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Old 31-07-2005, 15:58   #21
lunaticgate
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Originariamente inviato da Grande blu
IL MUSULMANO MODERATO “È PURA INVENZIONE”,

Così un prof di sinistra smaschera il multiculturalismo di Blair e Prodi

[B]Il musulmano moderato è pura invenzione, che scaturisce dalla pura ignoranza della storia islamica,[/b] dalla pura mancanza di conoscenza e comprensione dell’attuale storia dei musulmani arabi dal 1973 a oggi, e dall’ignoranza colposa che i politici e alcuni magistrati hanno dell’islam contemporaneo. Ci sono giudici che resistono di fronte ai fatti, piuttosto che imparare per poi difendere la sicurezza dei cittadini italiani. Il fatto più grave è che gli italiani si trovano a essere difesi dalla Lega. La Lega dichiara che i musulmani moderati non esistono e che sono solo uno schermo. Tale affermazione della Lega è frutto del suo istinto politico. La tragedia è che il cosidetto centrosinistra – che pretende di essere l’élite culturale del paese e quindi dovrebbe conoscere la storia islamica sulla quale si base l’affermazione d’istinto della Lega – si è dimostrato di un’ignoranza abissale e ha evidenziato di non avere spessore culturale e politico. Senza questo spessore è normale che non abbia idee per governare il paese, e tanto meno per capire cosa avviene nel ventunesimo secolo.Lo scrivente, per ragioni culturali e geografiche, non può essere della Lega e trova il razzismo dei leghisti insopportabile e aberrante. Non è razzismo riconoscere la dura realtà della dichiarazione di guerra contro gli infedeli che l’islam ha deciso di riprendere. E’ guardare in faccia la storia e la realtà con coraggio e con prontezza, per difendere la vita e il futuro dell’Italia e dell’Europa. La guerra dichiarata contro l’occidente ha una base coranica e i quattro metodi usati sono: “Concealment, dissimulation, intimitidation, assassination by raids, beheading and any strategem”. Occultamento, dissimulazione, intimidazione, incursioni omicide, decapitazione e ogni altro stratagemma. Ogni pio musulmano sa quale di questi metodi usare al momento opportuno: questi sono un continuo e sono parte dell’essere musulmano nei confronti dell’occidente. E’ un fatto che bisogna non ignorare. Non va via insultando i musulmani. Un cancro non va via imprecandogli contro. Si deve avere il coraggio di prendere atto della dichiarazione di guerra ed elaborare un strategia per lottare e sconfiggere questo mortale e astutissimo nemico. La politica dello struzzo o la fuga in pura fantasia, creando la favola dei musulmani moderati, non funziona, né funziona trattare “bene” i musulmani. Basta pensare al somalo Omar a Londra, che era stato accolto con la sorella, a dodici anni, affamato e povero e aiutato in tutti modi dagli inglesi. E’ pura illusione la politica di cambiare “the hearts and minds” dei musulmani, che per definizione si ritengono superiori a ogni altro essere umano. Il problema non era Hitler. Hitler era Hitler. Il problema e il pericolo per l’Inghilterra erano rappresentati dallo stupido capo del governo inglese che non aveva capito la natura del nazismo e di Hitler. E’ vitale riconoscere il fatto che il nemico mortale dell’occidente ha deciso per ragioni sue di dichiare guerra all’occidente stesso. Ha pensato che la prima fase – la penetrazione nella terra degli infedeli tramite l’emigrazione – fosse a uno stato adeguato, e soprattutto che l’occidente (il nemico di sempre) fosse completamente indebolito dall’ideologia del neo stalinismo che si è autoimposto negli ultimi 25 anni: il neo stalinismo che va sotto il nome di “correttezza politica”. Il nemico mortale ha sferrato i suoi colpi precisi (dal 1993) e la risposta è stata, come i leader del nuovo jihad si aspettavano, politicamente corretta: il nemico è ora libero, dopo 4 anni, di continuare la sua guerra santa e di infierire con più di 2.000 attentati dall’11 settembre 2001 a oggi. Dopo quattro anni, uno dei suoi maggiori leader – bin Laden – continua a stare al sicuro e l’Arabia Saudita, il centro “ideologico” e finanziario della guerra, rimane intoccabile. I sauditi hanno intensificato l’uso del “concealment”. Gli esempi sono ovvi, e solo gli stupidi e i leader in mala fede fanno finta di non riconoscerli. Basti pensare che il 61 per cento dei “suicide bombers” in Iraq è di origine saudita. I loro discorsi contro il terrorismo sono soltanto “public relations”. E le moschee europee finanziate dall’Arabia Saudita continuano a rinforzare il messaggio islamico: “Emigrazione senza integrazione, senza assimilazione”. In questo momento, dopo Londra, gli altri musulmani europei usano i metodi di “concealment” e “dissimulation”. “Islam religione di pace”: sono costretti a recitare il mantra dei Blair e dei Prodi d’Europa. Nel frattempo, continuano a insegnare nelle loro madrasse la superiorità dei musulmani e a non integrarsi
nella società occidentale, mentre i Blair e i Prodi sono contenti e sempre più pericolosi per l’Inghilterra e per l’Europa.


Franco Zerlenga docente alla facoltà di Lettere della NYU

da IL FOGLIO SABATO 30 LUGLIO 2005

Quindi non sono solo la Lega e la Fallaci a dire che non esiste l'Islam moderato.
Adesso mi sento meno solo

Concordo pienamente ma concordo anche sul fatto che sono essere umani ennesime vittime dell'oppio dei popoli: la religione!
__________________
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lunaticgate è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-07-2005, 16:02   #22
Grande blu
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Originariamente inviato da attix
Già...anche nel messaggio cristiano si parla di evangelizzare il mondo (e fidati che di cristiani che vedono i testi sacri come legge ce ne sono tanti... )
Ogni religione mira a considerarsi quella giusta e a diffondere il suo messaggio al mondo intero,non la considererei una prerogativa dell'islam.
Se poi ti piace credere al chi grida al pericolo che fra 10 anni le nostre donne sostituirianno le minigonne con il burka e che il ferragosto lo passeremo a La Mecca..fai pure..

Così Hamza Piccardo,un islamico moderato, affronta la questione della donna.
Proprio un bel programmino niente male, anzi oserei dire moderato.

Sura II, v. 228: “ …Esse (le donne) hanno
diritti equivalenti ai loro doveri, in
base alle consuetudini, ma gli uomini sono
superiori”.
Commento: “Ma gli uomini sono superiori”:
in un pensoso sforzo di omologare l’islam
alla cultura moderna, alcuni commentatori
modernisti hanno scritto che la
superiorità riguarda solo il diritto dell’uomo
al ripudio della moglie, facoltà che non
gode di reciprocità. In realtà si tratta di
qualcosa di molto più importante e fondamentale
per il mantenimento dell’equilibrio,
individuale, familiare, sociale. L’uomo
e la donna sono due realtà complementari
imprescindibili l’una dall’altra. Se così non
fosse, Allah (gloria a Lui l’altissimo), non
avrebbe formato Eva dalla costola di Adamo,
avrebbe fornito entrambi di apparati riproduttivi
completi, etc. (…). Nell’ambito
familiare il rispetto della Legge di Allah e
della Sunna dell’Inviato fa sì che non si
creino situazioni tali da esigere un’affermazione
di potere che mortifichi la complementarietà
dei coniugi. C’è anche un problema
di guida, nella famiglia e nella società,
che non significa predominio, oppressione
o disconoscimento della prevalenza
femminile in una quantità di settori e circostanze.
Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affida
questo ruolo dirigente al maschio. E’ un
compito gravoso e difficile, di cui l’uomo farebbe
volentieri a meno e di cui è tenuto a
rispondere davanti ad Allah”.
Sura II, v. 229: “Se temete di non potere
osservare i limiti di Allah, allora non
ci sarà colpa se la donna si riscatta…”
Commento: “Se la moglie non si sentisse
di continuare la convivenza matrimoniale,
può ottenere il divorzio offrendo al marito
una compensazione materiale”.

Hamza Roberto Piccardo
Commenti a due versetti del Corano
più venduto in Italia (140 mila copie)
sotto il controllo dottrinario dell’Ucoii
(pagina 55)
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Old 31-07-2005, 16:03   #23
attix
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Originariamente inviato da Ewigen
Riporto un articolo scritto da un teologo e da un storico dele religioni (quindi non con conoscenze alla Fallaci e,per parcondicio alla Terzani) che nel campo ci lavorano:

x chi si diverte a ,mettere il corano alla bibba sullo stesso piano
http://www.consolata.org/imc/italian...bia_corano.htm

Il Corano è la Parola di Dio che "occupa nell'Islam la posizione centrale occupata da Gesù nel Cristianesimo" .
Questa chiarificazione è importante, perché permette di evitare errori grossolani di valutazione. Oserei anzi aggiungere che - da parte Islamica ovviamente - il Corano viene percepito in una maniera addirittura più perfetta di ciò che noi Cristiani riconosciamo in Cristo. Per noi Cristo è vero Dio (quindi perfetto), ma anche vero uomo (con i suoi limiti umani, ad esempio, limiti di conoscenza), mentre per l'Islam il Corano è totalmente divino e inimitabile, come troviamo in 17,88: "Se anche uomini e ginn si unissero per fare un Corano come questo, pur aiutandosi a vicenda non ci riuscirebbero" .
§ L'autore del Corano è Dio, che detta "parola per parola, anzi lettera per lettera" ciò che il profeta deve scrivere. Questo è profondamente diverso dalla comprensione cristiana ed ebraica della Bibbia, dove l'autore non è il "dattilografo sotto dettato" di Dio, bensì mantiene la sua personalità che si può notare in ogni pagina della Bibbia e del Nuovo Testamento. Per il Cristianesimo questa rivelazione impedisce solo errori in campo dogmatico e morale, non elimina la personalità dell'autore sacro.
§ Mentre il Cristianesimo riconosce le fonti e influenze umane della sua rivelazione, l'Islam non si pone il problema delle fonti del Corano, perché secondo essi, l'unica fonte è Dio .
§ Il Corano, in quanto rivelazione "discesa" da Dio, non può essere tradotto, perché ogni lettera ha un suo significato nascosto.
Vediamo invece come, per il Cristianesimo, la traduzione sia normale, in quanto la Bibbia, per Gesù e la Chiesa Primitiva, era già giunta in traduzione Greca! Quando si accetta una traduzione, si accetta pure una pluralità di vedute, perché ogni traduzione deve mediare tra due mondi diversi. Il detto popolare "traduttore traditore" è quanto mai vero! La mancanza di traduzioni ufficiali del Corano (fino in tempi recentissimi) forse spiega perché l'Islam sia un sistema monolitico.
§ Secondo il Corano, la Bibbia e il Vangelo sono incompleti (in quanto rivelati ad un'umanità immatura) e corrotti nel corso dei secoli; di qui la necessità di una nuova rivelazione .
Certo - a mio parere - il confronto con questa critica islamica nei nostri confronti ci sprona ad un esame di coscienza!
§ Il concetto di Profeta, per l'Islam è quello di "legislatore", non quello biblico di colui "che fa conoscere i misteri divini" . A mio parere, questo concetto è inadeguato a rappresentare i profeti biblici.
§ Inoltre i maggiori profeti biblici (Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, ecc.) sono ignorati dal Corano. Perché? L'autore opina che forse gli ebrei con cui Mohammed ebbe contatto non erano interessati agli ideali religiosi e morali con cui questi profeti ebbero contatto .






Gli "infedeli" e la "guerra santa"
di Massimo Viglione

Perché i cristiani sono perseguitati in molti paesi islamici? Nel Corano la risposta: chi non è musulmano si deve convertire all'Islam, altrimenti venga sottomesso. E, in certi casi, soppresso!

Negli anni passati molti - anche in certi ambienti cattolici - si erano fatti illusi sostenitori, non senza spensierate impuntature e a volte con aggressiva faziosità, della facilità di convivenza fra le popolazioni occidentali (ancora cristiane o ormai decristianizzate che siano) e gli islamici, e quindi fautori acritici del fenomeno dell'immigrazione. Ma la storia degli ultimi otto mesi sta sconvolgendo le più inveterate certezze: nei primi quattro, abbiamo vissuto la tragedia di un attacco inusitato con conseguente guerra, negli ultimi quattro stiamo assistendo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, ad un'altra ancor più complessa tragedia, che sembra senza via d'uscita; tragedia che si sta ampliando in Europa da un lato provocando pericolose spaccature con gli U.S.A. e all'interno di molti ambienti religiosi, politici e culturali, dall'altro con una rinascita dell'antisemitismo, e questa volta praticato - anche con violenza - da chi per decenni si erigeva a solenne difensore degli ebrei e della tolleranza in genere.

In entrambi i casi, comunque la si pensi a riguardo, resta certo un fatto: al cuore del problema vi è il mondo islamico, la convivenza con il mondo islamico. Ma al di là di bin Laden e Arafat, di quanto sta accadendo e accadrà, chi conosce la storia e la giudica con animo sereno, sa perfettamente che il problema della convivenza con l'Islam è nato con la nascita stessa dell'islam: ancor vivo Maometto, già le sue schiere avevano iniziato la "guerra santa" di conquista forzata dei popoli e dei loro territori alla nuova religione. Pochi decenni dopo, sempre con la guerra i musulmani avevano strappato tutta l'Africa settentrionale e molto del Medio Oriente alla Cristianità e quindi la Spagna; e poi per circa mille anni (Poìtiers nel 732 d.C., l'assedio di Vienna del 1683) il jihad ha costretto la Cristianità alla guerra difensiva, e solo il declino della potenza turca ha per due secoli posto fine allo scontro millenario.

Ma oggi tutto questo, seppur in maniera differente, si sta riaffacciando sotto i nostri occhi, nelle nostre vite. L'islam ci appare di nuovo nel suo volto integrale. E se è vero che non tutti i musulmani sono fondamentalisti, e non tutti i fondamentalisti sono terroristi, è però vero che i terroristi e i kamikaze sono inesorabilmente musulmani!

Credere di conoscere e poter giudicare l'Islam senza conoscerne la mentalità profonda non è solo follia, ma colpevole stupidità. E per conoscere la mentalità profonda dell'islamico, non si può prescindere dal Corano, che per ogni musulmano non è solo il "Libro sacro" della religione, ma il libro per eccellenza della vita, l'unico libro in un certo senso, che regola l'esistenza individuale e sociale nella totalità delle espressioni.

Una di queste fondamentali espressioni è il jihad, la guerra santa, che costituisce un dovere per ogni musulmano, dovere per l'appunto prescritto nel Corano. Scrive Roberto de Mattei nel suo recente ottimo studio sullo specifico problema (Guerra santa - Guerra giusta. lslam e Cristianesimo in guerra, Piemme, p. 45) che la guerra santa è "una caratteristica inestirpabile della vita islamica". E, a ulteriore conferma, de Mattei riporta a p. 56 questa sentenza dell' "Encyclopédie de l'islam": "il jihad è un obbligo. Questo precetto è proclamato in tutte le fonti"'. Ma, al di là di queste ed altre citazioni, è nel Corano stesso che troviamo la certezza di quanto detto, ed è dal Corano che si ricava anche tutta la mentalità del musulmano riguardo il rapporto con gli "infedeli".

In tal senso importante, oltre ai già citato studio di de Mattei, è senz'altro il recente libro di Stefano Nitoglia, (L'islam com'è. Un confronto con il Cristianesimo, Il Minotauro). Seguiamo il cap. 6, che espone in maniera semplice e chiara tutta la concezione - ideale e pratica - islamica. Come spiega Nitoglia, il mondo per l'islam si divide in "territorio dell'islam" e in "territorio di Guerra"; i beni degli infedeli sono alla mercé dei "credenti". li "territorio dell'islam" è abitato dai musulmani e dai dhimmi (ebrei e cristiani). I dhimmi sono esclusi dalle cariche pubbliche, in quanto un "infedele" non può in nessun caso esercitare l'autorità sui musulmani, non può testimoniare contro un musulmano, essendo il suo giuramento irricevibile (tale rifiuto si fonda sulla natura perversa e menzognera dell'"infedele" che persiste deliberatamente nel negare la superiorità dell'islam); un musulmano, anche se colpevole, non può essere condannato a morte se accusato da un "infedele" e la sanzione che colpisce i musulmani colpevoli di un delitto è attenuata se la vittima è un dhimmi.

La "bestemmia" contro Maometto è punita con la pena capitale: così i dhimmi, impotenti a contraddire in giudizio le testimonianze dei musulmani, per salvare la loro vita si trovano spesso costretti a passare all'islam. I dhimmi devono inoltre distinguersi attraverso un segno esteriore, non possono elevare costruzioni più alte di quelle dei musulmani, devono procedere all'inumazione dei loro morti in segreto, senza pianti e lamenti; a loro è vietato suonare le campane, esporre oggetti di culto, proclamare davanti a un musulmano le credenze cristiane. inoltre i dhimmi sono sottoposti con la forza al pagamento di un tributo, e di un'altra tassa, la "djizya", che viene imposta nel corso di una cerimonia umiliante: mentre paga, il dhimmi viene colpito alla testa. Ai dhimmi è fatto divieto di portare le armi.

Non migliore è la condizione dell'ex musulmano convertito al cattolicesimo, per il quale è prevista la pena di morte se non si ravvede entro tre giorni. Prima dell'esecuzione viene considerato civilmente morto, con conseguente confisca ipso ure dei suoi beni, che vengono considerati bottino di guerra.

Ancora oggi prevedono la pena di morte per delitto d'apostasia, il codice penale della Repubblica del Sudan del 1991 (art. 126, comma 2), il codice penale della Repubblica islamica di Mauritania del 1984 (art. 306), mentre il codice penale del Regno dei Marocco punisce con una pena detentiva e con un'ammenda chi induce all'apostasia e tace della sode dell'apostata (ad. 220, comma 2). In Egitto, lo Sceicco Abd al-Halim Mahamud ha redatto un progetto di codice di pene coraniche che prevede, all'art. 33, la pena di morte per l'apostata. In ogni caso, secondo lo studioso cristiano libanese Sami Awar Aldeeb Abu-Sahlieh, seppure i codici penali degli altri Paesi musulmani non hanno una disposizione relativamente all'apostasia, questo "non significa assolutamente che il musulmano possa lasciare liberamente la sua religione. Infatti, le lacune del diritto scritto vanno colmate con il diritto musulmano, secondo le disposizioni legislative del paese". lì medesimo studioso cita come esempio il Regno Saudita: "L'esecuzione degli apostati malgrado l'assenza di una norma legale si verifica anche in Arabia Saudita" (cit. in Nitoglia, p. 94). In ogni caso, per ben che gli vada, l'apostata si vede messo in prigione, spossessato dei beni, cacciato dal lavoro da parte dello Stato, ed esposto alla vendetta della sua famiglia e dei singoli musulmani. Ma torniamo alla "guerra santa". Questa nasce ufficialmente con l"'Editto" di Medina (622), con il quale il "profeta" definisce le caratteristiche fondamentali dell'islam come comunità di credenti che combattono per imporre la legge di Allah al mondo intero: nasce l'obbligo per i musulmani di lottare fino alla sottomissione degli "infedeli". Secondo l'insegnamento islamico la "guerra santa" è uno dei comandamenti fondamentali della fede, un obbligo imposto da Dio a tutti i musulmani, che non conosce limiti di tempo o di spazio, e che deve protrarsi finché il mondo intero non abbia accolto la fede islamica o almeno non si sia sottomesso al potere dello Stato islamico. Recita infatti il Corano: "vi è prescritta la guerra, anche se non vi piace" (Cor 2, 216). "Combattete per la causa di Dio quelli che vi combattono (...) Uccideteli dunque ovunque li troviate e scacciateli da dove hanno scacciato voi" (Cor 2, 190-191); "Uccidete gli idolatri ovunque li troviate, fateli prigionieri, assediateli e combatteteli con ogni genere di tranelli" (Con 9, 5); "Profeta! Lotta contro gli infedeli e gli ipocriti e sii duro con loro!" (Con 66, 9); "Non siate deboli col nemico, né invitatelo a far la pace, mentre avete il sopravvento!" (Con 47, 35); "La ricompensa di coloro che si oppongono ad Allah ed al suo Messaggio, dedicandosi a corrompere la terra, sarà nel fatto che verranno massacrati o crocifissi o amputati delle mani e dei piedi o banditi dalla terra, a loro infamia in questo mondo!" (Con 5, 33).

Inoltre, spiega Nitoglia, "a differenza di quanto imposto dalla dottrina cristiana e testimoniato dalla storia occidentale, nella mentalità musulmana la pratica della guerra non è limitata da precise regole morali che ne moderino la ferocia. Ad esempio l'islam non riconosce come soggetti giuridici né le persone non-musulmane né gli Stati non-musulmani, per il semplice fatto che non ammette legge naturale né diritto delle genti distinti dalla Shariah. "Nessun credente podi mai soccorso ad un miscredente", afferma un hadit. In tale prospettiva i nemici, una volta caduti prigionieri, costituiscono "proprietà dei vincitori, che possono liberarli o ridurli in schiavitù oppure ucciderli: "Quando dunque incontrate in battaglia quelli che non credono, colpiteli al collo e quando li avrete massacrati di colpi stringete beni i ceppi. Poi, o la grazia o il riscatto, finché i combattenti non depongono le armi" (Con 47, 4). Le proprietà dei nemici vinti divengono proprietà dei musulmani: "Il bottino di guerra appartiene a Dio e al suo Messaggero" (Con 8, 1)" (pp. 95 e sgg.).

Come nota de Mattei (cit., pp. 60-61), l'intera storia di questi ultimi sedici secoli dimostra che il nemico fondamentale contro cui si rivolge il jihad è la Cristianità ed in particolare la potenza che nel corso dei secoli maggiormente la rappresenta (nella realtà concreta o nell'immaginario islamico): il Regno dei Franchi, il Sacro Romano Impero, oggi gli U.S.A. Il discorso meriterebbe ben altra attenzione e spazio. Ma quanto detto può forse bastare a chiarire se non altro quanto di drammaticamente serio vi sia da apprendere riguardo la mentalità islamica sui rapporti con i cristiani; e ciò dovrebbe indurre le persone più responsabili e serene a considerare con profonda serietà la questione dell'immigrazione (e non abbiamo toccato la situazione femminile o quella specificamente religiosa!) e comunque l'intera problematica dei rapporti con il mondo musulmano. E questo nell'interesse di tutti, ed anzitutto della pace. Di quella vera, non di quella fondata sulla paura o sull'inganno.

Dal Corano

"(…) Han detto i cristiani: il Cristo è il Figlio di Dio! Questo dicono con la loro bocca imitando il dire di coloro che prima di loro repugnarono alla Fede. Dio li maledica! In quale grave errore son caduti!". (Corano, 9, 30).

© Il Timone - n. 19 Maggio/Giugno 2002

Faccio per quel poco che ne so alcune considerazioni

1) Parlare dell'"islamico",come di un soggetto definibile senza alcuna difficoltà e sfumatura, quasi si trattasse di un modello perfetto ed immutabile mi sembra una pericolosa e sbagliata generalizzazione.
Oggi, purtroppo bisogna constatare che, dopo anni di oblio, torna di moda la propaganda anti-islamica che,muovendo da problemi certamente innegabili e finanche gravi legati alla convivenza ed al dialogo fra culture diverse,fa leva sul diffuso sentimento di insicurezza delle persone per diffondere idee pericolose e sbagliate.

2) jihad in arabo significa sforzo ed indica il necessario dovere di ogni buon musulmano di impegnarsi per la propria fede,la traduzione del termine in "guerra santa" e l'uso che se ne fa sono del tutto inesatti e proditori.

3) Le prime vere guerre sante le ha sostenute il mondo cristiano che con la scusa di liberare dagli "infedeli" la terra santa, intendeva conquistare il controllo di un territorio assai strategico ed importante anche al tempo delle crociate(per motivi commerciali)... come vedi la storia spesso si ripete...
attix è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-07-2005, 16:12   #24
Banus
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Originariamente inviato da Grande blu
Proprio un bel programmino niente male, anzi oserei dire moderato.
Forse stiamo pretendendo che i mussulmani subiscano in pochi anni un cambiamento che per noi ha richiesto secoli... comunque c'è chi all'interno dell'islam fa proposte molto più audaci, ad esempio ammettere la poligamia anche alle donne, oppure vietarla ad entrambi (rompendo l'attuale asimmetria):
http://en.wikipedia.org/wiki/Liberal...versial_Issues

D'altra parte la motivazione "uomo e donna sono diversi e complementari" è usato anche qui in alcuni casi, da parte religiosa... e nelle scritture è facile trovare passi con cui giustificare una posizione verso le donne (da parte dei cristiani) non dissimile da quella mussulmana.

Quote:
Originariamente inviato da lowenz
P.S.: hai messo Nietzsche in signature?
__________________
echo 'main(k){float r,i,j,x,y=-15;while(puts(""),y++<16)for(x=-39;x++<40;putchar(" .:-;!/>"[k&7])) for(k=0,r=x/20,i=y/8;j=r*r-i*i+.1, i=2*r*i+.6,j*j+i*i<11&&k++<111;r=j);}'&>jul.c;gcc -o jul jul.c;./jul |Only Connect| "To understand is to perceive patterns" Isaiah Berlin "People often speak of their faith, but act according to their instincts." Nietzsche - Bayesian Empirimancer - wizardry

Ultima modifica di Banus : 31-07-2005 alle 16:14.
Banus è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-07-2005, 16:14   #25
attix
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Originariamente inviato da Grande blu
Così Hamza Piccardo,un islamico moderato, affronta la questione della donna.
Proprio un bel programmino niente male, anzi oserei dire moderato.

Sura II, v. 228: “ …Esse (le donne) hanno
diritti equivalenti ai loro doveri, in
base alle consuetudini, ma gli uomini sono
superiori”.
Commento: “Ma gli uomini sono superiori”:
in un pensoso sforzo di omologare l’islam
alla cultura moderna, alcuni commentatori
modernisti hanno scritto che la
superiorità riguarda solo il diritto dell’uomo
al ripudio della moglie, facoltà che non
gode di reciprocità. In realtà si tratta di
qualcosa di molto più importante e fondamentale
per il mantenimento dell’equilibrio,
individuale, familiare, sociale. L’uomo
e la donna sono due realtà complementari
imprescindibili l’una dall’altra. Se così non
fosse, Allah (gloria a Lui l’altissimo), non
avrebbe formato Eva dalla costola di Adamo,
avrebbe fornito entrambi di apparati riproduttivi
completi, etc. (…). Nell’ambito
familiare il rispetto della Legge di Allah e
della Sunna dell’Inviato fa sì che non si
creino situazioni tali da esigere un’affermazione
di potere che mortifichi la complementarietà
dei coniugi. C’è anche un problema
di guida, nella famiglia e nella società,
che non significa predominio, oppressione
o disconoscimento della prevalenza
femminile in una quantità di settori e circostanze.
Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affida
questo ruolo dirigente al maschio. E’ un
compito gravoso e difficile, di cui l’uomo farebbe
volentieri a meno e di cui è tenuto a
rispondere davanti ad Allah”.
Sura II, v. 229: “Se temete di non potere
osservare i limiti di Allah, allora non
ci sarà colpa se la donna si riscatta…”
Commento: “Se la moglie non si sentisse
di continuare la convivenza matrimoniale,
può ottenere il divorzio offrendo al marito
una compensazione materiale”.

Hamza Roberto Piccardo
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Beh..potremmo anche pensare al fatto che nella nostra civilissima e occidentalissima Italia esisteva fino a qualche anno fa il delitto d'onore.

Nel nostro paese le donne hanno il diritto di voto solo dal 1946 !!!!!!!

Fino al 1975(riforma del diritto di famiglia) la moglie non aveva pari dignità giuridica rispetto al marito( ad es. era obbligata a seguirlo nel luogo in cui egli decidesse di fissare la residenza familiare),che era il capo indiscusso della famiglia.

Senza considerare le discriminazioni che la donna continua comunque a subire nei nostri paesi "evoluti"...

Chi è senza peccato.....
attix è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 31-07-2005, 16:27   #26
parax
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Originariamente inviato da Grande blu
Così Hamza Piccardo,un islamico moderato, affronta la questione della donna.
grosso modo quello che dice o diceva la Chiesa cattolica, sai cosa pensa o pensava la chiesa delle suffragette (che si opponevano al "maschilismo pontificio"), dell'emancipazione delle donne e del divorzio? E' solo grazie alle conquiste per i diritti civili che la società si è distaccata e la chiesa ha dovuto modificare il tiro adattandosi ai tempi per non sparire, fino al 1946 le donne erano ritenute indegne del voto e prive di esprimere opinioni.

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Old 31-07-2005, 16:28   #27
Grande blu
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Originariamente inviato da attix
Beh..potremmo anche pensare al fatto che nella nostra civilissima e occidentalissima Italia esisteva fino a qualche anno fa il delitto d'onore.

Nel nostro paese le donne hanno il diritto di voto solo dal 1946 !!!!!!!

Fino al 1975(riforma del diritto di famiglia) la moglie non aveva pari dignità giuridica rispetto al marito( ad es. era obbligata a seguirlo nel luogo in cui egli decidesse di fissare la residenza familiare),che era il capo indiscusso della famiglia.

Senza considerare le discriminazioni che la donna continua comunque a subire nei nostri paesi "evoluti"...

Chi è senza peccato.....
Un'argomentazione un po' traballante la tua, da portare come tesi difensiva
a gente come Picarro che, tra le tante cose che ha imparato dal Corano c'è anche quella di bastonare la donna. Il tutto però con moderazione
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Old 31-07-2005, 16:31   #28
Grande blu
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Originariamente inviato da parax
grosso modo quello che dice o diceva la Chiesa cattolica, sai cosa pensa o pensava la chiesa delle suffragette (che si opponevano al "maschilismo pontificio"), dell'emancipazione delle donne e del divorzio? E' solo grazie alle conquiste per i diritti civili che la società si è distaccata e la chiesa ha dovuto modificare il tiro adattandosi ai tempi per non sparire, fino al 1946 le donne erano ritenute indegne del voto e prive di esprimere opinioni.
Questo che dici conferma la teoria che certe religioni si sono evolute e l'Islam no. null'altro
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Old 31-07-2005, 16:59   #29
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"L’uomo e la donna sono due realtà complementari imprescindibili l’una dall’altra. Se così non fosse, Allah (gloria a Lui l’altissimo), non avrebbe formato Eva dalla costola di Adamo"

Questa la sento spesso senza andar molto lontano.....e testimonia che, rimanendo nell'ambito biblico, pochi si ricordano (anzi SANNO) che esistono 2 racconti della creazione, uno di tradizione eloista e uno di tradizione jahwista .....

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Old 31-07-2005, 17:10   #30
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Il problema non è difendere l'interpretazione di Tizio o di Caio,il problema sta nel riconoscere obiettivamente che tutto quello che viene contestato alla civiltà islamica può essere contestato anche ad altre che comunemente tendiamo a definire "civili ed evolute"
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Old 31-07-2005, 17:24   #31
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Il problema non è difendere l'interpretazione di Tizio o di Caio,il problema sta nel riconoscere obiettivamente che tutto quello che viene contestato alla civiltà islamica può essere contestato anche ad altre che comunemente tendiamo a definire "civili ed evolute"
Ad esempio?
E, in ogni caso, dal tuo intervento capisco quindi che il problema non è il confronto col mondo islamico ma l'arretratezza del mondo occidentale. O ho interpretato male? E' che il tuo è un intervento un po' dico-non dico...
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Old 31-07-2005, 17:46   #32
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il problema sta nel riconoscere obiettivamente che tutto quello che viene contestato alla civiltà islamica può essere contestato anche ad altre che comunemente tendiamo a definire "civili ed evolute"
C'è comunque una scala... difficilmente una donna occidentale sceglierebbe di vivere come le donne mussulmane di sua iniziativa, mentre molte ragazze mussulmane benestanti adottano modelli fortemente occidentali: quindi ne deduco che il nostro modello è preferibile per loro. Questo vale anche per alcuni diritti e libertà fondamentali, come quello di espressione.
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Old 31-07-2005, 18:10   #33
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Non c'è dubbio...nessun essere raziocinante vorrebbe mai vivere in un paese fondamentalista
Il discorso è un altro...semplicimente sarebbe il caso che la smettessimo di considerarci i padroni del mondo e di vedere gli altri come nostri ospiti...perchè se guardiamo la storia di scheletri nell'armadio ne abbiamo tutti...la lotta del bene contro il male esiste solo nei film di azione.
Insomma sarebbe il caso che noi occidentali scendessimo dal piedistallo su cui siamo saliti,perchè per realizzare un vero dialogo è necessario riconoscere i propri limiti e i propri errori prima ancora di quelli degli altri.
E' un po' contraddittorio ergersi a paladini dei diritti civili e poi macchiarsi di vere e proprie vergogne come,ad esempio, la prigione di Guantanamo... che messaggio diamo così al resto del mondo?
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Old 31-07-2005, 18:11   #34
Grande blu
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il problema infatti è che non può esistere islam moderato.
Il fatto che possa esistere un islam moderato è un'idea che ci siamo fatti noi occidentali, un'idea che ci rende ridicoli agli occhi dei musulmani e che nel peggiore dei casi li offende in quanto travisa la loro religione.

La cosa è molto semplice: o sei islamico o non lo sei, un bravo musulmano segue ciecamente gli insegnamenti del Corano.
quindi o sei musulmano o sei moderato.
Diversamente non si spiegherebbe per esempio perchè l'Arabia Saudita nel 1970 all'Onu decise di non sottoscrivere la Carta dei diritti dell'uomo sulla base dell'esercizio "dell'autorità tutoria dell'uomo sulla donna"

Sono convinto che se un islamico vuole vivere in un paese occidentale deve lui per primo cercar di capire e sopratutto rispettare le usanze del paese che lo ospita, se poi ha intenzione di integrarsi come cittadino, allora deve anche accettarne tutte leggi e rispettarle compreso la carta dei diritti dell'uomo.

Ultima modifica di Grande blu : 31-07-2005 alle 18:15.
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Old 31-07-2005, 18:18   #35
gpc
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Non c'è dubbio...nessun essere raziocinante vorrebbe mai vivere in un paese fondamentalista
Eppure hai appena detto: "il problema sta nel riconoscere obiettivamente che tutto quello che viene contestato alla civiltà islamica può essere contestato anche ad altre che comunemente tendiamo a definire "civili ed evolute"". Quindi?

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Il discorso è un altro...semplicimente sarebbe il caso che la smettessimo di considerarci i padroni del mondo e di vedere gli altri come nostri ospiti...perchè se guardiamo la storia di scheletri nell'armadio ne abbiamo tutti...la lotta del bene contro il male esiste solo nei film di azione.
Ma aspetta, tu posti dall'Arabia Saudita? Perchè in Italia loro *sono* nostri ospiti, in quanto immigrati da un paese straniero. Per carità, sono nostri ospiti anche gli scandinavi che vengono a vivere qui, eh, non ne faccio mica un discorso di provenienza...

Quote:
Insomma sarebbe il caso che noi occidentali scendessimo dal piedistallo su cui siamo saliti,perchè per realizzare un vero dialogo è necessario riconoscere i propri limiti e i propri errori prima ancora di quelli degli altri.
Giusto, scendiamo dal piedistallo dei diritti universali dell'uomo, della separazione tra stato e chiesa, della fine delle guerre sante qualche secolo fa, del progresso sociale e scientifico, del progresso culturale, di tutto quanto.
Dobbiamo anche noi iniziare ad avere il consiglio degli ulema al posto del consiglio comunale per non offenderli?

Quote:
E' un po' contraddittorio ergersi a paladini dei diritti civili e poi macchiarsi di vere e proprie vergogne come,ad esempio, la prigione di Guantanamo... che messaggio diamo così al resto del mondo?
Ahhh la tremenda prigione di Guantanamo, esempio (unico?) che si tira fuori. Beh, così, per usare i tuoi termini, scendiamo dal piedistallo, no?
Mai sentito tante invettive contro una prigione (dove quello di sbagliato che capita viene alla luce e vengono perseguiti i responsabili, vedi per esempio la storia del Corano bistrattato)... ce ne fossero state metà contro le esecuzioni negli stadi in Afghanistan o le esecuzioni dei curdi da parte di San Saddam e quei regimi sarebbero stati sbaragliati con la sola forza dell'opinione pubblica.
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Old 31-07-2005, 18:22   #36
attix
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Secondo questa logica un persona religiosa (di qualsiasi religione sia ben chiaro....)non può essere moderata così come un bravo cattolico (e io ne conosco come ho conosciuto anche dei musulmani) dovrebbe seguire alla lettera i dogmi della chiesa...quando parlo di piedistallo mi riferisco proprio a questo,a noi non interessa che ci sia o non ci sia un islam moderato.
Si parte dal persupposto di avere a che fare con persone di civiltà,religione e cultura inferiore...beh...con questo presupposto non si fa molta strada e non si può pretendere che sulle sue basi qualcuno accetti il dialogo con noi.
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Old 31-07-2005, 18:27   #37
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Secondo questa logica un persona religiosa (di qualsiasi religione sia ben chiaro....)non può essere moderata così come un bravo cattolico (e io ne conosco come ho conosciuto anche dei musulmani) dovrebbe seguire alla lettera i dogmi della chiesa...quando parlo di piedistallo mi riferisco proprio a questo,a noi non interessa che ci sia o non ci sia un islam moderato.
Si parte dal persupposto di avere a che fare con persone di civiltà,religione e cultura inferiore...beh...con questo presupposto non si fa molta strada e non si può pretendere che sulle sue basi qualcuno accetti il dialogo con noi.
Ma di quale dialogo stai parlando ancora non ti sei accorto che il tuo interlocutore non vuole dialogare ed ha lasciato la parola alle stragi
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Old 31-07-2005, 18:27   #38
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Secondo questa logica un persona religiosa (di qualsiasi religione sia ben chiaro....)non può essere moderata così come un bravo cattolico (e io ne conosco come ho conosciuto anche dei musulmani) dovrebbe seguire alla lettera i dogmi della chiesa...quando parlo di piedistallo mi riferisco proprio a questo,a noi non interessa che ci sia o non ci sia un islam moderato.
Infatti il bravo cristiano segue quello che gli dice la Chiesa.
Con la differenza che la Chiesa per prima ha detto il famoso "date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio", di "amare il prossimo come se stessi", e quando parla dell'evangelizzazione dice che se non si è ascoltati "scuotete la polvere dai vostri sandali" e di andarsene da un'altra parte (se poi si tirano fuori le solite palle del sud america vuol dire che non si ha nemmeno idea di cosa sia la contestualizzazione).
Al contrario, il bravo musulmano è quello che segue alla lettera il Corano, dove si dice di fare la guerra santa agli infedeli, di colpirli a tradimento, etc.
Se per te è uguale...
Ma anche se non credi a me, credi alla situazione degli stati islamici attuale.

Quote:
Si parte dal persupposto di avere a che fare con persone di civiltà,religione e cultura inferiore...beh...con questo presupposto non si fa molta strada e non si può pretendere che sulle sue basi qualcuno accetti il dialogo con noi.
Si parte dal presupposto di avere a che fare con una cultura che si è fermata al nostro medioevo, o peggio, e ha in mano gli strumenti tecnologici del ventunesimo secolo. Il resto è storia.
Se le scuole coraniche sfornano integralisti e fanatici quando la massima arma disponibile è una spada, relativamente poco male. Se queste stesse personcine vengono sfornate quando basta una persona imbottita d'esplosivo nel posto giusto per far fuori qualche centinaio di persone, beh, il problema inizia ad essere un po' più pesantuccio.
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Old 31-07-2005, 18:34   #39
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Secondo questa logica un persona religiosa (di qualsiasi religione sia ben chiaro....)non può essere moderata così come un bravo cattolico (e io ne conosco come ho conosciuto anche dei musulmani) dovrebbe seguire alla lettera i dogmi della chiesa...quando parlo di piedistallo mi riferisco proprio a questo,a noi non interessa che ci sia o non ci sia un islam moderato.
Si parte dal persupposto di avere a che fare con persone di civiltà,religione e cultura inferiore...beh...con questo presupposto non si fa molta strada e non si può pretendere che sulle sue basi qualcuno accetti il dialogo con noi.
Prova a far dalogare Islam con il mondo omosessuale sicuramente nascerà un bellissimo dialogo.
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Old 31-07-2005, 18:46   #40
attix
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Eppure hai appena detto: "il problema sta nel riconoscere obiettivamente che tutto quello che viene contestato alla civiltà islamica può essere contestato anche ad altre che comunemente tendiamo a definire "civili ed evolute"". Quindi?
Criticare logicamente i vizi(o forse ritieni che l'occidente ne sia immune?) del nostro mondo non vuol dire negare il valore di principi fondamentali.
Ritieni che occorra essere come la Fallaci per apprezzare valori come l'uguaglianza fra uomo e donna o la libertà di espressione?? Io no, per me basterebbe usare il cervello


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Originariamente inviato da gpc
Ma aspetta, tu posti dall'Arabia Saudita? Perchè in Italia loro *sono* nostri ospiti, in quanto immigrati da un paese straniero. Per carità, sono nostri ospiti anche gli scandinavi che vengono a vivere qui, eh, non ne faccio mica un discorso di provenienza...
Forse non sono stato compreso, non mi riferivo al fenomeno dell'immigrazione, ma al rapporto fra paesi occidentali e resto del mondo.Il mondo è di tutti e noi non ne siamo i padroni incontrastati...

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Originariamente inviato da gpc
Giusto, scendiamo dal piedistallo dei diritti universali dell'uomo, della separazione tra stato e chiesa, della fine delle guerre sante qualche secolo fa, del progresso sociale e scientifico, del progresso culturale, di tutto quanto.
Dobbiamo anche noi iniziare ad avere il consiglio degli ulema al posto del consiglio comunale per non offenderli?





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Originariamente inviato da gpc
Ahhh la tremenda prigione di Guantanamo, esempio (unico?) che si tira fuori. Beh, così, per usare i tuoi termini, scendiamo dal piedistallo, no?
Mai sentito tante invettive contro una prigione (dove quello di sbagliato che capita viene alla luce e vengono perseguiti i responsabili, vedi per esempio la storia del Corano bistrattato)... ce ne fossero state metà contro le esecuzioni negli stadi in Afghanistan o le esecuzioni dei curdi da parte di San Saddam e quei regimi sarebbero stati sbaragliati con la sola forza dell'opinione pubblica.

Sì una prigione dove gli accusati, di quali accuse specifiche si tratti poi... nessuno lo sa...( hai mai pensato che forse qualcuno dei detenuti potrebbe magari essere innocente?? Dovresti perchè la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva è un SACROSANTO principio cardine del mondo occidentale) sono trattenuti senza termine e senza intervento del giudice dentro delle comode e confortevoli gabbie.
Beh,secondo l'idea che ne ho io la prigione di un paese civile è leggermente diversa.
Quando san Saddam compiva le sue stragi, agli americani non venivano tanti scrupoli, anzi si preoccupavano anche di armarlo se è per questo... così come il fondamentalismo ottuso dei mujaedin non rappresentava per essi un problema, quando poteva essere sfruttato per cacciare i sovietici dall'afghanistan.
Scendiamo dal piedistallo vuol dire essere onesti e riconoscere che forse la guerra in atto c'entra poco coi diritti e la democrazia e molto con gli interessi e i $$$$
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