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#41 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Città: Verona
Messaggi: 2364
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Poi quando arriverà la super pandemia con i controcazzi saremo tutti spacciati perché abituati al terrorismo mediatico, come la favola di "al lupo al lupo"... |
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#42 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Altrove
Messaggi: 1145
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per chi ha un ora di tempo qui ce un bel documentario sul tamiflu e il perchè è andato a ruba!!
http://la1.rsi.ch/falo/welcome.cfm?i...ds=0&idc=41488
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Niente è impossibile finchè riesci ad immaginarti le cose!!!!!!!!! compra Slurm!!! ![]() My deviantart - JumpList Editor |
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#43 | |
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Moderatore
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 16215
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http://en.wikipedia.org/wiki/Oseltamivir Questa sezione si chiama Scienza e tecnica. Come si vede, la parola "complottismo" è assente dal suo nome. Teniamone conto.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu |
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#44 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Altrove
Messaggi: 1145
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chiedo scusa, forse non ho valutato bene, non volevo puntare il dito sul farmaco in se ma sul modo come viene promosso per venderlo, e in parte questo risponde alle domande fatte prima.
Ma ora che rileggo la discussione in effetti noto che non ha nulla di scientifico.
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#45 | |
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Moderatore
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 16215
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Quote:
Suggerisco di rientrare nei canoni usuali, visto che qualcosa di scientifico c'è. Se invece hai da ridire sul mio operato, ti ricordo che devi farlo in pvt come da regolamento.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Scienza e tecnica: Matematica - Fisica - Chimica - Informatica - Software scientifico - Consulti medici REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu |
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#46 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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Il servizio della tv svizzera italiana non può essere definito complottistico, in quanto le fonti citate e gli argomenti portati a sostegno della tesi proposta riflettono il pensiero di una componente scientifica che fa capo a Tom Jefferson, responsabile della Cochrane e che ha trovato eco nella prestigiosa rivista inglese British Medical Junior. Il punto è che nel servizio argomenti scientifici opinabili ma comunque con un loro fondamento si sono accompagnati con storie di persone gravemente ammalate o anche morte,che colpiscono sicuramente sotto l' aspetto emotivo, ma a a mio avviso poco hanno a che fare con dimostrazioni rigorose di un rapporto causale o con patologie, come la cecità della ragazza, che è dipesa da un quadro molto grave ma che è conosciuto avvenire dopo l' assunzione di diversi farmaci ( come gli antiepilettici).
Vero è che la granda casa farmaceutica non ha brillato per trasparenza. Sul farmaco esistono ormai numerosi lavori sul campo, in particolare relativi alla recente esperienza pandemica, che mettono in rapporto l' utilizzo del farmaco in una fase precoce con un miglior esito della malattia. E' stato pubblicato di recente uno studio che dimostra come con i casi di influenza aviaria, la probabilità di guarigione sia del 40% più alta dopo l' utilizzo del farmaco. E' certamente vero che non ha senso usarlo per forme lievi e in persone che non hanno particolari rischi di complicanze. |
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#47 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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INFLUENZA A: GB, CRESCE EMERGENZA, OSPEDALI IN TILT
(AGI) Londra - Cresce l'emergenza sanitaria per l'influenza A, dove in Gran Bretagna molti ospedali sono in difficolta'. Secondo il Sunday Telegraph, i reparti sono "travolti" dai malati, molti dei quali -anche quelli che necessitano cure intensive- vengono lasciati per ore in attesa nelle corsie. Almeno dieci centri sono in "black alert", il che significa che dirottano i pazienti altrove; mentre decine di corsie sono state chiuse anche a causa di un norovirus stagionale, che ha messo fuori uso 1.200 letti in una settimana appena. http://www.agi.it/rubriche/ultime-no...pedali_in_tilt |
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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Dieci centri? Quali? Di quali dimensioni e che servono aree con quanta popolazione? Naturalmente la mia polemica è verso l'articolo, non verso chi l'ha postato... |
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#49 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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Forse l' articolo originale puo' aiutare a chiarire un po' la situazione.
Alcuni stralci: Hospitals in Cambridge and Norfolk were on “black alert” for more than two weeks. In the past 10 days, major hospitals in London, Liverpool, Surrey, Southampton, Peterborough, Derby, King’s Lynn and Great Yarmouth issued the same warning. Routine surgery was stopped at hospitals in Leicester, Sheffield, Macclesfield, Middlesbrough, Northallerton, Durham, Darlington, Bassetlaw, Belfast, Portsmouth, south Wales and many parts of London. http://www.telegraph.co.uk/health/sw...ridlocked.html |
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#50 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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Ti ringrazio per il link.
In sostanza la situazione è più seria dell'anno passato, ma comunque da qui a gridare al pericolo di pandemia ne passa. Sarei piuttosto molto più interessato ad una indagine "conoscitiva" su come l'oms ha gestito l'intera questione influenza h1n1 e i governi con quali criteri hanno speso cifre colossali per comprare vaccini che poi hanno dovuto buttare via... |
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#51 | |
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La vaccinazione di massa ridurrebbe di molto questo problema. Ricordiamo che andare all'ospedale con l'influenza significa sottrarre risorse, magari noi ci ristabiliamo ma qualche ammalato critico o ferito se ne puo' andare al Creatore perche' non ha trovato posto. Quindi non dovremmo dire "non mi vaccino tanto perche' dovrei essere io ad avere le complicazioni, allora dovrei preoccuparmi per tutto". La vaccinazione andrebbe fatto per evitare intasamenti di strutture essenziali per la salute. |
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#52 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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#53 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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L' influenza che circola in inghilterra e in europa è prevalentemente quella H1N1 o messicana o suina, comunque si voglia chiamare.
Si tratta di una vera pandemia e non di una pseudo-pandemia, come dimostra il fatto che circoli anche quest' anno con le stesse caratteristiche dello scorso anno. Il virus pandemico impiega dai 3 ai 5 anni prima di diventare stagionale, anche se da noi risulta essere stato declassato troppo presto... |
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#54 | |
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Messaggi: n/a
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Negli ultimi anni l'influenza non ha avuto grandi picchi e pertanto si è ridotta la guardia. Quando colpisce in grande invece è in grado di mandare al collasso le strutture sanitarie a cominciare dai medici di base che non possono fare visite e il datore di lavoro il certificato lo vuole. Oltretutto l'influenza, sempre, ha un certo grado di mortalità o può causare complicazioni come è accaduto a me ha causato, molti anni fa, tre mesi di polmonite virale passati gonfio di cortisonici senza sapere se ne sarei uscito vivo. |
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#55 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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La stagione influenzale è attualmente attiva in Nord America ed in Europa, soprattutto nei Paesi dell’Europa occidentale. In Nord America predominano i ceppi virali A/H3N2. In Europa, invece, il 70% delle infezioni è dovuto al ceppo A/H1N1 pandemico, quello che da metà del 2009 a metà del 2010 ha infettato oltre 60 milioni di persone. La situazione non è statica e con oltre due mesi di stagione influenzale davanti è probabile che le realtà americana ed europea tendano ad omogenizzarsi. La diffusione dell’infezione in Europa sta evolvendo rapidamente ed in alcuni Paesi (ad esempio UK) il 25% dei letti delle terapie intensive è attualmente occupato da pazienti con gravi insufficienze respiratorie. Una situazione simile sembra essere alle porte anche per il nostro Paese.
Del resto che anche quest’anno avremmo avuto a che fare con l’influenza ed in particolare con il ceppo A/H1N1 2009 era prevedibile per almeno due motivi: 1) Una pandemia influenzale non è mai da considerare come un grosso temporale che arriva, causa danni e se ne va lasciando il cielo azzurro. Tutte le pandemie del XX secolo hanno causato onde di infezione e di decessi che sono perdurate alcuni anni dopo l’inizio. 2) La campagna vaccinale dell'anno scorso è fallita e scarsissima è stata l’accettazione della popolazione alla vaccinazione anche quest’anno. Questo fatto ha lasciato milioni di persone (compresi i soggetti a rischio) ancora sprovviste di immunità contro il nuovo virus. È impossibile prevedere come evolverà la stagione influenzale perché troppi sono i fattori non controllabili. Ad esempio: 1) L’insorgenza di mutanti a maggior capacità infettante, cosa che avviene tanto più frequentemente tanto più il virus si replica. Nella nostra condizione questo aspetto sarà facilitato dalle tante persone «indifese» che ospiteranno il virus e lo lasceranno crescere. Alcuni mutanti sono già stati descritti e ricerche sono in corso per studiare geneticamente i ceppi che stanno dando infezioni gravi. 2) Il perdurare del freddo che causa vasocostrizione delle vie aeree superiori con minor afflusso di sangue e di elementi protettivi e causa anche una maggior tendenza a passare tempo in ambienti chiusi dove il contagio è più probabile. 3) La risposta più convinta della popolazione alla nuova forte richiesta del Ssn di usare tutti gli accorgimenti possibili per evitare di contrarre l’influenza. Topo Gigio l’anno scorso è stato poco convincente. 4) La capacità e l’efficienza delle strutture sanitarie di identificare i casi e cercare di contenerli, cosa che si preannuncia molto diversa da regione a regione. Nessun allarme, quindi, ma allerta si. Maria Paola Landini, direttrice Microbiologia Policlinico Sant’Orsola http://corrieredibologna.corriere.it...78409496.shtml |
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#56 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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L'influenza viaggia verso il suo picco stagionale, mentre sale a 18 il numero di vittime del virus A/H1N1 in Italia. Sono due le persone decedute oggi, un invalido di 74 anni a Bologna e un uomo di 57 anni a Bari, entrambi con patologie pregresse. Sale cosi' a sei il numero di persone decedute per influenza A in Puglia.
Questo virus, secondo l'Istituto Superiore di Sanita' (Iss) rappresenta il 60-70% dei casi di influenza, una percentuale comunque inferiore al 2010 quando la totalita' dei casi era imputabile all'influenza A. Cresce intanto il numero di casi gravi rilevati dalla rete nazionale Ecmo di cure intensive, che raggruppa 14 centri in tutta Italia. La cronaca oggi ha fatto registrare due nuove vittime. A Bologna e' morto un uomo di 74 anni portatore di una malattia neurologica gravemente invalidante, mentre nel Policlinico di Bari e' deceduto un uomo di 57 anni, con gravi problemi ematologici. Secondo Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'Iss, Gianni Rezza, il maggior numero di morti per influenza A registratosi in Puglia è "difficile da spiegare" ma potrebbe imputarsi ad un "insieme di fattori", come la "relativamente bassa copertura vaccinale delle fasce a rischio o forse una maggiore incidenza di malati a livello locale in determinate aree". Rezza ha aggiunto che "al momento il 60-70% dei casi di influenza è dovuto al virus A/H1N1, il resto é di tipo B. Nel 2010 pressoché il 100% dei casi fu invece dovuto al virus A". Sul virus A/H1N1, in particolare, ha precisato l'esperto dell'Iss, sono state registrate piccole mutazioni, "ma queste non influenzano n‚ la risposta al vaccino, n‚ la terapia, n‚ hanno effetti sulla virulenza del virus". Tuttavia, ha precisato, "aumentando globalmente il numero di casi in vista del picco previsto per febbraio, aumentano anche, purtroppo, i casi con esito letale, pur rimanendo comunque la minoranza" La rete nazionale Ecmo di cure intensive (14 centri in tutta Italia) ha intanto rilevato un numero maggiore di casi gravi di influenza A rispetto allo scorso anno. "La rete - ha spiegato Marco Ranieri, direttore della rianimazione universitaria delle Molinette di Torino e responsabile del centro piemontese fra i quattro di riferimento nazionale all'interno della stessa rete - è stata aperta il 14 gennaio". La tecnica Ecmo che utilizza la circolazione extracorporea, permette di sostenere la funzione dei polmoni e del cuore mantenendola in riposo durante la fase pi- acuta della malattia. In questo modo si riesce a trattare i casi respiratori pi- gravi. "Da quando è stata attivata la rete - aggiunge Ranieri - quest'anno sono stati ricoverati 16 casi in Ecmo. Se pensiamo che siamo vicino al picco e confrontiamo i dati con quelli dello scorso anno vediamo che ora abbiamo una presenza di 1.6 pazienti ricoverati dalla rete per oggi giorno, contro lo 0.5 pazienti dello scorso anno". Un'incidenza quindi tre volte maggiore. Ed è anche più alto il livello di gravità, ha riferito Ranieri. "Come cittadino mi sento felice che ci sia in Italia una rete in grado di intercettare i malati gravi con questa efficienza ma - ha concluso Ranieri - come medico sono preoccupato perché ci si vaccina troppo poco". http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=149445 |
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#57 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: BOLZANO/BOZEN
Messaggi: 14872
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Liutprand, mi spieghi perché tanto zelo verso la suina? Ok sarai medico, ok non bisogna sottovalutarla, ma mi sembra che da parte tua ci sia una eccessiva apprensione...
Se non erro la mortalità è inferiore all'influenza stagionale, e l'anno scorso i media hanno solo scatenato il panico generale generando milioni di dosi di vaccino inutilizzato, arricchendo chi di turno e facendo sprofondare molti settori... Perché perseverare? |
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#58 |
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Junior Member
Iscritto dal: Aug 2009
Messaggi: 5
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Le accuse di allarmismo lanciate contro tivù e giornali nei giorni dell’epidemia da virus H1N1 del 2009-2010 hanno prodotto, quest’anno, una sottovalutazione del pericolo. Ne è convinto il professor Marco Ranieri, primario di Rianimazione all’ospedale Molinette di Torino, secondo centro per importanza nella rete nazionale contro l’emergenza da influenza A.
«Da quando dieci giorni fa è stata attivata la rete Ecmo per il trattamento dei casi più gravi nei reparti di Terapia intensiva - dice il professor Ranieri - sono stati sottoposti a circolazione extracorporea 16 malati. Se pensiamo che siamo vicino al picco e confrontiamo i dati con quelli dello scorso anno abbiamo una presenza di 1,6 pazienti gravi ricoverati ogni giorno, contro lo 0,5 dell’anno scorso». Triplica, insomma, l’incidenza. Inoltre, il 20-30 per cento dei pazienti in pericolo di vita sono persone che non avevano patologie pregresse e non rientravano nei cosiddetti soggetti a rischio. «Come cittadino - dice il professore - mi sento rassicurato dal fatto che in Italia esista una rete in grado di “intercettare” tempestivamente i malati da rianimazione, ma come medico sono preoccupato perché ci si vaccina poco». Poche vaccinazioni. Ecco l’allarme. L’Italia - rivela la rete di sorveglianza europea - ha un’intensità media di contagi, ma un trend in crescita, diversamente ad esempio dall’Irlanda che ha un’intensità alta ma trend stabile. «Scopriamo, dai casi che ci troviamo ad affrontare - commenta il responsabile della Rianimazione torinese - che persone oggi in Terapia intensiva non sono state vaccinate pur soffrendo già di gravi patologie per cui la vaccinazione avrebbe dovuto essere scontata». Mentre in Italia l’influenza viaggia verso il suo picco stagionale, ieri è salito a 18 il numero di morti per il virus H1N1. Le ultime due vittime sono un invalido di 74 anni di Bologna e un uomo di 57 a Bari. In particolare, solo in Puglia i decessi sono sei. «Il virus - secondo l’Istituto Superiore di Sanità - rappresenta quest’anno il 60-70 per cento di tutti i casi di influenza». Anche secondo Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, la maggiore aggressività dell’H1N1 quest’anno può essere spiegata con la «relativamente bassa copertura vaccinale delle fasce a rischio». Sul virus precisa Rezza, «sono state registrate piccole mutazioni, ma queste non influenzano la risposta al vaccino, né la terapia, né hanno effetti sulla virulenza del virus». Intanto la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha chiesto alle Asl di ridurre i ricoveri programmati e vigilare sui giorni di degenza. «Il virus in circolazione quest’anno - conclude il professor Ranieri - è orientato in particolare verso le basse via aeree, quelle degli scambi respiratori: è questo il motivo per cui sono maggiori i casi di polmonite virale, che è la forma di polmonite tra le più difficili da curare». Segnali inequivocabili d’allarme non ne esistono, «ma se un’influenza caratterizzata da febbre forte non dà segni di regressione nell’arco di 48-72 allora è bene contattare il medico di famiglia per escludere o diagnosticare sul nascere l’eventuale sospetto di polmonite». http://www3.lastampa.it/cronache/sez...o/lstp/385803/ |
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