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Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
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4 giugno 1989
Luna piena a Tien An Men,
stai con me, di cos'hai paura di un soldato che beve il tè, e si fa le foto, sul cannone di un carro armato, tutto il mondo ci guarda ormai, e il governo non vuole guai, fanno i duri ma tremano, abbracciami. Fra un anno sarò ingegnere, porterò mio padre in città, piangeremo dal ridere, lui crede ancora, che sia come ventanni fa, biciclette e bandiere al sole, con la gente vestita uguale, noi cambiamo le regole, da adesso in poi. Giuro che il futuro è vita, questa è la città proibita, ma i ragazzi non sbagliano, siamo più di un miliardo, sai. Giuro che non siamo pazzi, giuro che non siamo eroi, gli eroi muoiono giovani, non è quel che vogliamo noi, noi vogliamo volare oltre quella muraglia, prima di essere vecchi che ci passi la voglia, non pioverà su questa piazza, quelli là sono lampi di caldo, temporali che scoppiano, che scappano sopra il riso e le fabbriche, generali è domani ormai e il domani qui siamo noi, che cambiamo le regole, da adesso in poi. Ma quei fari, che girano come mai, anche i cani han paura, e le radio non suonano. Perché i soldati, sono in piedi e non ridono più, questo vento di polvere, sulla luna di Tien An Men, cosa sta per succedere, abbracciami. ("Città proibita", dal CD "Uomini soli" dei Pooh, 1990). Ieri, 4 giugno 2004, e' stato il 15.mo anniversario della strage di piazza Tienanmen, in Cina. Vi proponiamo un articolo di Francesca Lancini, pubblicato sul sito Peacereporter.net. Tienanmen, per non dimenticare "Per gli occidentali Tienanmen e' una data: il 4 giugno 1989. E un'immagine: un ragazzo con una camicia bianca davanti ai carri armati. Per i cinesi e' un luogo dove la storia passa e ripassa, cancellando dal viale Chang'an tutto quello che li' e' accaduto: l'Impero, Mao e la rivoluzione culturale, la Banda dei quattro, Deng Xiaoping, il 4 giugno 1989, il ritorno di Hong Kong alla Cina annunciato dalle lancette di un orologio digitale" (Ling Fei, da Les Chinois. Visage d'une societe' en mutation) Nella notte tra il 3 e il 4 giugno l'esercito cinese represse nel sangue i sit-in e le manifestazioni studentesche per la democrazia nella piazza Tienanmen o 'piazza Rossa' di Pechino. I giovani massacrati furono 320 secondo le fonti ufficiali, circa 1.300 in base alle testimonianze raccolte da Amnesty International. Quindici anni piu' tardi, nel cuore di Parigi, il brulicante arrondissement num. 9, quartiere popolato da immigrati di tutto il mondo ai piedi di Mont-Martre, una decina di esuli ed ex dissidenti cinesi si sono riuniti nella sede di Reporters sans frontie'res (Rsf) per commemorare una delle date piu' tristi del XX° secolo. Non sono ancora le 11.30, ora dell'appuntamento a Rsf, ma gli ospiti cinesi sono gia' tutti seduti attorno alla tavola rotonda dove si terra' la riunione. Si guardano attorno e scambiano sorrisi con i giornalisti. Sono visibilmente emozionati, quasi ansiosi di raccontarsi. Prende la parola Vincent Brossel, di Reporters sans frontie'res e sottolinea subito il senso di questa commemorazione: "Dopo 15 anni, la repressione in Cina continua. Proprio qualche ora fa e' stato arrestato un intellettuale". Dall'89 a oggi sono finite dietro le sbarre piu' di 130 persone, tra giornalisti e internauti. Quarantatre di loro avevano partecipato alla Primavera di Pechino, come viene anche chiamato il periodo delle proteste dei giovani a Tienanmen (15 aprile - 4 giugno '89). "Una madre e' sorvegliata in casa per aver realizzato un video", continua Brossel. "Un'altra vittima della repressione e' stata internata in un ospedale psichiatrico. L'Unione Europea non ha dunque nessuna ragione per togliere l'embargo sugli armamenti imposto alla Repubblica Popolare dopo i fatti dell'89". Dello stesso parere e' Wei Jingsheng, uno dei fondatori del movimento democratico cinese, incarcerato per 18 anni: "I membri dell'Ue hanno annunciato di voler annullare l'embargo con il pretesto che la Cina ha registrato, negli ultimi tempi, uno sviluppo sia nei diritti umani che nell'economia. Non e' vero. Il presidente Hu Jintao e il primo ministro Wen Jabao hanno dimostrato di essere piu' duri dei loro predecessori. Se Yang Zemin un tempo represse i gruppi religiosi, questi adesso si accaniscono contro gli operai, i contadini e i giornalisti". "E' importante ricordare - aggiunge Wei - che le dimostrazioni a Tienanmen furono molto diverse da quelle che da sempre si tengono a Washington o a Parigi. Allora le persone manifestarono davanti ai fucili puntati e vennero colpite per i loro ideali". Accanto a lui annuisce Cai Chong Guo, sindacalista 48enne che in Francia e' fuggito subito dopo l'eccidio. "In questi 15 anni - ribadisce l'uomo - nel mio Paese la democrazia e' continuata a mancare. Sono cresciuti i problemi sociali e sono peggiorate le condizioni di vita dei lavoratori nelle citta' e nelle campagne. Il governo impedisce loro di formare organizzazioni indipendenti. Esiste un sistema di persecuzione che opera in questo modo: i governatori locali danno gli ordini alla polizia che manda i 'dissidenti' in campi di educazione forzata". Dalle parole di Cai, la Cina sembra non essere cambiata molto dai tempi della rivoluzione culturale di Mao Zedong (1966-'76), quando i nemici del Popolo venivano processati e umiliati in pubblico e poi spediti nei campi di lavoro: "Il 4 giugno - dice Cai - fu il primo e ultimo sussulto democratico indipendente". Fra i testimoni di Tienanmen uno mantiene lo sguardo abbassato. Si chiama Heng Langzi, non conosce il francese, percio' forse resta in disparte aspettando il momento di raccontare quel lontano giorno di primavera. "Tutti i media si sono chiesti se ci furono dei morti a Tienanmen", esordisce serio, come a lasciar trasparire un dolore incolmabile. "Il 4 giugno '89 un responsabile del servizio d'ordine disse che non c'erano state vittime. A me spararono tre volte. Alcuni soccorritori mi portarono all'ospedale insieme ad altre tre persone. Due morirono, io ho ancora una pallottola nella gamba. Certo, la piazza e' grande e i soldati la invasero completamente, quindi e' difficile dire quanti giovani persero la vita. Pero' mi dispiace che molti testimoni oculari non vollero dire la verita'". Il pericolo che i fatti di Tienanmen cadano nell'oblio e' reale. "La tragedia - dichiara la sinologa Marie Holzaman - e' che in Cina si sta dimenticando sempre di piu'. La propaganda del governo e' stata molto efficace nell'occultare quanto accaduto. Alcuni portano questi episodi nel cuore, ma lo spirito di condanna si e' in gran parte esaurito". Il monito di Wen, Cai, Heng e Marie e' rivolto anche alla stampa internazionale: "Non dimenticate i principi difesi dai manifestanti cinesi. Portate l'attenzione su questi temi". In Cina - ricorda il comunicato di Rsf - il termine "4 giugno" (liu si) e' ancora bandito sulla stampa e sul web. 15 anni fa tutti guardavano con sdegno a quella piazza e a chi aveva ordinato quella strage; oggi, quanti la guardano ancora con lo stesso sdegno?
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Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
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Iscritto dal: Jan 2002
Messaggi: 6053
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Bravo blue ottimo topic
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#3 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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ero davanti alla tv quando successe.. ricordo tutto quanto come se fosse ieri
che dire, la cina da quando esiste è sempre stata un mondo a parte.. anche prima del comunismo cercò sempre, nella sua storia, l'isolamento e il controllo sociale. La vedo veramente durissima per i ragazzi del posto tentare una ribellione, forse è proprio un fattore culturale questo accentramento e controllo del potere, è una cosa molto difficile da sradicare senza violenza e sangue tra l'altro questo controllo sociale assume proporzioni preoccupanti, da fantascienza.. arriva pure all'informatica: http://punto-informatico.it/p.asp?i=48469 |
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#4 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: -> Messaggi: 449 Messaggi: 449 Messaggi: 449 Provenienza: - > Messaggi: 449 Messaggi: 449
Messaggi: 79
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vi ricordate il tipo famossissimo che si mise a braccia aperte davanti al carro armato ?
questo : qualcuno sa che fine abbia fatto ? sarei molto curioso ... peccato vedere che nessuno partecipa a questo thread ... |
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2002
Città: -> Messaggi: 449 Messaggi: 449 Messaggi: 449 Provenienza: - > Messaggi: 449 Messaggi: 449
Messaggi: 79
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un ragionamento egoista , voglio sapere cosa ne pensate anche voi :
in un certo senso e' un "bene" (certamente non x quanto riguarda le liberta personali) che in cina cmq. ci sia stato un regime rigido , pensate se fosse come in india, oggigiorno la cina avrebbe 3 miliardi di persone, non 1 miliardo e "poco" piu'...con il controllo delle nascite invece la situazione non e' degenerata, ma che voi sappiate adesso c'e' ancora il controllo delle nascite ? |
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#6 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Città: Treviso
Messaggi: 1158
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certo!
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Non ho niente altro da offrire alle altre persone, se non la mia stessa confusione something cold is creepin' around, blue ghost is got me, I feel myself sinkin' down L'arte non insegna niente, tranne il senso della vita |
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Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
Messaggi: 1214
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alla meglio è morto a seguito delle sevizie subite nelle carceri... un fiore per ognuno di quegli eroici ragazzi |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2004
Città: Gallarate (VA)
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La fine che ha fatto? tirato sotto dal carrarmato, solo che ovviamente questo non viene mai detto ... Per quanto riguarda il controllo delle nascite, c'è ancora, vietato fare più di un figlio.
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Santech M58: CPU: i7 3840QM, RAM: 16GB (2x8GB CL10), HARD DISK: SSD crucial M4 128GB + HD Sata 3 1TB 7200rpm, SCHEDA VIDEO: GeForce GTX 680M |
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#10 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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le immagini si fermavano prima, i giornalisti all'epoca non ne sapevano nulla di piu'.. |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 1455
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
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e noi con questi ci facciamo gli affari... eh già... ora sono capitalisti e ovvio la democrazia passa in secondo piano rispetto agli affari...
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
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#14 | |
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#15 | |
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"A pessimist is someone who is waiting for it to rain. But I'm already soaked to the skin." L. Cohen. |
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#16 | |
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Iscritto dal: May 2001
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L'eroe di piazza Tienanmen rilasciato da Pechino saluta gli attivisti per i diritti umani «Grazie a chi mi ha aiutato» Dopo la liberazione di Wang Dan la mobilitazione prosegue L'eroe di Piazza Tienanmen ringrazia tutti quanti si sono battuti per ottenere la sua liberazione. Wang Dan, il dissidente cinese arrestato dopo la repressione delle manifestazioni della "primavera cinese" del 1989 e liberato due giorni fa da Pechino si è rivolto agli attivisti per i diritti umani e al governo degli Stati Uniti: «Per prima cosa - ha affermato il 29enne attivista dall'ospedale di Detroit, nel Michigan, dove è attualmente sottoposto ad una serie di esami - vorrei esprimere il mio più profondo apprezzamento per la partecipazione e la simpatia che mi avete dimostrato negli ultimi anni. Vorrei anche ringraziare il governo degli Stati Uniti per gli sforzi volti ad ottenere il mio rilascio».«Al tempo stesso - ha concluso Wang Dan, in una dichiarazione diffusa dal gruppo "Human Rights in China" spero vivamente che gli attivisti che si battono per il rispetto dei diritti umani e continuano ad essere imprigionati in Cina potranno presto ritrovare la libertà». Il giovane dissidente ha quindi annunciato che giovedì prossimo terrà una conferenza stampa a New York. E la mobilitazione, sull'onda del suo prosegue. In una lettera al ministero della giustizia cinese, 12 dissidenti dello Zhejiang (Cina orientale) si sono felicitati per la liberazione di Wang Dan, ma chiedono anche che vengano liberati tutti i detenuti politici. «È stupido e spregevole usare i dissidenti come pedine per ottenere vantaggi politici», è scritto nella lettera, il cui testo viene riferito dal "Centro d'informazione sui diritti umani" di Hong Kong, firmata da Mao Guoliang e undici altri. Sono gli stessi che il 12 aprile inviarono una lettera aperta al capo dello Stato Jiang Zemin chiedendo che venisse rivisto il giudizio ufficiale sul movimento democratico e sulle manifestazioni che il 4 giugno 1989 vennero represse nel sangue dall'esercito. La versione ufficiale alla strage è che quelle manifestazioni pacifiche costituivano un tentativo controrivoluzionario di rovesciare il governo. E il 19 marzo scorso il neo premier Zhu Rongji, nella sua prima conferenza stampa dopo la nomina, ha affermato che all'epoca «il partito comunista e il governo presero misure risolute e tempestive per riportare la stabilità nel paese». Domenica, la scarcerazione del dissidente cinese Wang Dan è stata salutata anche da un applauso corale durante un incontro organizzato a Roma dal Partito radicale con un altro celebre ex prigioniero politico della Repubblica popolare,Wei Jingsheng. Wei ha però osservato che non si poteva parlare di liberazione dato che Wang «non è stato autorizzato a essere libero nel suo paese». Durante il successivo dibattito Wei ha pronunciato una dura requisitoria contro il comunismo cinese e quei dirigenti occidentali che difendono troppo tepidamente la causa dei diritti umani nella Rpc. Quello cinese, testimonia il dissidente, è un regime che durante solo uno dei suoi movimenti politici del passato ha provocato almeno 100 milioni di morti. Wei ha quindi rinnovato la denuncia di chi in Occidente «sostiene a parole di voler aiutare il popolo cinese ma di fatto lavora per mantenere il potere dittatoriale di Pechino». |
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Iscritto dal: Mar 2004
Città: Grugliasco (Torino)
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ll controllo delle nascite è stato abolito, se non sbaglio nel 1999. Possibile che vi siano ancora dei disincentivi di tipo economico a fare più figli
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#18 | |
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#19 | |
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Iscritto dal: Jan 2002
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