del giusto scorrere ogni acqua arriva al suo mare"
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Old 04-09-2005, 13:14   #3
Adric
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India-Tripura: guerra e pornografia

India-Tripura: guerra e pornografia

Scritto da Monica Losciale
sabato, 03 settembre 2005 17:52

Lo stato indiano nord-orientale di Tripura torna a far parlare di sè. Uno dei due principali gruppi ribelli, il National Liberation Front of Tripura (NLFT), avrebbe adottato un metodo quanto meno inusitato per reperire fondi per la lotta che da decenni insanguina questa remota area dell'India. Alcuni ribelli fuoriusciti dal gruppo avrebbero denunciato alla polizia la leardership dell'NLFT per aver costretto alcuni dei loro affiliati, sia uomini che donne, a partecipare a film pornografici.

Gli ex-guerriglieri, rende noto la BBC, hanno denunciato i leaders del gruppo di avere abusato sessualmente di alcune ragazze indigene reclutate nel gruppo ma anche di averle costrette a partecipare, insieme a guerriglieri di sesso opposto, a film ponografici. Attorno ai quali esiste evidentemente un vero e proprio mercato, sfruttato dai ribelli per reperire fondi. I film realizzati vengono infatti distribuiti non solo in India ma anche in paesi vicini, come Bangladesh, la Thailandia e il Myanmar.

L'NLFT e l'ATTF (All Tripura Tiger Force), come già detto, sono i due principali gruppi armati dello stato e sono entrambi gruppi clandestini messi fuorilegge dal governo centrale. I due gruppi chiedono entrambi l'indipendenza delle zone tribali, presenti in tutti e quattro i distretti dello Stato, e accusano il governo di New Delhi di sfruttare le risorse del suolo e del sottosuolo degli stati del nord-est indiano, ricchi di piantagioni di the, legno pregiato e petrolio.
Altra lotta comune è quella che i due gruppi compiono contro la popolazione di origine bengalese, comunità piuttosto numerosa e radicata da anni nello stato ribelle. Per il resto i due gruppi sono in competizione tra loro e si sono spesso scontrati.

Ma oltre agli stupri, agli sconti armati, ai rapimenti commessi dai ribelli ci sono anche abusi e soprusi commessi dall'esercito indiano. In Tripura - ma anche negli altri stati ribelli del nord-est conosciuti come le Sette Sorelle (Manipur, Assam, Tripura, Meghalaya, Arunachal Pradesh, Mizoram e Nagaland) - l'esercito governativo gode di poteri illimitati in virtù di una legge draconiana - conosciuta come Afspa (Armed Forces Special Power Act) - che gli consente l’uso indiscriminato della forza e di compiere arresti senza mandato. Questa legge è stata instaurata nel '58 in Assam e Manipur e poi ratificata ed estesa nel '72 a tutti gli stati del nord-est - che tra le loro rivendicazioni hanno anche chiesto l'abrogazione o, quanto meno, la correzione di questo decreto.

Gli stati del nord-est indiano vivono da decenni un conflitto armato che ha causato migliaia di vittime. La popolazione è completamente abbandonata a se stessa mentre si consumano tragedie e violazioni dei diritti umani nel silenzio più assoluto dei media. La notizia degli abusi sessuali in Tripura è solo l'ultimo di una lunga. Ma non in tutti gli stati del nord-est indiano è così: nel Manipur, ad esempio, i ribelli puniscono chi produce materiale pornografico. Qui è già successo che a produttori e giovani donne che hanno partecipato a film porno venisse sparato alle gambe!

Monica Losciale (WarNews.it)
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Old 26-10-2005, 21:35   #4
Ewigen
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India vs Pakistan, Kashmir e Bangladesh

24 Ottobre 2005
INDIA – PAKISTAN
Delhi teme l’infiltrazione di militanti islamici dal Pakistan

Il rischio è un’infiltrazione massiccia di militanti islamici. Per il ministro indiano della Difesa la proposta è “moralmente corretta, ma molto a rischio”. Un ufficiale di confine: “Ci hanno già provato, ne abbiamo uccisi 29”.

New Delhi (AsiaNews/Scmp) – Esponenti delle Forze armate indiane temono che l’apertura del confine con il Pakistan possa portare ad un’infiltrazione di massa di militanti islamici pakistani. Il governo di Musharraf ha chiesto all'India l’apertura di 5 varchi al confine per poter portare i soccorsi in maniera più facile. New Delhi ha risposto aprendo 3 campi di soccorso per le vittime del terremoto in territorio indiano.

“Dall’8 ottobre - dice K. Srinivasan, ufficiale delle Forza di sicurezza del confine indiano – vi sono stati almeno 5 tentativi di passare il confine. Abbiamo bloccato ogni tentativo ed ucciso 29 militanti. Siamo però convinti che ve ne siano centinaia pronti ad entrare”.

Il Consiglio per la Jihad – un’organizzazione composta da diversi gruppi di militanti islamici, con base nel Kashmir pakistano – ha proclamato una sospensione temporanea delle operazioni armate. Per Srinivasan “non tutti i militanti hanno accettato l’ordine”.

“Nel terremoto – afferma un ufficiale di Delhi – abbiamo perso alcuni bunker vicini al confine. I militanti avranno pensato che quello era il momento migliore per provare ad entrare”. “Aprire il confine – continua – è in linea di principio un’ottima idea. Il vero problema è come riuscire a farlo senza rischi”.

“Abbiamo concesso 2.500 visti di ingresso a pakistani che volevano vedere le recenti partite di cricket in India – dice un altro militare – ma 25 di questi non sono tornati al loro Paese. Che garanzie abbiamo che questa volta vada in maniera diversa?”. Pranab Mukherjee, ministro indiano della Difesa, definisce la proposta pakistana “moralmente corretta, ma molto a rischio”.
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Old 31-10-2005, 13:47   #5
Ewigen
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Kashmir, aperto il confine indo-pakistano

31 Ottobre 2005
INDIA – PAKISTAN
Kashmir, aperto il confine indo-pakistano

Dopo 58 anni la Linea di Controllo potrà essere attraversata in entrambi i sensi anche dai civili. La decisione presa dopo gli attentati di Delhi.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Con una mossa senza precedenti i governi di India e Pakistan hanno deciso ieri di aprire in 5 punti la Linea di Controllo, il confine de facto che li separa nella regione del Kashmir. La decisione è stata presa per migliorare l’invio bilaterale di aiuti e per consentire alle famiglie divise dal confine, ma colpite dallo stesso terremoto, di riunirsi.

L’accordo è stato siglato dopo gli attentati che sabato notte a New Delhi hanno ucciso 61 persone e che sono stati subito condannati dal governo pakistano. Khalid Mahmood, analista dell’Istituto per gli studi regionali di Islamabad, dice: “Vi è stata paura. Era divenuto una pratica comune accusare il Pakistan per gesti come questi, ma questa volta non lo ha fatto nessuno”.

Attraversare la Linea di Controllo è stato proibito per 58 anni. All’inizio del 2005 i 2 governi si erano accordati per un servizio bimestrale di trasporti attraverso il confine con degli autobus. La Linea sarà invece aperta dal 7 novembre ed i materiali potranno essere inviati in entrambi i sensi. I civili potranno attraversare il confine a piedi e la priorità sarà data alle famiglie divise.
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Old 31-10-2005, 14:38   #6
Fil9998
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in mezzo a tante tragedie e sofferenze.... finalmente un po' di ragionevolezza e distensione... speriamo continui ....
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Old 13-11-2005, 01:00   #7
Ewigen
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Bangladesh:summit della Saarc

BANGLADESH 12/11/2005 8.40
SUMMIT SAARC, L’ENNESIMO TENTATIVO DI RILANCIO

Tra imponenti misure di sicurezza si apre oggi a Dhaka, capitale del Bangladesh, il XIII summit dell’Associazione dell’Asia meridionale per la cooperazione regionale (Saarc), già rimandato due volte quest’anno. Oltre 40.000 tra agenti e soldati sono stati dispiegati per garantire la sicurezza ai presidenti e capi di governo delle sette nazioni membri del Saarc, una mobilitazione resasi necessaria dopo che nel luglio scorso il Bangladesh è stato colpito da decine di attentati dinamitardi, con ordigni a bassa intensità, collocati a presunti estremisti islamici. Osservatori politici non nutrono molte speranze sui contenuti di questa nuova riunione e sottolineano la progressiva debolezza dimostrata dal Saarc fin dalla sua nascita nel 1985. I leader di India, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Bhutan, Sri Lanka e Maldive devono prendere una decisione sul progetto di creare un’area di libero scambio, che dovrebbe essere varato nel prossimo anno ma sulla quale molti importanti aspetti restano ancora da definire. La debolezza dell’organismo regionale è stata spesso attribuita alla scarsa convinzione dell’India, paese economicamente dominante nell’area, che invece mirerebbe ad avere rapporti più stretti con la più lontana ma economicamente più promettente area dell’Asean (Associazione dei paesi del sudest asiatico). Ma New Delhi attribuisce invece lo scarso successo del Saarc all’instabilità politica delle nazioni al suo confine, in particolare Nepal e Bangladesh. È probabile che il vero momento cruciale di questo summit non saranno le valutazioni economiche ma il previsto incontro ‘a latere’ tra il primo ministro indiano Manmohan Singh e il presidente pakistano Pervez Musharraf, il primo dopo il triplice attentato a New Delhi del 29 ottobre scorso che ha provocato 66 vittime e oltre 200 feriti. Gli attentati sono stati rivendicati da una formazione armata indipendentista del Kashmir, con possibili collegamento in territorio pakistano, e New Delhi intende probabilmente sollecitare Islamabad a fare di più contro i gruppi terroristi.(Misna)
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Old 14-11-2005, 19:03   #8
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ASIA 14/11/2005 13.47
SUMMIT SAARC: PRIORITÀ A LOTTA A TERRORISMO E A POVERTÀ

Misna)Una maggiore cooperazione tra gli Stati per combattere il terrorismo e l’impegno ad alleviare la povertà sono i due concetti fondamentali espressi nella dichiarazione finale del XIII summit dell’Associazione dell’Asia meridionale per la Cooperazione Regionale (Saarc), chiusasi ieri a Dhaka. L’incontro ha segnato anche l’inclusione ufficiale dell’Afghanistan come ottavo paese membro dell’organismo regionale, mentre la Repubblica popolare cinese e il Giappone sono stati accettati come ‘osservatori’. Nel documento finale i paesi Saarc hanno dichiarato il periodo 2006-2015 “il decennio per alleviare la povertà” nell’area abitata da 1,8 milioni di persone, attraverso maggiori scambi economici e facilitazioni commerciali (sono stati sottoscritti tre accordi per la futura creazione di un’aera di libero scambio), ma anche ristabilendo un clima di sicurezza. Il terrorismo è stato uno degli argomenti centrali del vertice, svoltosi poche settimane dopo il triplice attentato a New Delhi. I leader politici hanno chiesto un’effettiva applicazione del protocollo della ‘Convenzione Saarc per la soppressione del terrorismo’ già firmato ad Islamabad nel 2004 e che introduce un maggiore scambio di informazioni e coordinamento dei soggetti nazionali impegnati nella lotta al terrorismo. Del Saarc fanno parte India, Pakistan, Nepal, Bhutan, Sri Lanka, Bangladesh, Maldive e da ieri l’Afganistan
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Old 14-11-2005, 21:23   #9
Ewigen
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India:comunisti assaltano prigione e liberano detenuti

INDIA 14/11/2005 10.10
BIHAR, MAOISTI ASSALTANO PRIGIONE E LIBERANO DETENUTI

Centinaia di ribelli maoisti hanno preso d’assalto la prigione di Jehanabad, nello Stato indiano dl Bihar, causando quattro morti, incluso un poliziotto, e liberando 200-350 detenuti (secondo stime diverse). L’attacco, il primo portato a segno dai maoisti nel centro di una città, aveva lo scopo di liberare alcuni capi del movimento guerrigliero. La polizia ha stimato in 700 le forze dei ribelli che nella notte tra domenica e lunedì sono entrate a Jehanabad - cittadina di 80.000 abitanti a 45 chilometri a sud della capitale Patna – ingaggiando uno scontro a fuoco di due ore con le forze dell’ordine prima di riuscire ad avere la meglio e prendere il carcere. I maoisti si sono avvantaggiati delle ridotta presenza di agenti, poiché 90.000 dei poliziotti del Bihar erano dispiegati altrove per garantire la sicurezza nei seggi elettorale per le consultazioni politiche svoltesi proprio ieri in Bihar, uno degli Stati più poveri dell’India e contraddistinto da una grave instabilità politica e diffusa criminalità comune. Il movimento maoista indiano - nato negli Anni ’60 e i cui membri si fanno chiamare anche ‘naxaliti’ in ricordo di una rivolta contadina a Naxal - è attivo in almeno sette Stati della federazione indiana, in particolare in Andhra Pradesh, e ha fatto migliaia di vittime. I maoisti sostengono di combattere per l’emancipazione dei contadini e delle classi inferiori dai soprusi dei proprietari terrieri e del sistema delle caste indiano, ma non esitano a ricorrere a estorsioni, razzie e rapimenti per sostenersi. (Misna)
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Old 14-11-2005, 21:45   #10
tdi150cv
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ahoooo e' per il bene comunis ... ehmmmm ... comune !
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Old 15-11-2005, 19:30   #11
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Attentato in Pakistan:2 morti

PAKISTAN 15/11/2005 10.32
ESPLOSIONE A KARACHI, ALMENO DUE VITTIME


Due morti e 15 feriti è il bilancio provvisorio di un’esplosione avvenuta a Karachi, capitale commerciale del Pakistan, davanti a un ristorante della catena statunitense ‘Kentucky Fried Chicken’; sembra che l’esplosivo fosse nascosto in un’auto parcheggiata davanti al locale e sia stato fatto deflagrare con un dispositivo radiocomandato. Karachi è la principale città portuale del Pakistan e la più popolosa del paese ma anche una delle meno sicure, spesso teatro di attentati di matrice settaria tra sunniti e sciiti o per mano dell’estremismo islamico ai danni di obiettivi stranieri. La catena ‘Kfc’, come altre analoghe attività di ristorazione statunitensi, sono state in passato oggetto di attentati o assalti vandalici. Alcuni osservatori hanno messo in relazione l’esplosione con l’apertura oggi in una corte di Karachi del processo di appello nei confronti di Sheik Omar, ritenuto tra i responsabili del rapimento e uccisione del giornalista statunitense Daniel Pearl e per questo condannato in primo grado alla pena capitale.
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Old 15-11-2005, 19:35   #12
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India:si riaccende la violenza nel Kashmir

INDIA 15/11/2005 17.18
KASHMIR, SI RIACCENDE LA VIOLENZA

(Misna) Presunti miliziani separatisti hanno aperto il fuoco e lanciato granate durante un comizio politico a Tangmarg, 45 chilometri a ovest di Srinagar, capitale estiva dello Stato indiano del Jammu e Kashmir, provocando almeno due morti e 60 feriti, secondo il bilancio provvisorio diffuso dalla polizia. Tra i feriti, alcuni in gravi condizioni, anche due poliziotti e l’ex ministro del turismo del governo locale Ghulam Hassan Mir. Il raduno politico era stato organizzato dal Partito democratico del popolo, che guida il governo del Jammu e Kashmir in alleanza con il partito del Congresso. Si tratta dell’ultimo episodio di sangue nel Kashmir indiano dove negli ultimi giorni si è assistito a una recrudescenza della violenza. Poco prima di quest’ultimo episodio, le forze dell’ordine indiane sono state impegnate per 24 ore in uno scontro a fuoco con miliziani islamici a Lal Chowk, quartiere finanziario di Srinagar, dove i ribelli si erano rifugiati in due alberghi precedentemente evacuati. I combattimenti – finiti con l’uccisione di un miliziano e la cattura di un altro - erano iniziati ieri quando un commando di estremisti separatisti aveva attaccato un stazione della polizia uccidendo due agenti e due civili, e causando sei feriti, tra cui un giornalista giapponese. Secondo alcuni osservatori gli attacchi sarebbero da collegarsi al recente arresto di un miliziano del Kashmir, accusato di aver partecipato al triplice attentato a New Delhi dello scorso mese. Nel fine settimana almeno sei persone - 4 combattenti, un civile e un soldato - sono morti in due separati scontri armati nel villaggio di Palhalan, una trentina di chilometri da Srinagar, e nel distretto di Udhampur. A Palhalan la popolazione si è rivoltata contro le forze dell’ordine accusate di avere fatto morire intenzionalmente due donne durante gli scontri con i ribelli usandole come scudi umani. I soldati hanno disperso la folla con l’uso di manganelli e gas lacrimogeni e ribadiscono che solo un civile sarebbe morto colpito dal fuoco incrociato. Decine di migliaia di persone sono morte nell’insurrezione separatista del Jammu e Kashmir inizia nel 1989.
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Old 15-11-2005, 20:25   #13
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unificati i thread sugli aspetti comuni delle crisi dei paesi dell'area Saarc (Pakistan, India e Bangladesh).
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Ultima modifica di Adric : 24-11-2005 alle 07:36.
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Old 17-11-2005, 21:01   #14
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INDIA 17/11/2005 15.51
KASHMIR, GRUPPO RIBELLE PRENDE DISTANZE DA ATTENTATI CONTRO CIVILI


(Misna) Uno dei principali gruppi armati che dal 1989 combatte per l’indipendenza del Jammu e Kashmir dall’India ha condannato i due attentati dinamitardi contro civili che tra ieri e martedì hanno fatto undici vittime nel Kashmir indiano. “Condanniamo entrambi gli attentati. Il nostro gruppo è contrario ad operazioni che provochino la morte di civili. Il motivo di questi atti è solo quello di infamare la nostra lotta per la libertà”, si legge in un comunicato del gruppo Hizbul Mujahedin, diffuso alla stampa kashmira. Ieri un attentatore suicida si è fatto esplodere su una potente autobomba nel traffico del quartiere di Lal Chowk a Srinagar, capitale estiva del Jammu e Kashmir, uccidendo, oltre a se stesso, cinque civili e ferendone almeno 56. L’attentato è stato rivendicato con una telefonata alla stampa da un quasi sconosciuto gruppo armato, Al Arifeen, che la polizia sospetta sia collegato al più potente Lashkar-e-Taiba. Il giorno prima un gruppo di presunti estremisti separatisti hanno lanciato granate e aperto il fuoco contro un comizio del partito di governo nel Jammu e Kashmir nel villaggio di Tangmarg, 45 chilometri a ovest di Srinagar, provocando la morte di sei persone e il ferimento di una sessantina. Secondo alcuni osservatori politici, il messaggio della formazione ‘Hizbul Mujahedin’ sembra segnalare una potenziale frattura nel movimento indipendentista; mentre altri s’interrogano su chi siano queste nuove sigle di combattenti recentemente salite alla ribalta con gli ultimi attentati, comprese le tre esplosioni a New Delhi del mese scorso, rivendicate dal sedicente ‘Islam Inqilabi Mahaz’ (Gruppo islamico rivoluzionario)
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Old 02-04-2006, 23:26   #15
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INDIA 31/3/2006 1.24
RIBELLI DEL KASHMIR PROPONGONO TREGUA CONDIZIONATA

Sayed Salahuddin, capo del Consiglio della Jihad Unita, organizzazione ombrello che riunisce molti gruppi di ribelli indipendentisti islamici del Kashmir, ha detto alla stampa locale che l’intera dirigenza della ribellione è pronta a dichiarare una tregua se il governo indiano ammetterà che il Jammu e Kashmir è un territorio conteso e non una parte integrante della nazionale indiana, come da sempre New Delhi afferma, e se accetterà di coinvolgere anche il Pakistan nei negoziati di pace. “Lo scontro armato sul campo recederà di pari passo con il procedere dei colloqui”, ha aggiunto Salahuddin, che è anche comandante in capo dell' Hizbul Mujahideen, la più grande formazione armata indipendentista kashmira. Già nel 2000, Hizbul Mujahideen dichiarò il cessate-il-fuoco per avviare negoziati con New Delhi, poi interrotti per il rifiuto dell’allora governo indiano di coinvolgere il Pakistan nelle trattative. Nel Jammu e Kashmir, unico stato dell’India a maggioranza musulmana, dal 1989 è in corso un conflitto tra esercito governativo e ribelli islamici indipendentisti. Si stima che la guerra abbia fatto 60-100.000 vittime e gravemente impoverito e sconvolto la popolazione kashmira. La proposta di Salahuddin giunge pochi giorni dopo che il primo ministro indiano, Manmohan Sing, ha dato forti segnali di voler dare nuovo impulso al processo di pace con il Pakistan che, pur rispondendo favorevolmente, ha ricordato che nessun ‘trattato di pace’ definitivo potrà essere concluso senza risolvere la questione del Kashmir.[PIME]
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Old 03-04-2006, 21:42   #16
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PAKISTAN 3/4/2006 11.32
NUOVE VIOLENZE IN WAZIRISITAN

Almeno 7 persone sono morte stamani nelle aree tribali del Waziristan settentrionale, la turbolenta regione del Pakistan al confine con l’Afghanistan dove, da mesi, si susseguono operazioni militari contro gruppi di presunti talebani e di terroristi internazionali. Lo hanno detto oggi fonti ufficiali da Islamabad, precisando che cinque persone sono morte per l’esplosione di una mina interrata, mentre due miliziani pro-talebani sono rimasti a terra al
termine di un’intensa sparatoria con le forze di sicurezza nazionali. Secondo la ricostruzione fornita alla stampa internazionale da fonti ufficiali pachistane, i miliziani avrebbero teso un’imboscata a un mezzo dell’esercito ferendo almeno tre soldati e scatenando la reazione dei colleghi. Solo ieri altri scontri si erano verificati nella stessa zona, causando la morte di un soldato e il ferimento di un’altra decina di persone. Secondo stime ufficiali nell’ultimo mese nel Waziristan sono morte quasi 200 persone, tra miliziani, soldati e civili
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Old 02-05-2006, 23:26   #17
Ewigen
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INDIA 2/5/2006 9.48
KASHMIR: VIOLENZE CONTRO INDÙ IN DUE DISTRETTI
Altro, Brief

Sono 34 i cadaveri di civili indù rinvenuti tra domenica e lunedì nei distretti di Doda e Udhampur, nel Kashmir indiano, dopo attacchi sferrati da presunti estremisti islamici contro due villaggi. Secondo la ricostruzione dei fatti, fornita dalle autorità locali, gruppi di uomini fortemente armati, alcuni in uniformi militari, hanno fatto irruzione domenica sera in contemporanea nei due piccoli centri di Kalhan e Vasantgarh, costringendo gli abitanti a radunarsi di fronte alla casa dei capi villaggio, per poi picchiarli e ucciderli. La strage, che avviene a pochi giorni dai colloqui in programma in settimana a New Dehli tra il primo ministro indiano Manhoman Singh e i gruppi separatisti kashmiri, non è stata ancora rivendicata: i ‘Mujahidin Hizbul’, il più grande gruppo guerrigliero del Kashmir, ha negato di essere coinvolto nel massacro. “Condanniamo fermamente queste uccisioni, che sembrano essere un complotto delle agenzie di sicurezza indiane per mettere in cattiva luce l'attuale lotta per la libertà e i mujahidin”, ha detto un portavoce del gruppo armato in una telefonata giunta a un giornale locale di Srinagar, capitale estiva della regione. Si stima che almeno 40.000 persone siano morte in Kashmir dal 1989, quando è iniziata l’offensiva dei gruppi separatisti islamici per ottenere l’indipendenza della regione, abitata da una popolazione a maggioranza islamica, o la sua annessione al Pakistan.
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Old 03-05-2006, 12:39   #18
Ewigen
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3 Maggio 2006
INDIA
Al via il secondo round di incontri tra premier indiano e separatisti del Kashmir

I colloqui seguono il massacro più grave degli ultimi anni nella regione. In corso massiccia caccia all’uomo per catturare i responsabili dei due attacchi del primo maggio: stamattina uccisi quattro ribelli.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Il primo ministro indiano Manmohan Singh incontrerà oggi i separatisti del Kashmir, due giorni dopo che sospetti militanti islamici hanno compiuto il massacro più grave degli ultimi 6 anni nella zona. Singh parteciperà ai secondi colloqui con la principale alleanza separatista del Kashmir, la All Parties Hurriyat Conference.

Intanto il governo indiano ha lanciato una massiccia operazione per catturare i terroristi che il primo maggio hanno massacrato 35 indù nella regione del Jammu e Kashmir, in maggioranza musulmana. Piuttosto che aumentare la presenza militare nell’area, New Delhi ha deciso di concentrarsi sulla neutralizzazione mirata delle squadre assassine. Stamattina in due distinte operazioni sono stati uccisi 4 ribelli. Il premier e il leader della Hurriyat, Mirwaiz Umar Farooq, hanno condannato i due attacchi di lunedì, entrambi non rivendicati. Le uccisioni nel distretto di Doda e in quello di Udhampur sono viste come un tentativo di sabotare proprio i colloqui di oggi.

Durante il primo round di incontri, a settembre scorso, Singh aveva promesso di diminuire la presenza militare indiana in Kashmir, se fossero cessate le violenze dei militanti. Egli si era anche detto disponibile a rivedere i casi dei detenuti nelle varie prigioni kashmire.

Farooq, dal canto suo, continua a ribadire che New Delhi deve adottare un nuovo approccio per risolvere l’annosa questione del Kashmir. “Il Pakistan – sottolinea il leader – è seriamente intenzionato a risolvere la disputa sul Kashmir e l’India deve mostrare la stessa disponibilità sulla questione”. Secondo Farooq la proposta del presiedente pakistano Pervez Musharraf del ritiro delle truppe indiane da tre città chiave in Kashmir non deve essere scartata, perché importante per la costruzione di “fiducia reciproca”.

Il Kashmir è rivendicato interamente da Pakistan e India, che al momento lo controllano a metà. Circa 44 mila persone sono morte nella regione da quando, nel 1989, ha preso avvio la rivolta islamica contro il governo indiano. Nel corso degli anni sono migliaia gli indù fuggiti dalle loro case. La gente si dichiara ormai avvezza alle violenze. “Abbiamo visto così tanto sangue che siamo diventati indifferenti – dice Thakur Dass, parente di un ferito negli attacchi del primo maggio - le uccisioni devono finire”.

Governo e separatisti si incontreranno di nuovo il 25 maggio a Srinagar, in Kashmir. Ai colloqui sono contrari i separatisti militanti. La Hurriyat, sigla che racchiude dozzine di gruppi moderati, vuole che la popolazione del Kashmir possa dire la sua riguardo alle sorti della regione. Ad esempio attraverso un referendum sulla base di una risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu.
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Old 14-05-2006, 12:25   #19
Ewigen
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INDIA – L’esplosione di un ordigno oggi vicino a una stazione di autobus nel Kashmir indiano, ha provocato la morte di due persone e il ferimento di altre 23, alcune in modo grave: lo ha riferito la polizia precisando che la deflagrazione è avvenuta a Doda, 170 chilometri a nordest della capitale invernale della regione, Jammu, in concomitanza con una manifestazione organizzata dai nazionalisti indu del ‘Bharatiya Janata Party’ (Bjp) per protestare contro due attacchi che alla fine di aprile avevano causato 35 vittime in due villaggi; gli inquirenti ritengono sia opera della guerriglia separatista.
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Old 14-05-2006, 15:17   #20
Lucrezio
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Magnifico thread che permette di ricordare una realtà spesso dimenticata o sottovalutata.
Quelle zone sono una vera e propria polveriera... speriamo che un po' di distensione renda l'esplosione meno imminente.
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