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Old 09-05-2009, 08:01   #61
Tenebra
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Scusa sai, ma il thread che linki è vecchio come il cucco, guarda invece il Corriere di questa settimana:

"Il caso L' Svp candiderà solo esponenti di lingua tedesca
E a Bolzano riparte la «campagna» contro gli italiani
La Provincia: i terroristi? Erano combattenti



BOLZANO - A occhio nudo è tutto perfetto. In piazza Vittoria, sulle rive dell' Adige, tra aiuole fiorite e auto di grossa cilindrata parcheggiate con geometrico rigore, la nuova scintilla che si è accesa nel paradiso chiamato SudTirolo non manda alcun bagliore. Ma appena girato l' angolo è scritta in tedesco su un muro, con spray moderno e storia antica. «Via dall' Italia». Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta. Con brusche accelerate, come il voto nel parlamento della Provincia, che ieri ha consegnato una vittoria storica a Eva Klotz, pasionaria dell' autodeterminazione tirolese. Adesso è ufficiale, gli uomini condannati negli anni Sessanta per aver messo bombe contro gli italiani sono «combattenti per la libertà», attivisti e non più terroristi. E anche nelle valli, in paesi come Montagna (Montan in tedesco) e Termeno (Tramin), i voti di Südtiroler Volkspartei, il partitone di maggioranza, vengono usati per cancellare la denominazione Alto Adige da documenti, timbri e cartelli comunali, accontentando la Klotz e le altre formazioni di estrema destra, per le quali la denominazione presentava una «connotazione fascista». «Il nostro partito-anima ha perso la bussola», dice sconsolato lo storico Leopold Steurer. Dopo un paio di sconfitte elettorali a vantaggio dell' estrema destra tedesca, spiega, la Svp si è messa a rincorrerne le pulsioni. «Senza tenere conto degli effetti della scelta su una gioventù imbevuta di irredentismo e nazionalismo». L' inizio del guaio gira naturalmente intorno al 25 aprile. Oswald Ellecosta è un dirigente della Svp, modi garbati e idee persino troppo chiare. «L' unica cosa che mi interessa è difendere i diritti della popolazione tedesca della mia terra». Dal dicembre 2008 è vicesindaco di Bolzano, coronamento di una quarantennale militanza nel Consiglio comunale. Un uomo che parla come al bar, e pazienza se le parole non si abbinano alla fascia tricolore. «Non è la nostra festa» dice per l' occasione. «Noi sudtirolesi siamo stati liberati nel 1943 dalla Wehrmacht». Il sindaco di Bolzano, si chiama Luigi Spagnolli, guida una risicata maggioranza di centrosinistra. Tronca, sopisce, nel nome della pace sociale. Questa volta non basta. Comincia una corsa al peggio, tra sfilate, cartelli, dichiarazioni deliranti e scuse di maniera. Gli Ecosociali, compagine formata da sinistra estrema e Verdi, alzano la posta e chiedono le dimissioni di Ellecosta, infrangendo il tabù che vede l' intangibilità dei leader di lingua tedesca. Il centrodestra italiano cavalca la situazione, presenta denunce in Procura ipotizzando il vilipendio della nazione. «L' Italia - dice Maurizio Vezzali, consigliere provinciale del Pdl - dà ai sudtirolesi più libertà di quelle che avrebbero dal governo austriaco. Stiano buoni». Nelle ultime due settimane, sotto al sole quieto di Bozen le cose vanno a velocità da centrifuga. Il Pdl chiede il commissariamento del comune, «perché non difende l' antifascismo». Gli Schützen marciano per l' abolizione del monumento dell' Alpino di Merano, «fascista», anche se da decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il giorno della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600 poliziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradisce. I fiori alla base della statua vengono poi trafugati da due insegnanti tedeschi, denunciati per furto aggravato dai carabinieri, accusa valutata come un' altra provocazione. «La politica debole produce frutti malati» dice il presidente del Consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba. «Tre giorni fa - accusa - l' Svp ha modificato il proprio statuto per non permettere più la candidatura di persone di lingua italiana. Per paura del declino, rompe la convivenza democratica, e rischia di cancellare tutto quel che è stato costruito con fatica». Il risultato di tanti sforzi è davvero un paradiso dove la Provincia amministra un tesoro da tre miliardi di euro annui per i suoi 430mila abitanti, due terzi di lingua tedesca, un terzo di lingua italiani, il rimanente ladini e misti. Il tasso di disoccupazione non supera il 2,5%, e alle feste comandate vengono qui a respirare ossigeno 23 milioni di turisti. Le nuvole che si affacciano ora sono legate a paure ancestrali. Ma questa volta il temporale deve essere vicino, se anche Luis Durnwalder, l' uomo della mediazione, il presidente che ha normalizzato (fino ad oggi) la vita sudtirolese, ammette la difficoltà. «Sono preoccupato. È in corso un gioco al massacro. La contrapposizione tra le due etnie è sempre più radicale. Noi moderati della Svp abbiamo sul collo il fiato della destra, e voi che dovete aiutarci. L' Italia dia un segno non ostile, rimuovendo i simboli fascisti da Bolzano». Il problema è di natura politica, certo. Ma si coniuga con tensioni e questioni sepolte da anni solo in nome di un quieto vivere che adesso sembra ipocrita. «Avanti così, a sobillare, e salta la pace interetnica» dicono quasi con le stesse parole l' italiano Dello Sbarba e il tedesco Steurer. Eccola, la scintilla. Ancora qui, dove la Storia rischia di inciampare un' altra volta. Marco Imarisio La scheda L' annessione In seguito alla vittoria nella Prima guerra mondiale, nel 1919 il territorio dell' attuale provincia autonoma di Bolzano, che prima faceva parte del Tirolo, viene scorporato dall' Impero asburgico e annesso all' Italia (sotto, un' immagine di piazza della Vittoria a Bolzano) Le tensioni Nel 1926 viene creata la provincia di Bolzano. Il fascismo promuove un' azione di «italianizzazione» della zona. Fino agli anni Settanta il terrorismo autonomista mette a segno numerosi attentati. Obiettivo: la «restituzione» di Bolzano all' Austria"

Scusate l'OT. In effetti mi era parso strano che non fosse apparso nessun thread su questo argomento, un vero sputo in faccia agli italiani...
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Old 09-05-2009, 08:04   #62
lowenz
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Il racconto. Tra le reduci del Pinar: meglio morire che tornare lì
"Voi italiani siete buoni, come potete fare una cosa del genere?"
"Li avete mandati al massacro
in quei lager stupri e torture"
Le lacrime di Hope e Florence per i disperati riportati in Libia: i nostri mesi all'inferno
dal nostro inviato FRANCESCO VIVIANO

"Li avete mandati al massacro in quei lager stupri e torture"

Immigrati a Lampedusa
LAMPEDUSA - "Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no". Hanno le lacrime agli occhi le donne nigeriane, etiopi, somale, le "fortunate" che sono arrivate a Lampedusa nelle settimane scorse e quelle reduci dal mercantile turco Pinar. Hanno saputo che oltre 200 disgraziati come loro sono stati raccolti in mare dalle motovedette italiane e rispediti "nell'inferno libico", dove sono sbarcati ieri mattina. Tra di loro anche 41 donne. Alcuni hanno gravi ustioni, altri sintomi di disidratazione. Ma la malattia più grave, è quella di essere stati riportati in Libia. Da dove "erano fuggite dopo essere state violentati e torturati. Non solo le donne, ma anche gli uomini".

I visi di chi invece si è salvato, ed è a Lampedusa raccontano una tragedia universale. La raccontano le ferite che hanno sul corpo, le tracce sigarette spente sulle braccia o sulla faccia dai trafficanti di essere umani. Storie terribili che non dimenticheranno mai. Come quella che racconta Florence, nigeriana, arrivata a Lampedusa qualche mese fa con una bambina di pochissimi giorni. L'ha battezzata nella chiesa di Lampedusa e l'ha chiamata "Sharon", ma quel giorno i suoi occhi, nerissimi, e splendenti come due cocci di ossidiana, erano tristi. Quella bambina non aveva un padre e non l'avrà mai.

"Mi hanno violentata ripetutamente in tre o quattro, anche se ero sfinita e gridavo pietà loro continuavano e sono rimasta incinta. Non so chi sia il padre di Sharon, voglio soltanto dimenticare e chiedo a Dio di farla vivere in pace". Accanto a Florence, c'è una ragazza somala. Anche lei ha subito le pene dell'inferno. "Quando ho lasciato il mio villaggio ho impiegato quattro mesi per arrivare al confine libico, e lì ci hanno vendute ai trafficanti e ai poliziotti libici. Ci hanno messo dentro dei container, la sera venivano a prenderci, una ad una e ci violentavano. Non potevamo fare nulla, soltanto pregare perché quell'incubo finisse". Raccontano il loro peregrinare nel deserto in balia di poliziotti e trafficanti. "Ci chiedevano sempre denaro, ma non avevamo più nulla. Ma loro continuavano, ci tenevano legate per giorni e giorni, sperando di ottenere altro denaro".

Il racconto s'interrompe spesso, le donne piangono ricordando quei giorni, quei mesi, dentro i capannoni nel deserto. Vicino alle spiagge nella speranza che un giorno o l'altro potessero partire. E ricordano un loro cugino, un ragazzo di 17 anni, che è diventato matto per le sevizie che ha subito e per i colpi di bastone che i poliziotti libici gli avevano sferrato sulla testa. "È ancora lì, in Libia, è diventato pazzo. Lo trattano come uno schiavo, gli fanno fare i lavori più umilianti. Gira per le strade come un fantasma. La sua colpa era quella di essere nero, di chiamarsi Abramo e di essere "israelita". Lo hanno picchiato a sangue sulla testa, lo hanno anche stuprato. Quel ragazzo non ha più vita, gli hanno tolto anche l'anima. Preghiamo per lui. Non perché viva, ma perché muoia presto, perché, finalmente, possa trovare la pace".

Le settimane, i mesi, trascorsi nelle "prigioni" libiche allestite vicino alla costa di Zuwara, non le dimenticheranno mai. "Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell'inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?".

"Noi eravamo sole, ma c'erano anche coppie. Spesso gli uomini morivano per le sevizie e le torture che subivano. Le loro mogli imploravano di essere uccise con loro. La rabbia, il dolore, l'impotenza, cambiavano i loro volti, i loro occhi, diventavano esseri senza anima e senza corpo. Aiutateci, aiutateli. Voi italiani non siete cattivi. Non possiamo rischiare di morire nel deserto, in mare, per poi essere rispediti come carne da macello a subire quello che cerchiamo inutilmente di dimenticare". Hope, 22 anni, nigeriana è una delle sopravvissute ad una terribile traversata. Con lei in barca c'era anche un'amica con il compagno. Viaggiavano insieme ai loro due figlioletti. Morirono per gli stenti delle fame e della sete, i corpi buttati in mare. "Come possiamo dimenticare queste cose?". Anche loro erano in Libia, anche loro avevano subito torture e sevizie, non ci davano acqua, non ci davano da mangiare, ci trattavano come animali. Ci avevano rubati tutti i soldi. Per mesi e mesi ci hanno fatto lavorare nelle loro case, nelle loro aziende, come schiavi, per dieci, venti dollari al mese. Ma non dovevamo camminare per strada perché ci trattavano come degli appestati. Schiavi, prigionieri in quei terribili capannoni dove finiranno quelli che l'Italia ha rispedito indietro. Nessuno saprà mai che fine faranno, se riusciranno a sopravvivere oppure no e quelli che sopravviveranno saranno rispediti indietro, in Somalia, in Nigeria, in Sudan, in Etiopia. Se dovesse accadere questo prego Dio che li faccia morire subito".

(8 maggio 2009)

http://www.repubblica.it/2009/04/sez...uci-pinar.html

Su un piatto d'ORO il pretesto per riprenderci la Libia!
Io mandarei qualche donna attivista leghista a contrallare, intanto loro ce l'hanno duro, no?
I libici ora sono "amici, no?

Sarei proprio curioso di sapere come si esprime in questo caso una donna leghista.

Ultima modifica di lowenz : 09-05-2009 alle 08:08.
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Old 09-05-2009, 14:20   #63
S.h.a.d.o.
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L'ONU? quale? quello della conferenza sul razzismo?
Malta impedisce l'arrivo alle barche, la Spagna spara.. ma questi illuminati se la prendono con l'Italia. Ma hanno una faccia e una vergogna?
Basta regalare soldi a questo inutile organismo, a lavorare!
Ben fatto, Maroni!
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Old 09-05-2009, 14:26   #64
MesserWolf
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"Il caso L' Svp candiderà solo esponenti di lingua tedesca
E a Bolzano riparte la «campagna» contro gli italiani
La Provincia: i terroristi? Erano combattenti



BOLZANO - A occhio nudo è tutto perfetto. In piazza Vittoria, sulle rive dell' Adige, tra aiuole fiorite e auto di grossa cilindrata parcheggiate con geometrico rigore, la nuova scintilla che si è accesa nel paradiso chiamato SudTirolo non manda alcun bagliore. Ma appena girato l' angolo è scritta in tedesco su un muro, con spray moderno e storia antica. «Via dall' Italia». Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta. Con brusche accelerate, come il voto nel parlamento della Provincia, che ieri ha consegnato una vittoria storica a Eva Klotz, pasionaria dell' autodeterminazione tirolese. Adesso è ufficiale, gli uomini condannati negli anni Sessanta per aver messo bombe contro gli italiani sono «combattenti per la libertà», attivisti e non più terroristi. E anche nelle valli, in paesi come Montagna (Montan in tedesco) e Termeno (Tramin), i voti di Südtiroler Volkspartei, il partitone di maggioranza, vengono usati per cancellare la denominazione Alto Adige da documenti, timbri e cartelli comunali, accontentando la Klotz e le altre formazioni di estrema destra, per le quali la denominazione presentava una «connotazione fascista». «Il nostro partito-anima ha perso la bussola», dice sconsolato lo storico Leopold Steurer. Dopo un paio di sconfitte elettorali a vantaggio dell' estrema destra tedesca, spiega, la Svp si è messa a rincorrerne le pulsioni. «Senza tenere conto degli effetti della scelta su una gioventù imbevuta di irredentismo e nazionalismo». L' inizio del guaio gira naturalmente intorno al 25 aprile. Oswald Ellecosta è un dirigente della Svp, modi garbati e idee persino troppo chiare. «L' unica cosa che mi interessa è difendere i diritti della popolazione tedesca della mia terra». Dal dicembre 2008 è vicesindaco di Bolzano, coronamento di una quarantennale militanza nel Consiglio comunale. Un uomo che parla come al bar, e pazienza se le parole non si abbinano alla fascia tricolore. «Non è la nostra festa» dice per l' occasione. «Noi sudtirolesi siamo stati liberati nel 1943 dalla Wehrmacht». Il sindaco di Bolzano, si chiama Luigi Spagnolli, guida una risicata maggioranza di centrosinistra. Tronca, sopisce, nel nome della pace sociale. Questa volta non basta. Comincia una corsa al peggio, tra sfilate, cartelli, dichiarazioni deliranti e scuse di maniera. Gli Ecosociali, compagine formata da sinistra estrema e Verdi, alzano la posta e chiedono le dimissioni di Ellecosta, infrangendo il tabù che vede l' intangibilità dei leader di lingua tedesca. Il centrodestra italiano cavalca la situazione, presenta denunce in Procura ipotizzando il vilipendio della nazione. «L' Italia - dice Maurizio Vezzali, consigliere provinciale del Pdl - dà ai sudtirolesi più libertà di quelle che avrebbero dal governo austriaco. Stiano buoni». Nelle ultime due settimane, sotto al sole quieto di Bozen le cose vanno a velocità da centrifuga. Il Pdl chiede il commissariamento del comune, «perché non difende l' antifascismo». Gli Schützen marciano per l' abolizione del monumento dell' Alpino di Merano, «fascista», anche se da decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il giorno della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600 poliziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradisce. I fiori alla base della statua vengono poi trafugati da due insegnanti tedeschi, denunciati per furto aggravato dai carabinieri, accusa valutata come un' altra provocazione. «La politica debole produce frutti malati» dice il presidente del Consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba. «Tre giorni fa - accusa - l' Svp ha modificato il proprio statuto per non permettere più la candidatura di persone di lingua italiana. Per paura del declino, rompe la convivenza democratica, e rischia di cancellare tutto quel che è stato costruito con fatica». Il risultato di tanti sforzi è davvero un paradiso dove la Provincia amministra un tesoro da tre miliardi di euro annui per i suoi 430mila abitanti, due terzi di lingua tedesca, un terzo di lingua italiani, il rimanente ladini e misti. Il tasso di disoccupazione non supera il 2,5%, e alle feste comandate vengono qui a respirare ossigeno 23 milioni di turisti. Le nuvole che si affacciano ora sono legate a paure ancestrali. Ma questa volta il temporale deve essere vicino, se anche Luis Durnwalder, l' uomo della mediazione, il presidente che ha normalizzato (fino ad oggi) la vita sudtirolese, ammette la difficoltà. «Sono preoccupato. È in corso un gioco al massacro. La contrapposizione tra le due etnie è sempre più radicale. Noi moderati della Svp abbiamo sul collo il fiato della destra, e voi che dovete aiutarci. L' Italia dia un segno non ostile, rimuovendo i simboli fascisti da Bolzano». Il problema è di natura politica, certo. Ma si coniuga con tensioni e questioni sepolte da anni solo in nome di un quieto vivere che adesso sembra ipocrita. «Avanti così, a sobillare, e salta la pace interetnica» dicono quasi con le stesse parole l' italiano Dello Sbarba e il tedesco Steurer. Eccola, la scintilla. Ancora qui, dove la Storia rischia di inciampare un' altra volta. Marco Imarisio La scheda L' annessione In seguito alla vittoria nella Prima guerra mondiale, nel 1919 il territorio dell' attuale provincia autonoma di Bolzano, che prima faceva parte del Tirolo, viene scorporato dall' Impero asburgico e annesso all' Italia (sotto, un' immagine di piazza della Vittoria a Bolzano) Le tensioni Nel 1926 viene creata la provincia di Bolzano. Il fascismo promuove un' azione di «italianizzazione» della zona. Fino agli anni Settanta il terrorismo autonomista mette a segno numerosi attentati. Obiettivo: la «restituzione» di Bolzano all' Austria"

Scusate l'OT. In effetti mi era parso strano che non fosse apparso nessun thread su questo argomento, un vero sputo in faccia agli italiani...
Azz sono quasi dalla parte dei terroristi
Diamo Bolzano all'Austria !
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Old 09-05-2009, 15:08   #65
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E non c'è proprio niente che l'ONU dovrebbe dire, che so, ai maltesi?
che hanno assegnata quella zona di mare gigantesca, si prendono gli onori, e lasciano agli altri gli oneri?

e in particolare al loro primo ministro, che si permette di definire "disgustoso" il tentativo italiano di richiamere i maltesi alle loro responsabilità?
Esatto...se erano in acque maltesi dovevano soccorrerli i maltesi.

Per il fatto che gli italiani li abbiano soccorsi e riportati direttamente in Libia hanno sbagliato !!! Sicuramente alcuni di quelle persone avevano diritto all'asilo politico e riportandole il Libia sono state condannate a qualcosa di moltooo brutto (persino la fucilazione)...ricordo ai destri che l'asilo politicoè un DIRITTO che dobbiamo concedere !!! (che ci piaccia o no).

Di fatto l'Italia potrebbe aver condannato a morte delle persone che non stavano scappando solo dalla fame ma sopratutto dalla dittatura, da continui abusi e continue violazioni dei diritti umani e che scappando avevano diritto ad essere accolti (lo sancisce il diritto internazionale e la legge italiana)

Li avrebbero dovuti portare in Italia, identificare, dividere gli aventi diritto all'asilo politico dai non aventi diritto...e rispedire in Libia i non aventi diritto all'asilo...questa dovrebbe essere la procedura da seguire...altrimenti sei un infame e basta (e tra l'altro anche se forse non hai violato la legge italiana in quanto li hai recuperati in acque maltesi hai sicuramente violato il diritto internazionale...)

Insomma in questo caso non sò se hanno fatto più schifo i maltesi o gli italiani
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Old 09-05-2009, 17:36   #66
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"Ho eseguito gli ordini ma mi vergogno
Quei disperati ci chiedevano aiuto"

LAMPEDUSA - "È l'ordine più infame che abbia mai eseguito. Non ci ho dormito, al solo pensiero di quei disgraziati", dice uno degli esecutori del "respingimento". "Dopo aver capito di essere stati riportati in Libia - aggiunge - ci urlavano: "Fratelli aiutateci". Ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli di accompagnarli in Libia e l'abbiamo fatto. Non racconterò ai miei figli quello che ho fatto, me ne vergogno".

Parlano i militari delle motovedette italiane - quella della Guardia di Finanza, la "Gf 106" e quella della Capitaneria di porto, la "Cpp 282" - appena rientrati dalla missione rimpatrio. Sono stati loro a riportare in Libia oltre 200 extracomunitari, tra i quali 40 donne (3 incinte) e 3 bambini, dopo averli soccorsi mercoledì scorso nel Canale di Sicilia. Un "successo", lo ha definito il ministro Maroni, che finanzieri e marinai delle due motovedette non condividono anche se hanno eseguito quegli ordini. Niente nomi naturalmente, i marinai delle due motovedette rischierebbero quanto meno una punizione se non peggio. Ma molti non nascondono il loro sdegno per quello che hanno vissuto e dovuto fare. "Eravamo impegnati in altre operazioni - dicono fiamme gialle e marinai della capitaneria - poi improvvisamente è arrivato l'ordine di andare a soccorrere quelle tre imbarcazioni, di trasbordarli sulle nostre motovedette e di riportarli in Libia".

Non è stato facile, a bordo di quelle carrette del mare c'erano donne incinte, tre bambini e tutti gli altri che avevano tentato di raggiungere Lampedusa. "Molti stavano male, alcuni avevano delle gravi ustioni, le donne incinte erano quelle che ci preoccupavano di più, ma non potevamo fare nulla, gli ordini erano quelli e li abbiamo eseguiti. Quando li abbiamo presi a bordo dai tre barconi ci hanno ringraziato per averli salvati. In quel momento, sapendo che dovevamo respingerli, il cuore mi è diventato piccolo piccolo. Non potevo dirgli che li stavamo portando di nuovo nell'inferno dal quale erano scappatati a rischio della vita".

A bordo hanno anche pregato Dio ed Allah che li aveva risparmiati dal deserto, dalle torture e dalla difficile navigazione verso Lampedusa. Ma si sbagliavano, Roma aveva deciso che dovevano essere rispediti in Libia. "Nessuno di loro lo aveva capito, ci chiedevano come mai impiegavamo tanto tempo per arrivare a Lampedusa, rispondevamo dicendo bugie, rassicurandoli".

La bugia non è durata molto, poco prima dell'alba qualcuno ha notato che le luci che vedevano da lontano non erano quelle di Lampedusa ma quelle di Tripoli. Alla fine i marinai italiani sono stati costretti a spiegare: "Non è stato facile dire a tutta quella gente che li avevamo riportati da dove erano partiti. Erano stanchi, avevano navigato con i barconi per cinque giorni, senza cibo e senza acqua. Non hanno avuto la forza di ribellarsi, piangevano, le donne si stringevano i loro figli al petto e dai loro occhi uscivano lacrime di disperazione".

Lo sbarco a Tripoli è avvenuto poco dopo le sette del mattino: "Vederli scendere ci ha ferito tantissimo. Ci gridavano: "Fratelli italiani aiutateci, non ci abbandonate"". Li hanno dovuti abbandonare, invece, li hanno lasciati al porto di Tripoli dove c'erano i militari libici che li aspettavano. Sulla banchina c'erano anche i volontari delle organizzazioni umanitarie del Cir e dell'Onu, ma non hanno potuto far nulla, si sono limitati a contare quei disperati che a fatica, scendevano dalla passerelle delle motovedette per tornare nell'inferno dal quale erano scappati. Le donne sono state separate dagli uomini e portati in "centri d'accoglienza" vicino Tripoli. Non si sa che fine faranno.
Solo uno è riuscito a sfuggire al rimpatrio. Un ventenne del Mali che aveva intuito cosa stava succedendo a bordo e si era nascosto sotto un telone. Ha messo la testa fuori solo quando la motovedetta della Finanza è attraccata a Lampedusa, ha aspettato che a bordo non ci fosse più nessuno e poi è sceso anche lui. È stato rintracciato mentre passeggiava nelle strade dell'isola ed ha subito confessato. Adesso si trova nel centro della base Loran di Lampedusa. Un miracolato.

Che vergogna.
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Old 09-05-2009, 18:43   #67
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Gli unici a doversi vergognare sono coloro i quali hanno, con il loro comportamento buonista, lassista ed altro ancora, incoraggiato questa invasione.

Coloro i quali erano sulle motovedette e si sono "vergognati" possono sempre espatriare e recarsi in quei paesi per prestarvi la loro opera onde tacitare la loro coscienza, sia da ciò che hanno fatto e sia da quello che avrebbero causato scaricando altri disperati sulla schiena di chi lavora e paga le spese di funzionamento, compresi i loro stipendi, dell'italia.

Facile esser tanto buoni scaricando gli oneri su altri, provino ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del loro "vergognarsi", verdi come cambiano idea e di corsa.

P.S. Il vaticano rampogna l'italia ?, prova a visitarlo e controlla quanti, esattamente nessuno, ne hanno accolti loro che sono "tanto buoni e tanto solidali", ma sempre a carico di altri, comodo vero ?.
Veramente quelli della motovedetta, che tra l'altro pagano le tasse come te, devono subire le conseguenze del razzismo tuo, della lega e chi per loro.
E con questa storia del buonista ormai avete davvero stancato. Tra l'essere buonisti e l'essere dotati di UMANITA' c'è un abisso di mezzo. Altrimenti la prossima volta vacci te a riportare donne incinta e persone stremate dalla fame da dove sono venuti senza nemmeno concedere il diritto di asilo.
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Old 09-05-2009, 18:48   #68
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Gli unici a doversi vergognare sono coloro i quali hanno, con il loro comportamento buonista, lassista ed altro ancora, incoraggiato questa invasione.

Coloro i quali erano sulle motovedette e si sono "vergognati" possono sempre espatriare e recarsi in quei paesi per prestarvi la loro opera onde tacitare la loro coscienza, sia da ciò che hanno fatto e sia da quello che avrebbero causato scaricando altri disperati sulla schiena di chi lavora e paga le spese di funzionamento, compresi i loro stipendi, dell'italia.

Facile esser tanto buoni scaricando gli oneri su altri, provino ad assumersi le responsabilità e le conseguenze del loro "vergognarsi", verdi come cambiano idea e di corsa.

P.S. Il vaticano rampogna l'italia ?, prova a visitarlo e controlla quanti, esattamente nessuno, ne hanno accolti loro che sono "tanto buoni e tanto solidali", ma sempre a carico di altri, comodo vero ?.

Il tuo discorsoè disgustoso...se persino i militari hanno definito l'ordine ricevuto come "infame" anzi come "il più infame mai ricevuto"...beh fdovrebbe far pensare...

Ah tra l'altro essendo ancora in un paese che si definisce libero quei militari hanno tutto il diritto di esprimere la loro opinione e se per loro l'ordine ricevuto è infame hanno il diritto di dirlo senza che tu faccia troppi commenti privi di senso come quello di espatriare loro....sono uomini liberi e possono dire quello che pensano...ok?

Io non sono per il buonismo, non sono per l'accoglienza indiscriminata...sono per il rispetto delle regole...quello che è accadutoè GRAVISSIMO in quanto sono stati rimpatriati anche persone aventi diritto all'asilo politico...se a te non sta bene sono solo problemi tuoi...lo garantisce la legge italiana e gli accordi internazionali...tu vivi in un paese civile proprio perchè è il sistema internazionale a garantire tale civiltà e libertà...quindi se tale sistema, formato da un insieme di regole, dice che determinate persone hanno diritto all'asilo politico (ovviamente solo quelle determinate persone...mica tutti) glielo si da e basta...altrimenti sei te che dovresti espatriare verso qualche paese incivile visto che sei il primo a fottersene proprio di quell'insieme di regole e norme internazionali che ti permettono di vivere in un paese civile e libero.

La cosa grave è che sono stati rimpatriati tutti senza neanche controllare chi erano e se avevano diritto all'asilo...e non è buonismo...è che degli uomini e delle donne probabilmente sono stati CONDANNATI A MORTE dai loro regimi con il rimpatrio...

Ti ripeto se a te non frega nulla di ciò...sei tu che dovresti espatriare...noi siamo un paese civile grazie al collante di leggi interne e di norme internazionali che ci rendono tali (mica perchè la civiltà ce l'abbiamo codificata nel DNA)...
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Old 09-05-2009, 18:50   #69
MesserWolf
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Veramente quelli della motovedetta, che tra l'altro pagano le tasse come te, devono subire le conseguenze del razzismo tuo, della lega e chi per loro.
E con questa storia del buonista ormai avete davvero stancato. Tra l'essere buonisti e l'essere dotati di UMANITA' c'è un abisso di mezzo. Altrimenti la prossima volta vacci te a riportare donne incinta e persone stremate dalla fame da dove sono venuti senza nemmeno concedere il diritto di asilo.
Non capisco tanto cosa c'entri il razzismo ....

Cercavano d'entrare illegalmente nel nostro paese e sono stati respinti . Fine . Potevano benissimo essere caucasici , cinesi , giapponesi che la cosa non cambiava .

Se sono in pericolo imminente di vita per persecuzioni non possono chiedere asilo tramite le ambasciate ?

Spero che diventi routine questa procedura . L'immigrazione legale no problem , immigrazione clandestina va fermata . Non controllare i flussi migratori efficaciemente è un suicidio .

Le risorse italiane non sono illimitate, non possiamo salvare tutti i disperati di questo mondo che bussano alla nostra porta ....
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Ultima modifica di MesserWolf : 09-05-2009 alle 18:54.
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Old 09-05-2009, 19:08   #70
Pancho Villa
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Veramente quelli della motovedetta, che tra l'altro pagano le tasse come te, devono subire le conseguenze del razzismo tuo, della lega e chi per loro.
E con questa storia del buonista ormai avete davvero stancato.
Così come ha stancato la storia del razzista. Di fatto in questi vent'anni non abbiamo fatto altro che subire il fenomeno, questo è forse il primo provvedimento concreto contro l'immigrazione clandestina, altro che razzismo.
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Old 09-05-2009, 19:11   #71
lishi
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Non capisco tanto cosa c'entri il razzismo ....

Cercavano d'entrare illegalmente nel nostro paese e sono stati respinti . Fine . Potevano benissimo essere caucasici , cinesi , giapponesi che la cosa non cambiava .

Se sono in pericolo imminente di vita per persecuzioni non possono chiedere asilo tramite le ambasciate ?

Spero che diventi routine questa procedura . L'immigrazione legale no problem , immigrazione clandestina va fermata . Non controllare i flussi migratori efficaciemente è un suicidio .

Le risorse italiane non sono illimitate, non possiamo salvare tutti i disperati di questo mondo che bussano alla nostra porta ....
A quanto pare no, visto che a una parte arrivati in Italia questo permesso viene concesso. Se ci pensi Italia ha un sacco di ambasciate in posti dove ci sono persone che avrebbero il diritto di asilo. Ma di quelli che ha il diritto sembra di usufruirne.
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Old 09-05-2009, 19:18   #72
D4rkAng3l
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Non capisco tanto cosa c'entri il razzismo ....

Cercavano d'entrare illegalmente nel nostro paese e sono stati respinti . Fine . Potevano benissimo essere caucasici , cinesi , giapponesi che la cosa non cambiava .

Se sono in pericolo imminente di vita per persecuzioni non possono chiedere asilo tramite le ambasciate ?

Spero che diventi routine questa procedura . L'immigrazione legale no problem , immigrazione clandestina va fermata . Non controllare i flussi migratori efficaciemente è un suicidio .

Le risorse italiane non sono illimitate, non possiamo salvare tutti i disperati di questo mondo che bussano alla nostra porta ....
Ma vivi fuori dal mondo? ah no solo in Padania...
Ma tu lo sai che nella quasi totalità dei paesi i cui cittadini hann diritto all'asilo politico le ambasciate non ci stanno (prendo come esempio l'Eritrea in cui l'ambasciatore italiano è stato espulso)...oppure sei uno del Darfour in Sudan...ti ammazzano solo per quello...pensi che puoi andartene liberamente per ambasciate?
Sempre in Eritrea...ma tu lo sai che è VIETATO lasciare il paese per qualsiasi motivo?!?! Lo sai che se provi ad oltreppassare il confine ti sparano a vista senza neanche fermarti...

Si chiama asilo politico per quello...perchè SE RIESCI SCAPPARE DEVI ESSERE ACCOLTO...è asilo politico peroprio perchè è previsto che tu sia fuggito...ed il fatto di essere venuto su un gommone nel tuo caso eccezionale è considerato LEGALE e devi essere messo in regola.

Scusa ma questa è ignoranza....nel senso che evidentemente non conosci ne la situazione di quei posti ne la legge italiana...perchè il preveder l'asilo politico vuol dire il mettere in regola e considerare legale l'entrata nel paese di una persona che se venisse da qualsiasi altra parte sarebbe considerata illegale....ed infatti se tu dimostri di essere eritreo (o di qualche altro paese nella lista degli aventi diritto all'asilo) vieni messo in regola...però l'asilo politico si attua solo a chi è scappato...mica a chi lo richiede da là visto che è impossibile...altrimenti se puoi richiedere di venire in Italia non avresti diritto all'asilo politico...in quanto saresti libero di lasciare il paese...

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Old 09-05-2009, 19:34   #73
MesserWolf
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Ma vivi fuori dal mondo? ah no solo in Padania...
Ma tu lo sai che nella quasi totalità dei paesi i cui cittadini hann diritto all'asilo politico le ambasciate non ci stanno (prendo come esempio l'Eritrea in cui l'ambasciatore italiano è stato espulso)...oppure sei uno del Darfour in Sudan...ti ammazzano solo per quello...pensi che puoi andartene liberamente per ambasciate?
Sempre in Eritrea...ma tu lo sai che è VIETATO lasciare il paese per qualsiasi motivo?!?! Lo sai che se provi ad oltreppassare il confine ti sparano a vista senza neanche fermarti...

Si chiama asilo politico per quello...perchè SE RIESCI SCAPPARE DEVI ESSERE ACCOLTO...è asilo politico peroprio perchè è previsto che tu sia fuggito...ed il fatto di essere venuto su un gommone nel tuo caso eccezionale è considerato LEGALE e devi essere messo in regola.

Scusa ma questa è ignoranza....nel senso che evidentemente non conosci ne la situazione di quei posti ne la legge italiana...perchè il preveder l'asilo politico vuol dire il mettere in regola e considerare legale l'entrata nel paese di una persona che se venisse da qualsiasi altra parte sarebbe considerata illegale....ed infatti se tu dimostri di essere erietro (o di qualche altro paese nella lista degli aventi diritto all'asilo) vieni messo in regola...però l'asilo politico si attua solo a chi è scappato...mica a chi lo richiede da là visto che è impossibile...altrimenti se puoi richiedere di venire in Italia non avresti diritto all'asilo politico...in quanto saresti libero di lasciare il paese...
La situazione del darfur la conosco e così anche quella di alcuni stati africani , ma non sono certo un esperto di asilo politico ... infatti la mia era una domanda , quella sulle ambasciate .

Il punto è uno , dobbiamo regolare l'immigrazione , quella clandestina va bloccata perchè tutti non possiamo mantenerli neppure volendo.

Una volta entrati sappiamo tutti che di fatto ci rimangono , questo è un buon sistema complessivamente . In mare non puoi scavere tinciate , nè tirare su muri come fanno in altri paesi ... ergo non c'è molta scelta.

L'immigrazione va regolata e quella è la priorità , non farlo come dicevo è un suicidio .
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Old 09-05-2009, 19:43   #74
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La situazione del darfur la conosco e così anche quella di alcuni stati africani , ma non sono certo un esperto di asilo politico ... infatti la mia era una domanda , quella sulle ambasciate .

Il punto è uno , dobbiamo regolare l'immigrazione , quella clandestina va bloccata perchè tutti non possiamo mantenerli neppure volendo.

Una volta entrati sappiamo tutti che di fatto ci rimangono , questo è un buon sistema complessivamente . In mare non puoi scavere tinciate , nè tirare su muri come fanno in altri paesi ... ergo non c'è molta scelta.

L'immigrazione va regolata e quella è la priorità , non farlo come dicevo è un suicidio .
Ovviamente va regolamentata...ed infatti trovo stupido non aver mai rimpatriato chi andava rimpatriato...

Però tecnicamente parlando una persona che viene da un paese nella lista degli aventi diritto all'asilo politico non è da considerarsi un irregolare in quanto per legge viene immediatamente messo a regola in quanto ha diritto all'asilo politico, si tratta di un caso eccezionale previsto dalla legge italiana e dal diritto internazionale per cui scappando dal tuo paese non hai infranto la legge entrando clandestinamente...gli altri invece dovrebbero essere rimpatriati in quanto hanno infranto la legge...mi pare abbastanza lineare come ragionamento.

Chi ora grida al miracolo per l'evento accaduto stà sbagliando in quanto di fatto non è stata rispettata la legge italiana che prevede l'asilo politico...ed infatti l'ONU ha dichiarato di essere preoccupata...e non è che l'ONU si preoccupa così alla cazzo...di fatto a varie persone non solo non è stato garantito un loro leggittimo diritto previsto dalla nostra legge ma probabilmente sono state condannate a morte o a qualcosa di molto molto brutto....

Ed è per questo che i militari lo hanno definito come: "l'ordine più infame mai ricevuto"...mica sono contro i rimpatri pure i militari...semplicemente sanno bene che è stato fatto un grande torto che avrà ripercussioni pesantissime su una parte di quelle persone...

La prassi giusta è farli sbarcare...controllare la provenienza e se hanno diritto all'asilo...se si devono essere regolmentato...se no li imbarchi e li rimpatri
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Old 09-05-2009, 19:50   #75
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Si chiama asilo politico per quello...perchè SE RIESCI SCAPPARE DEVI ESSERE ACCOLTO...è asilo politico peroprio perchè è previsto che tu sia fuggito...ed il fatto di essere venuto su un gommone nel tuo caso eccezionale è considerato LEGALE e devi essere messo in regola.
Mi sembra che basti un visto turistico ed un aereo per uscire dalla Libia
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Old 09-05-2009, 19:52   #76
MesserWolf
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Ovviamente va regolamentata...ed infatti trovo stupido non aver mai rimpatriato chi andava rimpatriato...

Però tecnicamente parlando una persona che viene da un paese nella lista degli aventi diritto all'asilo politico non è da considerarsi un irregolare in quanto per legge viene immediatamente messo a regola in quanto ha diritto all'asilo politico, si tratta di un caso eccezionale previsto dalla legge italiana e dal diritto internazionale per cui scappando dal tuo paese non hai infranto la legge entrando clandestinamente...gli altri invece dovrebbero essere rimpatriati in quanto hanno infranto la legge...mi pare abbastanza lineare come ragionamento.

Chi ora grida al miracolo per l'evento accaduto stà sbagliando in quanto di fatto non è stata rispettata la legge italiana che prevede l'asilo politico...ed infatti l'ONU ha dichiarato di essere preoccupata...e non è che l'ONU si preoccupa così alla cazzo...di fatto a varie persone non solo non è stato garantito un loro leggittimo diritto previsto dalla nostra legge ma probabilmente sono state condannate a morte o a qualcosa di molto molto brutto....

Ed è per questo che i militari lo hanno definito come: "l'ordine più infame mai ricevuto"...mica sono contro i rimpatri pure i militari...semplicemente sanno bene che è stato fatto un grande torto che avrà ripercussioni pesantissime su una parte di quelle persone...

La prassi giusta è farli sbarcare...controllare la provenienza e se hanno diritto all'asilo...se si devono essere regolmentato...se no li imbarchi e li rimpatri
beh tecnicamente così li respingi prima che arrivino su territorio / acque italiane , prima che possano chiedere a noi l'asilo politico . E' di questo che si lamentava l'onu

Capisco che sia un escamotage , ma tecnicamente è legale .

Anche perchè vedi le manifestazioni di oggi a milano , poi i rifugiati pretendono una casa , corsi di italiano etc etc ....

Quote:
AGI) - Milano, 9 mag. - E' terminata senza alcun incidente o momenti di tensione, la manifestazione dei rifugiati eritrei che questo pomeriggio hanno dato vita ad un corteo partito dai bastioni di porta Venezia a Milano e concluso in stazione centrale. I circa cento manifestanti, supportati anche da alcuni militanti del centro sociale Cantiere e dell'associazione 3 febbraio, hanno chiesto che il comune di Milano si impegni a creare centri di accoglienza. "Abbiamo bisogno di luoghi che possano essere delle case per noi - fa sapere un portavoce del gruppo - la soluzione dei dormitori non ci va bene perche' la mattina ci buttano fuori all'alba". I rifugiati non escludono altre manifestazioni nei prossimi giorni.
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Old 09-05-2009, 19:54   #77
MesserWolf
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Mi sembra che basti un visto turistico ed un aereo per uscire dalla Libia
Si ecco , poi non è che li abbiamo rimandati in Darfur o in una zona di guerra ...
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Old 09-05-2009, 19:55   #78
fabio80
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Anche perchè vedi le manifestazioni di oggi a milano , poi i rifugiati pretendono una casa , corsi di italiano etc etc ....
ma infatti, a sentire quelle pretese altro che rispedirli a casa, affondarli appena arrivano a ducento miglia marine dalla costa
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Old 09-05-2009, 19:56   #79
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Mi sembra che basti un visto turistico ed un aereo per uscire dalla Libia
Ma quelli che scappano e che arrivano dalla Libia mica sono libici...sono per lo più eritrei, etiopi (che attraversando il Sahara arrivano in Libia) e di altri stati africani che comunque arrivano in Libia...

Te lo dico perchè lo sò in quanto conosco varie persone arrivate con i gommoni...e purtroppo una persona cara di una persona cara adesso stà in carcere in Libia...se sei libico prendi un aereo con un visto turistico e vieni...se sei uno che è scappato dal suo paese dal quale non può uscire e l'unico modo per uscire è scappare in Libia e da li prendere un gommone...STOP
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Old 09-05-2009, 19:59   #80
D4rkAng3l
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beh tecnicamente così li respingi prima che arrivino su territorio / acque italiane , prima che possano chiedere a noi l'asilo politico . E' di questo che si lamentava l'onu

Capisco che sia un escamotage , ma tecnicamente è legale .

Anche perchè vedi le manifestazioni di oggi a milano , poi i rifugiati pretendono una casa , corsi di italiano etc etc ....
Semmai la cosa schifosa è che Malta non si sia presa le proprie responsabilità....il fatto di respingerli in acque internazionali è un'infamata...stai condannando a morte delle persone facendo ciò...

Poi c'è un altro discorso da fare...quelli che arrivano qui ed hanno diritto all'asilo politico poi spesso se ne vanno in giro per tutta la comunità europea e non è che tutti rimangono qui (te lo posso assicurare per esperienze molto vicine a me).

Quelli che rimangono qui sono i clandestini irregolari che dovrebbero essere rimpatriati, che invece sono lasciati liberi sul territorio italiano però non possono uscire perchè se passano la frontiera italiana li ribeccano....oppure sono quelli che qui ci vengono apposta perchè siamo il paese dei balocchi (tipo i Rom che vengono apposta perchè sanno che possono fare come cazzo gli pare in Italia).

L'unica è...farli sbarcare...controllarli...hai diritto a rimanere rimani, non hai diritto a rimanere ti rimpatrio
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