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Old 10-12-2007, 11:20   #1
IpseDixit
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James Watson ha geni africani

Probabilmente un bisnonno era africano

Chi avrebbe mai detto che James Watson, storico scopritore del DNA e pioniere della genetica, abbia un 16% di geni di origine africana nel sangue. Specie dopo i suoi commenti di un paio di mesi fa, che gli avevano tirato addosso la condanna unanime della comunità scientifica internazionale: il premio Nobel del 1962 aveva sostenuto che i neri siano meno intelligenti dei bianchi. In un’intervista al Sunday Times in cui si definiva «cupo di fronte alle prospettive dell’Africa: tutte le nostre politiche sociali sono basate sull’assunto che la nostra intelligenza sia uguale alla loro, mentre gli esperimenti e i test di intelligenza dicono che le cose non stanno proprio così».

La sorpresa viene dal laboratorio islandese incaricato di produrre la sequenza completa del genoma di Watson, 79 anni, primo essere umano ad essersi volontariamente sottoposto a quest’analisi e ad impegnarsi a divulgarne i risultati su Internet nell’interesse della scienza (fatta eccezione per il gene responsabile dell’Alzheimer: Watson non vuole sapere se rischia questa malattia). Proprio l’estate scorsa era uscita la notizia secondo cui lo scienziato, in un discorso tenuto al Wellcome Trust di Londra, si era detto convinto che decodificare il nostro genoma debba renderci più buoni, oltre che più sani.

Ora i risultati dell’analisi dei geni di Watson risvegliano la polemica che due mesi fa aveva costretto lo scienziato a lasciare la guida del laboratorio americano di Cold Spring Harbor, che egli dirigeva da 39 anni. «Solitamente ci si aspetta un livello così massiccio del 16% in una persona con un bisnonno africano - spiega Kari Stefansson di deCODE Genetics, il laboratorio che ha effettuato la decodificazione -. E’ stato molto sorprendente ottenere questo risultato per Jim». In confronto, la maggior parte della popolazione di origine europea non ha più di un 1% di geni provenienti da un antenato africano. Per di più, la decodificazione del genoma di Watson dimostra che lo scienziato originario di Chicago ha anche un 9% di geni di origine asiatica.

E i commenti non tardano a fioccare. Sir John Sulston, fra i luminari del progetto del genoma umano e anch’egli premio Nobel, ha detto di considerare ironica questa scoperta, alla luce delle opinioni espresse da Watson sulla razza: «Non sono mai stato d’accordo con quelle osservazioni. Non comprendiamo abbastanza l’intelligenza per poter generalizzare sulla razza».

Anche se Watson aveva subito cercato di ritrattare quei suoi commenti, il danno era ormai fatto: «Posso soltanto chiedere scusa senza riserve a tutti quelli che dalle mie parole hanno tratto la conclusione che l’Africa come continente sia in un qualche modo geneticamente inferiore. Non è quello che intendevo e, quel che è più importante, non c’è nessuna base scientifica per credere una cosa del genere», aveva detto dopo l’incidente. Watson aveva concluso, mortificato: «Non riesco a capire come posso avere detto quello che hanno scritto che io abbia detto. Di certo posso capire perché la gente che ha letto quelle parole abbia reagito nel modo in cui ha reagito».

Il Science Museum di Londra, che attendeva uno dei padri della genetica per una conferenza che aveva già fatto il tutto esaurito con molto anticipo, ha prontamente annullato l’evento. Subito dopo il laboratorio di Cold Springs Harbor aveva fatto sapere di aver «sospeso Watson dalle sue responsabilità amministrative, in attesa che il consiglio direttivo prenda ulteriori decisioni».

Anche un gruppo di premi Nobel ha reagito con furia: «La Federation of American Scientists è scandalizzata dai nocivi commenti fatti da Watson. E’ tragico che una delle icone della scienza moderna abbia disonorato in tal modo questa professione».

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...3&sezione=News
IpseDixit è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 10-12-2007, 11:23   #2
sempreio
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Originariamente inviato da IpseDixit Guarda i messaggi
Probabilmente un bisnonno era africano

ecco perchè ha detto quelle parole
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Old 10-12-2007, 12:17   #3
LUVІ
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Quote:
Originariamente inviato da sempreio Guarda i messaggi
ecco perchè ha detto quelle parole
Quoto ora dirà che chi lo criticava aveva torto, perchè ha detto stupidaggini a causa dei suoi geni

LuVi
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Old 10-12-2007, 12:20   #4
CYRANO
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Anche io ho sicuramente parte dei geni africani !




Clmazm,l;a
__________________
FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Old 10-12-2007, 12:47   #5
FabioGreggio
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L'Avatar di FabioGreggio
 
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Milano
Messaggi: 146
Il mio cognome deriva dal Longobardo Gregg, come mi ha detto un tipo molto erudito.
E pure quello di mia madre.

Mo che so che ho i geni Ungro-tedeschi sento già di avere la pelle che sa di crauto e wurstel.....

fg
FabioGreggio è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 10-12-2007, 13:58   #6
ania
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Iscritto dal: Nov 2006
Messaggi: 1886
http://www.repubblica.it/2007/10/sez...es-watson.html

Quote:
Clamorosa teoria del pioniere del Dna
"I neri sono meno intelligenti dei bianchi""
La polemica scatenata dalla teoria illustrata da James Watson
premio Nobel e scienziato di fama internazionale


LONDRA - James Watson, uno dei più eminenti scienziati di fama internazionale ha scatenato una clamorosa polemica dopo aver sostenuto che la gente nera è meno intelligente della gente bianca e l'idea che "l'eguaglianza della ragione" sia condivisa da tutti i gruppi razziali si è rivelata una delusione. Lo rivela The Independent riportando le sue dichiarazioni che riaprono l'esplosivo dibattito sulle teorie razziste della superiorità della "razza bianca".

Watson, 79 anni, lo scienziato che nel 1962 vinse il Nobel in medicina per il suo contributo alla scoperta della struttura del Dna, oggi alla guida di uno dei principali centri di ricerca scientifici degli Stati Uniti, si è attirato le proteste per le osservazioni razziali e razziste che ha formulato al suo arrivo in Gran Bretagna, dove è impegnato in una serie di conferenze, di cui una al museo della scienza a Londra.

La Commissione per i diritti umani, che in Gran Bretagna ha appena sostituito quella per l'eguaglianza razziale, ha subito fatto sapere che sta studiando parola per parola le dichiarazioni di Watson.

Lo scienziato ha argomentato che "è un desiderio naturale" che tutti gli esseri umani siano uguali, ma "chi ha a che fare con dipendenti di colore pensa che questo non sia vero". Keith Vaz, parlamentare laburista, ha risposto che "è triste vedere un uomo di scienza di questo livello abbandonarsi a commenti senza alcun fondamento scientifico e così offensivi che, sono sicuro, la comunità scientifica respingerà in quanto pregiudizi personali del dr. Watson".

Nel 1997, ricorda l'Independent, lo stesso Watson dichiarò alla stampa britannica che una donna doveva avere il diritto di abortire se un test avesse potuto determinare la natura omosessuale del nascituro. In seguito suggerì un legame fra colore della pelle e comportamento sessuale: i neri avrebbero una libido maggiore, il che giustificherebbe un monitoraggio scientifico e ingegneristico in campo genetico sull'assunto che la "stupidità" possa essere un giorno curata. Watson è arrivato anche a sostenere che la bellezza può essere fabbricata geneticamente: "La gente dice che sarebbe terribile se rendessimo belle tutte le ragazze. Io penso che sarebbe grandioso".

Steven Rose, professore delle scienze biologiche alla Open University e membro fondatore della Società per la responsabilità sociale nella scienza, ha commentato: "E' la teoria più scandalosa di Watson. Ha detto cose simili sulle donne in passato, ma non lo avevo mai sentito trattare argomenti genuinamente razzisti".

(17 ottobre 2007)



http://www.repubblica.it/2007/10/sez...ione-choc.html
Quote:
Scontro sulle parole di Jim Watson, lo scopritore del Dna, Nobel per la medicina nel '62
"Jim non ha le conoscenze scientifiche per fare affermazioni di questo genere"
"Neri meno intelligenti"
Provocazione-choc di un Nobel

di LUCA E FRANCESCO CAVALLI-SFORZA

È SEMPRE triste scoprire che un uomo con un curriculum splendido ha delle pecche anche gravi. Jim Watson ha dato alcuni contributi di estrema importanza alla scienza del secolo scorso. Il più straordinario è stato la scoperta della struttura del Dna, cui è giunto lavorando in tandem con un collega fisico, Francis Crick, che aveva le conoscenze di matematica e fisica che a Jim mancavano.

Ma anche Jim ha portato idee essenziali: non gli mancano certo né l'intelligenza né l'inventiva, e lo ha dimostrato lanciandosi con grande coraggio, giovanissimo, in questa impresa così ambiziosa, cui allora credettero in pochi. Gli è andata bene, e fra l'altro è ben raro nella storia della scienza che la prima ipotesi proposta per risolvere un problema così difficile abbia un successo così rapido e completo.

È giusto considerare la scoperta della struttura del DNA come la più importante compiuta finora dalla biologia, perché spiega che cosa è la vita e ha posto le basi per capire tutto il resto. Era stata però preceduta da un esperimento fondamentale compiuto dieci anni prima, che mostrava che è il DNA, e non le proteine come molti pensavano, la base chimica dell'eredità biologica.

Può sembrare strano, ma ben poco dell'altro lavoro scientifico di Jim è di valore anche solo lontanamente paragonabile. Il più anziano di noi ne ha esperienza diretta, perché due anni prima del famoso lavoro con Francis Crick, Jim venne a trovarlo e passò a Milano tre giorni per farsi raccontare del lavoro che Luca stava compiendo sulla genetica del Bacterium coli, che restò a lungo il batterio più studiato dai genetisti.

Jim visitò anche un altro ricercatore, Bill Hayes, che pure se ne occupava, e dopo essersi fatto raccontare tutte le ricerche in corso scrisse un lavoro che avrebbe dovuto essere firmato da lui, Hayes e Cavalli-Sforza, in cui si affermava che questo batterio doveva avere tre cromosomi. L'ipotesi era chiaramente sbagliata, ma Watson non fu convinto dalle obiezioni di Luca e pubblicò l'articolo con il solo Hayes. Tre anni dopo altri ricercatori francesi dimostrarono, con un metodo molto originale, che il coli ha un solo cromosoma, di forma circolare, un'affermazione che non è più stata messa in dubbio in cinquant'anni.

Non c'è dubbio che la collaborazione di Crick abbia avuto una parte notevole nella scoperta della doppia elica. Lo dimostra anche lo straordinario contributo che Crick diede in seguito alla scoperta del codice genetico. Ma tutto il progetto partì da Watson, e la posizione del suo nome in ordine anti-alfabetico, quando si parla del lavoro di Watson e Crick, riflette il contributo relativo (benché abbia generato l'acronimo WC, su cui però non sono mai stati fatti scherzi poco lusinghieri).

È giusto dire che Watson ha dato molti altri contributi importanti alla scienza. Ha scritto un magnifico libro di testo della nuova biologia, intitolato Biologia Molecolare del Gene. Ha portato ad un livello altissimo un laboratorio di ricerca biologica vicino a New York, dimostrandosi un eccellente amministratore. Ha avviato il progetto di scansione del genoma, alla cui direzione ha poi rinunciato per differenze di vedute con la direttrice della Sanità americana: ma forse il progetto avrebbe camminato più speditamente se avesse continuato lui a dirigerlo.

In Italia, ove almeno da Croce in poi conta più la letteratura che la scienza, molti ricorderanno il suo La doppia elica, che ha un notevole valore letterario, oltre che storico. Il libro gli costò il titolo di "Honest Jim", perché espose senza ipocrisie una certa sua aggressività nell'impadronirsi di informazioni sul lavoro dei colleghi, importanti per la sua ricerca.

È anche giusto dire che in molte sue affermazioni pubbliche è un po' "pazzerello". Un collega americano, persona particolarmente mite e gentile, che lo conosce bene, lo ha definito, con una classica espressione inglese, un "loose cannon": un cannone che si è sciolto dalle funi che lo fissano alla tolda di un veliero in tempesta e va a sbattere da tutte le parti.

In più occasioni Jim si è espresso in modi quanto mai provocatori. Ora che si è convinto che presto sapremo tutto sull'intelligenza in base al DNA di un individuo, e che è deciso a render pubblico il suo genoma, forse potremo scoprire da dove vengono queste sue debolezze. Ma secondo voci nell'ambiente preferirà tenere segreta una parte della sua personalità, che potrebbe avere una base genetica, perché stavolta il suo gusto per la provocazione lo ha portato a compiere un atto di grave insensibilità sociale, appoggiando un pregiudizio che è stato dimostrato erroneo ma che purtroppo è ancora abbastanza diffuso. Usando la sua influenza per diffondere un'idea sbagliata potrebbe danneggiare centinaia di milioni di persone.

Jim avrebbe dovuto rendersi conto che non ha le conoscenze scientifiche per fare affermazioni di questo genere. Non bisogna pensare che gli scienziati abbiano sempre ragione, semplicemente perché la scienza è ricerca della verità. Al contrario, nello sforzo che porta alla verità scientifica si commettono parecchi errori. Purtroppo vi sono anche esempi classici di scienziati gretti ed egoisti, come Newton. Non è certo il caso di una persona gentile come Jim, ma forse, preso dal gusto della provocazione, non si è reso conto dell'impatto che possono avere le sue parole.

(18 ottobre 2007)
http://www.repubblica.it/2007/10/sez...rtificato.html
Quote:
Dopo le frasi razziste Watson chiede scusa
"Ma come ho fatto a dire certe sciocchezze?"
Il Cold Spring Laboratory di New York ha sospeso la collaborazione con lo scienziato


LONDRA - Dopo il putiferio nato dalle sue dichiarazioni sulla presunta intelligenza inferiore dei neri, lo scienziato James Watson ora si dice "mortificato". Il genetista di 79 anni, premio Nobel nel 1962 per gli studi sul Dna insieme a Francis Crick, in un comunicato diffuso oggi, ha dichiarato di essere "mortificato per ciò che è accaduto". "E ancor più grave - ha aggiunto - è che non riesco a comprendere come ho potuto dire questo. Posso certamente comprendere perché la gente, leggendo quelle parole, ha reagito come ha fatto".

Watson dunque non smentisce le dichiarazioni fatte e non lamenta di essere stato frainteso, semplicemente sostiene di essersi espresso male e di aver parlato con leggerezza. "Non posso che presentare le mie scuse senza riserve - ha affermato - Non è quello che volevo dire. E soprattutto non vi sono basi scientifiche per sostenere tali tesi".

Giorni fa il premio Nobel aveva sostenuto che i test scientifici indicano che gli africani - ma anche i neri americani - sono meno intelligenti degli occidentali. A corollario di questa affermazione, Watson aveva anche spiegato di essere pessimista sul futuro dell'Africa perché "tutte le nostre politiche sociali sono basate sul fatto che la loro intelligenza (degli africani) sia uguale alla nostra quando tutti i test svolti dicono il contrario".

In seguito a queste dichiarazioni pubblicate dal Sunday Times, il museo della Scienza di Londra ha cancellato una prevista conferenza del premio Nobel. Allo stesso modo il prestigioso laboratorio di Cold Spring Harbor, nello stato di New York, dove furono svolti gli esperimenti decisivi per la scoperta del Dna, ha deciso di sospendere la collaborazione con il genetista.

(19 ottobre 2007)

http://www.repubblica.it/2007/10/sez.../antenati.html
Quote:
Il premio Nobel aveva fatto scandalo parlando di inferiorità genetica dei neri
Ora il Sunday Times rivela le conclusioni di un laboratorio di analisi
James Watson, dopo le frasi-choc la sorpresa
"Aveva antenati neri di origine africana"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Lo scienziato bianco che giudica i neri meno intelligenti dei bianchi è più nero di quanto potesse immaginare. Suona come uno scioglilingua, ma è la verità, scientifica per di più: il genoma di James Watson, il premio Nobel americano che un paio di mesi fa ha suscitato scalpore e condanne per avere dichiarato che i neri sono geneticamente meno intelligenti dei bianchi, ha 16 volte più geni di origine nera nel proprio Dna rispetto al bianco medio occidentale. Ciò significa, con tutta probabilità, che un suo bisnonno o trisavolo era di origine africana.

Come ironia della storia, non poteva essercene una migliore. La notizia è stamane in prima pagina sul Sunday Times di Londra, che riferisce la scoperta fatta da un laboratorio di analisi genetiche. Bisogna sapere che il professor Watson aveva diffuso recentemente su internet il proprio genoma, ovvero la mappa di tutti i suoi geni, "nell'interesse della scienza", in altre parole affinché gli specialisti della materia potessero studiare il suo magnifico cervello, grazia al quale lo scienziato scoprì nel 1953 la struttura del Dna e vinse il premio Nobel.

Ebbene, esaminati i preziosi dati, la società deCode Genetis ha scoperto che il 16 per cento dei geni di Watson provengono da un antenato nero di discendenza africana, mentre gli esseri umani di discendenza europea, ossia europei e americani d'oggi, hanno mediamente al massimo l'1 per cento di geni di questo tipo. "Un livello del 16 per cento dei geni di di tal genere induce a credere che l'individuo in questione abbia avuto un bisnonno che era un nero africano", commenta Karl Stefansson, direttore del laboratorio che ha fatto le analisi. "E' stato molto sorprendente ottenere un risultato simile nel genoma di Watson". L'analisi del suo genoma indica anche che un altro 9 per cento dei geni dello studioso provengono da antenati di origine asiatica.

Nelle sue dichiarazioni, pronunciate alla vigilia di un tour per promuovere in Gran Bretagna l'uscita di un suo nuovo libro, Watson si era detto pessimista circa le prospettive dell'Africa, "perché le nostre politiche sociali (a favore di quel continente) sono basate sul fatto che la loro intelligenza è la stessa della nostra, quando invece tutti i test dicono che non è così". Contraddetto da tutti i maggiori esperti in materia al mondo, Watson si è visto costretto a cancellare il tour promozionale a causa delle proteste nel Regno Unito da parte di associazioni per i diritti civili e per la difesa delle minoranze. Rientrato immediatamente in America, ha ricevuto una seconda cattiva notizia: il licenziamento dal posto di direttore del Cold Spring Harbour Laboratory, nello stato di New York, del quale era stato alla guida per quasi quarant'anni.

Nessun commento, per ora, dal premio Nobel, sulla notizia che lui è "più nero" della maggior parte dei bianchi. Un commento, anche se lo avevamo giù usato la prima volta, ci permettiamo di ripeterlo noi: "Elementare, Watson".

(9 dicembre 2007)
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Old 10-12-2007, 14:15   #7
LUVІ
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Old 10-12-2007, 14:44   #8
DVD_QTDVS
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Dai dai, che queste notizie sono create ad arte da qualcuno...
non è la 1a volta che per mettere in cattiva luce si taroccano i risultati
delle analisi e/o si interpretano in modo sbagliato..
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Old 10-12-2007, 16:05   #9
das
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Ma se il 99% dei geni è uguale per tutti gli uomini, e il 97% lo condividiamo con le scimmie, come è possibile che Watson abbia il 16% dei geni diverso da quello dei bianchi ? Mi sembra che ci sia qualcosa che non torna.
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Old 10-12-2007, 16:10   #10
Vash88
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Ma se il 99% dei geni è uguale per tutti gli uomini, e il 97% lo condividiamo con le scimmie, come è possibile che Watson abbia il 16% dei geni diverso da quello dei bianchi ? Mi sembra che ci sia qualcosa che non torna.
forse il 16% dell' 1%?
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