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Iscritto dal: Nov 2008
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L'idea che le rinnovabili siano economiche è vero per il produttore, anzi sono un affare epocale per i produttori. E' molto meno vero quando si considerano i costi totali che sono poi quelli che finiscono in bolletta perchè esistono tutti costi necessari per la distribuzione e il bilanciamento dell'energia in rete che sono costantemente in aumento e non sono contemplati nei costi di produzione perchè non sono pagti dai produttori ma dalla collettività. Quote:
Bisogna cambiare mentalità, gli SMR potrebebro aiutare. Quote:
Non parlo nello spacifico di te, ma francamente ogni volta che si parla di nucleare mi sembra una razionalizzazione a posteriori di una posizione ideologica...manca sempre qualche pezzo. Quote:
L'intermittenza e i costi necessari per bilanciare la rete non sono cavilli burocratici, ma di tecnologia. Devi mantenere in vita una doppia rete (rinnovabili + centrali a gas o nucleare di riserva). Pagare impianti fossili per stare spenti in stand-by ha costi enormi che finiscono dritti in bolletta. Le aste FER non sono una buona misura visto che considerano solo il costo del produttore ovvero del singolo pannello, non il costo sistemico per integrarlo nella rete che è il costo più importante quando si parla di rinnovabili. Le aste FER a frazioni di costo sono un'ottima notizia per chi vende impianti, ma finché la fisica impone di pagare la riserva a gas e il mercato è strutturato per proteggere le rendite, la bolletta non scenderà mai. Le rinnovabili sono perfette per il capitale privato: piccoli tagli, cantieri veloci, rientro rapido e rischi di rete scaricati sulla collettività. Puntare al 100% rinnovabile significa condannarsi ad avere solo impianti discontinui e il gas a coprire le spalle. Sperare che i privati o la politica spinga facciano spingano per disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili da quello del gas è pura utopia. Non riusciamo nemmeno a fare le aste per le concessioni che sono inmano alle grandi controllate pubbliche che fanno cassetta in questo modo. Inoltre i privati con il mercato marginal), chi produce da idro o solare (con costi variabili vicini allo zero) incassa al prezzo del gas. È una rendita di posizione mostruosa. Quote:
Il biogas è buono ma potenziale massimo stimato per l'Italia è di circa 6-8 miliardi di metri cubi (bcm) all'anno, a fronte di un consumo nazionale storico di gas che supera i 60 bcm. Miscelare il 20% di H2 in volume nella rete del gas riduce le emissioni di CO2 di appena il 6-7%. Sopra certe percentuali, servono modifiche strutturali a tubazioni, compressori e turbine per evitare problemi di infragilimento dei metalli e perdite. Conviene pagare un conto operativo salatissimo a vita per bruciare idrogeno e gas inefficiente nelle centrali a gas, o conviene fare oggi gli investimenti infrastrutturali per una fonte di base continua e programmabile (come il nucleare) che produce elettricità diretta senza perdite di conversione e senza modificare troppo la rete?
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Discutere con certe persone è come giocare a scacchi con un piccione. Puoi essere anche il campione del mondo ma il piccione farà cadere tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà camminando impettito come se avesse vinto lui [cit.] |
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#42 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2009
Messaggi: 453
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14366
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parli di ENEL e TERNA senza sapere che loro guadagnano più la rete è piena di rinnovabili proprio perchè prendo soldi per risolvere il problema delle FER.. oste com'è il vino ? con altra acqua dentro è pure meglio..
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#44 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2023
Messaggi: 1410
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A me risulta il contrario. Quelle che non si possono modulare sono le VREN, i cui paesi confinanti la Francia si sono riempiti. E di conseguenza la Francia, nei periodi di alta produzione solare e eolica, abbassa la produzione nuke importando elettricità incentivata (leggi: pagata da contribuenti non-francesi) a costi irrisori. Quando invece c'é poco sole o vento, la Francia esporta a prezzi piú elevati. Dal rapporto RTE del 2025 la Francia ha mediamente importato a 33eur/MWh e esportato a 101eur/MWh. Alla faccia del "regalare" l'energia. https://analysesetdonnees.rte-france...s#Vuedensemble Quote:
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Te lo dice anche RTE nero su bianco che la Francia non ha svenduto ( bradé ) la sua elettricita' Poi, va bene che l'OPEX del nucleare é basso, ma comunque non é zero. E lo si vede dal CF del nucleare francese che é del circa 70% contro l'80% mondiale e il 90% americano. E questo proprio perche' i francesi modulano il loro parco nucleare in base ai prezzi Ultima modifica di ZeroSievert : 05-08-2026 alle 00:00. |
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#45 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
Messaggi: 14366
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in particolare su questo punto.. meglio quindi tanti piccoli sistemi inefficienti e costosi piuttosto che pochi grandi sistemi efficienti, già interconnessi alla rete e facili da gestire ? la rete non andrebbe rivista se non fosse che la si vuole peggiorare andrebbe rivista la scarsa cultura della gente su come funziona una rete e andrebbe spiegato alla gente come mai oggi si paga il doppio di 20 anni fa per avere una qualità peggiore di prima.. forse poi la gente capirebbe che piccolo, diffuso, "smart", etc vuol solo dire maggiori costi e problemi e non migliore qualità e minori costi ma se dopo 20 anni di marginal price la gente non ha ancora capito niente immagino che sia giusto continuare a spennare tutti.. d'altro canto pure Terna ha potuto far crescere i suoi utili e la sua importanza strategica ed ENEL e altre aziende sono felicissime di produrre da Fotovoltaico di giorno e poi partecipare alle aste per la gestione del dispacciamento e prendere soldi per risolvere il problema che causano con il fotovoltaico ma son tuti felici di pagare oggi il doppio e oltre pensando che sia meglio oggi eh si.. quando brutto era pagare 120 lire/kWh.. meglio ma molto meglio 220 €/Mwh.. è solo 4 volte di più di prima .. ora non ricordo quanto costasse una casa nel 2.000 ma non sono sicuro che case e stipendi siano saliti di 4 volte dal 2 mila a oggi ma l'energia elettrica industriale si..
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#46 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2008
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https://www.ansa.it/sito/notizie/cro...46d9c33ec.html |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2023
Messaggi: 1410
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In un sistema carbon-free non e' impensabile che parte della modulazione verra' demandata anche al nucleare e molti nuovi design hanno importanti migliorie in questo senso. Anche perche' le "alternative" (curtailing, batterie, produzione idrogeno) non e' detto che costino di meno nel caso che gli fosse affidato il compito di coprire tutta la richiesta variabile. Addirittura il reattore nucleare Natrium di Terrapower e' pensato come sostituto delle centrali termoelettriche peaker. Ultima modifica di ZeroSievert : 04-08-2026 alle 23:41. |
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#48 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2023
Messaggi: 1410
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Quindi, visto che alla fine vince chi ha l'energia quando serve, la Francia fa comunque affari d'oro con i paesi confinanti tramite il suo nucleare sovradimensionato |
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#49 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2016
Città: Toulouse/Montpellier/Melbourne
Messaggi: 380
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Ne ho lette un po di cagate qua e là, giusto qualche precisazione, almeno sulla situazione francese che si tira spesso in ballo e conosco da vicino.
Modulare il nucleare è sconveniente? Sì, sotto ogni aspetto ingegneristico lo è. Lavorare in load-following invece che in base-load è una deliberata scelta politica di indipendenza, poco ha a vedere con il fare soldi. In francesi saranno pure i migliori per il nucleare a basso CF, e lo sono, ma questo non lo rende comunque un’idea vincente. La questione è solo politica, oltre un certo punto diventa inutile discuterne dal punto di vista tecnico. La questione è da vedersi come cosa i francesi hanno fatto per adattarsi a questo paletto che non è minimamente sindacabile. Modulare un reattore è lento? Sì, ma non così lento. Un qualunque reattore francese passa da 100% a 20% e da 20% a 100% in 20 min, indipendentemente dalla tecnologia del reattore stesso. L’intera flotta è costruita per il load following. Solo una manciata ormai un po’ troppo avvelenati rimane in base load fisso, i più vecchi tendenzialmente. Ma soprattutto il sistema di buffering energetico. Ci sono ad oggi circa 2GW installati (in rapido aumento) di batterie pronte ad entrare in funzione in millisecondi in immissione sulla rete ed altrettanto per scarico dalla rete, diversi sistemi a pompa-turbina a ciclo chiuso per circa 5GW attivabili in secondi/minuti, 12 e passa milioni di scaldabagni elettrici privati attivabili istantaneamente a distanza per scaricarci sopra tipicamente 15-20GW (carico teorico max di 120-150GW nelle notti invernali), idem per tutte le altre installazioni energivore che sono obbligatoriamente connesse (filtri e riscaldamento piscine su tutti) su a cui puoi sbolognare altri 10GW tipicamente in modo istantaneo. E questo solo per il settore privato da un buon 50 anni. Esiste poi tutto un sistema teleguidato di carico e scarico per le industrie più energivore, siderurgia su tutte, che quindi si sono adeguate fornendo un altro 15-20GW di buffer bidirezionale. E poi, da ultimo, l’intercomnessione transfrontaliera ENTSO-E, che però viene scomodata relativamente poco, sicuramente meno di quanto pare gli italiani credano. La Francia per lo più vende in certe finestre, quello si, ma non tende a buttare energia dalla finestra perché il prezzo marginale è basso. Accade solo come ultima ratio ed in emergenza. Il buffer di scarico dalla rete è molto molto capiente. Mettiamoci che a breve ci agganceranno sopra pure le colonnine per i veicoli elettrici, privati e non, qualche altro GW da sbolognare pure a mezzogiorno d’estate sicuramente salta fuori.
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ds/dev, del resto non me ne intendo |
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Iscritto dal: Jan 2025
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Le nuove FER: Funzionano con le aste e i contratti CfD a 2 vie. Hanno guadagni garantiti ma tetti ai ricavi: se il prezzo di mercato sale, restituiscono l'eccedenza. Nessun extraprofitto. Fossile e Idroelettrico: Nessun tetto. Il meccanismo del prezzo marginale fa pagare l'idroelettrico (impianti ammortizzati, con concessioni scadute o prorogate da anni) come se fosse gas. È qui che si concentrano extraprofitti e speculazioni a spese delle bollette. I gestori di rete e le utility parastatali: Operano come SpA quotate che garantiscono dividendi milionari agli azionisti di mezzo mondo, drenando risorse direttamente dalle componenti fisse della bolletta. La domanda finale è semplice: in un quadro normativo e di mercato così distorto, come potrebbe un impianto nucleare da realizzare da zero (che richiederebbe prezzi garantiti altissimi per decenni per ripagare l'investimento) abbassare il PUN? Non può. Se la politica volesse davvero abbassare le bollette domattina, le basterebbe riformare il mercato marginale, rinnovare le concessioni idroelettriche e calmierare le rendite di posizione del blocco fossile/idro, esattamente come è stato fatto per le rinnovabili. Partiamo da qui, poi discutiamo fino allo sfinimento se ha senso produrre H², bio metano ecc, i quali, per inciso, verrebbero usati come riserva strategica, e non per produrre H24, come fosse l' attuale gas. |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2023
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Di fatto, visto che producono tutte insieme, la correlazione é negativa. La produzione avviene prevalentemente a prezzi di mercato bassi. Mentre a prezzi di mercato alto le FER non producono o producono poco. Quindi, alla fine della fiera, con I CfD vai a pagare l'energia mediamente di piú del prezzo di mercato, visto che I produttori si beccano comunque il prezzo fisso. Inutile dire questi extra costi vengono scaricati sui consumatori Io questo lo chiamo extra profitto. E questo meccanismo é alla base della distorsione del mercato elettrico Ultima modifica di ZeroSievert : 05-08-2026 alle 08:36. |
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Iscritto dal: Jan 2025
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Le norme vengono modificate con una lentezza esasperante, per correggere queste distorsioni, vedi obbligo di introdurre gli accumuli chimici per traslare il rilascio di energia nei momenti di maggior bisogno. |
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Ripeto, le norme non seguono di pari passo le nuove installazioni, non so se per incapacità o per dolo, sono propenso a pensare per il dolo, visti gli extraprofitti in corso. Come scrivevo più su, bisognerebbe sistemare le normative attuali di gestione della rete nel suo complesso. Si libererebbero enormi quantità di denaro, sufficiente per adeguare la rete ed abbassare le bollette, ma questo al fisco e agli azionisti non piace. Scaricare questi problemi verso le Fer, è l'alibi perfetto. Ultima modifica di rzanet66 : 05-08-2026 alle 09:34. |
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Iscritto dal: Dec 2023
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Ergo le norme dei CfD "scritte con i piedi" non sono un difetto ma una feature del sistema. Ultima modifica di ZeroSievert : 05-08-2026 alle 10:12. |
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Aggiorna con l'inflazione e poi ne riparliamo. Il resto del discorso lo sto già trattando con un altro utente, quindi non vado a ripetermi. L'unica cosa sensata che potevi scrivere poteva riguardare gli stipendi, i quali si che sono in recessione, con un crollo sul potere d'acquisto spaventoso. Ma fino a quando ci saranno i risparmi degli italiani, i governi fanno i conti con la copertura teorica di quel risparmio, sempre pronto ad essere munto. |
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Ogni stato deve rimanere nelle regole europee con quello che ha, non con quello che hanno gli altri. Prima di tutto vanno fatti i conti con la storia, morfologia del territorio, posizionamento nello scacchiere internazionale, sia sul piano geografico che politico, e anche con le proprie risorse strategiche disponibili. L'alibi delle Fer è la perfetta sintesi dei problemi burocratici/normativi, incapaci di stare al passo con l'evoluzione dei tempi. L'esempio della Germania, la quale fa i propri interessi e non c'entra nulla con l'Italia, altrimenti sarebbe meglio cominciare a prendere, come esempio, altri paesi meglio strutturati. Noi non abbiamo instabilità nella rete, i collegamenti del gas, per noi vengono da sud principalmente, non c'entrano nulla i problemi tedeschi con noi, escluso il fatto che la loro politica energetica, si basa sullo sfruttamento delle risorse elettriche altrui. Noi non siamo così. Prima che la nostra rete diventi instabile, ce ne passa ancora, basta guardare i conteggi di Terna e di Enel. Poi eh, l'instabilità della rete, passa prima dalle scelte, o non scelte, politiche. |
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L'Italia non ha rinunciato al nucleare per colpa di Bruxelles, ma per due referendum nazionali (1987 e 2011). L'Europa non ha mai impedito a nessuno di fare il nucleare (vedi la Francia). L'Italia ha spinto sulle FER perché non ha gas né carbone nel sottosuolo. Produrre energia a costo marginale zero non è "dannoso"; dannosa è la burocrazia italiana che impiega 6 anni per autorizzare una batteria di accumulo o un cavo di rete. Continuare a dire che "le FER sono dannose" per non ammettere che il problema sono le norme di mercato e i permessi blocca-tutto è proprio l'alibi di cui parlavo. |
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