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#981 | |
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Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: T.A. (NA)
Messaggi: 187
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Non capiscono che proprio la laicità gli consentirebbe di essere cattolici anche qualora l'Italia diventasse islamica al 99%. |
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#982 |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Bè alla fine abbiamo un solo utente che difende il crocifisso nei luoghi pubblici , basando le suo motivazioni essenzialmente sul vittimismo .
Direi che le basi per toglierli ci sono. |
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#983 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2006
Città: Wursteland
Messaggi: 1749
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Confermo, sono stati rimossi anche in Bavaria dalle scuole pubbliche.
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#984 | |
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Messaggi: n/a
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Non metto piede in una chiesa da anni ma prima di occuparmi del "problema dei crocifissi" ne ho diecimila a cui dare priorita'. |
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#985 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2004
Messaggi: 689
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Comunque, da "fonti interne" (
), comunico che non è mica "obbligatorio" appendere il crocifisso che viene dato nelle classi a inizio anno, basta fare finta di nulla e vedere se qualcuno se ne accorge.....
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Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... "L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!” |
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#986 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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e sappiamo che fine gli han fatto fare |
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#987 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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Non è che bisogna per forza risolverli uno per uno in scala d'importanza, se ne possono affrontare anche diversi contemporaneamente (specie quando non impiegano risorse). E comunque questo benaltrismo da due soldi ha stufato.
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
Ultima modifica di ConteZero : 05-11-2009 alle 09:34. |
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#988 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Napoli
Messaggi: 432
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Non credo.. sono ignorante in maniera, ma penso che per gli ebrei sia solo un falso messia.
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La media degli italiani è un ragazzo di seconda media, è a loro che devo parlare. (Berlusconi, 10.12.04) |
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#989 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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(Wikipedia)
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#990 | |
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Messaggi: n/a
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Per quanto riguarda me i problemi sono ben altri e sono fan del "benaltrismo". |
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#991 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2006
Città: Trapani (TP)
Messaggi: 3098
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![]() Complimenti... PS: Evita di usare un gergo da comunista scaduto... neanche Bordon dice "padroni".
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A casa ho almeno sette PC, in firma non ci stanno
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#992 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2006
Messaggi: 2839
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Per quanto mi riguarda, da agnostico convinto e felice la visione o meno di un crocefisso in locali pubblici suscita solo la mia indifferenza, mentre se vedo un patriarca gitano a mollo in piscina con cappello di paglia, occhiali da sole, camicia e pantaloni lunghi al massimo mi faccio una risata (e ci mancherebbe...) ma preferisco riservare la mia "indignazione" a questioni più impellenti. |
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#993 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
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Gli autori di questi studi sono tanto ebrei che cristiani. Le loro meritorie indagini hanno dimostrato in modo chiaro che quella che sembra scagionare Pilato e incolpare il popolo ebraico della crocifissione, è una versione adottata per attenuare le colpe dei dominatori romani, con lo scopo di assicurare la sopravvivenza della nuova fede all’interno dell’impero. Occorre dunque una lettura più analitica e approfondita. Non è possibile qui fare tutti i nomi dei critici e studiosi neo-testamentari che si sono occupati della responsabilità della morte di Gesù. Ne ricordo solo alcuni, quelli più noti. Importantissime sono innanzitutto le ricerche di Jules Isaac, storico ebreo che ha combattuto varie battaglie per il ristabilimento della verità contro i pregiudizi e contro “l’insegnamento del disprezzo” di cui gli ebrei sono stati vittime. Nel suo libro “Gesù e Israele” mette a confronto, con grande rispetto per il cristianesimo, le quattro versioni dei Vangeli e raffronta le notizie che abbiamo da questi con le informazioni che ci vengono dalle opere di altri storici del tempo, come Flavio Giuseppe e Filone Alessandrino. Ne deduce che “il popolo ebraico non c’entra affatto (con la crocifissione). Esso non ha avuto alcuna parte in una vicenda svoltasi senza la sua partecipazione, anzi contro la sua volontà”. E chiede che nell’insegnamento cristiano ci si attenga a principi di verità, fra cui questi: “riconoscere che il procuratore Ponzio Pilato era del tutto arbitro della vita e della morte di Gesù; che Gesù fu condannato per pretese messianiche, il che era un delitto agli occhi dei Romani, ma non degli Ebrei; che la crocifissione era un supplizio specificamente romano; astenersi dall’imputare al popolo ebraico la corona di spine che, nel racconto dei Vangeli, è un gioco crudele della soldatesca romana; astenersi dall’identificare la folla aizzata dai sommi sacerdoti con l’intero popolo ebraico, o anche con il solo popolo ebraico della Palestina, i cui sentimenti antiromani sono indubitabili; osservare che il quarto Vangelo mette in scena esclusivamente i sommi sacerdoti e i subalterni; ed infine non dimenticare che il grido terribile: ‘il suo sangue ricada su noi e sui nostri figli’ non potrebbe prevalere contro la Parola: ‘Padre, perdona loro perché non sanno quel che fanno’”. Più recentemente un altro studioso ebreo, David Flusser, professore all’Università ebraica di Gerusalemme, nel suo “Jesus”, nega che Gesù sia stato condannato a morte dal Sinedrio e prosegue affermando addirittura che il fatto che “due consiglieri della città di Gerusalemme (Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea) abbiano reso a Gesù quest’ultimo pietoso servizio (cioè la sepoltura) dimostra come sarebbe falso affermare che le massime autorità ebraiche abbiano consegnato Gesù ai Romani”. Figuriamoci poi il popolo! [...] Anche Riccardo Calimani autore della “Storia del ghetto di Venezia”, nel suo libro “Gesù ebreo”, dopo aver narrato l’arresto, il processo, la condanna di Gesù, conclude: “Purtroppo questa narrazione, elaborata sotto il potere di Roma, lasciò un terribile segno d’odio, paradossale se si pensa che i primi cristiani avrebbero dovuto ispirarsi all’amore secondo l’insegnamento di Gesù”. Fin qui abbiamo visto le conclusioni di alcuni autori ebrei (ce ne sarebbero molti altri) i cui studi, a mio vedere, sono particolarmente importanti perché mostrano il desiderio di riappropriarsi della figura di Gesù ebreo dopo lungo silenzio e di esplorare la sua storia alla luce della loro sapienza, animati non da desiderio di recriminazione, ma da volontà di dialogo. Ma veniamo ad autori non ebrei, che non possono essere sospettati di tirar l’acqua al loro mulino, ma possono solo essere giudicati amanti della verità. Ricordo anzitutto Weddig Fricke, esperto in diritto penale, il quale ha scritto “Il caso Gesù” in cui ha riesaminato minuziosamente tutto “il più controverso processo della storia”, come lui lo chiama. Le sue conclusioni sono queste: “I Vangeli... mirano a far gravare sulle spalle degli Ebrei la colpa per la morte di Gesù per non creare a priori conflitti insuperabili con la potenza universale di Roma. ... Gli Ebrei figurano come nemici di Gesù...”. Ma “ come dice l’Apostolo (Paolo), il popolo ebraico è ‘il buon ulivo’ dalle cui radici la comunità cristiana trae nutrimento. ... Ancora a tutt’oggi cristiani ‘incorreggibili’ continuano a rinfacciare ai Giudei di aver ‘ucciso il Salvatore’. ... Se la morte di Gesù entrava nei disegni di Dio, allora non può esistere chi ne porti la colpa”. E infine: “Penso di aver dimostrato che l’accusa di deicidio nei confronti degli Ebrei è storicamente falsa, teologicamente vana e moralmente dannosa. Se il mio libro concorre a far cadere questa assurda e maligna accusa, se, in altre parole, può essere una tessera del dialogo fra cristiani ed ebrei, allora ho raggiunto il mio scopo”. E.P. Sanders, professore universitario americano, in “Gesù. La verità storica” dice: “I Vangeli, specialmente Matteo e Giovanni, vogliono che Gesù sia stato condannato dalla plebe giudaica, contro il giudizio più favorevole di Pilato... Questi elementi della storia delle ultime ore di Gesù derivano dal desiderio dei cristiani di andare d’accordo con Roma e dipingere i Giudei come i veri oppositori. Con tutta probabilità Pilato accolse l’incriminazione proposta da Caifa, fece flagellare Gesù e lo interrogò brevemente, e, poiché le risposte non furono del tutto soddisfacenti, lo mandò alla croce senza secondi pensieri”. Questo, spiega Sanders, è dimostrato dal fatto che Pilato è noto agli storici antichi per la sua crudeltà e per le sue reiterate esecuzioni senza processo conseguenti a giudizi sbagliati. Per tali ragioni alla fine Pilato fu deposto dalla carica. Ciò concorda perfettamente con gli avvenimenti raccontati dai Vangeli. Il recentissimo “Gesù ebreo di Galilea” di Giuseppe Barbaglio, studioso di scienze bibliche, autore di molti libri anche in collaborazione con Renzo Fabris e Piero Stefani, sostiene che nella assoluzione di Pilato e colpevolizzazione dei giudei si manifestano vari interessi convergenti degli evangelisti: “Anzitutto assolvere l’autorità romana, trascinata suo malgrado, e solo pro bono pacis, si vuol far credere, a condannare Cristo; ... poi attaccare i giudei della seconda metà del I secolo che in massa avevano rifiutato di credere in Gesù come messia ed erano fieri contestatori delle prime comunità cristiane... La demolizione umana e morale dell’avversario è stata nella storia una consuetudine fin troppo diffusa. In una parola, i credenti in un messia maestro di amore... si sono manifestati antigiudei con punte di manifesto accanimento. Una lettura spassionata dei testi lo dimostra”. Il teologo Hans Kung, nel libro intitolato “Ebraismo”, a conclusione di una lunga e approfondita analisi, si chiede: “Chi porta dunque la responsabilità della morte di Gesù? La risposta storica esatta può essere soltanto questa: le autorità giudaiche e romane si sono trovate immischiate entrambe a loro modo in questo caso. Ma per quanto riguarda l’oggi qualcosa d’altro è decisivo: Gli ebrei come popolo nemmeno allora hanno rifiutato Gesù; non si sarebbe mai dovuto parlare di una colpa collettiva del popolo ebraico di allora (perché non anche del popolo romano?) A maggior ragione è assurda una colpevolizzazione collettiva del popolo ebraico successivo: incolpare della morte di Gesù l’odierna nazione ebraica era ed è un’assurdità che ha procurato infinite sofferenze a questo popolo”. Si potrebbe continuare ancora moltissimo citando gli studiosi che si sono occupati della questione, ma non voglio dilungarmi troppo anche perché mi preme riportare il parere espresso da importanti documenti quali la “Charta Oecumenica” stesa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa e “Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana”, opera della Pontificia Commissione Biblica, cioè un documento vaticano, per conoscere quale è veramente il pensiero ufficiale della Chiesa. La “Charta Oecumenica” non affronta specificamente il problema della responsabilità della morte di Gesù, ma, nel capitoletto “Approfondire la comunione con l’ebraismo”, raccomanda di “contrastare tutte le forme di antisemitismo ed antigiudaismo nella Chiesa e nella società; e di cercare e intensificare a tutti i livelli il dialogo con le nostre sorelle e i nostri fratelli ebrei”, e vedremo se il film “The Passion” si attiene a queste raccomandazioni episcopali. Il documento vaticano “Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana”, dopo aver esaminato il Vangelo di Marco, il più antico, dal quale gli altri dipendono, afferma: “Sostenere che, secondo il vangelo di Marco, la responsabilità della morte di Gesù sia da attribuire al popolo ebraico, è frutto di un’erronea interpretazione di questo vangelo. Questo tipo di interpretazione, che ha avuto conseguenze disastrose nel corso della storia, non corrisponde affatto alle prospettive del vangelo che, come abbiamo visto, oppone molte volte l’atteggiamento del popolo o della folla a quello delle autorità ostili a Gesù. Si dimentica, d’altra parte, che i discepoli di Gesù facevano ugualmente parte del popolo ebraico. Si tratta quindi di un abusivo trasferimento di responsabilità, di cui la storia umana è purtroppo ricca di esempi”. Infine il documento conclude la sua ampia analisi sulla questione della presentazione dei giudei nel Nuovo Testamento con questa dichiarazione: “Nel Nuovo Testamento i rimproveri rivolti agli ebrei non sono più frequenti né più virulenti delle accuse espresse contro di essi nella Legge e nei Profeti. Non devono quindi servire di base all’antigiudaismo. Un utilizzo a questo scopo è contrario all’orientamento d’insieme del Nuovo Testamento. Un vero antigiudaismo, cioè un atteggiamento di disprezzo, di ostilità e di persecuzione contro gli ebrei in quanto ebrei, non esiste in alcun testo del Nuovo Testamento ed è incompatibile con l’insegnamento che questo contiene. Ciò che esiste sono dei rimproveri rivolti a certe categorie di ebrei per motivi religiosi e, d’altra parte, dei testi polemici miranti a difendere l’apostolato cristiano contro gli ebrei che vi si opponevano. Ma bisogna riconoscere che molti di questi passi si prestano a servire da pretesto all’antigiudaismo e che sono stati effettivamente utilizzati in questo senso. Per evitare deviazioni di questo tipo, bisogna osservare che i testi polemici del Nuovo Testamento, anche quelli che si esprimono in termini generalizzanti, restano sempre legati a un contesto storico concreto e non vogliono mai avere di mira gli ebrei di ogni tempo e di ogni luogo per il solo fatto che sono ebrei”. Giovanna Fuschini
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P.S. mi preme far notare come, quando viene richiesto il servizio di pulizia della fossa settica, tutto il vicinato deve sorbirsi odore di feci per una mattinata. Solo che non c'e' nessuna legge che lo vieta..... P.P.S. per la cronaca, dopo qualche mese, la vicina ha dovuto effettuare le potature stagionali, e, indovinate un po'? Ha acceso anche lei il fuoco..... P.P.S. in compenso per anni siamo stati in attrito con un vicino che si lamentava del canto nel gallo, meno male che non e' uscita una leggina che lo vietava
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se la vicina ha acceso anche lei il fuoco potevate rivolgervi alla legge come bisogna fare in questo caso. Abbiamo capito che non ti é chiaro il concetto di legalità.
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#997 | |
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Senior Member
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Se per togliere le tradizioni culturali basta la rimozione di un crocifisso dalla pubblica aula, vuol dire che in realtà ne (delle tradizioni) abbiamo ben poca considerazione.
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Attenzione: il messaggio potrebbe essere ironico... "L’uso della libertà minaccia da tutte le parti i poteri tradizionali, le autorità costituite...Il popolo è minorenne. La città è malata. Ad altri spetta il compito di curare e di educare. A noi il dovere di reprimere. La repressione è il nostro vaccino! Repressione è civiltà!” |
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), comunico che non è mica "obbligatorio" appendere il crocifisso che viene dato nelle classi a inizio anno, basta fare finta di nulla e vedere se qualcuno se ne accorge.....








