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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Si allargano le proteste operaie in Cina
Un tempo era una città famosa per le porcellane. Ora sta diventando l'epicentro dei venti di cambiamento nell'economia cinese che complicano i piani industriali dei gruppi internazionali, tra segnali di tensioni sociali ma anche di un orientamento del governo di Pechino più favorevole alla promozione di un incremento del potere di acquisto dei lavoratori. Foshan, terza città della provincia del Guangdong, ha fatto notizia ieri in due direzioni apparentemente contraddittorie. Lo sciopero iniziato lunedì presso la Foshan Fengfu, fornitore della Honda, ha costretto l'azienda giapponese a tenere chiusi i suoi due impianti di assemblaggio della regione, rilanciando i timori di un effetto-domino sulle relazioni industriali nell'intera area costiera cinese, specialmente presso le joint venture partecipate da investitori esteri.
La produzione di un'altra fabbrica di componentistica per la Honda, a Zhongshan, si è interrotta per le proteste dei lavoratori che chiedono salari più alti: sviluppi che hanno provocato un calo di quasi il 3% alla Borsa di Tokyo del titolo della Honda, che sembrava aver risolto i suoi problemi cinesi dopo aver concesso alcuni giorni fa un incremento del 24% delle retribuzioni ad altri dipendenti nella regione (ponendo fine a due settimane di scioperi a singhiozzo). Proprio ieri, però, il numero uno della Volkswagen Martin Winterkorn ha firmato il contratto per la costruzione di un nuovo stabilimento a Foshan, il decimo in Cina: un investimento da 520 milioni di euro (oltre un miliardo in totale) per produrre 300mila vetture (anche per alcuni mercati del sud-est asiatico), con 4 mila dipendenti. «La Cina è diventata il maggior mercato per il gruppo Vw – ha dichiarato Winterkorn –. Con investimenti senza precedenti, intendiamo raddoppiare le nostre capacità in Cina a 3 milioni di veicoli l'anno entro il 2013-14». Si tratterà del primo impianto del gruppo tedesco nel sud della Cina, all'interno di un piano del valore totale di 6 miliardi di euro. La coincidenza tra il riesplodere degli scioperi e il contratto per la nuova maxifabbrica è casuale, ma lascia capire come – almeno nel settore delle quattro ruote – allarmismi eccessivi siano fuori luogo: i grandi costruttori di autoveicoli continueranno ad avere i fari puntati sulla Cina non perché luogo di produzione a costi bassi, ma come il mercato più promettente del globo per i suoi volumi e tassi di espansione. L'aumento del costo del lavoro, in questo quadro, appare scontato e accettabile. Più complicata è la situazione di altri settori manifatturieri che lavorano principalmente per l'export, con potenziali riflessi per il ruolo della Cina come fornitore globale di prodotti a prezzi bassi. Con il risveglio della conflittualità in fabbrica, la sensazione di un turning point del modello cinese e della sua attrattività come destinazione di investimenti sta diventando diffusa. In Giappone molti ritengono che la Honda sia diventata un target non casuale: la cavia di una nuova strategia nazionale. A parte il peso della storia tra i due paesi, le fabbriche Honda sulla costa cinese scontano il fatto che a volte la società abbia fatto a meno di partner locali o si appoggi troppo al management giapponese, divenendo un obiettivo ideale di risentimenti; senza contare che Honda è di per sé più "ricattabile" in quanto produce anche per le esportazioni. Il quotidiano "Nikkei" ha enfatizzato un altro aspetto: Pechino starebbe considerando una strategia modellata sul famoso «Piano di Raddoppio del Reddito» varato dall'ex premier Hayato Ikeda agli inizi del boom economico nipponico del dopoguerra. Il piano quinquennale che sarà rilasciato in autunno, potrebbe includere questo obiettivo (in 5 anni a partire dal 2011), in una logica di ampio respiro: il rialzo del potere d'acquisto dei lavoratori contribuirebbe a stimolare la domanda interna e a ridurre il gap tra ricchi e poveri, evitando l'esplosione di tensioni sociali concentrate intorno alle fabbriche. Ultimo esempio: nell'est del Paese, a Kunshan, una cinquantina di operai sono rimasti feriti alla Kok, azienda taiwanese di plastiche per auto, dopo l'intervento della polizia che cercava di impedire ai dipendenti in sciopero di manifestare. Il primo caso che ha attirato l'attenzione dei media internazionali è stato quello di Foxconn, il gigante dell'outsourcing di elettronica investito da una serie di suicidi. I lavoratori hanno denunciato i ritmi di lavoro e il clima irregimentato in azienda. La società ha reagito alzando del 30% gli stipendi Honda e Kok Una catena di scioperi ha bloccato il lavoro nelle fabbriche che producono componenti per Honda. Una prima protesta è stata sedata con aumenti salariali, ma negli ultimi giorni un'altra fabbrica ha dovuto fermare la produzione Scontri e feriti infine a Kunshan, nell'Est della Cina, durante le proteste dei lavoratori dell'azienda taiwanese Kok. Il Sole 24 Ore Era ora che che si cominciasse l'apertura verso il mercato interno cinese;che questo sia il risultato della strategia americana nell'incitare la ribellione dei lavoratori come era stato annunciato mesi fa o se risulta essere solo una ovvia evoluzione indipendente da pungoli esterni poco importa,l'importante è che qualcosa finalmente cominci a muoversi. |
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#3 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 845
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Prima o poi la Cina dovrà adeguarsi agli accordi internazionali in materia di tutela dell'ambiente, e già da ora sta andando verso un miglioramento dei salari degli operai. Finirà che i costi di produzione aumentati non permetteranno più di essere competitivi come adesso sul mercato internazionale, le esportazioni caleranno e la sua crescita si allineerà a quella del resto del mondo occidentale.
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#5 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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Mi riferivo agli articoli di giornale del Sole che avevo postato mesi fa che ne parlavano esplicitamente,ricordo che più o meno era nello stesso periodo in cui Google era intenzionata a lasciare la Cina.
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Se poi l'Asia si esaurisse si può sempre andare in Africa...
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#7 |
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Iscritto dal: Feb 2009
Città: Biellese
Messaggi: 84
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No,giacchè la c'è un regime fascista,non comunista.
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#8 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 8934
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in cina stanno passando il periodo della rivoluzione industriale...magari è la volta che tutti smettono di spostarsi in cina per risparmiare
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...continuate a morire finchè non viene giorno... ...forse solo uno che si erge con la spada infranta dalla più profonda disperazione... |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: ATZARA
Messaggi: 2204
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INVESTITE IN CINA - Berlusconi ha poi invitato gli artigiani a investire in Cina, «un Paese straordinario che si sta sviluppando in modo incredibile. Cercate uno sfogo dei vostri prodotti nel vastissimo mercato dei consumatori cinesi. Mia figlia», ha illustrato il premier, «si è laureata con il massimo dei voti in un'università americana di economia e mi ha chiesto come regalo di essere mandata un mese in Cina. È tornata impressionata e mi ha detto: "Meno male che c'è stato il comunismo in Cina altrimenti sarebbero già i padroni del mondo"».
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LE MIE FOTOGRAFIE |HWUPGRADE DEVIANTS GROUP|"Benemerita Ceppa - HWU Limited - Gennaio 2007"|
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#11 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Quello che auspicavo forse si sta verificando. La presa di coscienza del proletariato cinese.
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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quanto guadagnano loro ?
quanto guadagnano coloro che li fanno lavorare ? ![]() ![]()
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#13 |
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Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
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Di sicuro la Cina sta imparando qualcosa dall'Occidente, bisogna vedere se anche noi sapremo imparare qualcosa dal capi-comunismo cinese
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Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
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#14 |
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Registered User
Iscritto dal: Oct 2009
Messaggi: 75
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Roma
Messaggi: 2822
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prima o poi non gli converrà più sfruttare i cinesi e verranno a sfruttare noi
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#16 |
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Iscritto dal: Nov 2007
Città: Esule in quel di Milano
Messaggi: 77
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Fixed.
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L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, del 25 luglio, dell'8 settembre, e anche l'Italia di p.le Loreto. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (Indro Montanelli) |
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#17 |
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Iscritto dal: Nov 2008
Città: jesi (an) marche
Messaggi: 260
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il mercato, il capitalismo sarà il grande livellatore, ci vorranno un centinaio di anni e forse piu', ma alla fine ci arriveremo
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http://img692.imageshack.us/img692/9...pgrademini.jpg |
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#18 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Città: Texas
Messaggi: 1722
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Non mi sento pero' di criticarla, visto che lei, la fame, l'ha provata DAVVERO. E forse e' per questo che quando andiamo a far spesa, compra sempre piu' cibo del necessario. Forse e' quel senso di sicurezza....
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In God we trust; all others bring data |
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#19 | |
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Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 213
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Quote:
Credo che la Cina, nei prossimi 50 anni, potrà sorprenderci in positivo, soprattutto se riusciranno a democratizzarsi....sarà dura comunque |
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#20 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2009
Messaggi: 845
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Non lo sapevo, ma in Cina chi apre un'impresa ha dei limiti da quel punto di vista come qua?
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