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«Vecchie di trent'anni le ricette economico-sociali del Pd»
Pubblico una interessante intervista a Zipponi, che non ho trovato su alcuna altra testata giornalistica, perciò mi avvalgo di questa eccezione http://www.hwupgrade.it/forum/showpo...1&postcount=12
Fonte: http://www.liberazione.it/ «Con noi l'Italia rivivrà il boom degli anni '60». Veltroni, evidentemente, crede nei miracoli. Perché, al contrario, la situazione economica generale che si prospetta per i prossimi mesi-anni ha un nome ben poco rassicurante: recessione. E ben difficilmente l'Italia potrà sfuggirvi, altro che boom. Quindi Veltroni crede nei miracoli. O è in malafede. Ma le bugie che il programma elettorale del Pd racconta in materia di economia e lavoro saranno presto svelate. «Se c'è una cosa che l'esperienza con l'Unione ci ha insegnato - spiega, infatti, Maurizio Zipponi, responsabile economia e lavoro del Prc - è che un programma deve reggere non solo durante la campagna elettorale, ma soprattutto dopo. E' dopo che emerge ciò che è serio e ciò che, invece, è pura propaganda». Senza aspettare il 14 aprile, però, già si può alzare il velo sulla «disonestà intellettuale» sulla quale sono costruite le proposte economiche del Partito democratico. Intanto, spiega Zipponi, «il programma del Pd è continuamente aggiornato sulla base delle candidature: prima Ichino, poi Colaninno, poi Calearo. Sono nomi che hanno un peso su quello che farà il Pd; che valgono più delle chiacchiere scritte sul programma». Ciò premesso, la critica del responsabile lavoro del Prc parte da una constatazione: la totale assenza di un'analisi dell'andamento reale dell'economia. Sarebbe a dire? Il Pd non si pone minimamente il problema del ruolo dello stato nell'assumere i grandi indirizzi economici, nel momento in cui l'economia globale sta correndo «verso il baratro». Si parla di crescita economica; si dice testualmente «miracolo». Ma basta leggere l'analisi di Nouriel Roubini, economista dell'università di New York, per capire che non ci sarà nessun miracolo. Roubini spiega molto bene che la crisi Usa dei mutui subprime è solo l'inizio e che «non è da escludere» la bancarotta di «alcune importanti banche», con un'«ondata di stretta creditizia» (che avrà per forza riflessi sull'economia) e un effetto a cascata sui mercati azionari globali. A ciò si devono aggiungere quotazioni oltre i cento dollari al barile del petrolio, dal quale l'economia italiana dipende per l'85%. Queste due circostanze combinate porteranno il nostro paese a vivere la più grave crisi economica dagli anni '70. Ebbene, di tutto ciò non c'è traccia nel programma del Pd. Berlusconi, invece, sembra averlo ben presente se pensa ad un governo Draghi «per fare le riforme e affrontare l'emergenza economica». Preferisco parlare di Tremonti, che ci capisce (non a caso sta facendo uscire adesso il suo libro contro la globalizzazione). L'ex ministro dice che il «carovita è solo l'inizio» della fine. Cito: «E' finita l'età dell'oro», «è finita la fiaba del progresso continuo e gratuito», «sta arrivando il tempo di ferro», dove «il superfluo costa assurdamente meno del necessario». Insomma, in qualsiasi seria politica contano i punti di partenza. Poi la destra darà una risposta, la sinistra un'altra. E il Pd? Nulla. Nel programma Veltroni si dà come obiettivo quello di ridurre il debito sul Pil dall'attuale 105% al 90%: qualcosa come 230 miliardi di euro. Sai cosa significa? Significa (e non è una battuta) vendere il Colosseo ai giapponesi, sennò quella cifra è irraggiungibile. Non per nulla lo stesso Tremonti e altri economisti propongono di stabilizzare il debito. Che è quello che chiedevamo noi in occasione della prima finanziaria Prodi, che invece era tutta ansiosamente protesa a ridurre il debito. E lo dicevamo in un anno di crescita! Figuriamoci ora che stiamo entrando in un periodo di stagnazione. E allora? Allora, il piano economico/sociale del Pd non ha in sé i presupposti di quello che sta accadendo. Anche perché si basa su testi scolastici di vent'anni fa, che propongono la vecchia ricetta delle privatizzazioni (e poi accusano noi di essere fermi al 1953!). Peccato che chi quelle ricette le ha messe in pratica vent'anni fa (la gran Bretagna, per esempio) oggi stia rinazionalizzando le banche, che è il massimo dello statalismo! E la Francia di Sarkozy sostiene tutte le sue multinazionali. Insomma, stanno mettendo in pratica una dimensione dell'intervento dello stato in economia all'altezza dei problemi che stanno arrivando. E il Pd parla di miracoli. Ora, non penso che siano imbecilli... Dunque sono in malafede? Beh, mettiamola così. Fanno finta di niente, così, quando arriverà lo choc economico, lo useranno come scusa per il governo di unità nazionale. Diranno: noi mai insieme con Berlusconi; però siamo costretti da un fattore esterno... La disonestà intelletuale sta nel fatto che la crisi economica è già in atto; non è qualcosa che capita "dopo" le elezioni. Ma unità nazionale per fare cosa? E' l'unico strumento possibile per Confindustria per: abrogare i contratti nazionali; abolire l'articolo 18 e parti fondamentali dello statuto dei lavoratori; attaccare l'idea del sindacato generale per riportarlo ad un mero ruolo corporativo/aziendale. E spiace che le confederazioni non se ne accorgano. Quando si parla di contrattazione aziendale, è disonesto non ricordare che essa riguarda meno del 30% dei lavoratori e il 10% delle aziende. Premiando questi, non fai che penalizzare ulteriormente gli altri, introducendo elementi neocorporativi che colpiscono il cuore del sindacato. Però, il Pd fa una proposta concreta per combattere la precarietà. Anche lì: il programma sociale si basa sul patto tra produttori, che è un'idea vecchia di 30 anni, anzi per la precisione 34 (qualcuno si ricorda della "politica dell'Eur", "dei sacrifi", lo choc energetico?), pensa che novità! Ma restiamo al concreto. Si dice: daremo mille euro ai precari. Io sono puntiglioso, e allora domando: a chi li danno questi soldi? Quanto costa? Chi paga? E qual è la risposta? La figura indicata nel programma è il «collaboratore economicamente dipendente». Peccato che, nonostante i 42 tipi di contratto vigenti nel nostro paese, questa figura non esista! Quindi dopo le elezioni, a ricevere questi soldi saranno: uno, nessuno, centomila. Per non dire che si prevede di precarizzare ulteriormente l'ingresso nel mondo del lavoro allungando il periodo di prova (quello nel quale il lavoratore non ha alcun diritto) e incentivando il periodo di apprendistato. La Sinistra Arcobaleno più concretamente dice, invece, che dopo 36 mesi (anche non continuativi) presso lo stesso datore di lavoro scatta l'assunzione a tempo indeterminato e stabilisce un minimo orario di 8 euro l'ora, che netti, in base ai contratti attuali, fanno circa mille euro al mese. Altro che favole! Inoltre, noi proponiamo il reddito sociale di 8.500 euro l'anno per coloro che hanno una situazione lavorativa instabile (circa 4 milioni di persone), più un bonus di 2.500 euro annui per accedere a servizi di mobilità e conoscenza (trasporti, acquisto di libri, ecc). La differenza tra noi e il Pd è che noi diciamo dove prendiamo i soldi (tra l'altro: rendite al 20%, penalità monetarie alle aziende che violano i contratti nazionali), loro no. Tanto è vero che entro questa settimana presenteremo una proposta di legge. E le chiacchiere stanno a zero. A proposito di chiacchiere, il Pd esulta per la vittoria di Zapatero. Non c'è una contraddizione? La contraddizione c'è ed è vistosa. Basta pensare che Zapatero ha vinto le elezioni rivendicando la propria autonomia dai poteri ecclesiastici in tema di diritti e dai poteri economici in tema di precarietà. Il leader spagnolo dice che dopo 36 mesi di precariato, il lavoratore deve essere stabilizzato, sia nel pubblico che nel privato. Esattamente quello che proponiamo noi, mentre Veltroni propone di allungare il periodo di prova e quello di apprendistato: cioè l'esatto contrario. Insomma, il programma economico/sociale del Pd è vago e vecchio. Ma a chi fa gioco, a Confindustria? Parliamo di lobby confindustriale, perché Confindustria non rappresenta tutto il mondo delle imprese, ma 4 o 5 grandi famiglie, che hanno lanciato un'Opa sul Pd. Il decalogo di Montezemolo, in realtà, si può riassumere in un punto solo: difendere la Casta, quella vera, che permette al presidente della Fiat di guadagnare 500 volte più di un suo operaio. Con il che le grandi novità di Veltroni si rovescano nel loro contrario: conservazione. Conservazione di privilegi e di ricchezze. Noi, invece, che abbiamo mantenuto una grande autonomia dalle imprese, ai signori Montezemolo e Calearo chiediamo: quali sono i successi imprenditoriali che avete raggiunto? Cosa avete fatto con Telecom, Cirio, Parmalat, Alitalia? Quanti brevetti internazionali avete conquistato? Quante aziende estere avete acquistato (e quante aziende italiane sono state acquistate all'estero?). In 10 anni un miliardo di persone è passato dall'economia rurale a quella industriale: è il più grande processo di industrializzazione. Per controllare questa enorme massa di operai, gli imprenditori hanno bisogno di attaccare lo statuto dei lavoratori, di abolire i contratti, di controllare la conoscenza, le fonti energetiche, le reti di comunicazione. Guarda caso, nel programma del Pd è strategica la privatizzazione della rete gas, una cosa che Francia e Germania hanno detto che non faranno mai, perché le grandi reti di comunicazione e di energia sono un punto di competizione del sistema solo se non sono luogo di speculazione dei privati. Insomma, gli imprenditori si muovono con una logica ben precisa. Occorre capire questo, sennò restano solo le categorie morali. E con queste non si va molto lontano. Marx insegna... Zipponi sorride. Beh, anche se non sono della stessa area politica, condivido molto ciò che ha detto. Voi che ne pensate? |
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#2 |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2007
Messaggi: 460
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«Con noi l'Italia rivivrà il boom degli anni '60».
BR incluse ?
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2006
Messaggi: 1163
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#4 |
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Registered User
Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 1239
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Certo che parlare di "nuovo boom tipo anni '60" è alquanto fuori dalla realtà.
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
Città: Napoli
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Ci sarà un boom (anzi, vari boom) in tutti i sensi...
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#6 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
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Due ci stanno. Tre sono di parte. Otto al giorno è campagna elettorale. ma ora che Mastella lo hanno cacciato a pedate nel sedere tutti, alla fine per chi voterai? UDC di Cuffaro? ![]() fg |
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#7 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
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#8 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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perdonami... credi di essere l'unico autorizzato a farla?
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#9 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
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IO posto anche cose come "La sinistra che muore". Le brutte notizie non sono sempre e solo da una parte. Si chiamano altrimenti "fette di stracchino sugli occhi". fg |
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#10 |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2003
Città: FG-BA
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ma più perchè contesto il fatto che Cloudis ed altri hanno dichiarato espressamente di non andare a votare "perchè son tutti uguali".. per poi postare cento articoli e interventi tutti verso una stessa direzione.. a mio parere un pò comoda la cosa e alquanto incoerente.. se decidi per il non voto perchè tutti ti fanno schifo allora critica da un parte e dall'altra e proponi alternative.. altrimenti è meglio non nascondersi, dire da che parte si sta e prendersi critiche e cercare di rispondere..
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ho concluso con: Beep Beep - bagluca - ShaDe - alenter - djlorenz - Gordon Freeman - mariotanza - ciufoligo - johnny185 - scarano76 - lamerone - Boxer2 - fabiuxx - Sakurambo - gianpixel - alstare84 - nickluck - ziodamerica - ReDBouL - Coop - Keffo - sv4 - niko0 - shin82 - daikengorobot - patafrana - OcTaGoN - Shippo - Bladexx - superman79 - Fran123 - cos1950 - Xidius - cdere - daygo - 2fst4rc - maxcarra - almus! - Juliàn Carax - e non ne aggiungo più... |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2006
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«Vecchie di trent'anni le ricette economico-sociali del Pdl»
Visto che il pdl dice sempre che il pd ha copiato il suo programma penso che anche questo titolo ci possa stare no!
Comunque c'è poco da stare allegri o a dire che i due schieramenti si copiano i programmi, le cose da fare sono sempre quelle. Se il pdl dice "alzeremo gli stipendi" il pd mica deve dire "noi li abbasseremo" no! Basta dire cazzate elettorali devono spiegarci per filo e per segno quello che vogliono fare in modo che possiamo confrontare dati alla mano e devono anche prendere l'impegno che se non realizzano quello che hanno detto se ne vadano a casa indipendentemente dalle situazioni internazionali perchè ci sarà sempre una sistuazione internazionale sfavorevole che avrebbe il solo risultato di "non siamo riusciti a mantenere gli impegni perchè in pakistan il prezzo del riso ci ha condizionato per tutti i 5 anni". ricordate che in un anno ci sono 365 giorni e come un 11 settembre potrebbe esserci un 22 giugno un 33 ottobre, bello il 33 ott
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Ultima modifica di ilratman : 12-03-2008 alle 10:44. |
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2005
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#14 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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ho letto fino al punto in cui si mette a tessere le lodi di Tremonti...
poi non ce l'ho piu fatta che su una base protezionista, colbertista e fondamentalente iperconservatrice si ritrovino Tremonti e il responsabile di rifondazione, non mi stupisce piu di tanto. Sarei però curioso di sapere l'opinione in merito dei pseudoliberali del PdL |
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: Al momento Berlino
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Anche Obama ha proposto la revisione dell'ALCA (trattato di libero commercio).
Anche la Clinton a volte ne parla (camaleonticamente: quando parla agli operai è protezionista, quando parla agli agricoltori è liberista). Fermo restando che gli Stati Uniti sono uno degli stati piú protezionisti del mondo, lo sono sempre stati sin dalla guerra di secessione (quando vinse il Nord protezionista), e lo rimangono tutt'ora. Molte persone (soprattutto operai) sono rimaste svantaggiate dall'apertura dei mercati, soprattutto verso quelli in cui non esiste alcun tutela per i diritti dei lavoratori che quindi fanno una concorrenza spietata che consegue in delocalizzazioni e licenziamenti, quindi diversi puntano al protezionismo per limitare questi problemi. |
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#16 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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La Clinton, non ha mai proposto dazi commerciali contro l'Asia Per il resto quello che tu dici, l'ho sentito dire su raiclick da Tremonti... A questo punto potresti pensare di votarlo ![]() Per il resto non mi stupisce che queste idee abbiano seguito. Da sempre quano l'economia è in affanno ricette protezioniste prendono seguito. Il motivo è semplice. Si trova una causa unica dei problemi. Questa causa unica ha inoltre il vantaggio di essere un soggetto (paese) esterno, che coalizza le divisioni interne contro il nemico Oltretutto Tremonti parla di una fantomatica lobby di illuminati che ha la colpa di aver causato la globlizzazione. (ovviamente non ci spiega chi sono). Che queste posizioni ricevano il plauso da aree comuniste, tant'è che il reponsabile economico di rifondazione arriva a lodare apertamente Tremonti, mi sembra naturale. Rimango, come già detto, curioso di come questo possa essere accettabile a chi votando PdL crede di votare una formazione liberale Ultima modifica di Fritz! : 12-03-2008 alle 14:06. |
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#17 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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La spiegazione è quella che ho detto sopra. Quote:
Le cause della globalizzazione sono molto semplici: le grandi imprese competitive sono avvantaggiate dal liberismo, quindi spingono i governi ad attuarlo, quelle che non sono in grado di competere cercano di difendersi col protezionismo. Tremonti è protezionista perché tutte quelle imprese del nord est poco specializzate e che vanno avanti a sfruttamento dei dipendenti ed evasione fiscale, per quanto s'impegnino non potranno mai competere con la manodopera dei Paesi in via di sviluppo. La maggior parte delle imprese del Nord Est sta chiudendo o delocalizzando, e molta gente rimane senza lavoro, è ovvio che i proprietari e chi ci lavora siano protezionisti. Questo è il bacino elettorale di Forza Italia e della Lega, e Tremonti deve tenerselo buono. Ultima modifica di blamecanada : 12-03-2008 alle 14:18. |
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#18 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
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Ma direi che non è il caso. Per quanto mi riguarda una politica protezionista può avere duetipologie - o è sostanzialmente marginale per l'economia generale, rispondendo a esigenze politiche e propagandistiche specifiche, ma essendo ininfluente nel complesso - o è una politica isolazionista e autartica, che però è anche spesso, la porta a grandi conflitti armati. Il problema della tutela ambientale e dei diritti dei lavoratori in certi paesi sono problemi reali, ma non hanno un rapporto diretto con le ricette protezioniste. Per il resto chi indica i dazi come soluzione, dovrebbe anche specificare il come e il quanto, sennò è solo propaganda inutile. Dazi sulla produzione industriale? o anche sui servizi? Limitata all'import export o anche ai flussi di invesimento? Di base europea o italiana? (è ovvio per la verità che se in europa vogliamo restarci, dobbiamo parlare di politiche su base euroea) chi decide questi dazi? E ovviamente quali saranno gli effetti negativi dei dazi con i quali i paesi colpiti a loro volta risponderanno? |
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#19 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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Non dico che questo sia giusto eh, dico solo che viene fatto anche dai presunti liberoscambisti. Quote:
Rifaccio l'esempio della guerra di secessione americana, in cui vinse il Nord industriale fortemente protezionista, contro il sud agricolo e liberista. Anche in Italia il nord in cui si stava sviluppando l'industria spinse per il protezionismo a fine Ottocento. È una pratica storicamente ricorrente. In Italia chi vuole il protezionismo lo vuole perché le arretrate imprese italiane non riescono a reggere la concorrenza della manodopera straniera, e quindi chiudono o delocalizzano. È ovvio che chi dipende da queste imprese per mangiare cerchi di tutelarle come può, non perché ritiene che sia una mossa complessivamente positiva per l'economia, ma per motivi di carattere strettamente contingente. Le grandi imprese che sostengono il PD sono ovviamente piú liberiste delle piccole imprese che sostengono il PDL: le prime vogliono competere sul mercato globale, le seconde sanno di non poterlo fare. Ed ecco spiegato il protezionismo di Tremonti. Il tendenziale protezionismo di Rifondazione invece è dovuto ad un altro motivo. Il modo piú semplice per l'abbattimento dei costi di produzione dovuto per rimanere concorrenziali è l'abbattimento dei diritti dei lavoratori. Ovviamente per quanto si possano abbattere non c'è modo per abbassarli ai livelli di quelli cinesi... una fabbrica italiana non potrà mai competere con una fabbrica cinese, c'è poco da fare. Penso sia scontato che i dazî siano su base Europea. |
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#20 |
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Iscritto dal: Jan 2007
Città: o mia bela madunina che te brili de luntan
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