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#41 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Pelican Bay
Messaggi: 5575
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Quote:
Cmq i soliti intrallazzi del Dott Costanzo&c io la televisione ho smesso di gurdarla da anni... 6 mi pare... Fate altrettanto anche voi no?
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#42 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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Come non darti ragione...
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: troppo poco lontano dal confine con il Po
Messaggi: 1028
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Quote:
Ahhh ecco dov'e' finito il mitico salvo sottile... tremila morti a palermo in una normale giornata di follia... 4 sicari a bordo di un motorino rubato, hanno sparato a bruciapelo sulla folla, dileguandosi poi nelle viuzze della citta' protetti dall'omerta' piu' assoluta Era mitico
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Dal 1899 la seconda squadra di milano ![]() 24/04/2010 Per chi fosse interessato, vi suggerisco di puntare 1000€ sulla vittoria della coppa libertadores da parte dell'Internacional di Porto Alegre. Galliani spalmati sotto un treno |
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#44 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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Se correrai a rivedere questo prode eroe dell'informazione mondiale, gustati anche la moglie di Mentana...viva la meritocrazia, ed abbasso il nepotismo!
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#45 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Napoli
Messaggi: 211
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Gustoso episodio del mitico Mentana (onore ai meriti)!
Da : ilbarbieredellasera.com 28.06.2002 Enrico!!! Non si tirano le palline di pane a tavola! di M.Celeste De Martino La mia lunga storia con Mentana La mia storia con Enrico Mentana incomincia nel '94. Lavoravo come inviato per Funari News e Punto di Svolta, di Gianfranco Funari su Rete4. Un giorno la truccatrice, Marzia: "Ma tu sei brava. Perché non provi a lavorare al TG5? Ti metto in contatto io con Mentana". Detto fatto. Il giorno dopo parlo con lui al telefono: "Vorrei un colloquio di lavoro. Le mando il mio curriculum". Lui mi dice che "non c'è trippa per gatti". Io insisto. Mi dice di richiamare. E così faccio. Per circa un anno. "Mi richiami tra una settimana". "Mi richiami tra un mese". "Mi richiami in autunno". "Mi richiami dopo Natale"...Mi tiene sulle spine finché un giorno decide di incontrarmi. Indosso un tailleur classico. Mi ricevono le segretarie. Attendo. Sono paziente. Quando arriva (in ritardo) è già e nervoso: "Veloce, ho solo cinque minuti". Non mi scoraggio. Lo seguo nel suo ufficio e incomincio a parlare per cinque minuti di seguito. Non prendo fiato. E' la mia grande occasione. Devo sfruttare ogni secondo. Parlo delle mie esperienze lavorative: sette anni all'agenzia di stampa Area, due dei quali negli Stati Uniti e in prestito a Radio Vaticana, poi, Associated Press, ABCNews, Fininvest. Sono metà americana, madre lingua inglese, ho 28 anni, professionista già da due. Io parlo e lui non mi guarda. Ha il capo abbassato. E' preso dai dati Auditel. Poi, alza la testa e dice, dandomi del 'lei': "Vedrà, la farò lavorare. Mi chiami se c'è qualche novità nel suo curriculum". Passano due mesi e io ho delle novità. Chiamo. Rimanda continuamente l'appuntamento. A volte risponde in maniera cortese, spesso in maniera nevrotica e aggressiva. Non mi scoraggio. Continuo a chiamare. L'osso non lo mollo. Io sono un bulldog! E poi è lui che mi dice di farlo. Arriva il secondo colloquio. Incomincio a non capire cosa debba fare per poter lavorare per lui e allora glielo chiedo: "Mi dica quello che devo fare e io lo faccio". Mi guarda con un po' di imbarazzo come se avessi alluso a qualcosa di proibito. Esco dal suo ufficio perplessa. Penso: "Ma perché non mi dice se c'è o non c'è la possibilità di lavorare?! Sembra che mi riceva ogni volta solo per il gusto di vedermi". Seguono altre telefonate. E un terzo colloquio. Ormai sono stufa di rifare e ridire le stesse cose. Questa volta non bado neanche all'abbigliamento. Mi vesto in jeans e camicia. Lui mi guarda un po' perplesso. Guarda e legge ancora una volta il mio curriculum, ormai pregno d'esperienza, e dice: "Certo, i suoi contratti a volte durano solo due o tre mesi...Perché non riesce a restare più tempo in un posto? Che fa litiga?" Evidentemente Mentana non sa cosa vuol dire lavorare a contratto ed essere per dei periodi anche disoccupato per mancanza di vacancy. Io: "Scusi, ma mica posso occupare il posto di lavoro! Se il contratto di sostituzione ferie o malattia o altro scade io non posso che accettare. Comunque sia, penso che se una persona non si trovi bene in un posto ha il diritto di scegliere e non di essere preso per la gola e accettare qualsiasi situazione (anche di sfruttamento) per necessità." E devo pure spiegarglielo, penso, mentre lui mi dice di chiamare nuovamente. E come sempre io lo faccio. Un giorno mi risponde irritato: "Lo sa che lei è proprio una rompiscatole?!" Ribatto io: "Finalmente! Prima o poi uno dei due doveva cedere e sono contenta che sia stato lei". Mentana mi aggredisce: "Senta, di de Martino ce ne sono tanti e di Mentana solo uno"! Io: "Non so cosa vogliano gli altri de Martino da lei, ma io vorrei lavorare. Se vuole non la disturbo più". Mentana: "Ma no, è sempre un piacere sentirla". Eppure 'de Martino' è un cognome 'giusto' per il TG5. Vi lavorano quasi tutti cognomi noti e il 'de' è molto in voga. La telefonata si conclude e io decido che non voglio lavorare per quest'uomo e non voglio far parte della sua squadra di soldatini. Mentana non mi piace umanamente. Forse non sa cosa vuol dire dover cercare un lavoro con il curriculum e non mi pare abbia la sensibilità di mettersi nei panni di chi invece campa anche di sole collaborazioni. "Basta, con Mentana ho chiuso". Ma un giorno al Futur Show di Bologna, in sala stampa, lui si avvicina a me. Mentana: "Come sta?" Io: "Bene e lei?" Mentana: (stupito che facessi una domanda così stupida) "IO? Bene!" Io: "Sempre in pochi al TG5 eh? Nessun giornalista nuovo?" Mentana: "Mi chiami a maggio che le faccio fare una sostituzione estiva". Io: "Ma m'ha preso per una lavoratrice stagionale?! Mica raccolgo pomodori io! Mi faccia lavorare d'inverno: io d'estate vado al mare". Mentana: "Beh, c'è possibilità di lavorare d'estate. Mi chiami a maggio". Io: "Guardi che io chiamo" Mentana: "Mi chiami". Ovviamente io chiamo. Ma questa volta non al cellulare. Sono seccata e non voglio più essere maltrattata da uno scorbutico. Lascio quindi un messaggio alle sue segretarie. Per due volte. Ma non ricevo alcuna risposta. La mia gloriosa carriera giornalistica, che ha avuto inizio full-time a 20 anni, è proseguita nel frattempo. Oggi ho 36 anni. Se avessi aspettato che io e Mentana diventassimo 'Sposini' sarei rimasta zitella. Seguono altri contratti RAI al Signor Giornale Radio, altri contratti Mediaset, altre collaborazioni con mensili e TV satellitari, altre belle e dignitose esperienze ecc.ec.. Una sera, la scorsa estate, a cena da Duke's, ristorante nella zona dei Parioli a Roma, mi arrivano delle molliche di pane addosso. Mi giro. E' Mentana che me le sta tirando. Lo saluto. Mi saluta. Diciamo contemporaneamente qualcosa ed io propongo di fare 'flic e floc'. Lui è stupito ma il figlio 14enne, con il quale è a cena, gli spiega che è un giochino che si fa con i mignoli intrecciati, si esprime un desiderio ecc.ecc. Mentana mi porge il suo mignolo, io incastro il mio con il suo. Ero lì in mezzo alla sala a giocare a flic e floc con il direttore del TG5, che camerieri ed altri clienti del ristorante stavano guardando in ammirazione come se fosse un boss potente. Ed io mi permetto di dire: "Esprima un desiderio ben preciso. Uno giusto. Mi consenta di suggerirgliene uno: Che io non lavori MAI al TG5!" Uno, due, tre FLIC! I nostri desideri si avvereranno!!! Mi risiedo al mio posto e lui: "Ma lei non si sente lusingata solo per il fatto che io ogni volta la riconosca?!". Rimango senza parole. La persona che è con me mi dà un calcio nello stinco sotto il tavolo per farmi stare zitta. Mentana conclude la sua cena. Si alza. Si avvicina al nostro tavolo e ripete quello che aveva detto pochi minuti prima: "Allora, mi chiami ad ottobre". Questa volta ho anche un testimone. Ad ottobre chiamo. Lascio messaggi alle sue segretarie. Sento che questa volta non può esagerare. Sento che è la volta buona. Sono sicura che dopo tanti tira e molla mi farà lavorare e sarà orgoglioso di avere una giornalista seria, professionale, volenterosa e affidabile come me. Ma anche questa volta non ricevo alcuna risposta alle mie chiamate. Anche questa volta si tratta della mia 'ingenua illusione'. Ma poi, le capacità professionali contano? Quando nel 1999 ho lavorato per Studio Aperto, una sera, a cena con l'allora direttore Liguori c'era Mentana insieme con Rossella e una delle conduttrici del TG. Fu lei a raccontarmi cosa accadde: la compagna di allora di Mentana era lì a cena con loro. Si complimentò con Liguori per avere una redattrice sveglia e brillante (cioè io) che "dava una pista a un'altra collega" che aveva fatto un servizio per il TG5 sullo stesso argomento. La signora in questione, una simpatica romana dai capelli rosso scuro, parlava disinteressatamente, da spettatrice...Liguori era orgoglioso di aver fatto una bella scelta. Mentana si limitò a dire: "A sì la conosco. E' venuta un paio di volte da me..." Non basta avere talento. Non in questo paese almeno che non punta tanto sulla meritocrazia. Pensate, per un attimo ho rischiato di lavorare per il TG5! Meglio essere vacante e vagante. Sono felice così, anche perché io ce l'ho più lungo di Mentana...il curriculum. Nel suo ci sono un paio di voci: TG2 e TG5. Dimenticavo una terza voce: PSI. Dall'America con amore, Mariaceleste de Martino |
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