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Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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Vino, scoperte centinaia di bottiglie di falso
Vino, scoperte centinaia di bottiglie di falso Brunello 2003: sequestri in 4 aziende
Coinvolte 13 aziende produttrici, 20 gli indagati: creato un vino diverso per avvicinarsi ai gusti Usa Una ragazza degusta un bicchiere di Brunello di Montalcino (Ap) SIENA - Un'inchiesta che fa scalpore perché il vino oggetto della frode è uno dei più celebri d'Italia: il Brunello. Sono 13 le aziende produttrici coinvolte nell'inchiesta della procura di Siena. Lo ha detto, al termine dell'incontro con il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro, il presidente del Consorzio di tutela del Brunello di Montalcino Francesco Marone Cinzano. «Sono quattro - ha precisato - le aziende alle quali sono state sequestrate le bottiglie dell'annata 2003: Antinori, Frescobaldi, Argiano e Castello Banfi». Il presidente del Consorzio ha ammesso di essere tra le persone, in qualità di produttore, che hanno ricevuto un avviso di garanzia. «Il danno è grave - ha detto Cinzano -, ovviamente noi vogliamo che la magistratura faccia il suo lavoro. Ma chiediamo che sia concluso in tempi brevi perché il rischio per le aziende coinvolte è forte e alcune sono già state costrette a lasciare a casa dei lavoratori». Cinzano si è fatto portavoce con il ministro De Castro della «forte preoccupazione dei 250 produttori di Montalcino». L'ipotesi di reato è la frode alimentare. Le indagini sono rivolte a verificare se siano state usate uve non Sangiovese per la produzione del Brunello in un arco di tempo considerato tra il 2003 e il 2007. In sostanza, le aziende coinvolte nell'inchiesta, grandi nomi della produzione vinicola toscana, avrebbero violato, secondo l'ipotesi degli inquirenti, il disciplinare che impone quali uve utilizzare. L'INDAGINE - Le aziende coinvolte sono cinque, gli indagati una ventina. Secondo quanto riferisce il settimanale L’Espresso nel prossimo numero in edicola «il lavoro degli investigatori sta disegnando una frode in commercio colossale, per cui il 30-40 per cento del carissimo vino prodotto nel 2003 (ma sotto la lente ci sono anche le annate dal 2004 al 2007) rischia di non poter fregiarsi né del marchio di Denominazione d'origine controllata e garantita né del nome Brunello». Secondo il settimanale «i motivi del taroccamento sono due: le quantità del Sangiovese disponibile, in primis, sono insufficienti a coprire la domanda crescente di mercato. Inoltre il miscelamento sarebbe legato a una mera questione di palato: il consumatore, soprattutto quello americano, preferisce al gusto forte del Brunello Doc una variante morbida, più dolce e "transalpina"». Degli interessati dalle indagini della Guardia di Finanza, prosegue il periodico, «molti negano, qualcuno rettifica, Montalcino è sgomenta, ma le prove sembrano schiaccianti: le Fiamme gialle hanno trovato nelle cantine le ricette con cui gli enologi preparavano lo shake di vini, conservati in vasche differenziate prima del cocktail da imbottigliare. Appunti riservati grazie a cui gli esperti confezionavano, dosando con cura le proporzioni, il falso Brunello». REAZIONI - Si dice «sconcertato dai metodi utilizzati in questa indagine» Enrico Viglierchio, ad dell'azienda Castello Banfi, a cui lunedì, come racconta il manager, la guardia di finanza ha posto sotto sequestro tutte le bottiglie dell'annata 2003 e alcuni vigneti. «Ci si è mossi sulla base di indizi e di dati che devono essere verificati attentamente - spiega Viglierchio -. Se c'è qualcuno che ha sbagliato, e questo è tutto da dimostrare, deve pagare, ma il rischio grave è che paghi un'intera comunità». Vincenzo Abbruzzese della tenuta Valdicava affida a un comunicato la sua posizione. «Per produrre i propri Brunelli e Rossi di Montalcino Valdicava ha sempre usato e sempre userà esclusivamente uve di Sangiovese dei propri vigneti». È fermo Abbruzzese nel difendere la sua produzione: «Lo dimostreremo, ove fossimo chiamati a farlo, in ogni sede, in ogni luogo, in ogni momento, per ogni annata di produzione». Il comunicato della tenuta Valdicava è datato "Brunellopoli, 29 marzo 2008". 03 aprile 2008(ultima modifica: 04 aprile 2008) http://www.corriere.it/cronache/08_a...4f486ba6.shtml |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2005
Messaggi: 2659
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Domanda perchè non dicono i nomi dei prduttori cosi il consumatore si regola se comprare o no ?
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#3 | ||
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Iscritto dal: Jan 2003
Città: Roma Status:Coglione
Messaggi: 134
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La mia firma aveva un senso quando la maggior parte dei miei post erano nelle sezioni OT. Ora ne dovrei pensare un'altra. Comunque me la sono messa da una parte con la speranza di poterla ripristinare... |
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#4 | |
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Iscritto dal: Mar 2006
Città: Molfetta
Messaggi: 239
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http://www.lastampa.it/redazione/cms...1590girata.asp
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Acido cloridrico e acido solforico che trasformano il saccarosio in glucosio e fruttosio?
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#5 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Città: Torino
Messaggi: 6840
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l'ambiente acido favorisce l'idrolisi del saccarosio. |
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Roma
Messaggi: 1363
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In questo modo si riproduce in laboratorio il famigerato zuchhero "invertito" (non in quel senso...) la cui proprietà è quella di avere un diverso piano di rifrazione della luce rispetto al saccarosio. Tipico di questi zuccheri "invertiti" come appunto il fruttosio ed il glucosio è la capacità di essere più dolci del saccarosio ed inoltre di essere tra quegli zuccheri maggiormente presenti proprio nell'uva. Quindi: si è cercato in laboratorio di costruire un bel vino frankensterin, un occhio qua, un piede là...e cosi via. Tra l'altro l'idrolisi del saccarosio in questo modo è tipica dei processi industriali della produzione di gelati, surgelati, confetture, sciroppi...etc etc.. |
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#7 | |
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Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 287
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Intanto Bruxelles chiede spiegazioni:
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L'equilibrio di un uomo si nota quando sta sulla vetta di una montagna |
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#8 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2004
Città: Padova
Messaggi: 11777
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va avanti così e toccherà dire che è vero che il vino fa male...
va avanti così e sarà più sana la coca cola del vino ...
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mac user = hai soldi da buttare; linux user = hai tempo da buttare; windows user = hai soldi e tempo da buttare |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: Lucca
Messaggi: 15172
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Aspettate un attimo, non confondiamo le 2 indagini in corso sui vini, un conto è l'inchiesta sul vino all'acido muriatico e un conto è questa sulla presunta violazione del disciplinare sul Brunello di Montalcino, in questo caso anche se fosse accertata la cosa, non si tratterebbe di nessun rischio per la salute in quanto si sarebbe usato un diverso carnet di vitigni al posto del solo sangiovese permesso dal disciplinare, stop.
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焦爾焦 |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Gallarate (VA)
Messaggi: 3903
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Ma quest'altra del vino tarocco è saltata fuori in conseguenza anche del vino chimico (controlli vari etc. ) o è una coincidenza?
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#11 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: Lucca
Messaggi: 15172
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A quanto ho sentito, si tratta di una coincidenza, sono cose non correlate.
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焦爾焦 |
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#12 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2003
Città: Nella terra degli Antani Prematurare e Circolare
Messaggi: 2945
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il brunello è sotto inchiesta perchè è stato usato, nel produrlo, oltre al consentito sangiovese anche uve proventineti da altri vitigni, il tutto per rendere più "facile" costruire il gusto adatto e renderlo più appetibile anche a diversi palati...i problemi sono due: non sanno da dove sono state prese le altre uve che hanno impiegato: c'è chi dice che siano state coltivate sempre nel luogo, e c'è chi dice che arrivino dalla puglia...un mio amico che lavora in una antina a montepulcinao mi ha detto che le aziende che avete già citato nottetempo hanno raso al suolo diverse ettari di vigne con uve differenti per non incorrere in problemi, ma ormai era tardi e qualcuno l'han beccato lo stesso...
diciamo che è più un problema di rispetto della docg del brunello che un problema della salute |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2003
Città: Lucca
Messaggi: 15172
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